Napolitano su Monti: ‘Un senatore a vita non si può candidare’

‘Un senatore a vita non si può candidare al Parlamento perché già parlamentare. Non può essere candidato di nessun partito’. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,oggi a Parigi. ‘Non è particolare da poco e qualche volte si dimentica’, ha aggiunto ilo capo dello Stato. ‘Alcune forze politiche o gruppi o movimenti pensano che il presidente Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio in un contesto politico. È un diritto o una facoltà che può avere qualsiasi partito’, ha poi aggiunto.

Su Monti: ‘È un senatore a vita e pertanto ha uno studio a palazzo Giustiniani dove potrà ricevere chiunque, dopo le elezioni, vorrà chiedergli un parere, un contributo o un impegno’, così Napolitano da Parigi (prima volta di un Presidente della Repubblica dopo 22 anni) risponde a chi gli chiede se è possibile, come chiedono alcuni partiti, che Monti possa essere candidato a un governo politico.

Una lista Monti? Non mi pare compaia, non la vedo. Non so che senso avrebbe perché sarebbe pur sempre una lista che presenta suoi candidati al Parlamento’, taglia corto Napolitano. ‘Bisogna vedere – aggiunge – quanti candidati diverrebbero parlamentari e quale sarà il peso di questa ipotetica lista – aggiunge il Capo dello Stato -. Concorrerà come tutti gli altri partiti alle consultazioni per l’incarico di formazione del governo. Avrà già in testa un nome? Benissimo. Vedremo quali altri nomi proporranno gli altri sulla base dei risultati elettorali. Poi il presidente della Repubblica deciderà’.

L’accordo sulla produttività siglato da tutte le sigle sindacali eccetto la Cgil ‘è comunque un fatto importante’. Ma ‘mi auguro che ci sia un riavvicinamento perché è importante che non manchi il contributo della Cgil’, ha aggiunto Napolitano.

Salvador Dalì in mostra al Centre Pompidou

Torna a Parigi dopo trent’anni, in una mostra al Centre Pompidou, Salvador Dalì. Un retrospettiva a 360 gradi sull’artista catalano. Pittore, scultore, fotografo, regista, scrittore e anche showman. ‘Abbiamo installato molti schermi che mostrano le sue performance e i suoi happening – spiega il curatore della rassegna – In questa mostra si possono apprezzare non solo le tele, ma anche il personaggio Dalì’.

Sono 200 le opere di Dalì in mostra, quasi tutte emblematiche del percorso artistico del maestro surrealista, ma sono tante le curiosità dell’esposizione al Beaubourg. Una sala labirintica che illustra il cervello dell’artista e la riproduzione della sala Mae West. Il ritratto dell’attrice americana pensato per essere utilizzato come un appartamento, con il sofà a forma di labbra, dove il visitatore si può sedere comodamente. ‘Mi trovo sulle labbra di Mae West – spiega il curatore Jean-Hubert Martin – e mi vedo riprodotto su uno schermo davanti a me, perché una telecamera sopra ai capelli di Mae West mi sta riprendendo’.

Tra le opere, sono presenti alcuni dei suoi capolavori, come la ‘Venere di Milo con cassetti’ o ‘La persistenza della memoria’ con i celebri orologi molli, che a detta dell’artista, sarebbero ispirati al camembert. Tutte icone del maestro della provocazione che saranno in mostra a Parigi fino al 31 marzo.

http://www.centrepompidou.fr/

Robert Doisneau a Palazzo delle Esposizioni

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e immortalato con il suo obiettivo.

Più di 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui più cari, sono esposte in una grande rassegna antologica che sarà allestita a Palazzo delle Esposizioni dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013. L’esposizione condurrà il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero, sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

English: French photographer Robert Doisneau p...

English: French photographer Robert Doisneau photographed by Bracha L. Ettinger in his studio in Montrouge, 1992 All uses of this picture must attribute it to Bracha L. Ettinger, under the CC-BY-SA 2.5 License (Photo credit: Wikipedia)

Robert Doisneau (1912-1994), che ama paragonarsi a Atget, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.

E’ una Parigi umanista e generosa ma anche sublime che si rivela nella nudità del quotidiano; nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità quotidiana, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione.

Noto oggi al grande pubblico, Doisneau, dopo essersi diplomato alla Ecole Estienne, scopre la fotografia da giovane, mentre lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici. Nel 1931 è operatore da Vigneau e nel 1934 è fotografo per le officine Renault da dove viene licenziato cinque anni più tardi per assenteismo. Nel 1939 diviene fotografo-illustratore free-lance e nel 1946 entra definitivamente all’agenzia Rapho. Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo.

Autore di un grande numero di opere, principalmente su Parigi, Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia ‘umanista’ in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono esposte in tutto il mondo.

Dopo essere stata presentata a Parigi presso l’Hotel de la Ville e in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto, nel centenario della sua nascita la mostra Robert Doisneau – Paris en Liberté arriva per la prima volta in Italia, a Roma, al Palazzo delle Esposizioni dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013 per iniziativa dell’Azienda Speciale Palaexpo, dell’Atelier Doisneau, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e di Civita, con il patrocinio della Ville de Paris e di Roma Capitale.

Per iniziativa della Provincia di Milano e degli altri enti promotori la mostra sarà poi allestita a Milano allo Spazio Oberdan dal 15 febbraio al 1 maggio 2013.

L’esposizione è la prima di un ciclo di importanti mostre dedicate alla grande fotografia francese del Novecento promosse dalla Fondazione Alinari con la collaborazione della Ville de Paris.

Questo week end – A Roma gli straordinari capolavori di Vermeer, riuniti per la prima volta in Italia con altri dipinti dei maestri olandesi del XVII secolo, a Venezia le meravigliose vedute di Francesco Guardi, provenienti dai maggiori musei internazionali sono le mostre di maggior rilevo che si aprono nel week end. Che vede anche, sempre nella capitale, la bella rassegna dedicata agli scatti di Robert Doisneau, l’autore del celebre ‘Bacio’.

http://www.palazzoesposizioni.it

 

Dominique de Villepin fermato dalla gendarmeria per frode fiscale

Dominique de Villepin, ex primo ministro francese tra il 2005 e il 2007 durante la presidenza di Jacques è stato fermato dagli agenti della gendarmeria del 16° arrondissement di Parigi.

La notizia è rimbalzata dal sito del quotidiano Le Monde nelle redazioni di tutto il mondo.L’ex premier era stato convocato dal giudice istruttore di Strasburgo per chiarire la sua posizione nell’inchiesta Relais & Chateaux, un torbido affaire di fatture gonfiate e di commissioni occulte da 1,6 milioni di euro che coinvolge Regis Bulot, presidente di Relais & Chateaux, uno dei migliori amici di Villepin.

Lo scandalo era stato portato alla luce nel dicembre 2011 dallo stesso Le Monde grazie a una serie di intercettazioni telefoniche che dimostrerebbero le problematiche attività di Villepin per coprire gli affari dell’amico Bulot ed evitargli così guai peggiori.

Us Open: Serena Williams al quarto titolo, Errani e Vinci le prime azzurre a vincere nello Slam

Serena Williams conquista il suo quarto titolo agli Us Open battendo in finale la numero uno del mondo, Victoria Azarenka, in 6-2, 2-6, 7-5. Roberta Vinci e Sara Errani conquistano il titolo nel doppio, diventando le prime azzurre nella storia a vincere il titolo nello Slam di Flushing Meadows.

Quarto titolo a Flushing Meadows, il quindicesimo di uno Slam, il sesto stagionale ed il 45/mo in carriera. Sono numeri da capogiro quelli di Serena Williams che ha conquistato l’Us Open battendo in finale la numero 1 del mondo, la bielorussa Victoria Azarenka con il punteggio di 6-2, 2-6, 7-5 al termine di oltre due ore di gioco. La statunitense, 31 anni tra due settimane, chiude la stagione degli Slam con la ciliegina sulla torta, al termine di quattro mesi da incorniciare.

A giugno è arrivata la vittoria di Wimbledon, sia in singolare sia in doppio con la sorella Venus. Il mese successivo la vittoria a Stanford e poi quella, più prestigiosa, alle Olimpiadi di Londra, dove, sempre sull’erba dell’Old England Club, ha bissato il successo anche nel doppio.

Un finale di stagione d’oro che va in archivio con un successo insperato, come ammette la stessa Williams durante la premiazione. ‘Ancora non riesco a credere di aver vinto. Mi ero già preparata il discorso per commentare la sconfitta, ed invece…’, dice alzando al cielo il trofeo che va ad aggiungersi alla sua prestigiosa bacheca. Serena ritrova la vittoria a New York dopo quattro anni ed un delicato intervento che nel 2010 la costrinse a restare lontana dall’attività.

L’anno successivo, nonostante l’operazione, si presentò di nuovo in campo dimostrando ancora una volta di essere la campionessa da battere. In finale però dovette arrendersi all’australiana Samantha Stosur, che conquistò la sua unica vittoria di quella stagione con il punteggio di 6-2, 6-3. Quest’anno la nuova sfida. In finale ha trovato la leader della classifica Wta, la bielorussa Victoria Azarenka – già vincitrice dell’Australian Open – che ha dimostrato di essere più in forma che mai, tanto da spaventare la statunitense al decimo game del terzo set quando, in vantaggio per 5-4, ha avuto l’occasione di portarsi a casa il titolo.

Serena ha reagito conquistando il break che le ha dato la spinta finale verso la vittoria. ‘Serena merita questo trofeo – ammette la stessa Azarenka durante la premiazione – ha dimostrato di essere una vera campionessa. Per me è un onore essere al suo fianco’. Serena lascia il campo tra gli applausi e si prepara a festeggiare il suo 31/mo compleanno, con l’augurio di tornare il prossimo anno ad alzare in alto il suo ennesimo trofeo.

Per l’Italia, i numeri cambiano a questo Us Open che ci dà comunque vincitori. Era accaduto una sola volta nel 1986 e solo nel doppio misto (Raffaella Reggi con lo spagnolo Sergio Casal), che il tennis italiano fosse iscritto nell’albo d’oro degli Us Open. La vera impresa storica è riuscita a Sara Errani e Roberta Vinci, la coppia regina del doppio mondiale, che si sono imposte in finale contro le ceche Hradecka-Hlavackova. Un incontro sempre tenuto in pugno dalle azzurre, che dopo aver vinto il primo set 6-4, hanno letteralmente dominato il secondo, vinto 6-2 dopo due break.

Strepitosa la prova della Vinci che sul proprio servizio non sbaglia mai, completando l’opera nel primo set con un serve&volley da manuale. Il secondo parziale è quasi una formalità, ipotecato con il break ottenuto sul 4-2 a quindici e poi sigillato ancora una volta dalla Vinci al servizio.

Le due azzurre, che già in singolare avevano mostrato il loro grande stato fisico: Errani in semifinale dopo aver battuto nei quarti proprio la tarantina, diventano poi la prima coppia tutta italiana sul tetto del mondo, dopo che Flavia Pennetta era arrivata in vetta in compagnia dell’argentina Gisela Dulko.

Un successo, quello sul cemento di New York, che corona una stagione straordinaria per il formidabile duo. Per la tarantina e la romagnola è il secondo Slam dopo il trionfo al Roland Garros. Nel 2012 delle due azzurre anche i successi a s’Hertogenbosch, Parigi, Roma, Madrid, Monterrey, Acapulco e Barcellona.

Per il torneo maschile, Djokovic in finale – Abbastanza distratto prima che il maltempo facesse decidere per l’interruzione del match, Novak Djokovic si scatena alla ripresa e concede pochissimo a David Ferrer. Il serbo, secondo del mondo, è anche il secondo finalista degli US Open di tennis. Si è qualificato battendo in semifinale lo spagnolo, in testa nella serie di 4, per 2-6, 6-1, 6-4, 6-2. Per Djokovic, detentore del titolo di Flushing Meadow, sarà la terza finale consecutiva degli US Open. Incontrerà il britannico Andy Murray, che nella prima semifinale, ha superato il ceco Tomas Berdych. Lo scozzese, oro alle Olimpiadi di Londra 2012, non ha mai vinto un titolo del Grande Slam.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/05/us-open-errani-e-vinci-ancora-numero-uno-nel-doppio-tennis/

Vertice anticrisi fra Monti e Hollande: ‘la Tav si farà’ e alle parti sociali dicono ‘è ora dell’occupazione’

Vertice anti crisi con convitato di pietra lo spread. In attesa che il board della Bce fornisca, giovedì prossimo, nuovi dettagli sulle misure che Francoforte potrebbe adottare per sostenere i titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona, il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente francese François Hollande hanno oggi ribadito in un vertice bilaterale, a Roma, la rotta della Ue per contribuire a stabilizzare l’euro.

Monti e Hollande s’incontrano al bilaterale tra Italia e Francia e si stringono la mano sulla Torino Lione: ‘La Tav si farà e il prossimo vertice lo faremo a Lione per riaffermare la volontà di realizzare la linea.’

Nessun dubbio sull’euro, che deve essere difeso, e grande sinergia di vedute in tutti i settori: dalla necessità di creare occupazione alla Tav, che si farà perché è un’opera di ‘fondamentale interesse’. Il premier, Mario Monti e il presidente francese, François Hollande rinsaldano l’asse tra Roma e Parigi in un bilaterale nella capitale.

Sull’Eurozone ‘non devono esserci più dubbi’ (neanche dopo il declassamento di Moody’s di questa mattina e quello dell‘Italia di giusto un mese fa ndr) ha sostenuto l’inquilino dell’Eliseo al termine dell’incontro col premier italiano. ‘Fare i compiti a casa è necessario ma non è sufficiente’, ha affermato ancora Monti. ‘Via via che un paese compie dei progressi di politica economica, è necessario che ci sia un riconoscimento da parte della stessa Ue e del modo in cui il mercato dell’eurozona funziona, affinché non esistano ostacoli agli spread che sarebbero privi di riferimento all’andamento dell’economia”.

Annunciando il prossimo bilaterale tra Italia e Franci a Lione, Monti ha sottolineato l’importanza di completare la Tav Torino-Lione, ‘di fondamentale interesse’. Rivolgendosi alle parti sociali, Mario Monti dice che ‘è il momento di lavorare insieme’. Ha anche ribadito che l’obiettivo del governo ‘è migliorare la produttività del Paese‘ ma occorre che tutte le parti in causa ‘acuiscano gli sforzi è il momento per lavorare insieme e creare lavoro‘.

Il lavoro e l’occupazione restano i punti focali del governo. ‘Non ho fatto promesse in campagna elettorale, ma questo governo avverte la crisi occupazionale come un problema centralissimo per l’economia e la società italiana’, ha sottolineato il titolare di Palazzo Chigi. Poi, i due leader hanno rinsaldato il rapporto di intesa fra Roma e Parigi. ‘Fin dalla elezione del presidente Hollande c’è stata una grande sinergia e un’unità di obiettivi nel sospingere l’Unione su una strada di maggiore crescita non inflazionistica o fondata su squilibri della finanza pubblica’, ha sottolineato Monti.

Sulla compatibilità del fondo Esm con la legislazione tedesca si pronuncerà il prossimo 12 settembre la corte costituzionale della Germania, in una decisione vitale per l’implementazione del fondo da 500 miliardi di euro.

Ma per Monti la direttrice non cambia e meccanismi correttivi degli spread a livello europeo sono necessari: “Occorre che, via via che i Paesi realizzano successi, ci sia un riconoscimento da parte della stessa Unione europea, da parte del modo in cui il mercato finanziario funziona, affinché non persistano gravi ostacoli come spread che sarebbero ormai privi di riferimento all’andamento economico sottostante.

‘Da parte nostra – fanno sapere i NoTav – non ci sono nè gioie nè delusioni ma tanta e sana consapevolezza e dedizione nel rinforzare le barricate, a prendere le misure del cantiere per contrastarlo, ad allargare il consenso alla nostra lotta, che anche in questo caso dimostra di incarnare il futuro di tutti. Infine vogliamo dire al premier di turno che la frase ‘la Tav si farà’ l’hanno pronunciata almeno una decine di suoi predecessori e ad oggi non esiste la Torino Lione ma una caserma a cielo aperto che ha assunto un minimo le fattezze di un cantiere.

Ne riparleremo con i premier – continuano gli attivisti del movimento che si oppone all’esproprio dei terreni e alla costruzione della Torino -Lione – magari a dicembre (periodo del prossimo incontro bilaterale), facendo noi un bel tragitto da Torino a Lione, con le bandiere belle alte, perchè no!’

http://www.notav.info/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/bce-sottopressione-moodys-cambia-loutlook-sul-rating-aaa-per-germania-francia-regno-unito-e-paesi-bassi/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/13/moody-moodys-e-litalia-bocciata-dal-rating/

Crono per Wiggins: l’italiano Nibali terzo sul podio del Tour de France. Domani ultima gara

Non era mai successo. Che non uno, ma due britannici si aggiudicassero il primo e il secondo posto del podio al Tour de France. Il terzo va all’italiano Vincenzo Nibali.

Il Crono incorona Wiggins con il miglior tempo di 1’04”13: 1’16” su Froome e 1’50” a LL Sanchez. A Parigi sarà il primo corridore from Great Britain  a salire sul gradino più alto del podio della Grande Boucle. Insieme al britannico del Team Sky.

Un britannico per la prima volta sul gradino più alto del Tour de France. Bradley Wiggins riesce nell’impresa che Sky si era posta come obiettivo primario una volta entrata nel ciclismo. Il re della 99esima edizione del Tour de France è lui.  Ex pistard di 32 anni, si aggiudica una Grande Boucle dura e faticosa.  In montagna, sempre a ruota e a cronometro, ha dato lezioni a tutti anche a Chartres, meritando – come si dice – l’amara vittoria.

La massacrante cronometro di 53 km, che in tanti temevano a inizio Tour e che proprio da inizio tour già davano vinta al tenacissimo e resistente Wiggings, in realtà non è stata nemmeno necessaria. Distacchi già decisi dalla seconda prova contro il tempo,  i 40 km di Besançon, sono poi definiti negli ultimi giorni dai Pirenei. Dopo le polemiche per gli attacchi alla leadership di Froome, arriva la prova di forza dell’acuto capitano.

Vincitore quest’anno anche di Parigi-Nizza, Romandia e Delfinato, Wiggins ha dato un pugno al Tour de France (è così che ha esultato sul traguardo l’inglese vincente) nel giorno a lui più favorevole, dominando la 19esima tappa della corsa a 50 km/h di velocità media e mettendo altro tempo fra sé e i rivali.

Froome chiude al secondo posto a 1’16”. Luis Leon Sanchez, che accompagna con sorrisi nervosi le pedalate di Wiggins fino all’arrivo, è terzo a 1’50”. Poi gli altri, tutti con ritardi superiori ai due minuti: Velits, Porte, Gretsch, la maglia bianca Van Garderen, Kiryienka, Taaramae e Roy. Questa la Top Ten, dove non si scorge il nome di Vincenzo Nibali, che chiude al 16esimo posto a 3’38” dal vincitore, ma che domani riporterà l’Italia sul podio a Parigi, sette anni dopo il secondo posto di Ivan Basso nel 2005. Mai nella storia del Tour de France un britannico era salito sul podio. A Parigi, nel 2012, ce ne saranno addirittura due. E saranno compagni di squadra: Wiggins e Froome. Il terzo è italiano e si chiama Vincenzo Nibali.

Complimenti a Daniel Oss, che 14esimo riesce a superare il  suo capitano. I bocciati Grande Boucle di questa edizione sono Denis Menchov, mai protagonista sulle Alpi e sui Pirenei e che nell’ultima cronometro rimedia oltre 4′ di ritardo, e soprattutto Cadel Evans. Lo scorso anno in festa per il suo primo trionfo al Tour de France, quest’anno risulta piegato da una carta di identità che comincia a farsi impietosa.

Mai nella storia del Tour de France un britannico era salito sul podio e a Parigi, nel 2012, ce ne saranno addirittura due. E saranno compagni di squadra: Wiggins e Froome. Il terzo è italiano e si chiama Vincenzo Nibali.

#TDF12

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