Ziggy Marley announces new album, ‘FLY RASTA’ on April 15th

Happy Birthday, BOB! Iron Lion Zion. #bobmarley #tuffgong #reggae #visualfunk #jimmahfood

With his recent GRAMMY nomination for Best Reggae Album, Emmy and five-time GRAMMY-winning Reggae icon Ziggy Marley has just announced plans to release his fifth studio album, FLY RASTA, on April 15th via Tuff Gong Worldwide. Produced by Ziggy – with additional production by Dave Cooley (J Dilla, Silversun Pickups) – the album will feature former Melody Makers’s bandmates and relatives including Cedella Marley, Sharon Marley, and Rica Newell. Starting today, the album’s title track will be available on all streaming services, and as an instant grat track on the exclusive album pre-order on ZiggyMarley.com.

To hear ‘Fly Rasta‘ (feat. U-Roy) now, watch the video below featuring Marijuanamangraphic-artist Jim Mahfood as he paints an original new piece of art inspired by the song.

Make sure to stay connected with Ziggy’s website/socials, as a major U.S. tour is underway for 2014, including the worldwide album release party at Club Nokia in Los Angeles, California. Additional dates to be announced soon.

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iPhone5 in Italia: code senza fine agli Apple store

  In Italia arriva l’iPhone 5 e iniziano le code interminabili. Apple ha lanciato alle 00:00 di venerdì 28 settembre l’iPhone 5 che nel primo week end per gli Stati Uniti ha registrato 5 milioni di pezzi venduti. Conclusa la notte bianca organizzata dagli operatori Tim, Vodafone e Tre in molte città italiane, come già in occasione del lancio di alcuni precedenti modelli, anche stamattina, all’apertura degli Apple store, si sono viste file di melafanatics entusiasti, a cui fa gola il nuovo iPhone e disposti a tutto pur di non arrivare alla cassa a esaurimento scorte avvenuto.

 Si è ripetuto il rito delle code dei fan della Mela morsicata: code disciplinate, senza ressa, accolte dai dipendenti degli Apple Store in classica maglietta azzurra che battono il cinque alle persone in attesa.

L’iPhone 5 ha nuovo processore A6, più efficace quando si naviga in rete grazie al supporto alle reti Lte, ha una fotocamera migliore e un display più grande e luminoso, uno spessore di 7,6 millimetri rispetto al precedente che ne aveva 9,3 e pesa appena 114 grammi.

Impugnato sembra quasi vuoto. Il retro non è più interamente in vetro, ma alterna vetro ad alluminio. E’ però l’iPhone più costoso di sempre. Il suo valore è di 729 euro per il modello da 16 Gb e di 949 per quello da 64 Gb.

Intanto Tim Cook si scusa per le mappe sviluppate da Apple per il sistema operativo iOS6, utilizzato dall’iPhone 5, e suggerisce ai clienti di tornare a usare Google Maps fino a quando non sarà migliorato. ‘Alla Apple realizziamo prodotti che garantiscono le prestazioni migliori per i clienti’, afferma Cook in un comunicato sul sito della società, ‘con il lancio delle nuove mappe la settimana scorsa, però, siamo venuti meno a questo impegno’.

Il nuovo sistema di mappe realizzato da Apple è stato criticato pesantemente da quando è stato lanciato la settimana scorsa per indirizzi mancanti, imprecisioni e difetti grafici. ‘Siamo molto dispiaciuti per la frustrazione causata e stiamo facendo il possibile per migliorare l’applicazione’, ha aggiunto Cook.

Il numero uno di Apple ha poi avvertito che ‘sono già oltre 100 milioni gli utenti che utilizzano le nostre mappe, che miglioreranno grazie ai loro feedback’ e ha concluso sottolineando che, mentre il sistema di Apple sarà migliorato, ‘gli utenti possono usare alternative come le mappe di Google, Nokia, Bing o altri’.

http://store.apple.com/it

Telecom mette in vendita La 7 e Mediaset si propone

Mentana: Mediaset compra La7? Se così fosse lascerei il tg Il direttore su Twitter: nessuna intenzione di proseguire con l’azienda con la quale ho lavorato 18 anni. Lo ha spiegato lui stesso su Twitter, rispondendo ai follower che gli hanno chiesto cosa ne pensasse della manifestazione d’interesse del gruppo di Cologno Monzese per la tv di Telecom Italia.

Mentana è convinto che sia ‘solo un’offerta di disturbo, ma quando cambia l’editore è inutile gridare al lupo’, ha spiegato ancora nel suo tweet. In ogni caso, ‘fosse Mediaset lascerei: ne bis in idem‘, ha anticipato il direttore del tg La7, facendo sapere che non avrebbe alcuna intenzione di proseguire nell’azienda con la quale ha lavorato 18 anni.

Tutto intanto va come ampiamente previsto, per il futuro del canale televisivo di casa Telecom. Ieri il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso di ‘dare avvio al processo di dismissione delle attività di settore media che fanno capo a Ti Media-Telecom Italia Media‘. Una nota di Telecom Italia precisa che ‘nell’ambito del processo di focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano industriale 2012-2014′ il Consiglio ha deciso ‘l’avvio del processo di dismissione delle attività nel settore media’. ‘Focalizzare sul core business’ significa concentrarsi sull’attività principale di Telecom Italia, ovvero la telefonia. Quindi, addio tv, addio a La7. La dismissione, cioè la vendita, conclude la nota ‘contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell’indebitamento già annunciati’.

Conseguenza immediata: La7 diventa una società a sé. Il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia Media ‘ha avviato un’operazione di ristrutturazione societaria mediante separazione degli asset televisivi facendoli confluire in una società ad hoc’, come si legge in una nota della seconda società che, fino a oggi, è stata per il 77% di proprietà Telecom Italia. Come già si era capito nei giorni scorsi, accanto alla nuova società autonoma La7, sorgerà una seconda società con tutto ciò che riguarda gli asset tv: torri, sistemi di trasmissione, i tre mux, ovvero i multiplex, quei dispositivi che moltiplicano un unico collegamento in più canali trasmissivi. Quasi certamente qui interverrà un accordo societario di natura tecnico-operativa col gruppo l’Espresso che sarebbe pronto a riversare i suoi due mex accanto a quelli di Telecom Italia Media. In futuro si parlerà di cessione per La7 . Occorrerà prima una valutazione in base alle stime degli advisor. Secondo alcune valutazioni circolate ieri sera, il valore di mercato di Ti Media (Telecom Italia Media) che ha chiuso il 2011 con un una perdita da 83 milioni, in crescita dai 54,4 milioni del 2010, sarebbe stimabile intorno ai 160 milioni di euro.

In questi casi in genere si esprime preoccupazione, io non sono per nulla preoccupato  – dice Enrico Mentana – Trattandosi di una libera messa sul mercato di un asset così importante, il venditore sicuramente inserirà tra i criteri di scelta dell’acquirente la salvaguardia della qualità e delle prospettive del canale’. E poi, esprimendosi in termini calcistici: ‘Ci sentiamo come una squadra di calcio che ha fatto un campionato di vertice. L’identità della rete è netta, così come il tg ha un profilo ben chiaro. Servono investimenti e capacità imprenditoriale. Gente capace e obiettivi sfidanti, oltre a investimenti adeguati. La tv non si fa gratis, è fatta di idee ed investimenti, non si improvvisa’.

In quanto ai futuri, possibili acquirenti si è parlato insistentemente di Carlo De Benedetti. Il quale, di fatto, non ha smentito né confermato un suo possibile coinvolgimento attuale dopo il forte interesse manifestato un anno fa. Poi si è parlato di Urbano Cairo di Cairo Communication, che con La7 ha uno stretto legame come concessionaria di pubblicità. Sono circolati anche i nomi del finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar, dell’emiro del Qatar, proprietario di Al Jazeera, del gruppo Bertelsmann e di Diego Della Valle.

Tra qualche settimana le offerte concrete.

https://twitter.com/ementana

Sonia Alfano, Lumia e i tour in cella per far pentire i boss

E’ una notizia del 9 agosto, pubblicata sul Corriere della Sera a firma Giovanni Bianconi. Secondo il giornalista del Corsera risale al 26 maggio la visita in carcere di Sonia Alfano, presidente della Commissione parlamentare antimafia, e del deputato Beppe Lumia, già membro della commissione. Lo scopo? Convincere i boss a collaborare. Perché una notizia di quasi una settimana fa continua a far parlare di sé. Per il boss in questione è l’ex super latitante Bernando Provenzano, tenuto  in un carcere emiliano a regime di 41 bis, quindi considerato dalla legge italiana come uno dei più pericoli criminali esistenti.

Provenzano ha ricevuto i due a colloquio, e risposto chiamando a gran voce la volontà dei propri figli e quella di Dio per capire se parlare o no. Da qui le polemiche sulle visite dei parlamentari che oggi riscuotono l’attenzioni di magistrati già saliti all’onore della cronaca, come Antonio Ingroia. Ed è proprio il procuratore aggiunto di Palermo che accenna a ‘Polemiche singolari’ riferendosi alle visite in carcere a Provenzano di Sonia Alfano e Giuseppe Lumia.

 Sono polemiche ‘singolari’ perché ‘non si è trattato di un tour investigativo’ – dice, ma ‘di un colloquio di due componenti dell’Antimafia, europea e italiana, che hanno invitato genericamente i boss a rispondere alle domande dei magistrati’ – che continua – ‘non viola nessun regolamento’. Così in una intervista al Corriere della Sera il pm Antonio Ingroia, nella quale sottolinea con una battuta che ‘dovrebbe sorprendere semmai che un parlamentare ‘non’ inviti a collaborare con la giustizia’. Peraltro ‘è la prima volta che politici che da sempre criticano la presunta invasione di campo della magistratura adesso si stracciano le vesti, difendendola dall’invasione di campo della magistratura’. E le critiche secondo Ingroia sono singolari anche perché, osserva il magistrato, ‘ricordo altre visite di parlamentari del centrodestra che andavano in carcere ad ascoltare il falso pentito Cosimo Cirfeta che screditava pentiti veri che accusavano Marcello Dell’Utri‘.

La notizia fa parlare di sé anche perché insieme a Provenzano, il tentativo di portare a colloquio è stato girato anche ad altri personaggi legati alla criminalità mafiosa. Vuol dire sempre dall’articolo pubblicato il 9 agosto, che la visita in carcere del 26 maggio è proseguita con ‘Filippo Graviano – e con altri due incontri. Uno con il capo-camorrista del clan dei casalesi Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e mezzanotte; l’altro con Antonino Cinà, il medico mafioso anche lui imputato per la presunta trattativa a cavallo delle stragi del ’92. Entrambi costretti al ’41 bis’.

Di normacontinua anche il giornalista del Corsera nell’articolo rivelazione del 9 agostoi ‘colloqui investigativi’ con i detenuti per saggiarne la disponibilità al ‘pentimento’ spettano al procuratore nazionale antimafia, alla polizia giudiziaria o ai magistrati autorizzati dal ministro della Giustizia; i rappresentanti degli organismi elettivi, invece, possono entrare nelle carceri per verificare le condizioni di detenzione. Dal contenuto delle relazioni su questi due colloqui, però, emerge che il senatore e l’eurodeputata hanno parlato di molto altro’.

Sample frontpage from the newspaper

Sample frontpage from the newspaper (Photo credit: Wikipedia)

‘Reputiamo gravissima la fuga di notizie sul Corriere della Sera del 9 agosto sulla visite in carcere ai detenuti Bernardo Provenzano ed Antonino Cinà da parte dei parlamentari Sonia Alfano e Beppe Lumia. La divulgazione dei contenuti di questi colloqui ha raggiunto due effetti estremamente deleteri: da un lato si è resa più improbabile la possibile collaborazione dei due boss di Cosa Nostra con la Giustizia, dall’altro è stata offerta l’esca ad un battente fuoco di sbarramento contro l’iniziativa di Alfano e Lumia definita ‘sconcertante’ da parte di alcuni parlamentari come l’on. Gaetano Quagliarello. Perfino il ministro della Giustizia Paola Severino si è sentito in dovere di richiamare il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ad ‘una puntuale osservanza dell’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario’ che regola le visite dei parlamentari ai detenuti’.

Apre citando Salvatore Borsellino e risponde: ‘di ‘sconcertante’ in questa vicenda c’è un solo fatto: la fuga di notizie sull’iniziativa assolutamente lecita e rispettosa delle procedure formali degli onorevoli Alfano e Lumia e la totale ostilità da parte di un ampio schieramento istituzionale e di una grossa parte del mondo dell’informazione verso quei politici (una rarità) e giornalisti (altrettanto rari) che non si rassegnano a tacere sui rapporti tuttora in corso tra pezzi delle Istituzioni e la criminalità organizzata di stampo mafioso. In questo momento particolarmente delicato per lo sviluppo delle inchieste sulle stragi degli anni ’92-93 esprimiamo pertanto la nostra più sentita vicinanza a Sonia Alfano, Beppe Lumia, a tutti rappresentanti istituzionali e del mondo dell’informazione che non sono disposti a tacere di fronte al ricatto incrociato della criminalità organizzata e dei pezzi degli apparati statali con essa compromessi.

Invitiamo tutti i cittadini a schierarsi al fianco di chi, con il proprio agire quotidiano, rifiuta testardamente il ‘puzzo del compromesso morale che si oppone al fresco profumo di libertà’ e non vuole dimenticare il sangue ed i volti delle Vittime delle stragi mafiose degli anni ’92-93.’

Conclude così il fratello del magistrato ucciso Salvatore Borsellino e il Movimento Agende Rosse.

http://www.soniaalfano.it
http://www.giuseppelumia.it/
http://www.19luglio1992.com/
http://www.resistenzantimafia.blogspot.it/

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iPhone 5 in arrivo, più grande, più sottile, più connesso farà concorrenza al Kindle Fire HD

Schermo più grande, profilo più sottile, connettività Lte e processore più veloce. Sono le caratteristiche che, secondo alcune indiscrezioni, avrà l’iPhone 5, la cui presentazione è attesa mercoledì prossimo, oggi quindi, a partire dalle 19, allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco.

In attesa della presentazione, con un tempismo perfetto, Google ha realizzato una nuova applicazione YouTube per iPhone e iPad, che non sarà più automaticamente sulla schermata del telefonino, ma dovrà essere scaricata dall’App Store. L’accordo tra l’azienda di  Cupertino e la concorrente di MountainView per installare YouTube suoi dispositivi Apple è scaduto e la Mela ha deciso di non rinnovarlo più. La nuova applicazione è più veloce e offre nuove funzioni rispetto alla versione precedente. Cambieranno anche le mappe nel nuovo telefono: l’iPhone 5 non utilizzerà più il sistema Google Maps, ma ne inaugurerà uno proprio.

Una delle novità più attese sull’iPhone 5 è il rinnovamento di Siri, il sistema a comando vocale già presente nel modello precedente, che avrà nuove funzioni e, soprattutto, sarà disponibile in altre lingue europee e asiatiche oltre all’inglese, tra cui l’italiano.

Il display del nuovo smartphone, widescreen in formato 16:9, secondo il Wall Street Journal, sarà di almeno quattro pollici, per adattarsi ai modelli concorrenti. Indiscrezioni raccolte dal Washington Post suggeriscono inoltre che l’iPhone 5 sarà più alto per facilitare l’utilizzo con una mano sola e avrà l’accesso universale alle velocissime reti Lte, con una velocità teorica di scaricamento dati di 100 megabit al secondo, contro i 42 dell’Umts evoluto.

Il nuovo iPhone uscirà con il sistema operativo iOS 6, che permetterà di utilizzare lo smartphone per pagare in negozi e ristoranti grazie al portafoglio virtuale Passbook. Altre novità attese sono un connettore dock più piccolo per caricare e sincronizzare l’iPhone, nuove casse audio e nuove cuffie per ascoltare la musica.

Apple risponderà così alle novità di Amazon, che ha giocato in anticipo lanciando la settimana scorsa il Kindle Paperwhite e una nuova linea di Kindle Fire HD, il nuovo tablet da 7 pollici con uno schermo HD con risoluzione 1280×800 pixel, concepito con filtro polarizzante e tecnologia anti-riflesso per colori più ricchi e un contrasto più netto da ogni angolazione, il più veloce Wi-Fi, un esclusivo sistema audio Dolby, un processore dual core da 1.2 GHz e motore grafico Imagination PowerVR 3D entrambi potenti, una batteria della durata di 11 ore e 16 GB di memoria.

Il nuovo iPhone 5 dovrebbe fedelmente riprendere i prezzi dell’attuale iPhone 4S. Insommalistino del tutto immutato per il prossimo Melafonino con abbonamenti che negli States dovrebbero quindi partire dai 199 $ fino ai 399 $: Ecco i codici matrice per il lancio del nuovo iPhone, provenienti da una ben nota catena di elettronica statunitense: N42A-USA -$199, N42B-USA-$199, N42A-USA-$299, N42B-USA-$299, N42A-USA-$399, N42B-USA-$399. A + B significa bianco e nero.

Apprendiamo inoltre che questo nuovo iPhone N42 verrà distribuito con gli stessi prezzi dell’iPhone 4S. E con questo, stiamo supponendo che le configurazioni resteranno quelle dell’iPhone 4S: 16 GB, 32GB e 64 GB di capacità’.

Se analizziamo il passato, scopriamo che per quattro generazioni di iPhone, quelle dal 2007 al 2010 compreso, Apple ha scelto come teatro della presentazione il WWDC che si tiene nel mese di giugno: il primo iPhone fu quindi lanciato il 29 dello stesso mese, l’iPhone 3G l’11 luglio 2008, il 3GS l’8 giugno del 2009 e l’iPhone 4 il 24 giugno. Poi tutto è cambiato. Apple decide di rilasciare l’iPhone di Verizon il 10 febbraio 2011 e di non presentare alcun nuovo modello al WWDC dello stesso anno, tra la sorpresa generale: l’iPhone 4S venne infatti presentato in autunno e lanciato il 14 ottobre.

Inoltre tutti i rumors vanno in una direzione: Apple sembra proprio che presenterà l’iPhone 5 ad ottobre e lo rilascerà entro fine mese.  Stay tuned!

Aggiornamento: secondo alcuni fonti indiscrete provenienti dalla Rete, il nuovo iPhone 5 sarà presentato mercoledì 12 settembre a partire dalle 19, allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco. Grande attesa quindi dall’azienda di Tim Cook.

In Twitter time#iPhone5ècosìpotente  ‘che vede la luce in fondo al tunnel di Monti e completa l’illuminazione’ twitta Cetty D. Per Mauro Rubino è così potente ‘che quando sei in ritardo ad un appuntamento lui ferma il tempo’ mentre Frandiben ‘a capito chi ha ucciso Kennedy’. Diretta Twitter anche per il settimanale Panorama .


http://www.apple.com/it/iphone/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/27/moleskine-passa-al-digitale-e-diventa-smart-notebook/

WordAds on Cooked News, an italian WordPress web site working progress

Bene. Nell’epoca in cui Samsung scalza Nokia e perfino Apple sulla vendita degli smartphone, WordPress da un colpetto di anca al gigante del search engine californiano Google e oltre a fornire spazio gratuito in Rete per scrivere e pubblicare, fa anche un tentativo con l’Ads.

Da qualche mese, cercando di mantenere alta la qualità dei contenuti, sta invitando admin, editor, author e publisher in generale a valutare la possibilità di inserire dei propri annunci pubblicitari sulla base dei contenuti pubblicati. I criteri di selezione da parte della Federate Media, una delle più importanti aziende di adv online sono facilmente deducibili: il nostro sito internet su WordPress.com deve avere un map domain (18 dollari che secondo conventitore Yahoo corrispondono ‘a circa 13 dei nostri euro per un anno di dominio, a cui vanno aggiunti 8 dollari per un totale di 26 e quindi quasi 20 euro, da quando decidiamo di mettere un block e chiudere al pubblico l’accesso ai nostri dati personali). Bisogna anche valutare il numero di utenti, visits e Unique, che il nostro blog ha fatto in un dato periodo di tempo, la qualità dei contenuti e il linguaggio utilizzato per scrivere e pubblicare. Sulla base di tutti questi criteri, Automattic e FM selezioneranno il nostro sito e ci diranno se possiamo iniziare a fare un po’ di business con quello che pubblichiamo.

A questo punto, informiamoci. Conviene, funziona come Google Adsense che promette percentuali minime di guadagno con entrare in centesimi sul medio lungo periodo? Ma poi WordPress chiede un pagamento pari a 99 dollari a chi non vuole che il proprio sito Internet venga inficiato da pubblicità. Conviene dunque pensare di poter guadagnare con il proprio blog?

Dopo aver rimuginato, masticato, pensato, essercene letteralmente andati e poi tornati a rimuginare ancora sulla convenienza della scelta, eccoci a fronteggiare il lato tecnico della faccenda. Come si impara dai colleghi veterani nelle redazioni di giornali che ancora stampano a inchiostro e corrono la sera per non sforare gli orari di chiusura, siamo andati subito alla fonte.

Sito di Federate Media e mail di domanda. Aspettiamo ancora una risposta, ma non ci lamentiamo, arriverà. Nel frattempo  abbiamo continuato a cercare e fra i  numerosi articoli che negli ultimi mesi dello scorso anno hanno dato notizia dell’apertura ad WordAds. Qualcuno ha ben pensato di sottolineare che la lingua italiana non è contemplata fra i requisiti di scelta. Ma era appena il primo dicembre 2011. Quindi ci siamo rivolti – e non rivoltati – direttamente al gruppo di sviluppatori di WordPress che nel form di dialogo sono stati chiarissimi: ‘Non usate questa sezione per richieste di Help, piuttosto diteci voi qualcosa’.

E allora, anche qui abbiamo qualcosa. Vediamo. Cercando di rendere il nostro sito più appetibile per i severi selezionatori della Rete di Federate Media, abbiamo pensato che qualcosa come 600 BlogHits in circa una decina di giorni, contando feste nazionali e ore di lavoro non proprio da contratto nazionale di lavoro (CCNL), possono bastare, ma è sempre bene fare meglio e di più.

Seguendo il suggerimento di WordPress, siamo andati su Users e tentato di accreditarci nuovi followers. Sono necessari il nome e l’indirizzo mail della persona o delle persone da invitare. Ed ecco un ulteriore quesito.

Ma perché mai WordPress – free platform blogging non ha ancora pensato a un buttom, un pulsante che importi i contatti dagli altri network, proprio come ha già fatto Yahoo? Un semplicissimo click e tutti gli indirizzi Gmail, Facebook, Msn, vengono caricati in rubrica.

Slide – ovvero la svolta

Basterà forse istruirsi un po’ di più e imparare a dialogare in Html per bypassare ogni imprevisto su Worpress.com e approdare al sistema .Org dove è possibile inserire la pubblicità e ogni altro plug in e widjetWordAds – Is it Time to Make Money from WordPress.com Blogs?

Post più letti di oggi sonoThe best of 485.521 bloggers,797.294 new posts, 1.277.003comments, & 165.000.419 words posted today on WordPress.com.

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Samsung scalza Nokia e diventa leader mondiale dei telefonini, superando Apple negli smartphone

Quanto potrà pesare sull’intera economia globale, quanto sulla spesa del singolo o di tutta la famiglia, sulla tredicesima a Natale, la pensione non è dato saperlo, sta di fatto che la notizia ha girato il mondo con ripercussioni di giorni. Samsung è il nuovo colosso della telefonia mobile. Leader su scala planetaria scalza la concorrente finlandese Nokia, facendo lo sgambetto anche alla Apple nel segmento smartphone.

Sarà che non ce lo saremmo aspettati mai che le cose potessero cambiare, ma cominciando dai telefonini abbiamo la conferma e non solo astronomica, che la Terra gira, mutano le stagioni, le giornate si avvicendano in maniera differente day by day e anche nel settore dell’economia aziendale qualche big sembra cedere il posto. Forse soltanto per poco, ma Samsung in questo preciso momento di congiunzioni astrali, dopo 14 anni di master finnico e ‘Connecting people’ diventa il primo venditore al mondo di telefonini.

E caspita. Lo dicono pure i dati diffusi da Strategy Analytics, un’agenzia di consulenza e ricerca sul mercato, che nel primo trimestre del 2012 il colosso sudcoreano controlla il 25,4% del mercato mondiale con 93,5 milioni di telefonini venduti, +36% rispetto allo scorso anno. Nokia, alle prese con una difficile transizione al sistema operativo Windows, si ferma al 22,5% con un crollo del 24%.

Per quanto riguarda il segmento degli smartphone, Samsung ha una quota del 30,6% rispetto al 24,1% di Apple.

Il boom di vendite si traduce anche in risultati di bilancio record per  i sudcoreani produttori di telefonini, con un utile netto nel trimestre chiuso il 31 marzo che sfiora i 5,05 trilioni di Won (3,37 miliardi di euro) battendo nettamente le previsioni degli analisti. Per Nokia sembra essere un periodo nero. Standars&Poor’s ha seguito l’esempio dell’agenzia di rating Fitch e ha ridotto a spazzatura il debito a lungo termine della società. Il motivo? A quanto pare la difficoltà dei finlandesi a tenere il passo con Apple e i produttori asiatici.

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