Occupy Wall Street un anno dopo: a Zuccotti Park tornano gli Indignati

Occupy Wall Street compie un anno. Gli indignati tornano a Zuccotti Park, il loro quartier generale newyorkese, e si preparano a celebrare un anno di proteste e manifestazioni contro il potere economico. L’anniversario cade il 17 settembre e per l’occasione, cercheranno, a detta degli organizzatori, di circondare il New York Stock Exchange, rallentando l’accesso.

‘Vogliamo offrire alla gente la possibilità di riflettere, uscire e celebrare’ afferma Ravi Ahmad, che lavora nel movimento di Occupy assistendo i manifestanti arrestati.

Già oggi circa 300 persone hanno marciato a Manhattan. I manifestanti sono partiti da Washington Square Park e poi, passando per Broadway, sono arrivati fino a Zuccotti Park, luogo di nascita del gruppo usato per mesi come headquarter. La polizia ha arrestato una decina di persone, soprattutto per disturbo della quiete pubblica, ma non è stata in grado di fornire una stima esatta dei fermati. Il corteo ha inaugurato la prima di tre giornate di eventi organizzati in vista dell’anniversario.

Un anno fa fu organizzata la prima marcia di protesta, terminata con una riunione di massa a Zuccotti Park, poi divenuto per mesi il quartier generale del movimento. Il parco fu sgomberato il 15 novembre. Proprio da New York partì un’onda che arrivò ad abbracciare tutto il mondo, dando vita a movimenti simili in diversi Paesi.

Circa trecento persone hanno invece manifestato a New York alla vigilia del primo anniversario della nascita del movimento Occupy Wall Street. Senza fornire il numero preciso degli arrestati, i poliziotti hanno detto che si è trattato in gran parte di ‘comportamenti mirati al disordine’. Ieri il corteo era partito da Washington Square e attraversando Broadway, era arrivato a Zuccotti Park scandendo slogan e canti. E’ il primo di tre giorni di eventi programmati dal movimento per celebrare l’anniversario.

http://occupywallst.org/

Banksy va alle Olimpiadi, con due nuovi graffiti

Mentre a Londra la polizia sta eseguendo severissimi ordini sul mantenere la distanza dai luoghi prefissati per lo svolgimento delle Olimpiadi di London 2012, soprattutto nei riguardi di street artists del calibro di Darren Cullen, nel gruppo degli arrestati e poi rilasciati, per aver ‘graffitato’ un muro in zona Off Limits, il lavoro fra l’altro era stato commissionato da Adidas per il lancio di un nuovo prodotto, Banksy, unico hosted giustificato di queste Olimpiadi, recupera spazio in Rete, pubblicando sul proprio sito Internet due nuovi lavori. 

Polemici, street art, rigorosamente in concept con il tema della sportività olimpionica, e con i tempi politici internazionali della guerra e della responsabilità che l’uomo ha sulla gestione dell’ambiente.

L’artista inglese conosciuto in tutto il mondo per le sue irruzioni negli ambienti istituzionalmente destinati all’arte, Louvre etc., ha scelto il giavellotto e il salto in lungo come discipline ispiratrici per la sua arte, dove le sagome a prima vista, ci fanno dimenticare che lo scorcio è quello metropolitano del cemento armato. Un atleta lancia un missile e un altro, in cima a un’asta, sta per saltare una recinzione. Ma nessuna paura. Atterrerà su un materasso, usato, consunto e molto urban.

A Londra sembra essere in corso un’azione preventiva della polizia metropolitana per evitare disordini e mantenere l’ordine pubblico durante le Olimpiadi: gli artisti di strada sarebbero al centro di questa strategia. Oltre gli arresti, in questi mesi la città è stata ripulita con la cancellazione dai muri di molti graffiti.

OccupyLondon e OurOlympics stanno da tempo denunciando su Twitter e Facebook con immagini e foto lo ‘stato di polizia’ in cui versa la città per ragioni di sicurezza, pronta ad ospitare gli atleti dei Giochi Olimpici di London2012.

#OccupyLondon#LOCOG,  #Occupy#London2012#boycott2012#OurOlympics#olympicmess#london2012#darrencullen#graffitikings#streetart

https://twitter.com/OurOlympics
http://www.occupylondon.org.uk
http://www.banksy.co.uk/

G8 di Genova, irreperibili due condannati. Vento in poppa ai fuggiaschi, l’augurio di Militant blog

Vento in poppa ai fuggiaschi‘. L’augurio di Militant blog ai due condannati del G8 di Genova alle pene più pesanti, rispettivamente 15 e 13 anni, tutt’ora irreperibili alle forze dell’ordine. ‘Gli auguriamo di non farsi nemmeno un giorno di carcere.’  Del resto sostenere idee di libertà non è mai stato un reato.

I due fuggiaschi condannati per devastazione sono Francesco Puglisi e Vincenzo Vecchi. Le forze dell’ordine che hanno avuto l’incarico di eseguire l’ordine di carcerazione non hanno ancora rintracciato i due. Sabato la Procura generale di Genova ha emesso gli ordini di carcerazione per cinque dei dieci no global imputati per le devastazioni del G8. L’ordine è stato eseguito sempre nella giornata di sabato per Alberto Funaro, condannato a 10 anni e Marina Cugnaschi (12 anni e 3 mesi). Per Ines Morasca, condannata a sei anni e sei mesi, è stata sospesa la carcerazione in quanto ha una figlia piccola

Gli altri cinque imputati del processo in Cassazione restano invece in libertà, in attesa di affrontare un nuovo giudizio d’appello, ma solo per la ‘riponderazione’ dell’attenuante di ‘aver agito in suggestione della folla in tumulto’. Vecchi e Puglisi sono dunque quelli che hanno avuto la pena più alta. Per loro, come per Cugnaschi, vi sarà tuttavia uno sconto compreso tra i 9 e i 12 mesi per l’annullamento della condanna di detenzione di molotov.

‘Non ho alcuna dichiarazione da rilasciare’. L’avvocato Laura Tartarini di Genova ha così commentato il fatto che il suo assistito Francesco Puglisi, condannato a titolo definitivo dalla Cassazione a 13 anni per gli incidenti al G8 di Genova del 2001, non sia ancora stato rintracciato dalle forze dell’ordine che devono eseguire l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Genova. ‘Non ho alcun commento da fare’ ha ribadito l’avvocato.

militant-blog.org
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/13/g8-genova-2001-cinque-condanne-definitive-e-un-nuovo-processo/ 

Indignados un anno dopo: dalla Primavera araba a Occupy Wall Street, torna a Puerta do Sol il movimento di rivolta

15 maggio reload ovvero Indignados un anno dopo. Dalla Primavera araba a Occupy Wall Street, torna a Puerta do Sol il movimento di rivolta che lo scorso hanno ha occupato per un mese la piazza più grande di Madrid. Con una manifestazione per liberare i 18 arrestati sgomberati venerdì scorso durante un tentativo di riOccupazione. Sono un migliaio i manifestanti che hanno richiesto il rilascio.

Gli indignados hanno celebrato in questi giorni il primo anno di vita del movimento, spiegando ancora una volta i motivi dell’occupazione. ‘Siamo tornati in piazza a protestare e chiedere più giustizia sociale, un freno ai privilegi per gli istituti finanziari e più attenzione alle persone’.

Quasi tutti erano in piazza il 15 maggio del 2011, quando nacque il movimento. I ragazzi chiedevano una rivoluzione etica per sconfiggere la crisi economica provocata dall’avidità della finanza con la complicità dei governi. ‘Abbiamo combattuto per un anno con tutta la gente che ha creduto in questo progetto, che può avere cose buone e cattive ma che lentamente ha preso posto nell’agenda della società spagnola e questo è importante. Crediamo nelle rivendicazioni del movimento, nella giustizia sociale e nella lotta alla corruzione‘.

L’organizzazione di Acampada Sol, fatta di partecipazione e condivisione, con un servizio d’ordine, divieto di alcolici, assemblee per discutere temi pratici e soprattutto per ragionare sulla possibilità di creare modelli migliori di sviluppo, così come i loro metodi creativi per esprimere consenso a gesti durante le assemblee, ha fatto scuola, diffondendosi in tutto il mondo fino ad ispirare Occupy Wall Street.

Un anno dopo il movimento continua a vivere nella grande piazza virtuale di Internet: ‘le nostre rivendicazioni – dicono – non moriranno mai’ e nonostante da Puerta del Sol siano stati sgomberati, gli indignados promettono nuove manifestazioni. Come quella per richiedere il rilascio dei 18 arrestati durante l’ultima occupazione della Plaza del 15 maggio. Anche in Italia.

http://madrid.tomalaplaza.net/
http://it.wikipedia.org/wiki/Movimiento_15-M
https://www.facebook.com/groups/indignatositalia/
http://officinetolau.blogspot.it/ 

 

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