È morto Ermanno Masini, la terza vittima di Kabobo

kabobo2È morto alle 7,30 di martedì Ermanno Masini, 64 anni, il pensionato originario di Lama Mocogno, provincia di Modena, preso a picconate sabato dalla furia di un immigrato ghanese irregolare 31enne per le strade di Milano. Masini era ricoverato al Policlinico di Milano in stato di coma a causa delle lesioni riportate nell’aggressione avvenuta all’alba nella periferia nord del capoluogo lombardo. L’uomo, ricoverato nel reparto di neurorianimazione, era stato operato due giorni fa. Inizialmente sembrava che le sue condizioni fossero in via di miglioramento; poi è sopraggiunta un’infezione e il quadro è nuovamente peggiorato: le ferite alla testa erano troppo gravi e l’uomo non ce l’ha fatta. In ospedale Masini, che era vedovo, era assistito dal figlio.

 Kabobo era sceso per strada sabato mattina con un piccone, nel quartiere Niguarda, seminando il terrore per un’ora, tra le 5.40 e le 6.35, rincorrendo i passanti e colpendo cinque persone. Il ferimento di Masini era avvenuto poco dopo le 6,20 quando Kabobo aveva già aggredito due persone e tentato di aggredirne un’altra. L’aggressione di Masini è stata la prima delle tre più violente che hanno portato alla morte immediata di Alessandro Carolè, 40 anni, disoccupato, aggredito davanti a un bar-gelateria. Ieri non ce l’ha fatta neanche Daniele Carella, 21 anni, colpito alle spalle mentre scaricava giornali assieme a suo papà. I genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi ‘in favore della vita che continua’. Gli atri due feriti sono Francesco Niro, un operaio di 50 anni ferito alla testa, che è stato dimesso dall’ospedale domenica, e Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio. L’aggressore è stato arrestato. Il gip ha convalidato il fermo. Mada Kabobo ha detto di ‘sentire voci cattive’.

Il signor Masini, originario della provincia di Modena, da pensionato provvedeva, come un volontario amministratore di condominio, alla quotidianità del suo palazzo, al civico 11 di via Monte Grivola. Perché credeva fosse uno spreco buttar via il tempo al bar o a bighellonare nel quartiere. Sicché il signor Masini, puntuale, ordinato, diligente, ritirava la corrispondenza, affiggeva annunci vari, curava che i rifiuti fossero messi al posto giusto, infine controllava eventuali sospetti e pericoli. Ma di Kabobo non s’era accorto.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha indetto lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime.

Su Twitter: Kabobo

(fonte Corsera)

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Fiat: l’Italia base produttiva nel 2014, investimento da un mld di euro a Menfi

Sergio-Marchionne-per-Fiat-non-vuole-la-luna.-Ma-cosa-vuole_h_partbFiat intende fare dell’Italia la base produttiva per le esportazioni del gruppo e annuncia un investimento di oltre un miliardo di euro a Melfi, dove si realizzeranno la 500X, più grande della 500L già in commercio, e un utility vehicle a marchio Jeep. Lo ha detto l’AD Sergio Marchionne, aggiungendo che la produzione dei due nuovi modelli inizierà nel 2014. ‘Vogliamo fare degli stabilimenti italiani la base produttiva per le esportazioni in tutto il mondo’, ha detto. L’annuncio arriva nello stabilimento lucano alla presenza del premier Mario Monti, che incassa un forte ringraziamento per la sua attività di governo in vista di una sua sempre più probabile candidatura alle politiche.

La decisione di investire in Italia è stata presa ‘nel contesto economico attuale, consapevoli degli sforzi che si stanno facendo per far tornare il Paese competitivo’, ha spiegato l’AD. ‘Non ci siamo mai tirati indietro nel passato e non intendiamo farlo ora’. Marchionne ha ricordato che nel 2013 il gruppo Fiat partirà in Italia con la produzione di tre nuovi modelli: le Maserati, Quattroporte e Ghibli a Grugliasco e l’Alfa Romeo 4C a Modena.

Melfi sarà l’unico stabilimento a produrre l’utility vehicle Jeep e avrà una capacità di 1.600 vetture al giorno.

Sono iniziate ‘le attività preliminari’ per gli interventi necessari alle nuove produzioni e si progetta di realizzare una nuova piattaforma ‘small-wide’, dice una nota Fiat. A investimento ultimato, l’impianto sarà in grado di realizzare fino a quattro modelli diversi sulla stessa linea.

‘Si tratta di una piattaforma modulare, che può essere facilmente adattata per costruire vetture di dimensioni anche maggiori’, spiega la nota. E’ già stata impostata con contenuti di prodotto che rispondono anche alle normative americane, in modo che i veicoli possano essere esportati senza ulteriori adattamenti’.

‘Quello di oggi qui a Melfi – ha dichiarato Monti – dove dal 1993 si produce la Punto, è un punto e a capo per Fiat. E’ una scelta strategica, coraggiosa e determinata in tempi difficili, che avvicina ancora di più la Fiat all’Italia quando molti investitori stavano perdendo la fiducia’. Citando lo stesso Marchionne, Monti ha parlato di un piano ‘per cuori forti’. E poi ha lanciato un monito in vista delle imminente campagna elettorale. ‘Sarebbe irresponsabile dissipare i grandi sacrifici che gli italiani si sono assunti – ha sottolineato – e far credere loro di vivere in uno Stato nirvanico e lontano dalla realtà – aggiunge Monti – per la prospettiva di un consenso elettorale di breve periodo’. In mezzo a un centinaio tra giornalisti e cineoperatori, al termine del discorso del premier, Monti e Marchionne hanno schiacciato insieme un pulsante per avviare simbolicamente la produzione.

Dopo l’evento Monti e Marchionne hanno pranzato nei pressi dello stabilimento. Fuori dai cancelli di Melfi sono rimasti i rappresentanti della Fiom per un picchetto di protesta, con la presenza del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Lo stabilimento dà lavoro anche a 2.000 addetti nell’indotto oltre ai 5.500 impiegati, è nato nel 1991 e nel 1993 ha prodotto la prima Punto. Per quanto riguarda il complesso dell’Italia, Marchionne ha spiegato che nel 2013 inizierà la costruzione di tre nuovi modelli, tutti destinati anche ai mercati mondiali: la Maserati Quattroporte e la Maserati Ghibli, entrambe assegnate allo stabilimento di Grugliasco, e l’Alfa Romeo 4C, che sarà costruita nell’impianto di Modena. Per Mirafiori è prevista in futuro la produzione di modelli di alta gamma, mentre Cassino farà delle auto con Chrysler destinate ai mercati esteri.

Il primo a intervenire è stato il presidente di Fiat, John Elkann, che ha parlato di ‘punto di svolta epocale’ perché per la prima volta dal sito ‘si esporterà in tutto il mondo’. Elkann è stato anche il primo a ringraziare Monti, per ‘aver ricollegato l’Italia al mondo’ un fatto importante per chi pianifica ‘a lungo termine’.

Lavoro: 2mila euro per la morte di Matteo Armellini, l’operaio deceduto sotto il palco della Pausini

Duemila euro e neppure. E’ la cifra, il compenso, il rimborso ricevuto in questi giorni dalla mamma di Matteo Armellini, il ragazzo operaio deceduto sul lavoro mentre da rigger stava montando il palco sul quale la sera stessa si sarebbe esibita Laura Pausini. Una morte sul lavoro. Che all’Inail, l’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, costa per l’esattezza 1936,80 euro.

La qualifica di Matteo era quella di rigger. Che in inglese vuol dire montatore. Attrezzava le strutture impalcate dagli scaff, ancora una figura professionale a quanto pare non riconosciuta per il lavoro di quota insieme ai tecnici del suono e delle luci, fino ai facchini, i trasportisti, quelli che fanno il lavoro pesante. Semmai ci fosse differenza. Quando si muore, intendiamo.

Matteo Armellini è deceduto il 5 marzo scorso a Reggio Calabria. Oggi i soldi, che arrivano con la ‘pratica di infortunio o malattia professionale’ il rimborso per la madre di Matteo, che non lascia moglie o figli, inviato direttamente dall’Inail.  Una cifra che a quanto pare non basta neppure a pagare il trasporto della salma. Per il resto, a parte il burocratese indispensabile, non si fa cenno al decesso, né alle motivazioni per la somma riconosciuta.

‘I soldi non mi interessano – dice la mamma di Matteo. Per le mie idee gli oboli non esistono o mi è dovuto qualcosa o no. L’Inail riconosce un indennità solo a moglie o figli e Matteo non ne aveva. Se questa è la legge mi va bene. Qualora questi soldi fossero un’offerta, è bene sapere che non pago neanche il trasporto della salma da Reggio a Roma. Se non possono permettersi di pagare il funerale a mio figlio abbiano almeno il coraggio di ammetterlo’. Parole amare e crude di chi vuole conoscere e sapere, capire come è andata.

‘Perché quel giorno, prima ancora di iniziare il turno, la struttura è finita addosso a Matteo’ si chiede Paola. E ancora interrogativi su che tipo di tutela o garanzia avesse il figlio sul lavoro. La donna sta cercando tutto quello che può aiutarla a capire. A cominciare dalle buste paga di Matteo, che fanno luce su un lavoro tutt’altro che ben retribuito, il suo e quello di mille altri operai in tutta Italia. Non un contratto collettivo nazionale che ne riconosca le professionalità, gli orari, i turni, le retribuzioni fino ai contributi, quelli per la pensione. A detta della madre di Matteo, era il figlio a doversi preoccupare dell’assicurazione, da pagare, e dell’imbracatura e di ogni altra attrezzatura necessaria a svolgere il proprio lavoro. Come i corsi per la certificazione del lavoro in quota e l’abbigliamento antinfortunistico.

Il mestiere del rigger, termine anglosassone che vuol dire allestire, era uno di quei tanti lavori in nero venuti alla ribalta della cronaca al primo incidente sul lavoro del dicembre scorso, quello che ha preceduto di qualche mese la morte di Matteo Armellini. Sotto il crollo del palco questa volta di Lorenzo Jovanotti, prossimo ad esibirsi a Trieste è morto Francesco Pinna, studente operaio.

Ne è nato anche un collettivo di lavoratori autonomi che dal nero cercano di emergere, studiando la legislatura e le norme che regolamentano il lavoro di altezza. Sono i ragazzi del collettivo auto organizzato degli operai dello spettacolo di Roma. Che hanno individuato due tipologie di lavoro o per meglio dire, ‘escamotage contrattuali’.

Le cooperative di facchinaggio e quelle di specializzati. Le prime lavorano avendo come unico referente il proprietario, che procaccia il lavoro e paga gli operai. La gestione è quella del caporalato. I tecnici costano di più. Sono freelance e specializzati, ingaggiarli ha il suo prezzo. Si procurano il lavoro da soli e le produzioni che li chiamano non li assumono perché costerebbe troppo, ma pretendono  una ricevuta. Il lavoro stagionale qui è a chiamata, si inizia a parlare di partita Iva e di commercialista. Si lavora per passaparola. Vengono fuori soci lavoratori con contratti di lavoro intermittente che trovano commesse grazie alla loro professionalità. Una credibilità acquisita nel tempo e a proprie spese, spesso con grande fatica.

Quando il lavoro arriva, la storia cambia. Si passa a subordinati e per poter continuare, si affrontano anche doppi turni. Non sono contemplati i festivi, gli straordinari e i notturni. ‘Non sappiamo a che ora cominciamo e quando stacchiamo. Veniamo chiamati all’ultimo momento quando gli eventi sono calendarizzati mesi prima. Vorremmo essere in rapporto diretto con il committente che invece non sappiamo neanche chi sia’.

Appaltato l’artista, lo si deve accontentare. Lui e tutta la sua organizzazione. Questo vuol dire montare e smontare il palco, ogni sera per tutto il tour, di tappa in tappa, garantendo tempo e orari e un’ottima riuscita dello show. E se rifiuti, ‘chiamano un altro’ racconta Paola e chiede: ‘Come si è potuto arrivare a una simile giungla, con sindacati e forze sociali praticamente assenti?’

Ancora silenzio dietro un artista che magari canta di lavoro nero e operai sacrificati.

‘Matteo – dice ancora Paola – ormai è solo un fascicolo che si sposta da un archivio all’altro. La mia volontà è che quello che gli è accaduto non succeda più’. Intanto che lo spettacolo continua.

Di seguito il link all’articolo dell’Unità, il quotidiano al quale Paola Armellini ha rilasciato le dichiarazioni da noi riportate insieme ad altri utili link

http://mercenarishowbizroma.noblogs.org/
http://www.unita.it/italia/mori-per-montare-palco-pausini-br-la-sua-vita-vale-solo-2mila-euro-1.432317https://cookednews.wordpress.com/2012/06/27/benigni-su-fornero-ma-quanti-dannati-ci-sono-allinferno/

‘Se il mondo fosse’: online il rap per l’Emilia di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash

‘Se il mondo fosse’ di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash presentato sul palco degli Mtv Days di Torino, in rotazione sui canali Mtv, continua ad essere in cima alla classifica dei più scaricati.

 I fondi raccolti andranno alla ricostruzione del liceo “Galileo Galilei” di Mirandola, in provincia di Modena.

Nato da un’idea di Emis Killa, a cui hanno sono stati invitati ad aderire immediatamente gli altri rappresentanti del rap italiano  Se il mondo fosse è dedicato al popolo emiliano e in generale alle popolazioni colpite durante gli eventi sismici del 20 e 29 maggio.

Mtv Italia ha lanciato lo scorso venerdì dal palco degli Mtv Days, il grande evento dell’emittente che si è svolto il 28, 29 e 30 giugno a Torino, una raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola in provincia di Modena.

L’ISS Galilei è frequentato da più di mille studenti e ospita al suo interno più istituti: L’istituto Tecnico (settore tecnologico), Liceo Scientifico (con opzione per scienze applicate) e L’Istituto Professionale (settore industria e artigianato). Serviranno sei mesi di lavoro per far tornare la struttura scolastica completamente funzionante e adatta ad ospitare di nuovo le lezioni.

‘Se il mondo fosse’  è prodotto e distribuito da Carosello Records ed è stato creato proprio per aiutare le popolazioni delle zone terremotate e in particolare i ragazzi e gli studenti emiliani e delle regioni colpite dal sisma. Il live di ‘Se il mondo fosse‘  da ieri in rotazione su Mtv (canale 8 del dtt), Mtv Music (canale 567), Mtv Hits (canale 704 di sky) e su www.mtv.it, da oggi è online sul canale official Youtube di Emis Killa.

I fondi raccolti grazie al brano ”Se il mondo fosse’ saranno utilizzati in particolare per la ricostruzione dei laboratori della scuola, degli spazi di accoglienza e delle aree dedicate all’espressione artistica degli alunni disabili o che vivono situazioni di recupero.

Aggiornamento –  Da oggi, 26 luglio 2012, ‘Se il mondo fosse’ è disco d’oro digitale.

#Seilmondofosse

 http://itunes.apple.com/it/album/se-il-mondo-fosse-single/id540740559 

http://www.youtube.com/user/EmisKillaOfficial
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http://www.emiskilla.it 

E’ uscito l’Italiano Balla, Fabri Fibra vs Crookers

Ok, fa caldo. Ma anche questo pargolo è stato messo al mondo. Supportato da un Emis Killa che tanto male poi non balla, ecco il video tanto atteso del nuovo Fabri Fibra (il vecchio dove sta?). L‘Italiano Balla, in parole di Fabrizio Tarducci e in musica dei Crookers (due dj Italiani di musica house, in particolare electro house e fidget, con un’influenza hip-hop. I membri della band sono Phra (Francesco Barbaglia) & Bot (Andrea Fratangelo), spiega come è possibile ballare senza sentirsi o farsi male. Anche questo è una produzione Tempi duri records. 

L’etichetta del rapper di Senigallia firma anche il successo benefico di Emis Killa che insieme a J-Ax, Club Dogo e Marracash hanno lanciato con Rap X l’Emilia una raccolta fondi per la ricostruzione dell‘Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena. Con il brano ‘Se il mondo fosse‘ presentato agli MTV Days di Torino di questi giorni, disponibile su iTunes e già in top ten come numero uno, l’iniziativa è aperta a tutti coloro volessero contribuire alla ricostruzione.

Sull’iniziativa ‘Adotta una scuola’ (Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna) informazioni anche su: www.istruzioneer.it

Al link You tube il canale official ‘Fabri Fibra Io Ballo Male‘ con Clementino Iena White, Elisa, Luca De Gennaro, Two Fingerz, Emis Killa, Mr. Entics, la Universal Music Italia, Albertino, theCrookers, Rise BeatBox e persino gli italo americani di Jersey Shore (ballano malissimo) tutti a ballare. E male. Non si vede ballare Fabri Fibra. #Balla

Chi si decide a ballare e male, può mandare la clip a ballamale@deejay.it @asganaway

il singolo su iTunes: http://itunes.apple.com/it/album/litaliano-balla-fabri-fibra/id537759875 

Fabri Fibra & Crookers. L’Italiano Balla. Video ufficiale.
Regia Rino Stefano Tagliafierro. ‘Si ringrazia Ricky Rock per aver ballato. Male.’





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Maturità: la terza prova è il Quizzone, orali a luglio

Da questa mattina circa 500mila studenti e studentesse italiani dovranno affrontare il Quizzone multidisciplinare, la terza prova scritta, predisposto a differenza dei primi due scritti, dalle singole commissioni d’esame su cinque materie del quinto anno. Per ogni materia i 495.771 maturandi dovranno rispondere a domande a risposta multipla e aperta. Pubblicati i risultati delle prove scritte, ai primi di luglio gli esami orali.

Dopo le due prove scritte del 20 e 21 giugno e la breve pausa del fine settimana, il quizzone è una delle prove più temute dagli studenti. Secondo il sito Skuola.net, anche se per legge le materie della prova, devono essere tenute segrete dalla commissione, è anche vero che  alcuni professori aiutano gli studenti anticipando le cinque materie oggetto della prova, per sfruttare al meglio i due giorni di pausa del fine settimana e permettere loro di ripassare, focalizzando l’attenzione sulle materie con le quali si dovranno misurare.

Il sito ha anche fatto un sondaggio online tra i maturandi, al quale hanno partecipato circa un migliaio di studenti. Uno su cinque conosce le materie e anche qualche domanda. Uno su tre invece, dichiara di conoscere solamente le materie della prova. Tutti gli altri, circa il 45%, sono rimasti all’oscuro di tutto così come dovrebbe essere fino all’esame.

‘La vicinanza e la confidenza che sussiste tra gli autori delle prove, di cui la metà sono professori interni che gia conoscono la classe – a detta di Skuola.net – producono un fenomeno che tra gli studenti è ormai noto: anticipazioni su materie e domande d’esame. Anche nel corso della maturità 2011, secondo i dati in possesso di Skuola.net, solo il 40% degli intervistati dichiarò di essersi preparato a casa forte degli studi affrontati durante tutto l’anno’.

Queste disparità dunque, ‘configurano sicuramente una differente difficoltà della prova non solo di scuola in scuola, ma addirittura di commissione in commissione’. Che la soluzione sia l’Invalsi per rendere piu omogenea sul territorio nazionale la difficoltà dell’esame di maturità? Ma l’evocare l’Invalsi spaventa gli studenti delle superiori, per lo più contrari a questa prospettiva’.

http://www.invalsi.it/invalsi/index.php
http://maturita.studentville.it/
http://www.istruzione.it/web/istruzione/esame-di-stato 

FUN. con ‘Some Nights’ il 18 ottobre all’Alcatraz di Milano

Dopo l’inarrestabile successo di ‘We are young’, complici anche YouTube e una cover cantata dal cast della popolare serie tvGlee‘, i Fun, già affermata band dell’anno agli MTVMovies Arwards 2012 sono tornati con un secondo singolo, intitolato ‘Some Nights’. In radio dal 16 giugno, l’estratto del trio newyorkese da titolo all’album del gruppo rivelazione.

Il disco ‘Some Nights’, uscito negli States il 21 febbraio, si è piazzato subito al numero uno su Itunes e al secondo posto nella classifica degli album più venduti. In Italia è arrivato il 22 maggio scorso e il tour mondiale dei Fun, sold out praticamente ovunque, farà tappa a Milano il 18 ottobre per un concerto all’Alcatraz.

La giovane band newyorkese, composta da Nate Ruess, Andrew Dost e Jack Antonoff, inizia la sua carriera artistica nel 2008 e nel 2009 pubblica ‘Aim & ignite’. Prima di unirsi, i Fun hanno militato in gruppi differenti.

‘Ogni volta che ci incontravamo, ci studiavamo – hanno di recente dichiarato a Rockol. Avevamo molta stima reciproca e seguivamo da vicino le rispettive mosse l’uno degli altri. Appena terminati i progetti con le altre band è stato spontaneo chiamarsi per formarne una nostra’.

E a giudicare dal successo riscosso, è stata una buona idea.

http://en.wikipedia.org/wiki/Fun_(band)
http://it.wikipedia.org/wiki/Fun.
http://www.ournameisfun.com/ 

Il terremoto colpisce Ravenna: nuovi eventi sismici dopo le scosse della notte

Mentre salgono a 26 le vittime del terremoto che sta sconvolgendo il Nord Italia, ancora una faglia si è aperta a Ravenna, dove pare si stiano verificando nuovi eventi sismici. Per gli esperti dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si tratterebbe di un fatto sporadico.

La scossa di magnitudo 4,5 che si è verificata alle 6:08 a largo di Ravenna ad una profondità di 25 chilometri interessa ‘una faglia diversa da quella del sistema che si è attivato il 20 maggio’. A dirlo il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Stefano Gresta. Scosse notturne nel modenese e nel ferrarese, con una magnitudo di 2 e 3.

Il terremoto nel ravennate è avvenuto a un centinaio di chilometri dal sisma che ha devastato il modenese con le scosse del 20 e 29 maggio. ‘E’ un terremoto isolato, non possiamo dire se c’è un’evoluzione, uno sciame sismico in atto. Potrebbe essere anche un movimento isolato. E’ la prova che l’Italia è tutta sismica’.

Per quanto riguarda il movimento tettonico che agisce sulla penisola in senso antiorario, Gresta spiega che è  un movimento tettonico  in moto da milioni di anni, riconducibile alla placca africana che spinge su quella europea, con un movimento dinamico sulla penisola in senso antiorario’.

Intanto è salito a 26 il numero dei morti del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna. Martedì è deceduta in ospedale, a Modena, la donna estratta viva dopo 12 ore vissute sotto le macerie della palazzina crollata, in cui abitava a Cavezzo. Morta anche un’altra donna, Sandra Gherardi, dopo cinque giorni di coma, all’ospedale Maggiore di Bologna. Quarantasei anni, la donna era stata colpita alla testa mentre camminava per strada a Cento, nel ferrarese.

A Carpi, i dipendenti di Forme Physique Srl, azienda del settore moda abbigliamento di Carpi, si sono visti recapitare a pochi giorni dal terremoto una lettera con scritto: ‘Ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attività, libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile’.

Diverse le aziende che stanno chiedendo di firmare liberatorie a chi decide di continuare ad andare a lavoro nonostante l’emergenza terremoto in Emilia Romagna. Ieri è stato fatto esplodere un campanile del 1400, per sedici metri inagibile e – dicono – ‘non sottoponibile a restauro’.

Terremoto Romagna: continua lo sciame sismico. Oggi lutto nazionale

Non tende ad arrestarsi lo sciame sismico nelle regioni del Nord Italia colpite dal terremoto. Nella giornata di lutto nazionale, si continua a fare al conta dei danni. I più gravi il 20 e 29 maggio, quando la terra ha tremato più forte soprattutto in tutta l’Emilia Romagna. Il numero delle vittime si è fermato a 24 mentre sono più di 15 mila gli sfollati. Per i territori colpiti dal terremoto il ministro della Giustizia, Paola Severino, dal carcere La Dozza a Bologna, propone che ‘parte dei detenuti ‘non pericolosi’ siano messi a lavoro per la ricostruzione’.

Secondo l’idea del ministro potrebbero entrare a far parte di questo progetto le persone ‘in regime di semilibertà o quelli non pericolosi. Che tutte le porte delle celle rimangano aperte giorno e notte’.

Intanto lo sciame sismico che sta sconvolgendo da più di due settimane l’Emilia non accenna a fermarsi: dopo la forte scossa di ieri, 5.1 di magnitudo, il terremoto è stato avvertito anche nelle province di Modena e Mantova. Le località prossime all’epicentro sono Concordia (Mo), Moglia e San Giacomo delle Segnate(Mn). Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 9:04 con magnitudo 3.4. E in precedenza se ne era verificata un’altra di magnitudo 2,5. Pioggia sulle zone terremotate.

A quindici giorni dalla prima, forte scossa, ieri sera intorno alle 21:20 con magnitudo 5,1 e epicentro a Novi di Modena, il terremoto è tornato a farsi sentire. Nessun morto o ferito, se non lieve e tanta paura per le persone più anziane. La settecentesca Torre dell’Orologio di Novi, già duramente colpita durante il terremoto del 29 maggio, è stata ridotta in macerie, crollando del tutto. La scossa è stata percepita anche a Bologna, a Milano e in Veneto, causando ancora momenti di tensione fra gli sfollati delle tendopoli e degli accampamenti autogestiti. Oggi in tutt‘Italia è stato proclamato il lutto nazionale in ricordo delle vittime.

Dalle ore 11.10 alle 13, in concomitanza con il minuto di silenzio nelle scuole, MTV Italia cambia programmazione con due ore di ‘Musica per l’Emilia’ e le storie di chi, a tre anni di distanza dal terremoto, vive la lenta ricostruzione in Abruzzo.

Attivo il numero per l’sms solidale 45500 per donare 2 euro. Il ricavato raccolto entro il 26 giugno dalla Protezione Civile sarà devoluto interamente alla ricostruzione nelle terre colpite dal sisma.

Come sono stati impiegati quelli raccolti dopo il terremoto in Abruzzo? Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale, che si occupa di micro credito e concedere prestiti agevolati e da rimborsare, a persone ed imprese coinvolte nel sisma. Dei 5 milioni raccolti, 470 mila euro sono stati utilizzati ‘per oneri riferibili alla gestione del progetto’, costi che – a detta dei responsabili – sono ‘largamente insufficienti’. L’iniziativa sicuramente meritoria e gestita con la massima trasparenza, sembra non proprio interessare gli italiani che hanno inviato SMS subito dopo il 6 aprile: mai avrebbero pensato ai loro soldi come fondi per concedere prestiti.

https://cookednews.wordpress.com/2012/06/02/terremoto-romagna-il-numero-per-aiutare/

Parata del 2 giugno nel segno della sobrietà dopo il terremoto, costi e risparmi, proteste a Napoli

Photo of Army Parade in Rome, 2 june 2006, Fes...

Photo of Army Parade in Rome, 2 june 2006, Festa della Repubblica Italiana. President Giorgio Napolitano on the presidential Lancia Flaminia (Photo credit: Wikipedia)

Una celebrazione sobria, ma solenne. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola esprime il suo compiacimento per la parata del 2 giugno. ‘Al termine della tradizionale Rivista militare, svoltasi anche quest’anno con grande affettuosa partecipazione della cittadinanza – ha detto il presidente della Repubblica – le esprimo il mio compiacimento per il perfetto svolgimento della manifestazione’. L’appuntamento quest’anno era dedicato alle popolazioni colpite dal terremoto.

‘Ho molto apprezzato – ha detto Napolitano ringraziando Di Paola – come, senza nulla togliere alla solennità della celebrazione, ella abbia saputo conferire all’evento i toni di sobrietà ed essenzialità che si impongono nel difficile periodo che sta attraversando il Paese, colpito in questi giorni da accadimenti sconvolgenti e gravi perdite di vite umane. L’impeccabile assetto formale, la determinazione e la percepibile motivazione dei giovani militari e civili che hanno sfilato rispecchiano la dedizione e la professionalità che quotidianamente essi pongono al servizio del Paese e della comunità internazionale. Voglia, signor Ministro, far pervenire il mio più sentito apprezzamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento’.

La cerimonia è iniziata a piazza Venezia, dove il presidente Napolitano, accompagnato tra gli altri dal premier Mario Monti e dai presidenti delle Camere, ha deposto una corona d’alloro al Milite ignoto. Per onorare la memoria delle vittime del sisma è stato osservato un minuto di silenzio all’inizio della sfilata di via dei Fori Imperiali. Tribuna d’onore per i gonfaloni delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e delle Provincie di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo, in rappresentanza delle popolazioni colpite dal terremoto.

A Napoli i Verdi ecologisti e alcuni comitati civici hanno manifestato pacificamente con lo slogan ‘Basta Parata – i soldi dateli ai terremotati‘. Questa la posizione di Francesco Emilio Borrelli. ‘Noi non contestiamo la festa della Repubblica, ma contestiamo queste parate costose e inutili, soprattutto in un momento di crisi e di disagio per le popolazioni terremotate. Aver realizzato a tutti i costi questa festa, dove ci sono più auto blu che cittadini è il segno di un potere politico che è lontano dalle persone”. La cerimonia, comunque è andata regolarmente in scena, e le autorità locali, dal sindaco De Magistris al governatore campano Caldoro, hanno presenziato alla parata.

Secondo le stime del ministero della Difesa, rispetto al passato a sfilare lungo via dei Fori Imperiali sono stati circa 3.200 militari e civili con un costo complessivo fra i 2 milioni e 600 mila euro e i 2 milioni e 900 mila e un risparmio di quasi 2 milioni rispetto al 2011.

Più nel dettaglio hanno sfilato 2.584 militari (erano stati 4.919 l’anno scorso) e 738 unità di altre amministrazioni (1.581), insieme a 10 bande (erano 12), 93 mezzi (196) e 98 cavalli (120).

Per quanto riguarda i costi per le tribune e per gli allestimenti sono stati di 877 mila euro nel 2011, a fronte dei 594 mila di quest’anno. Il costo totale è stato di 3,5 milioni di euro nel 2010 e di 4,4 milioni nel 2011. Il totale per il 2012 è di  1.571.926,79 euro, parzialmente corretti al ribasso dopo il terremoto in Emilia.

http://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/PARATA_MILITARE_2012.aspx

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