Assata Shakur, la prima donna fra i 25 terroristi più ricercati d’America

assata-shakurSi chiama Joanne Chesimard, ha 65 anni, ed è la prima donna a entrare nella black list dei 25 terroristi più ricercati dal Fbi.
Per tutti, però, è Assata Shakur, un passato nelle Black panther e nella Black liberation army, madrina di Tupac Shakur, uno dei rapper più famosi di sempre.

È accusata dell’omicidio a sangue freddo di un agente di polizia avvenuto il 2 maggio 1973, quando Assata si batteva con le armi per i diritti degli afroamericani.

Quel giorno la donna si trovava in auto con due compagni, Zayd Shakur e Sundiata Acoli, quando una pattuglia della polizia li fermò per un fanale posteriore rotto. A quel punto sarebbe iniziata la sparatoria che ha portato alla morte di Werner Foerster e al ferimento del collega James Harper.

Nel 1977 arrivò la condanna all’ergastolo, nel 1979 l’evasione di prigione con l’aiuto del fratello Mutulu Shakur (padre adottivo di Tupac) e dell’attivista italiana Silvia Baraldini (estradata e tornata in Italia solo nel 1999), finiti in carcere per quell’azione armata.

Cinque anni dopo Assata venne avvistata a Cuba, dove secondo l’Fbi avrebbe chiesto asilo politico. Nell’isola caraibica ha scritto un libro, ‘Assata: an autobiography’, e la sua storia è stata cantata da rapper che le hanno mostrato la propria solidarietà, come Mos Def e Common.

Lei si è sempre professata innocente, sostenendo di non aver mai sparato i quattro colpi, due dei quali da dietro, che hanno ucciso Werner Foerster dopo essere partiti dalla pistola dello stesso agente.

Il Bureau ne è sicuro: a Cuba Assata continua a essere attiva a fa propaganda anti americana.
Per lei ci sono due taglie da 1 milione di dollari l’una, offerte dall’Fbi e dallo Stato del New Jersey, e un posto tra i 25 America’s most wanted.

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Chi era Adam Lanza

adam lanza_1355544503070_340585_ver1.0_320_240Una strage tra le più gravi della storia degli Stati Uniti. Un bilancio di ventisei morti, di cui venti bambini. E’ questo il drammatico bilancio della sparatoria avvenuta ieri mattina in una scuola elementare di Newtown, in Connecticut, la seconda per atrocità e vittime dopo la tragedia di Virginia Tech nel 2007.

L’autore della strage è Adam Lanza, 20 anni, originario del New Jersey, che secondo il New York Times si sarebbe suicidato dopo avere aperto il fuoco sugli studenti. I media avevano dapprima accusato il fratello di Adam Lanza, il ventiquattrenne Ryan, ma i riflettori sono stati poi spostati su Adam. Al momento della strage indossava un giubbotto antiproiettile e aveva con sé due pistole calibro 9. Gli agenti hanno poi rinvenuto un fucile d’assalto in una vettura parcheggiata nei pressi dell’edificio.

Secondo quanto emerso nel corso delle prime indagini, il presunto colpevole sarebbe il figlio di una delle insegnanti della scuola, rimasta uccisa insieme a molti dei suoi studenti.

Secondo il New York Times, che riporta le testimonianze dei suoi ex compagni di scuola, Lanza si presentava in classe portando con sé una 24 ore nera e si sedeva sempre vicino alla porta, pronto a uscire. Quando veniva interrogato appariva nervoso e irrequieto e rispondeva a monosillabi, come se parlare gli costasse fatica. Pallido, alto e magro, secondo la descrizione dei suoi ex compagni al liceo di Newton, Adam Lanza, senza precedenti penali, non aveva un profilo su Facebook, al contrario del fratello Ryan che, per alcune ore, era stato erroneamente indicato come il responsabile della strage. Adam invece non compare neanche nella foto del libro-ricordo della classe del 2010. Nella pagina bianca si legge ‘timido con la macchina fotografica’. Altri ex compagni che si sono diplomati quell’anno sostengono che non aveva nemmeno finito la scuola.

Altri ancora raccontano che era affetto anche dalla sindrome di Asperger, un disturbo imparentato con l’autismo. E uno degli ex compagni di classe ricorda che sul volto di Adam non comparivano emozioni. Il suo disagio evidente provocava risolini da parte degli altri studenti che non sapevano della sua patologia.

Sempre stando alle testimonianze di chi l’aveva conosciuto, Lanza aveva avuto un’adolescenza turbolenta. Nel 2006, il fratello maggiore Ryan, 24 anni, si era diplomato e si era iscritto alla Quinnipiac University, nel Connecticut, lasciandolo da solo con i genitori, Peter e Nancy Lanza, il cui matrimonio era in crisi. Nel 2008, infatti, i due avevano divorziato dopo 17 anni di matrimonio. Il padre, responsabile finanze della General Electric, si era trasferito a Stamford e nel gennaio del 2011 si era sposato con una bibliotecaria dell’Università del Connecticut. La madre era rimasta invece nella casa di Newtown, a cinque miglia dalla scuola elementare dove insegnava. Adam abitava nella stessa casa. Dopo l’eccidio, i poliziotti hanno setacciato l’abitazione, bloccando le strade e facendo evacuare la zona. Per ore si è pensato che l’autore della strage fosse Ryan Lanza in quanto un suo documento era stato ritrovato sul corpo di Adam. Ma un vicino di casa di Ryan, a Hoboken, nel New Jersey, ha poi confermato di aver avuto uno scambio di messaggi con il giovane nel quale lui stesso diceva di aver appreso della morte della madre. ‘È stato mio fratello’, ha scritto al vicino di casa.

Secondo i racconti di parenti e conoscenti, l’autore della strage era una persona chiusa ma tranquilla, che non aveva dato segni di instabilità. La zia, Marsha Lanza di Crystal Lake in Illinois, ha raccontato che i genitori del ragazzo non avrebbero esitato a fornirgli sostegno adeguato, se questi avesse dato segnali di averne bisogno. ‘Nancy non era una donna che negava la realtà’, ha detto la zia, aggiungendo che il padre aveva incontrato a giugno Adam, senza notare segni di allarme.

Il ragazzo era anche stato citato tra gli studenti meritevoli del liceo frequentato a Newtown. Un giovane che lo conosceva, Joshua Milas, lo ha descritto come una persona intelligente e apparentemente felice.

Tragedia di Newtown: strage in una scuola elementare, 26 i morti di cui 20 bambini. Ucciso il killer

Usa strage scuola NewtownAlmeno 27 persone, tra cui 20 bambini tra i 5 e i 10 anni, sono le vittime di una vera e propria strage in una scuola elementare in Connecticut, a un centinaio di chilometri da New York. Il killer si chiama Adam Lanza: ha ucciso sua madre, Nancy, insegnante alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, prima di provocare la strage in un’aula dell’istituto nella quale è rimasto vittima. Non è chiaro se si sia suicidato o se sia stato ucciso. Il suo corpo era riverso in una delle aule della scuola.

Lanza, poco più che ventenne, in base al suo profilo Facebook (collegato da poco a quello creato appositamente per la strage, ‘Sandy Hook Elementary School shooting’), viveva a Hoboken, in New Jersey, alle porte di New York, una città storicamente abitata dagli italo americani e resa famosa da Frank Sinatra. Vestito tutto di nero, con indosso un giubbotto antiproiettile come se andasse in guerra, usando quattro pistole ha sparato all’impazzata, almeno un centinaio di colpi. Sin dall’ingresso della scuola, la Sandy Hook di Newton, dove secondo alcune indicazioni ha subito freddato il presidente e lo psicologo dell’istituto. Ma la vera, terribile mattanza l’ha compiuta in una aula dell’asilo, tra i bimbi più piccoli. Un’intera classe manca all’appello, è stata cancellata, hanno riferito diverse fonti di stampa citando fonti ufficiali che hanno voluto mantenere l’anonimato. A rendere tutto ancora più assurdo, se possibile, è però il fatto che la sua ‘vittima designata’ era sua madre.

Il folle avrebbe agito con un complice, secondo alcuni suo fratello minore, che è stato arrestato. Secondo alcune fonti, i due avrebbero ucciso, prima della strage alla scuola, un loro familiare: c’è chi dice il padre, chi un altro fratello. La situazione rimane molto confusa e ci vorranno diverse ore prima di capire esattamente la dinamica del dramma.

Il fratello di Lanza è stato preso in custodia dalle autorità che vogliono sentirlo come presunto complice nella sparatoria. Secondo alcune fonti, il giovane è stato intercettato dalla polizia nei pressi della scuola, che è circondata da boschi. Indossava pantaloni mimetici e ha affermato, secondo quanto ha riferito un testimone, ‘io non l’ho fatto, io non l’ho fatto’.

Tutto è cominciato poco dopo le 9:30 e le televisioni nazionali hanno rapidamente preso a seguire in diretta l’evoluzione delle notizie, con inviati e troupe per le riprese dall’alto, in elicottero. Sono così rapidamente iniziate a filtrare drammatiche immagini di madri con il volto alterato dalla tensione, dalla paura, dall’apprensione. E poi quelli di bimbi, in lacrime, con la bocca spalancata mentre urlano di paura, mentre in fila indiana vengono evacuati tutti insieme dalla scuola, che conta oltre 600 alunni e che, come tutte le scuole in America, si preparava alle vacanze di Natale, si preparava all’arrivo di Santa Claus, Babbo Natale.

Il presidente americano, Barack Obama, parlando in diretta tv alla nazione sulla strage in Connecticut si è vistosamente commosso asciugandosi le lacrime. ‘Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica’, ha affermato.

Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo’: sono le parole che Barack Obama rivolge alle famiglie americane nel tradizionale messaggio del sabato. Poi il presidente ha fatto l’elenco degli ultimi episodi simili: ‘Come nazione – ha ricordato Obama – abbiamo sofferto davvero troppe di queste tragedie negli ultimi anni. Una scuola elementare a Newtown. Un centro commerciale in Oregon. Un luogo di culto in Wisconsin. Un cinema in Colorado. Infinite strade in posti come Chicago e Philadelphia’. ‘Ognuno di questi quartieri potrebbe essere il nostro’, ha detto il presidente, ‘e per questo dobbiamo unirci e adottare misure importanti per prevenire nuove tragedie come questa. Indipendentemente dalla politica”. Poi ha concluso: ‘Ci sono famiglie in Connecticut che oggi non possono farlo. E hanno bisogno di tutti noi’, aggiunge il presidente americano ricordando i genitori che hanno perso i loro figli nella strage della scuola elementare di Newtown. ‘Noi siamo qui per loro e preghiamo per loro. E ricordiamo loro che l’amore che hanno provato per coloro che hanno perso sopravviverà non solo nelle loro memorie, ma anche in quella della loro comunità e del loro Paese.

Obama ha dato disposizione di esporre la bandiera americana a mezz’asta alla Casa Bianca, davanti a tutti gli edifici pubblici e militari e in tutte le rappresentanze diplomatiche americane fino al tramonto di martedì 18 dicembre.

Faremo tutto quello che è possibile e che serve per arginare la diffusione della armi da fuoco nel Paese. Ma di fronte a un evento così tragico, non è oggi il momento delle polemiche, ha aggiunto Carney.

Veglia di preghiera nella notte a Newtown. Centinaia di persone si sono raccolte in una chiesa cattolica, la St Rose of Lime, per pregare in ricordo delle vittime, la gran parte bambini. La Chiesa era talmente affollata che molte persone hanno dovuto sostare all’esterno, sul sacrato del tempio distante poco più di un chilometro dalla scuola elementare Sandy Hook, dove è avvenuto il massacro.

Esteri: Stati Uniti hanno fatto progressi ma per Obama ‘c’è ancora molto lavoro da fare’

English: Barack Obama delivers a speech at the...

English: Barack Obama delivers a speech at the University of Southern California (Video of the speech) (Photo credit: Wikipedia)

Gli Stati Uniti hanno fatto progressi, ma c’è ancora ‘molto lavoro da fare’. Con queste parole il presidente Barack Obama ha commentato il dato sulla disoccupazione pubblicato in mattinata dal dipartimento del Lavoro americano. Il tasso di disoccupazione è salito a ottobre al 7,9% dal 7,8% del mese precedente, in linea con le attese degli analisti, ma nel mese sono stati creati 171.000 posti di lavoro, contro i 125.000 pronosticati.

Parlando a Hilliard, in Ohio, Obama ha specificato che l’aumento dei posti di lavoro è parte di un disegno di ‘progresso reale’ che include un’industria automobilistica più forte, un aumento del valore delle case e una minore dipendenza dal petrolio importato dall’estero.

Certo è che in campagna elettorale il tempismo può essere fondamentale. E negli ultimi giorni, a poche ore dalle elezioni presidenziali, Barack Obama ha così ricevuto diverse notizie positive, e avuto un po’ di fortuna. E’ l’analisi di Ezra Klein sull’edizione online del Washington Post.

Tra le ‘good news’ c’è sicuramente l’approvazione ricevuta per la sua capacità di gestire l’emergenza provocata dal passaggio di Sandy, l’uragano (ma diventato ciclone post-tropicale prima di toccare terra negli Stati Uniti) che ha devastato la costa nord-orientale del Paese. Secondo un sondaggio condotto da Washington Post e Abc News, il 79% degli intervistati ha dichiarato di considerare ‘buono’ o ‘eccellente’ il lavoro fatto dall’amministrazione Obama. Tra questi c’è sicuramente Chris Christie – il governatore del New Jersey, lo Stato più colpito – tra i repubblicani più influenti, che ha lodato pubblicamente Obama per la risposta all’emergenza.

Il passaggio di Sandy ha lasciato in eredità anche un ‘endorsement’ pesante – fa notare Klein – quello del sindaco di New York, Michael Bloomberg, che quattro anni fa aveva deciso di rimanere neutrale e che in questi anni non ha rinunciato alle critiche nei confronti del presidente. ‘Obama si preoccupa del cambiamento climatico, Romney no’ ha detto Bloomberg, spinto a sostenere il presidente dal disastro che ha colpito, tra le altre, proprio New York.

http://www.barackobama.com/

Uragano Sandy: la maratona di New York si farà. Riaperti due scali

La maratona di New York si terrà come previsto domenica. Ad annunciarlo è stato il sindaco Michael Bloomberg, in conferenza stampa. Dopo il passaggio dei ciclone Sandy, in molti avevano messo in dubbio lo svolgimento della corsa, che si svolge tra i cinque borough della città, visti i problemi con il trasporto pubblico, l’elettricità e i voli per New York cancellati. Migliaia di runner sono attesi in città tra domani e venerdì. Per domenica, è prevista una giornata assolata.

Intanto il numero dei morti per il passaggio del ciclone Sandy sulle coste nord-orientali degli Stati Uniti è salito a 59, secondo il New York Times. Il numero più alto di vittime si è avuto nello Stato di New York, ventinove, di cui 22 solo nella Grande Mela. Poi sette in Pennsylvania, sei in New Jersey, cinque in West Virginia, tre in Connecticut, due in Ohio, Virginia, Maryland e North Carolina, una in New Hampshire. La ricostruzione dopo il passaggio del ciclone post-tropicale potrebbe essere tra le più costose della storia. Al momento, la valutazione iniziale dei costi, tra i 30 e i 50 miliardi di dollari, potrebbe persino essere rivista al rialzo. E mentre gli Stati Uniti contano i danni dell’uragano, riprende lentamente il ritorno alla normalità. Dopo due giorni di stop ha riaperto la Borsa di Wall Street, che non chiudeva dagli attacchi terroristici dell’11 settembre, quando si fermò per tre giorni. L’aeroporto di Newark, in New Jersey, che serve la città, è stato riaperto alle 7 (le 12 in Italia), mentre il Jfk è tornato operativo per le 12 (le 17 in Italia). Il servizio iniziale sarà però limitato in gran parte ai voli cargo e a quelli per spostare il personale di volo.

E’ stato il sindaco Michael Bloomberg stamattina a suonare la campanella della quotidiana cerimonia che segna l’apertura di Wall Street. “Eravamo determinati a riaprire oggi”, ha affermato a Cnbc l’amministratore delegato di Nyse Euronext Duncan Niederauer. Per trovare una chiusura di due giorni a causa delle condizioni meteorologiche bisogna invece tornare indietro fino al 1888, quando i sistemi di comunicazione di New York furono messi ko da una tempesta e le 6.900 linee telefoniche della città furono interrotte.

Occorrerà attendere fino a domani o al massimo fino a venerdì pomeriggio, invece, per la riapertura delle case da gioco di Atlantic City. Sommersa da quasi tre metri d’acqua e battuta da venti a 130 km all’ora, la città del gioco è ancora alle prese con i danni alle infrastrutture.

La priorità è ripristinare l’elettricità. Barack Obama, in tenuta ‘Commander in Chief’, con la divisa della Fema, la protezione civile statunitense, ha tenuto una conferenza stampa in New Jersey insieme a Chris Christie, governatore dello Stato e volto noto del partito repubblicano. I due hanno visitato insieme le zone più colpite dal ciclone, che ha toccato terra nei pressi di Atlantic City.

Ieri Obama ha trovato in Christie un prezioso alleato nelle ultime ore, in vista delle elezioni del 6 novembre, visto che il governatore ha elogiato il lavoro del presidente per fronteggiare l’emergenza.

Obama e Christie hanno sorvolato le zone del New Jersey più colpite dall’uragano Sandy per circa un’ora. Obama ha anche visitato alcuni rifugi degli sfollati.

In rete qualcuno ha anche pubblicato una foto false di quello che ci si potrebbe aspettare di vedere a New York, con l’uragano in azione, riuscendo a spaventare molti utenti di Facebook.

Uragano Sandy declassato a ciclone post-tropicale

 Salgono a 27 le vittime dell’uragano Sandy che ha investito la costa orientale negli Stati Uniti. A queste va aggiunta una vittima in Canada. Quindici persone sono morte nello Stato di New York, ha annunciato su Twitter il governatore Andrew Cuomo, di cui 10 solo nella Grande Mela. L’uragano ha lasciato al buio oltre 8 milioni di persone rimaste senza elettricità in sette Stati americani, mentre il presidente Barack Obama ha decretato lo stato di ‘catastrofe’ a New York.

A New York 50 edifici sono andati in fiamme nei pressi di Rockaway Beach, una delle spiagge nel quartiere del Queens. I vigili del fuoco sono intervenuti con dei gommoni per trarre in salvo alcuni residenti della piccola penisola newyorchese. Inoltre, sette gallerie della metropolitana sono allagate. ‘La metropolitana di New York ha 108 anni, ma mai in tutto questo tempo ha dovuto fare fronte a una catastrofe come quella vissuta ieri sera’, ha detto Joseph Lhota, presidente dell’Autorità dei trasporti pubblici di Ny. Wall Street è chiusa per il secondo giorno consecutivo. Anche il traffico internet e il funzionamento di migliaia di siti nel mondo hanno subìto le conseguenze del passaggio dell’uragano Sandy, che ha danneggiato alcuni data-center o li ha privati di corrente elettrica.

Una diga ha ceduto nel nord del New Jersey e ora le acque minacciano tre città: Moonachie, Little Ferrie e Carlstadt. Ralph Verdi, capo della polizia di Little Ferrie, ha detto alla Cnn che le acque hanno raggiunto in alcune zone tra 1,2 e 1,8 metri: ‘E’ stata una notte molto difficile. Non abbiamo l’elettricità, la nostra città è in grave difficoltà in questo momento. Stiamo facendo il possibile’.

Il ciclone intanto sta perdendo forza man mano che penetra nella terraferma americana, ma potrebbe ancora causare forti venti e inondazioni. Stando a quanto riferito dal National Hurricane Center, alle 10 italiane Sandy si stava dirigendo verso la Pennsylvania con venti da 105 chilometri orari. ‘Nelle prossime 48 ore è previsto un continuo indebolimento (della forza del vento)’, ha scritto in un bollettino. L’uragano è stato declassato a ciclone post-tropicale poco dopo aver toccato terra, ieri sera, lungo la costa del New Jersey.

Aggiornamento

Sono almeno 38 le vittime del ciclone post tropicale Sandy che si è abbattuto nella notte sul nordest degli Stati Uniti. Il numero è però in continua crescita. Molte persone sono rimaste uccise da alberi caduti durante la tempesta, mentre 8,2 milioni di americani dal Maine fino alla South Carolina sono rimasti senza elettricità. Le compagnie aeree hanno inoltre cancellato oltre 15.000 voli e ci potrebbero volere giorni prima che il traffico aereo torni alla normalità.

Nel frattempo Barack Obama è andato a visitare il quartier generale della Croce Rossa a Washington. Il presidente degli Stati Uniti ha cancellato anche gli eventi di campagna elettorale previsti per domani in Ohio e ha deciso di continuare a monitorare dalla Casa Bianca le conseguenze di Sandy.

Obama ha parlato dieci minuti commentando la risposta delle autorità locali, statali e federali al ciclone Sandy, per poi illustrare l’importante ruolo che la Croce Rossa avrà nei prossimi giorni. ‘Questa tempesta non è ancora finita’, ha affermato il presidente. ‘Ovviamente è una situazione straziante per l’intera nazione’.

In mattinata il presidente aveva effettuato una conference call con i governatori e i sindaci delle aree colpite dal ciclone per esprimere la propria preoccupazione per gli abitanti e per avere informazioni di prima mano sulle operazioni di soccorso. Obama ha affermato di aver istruito la propria squadra affinché fornisca tutte le risorse necessarie per le operazioni.

Mtv dice addio ai tamarri di Jersey Shore: dopo la sesta stagione finisce un’era e rimane Snooky

Lo hanno fatto pacificamente proprio come lo si fa in ogni buona famiglia. Dire addio a un proprio caro senza tirarla troppo per le lunghe. E’ la fine di un’epoca per MTV che ha deciso di staccare la spina con ‘Jersey Shore‘. La rete televisiva via cavo ha annunciato la decisione che a quanto pare, non dovrebbe sorprendere nessuno. MTV si era già accontenta dei primi due anni di notorietà, che hanno fatto dei personaggi della serie più tamarra del New Jersey delle celebrità capaci di accendere e sostenere lo show. Un metodo messo in pratica fino alla scorsa settimana con una diretta dall’ospedale dove Snooki ha dato alla luce il piccolo Lorenzo, il suo primogenito. Un gesto considerato da qualcuno una mercificazione di un momento privato, ma che ha ancora una volta toccato nel segno, riuscendo a far parlare di sé.

Lo script è andato a farsi benedire, i rating, gli ascolti sono irrimediabilmente scesi con l’andare avanti della serie più in voga d’America, dopo il successo dei Sopranos, e anche i giorni di festa, i continui party in piscina sembrano non destare più quell’attenzione dei primi giorni, con Mike “The Situation” Sorrentino che è andato a vivere con il suo personal trainer.

Nel 2011 il controverso spettacolo era stato vietato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che vieta al cast le riprese all’interno di alcune delle più popolari attrazioni turistiche della città, tra cui la Galleria degli Uffizi e il Giardino di Boboli. Quest’anno, il sindaco Dawn Zimmer di Hoboken, New Jersey – proprio di fronte alla Hudson di Manhattan ha respinto la richiesta di filmare lo spettacolo a Hoboken. Nel maggio del 2011 sono stati vietati in Italia. Di fatti anche lo spin off di Snooki e JWoWW ha di nuovo scatenato un’ondata di pubblicazioni che il canale satellitare MTV non è sicuro di volere affrontare.

Ma una cosa è certa, con Snooki all’attacco anche durante la nascita di un bambino, non si può sbagliare.

Imbattile lei per la sua sagacia e il suo non rossore televisivo. Ma sei stagioni sono sufficiente per chiunque nel mondo dello spettacolo. In pochi mesi, i proprietari dei club hanno implorato di il dj della serie perché venisse nei loro locali. Pauly D continuerà infatti a ottenere scritture per il suo lavoro da DJ, ma nulla corrisponde al denaro che riceve in questo momento. Pauly probabilmente ha le maggiori possibilità di successo. Non hanno talento, ad eccezione di Pauly D e qualcuno sarà anche costretto a trovarsi un lavoro vero.

Guardando indietro, sono passati tre anni da quando abbiamo imparato che una persona possa farsi chiamare ‘The Situation‘ – e ora, MTV è ufficialmente chiamata, a sua volta, a dare una conclusione a ‘Jersey Shore‘, che ha raccontato le buffonate di ‘The Situation’, Snooki, Sammy e Ronny e il resto della banda.

Il reality di MTV è risultato essere il miglior show hotel nella storia della rete, in preview la sua sesta e ultima stagione il 4 ottobre.

L’addio inizierà presto, MTV lo ha annunciato. A partire dal 6 settembre (lo stesso giorno degli MTV Video Music Awards), in rete andrà in onda un’ora di retrospettiva, ‘Gym, Tan, Look Back’, alle 6 del pomeriggio. In seguito, il cast farà i primi colloqui per discutere il finale di stagione.

La scorsa stagione ‘Jersey Shore’ ha debuttato con quasi 8 milioni di spettatori a gennaio. Lo show ha raggiunto il suo punteggio più alto nella stagione 3, quando quasi 9 milioni di persone si sono sintonizzate per vedere Snooki uscire di prigione (dopo essere stata accusato di condotta disordinata sulla spiaggia).

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/13/il-sindaco-di-firenze-si-candida-per-le-primarie-del-pd-renzi-a-me-la-guida-dellitalia-e-gli-elettori-di-silvio/

Bob Dylan on Rolling Stone: ‘Lavoro nel rispetto delle regole. Fate tutto ciò che potete. E’ il songwriting’

(Photo Credit: Sam Jones, sul prossimo numero del Rolling Stone Music: Bob Dylan Strikes Back at Critics)

Abbiamo anticipato Rick Ross, il rapper of love di Miami,  in copertina sulla scorsa edizione del Rolling Stone e anticipiamo il prossimo, in uscita il 14 settembre.

Bob Dylan si rivela come non mai sul nuovo numero di  Rolling Stone, in edicola VENERDÌ 14 SETTEMBRE. Nell’intervista con Mikal Gilmore, Dylan si estende su una incredibile gamma di argomenti: John Lennon e  Bruce Springsteen, quello che ha veramente ha pensato del film  I’m Not There  e Masked and Anonymous, quando è stato preso dalla polizia nel  New Jersey nel 2009; e – in un tratto particolarmente importato e toccante – la sua convinzione di essere stato ‘trasfigurato’, nel periodo del suo incidente con la moto nel 1966. Dylan per la prima volta, si mette alla mercé dei critici che lo hanno accusato di prendere troppo dal lavoro altrui. Ecco un estratto dell’intervista:

Vorrei aprire un dibattito sulle critiche alle citazioni nelle tue canzoni di altri scrittori e autori, come Junichi Saga l’autore giapponese di  Confessions of a Yakuza, e la poesia di guerra civile di Henry Timrod, autore del 1800. Nel folk e nel jazz, la citazione è una tradizione ricca e che arricchisce, ma alcuni critici dicono che non sai citare le fonti in modo chiaro. Qual è la tua risposta a questo tipo di accuse?

‘Oh, si , nel folk e jazz, la citazione è una tradizione ricca e che arricchisce. Questo è certamente vero. E’ vero per tutti, tranne che per me. Ci sono regole diverse per me. E per quanto riguarda Henry Timrod è interessante, hai mai sentito parlare di lui? Qualcuno lo ha letto di recente? E chi lo ha spinto alla ribalta? Quello che sta facendo oggi lo leggi? E ancora, provate a chiedere ai suoi discendenti che cosa pensano del caos. E se pensi che sia così facile da citarlo e che può aiutare il vostro lavoro, fai da te e cerca di vedere quanto lontano si può ottenere.

I fans non si lamentano di queste cose. E’ qualcosa di vecchio che è entrato a far parte della tradizione. Sulla via del ritorno. Queste sono le stesse persone che hanno cercato di chiamarmi Giuda. Sono delle femminucce che si lamentano. Giuda poi, è il nome più odiato nella storia umana! Se pensi di essere stato chiamato con un cattivo nome, cerca sempre di capirne il senso, ma senza rompicapi. Non ci sarebbe motivo, a che serve agitarsi fino a rompersi la testa? Per suonare una chitarra elettrica, forse? Come se questo è in qualche modo uguale a tradire il Signore o consegnarsi a lui  per essere crocifisso. Tutti quei figli di puttana malvagi possono marcire all’inferno’.

Sul serio?
Sto lavorando all’interno della mia forma d’arte. E’ così semplice. Io lavoro nel rispetto delle regole e dei limiti di esso. Ci sono figure autoritarie che possono spiegare questo tipo di forma d’arte meglio di me. Si chiama songwriting. Ha a che fare con la melodia e il ritmo, dopodiché, va bene tutto. Fate tutto quello che potete. Lo facciamo tutti.

Per non tradire l’originale, riportiamo la stessa intervista, o meglio, una parte di essa (il resto lo si legge sul Rolling Stone) in inglese.

Bob Dylan opens up like never before in the new issue of Rolling Stone, on newsstands Friday, September 14th. In the interview with Mikal Gilmore, Dylan covers an incredible range of topics: John Lennon and Bruce Springsteen; what he really thought about the movies I’m Not There and Masked and Anonymous; being picked up by the police in New Jersey in 2009; and – in a remarkable stretch – his belief that he was “transfigured” around the time of his 1966 motorcycle accident. Dylan also, for the first time, strikes back at critics who have accused him of drawing too much from the work of others. Here’s an excerpt:

I want to ask about the controversy over your quotations in your songs from the works of other writers, such as Japanese author Junichi Saga’s Confessions of a Yakuza, and the Civil War poetry of Henry Timrod. In folk and jazz, quotation is a rich and enriching tradition, but some critics say that you didn’t cite your sources clearly. What’s your response to those kinds of charges?
Oh, yeah, in folk and jazz, quotation is a rich and enriching tradition. That certainly is true. It’s true for everybody, but me. There are different rules for me. And as far as Henry Timrod is concerned, have you even heard of him? Who’s been reading him lately? And who’s pushed him to the forefront? Who’s been making you read him? And ask his descendants what they think of the hoopla. And if you think it’s so easy to quote him and it can help your work, do it yourself and see how far you can get. Wussies and pussies complain about that stuff. It’s an old thing – it’s part of the tradition. It goes way back. These are the same people that tried to pin the name Judas on me. Judas, the most hated name in human history! If you think you’ve been called a bad name, try to work your way out from under that. Yeah, and for what? For playing an electric guitar? As if that is in some kind of way equitable to betraying our Lord and delivering him up to be crucified. All those evil motherfuckers can rot in hell.

Seriously?
I’m working within my art form. It’s that simple. I work within the rules and limitations of it. There are authoritarian figures that can explain that kind of art form better to you than I can. It’s called songwriting. It has to do with melody and rhythm, and then after that, anything goes. You make everything yours. We all do it.

For the full interview, pick up the new issue of Rolling Stone.

http://www.rollingstone.com

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Doodle Google ad Amelia Earhart, la prima donna che volò sul mondo

E’ stata la prima donna a guidare un aereo. La prima aviatrice al mondo. Amelia Earhart compie 150 anni e per il suo compleanno, al quale non potrà personalmente prendere parte per una serie di motivi, ovvi e non, che hanno contribuito a renderla un personaggio storico,  Google le dedica la propria homepage del giorno con un Doodle vintage che la ritrae in piedi, nei panni di aviatrice, accanto al suo velivolo.

Amelia Mary Earhart (Atchinson24 luglio 1897 – Oceano Pacifico, 2 luglio (?) 1937) è stata una aviatrice statunitense, ci racconta Wikipedia. Madre e moglie, da infermiera durante tutto il primo conflitto mondiale, passa a scoprire la sua passione per il volo quando, un giorno, insieme al padre, pagando un dollaro, per la prima volta nella sua vita sale a bordo di un biplano e sorvola il cielo californiano di Los Angeles. Amelia ha 23 anni e sta partecipando a un raduno aeronautico a Long Beach

E’ in quell’occasione che decide di imparare a volare e dopo un anno, prendendo lezioni di volo, grazie all’aiuto della mamma, riesce ad avere il suo aereo, il Lockheed L-10 Electra con il quale si spingerà fino ai 14mila piedi stabilendo molti record.

Nell’aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey, le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, a bordo di unFokker F7, chiamato Friendship (amicizia), decollano con Amelia Earhart, il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon. Sebbene sia relegata a ben poche funzioni, quando il team arriva inGalles, 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.

L’8 aprile 1931, pilotando un autogiro Pitcairn PCA-2, stabilì il record mondiale di altitudine di 18.415 piedi (5.613 metri).

All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, ha compiuto la trasvolata in solitaria; ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, il 21 maggio impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Il 24 agosto 1932 è la prima donna a volare attraverso gli Stati Uniti senza scalo partendo da Los Angeles(California) e arrivando a Newark (New Jersey). Sempre determinata e con l’intento di arrivare dove altri hanno fallito diventa la prima persona ad attraversare il Pacifico da Oakland in California adHonolulu nelle Hawaii.

Nel 1937 sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo. Un primo tentativo fallito, non la ferma. Arriva fino in Nuova Guinea, sorvolando 22mila chilometri dei 29 che la trasvolata richiede. Poi il 2 luglio, in prossimità dell’isola di Howland, Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: “Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo…” A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l’aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall’isola di Howland.

La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l’impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui mandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni.

Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano.

Fra le varie teorie sull’effettiva scomparsa dell’aviatrice Amelia Earhart, quella che più resiste è  il coinvolgimento di Amelia in una missione di spionaggio. Secondo questa teoria, in una sosta erano stati potenziati i motori in modo tale che l’aereo potesse compiere una rotta più ampia, per arrivare a Howland nello stesso tempo che avrebbe impiegato viaggiando in linea retta. Questa teoria sostiene anche che furono montate delle potenti macchine fotografiche. Infine la trasvolatrice avrebbe poi simulato una avaria in modo tale da permettere agli americani di compiere le loro manovre. Il volo fu però compiuto di notte.

Nel dicembre 2010, in uno scavo sull’isola di Nikumaroro, alcuni ricercatori hanno ritrovato dei resti ossei e li hanno attribuiti all’aviatrice. Questi frammenti dimostrerebbero in teoria che la donna sarebbe morta sull’isola dopo essere precipitata. Nella stessa area sono stati ritrovati vecchi trucchi, bottiglie di vetro e dei gusci aperti con un coltello.

http://it.wikipedia.org/wiki/Amelia_Earhart
https://cookednews.wordpress.com/2012/04/17/google-cerca-un-disegnatore-full-time-per-i-suoi-doodle/

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