Forti incendi devastano l’Australia, caldo record oltre i 40 gradi

incendi australiaGli incendi devastano l’Australia. I Forti venti e temperature record, oltre i 40 gradi, hanno favorito i roghi nel sud-est del Paese, dove le autorità hanno riferito di condizioni ‘catastrofiche’.

Le fiamme in molti casi fuori controllo, si propagano molto rapidamente e per questo le autorità hanno deciso di far allontanare la popolazione come unica opzione per salvarsi. Il premier australiano Julia Gillard ha lanciato un appello alla vigilanza: ‘La parola catastrofico è usata per validi motivi. Per questo è molto importante che le persone si salvaguardino e ascoltino le raccomandazioni delle autorità locali. Questo è un giorno molto pericoloso’.

Sono cinque gli Stati colpiti anche se la situazione peggiore si registra nel Nuovo Galles del sud, lo Stato più popoloso, dove si contano circa 100 incendi, di cui 20 fuori controllo, anche nelle vicinanze di Sydney. L’ondata di caldo estremo, iniziata in Australia occidentale poco dopo Natale e durata otto giorni, è stata la più violenta in oltre di 80 anni, le temperature roventi rendono molto difficili le operazioni di soccorso e di spegnimento dei roghi.

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Trova una busta con 2mila euro e la restituisce

TROVA BUSTA 2000 EURO E LA PORTA A POLIZIA,ERA REGALO NATALETrova una busta con 2.000 euro e la porta subito in Questura. E’ il gesto di una 79enne di Arezzo che ha trovato la busta sul marciapiede. Dentro, oltre al denaro, un biglietto con scritto: ‘Per Stefano e Simona con tanti auguri di buon Natale’.

La polizia ha rintracciato una coppia di genitori che aveva appena consegnato al figlio e alla nipotina la busta come regalo di Natale e Stefano, nella corsa ai regali, l’aveva perduta. Così il denaro è stato riconsegnato all’uomo e a sua figlia.

Monti e la fine del mondo: ‘governo termina il ruolo ma non per colpa della profezia dei Maya’

225px-Mario_Monti_2012-06-27‘Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo’. Lo ha detto con una battuta il presidente del Consiglio Mario Monti, prendendo la parola al termine della messa di Natale, celebrata per i dipendenti nella Sala Verde di Palazzo Chigi. La messa per i dipendenti di Palazzo Chigi è stata officiata da mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e cappellano di Montecitorio. Monti ha partecipato con la moglie e nell’occasione ha ringraziato i dipendenti ‘per tutto il lavoro svolto’ e ha augurato ‘buon lavoro’ per il futuro.

Al termine del Consiglio dei ministri convocato stasera alle 19.00 il premier Mario Monti è intenzionato a salire al Colle per rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. E’ quanto riferiscono fonti di governo che precisano tuttavia come questo iter possa subire variazioni nella tempistica.

Nel tardo pomeriggio è attesa l’approvazione definitiva della legge di Stabilità alla Camera, l’atto a cui Monti aveva subordinato qualsiasi sua futura mossa mentre è prevista per domenica, alle 11, la conferenza stampa di fine anno durante la quale il primo ministro dovrebbe comunicare le sue decisioni su una possibile scesa in campo per le politiche del 24 febbraio.

La notizia ha suscitato l’immediata reazione del leader di Cgil Susanna Camusso che parla di ‘uso elettorale della propria funzione’. ‘Trovo istituzionalmente discutibile che un governo tecnico, nato senza consenso popolare, utilizzi le politiche fatte da quel governo per fare campagna elettorale’.

Umberto Bossi ha bocciato un accordo con il Pdl con Berlusconi come candidato alla presidenza del Consiglio. ‘Se Berlusconi vuole fare il candidato premier è difficile’, ha detto il senatur ai giornalisti alla Camera.

Questa mattina intanto l’ex premier Berlusconi ha parlato in successione a al Gr Parlamento, a TvJulie e al Tg2 dicendo dei ‘tecnici accucciati su Ue’. E a proposito di legislatura sprecata ‘in parte il presidente Napolitano ha ragione – ha detto – con il governo dei tecnici c’era la possibilità di avere la maggioranza per approvare una riforma costituzionale che il governo dei tecnici non ha ritenuto di proporre’.

Il Cavaliere non ha risparmiato critiche all’attuale esecutivo. ‘Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Io mi vedo costretto ad essere ancora io il federatore dei moderati‘, ha detto Berlusconi, con un chiaro riferimento alla proposta fatta in questi giorni al premier di allearsi con il Pdl. E ancora: ‘I tecnici si sono accucciati di fronte alle richieste della Ue, soprattutto dell’Unione Europea ‘tedesca’ e del nord Europa, che portano soltanto alla recessione. Non è solo un mio giudizio, ma anche di premi Nobel’.

L’ex premier ha parlato ancora una volta di quei piccoli partiti che rischiano di ‘far vincere la sinistra’.  ‘I moderati, dal ’48, sono la maggioranza, – dice – ma se qualcuno interviene e li divide comporta la vittoria della sinistra. Questo ‘centrino’ con Casini che sta avendo meno voti della Destra di Storace e questi partitini per Monti faranno vincere la sinistra’. Poi un riferimento al ruolo delle donne in politica. ‘Ho una grandissima considerazione per le donne. Nelle nostre liste ne avremo un numero rilevante, credo maggiore del 33%. Se come spero riusciremo a vincere le elezioni interverremo con delle misure per facilitarle nel lavoro e daremo aiuti alle famiglie’, ha detto nel corso di un’intervista a Julie News, televisione campana.

Quarant’anni di storia politica italiana: nasce online il primo archivio degli spot politici

Image of former PM of Italy, Bettino Craxi

Image of former PM of Italy, Bettino Craxi (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono gli spot socialisti con Bettino Craxi, quelli contro la violenza sulle donne del Partito comunista, le prime clip di Forza Italia nel 1994, gli esordi di Antonio Di Pietro e tanto altro. Il primo archivio degli spot politici italiani, che comprende già più di 450 video dal 1974 a oggi, è online dal 4 dicembre: quasi quarant’anni di storia politica italiana raccontati attraverso immagini,  finalmente consultabili da chiunque attraverso un unico sito internet, anche attraverso dodici percorsi tematici. ‘Archivi spot politici‘, la più importante opera di recupero della pubblicità elettorale del nostro Paese, nasce da un progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin 2008), finanziato dal ministero dell’Istruzione e della Ricerca e realizzato dall’università di Roma Tre, sul tema della popolarizzazione della politica.

I primi spot politici – ‘E’ un lavoro che ci ha impegnato per due anni – racconta Edoardo Novelli, giornalista, docente di Comunicazione politica e coordinatore della ricerca – e che ha consentito di salvare e rendere pubblici materiali che altrimenti sarebbero andati prima o poi distrutti. I primi documenti raccolti risalgono infatti al 1974: sono quattro spot realizzati dal Comitato per il no al referendum sul divorzio e destinati alle sale cinematografiche’.

Le tele-elezioni – Solo alla fine degli anni Settanta, con la nascita delle televisioni private, nascono i primi spot politici per il piccolo schermo. ‘Un tipo di pubblicità’, racconta Novelli, ‘di cui tutti i partiti si serviranno con le elezioni politiche dell’83, le prime tele-elezioni italiane’. Sono gli anni in cui la Dc realizza dei veri e propri spot sul modello di quelli commerciali insieme alle agenzie pubblicitarie – ‘memorabile ‘lo slogan ‘Decidi Dc‘  -, il Partito comunista commissiona ai registi di area delle vere e proprie mini fiction, mentre il Partito socialista punta tutto sulla figura di Bettino Craxi. ‘Una tendenza, questa a incentrare lo spot sul leader di partito, che esploderà con la nascita di Forza Italia e la discesa in campo di Silvio Berlusconi‘.

Gli anni Novanta e la par condicio – ‘In questi anni gli spot diventano quasi sensoriali’, spiega Edoardo Novelli. ‘Il predominio non è più della parola ma dell’immagine e il politico protagonista sembra quasi un attore. Bellissimo il primo video elettorale di Forza Italia  oppure quello, molto paternalistico, degli auguri di Natale inviati da Silvio Berlusconi al Paese nel 1999. Elementi ricorrenti degli spot di questi anni: il volto del Cavaliere e la sua scrivania’. Solo dopo il ’99, in occasione di una campagna di tesseramento per Forza Italia, a parlare sono i cittadini comuni che dichiarano il motivo per cui si sono iscritti al partito. Negli anni Novanta, però, gli spot politici si riducono e perdono potenzialità: con il decreto legge Gambino e un provvedimento del Garante per l’Editoria, durante la campagna elettorale viene di fatto vietata la trasmissione dei video politici.

The logo of Forza Italia used in the 2006 elec...

The logo of Forza Italia used in the 2006 electoral campaign (Photo credit: Wikipedia)

La rinascita grazie a Internet – ‘Dagli anni Duemila, invece, si assiste a una grande rinascita del genere. Merito della rete, in grado di influenzare la comunicazione politica e le forme della campagna elettorale’. Sempre più partiti e candidati decidono di realizzare video a basso costo, in molti casi ironici e originali, da pubblicare sui propri siti internet, come quello del 2011 di Pierluigi Bersani mentre si rimbocca le maniche. ‘Con lo sviluppo dei social network, poi, si cimentano nel genere non solo i partiti ma anche soggetti esterni, militanti, creativi, semplici cittadini’, racconta Novelli. ‘Sora Cesira o Il Terzo segreto di Satira, per esempio, soprattutto in occasione delle elezioni, realizzano materiali satirici che, grazie ai social network, si diffondono sul web in maniera virale e finiscono per essere visti da milioni di utenti. Oggi, insomma, è la rete ad essere diventata la nuova piazza della comunicazione politica’.

Il sito www.archivispotpolitici.it contiene gli oltre 450 spot raccolti, analizzati e schedati, sino ad ora e rappresenta il primo archivio italiano dedicato a questo particolare documento audiovisivo.

(fonte Sky24)

www.archivispotpolitici.it

Euro2012: primo match della nazionale azzurra in pareggio con la Spagna ‘roja’

Sono riusciti nel loro intento i nostri azzurri alla prima prova degli Euro2012, i campionati europei che oggi li hanno visti in campo nell’arena di Danzica. La squadra presentata ieri in conferenza stampa dal ct Cesare Prandelli e dal capitano e portiere della Juve Gigi Buffon, ha ottenuto un ottimo pareggio con i rivali favoriti per quest’anno, le furie rosse della nazionale spagnola. Nel botta e risposta Di Natale Fabregas, l’Italia di Prandelli ha dato ancora una volta conferma di poter vincere contro l’avversaria furia rossa. Per molti una festa a metà, non per gli azzurri raggiunti negli spogliatoi da Napolitano in persona. Il presidente, in visita in Polonia per una settimana è arrivato oggi a Danzica (domani a Varsavia) per la partita d’esordio, prima di abbracciare Buffon si è rivolto alla squadra dicendo ‘Bravi’.

Prandelli è stato dunque ripagato della fiducia da sempre mostrata e anche se le premesse non erano proprio delle più buone, se  è vero che nell’era della crisi economica la Spagna è messa peggio dell’Italia, nel pallone la situazione cambia. A Danzica non c’è stata alcuna differenza in campo tra il rendimento degli azzurri e quello dei campioni del mondo ed europei in carica.

Test superato da un’Italia che ha saputo tenere alto il tenore del gioco con un primo tempo molto più incisivo sugli avversari e tante possibilità di andare in rete. Presto raggiunta, la nazionale azzurra non ha mancato di continuare a fare una buona gara, vista anche dai singoli protagonisti della partita di apertura dei nostri Europei 2012.

Dal muro di De Rossi, centrocampista in difesa al cronometrico Buffon, puntuale e carismatico. Bene anche Cassano e l’esordiente Giaccherini, Marchisio e Bonucci, che fuori dal calcioscommesse sa dare di più. Delusione Balotelli, frenato rispetto a un Di Natale d’attacco. Vi ricorda qualcosa  il il 10 giugno 1968? Unico successo azzurro per il calcio italiano agli europei.

 Prossima uscita giovedì alle 18 a Poznan contro la Croazia.

http://it.uefa.com/uefaeuro/

Samsung scalza Nokia e diventa leader mondiale dei telefonini, superando Apple negli smartphone

Quanto potrà pesare sull’intera economia globale, quanto sulla spesa del singolo o di tutta la famiglia, sulla tredicesima a Natale, la pensione non è dato saperlo, sta di fatto che la notizia ha girato il mondo con ripercussioni di giorni. Samsung è il nuovo colosso della telefonia mobile. Leader su scala planetaria scalza la concorrente finlandese Nokia, facendo lo sgambetto anche alla Apple nel segmento smartphone.

Sarà che non ce lo saremmo aspettati mai che le cose potessero cambiare, ma cominciando dai telefonini abbiamo la conferma e non solo astronomica, che la Terra gira, mutano le stagioni, le giornate si avvicendano in maniera differente day by day e anche nel settore dell’economia aziendale qualche big sembra cedere il posto. Forse soltanto per poco, ma Samsung in questo preciso momento di congiunzioni astrali, dopo 14 anni di master finnico e ‘Connecting people’ diventa il primo venditore al mondo di telefonini.

E caspita. Lo dicono pure i dati diffusi da Strategy Analytics, un’agenzia di consulenza e ricerca sul mercato, che nel primo trimestre del 2012 il colosso sudcoreano controlla il 25,4% del mercato mondiale con 93,5 milioni di telefonini venduti, +36% rispetto allo scorso anno. Nokia, alle prese con una difficile transizione al sistema operativo Windows, si ferma al 22,5% con un crollo del 24%.

Per quanto riguarda il segmento degli smartphone, Samsung ha una quota del 30,6% rispetto al 24,1% di Apple.

Il boom di vendite si traduce anche in risultati di bilancio record per  i sudcoreani produttori di telefonini, con un utile netto nel trimestre chiuso il 31 marzo che sfiora i 5,05 trilioni di Won (3,37 miliardi di euro) battendo nettamente le previsioni degli analisti. Per Nokia sembra essere un periodo nero. Standars&Poor’s ha seguito l’esempio dell’agenzia di rating Fitch e ha ridotto a spazzatura il debito a lungo termine della società. Il motivo? A quanto pare la difficoltà dei finlandesi a tenere il passo con Apple e i produttori asiatici.

http://www.samsung.com/it/#latest-home
http://www.nokia.com/it-it/
http://www.apple.com/it/ 

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