Election Day, Obama Romney ultima sfida oggi si vota

Il conto alla rovescia è finito. Gli americani sono chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

Mentre Obama seguirà l’election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli swing state Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l’ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l’opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano.

E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all’ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall’Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney.

La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. La media di Real Clear Politics mostra un recupero del presidente americano su Romney, anche se con un vantaggio di appena 0,4 punti.

Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago.

Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all’aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

Intanto chiusi i seggi con un nulla di fatto a Dixville Notch. Nel mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell’Election Day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: ‘Ho votato per Barack Obama’, ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. ‘Non è mai successo qui, abbiamo la parità’, ha dichiarato lo scrutatore nell’annunciare i risultati.

Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

In Iowa Obama ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale, concedendosi anche l’emozione di una lacrima. ‘E’ qui che tutto è iniziato’, ha ricordato anche Michelle, ‘ed è questo l’ultimo evento della campagna elettorale di mio marito, è l’ultima volta che ci vedete sul palco insieme. Mio marito è un uomo d’onore, integro e onesto. Ha lavorato duramente ogni giorno per rendere questo Paese migliore: ne sono molto orgogliosa’. La first lady ha quindi ringraziato Springsteen.

 ‘Le sue note hanno accompagnato tutta la nostra campagna elettorale’, ha osservato Michelle, ‘ma non c’è niente come l’avere il Boss in persona’. Prima di lasciare la parola al marito, Michelle lo ha abbracciato calorosamente, sussurandogli all’orecchio: ‘Sono orgogliosa di te’. Poi ha ricordato ‘i momenti piu’ divertenti’ trascorsi in Iowa nel 2008, ‘dal compleanno di Melia’ alla ‘faccia di Barack scolpita nel burro’.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos, il presidente uscente è avanti di quattro punti in Ohio, con il 50 per cento delle preferenze contro il 46 di Romney. In Virginia il distacco è di due punti (48 per cento contro 46), e in Colorado di un punto (48 per cento a 47). Romney risulta invece in vantaggio in Florida con il 48 per cento dei consensi a fronte del 47 di Obama.

Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: – 19 locali (l’una di stanotte in Italia): Virginia. – 19.30 (l’una e mezza): Ohio e North Carolina. – 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. – 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. – 22 (le 4): Iowa, Nevada.

Uragano Sandy: la maratona di New York si farà. Riaperti due scali

La maratona di New York si terrà come previsto domenica. Ad annunciarlo è stato il sindaco Michael Bloomberg, in conferenza stampa. Dopo il passaggio dei ciclone Sandy, in molti avevano messo in dubbio lo svolgimento della corsa, che si svolge tra i cinque borough della città, visti i problemi con il trasporto pubblico, l’elettricità e i voli per New York cancellati. Migliaia di runner sono attesi in città tra domani e venerdì. Per domenica, è prevista una giornata assolata.

Intanto il numero dei morti per il passaggio del ciclone Sandy sulle coste nord-orientali degli Stati Uniti è salito a 59, secondo il New York Times. Il numero più alto di vittime si è avuto nello Stato di New York, ventinove, di cui 22 solo nella Grande Mela. Poi sette in Pennsylvania, sei in New Jersey, cinque in West Virginia, tre in Connecticut, due in Ohio, Virginia, Maryland e North Carolina, una in New Hampshire. La ricostruzione dopo il passaggio del ciclone post-tropicale potrebbe essere tra le più costose della storia. Al momento, la valutazione iniziale dei costi, tra i 30 e i 50 miliardi di dollari, potrebbe persino essere rivista al rialzo. E mentre gli Stati Uniti contano i danni dell’uragano, riprende lentamente il ritorno alla normalità. Dopo due giorni di stop ha riaperto la Borsa di Wall Street, che non chiudeva dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, quando si fermò per tre giorni. L’aeroporto di Newark, in New Jersey, che serve la città, è stato riaperto alle 7 (le 12 in Italia), mentre il Jfk è tornato operativo per le 12 (le 17 in Italia). Il servizio iniziale sarà però limitato in gran parte ai voli cargo e a quelli per spostare il personale di volo.

E’ stato il sindaco Michael Bloomberg stamattina a suonare la campanella della quotidiana cerimonia che segna l’apertura di Wall Street. “Eravamo determinati a riaprire oggi”, ha affermato a Cnbc l’amministratore delegato di Nyse Euronext Duncan Niederauer. Per trovare una chiusura di due giorni a causa delle condizioni meteorologiche bisogna invece tornare indietro fino al 1888, quando i sistemi di comunicazione di New York furono messi ko da una tempesta e le 6.900 linee telefoniche della città furono interrotte.

Occorrerà attendere fino a domani o al massimo fino a venerdì pomeriggio, invece, per la riapertura delle case da gioco di Atlantic City. Sommersa da quasi tre metri d’acqua e battuta da venti a 130 km all’ora, la città del gioco è ancora alle prese con i danni alle infrastrutture.

La priorità è ripristinare l’elettricità. Barack Obama, in tenuta ‘Commander in Chief’, con la divisa della Fema, la protezione civile statunitense, ha tenuto una conferenza stampa in New Jersey insieme a Chris Christie, governatore dello Stato e volto noto del partito repubblicano. I due hanno visitato insieme le zone più colpite dal ciclone, che ha toccato terra nei pressi di Atlantic City.

Ieri Obama ha trovato in Christie un prezioso alleato nelle ultime ore, in vista delle elezioni del 6 novembre, visto che il governatore ha elogiato il lavoro del presidente per fronteggiare l’emergenza.

Obama e Christie hanno sorvolato le zone del New Jersey più colpite dall’uragano Sandy per circa un’ora. Obama ha anche visitato alcuni rifugi degli sfollati.

In rete qualcuno ha anche pubblicato una foto false di quello che ci si potrebbe aspettare di vedere a New York, con l’uragano in azione, riuscendo a spaventare molti utenti di Facebook.

11 settembre: al via le celebrazioni per l’undicesimo anniversario dagli attentati del 2001

 Celebrazioni sottotono negli Usa per l’undicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. La principale cerimonia di commemorazione si terrà a Ground Zero, luogo in cui sorgevano le Torri gemelle, dove saranno letti i nome delle circa 3000 persone uccise a New York, a Washington e a Shanksville, in Pennsylvania.

A differenza degli anni scorsi, in ogni caso, nessun politico di rilievo, né il sindaco Michael Bloomberg né altri, prenderanno la parola a New York mentre il presidente Obama e la moglie Michelle si raccoglieranno in silenzio prima nei giardini della Casa Bianca poi al memoriale del Pentagono. Il vicepresidente Joe Biden andrà invece a Shanksville dove si schiantò il volo 93 della United Airlines.

Ieri, proprio a Shanksville, ha parlato il ministro della Difesa Leon Panetta che ha invitato gli americani a non dimenticare ‘i soldati che combattono e muoiono in Afghanistan‘. A segnare la differenza col passato anche l’andamento della campagna elettorale, che non si fermerà neanche per l’11 settembre. L’ex presidente Clinton sarà oggi a Miami, in Florida.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/a-charlotte-la-convention-democratica-per-linvestitura-di-obama-a-candidato-ufficiale-alle-presidenziali-del-6-nov/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/06/i-sette-titani-della-tech-industry-che-finanziano-le-campagne-elettorali/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/

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