A rischio i rapporti con il mondo arabo: Charlie Hebdo pubblica le caricature di Maometto

Ancora una vignetta che però riguarda la politica estera al centro di un fatto di cronaca. La pubblicazione rimane francese, come per il caso di privacy violata da Closer nei confronti della futura regina in topless. Il disegno satirico che verrà pubblicato domani sulla quarta di copertina del settimanale Charlie Hebdo rischia di far inasprire i rapporti in Medio Oriente, perché caricature del profeta Maometto.

In piena ondata anti Islam per il film sulla vita del Profeta, dal quale sarebbe scaturita la prima grande manifestazione contro l’ambasciata americana di Bengasi che ha provocato la morte per asfissia del diplomatico Chris Stevens insieme ad altri tre funzionari si mettono nuovamente a rischio le relazioni con il mondo arabo. I disegni secondo il sito del ‘Le Figaro‘ mostrano il Profeta in posizioni osè.

In piena ondata di violenze contro gli Usa per il film anti-Islam, la pubblicazione di questi disegni preoccupa la polizia francese, che ha deciso di proteggere la sede del giornale a Parigi, già incendiata in passato e chiudendo venti ambasciate. Intervenendo alla tv I-tele, il direttore di Charlie Hebdo, Charb, ha detto di non essere preoccupato per le conseguenze di questa pubblicazione e  che i disegni ‘sconvolgeranno solo quelli che vorranno essere sconvolti’.

Numerosi sono gli episodi di manifestazioni in tutto il mondo arabo a causa di film o vignette ritenute dissacranti e blasfeme. Il primo incidente è avvenuto nel 2005 con la pubblicazione di vignette sul Profeta da parte giornale danese Jillanden Posten. Tra le prime reazioni c’è quella del primo ministro francese, Jean-Marc Ayraultche ha invocato senso di ‘responsabilità’ ai vertici del settimanale satirico proprio mentre il mondo musulmano è  in rivolta per il film su Maometto.

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Film anti Islam: gli States evacuano le ambasciate di Sudan e Tunisia

 Gli Stati Uniti hanno ordinato allo staff diplomatico non essenziale di lasciare il Sudan e la Tunisia, incendiate dalle proteste contro il film blasfemo della figura di Maometto. In Tunisia sono stati quattro i morti nelle proteste e 49 i feriti. In Sudan sono stati contati due morti nell’attacco alle ambasciate occidentali. Il dipartimento di Stato americano aveva ordinato ieri sera il rientro in patria di tutte le famiglie e del personale diplomatico non essenziale delle ambasciate di Tunisi e Khartoum attaccate venerdi’ dalla folla inferocita’ per il film considerato blasfemo dai musulmani.

 Gli Stati Uniti agli americani ‘andate via da Tunisi ed evitate il Sudan’. Il dipartimento di Stato americano ha esortato tutti gli americani ad abbandonare Tunisi, dove l’ambasciata e’ stata attaccata, e a non recarsi in Sudan, evitando in particolare il Darfur, la regione del Nilo Blu e del Kordofan meridionale. Il timore e di nuove rappresaglie dopo la diffusione del film considerato blasfemo dai musulmani (‘L’innocenza dei musulmani’), girato negli Usa. Ieri le autorita’ di Khartoum avevano respinto la richiesta di Washington di inviare truppe speciali per proteggere l’ambasciata.

Obama: Americans laid down lives ‘in service to us all’, gli americani che sono a servizio di tutti noi non vanno dimenticati – ha detto Obama nel discorso di addio al console americano ucciso durante un attentato all’ambasciata il 12 settembre scorso e la cui salma è stata rimpatriata. I funerali per i quattro statunitensi uccisi negli scontri suscitati dal film ‘Innocence of Muslim’ si sono svolti al Joint Base Andrews, nel Maryland.

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Musica: annullato a Giacarta il concerto di Lady Gaga

Gli organizzatori hanno detto no. Lady Gaga non potrà esibirsi a Giacarta. La decisione di annullare il concerto del prossimo 3 giugno in Indonesia è stata presa dallo staff dell’artista dopo le continue proteste e opposizioni dei fondamentalisti islamici indonesiani, che avevano minacciato di seminare il caos nel più popoloso paese musulmano al mondo se la popstar si fosse esibita in quello che considerano uno show immorale.

La cantante statunitense aveva dapprima optato per un’esibizione un po’ più soft, proponendosi di rivedere testi, scenografia e costumi del live previsto nella capitale indonesiana. Oggi il ‘no’ secco degli organizzatori.

‘Non è in gioco solo la sicurezza di Lady Gaga ma anche di chi va a vederla’, ha spiegato l’avvocato della società Big Daddy, che organizza l’evento.

Fino all’ultimo la speranza dello staff era stata  quella di poter raggiungere un compromesso convincendo la popstar a rinunciare alle parti più piccanti della sua esibizione, ma l’entourage di Lady Gaga aveva escluso cedimenti alle pressioni dei fondamentalisti. Subito dopo l’annuncio, migliaia di little monsters indonesiani, come Gaga chiama i suoi fan, hanno inondato l’account Twitter di Lady Gaga con appelli a ripensarci. Erano già stati venduti circa 50 mila biglietti.

La decisione del Consiglio degli Ulema, che ha annullato l’esibizione di miss Germanotta davanti a 50mila fans, è stata  formalmente presa per ‘la difesa degli interessi nazionali del Paese‘. Ma a quanto pare è il tabù dell’omosessualità ad aver portato la più alta carica religiosa indonesiana a decidere per il no.

Boom editoriale per Ala, il magazine turco dedicato alle donne con il velo

In Turchia, il magazineAla, dedicato alle donne con il velo, ha quasi raggiunto le cifre di Elle, Cosmopolitan, Vanity Fair e Vogue e scoppia il caso editoriale. Il successo lo devono alle vendite raggiunte in pochissimi mesi.

Nato dall’intuizione di due manager uomini che hanno creduto nell’unione tra fattore religioso e il desiderio di restituire un’immagine patinata di sé. Una garanzia per il successo dell’impresa, con una redazione che lavora al progetto insieme al direttore Hulya Aslam.

‘Pensiamo e dichiariamo apertamente con il nostro lavoro – spiega la direttrice – che le donne musulmane e dal capo coperto possono essere e spesso lo sono, di moda. Ricorrendo a prodotti diversi e senza rimanere ferme a uno stile o a un idioma stilistico, ma variando in un paradigma declinabile in tutte le sue forme, possono essere fashion e rientrare nei canoni del gossip internazionale senza per questo subire razzismo sociale’.

La rivista nata a giugno scorso si è conquistata una consistente fetta di pubblico femminile e sembra proprio destinata a crescere considerando che in Turchia almeno 6 donne su 10 indossano il velo.

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