Un abbraccio per ogni ‘like’: su Facebook arriva Like-A-Hug, la giacca social

Un abbraccio per ogni like su Facebook. Si chiama Like-A-Hug ed è il primo indumento che reagisce all’andamento dei propri status sul popolare social network: ogni like messo da un amico a una foto, a un video o a uno status fa gonfiare la giacca, che vibra leggermente in segno di calore, incoraggiamento e supporto. E consente di restituire l’abbraccio al mittente schiacciando sulle maniche.

La notizia arriva a pochi giorni dall’annuncio di Facebook che raggiunge l’ambito traguardo di 1 miliardo di utenti, dimostrando la più rapida crescita nella storia dei siti web, anche se gli ultimi 50 milioni sono giunti dopo ben 3 mesi. Questo in un momento molto particolare, nel quale Mark Zuckerberg ha lanciato diversi servizi a pagamento tra le contestazioni di diversi utenti e il giudizio critico degli investitori che si chiedono se il social network sia capace di trasformare in soldi queste cifre da capogiro.

‘Sono impegnato ogni giorno nel rendere Facebook migliore, e spero che insieme un giorno saremo in grado di collegare anche il resto del mondo. Certo, i numeri snocciolati sono davvero impressionanti: 140 miliardi di amicizie, con un età media degli utenti pari a 22 anni.

Il fatto è che il titolo Facebook non va bene e gli investitori si chiedono fino a che punto Zuckerberg possa estrarre valore dalle persone iscritte. Lo scorso anno, Facebook ha prodotto circa 4 miliardi di dollari di fatturato, per lo più dalla pubblicità.

Facebook, superata da Google negli introiti pubblicitari da visione di banner, cerca di monetizzare sui servizi. In primo luogo, cercherà di farlo attraverso Gift, una specie di e-commerce per regalare oggetti reali ai propri amici. A questo si aggiunge l’annuncio di oggi di fornire la possibilità, per gli utenti, di spingere i propri post, attraverso il pulsante Promote, previo pagamento di un contributo di 7 dollari, notizia che ha fatto infuriare molti utenti.

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Moleskine passa al digitale e diventa Smart Notebook

Evernote e Moleskine insieme. La popolare applicazione per prendere appunti e condividerli su vari dispositivi diventa digitale e capace di interagire con le famose agendine dalla evergreen cover nero pelle.

Si chiama Smart Notebook e attraverso delle speciali formattazioni dalla carta, l’app di Evernote passa a importare le note scritte a mano, analizzarle e indicizzarle nell’applicazione, proprio come abbiamo tutti fatto nero su bianco, con carta e inchiostro. Chi del resto non ha mai avuto o desiderato scrivere o annotare qualcosa di estremamente imperdibile alla memoria, sulla mitica agendina da portare sempre con sé e pubblicizzata fino a ricordare i più grandi dell’arte pittorica e di quella scritta?

Un’idea interessante che potrebbe risentire del prezzo: 25 dollari per una Smart-Moleskine di medio formato e 30 per un blocco grande, che può scoraggiare i nostalgici della penna e calamaio ma permette ancora una volta di sfidare l’immortalità del tempo e quella della ragione, confrontandoci con i più avanzati traguardi tecnologici.

Available for pre-order in:

Europe on Moleskine Store
US on MoleskineUs
Japan on Moleskine Japan
Asia on Moleskine Asia
Australia and New Zealand on Notemaker

http://www.moleskine.com/web/en/

L’occhio nero di Lady Gaga colpita con un palo da un ballerino durante un concerto

Se non lo avete ancora visto ecco qua l’occhio nero di Lady Gaga, colpita, ma non a morte, da un ballerino durante un concerto in Nuova Zelanda. La star del pop, potente ma non abbastanza da superare J Lo, la ultra milionaria Jennifer Lopez considerata da Forbes la più potente delle donne, è la corsia preferenziale su Twitter di oggi e forse anche di domani.

Facendo fede sui corsi e ricorsi della storia, l’artista non manca un appuntamento con i fan su Internet. I little monsters, come li chiama Miss Germanotta, e non masters, la seguono pedissequamente. Ma attenzione, star o stella del firmamento, ma con estrema umiltà. Lady Gaga non disdegna di condividere con i suoi ammiratori, migliaia milioni, su Twitter, anche foto del suo mondo privato. Stanza d’albergo, camerino, backstage, casa, insomma poco prima di uno spettacolo o subito dopo lo show, anche Lady G contribuisce al must go on senza fine. 

Questa volta lo fa con l’hastag del momento #The edge of Tara. CookedNews è andata a scoprire chi è Miss Tara.

Tara Savelo è la makeup artist Gaga. Ed è stata proprio lei a comunicare con fan subito dopo l’incauto gesto sul palco di Auckland da parte di un ballerino durante l’esibizione di JUDAS. ‘Lady Gaga suffered a concussion due to the strong blow – ha twittato @TaraSavelo – Gaga has a concussion But she is going to be okay. She wants u to know she loves u. I’m taking care of her. cant believe she finished the show’.

‘Emerging from hours of sleep. Still remiss if I should go outside, with this clonker I may be of questionable styling.pic.twitter.com/mbD1uRfO‘  risponde la cantante ed ecco l’autoscatto con l’occhio nero.

So Tara I Could Die.#ReplaceASongWithTara  dice la singer oggi su Twitter e ancora I’m on #TheEdgeofTara@ladygaga The Edge Of Tara #ReplaceASongWithTara. E seguendo il suggerimento della cantante torniamo indietro di qualche anno, al Live in Paris con Hair.

@ladygaga

mother mons†er New York, NY ·

http://www.ladygaga.com

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Megaupload: 21 giorni per consegnare le prove contro Dotcom, negata l’estradizione all’Fbi

Ventuno giorni. E’ il tempo a disposizione delle autorità americane per consegnare tutto il materiale incriminante Kim Dotcom al suo avvocato Ira Rothhen. Il boss del file hosting torna comunque in libertà perché non considerato a rischio fuga.

Avranno tre settimane di tempo per consegnare alla difesa tutto il materiale utile a contrastare la richiesta d’estradizione negli Stati Uniti per i vertici del mega impero del file hosting. Le autorità statunitensi dovranno così fornire ai legali di Megaupload non soltanto le copie del materiale sequestrato al boss Kim Dotcom, ma anche l’intero pacchetto di prove raccolte dal Federal Bureau of Investigation (FBI) contro il noto cyberlocker.

La richiesta di estradizione del fondatore di  (all’anagrafe Kim Schmitz), e degli altri accusati della cosiddetta Mega Conspiracy da parte delle autorità USA, si complica ulteriormente con la vittoria da parte dei difensori di Megaupload di una cruciale disputa inerente le prove di accusa.

protestare in aula era stato lo stesso avvocato di Dotcom Ira Rothken: numerosi hard disk strappati al founder di Megaupload sarebbero stati spediti negli Stati Uniti senza alcuna approvazione da parte del giudice neozelandese. In sostanza, le autorità di Washington sono state accusate di voler prendere tempo per evitare la preparazione di una trincea legale a difesa di Dotcom e soci.

Il giudice Harvey ha smontato la tesi della pubblica accusa, secondo la quale i vertici di Megaupload non potrebbero usufruire – trattandosi di una richiesta d’estradizione – del diritto di consultazione del materiale incriminante. Stando alle argomentazioni della corte neozelandese, un meccanismo giudiziario (e non amministrativo) deve per forza prevedere un bilanciamento per la trasparenza nelle due parti in causa.

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