Governo: Enrico Letta alle consultazioni

Enrico-Letta-770x489Enrico Letta ha avviato a Montecitorio il suo giro di consultazioni da presidente del Consiglio incaricato. Berlusconi, che in questi giorni si trova negli Stati Uniti, dice che ‘fare un governo è più importante che scegliere chi lo guidi: ‘Non ne facciamo un problema di nomi – ha detto il leader del Pdl a Tgcom24 – ma di un esecutivo che affronti e mantenga nel programma gli otto punti che abbiamo proposto. Sono molto preoccupato, la situazione certamente non è facile, ma sono un ottimista per natura’.

Grillo: con questo governo il 25 aprile è morto  

‘Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto’, scrive Grillo sul blog. E prosegue: ‘Nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto, nell’abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto, nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto, nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto, nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto, nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto, nei piduisti che infestano il Parlamento e la nazione il 25 aprile è morto, nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto, nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto’.

Da Scelta Civica sostegno a Letta  

Scelta Civica ha dato ‘piena disponibilità al presidente del Consiglio incaricato per far nascere il governo, abbiamo valutato con lui le grandi e serie difficoltà che ci sono’. Lo dice Andrea Olivero, portavoce di Scelta Civica dopo le consultazioni con Enrico Letta. Olivero ha aggiunto che Letta costruirà la sua squadra di governo ‘attorno ad un programma serio che non faccia sconti a nessuno, a partire dal programma dei `saggi´ e per affrontare le singole specifiche questioni. La compagine di governo sarà costruita per rendere efficace e possibile l’attuazione di quel programma siamo convinti che quello sia il metodo giusto’.

Vendola: no alle larghe intese  

‘Abbiamo fatto presente a Letta che per noi le larghe intese sono la risposta sbagliata alla domanda di cambiamento’. Lo dice Nichi Vendola al termine delle consultazioni alla Camera con il presidente del Consiglio incaricato. ‘Ma qualunque governo dovesse nascere – ha aggiunto il leader Sel – ha il dovere nel giro di poche ore di dare una risposta certa a chi attende una notizia buona: il rifinanziamento della Cig e conclusione dell’emergenza esodati‘.

Nencini (Psi): un esecutivo con eccellenze tecniche 

‘L’orientamento, che condivido, è quello di fare un Governo che si fondi su un’architrave politica in cui ci siano delle eccellenze tecniche, quindi invertendo la rotta di più recenti esperienze’. Lo ha detto Riccardo Nencini (Psi), al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta nell’ambito delle consultazioni per la formazione del Governo.

Fratelli d’Italia dice ‘no’ a Letta 

Fratelli d’Italia sarà all’opposizione del governo Letta e ribadisce il suo `no´ alle larghe intese, ma è disponibile a collaborare su alcuni temi, dalla riforma della legge elettorale ai provvedimenti che riguardano il lavoro.

Lo dice Guido Crosetto che ha incontrato assieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta. ‘Abbiamo il dubbio che il governo Letta possa essere una riedizione del governo Monti e questo ci pone nella condizione a non essere favorevoli alla fiducia – ha detto Crosetto – ma siamo disposti a una collaborazione e diamo la nostra disponibilità su tutti i temi che affrontano i problemi del paese, a cominciare dal lavoro’. Per Crosetto inoltre, si può fare ‘una modifica della legge elettorale in tempi brevi’. ‘Vogliamo inaugurare un modo nuovo di fare opposizione – ha concluso – non vorremmo trovarci nella stesa situazione in cui ci trovammo con i governi Berlusconi e Prodi, in cui il presidente del Consiglio era un presidente di una sola parte. Chiunque sarà il presidente del Consiglio, si può fare opposizione con dignità sapendo che chi rappresenta le istituzioni’.

Renzi: adesso la politica non diserti  

‘Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare’. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi durante le celebrazioni del 25 aprile a Firenze parlando dell’incarico affidato a Enrico Letta.

La difficile strada per formare il governo 
Per lui, quello da varare resta ‘un governo di servizio al Paese’ come già detto subito dopo aver incontrato Giorgio Napolitano. L’esponente del Pd potrebbe sciogliere la riserva con cui ha accettato l’incarico mercoledì, quando dovrebbe salire al Colle per incontrare il Presidente della Repubblica con la lista dei ministri. Il dibattito alle Camere sulla fiducia potrebbe iniziare perciò lunedì, dopo il giuramento dei ministri. Anche se Napolitano ha tenuto a precisare ieri che il tentativo messo in campo ‘non ha alternative’, la strada che porta alla formazione dell’esecutivo appare in salita. Il Pdl chiede un governo di forte caratura politica che sia composto da propri esponenti politici di primo piano come Angelino Alfano (sarà vicepremier?), Renato Schifani, Maurizio Lupi, Renato Brunetta, Mara Carfagna, Fabrizio Cicchitto. Il centrodestra chiede inoltre un programma che inglobi la restituzione e l’abolizione dell’Imu oltre alla riforma della giustizia. Ieri si e’ parlato di Schifani agli Interni e di Mariastella Gelmini all’Istruzione (incarico già ricoperto in passato). Letta, che ha ascoltato per telefono l’opinione di Silvio Berlusconi dagli Stati Uniti (gli avrebbe chiesto di andare avanti con convinzione), non intende formare un esecutivo con oltre 18 ministri. Di tutt’altro tenore la posizione del Pd che vorrebbe invece non schierare nel governo esponenti di punta preferendo la soluzione di ministri da scegliere tra i 10 saggi nominati dal Capo dello Stato lo scorso 30 marzo per elaborare appunti programmatici sui temi economici e delle riforme istituzionali. Da parte del Pd si cerca anche di impedire che i ministri che hanno fatto parte dell’ultimo governo Berlusconi possano rientrare nell’esecutivo guidato da Letta.

Tra gli esponenti piddini, sarebbero in pole position il renziano Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, per il dicastero dei Rapporti con le Regioni e Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, per quello dello Sviluppo. Mario Mauro, Scelta Civica, potrebbe essere nominato vicepremier. Alcune indiscrezioni fanno balenare l’ipotesi che alla Farnesina possa tornare Massimo D’Alema. Luciano Violante, che ha fatto parte dei 10 saggi scelti dal Capo dello Stato, potrebbe diventare Guardasigilli, alle Riforme potrebbe andare il pidiellino Gaetano Quagliariello (anche lui era tra i saggi). Nella squadra di governo potrebbero entrare altri due saggi: Giovanni Pitruzzella ed Enrico Giovannini. Per l’identikit del ministro dell’Economia si continua a fare il nome di Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia. Nel Pd persiste un’area di dissenso rispetto all’accordo di governo con il Pdl che ha capovolto in pochi giorni – dopo il fallimento delle candidature di Franco Marini e Romano Prodi per il Quirinale – la prospettiva del ‘governo di cambiamento‘ su cui aveva lavorato l’ex segretario Pier Luigi Bersani. Difficile dire in quanti potrebbero non dare la fiducia al governo rischiando di essere messi fuori dal Pd. Intanto il presidente incaricato ha avuto un colloquio telefonico con Matteo Renzi che gli ha confermato l’impegno a non creare difficoltà al tentativo in corso e di voler attendere lealmente il congresso straordinario del Pd che si terrà entro l’estate.

Su Twitter: #25aprileBuon 25#liberazione#Resistenza

(fonte laStampa)

 

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Mps: morto suicida il responsabile Comunicazione, David Rossi

monte-paschi-siena1-770x511Il pubblico ministero Nicola Marini, che indaga sul suicidio avvenuto ieri sera di David Rossi di Mps, ha disposto il sequestro dei messaggi che il responsabile comunicazioni di banca Monte dei Paschi di Siena aveva scritto in un foglio, poi strappato, rivolgendosi alla moglie Antonella. Contrariamente a quanto precedentemente appreso non si tratta di più biglietti, ma di un unico foglio riportante più tentativi di scrittura. Da quanto trapela il contenuto non sarebbe esattamente ‘ho fatto una cavolata’, ma sarebbe più lungo. Il senso delle frasi comunque sarebbe lo stesso. I pm della Procura di Siena stanno anche svolgendo un sopralluogo nell’ufficio dell’alto dirigente.

Rossi, 51 anni, si è lanciato dal terzo piano, da un altezza di circa 25 metri, in un vicolo senza sfondo dalla sede di Mps, a Rocca Salimbeni. Da quanto si apprende, il primo ad accorgersi di quanto accaduto è stato il suo segretario, intorno alle 20:30: ha trovato il computer acceso, la giacca sulla spalliera della sedia e la finestra aperta.

Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, ieri sera Rossi era solo e non aveva ricevuto nessuno. In giornata l’autopsia. Le indagini sono state avviate dal pm di turno, Nicola Marini, che, ieri sera, si è recato a casa di David Rossi assieme ai colleghi Antonino Nastasi e Aldo Natalini, titolari dell’inchiesta sul Monte dei Paschi e che poche ora fa aveva detto che ci sarebbe stata solo ‘un’ispezione esterna’. Marini ha affidato l’incarico per l’autopsia al professore Mario Gabbrielli. Con loro, un funzionario della squadra mobile.

Nato a Siena il 2 giugno 1961, era laureato in Lettere moderne. Dal 2006 era responsabile dell’Area comunicazione Gruppo Montepaschi, per volere di Giuseppe Mussari. Il 19 febbraio scorso aveva subito la perquisizione del suo ufficio, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Siena sul Monte dei Paschi, ma non risultava tra gli indagati.

E’ possibile che quando i magistrati hanno ordinato la perquisizione nella sua abitazione e nel suo ufficio cercassero di verificare se ci fossero ancora rapporti con Mussari. L’inchiesta sulla banca partì dall’acquisizione di Antonveneta. Il Monte la comprò da Banco Santander per 9,3 miliardi: l’istituto spagnolo tre mesi prima l’aveva acquistata per 6,6 mld. Un’inchiesta che poi ha puntato gli occhi sui derivati presenti nelle casse dell’istituto, in particolare quelli dell’operazione Alexandria sottoscritta da Mussari con la banca giapponese Nomura, e su una presunta ‘banda del 5 per cento‘: tale sarebbe stata la quota di spettanza ad alcuni dirigenti della banca in alcune operazioni. Al centro di questa parte dell’inchiesta ci sarebbe Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area Finanza, l’unico indagato finito in carcere: secondo i pm stava cercando di fuggire all’estero quando venne arrestato lo scorso 14 febbraio. Le perdite accertate fino ad ora sono state stimate in 730 milioni per i soli derivati. Truffa, turbativa, ostacolo agli organi di vigilanza, false comunicazioni e manipolazione del mercato i reati ipotizzati, a vario titolo, agli indagati, che in tutto dovrebbero essere una quindicina.

Silvio Berlusconi indagato a Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti

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Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una presunta vicenda di compravendita di senatori eletti nel 2006 con il centrosinistra, a partire dall’ex dipietrista Sergio De Gregorio, che avrebbe ricevuto, per sua stessa ammissione, circa 3 milioni di euro.

Lo indica il testo della richiesta di autorizzazione a svolgere perquisizioni e ad acquisire tabulati telefonici relativi a Berlusconi trasmessa alla Camera dai pm partenopei e pubblicata questo pomeriggio sul sito web di Montecitorio.

I pm chiedono alla Camera – Berlusconi è stato eletto al Senato nelle elezioni del 24-25 febbraio, ma è ancora deputato fino alla convocazione del nuovo Parlamento – di poter perquisire la cassetta di sicurezza già sequestrata presso il Monte dei Paschi di Siena.

Intanto, anche la procura di Reggio Emilia ha iscritto il Cavaliere sul registro degli indagati, questa volta con l’accusa di voto di scambio, per la lettera con cui, durante la campagna elettorale, il Pdl prometteva la restituzione dell’Imu in caso di vittoria del centrodestra.

Berlusconi è indagato in concorso con l’ex senatore De Gregorio, eletto nel 2006 con l’Idv e passato poi al centrodestra, grazie ai voti del quale diventò presidente della commissione Difesa, e con l’uomo d’affari Valter Lavitola, ex direttore del quotidiano socialista ‘L’Avanti!‘.

Secondo quanto scritto dai pm nell’atto trasmesso alla Camera, i tre avrebbero messo in atto una strategia, denominata ‘Operazione Libertà’, ‘tesa ad assicurarsi il passaggio al proprio schieramento del maggior numero di senatori tra quelli che avevano votato la fiducia’ al governo di centrosinistra di Romano Prodi.

In un interrogatorio avvenuto a fine dicembre 2012, e di cui il documento dei magistrati riporta diversi stralci, De Gregorio ‘ammette di aver ricevuto da Berlusconi (tramite il Lavitola) due milioni di euro in nero e in contanti in diverse tranches‘, oltre a soldi versati per il patto federativo con il movimento politico che ha creato dopo aver lasciato l’Idv.

L’ex senatore ‘pone altresì, in stretta e inequivocabile correlazione la ricezione di tale danaro… con l’adozione da parte sua di ben determinati ed individuati atti’, quali ‘in numerose occasioni.. il voto negativo rispetto alle richieste di parere inoltrato alla suddetta commissione Difesa al governo Prodi (facendo in modo che il governo Prodi ‘andasse sotto’), e ciò appunto a titolo di controprestazione per le somme ricevute’.

In un altro interrogatorio lo stesso De Gregorio precisa: ‘Sì, io avevo detto a Berlusconi che avrei voluto… che il partito mi desse, che il partito o lui personalmente, mi finanziasse con tre milioni’.

E ancora, l’ex senatore dice di aver ‘sottoscritto il contratto con Berlusconi nell’anno 2006’ e riconosce ad una domanda dei magistrati – ‘assolutamente sì’ – le proprie responsabilità penali per aver ricevuto tre milioni di euro, di cui due al nero, e il fatto che i soldi gli servivano ‘anche per uscire da mie vicende, e da alcune vicende molto pesanti dal punto di vista della gestione personale…’.

L’avvocato di Berlusconi, Niccolo’ Ghedini ha replicato che l’indagine di Napoli ‘è destituita di ogni fondamento’.

‘In realtà come già ampiamente acclarato si è trattato di un accordo politico alla luce del sole tra Forza Italia e il senatore De Gregorio’, dice Ghedini in una nota.

La notizia che Berlusconi è indagato a Napoli, e anche a Reggio Emilia, ha provocato una levata di scudi nel partito, che con Angelino Alfano accusa i magistrati di ‘aggressione… Mentre il Paese vive una delicatissima fase di transizione istituzionale nella quale il presidente Berlusconi sarà chiamato ad esercitare grandissima influenza come leader del Pdl’.

Alfano ha anche annunciato una ‘una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Popolo della Liberta e della democrazia italiana’ per protestare contro l’iniziativa delle procure.

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, è invece intervenuto per difendere l’operato dei colleghi.

‘Respingiamo con fermezza le accuse, periodicamente reiterate, di uso politico della giustizia. Ad ascoltare certe dichiarazioni non si comprende quali siano i giorni giusti per poter fare indagini e processi: prima delle elezioni no, dopo le elezioni no, ci dicano loro quando’.

Lavitola compare in un’altra inchiesta in cui anche Berlusconi è indagato, quella per la presunta induzione a mentire nei confronti dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, che avrebbe fornito un giro di prostitute all’ex premier. Secondo la procura di Bari, Berlusconi – che respinge ogni accusa – avrebbe convinto Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

De Gregorio e Lavitola sono poi indagati a Napoli con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi per l’editoria per circa 23 milioni di euro attraverso la International Press, società editrice de ‘L’Avanti!’

(fonte Reuters)

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