Papa Francesco inaugura il nuovo Pontificato

papa_bergoglioStemma e motto che aveva da vescovo e anello del pescatore d’argento anziché d’oro per Papa Francesco. Sono vari anche gli ‘aspetti di semplicità’ della messa che Bergoglio celebrerà domani a piazza San Pietro per l’inaugurazione del Pontificato. Lo ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dettagliando alcuni particolari della liturgia.

Il Vangelo sarà ‘cantato in greco’. Se normalmente viene cantato in latino e greco, per sottolineare l’unità dei cristiani di Oriente e Occidente, in questo caso si è optato per il greco ‘perché di latino ce n’è già molto’. Il Papa ‘non dà la comunione lui personalmente, ma la danno i diaconi’. Ancora, ‘non c’è processione delle offerte, pane e vino per la messa vengono portati dai ministranti per l’altare, ma senza solenne processione’. L’omelia sarà tenuta in italiano. Per i giornalisti dovrebbe esserci un testo distribuito in embargo, ‘ma abbiamo visto – ha precisato Lombardi – che il Papa ama una certa spontaneità, quindi può darsi che aggiunga altre frasi e osservazioni mentre parla’. Alla messa, peraltro, che cade nella solennità della festa di San Giuseppe, canteranno il coro della Cappella sistina e il coro dell’Istituto di musica sacra. All’offertario, mottetto composto proprio per la messa di inaugurazione da Pierluigi da Palestrina ‘Tu es pastor ovium’. Alla fine, il ‘Te deum’.

Gli ‘aspetti di relativa semplicità della messa – ha detto Lombardi – fanno sì che la messa non dovrebbe essere molto lunga. La celebrazione di domani può stare in due ore, forse alle 11:30 le cose sono già verso il termine’.

Il Papa domani lascerà la casa di Santa Marta per la messa intorno alle 8:45-8:50 e poi, “in jeep o in papamobile”, farà un “lungo giro nella piazza, in mezzo alla folla nelle vie che vengono lasciate libere, prima dell’inizio della celebrazione”. Il portavoce vaticano ha detto inoltre che poi andrà alla sagrestia, vicino alla Pietà, intorno alle 9:15, e si preparerà alla celebrazione che avrà inizio verso le 9:30 cui parteciperanno anche rappresentanti ebrei e musulmani. La esatta definizione di quella di domani mattina è la “messa di inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”.

In tutto 34 capi di Stato e 132 delegazioni prenderanno parte alla Messa. oltre a Giorgio Napolitano e Chrstina Kirchner (Argentina): Sargsyan (Armenia), Fischer (Austria), Plevenliev (Bulgaria), Roussef (Brasile), Johnston (Canada), Pinera (Cile), Jeou Ma (Taiwan), Chinchilla (Costa Rica), Iosipovic (Croazia), Delgado (Equador), Ondimba (Gabon), Sosa (Honduras), Ader (Ungheria), Higgins (Irlanda), Berzins (Lettonia), Grybauskaite (Lituania), Ivanov (Macedonia), Abela (Malta), Pena Nieto (Messico), Gaoh (Niger), Martinelli (Panama), Gomez (Paragyuay), Komorowsky (Polonia), Cavaco Silva (Portogallo), Basescu (Romania), i reggenti di San Marino, Nikolic (Serbia), Gasparovi (Slovacchia), Pahor (Slovenia), Ruak (Timor est), Gnassingbe (Togo), Mugabe (Zimbabwe). Presenti i presidenti di Parlamento europeo Martin Schulz, del Consilgio Ue Herman van Rompuy, della commissione europea José Manuel Barroso. Cinque regnanti, tre principi ereditari, sei vice Capi di Stato, molti ministri e ambasciatori.

L’anello che indosserà il Papa si chiama del pescatore ‘perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini’, ha detto Lombardi in un briefing. ‘Ma sull’anello che questa volta il Papa riceverà è rappresentato San Pietro con le chiavi’. L’anello è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini. Il Papa ha scelto il modello, il cui disegno ha origine con il segretario di Paolo VI mons. Macchi, tra ‘due o tre possibilità che gli sono stati presentati’.

Giornata di incontri istituzionali quella di oggi per Papa Bergoglio, che ha ricevuto questa mattina in udienza il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e la presidente argentina Cristina Kirchner: quest’ultimo è il il primo incontro del nuovo Pontefice con un capo di Stato. Dopo il colloquio hanno pranzato insieme. Domani Kirchner assisterà alla messa di inaugurazione del pontificato, al fianco del presidente italiano Giorgio Napolitano.

Tra Papa Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, e Cristina Kirchner, non è corso buon sangue in passato, e dopo la sua elezione al soglio pontificio, mercoledì scorso, settori del kirchnerismo non hanno perso l’occasione di attaccare Bergoglio rilanciando la vecchia accusa di complicità con l’ultima dittatura militare argentina. Accusa che il Vaticano ha respinto con fermezza giovedì. Come ricorda Clarin, i contrasti tra Cristina e Bergoglio risalgono ai primi anni del governo di Nestor Kirchner. Tutto ebbe inizio nel 2004, quando il capo dell’episcopato argentino criticò ‘l’esibizionismo e gli annunci altisonanti’ dell’allora presidente, il quale a sua volta definì l’alto prelato ‘il vero rappresentante dell’opposizione’.

I contrasti furono così forti, ricorda ancora Clarìn, che il presidente Kirchner arrivò a dire: ‘Il nostro Dio è di tutti, ma attento che anche il diavolo arriva a tutti, a quelli che indossano i pantaloni e a quelli che indossano la tonaca’.

I contrasti si sono ripetuti anche con Cristina dopo la sua ascesa alla presidenza. In particolare la Chiesa argentina ha criticato alcune leggi promosse dalla presidente, tra cui quella sui matrimoni gay e quella che autorizza la legatura delle tube e la vasectomia. Dopo l’elezione di Bergoglio a Papa, Cristina ha ricordato le divergenze con l’ex arcivescovo di Buenos Aires, e gli ha inviato lettera di congratulazioni piuttosto fredda.

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Papa Francesco a Sant’Anna in strada tra la folla, saluta i fedeli e la famiglia Orlandi

++ PAPA: SALUTA PIETRO ORLANDI, FRATELLO EMANUELA ++Un gesto sorprendente, di totale rottura col protocollo: al termine della prima messa nella parrocchia di Sant’Anna, Papa Francesco è uscito a salutare i fedeli eludendo la sicurezza. Per lunghi minuti ha stretto mani, abbracciato, baciato bambini tra l’entusiasmo della folla. Tra i fedeli in fila per incontrarlo, anche Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la ragazzina scomparsa nel 1983. Bergoglio si è fermato a parlare con Orlandi e, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe preso l’impegno di rivederlo presto. Un’apertura per i familiari della giovane che più volte in passato avevano chiesto invano a Ratzinger di parlare del caso durante l’Angelus.

‘Gli ho chiesto di aiutarci a cercare la verità sulla scomparsa di Emanuela – ha detto il fratello Pietro rivolgendosi ai giornalisti. La mia sensazione è che ci sarà un dialogo dopo due Pontificati di silenzio assoluto’. Visibilmente emozionato ha aggiunto: ‘In questo momento sono sicuro che con questo Papa ci si potrà parlare. Mi auguro di poterlo incontrare al più presto’. Con lui la mamma Maria che non ha mai smesso di lottare per la verità.

Papa Francesco è apparso disinvolto anche nel discorso del suo primo Angelus di fronte a una folla di più di migliaia di fedeli: 150.000 secondo la Santa Sede, 300.000 per il comune di Roma, chissà quante per la messa di inaugurazione del Pontificato di martedì prossimo.  ‘La misericordia rende il mondo più giusto’, ha spiegato, affacciandosi dalla finestra del suo appartamento, alla terza loggia del palazzo apostolico. Un tema già emerso durante l’omelia della messa a Sant’Anna: ‘Ci piace condannare, ma Dio è misericordia’.

Per le sue prime parole, dopo quelle ascoltate nel giorno della sua elezione, Bergoglio ha mantenuto la cifra informale con cui ormai sta abituando il mondo, e si è concesso qualche battuta:  ‘In questi giorni ho letto un libro del cardinale Kasper, un buon teologo. E’ un libro sulla misericordia che mi ha fatto tanto bene… Ma non credete – ha aggiunto con un sorriso – che faccio pubblicità ai libri dei miei cardinali. Non è così’.

E’ un papa carismatico che conquista i fedeli. San Pietro era gremita per questo primo Angelus. La folla ha accolto  il pontefice con un boato quando è apparso alla finestra, ancora prima di incominciare a parlare. Migliaia di persone sono arrivate lì per sentirlo e hanno atteso accalcandosi nella piazza. Molte le famiglie con bambini, ma anche anziani e religiosi. Centinaia gli argentini con bandiere bianche e azzurre. Papa Francesco Umilde

Un legame spirituale con l’ItaliaNel suo breve discorso Bergoglio ha voluto rendere omaggio all’Italia e al suo ruolo di vescovo di Roma.  ‘Ho scelto il nome del patrono d’Italia, san Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, con questa terra dove, come sapete, sono le origini della mia famiglia’, ha aggiunto.

Prima di ritirarsi dal balcone della terza loggia ha esclamato: ‘non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare, siamo noi che ci dimentichiamo di chiedere perdono’. E con il tratto informale che lo contraddistingue ha concluso: ‘Buona domenica e buon pranzo’. Passano pochi minuti e il pontefice dimostra di essere anche al passo con i tempi mandando il primo tweet: ‘Cari amici vi ringrazio di cuore e vi chiedo di continuare a pregare per me. Papa Francesco‘.

Il nuovo Pontefice è il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio

Jorge Mario BergoglioIl nuovo Pontefice è il cardinale argentino Bergoglio. E’ stato eletto al quinto scrutinio. E’ il primo Papa sudamericano della storia. Timido, schivo, di poche parole, Jorge Mario Bergoglio è il primo Papa gesuita. In realtà, secondo molte fonti, quello che fino ad oggi era l’arcivescovo di Buenos Aires, aveva già rischiato seriamente di essere eletto nel Conclave del 2005, dove ha certamente avuto un notevole numero di preferenze. Napolitano emozionato e colpito dalla semplicità del Pontefice.

La fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina dove i cardinali sono riuniti da ieri ha segnalato che il nuovo Papa è stato eletto. Giorgio Bergoglio eletto Papa era già arrivato vicino al soglio pontificio nello scorso Conclave, quando arrivò per così dire secondo, e poi fu invece eletto pontefice Joseph RatzingerL’argentino Bergoglio è il primo Papa sudamericano della storia.

Settantasei anni, arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, è nato il 17 dicembre del 1936 nella stessa città argentina di cui oggi è arcivescovo. E’ gesuita ed ha origini italiane. Il bisnonno del cardinale, appena eletto dal Conclave al soglio pontificio, è nato a Portacomaro, in provincia di Asti. Da lì il padre del Pontefice emigrò a Torino prima di emigrare in Argentina. Nei giorni scorsi il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, lo aveva invitato con una lettera a visitare i suoi luoghi natale.

Bergoglio subì l’asportazione di un polmone da ragazzo, a causa di una infezione respiratoria.

Quando il nuovo pontefice si è affacciato dalla loggia di Piazza San Pietro la folla è esplosa in un lungo boato ed ha cominciato a ritmare il nome ‘Francesco, Francesco’.

‘Incominciamo questo cammino della chiesa di Roma, vescovo e popolo insieme, di fratellanza, amore, fiducia tra noi, preghiamo uno per l’altro, per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Questo cammino di chiesa sia fruttuoso per l’evangelizzazione’. Lo ha detto Papa Francesco.

I fedeli di piazza San Pietro si sono sciolti in una risata quando il nuovo pontefice Jorge Bergoglio ha fatto la battuta sui suoi colleghi cardinali che hanno scelto un vescovo di Roma e lo sono ‘andati a prendere alla fine del mondo’.

Papa Francesco ha benedetto in latino tutti i presenti, concedendo l’indulgenza plenaria.

E’ stata tangibile la commozione in piazza San Pietro tra i fedeli, quando papa Francesco I ha chiesto che fedeli pregassero per alcuni istanti per lui. E’ stato un continuo vociare di fedeli che dicevano ‘Bravo, bravo’.

‘Vi lascio, grazie tante dell’accoglienza, domani andremo a pregare la Madonna, perchè custodisca Roma, buona notte e buon riposo’. Lo ha detto salutando la folla in piazza San Pietro Papa Francesco I.

Il nome Francesco scelto dal nuovo Papa richiama le parole del Poverello di Assisi usate da Benedetto XVI nel salutare i cardinali e promettere incondizionata ‘riverenza e obbedienza’ al suo successore. Lo ricorda padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi.

Timido, schivo, di poche parole, Jorge Mario Bergoglio è il primo Papa gesuita. In realtà, secondo molte fonti, quello che fino ad oggi era l’arcivescovo di Buenos Aires, aveva già rischiato seriamente di essere eletto nel Conclave del 2005, dove ha certamente avuto un notevole numero di preferenze. Per alcune ricostruzioni il porporato però si mostrò così atterrito dall’idea del peso che gli sarebbe caduto addosso da convincere i più a lasciar perdere: il cardinale argentino, di origini piemontesi, secondo il diario di un cardinale elettore, spaventato dal confronto con il cardinale decano, scongiurò addirittura i suoi sostenitori a non votarlo.

 Secondo altri, invece, non avrebbe avuto una reale possibilità di ascendere al soglio di Pietro: in quell’occasione, infatti, i cardinali che temevano la candidatura di Ratzinger avevano fatto blocco sull’argentino, nel tentativo di impedire che si raggiungesse la maggioranza minima per l’elezione, in modo da obbligare tutti alla ricerca di candidati diversi, come era già avvenuto. Resta il fatto che quel Conclave risulta oggi la ‘prova generale’ di questo, se l’unico che seriamente attirò voti oltre a Ratzinger si ritrova ad essere il suo successore.

E Bergoglio è sempre stato restio ad accettare ruoli curiali. Oppositore del lusso e degli sprechi (ha vissuto in un modesto appartamentino e per spostarsi usa i mezzi pubblici) quando fu ordinato cardinale nel 2001, obbligò i suoi compatrioti che avevano organizzato raccolte fondi per presenziare alla cerimonia di Roma, a restare in Argentina e a donare i soldi ai poveri.

Città del Vaticano: inizia il Conclave, un italiano fra i preferiti

VATICANO-CONCLAVE-INIZIOI cardinali della Chiesa Cattolica si riuniscono oggi in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso.

Il primo voto è atteso per oggi, ma si dovrebbe trattare di una fumata nera, dunque senza una decisione, attesa tra le 19,00 e le 20,00.

Dei 115 cardinali, voteranno in Conclave coloro che hanno meno di 80 anni ma tutti celebreranno stamattina alle 10,00 la messa in San Pietro ‘Pro eligendo Pontefice‘, dedicata alla preghiera per l’elezione del nuovo Papa, e aperta al pubblico.

Nel pomeriggio i cardinali elettori si recheranno nella Cappella Sistina e non avranno contatti con il mondo esterno fino al momento della elezione del nuovo pontefice. Gli altri cardinali lasceranno la cappella nel momento in cui il maestro di cerimonie intonerà ‘l’extra omnes’, il fuori tutti, e le grandi porte si chiuderanno alle loro spalle.

Dopo la preghiera è atteso il primo voto, se i cardinali decideranno di votare oggi, testimoniato da una ‘fumata’ prodotta dalle schede che bruciano. La fumata nera indica che non è ancora stata presa una decisione, quella bianca che il mondo cattolico ha una nuova guida.

Se stasera non sarà eletto il nuovo Papa, i cardinali riprenderanno le votazioni da domani, due alla mattina e due nel pomeriggio, fino alla decisione finale.

Se per venerdì mancherà ancora un accordo – servono 77 voti a favore per lo stesso candidato – i cardinali sospenderanno il Conclave per un giorno di preghiera e riflessione, prima di riprendere il voto.

Secondo fonti interne al Vaticano, gli uomini da battere sono l’italiano Angelo Scola e il brasiliano Odilo Scherer. Il primo, arcivescovo di Milano, riporterebbe il papato in Italia per la prima volta dopo 35 anni, mentre il brasiliano sarebbe il primo pontefice non europeo in 1.300 anni.

Tra gli altri papabili, i cardinali statunitensi Timothy Dolan e Sean O’Malley, il canadese Marc Ouellet e l’argentino Leonardo Sandri.

Scola ha gestito due grandi diocesi e per questo, sempre secondo fonti d’oltre Tevere, potrebbe essere il candidato migliore per comprendere i bizantinismi dell’amministrazione vaticana – della quale non fa parte – e nello stesso tempo introdurre qualche rapida riforma.

La fazione della Curia – costituita da cardinali che lavorano internamente alla burocrazia vaticana – sostiene invece Scherer, riferiscono le stesse fonti, che ha lavorato nella congregazione vaticana dei vescovi per sette anni prima di guidare la diocesi di San Paolo del Brasile, la più estesa nel più grande paese cattolico.

Con appena il 24% di cattolici residenti in Europa, cresce la pressione nella Chiesa affinché il prossimo Papa venga da un altro angolo del mondo, per portare una prospettiva diversa.

I cardinali dell’America Latina potrebbero avere maggiormente a cuore la povertà e l’ascesa delle chiese evangeliche rispetto a questioni come il materialismo e gli abusi sessuali, dominanti in Occidente, mentre la crescita dell’islam rappresenta una preoccupazione maggiore in Africa e Asia.

Aggiornamento

 I cardinali della Chiesa Cattolica si sono riuniti intorno alle 16,30 in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso. Intorno alle 17,30 è stato proclamato l”extra omnes‘, cioè sono stati fatti uscire i non partecipanti al Conclave e sono state chiuse le porte della Sistina.

Chiuse le porte della Cappella Sistina dopo l’extra omnes, il Conclave ha formalmente preso il via. I 115 cardinali elettori sono chiamati a scegliere il 266esimo successore di Pietro, dopo aver prestato giuramento. In serata è attesa la prima votazione e ci si aspetta una fumata nera.

E’ nera la prima fumata del Conclave per l’elezione del nuovo Papa. La fumata è apparsa alle 19:41 ed è subito nettamente scura.

Vaticano: martedì si insedia il conclave, oggi montato il comignolo per la fumata

vaticano_san_pietroBianca o nera, ma chimica. La fumata che da martedì prossimo annuncerà al mondo l’elezione o la non elezione del nuovo Papa sarà a base di fumogeni bianchi o neri a seconda del messaggio da comunicare. Come nel conclave di otto anni fa, infatti, non sarà il fumo provocato dalla combustione delle 115 schede dei cardinali elettori, difficilmente percepibile dall’occhio umano, a comunicare il risultato delle votazioni dei cardinali.

Nella Cappella Sistina sono state collocate due stufe collegate a un’unica tubazione che sfocia nel comignolo montato stamane sul tetto dell’edificio voluto da Papa Sisto IV della Rovere: la prima, usata dal conclave del 1939, servirà per bruciare le schede degli elettori, mentre la seconda produrrà il fumo chimico necessario per lo ‘spettacolo’ che i media di tutto il mondo trasmetteranno in diretta.

La prima fumata, quasi sicuramente nera, è prevista intorno alle 19 di martedì 12, subito dopo la prima e unica votazione del primo giorno del conclave.

Dall’indomani la fumata arriverà al termine della seconda votazione del mattino o del pomeriggio, intorno alle 12 o alle 19, ma solo nel caso in cui al primo scrutinio nessun cardinale abbia ottenuto i 77 voti necessari per l’elezione. In quest’ultima circostanza la fumata arriverà in anticipo, subito dopo la prima votazione del mattino o del pomeriggio, e sarà sicuramente bianca.

Ad attivare le due stufe, insieme ai tre porporati scrutatori sorteggiati tra gli elettori, sarà il vescovo pianista Lorenzo Baldisseri, segretario del Collegio Cardinalizio, che ha inciso due cd. Il suo repertorio? Si spazia da Giacomo Puccini a Wolfang Amadeus Mozart, da Heitor Villa-Lobos a Franz List, da Claude Debussy a Robert Schumann, da Pietro Mascagni a Frédéric Chopin.

(fonte Il Fatto Quotidiano)

Chiesa: O’Brien si dimette, atti di Vatileaks a disposizione del futuro Papa

English: A photo of the Cardinal Keith Michael...

English: A photo of the Cardinal Keith Michael Patrick O’Brien. (Photo credit: Wikipedia)

Ha rassegnato le dimissioni il cardinale scozzese Keith O’Brien, accusato di ‘comportamento inappropriato’ nei confronti di tre sacerdoti e di un quarto che in seguito aveva lasciato l’abito talare.

Il 74enne O’Brien ha lasciato l’incarico di arcivescovo di St’Andrews e Edimburgo. Le accuse nei suoi confronti, rilanciate dal Guardian, riguardavano fatti risalenti agli anni ’80, in un periodo in cui O’Brien era stato direttore spirituale del St.Andrews College e in seguito rettore del St.Mary’s College.

Il cardinale aveva respinto le accuse che riguardano un ‘approccio inappropriato’ denunciato da un seminarista e ‘attenzioni non volute’ verso tre sacerdoti, facendo sapere di aver dato mandato ai suoi avvocati di occuparsi della questione. Domenica, però, aveva preferito non celebrare come di consueto la consueta messa nella cattedrale St.Mary a Edimburgo.

 Il Papa ha accettato oggi la rinuncia, per raggiunti limiti di età, del cardinale Keith O’Brien.

Il cardinale Keith O’Brien ha annunciato che non parteciperà al Conclave. ‘Chiedo la benedizione di Dio sui miei fratelli cardinali’ che presto saranno a Roma per eleggere il nuovo Papa, ‘io non mi aggiungerò a loro di persona per questo Conclave. Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me’, si legge nella dichiarazione diffusa da O’Brien dopo che il Papa ha accettato le sue dimissioni da arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo.

Inoltre con il Motu Proprio sul conclave ‘viene concessa ai cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del conclave se sono presenti tutti i cardinali come pure resta la facoltà di prolungare fino a venti giorni’ questo lasso di tempo prima di aprire il conclave. E’ stato spiegato nel briefing con la stampa.

Il Papa ha deciso che il rapporto su Vatileaks dei cardinali Herranz, De Giorgi e Tomko, ricevuti stamane in udienza, ‘del cui contenuto solo Sua Santità è a conoscenza, rimangano a disposizione unicamente del nuovo Pontefice’. Lo ha reso noto la sala stampa vaticana.

Ultimo Angelus per Benedetto XVI

Papa-ultimo-Angelus-2‘Grazie per il vostro affetto!’. Così il Papa si è rivolto ai fedeli che affollano piazza San Pietro, l’attigua piazza Pio XII e l’ultimo tratto di via della Conciliazione all’ultimo Angelus del Pontificato. Applausi dalla folla al momento in cui Benedetto XVI si è affacciato per l’ultima volta dalla finestra del suo studio nel palazzo apostolico.

‘Il Signore mi chiama a ‘salire sul monte’, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze’. Così il Papa, interrotto più volte dagli applausi, nell’ultimo Angelus del suo Pontificato.

Nella breve riflessione che ha preceduto l’Angelus, il Pontefice ha preso spunto dall’episodio evangelico della Trasfigurazione, ‘una pagina – ha sottolineato il Pontefice dimissionario – molto bella’.

‘Questa Parola di Dio – ha aggiunto – la sento in modo particolare rivolta a me in questo momento della mia vita’. E ci ricorda, ‘il primato della preghiera, senza la quale tutto l’impegno dell’apostolato e della carità si riduce ad attivismo’.

‘Nella Quaresima – ha ricordato citando il suo recente Messaggio – impariamo a dare il giusto tempo alla preghiera, personale e comunitaria, che dà respiro alla nostra vita spirituale. Inoltre, la preghiera non è un isolarsi dal mondo e dalle sue contraddizioni, come sul Tabor avrebbe voluto fare Pietro, ma l’orazione riconduce al cammino, all’azione.

‘L’esistenza cristiana, ho scritto nel Messaggio per questa Quaresima, consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio, per poi – ha aggiunto – ridiscendere portando l’amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di Dio’.

‘Cari fratelli e sorelle, grazie per il vostro affetto’.
Affacciandosi alla finestra, Benedetto XVI ha salutato così la grande folla presente al suo ultimo Angelus. ‘Vi ringrazio per l’affetto e la condivisione, specialmente nella preghiera, di questo momento particolare per la mia persona e per la Chiesa’.
Con queste parole Benedetto XVI si è congedato dalla grande folla che ha partecipato al suo ultimo Angelus domenicale.

‘So – il saluto del Papa – che sono presenti molte diocesi, rappresentanti movimenti, numerosi rappresentanti di associazioni, istituzioni, come pure tanti giovani, anziani e famiglie. A tutti – ha concluso – auguro una buona domenica e una buona settimana. Nella preghiera siamo sempre vicini.

Ringraziamo il Signore per un po’ di sole che oggi ci dona’.

Prima udienza del Papa dopo le dimissioni: ‘Ho lasciato in piena libertà, pregate per me’

pope-benedict-xvi_0‘Ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato, in piena libertà per il bene della Chiesa dopo aver pregato a lungo ed esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto ma altrettanto di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con la forza che esso richiede’.

Così Papa Benedetto XVI conferma e spiega la sua decisione di dimettersi in aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, la prima dopo l’annuncio, rivolgendosi agli 8mila fedeli che gremivano l’Aula Nervi. ‘Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il quale non le farà mancare la sua guida e la sua cura. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro papa, il Signore ci guiderà’ ha concluso il Pontefice.

La Santa Sede: conclave dopo il 15 marzo

‘L’inizio del Conclave deve essere stabilito tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante. Se tutto si svolge senza problemi si può pensare che inizierà dal 15 marzo in poi’. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, spiegando che la decisione della data ‘spetta ai cardinali riuniti nelle congregazioni generali’. Nella costituzione apostolica, infatti, si dice che da quando inizia la sede vacante hanno inizio queste congregazioni in preparazione del conclave, che hanno adempimenti giuridici e una ‘funzione importante di conversazione e di scambio sui problemi e la situazione della chiesa in modo da maturare criteri in funzione dell’elezione’. In modo, ha aggiunto padre Lombardi, da “arrivare ai giorni chiave del conclave con una preparazione’.

Nei prossimi giorni si procederà con la nomina del nuovo presidente dello Ior

 Un fitto calendario di incontri pubblici e udienze private, così saranno scandite queste ultime due settimane di pontificato di Papa Benedetto XVI.

Domani Benedetto XVI incontrerà i suoi sacerdoti, quelli della diocesi di Roma, per un appuntamento tradizionale nel quale, a braccio, risponderà anche alle domande di alcuni di loro. Appuntamento che si svolgerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Venerdì 15 febbraio, invece, alle 11 il Papa riceverà in udienza il presidente della Romania e, quindi, i vescovi della Liguria.

Sabato, invece, l’agenda papale prevede gli incontri con il presidente del Guatemala, con un gruppo di vescovi della Lombardia e, nel pomeriggio, con il premier mario Monti.

Domenica, invece, nuovo appuntamento pubblico con l’Angelus in piazza San Pietro ed inizio degli esercizi spirituali, predicati dal presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, card. Gianfranco Ravasi.

Tra i principali appuntamenti dopo gli esercizi spirituali, Benedetto XVI incontrerà alle 11.30 di sabato 23 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quindi, mercoledì 27 febbraio a poche ore dal suo addio, nuovo incontro con i fedeli, questa volta in piazza S.Pietro per l’ultima udienza generale.

Infine, prima di lasciare il Palazzo Apostolico, per recarsi in elicottero nella residenza di Castelgandolfo, il Papa vedrà, per un saluto, i cardinali del Sacro Collegio.

‘Cari amici è con gioia che mi unisco a voi’ Benedetto XVI sbarca su Twitter

twitter-papa_650x447‘Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore.’ Lo sbarco di Papa Ratzinger su Twitter era stato preparato con cura dal Vaticano. Annunciato in una conferenza stampa lo scorso tre dicembre, l’account @Pontifex ha otto versioni linguistiche (oltre all’originale inglese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, francese e arabo).

In un recente messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, era stato lo stesso Ratzinger a scrivere, pur senza citare espressamente Twitter, che ‘nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità’.

Davanti a migliaia di fedeli, con solennità uno speaker ha annunciato il primo tweet pontificio: ‘Ed ora, il Santo Padre invierà il suo primo tweet. Benedetto XVI, seduto ad una scrivania portata lì per l’occasione, scruta il tablet che gli viene porto, indugia un po’ con il dito sul touchscreen, poi, con l’aiuto di monsignor Claudio Maria Celli, invia il suo primo tweet dall’account @pontifex. Sono le 11.27  del 12-12-2012. E in pochi istanti poco meno di un milione di follower di tutto il mondo – che di lì a qualche ora supereranno il milione e trecentomila – ricevono il suo cinguettio.

Twitta a @Pontifex

https://twitter.com/Pontifex

Papa Ratzinger diventa il Re di Denari

Il  Papa diventa Re di Denari. Dalll’arte burlesca, a quella satirica e sorniona della bomboletta spray. Coloratissime tag e vere e proprie opere d’arte che del graffitismo o street art ne hanno fatto la rivalsa del pueblo, o meglio del singolo artista ai più importanti canali di comunicazione e marketing, attraverso i quali passano le più grandi firme del contemporaneo. Fatta eccezione fino a qualche tempo fa per il mitico Bunksy.

L’artista inglese è riuscito a farsi un nome e a farsi conoscere in tutto il pianeta, tanto da arrivare ad essere quotatissimo fra i contemporanei, mentre le sue opere sono attentamente protette da pannelli in plexiglas per evitare le scalfiture del tempo.

Nello specifico gira da alcuni minuti in rete, su Facebook, l’immagine grottesca di Papa Benedetto XVI, papa Ratzinger, raffigurato come il re più ricco delle carte da gioco siciliano. Il re di denari appunto. L’autore, il Collettivo Satoboy, è già popolare e noto a chi usa fare l’aperitivo in prossimità del luogo in cui il papa è stato graffitato. Salerno centro storico vicolo giudaica, nei pressi della ‘Cantinella’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/24/banksy-va-alle-olimpiadi-con-due-nuovi-graffiti/
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