Cuba: per la prima volta dopo 50 anni cargo Usa attracca a l’Avana

Per la prima volta dopo 50 anni, una nave da carico proveniente dagli Stati Uniti ha attraccato al porto dell’Avana, a Cuba. La Ana Cecilia, il cargo proveniente da Miami, trasporta aiuti di carattere umanitario spediti dalla popolazione cubana residente in Florida e destinati ai parenti che vivono sull’isola caraibica.

Dal 1962, Cuba (mappa) è sottoposta a un embargo commerciale decretato dall’allora presidente americano, John Kennedy, che non è mai più stato tolto. La nave arrivata nel porto della capitale cubana, ha avuto una dispensa speciale dell’amministrazione statunitense per trasportare gli aiuti umanitari nell’isola. 

Il piccolo cargo Ana Cecilia, che ha una capacità di 16 container, è entrato nella baia della capitale cubana poco dopo le 7 locali, con 24 ore di ritardo per problemi amministrativi prima di gettare l’ancora.

Salpato mercoledì pomeriggio da Miami, il cargo trasporta materiali destinati a organizzazioni umanitarie o religiose, ma ‘anche a delle famiglie che vivono a Cuba’, secondo un portavoce dell’International Port Corp, la compagnia americana che ha organizzato il trasporto.

International Port Corp ha annunciato che il collegamento sarà ormai settimanale con una nave in partenza da Miami tutti i mercoledì. ‘Una volta là, l’equipaggio scarica tutto senza sbarcare e la nave riparte per Miami’, ha sottolineato il portavoce Leonardo Sanchez-Adega.

La società, che deve rispettare l’embargo totale decretato contro Cuba nel febbraio 1962 dal presidente americano John F. Kennedy, ha precisato di aver ottenuto un permesso speciale dalle autorità americane. Dal 1992 l’embargo Usa contro Cuba viene condannato regolarmente ogni anno dall’Assemblea generale dell’Onu a schiacciante maggioranza: nel settembre 2011, 186 Paesi lo hanno condannato, contro due voti a favore (Stati Uniti e Israele) e tre astensioni (Isole Marshall, Micronesia e Palau).

http://www.un.org/

Higgs: la particella di Dio esiste. L’annuncio dal Cern di Ginevra

An example of simulated data modelled for the ...

An example of simulated data modelled for the CMS particle detector on the Large Hadron Collider (LHC) at CERN. Here, following a collision of two protons, a is produced which decays into two jets of hadrons and two electrons. The lines represent the possible paths of particles produced by the proton-proton collision in the detector while the energy these particles deposit is shown in blue. (Photo credit: Wikipedia)

Il Bosone di Higgs, la particella di Dio esiste. Anche se sono necessarie ulteriori verifiche per consolidare la scoperta. Ad annunciarlo i ricercatori del Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, dove si susseguono le ultime verifiche e resta un minimo margine di incertezza, inferiore allo 0,2 per cento e che in un comunicato confermano: ‘Abbiamo trovato una nuova particella ‘compatibile’ con quella teorizzata dal fisico Peter Higgs. Ma sono necessarie ulteriori verifiche per stabilire che si tratti proprio dell’ultimo pezzo del puzzle per costruire la foto di famiglia delle particelle elementari che costituiscono la materia’.

E mentre su Twitter, l’hot topic del momento riguarda la scelta da parte del Cern del font tipografico Comic Sans per annunciare la scoperta storica., continuano i commenti sulla nuova scoperta. ‘Abbiamo osservato un nuovo bosone, ma occorrono più dati’ per verificare che si tratti davvero del bosone di Higgs’ ha detto Joe Incandela durante un seminario. ‘La scoperta di una particella con caratteristiche compatibili al bosone di Higgs apre la via a ulteriori studi con più statistiche, che stabiliranno le proprietà della nuova particella’,  ha detto il direttore generale del Cern, Rolf Heuer.

Ed ecco tutto quello che si sapeva finora sul conto della particella più famosa di tutti i tempi, protagonista dell’ International Conference on High Energy Physics (Ichep) in corso da oggi a Melbourne (Australia).

Al momento i ricercatori sono riusciti a delimitare le caratteristiche della particella, grazie alle esperienze condotte nei mesi scorsi dal team europeo e da quello statunitense. I due esperimenti del Fermilab, denominati ‘Cdf e DZero‘, hanno utilizzato dei metodi differenti rispetto a quelli europei, denominati ‘Atlas’ e ‘Cms’, arrivando comunque alle stesse conclusioni: la massa del bosone va ricercata nell’intervallo fra i 115 e i 127 GeV, identico a quello predetto dal Cern. Tuttavia il margine di fluttuazione statistica non è ancora sufficientemente basso (meno di uno su 3,5 milioni) da poter confermare con certezza l’esistenza della particella. Per quel che riguarda i risultati del Cern, ‘Atlas’ esclude al 95% la presenza della particella nell’intervallo di energie compreso fra i 131 e 453 GeV mentre rileva un possibile picco a 126 GeV (un livello di energia che corrisponde a poco più di cento volte la massa del protone), mentre il ‘Cms’ conferma alcuni eventi ‘interessanti’ nell’intervallo tra 120 e 131 GeV, con un picco sotto i 130 GeV.

Obiettivo a lungo termine dei ricercatori è quello di verificare, grazie soprattutto all’Lhc, il Large Hadron Collider, l’esistenza delle particelle supersimmetriche e delle dimensioni nascoste previste dalla teoria delle stringhe e a comprendere meglio l’esatta natura della materia e dell’energia ‘oscure’, che costituiscono gran parte della massa dell’Universo. Il bosone di Higgs rimane l’ultima particella prevista dal modello standard della fisica quantistica ancora da scoprire.

Perché la chiamano ‘Particella di Dio’?
È  per un’astuta mossa del Nobel Leon Lederman che il bosone di Higgs è soprannominato in questo modo dalla fine degli anni Ottanta. A quel tempo, Lederman era direttore del Fermilab di Chicago e sperava di ottenere i finanziamenti per costruire in Texas l’enorme acceleratore Superconducting Super Collider (mai costruito). Un nome come particella di Dio, infatti, poteva ammorbidire i deputati del Congresso. Leggenda vuole, poi, che il suo libro, pubblicato nel 1994, si dovesse intitolare The Goddamn Particle (la particella maledetta) e che l’editore decise di togliere damn.

Teorizzata nel 1964 dal fisico scozzese Peter Higgs e ribattezzata particella di Dio (secondo la leggenda passata da ‘Goddam particle‘ particella maledetta a ‘God’s particle‘), il bosone o meglio il campo di Higgs di cui è prodotto, è all’origine della manifestazione della massa e la conferma della sua esistenza potrebbe far compiere passi avanti nelle teorie di Unificazione, verificate per le forze nucleari ed elettromagnetiche ma dalle quali la gravità rimane ancora esclusa.  Il bosone di Higgs o particella di Dio, ciò che spiega come mai tutte le cose nell’Universo abbiano una massa è attesa come una delle scoperte scientifiche più importanti degli ultimi cento anni.

Al momento, i fisici del Fermi National Accelerator Lab, nello Stato americano dell’Illinois, hanno annunciato di aver osservato ‘il più forte indizio’ sul bosone nei frammenti delle collisioni in un acceleratore di particelle chiamato Tevatron, cui gli scienziati lavorano da dieci anni.


http://public.web.cern.ch/public/

Rihanna: rissa Drake Brown per la cantante delle Barbados, distrutto locale a New York, otto feriti

Chris Brown non ha perso il vizio. L’ex fidanzato di Rihanna (come dimenticare le foto della popstar con il volto tumefatto) di nuovo coinvolto in una rissa. Per lui solo un taglio sul mento (pubblicato con orgoglio su Twitter), ad altre persone presenti è andata molto peggio, compresa la guardia del corpo di Brown. Otto persone sono finite in ospedale e il locale in questione, il W.i.P. di New York, ne è uscito semidistrutto.

Oggetto del contendere sempre lei: Rihanna. Il rivale di Brown, un altro rapper, Drake. Quest’ultimo di recente avrebbe avuto un flirt con la cantante delle Barbados. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Brown avrebbe mandato al suo tavolo una bottiglia di champagne accompagnata da un biglietto con su scritto: ‘Offerta di pace’. Drake, però, l’avrebbe rispedita al mittente rispondendo che aveva una relazione con “l’amore della tua vita, fattene una ragione” (ma il termine usato era ben più crudo). Da qui, il putiferio.

Secondo quanto riporta il sito americano Tmz, l’ex di Rihanna è stato ascoltato dalla polizia di New York in qualità di testimone e vittima. Anche Drake starebbe collaborando con gli agenti. Nessun arresto finora effettuato. Un portavoce ha dichiarato che le autorità credono a Chris Brown e alla sua versione dei fatti: stava cercando di lasciare il locale insieme a una donna e alla sua bodyguard quando è stato assalito dall’entourage di Drake.

‘Chris Brown – fa sapere l’ufficio stampa del cantante – e i suoi amici sono vittime di un brutale attacco avvenuto la scorsa notte e hanno riportato diverse ferite. Chris e il suo staff stanno collaborando con le autorità di NY che si stanno occupando delle indagini’.

Blog at WordPress.com.