Elezioni Usa: Obama vince anche nel ‘voto popolare’

Official photographic portrait of US President...

Official photographic portrait of US President Barack Obama (born 4 August 1961; assumed office 20 January 2009) (Photo credit: Wikipedia)

E’ stato il ‘voto popolare’ a proiettare Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti per il suo secondo mandato. Il presidente democratico infatti ha ricevuto quasi due milioni di voti in più rispetto allo sfidante repubblicano Mitt Romney, secondo i dati, ancora non definitivi, raccolti dalla rete televisiva americana Cnn.

Stando al computo della Cnn, a livello nazionale Obama si attesta appena sopra il 50% con 58.932.757 voti, mentre Romney è al 48% con 56.583.680 voti. Lo spoglio in Florida, che non ha ancora fornito dati definitivi, è stato sospeso per la notte.

Negli Usa, a causa del complicato sistema elettorale, è possibile vincere la Casa Bianca e perdere il voto popolare: per essere eletti Presidente bisogna ottenere 270 voti dei ‘grandi elettori’ e ogni Stato attribuisce un tot di questi ‘voti elettorali’ a seconda della sua popolazione. L’essenziale è quindi vincere in una combinazione di Stati che porti almeno alla quota fatidica di 270 grandi elettori su un totale di 538.

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Obama four more years: la famiglia e la vittoria condivise anche su Twitter

Il primo pensiero pubblico di Barack Obama dopo il trionfo è andato per la sua famiglia: ‘Non sarei l’uomo che sono oggi senza la donna che vent’anni fa ha accettato di sposarmi, lasciate che lo dica pubblicamente: Michelle, non ti ho mai amato tanto’. Così il presidente degli Stati Uniti, appena confermato per un secondo mandato dopo la vittoria sullo sfidante repubblicano Mitt Romney, si è rivolto agli oltre 10.000 presenti al palazzetto del McCormick Place di Chicago.

‘Non sono mai stato più orgoglioso di vedere il resto della Nazione innamorarsi di te come first lady del nostro Paese‘, ha detto ancora Obama, che si è poi rivolto alle figlie, Sasha e Malia, 11 e 14 anni rispettivamente. ‘State crescendo e diventate due giovani donne, forti, intelligenti e bellissime, come vostra madre, e io sono orgoglioso di voi’, ha detto Obama, aggiungendo con un sorriso ‘ve lo dico subito, direi che un cane solo basta’. Quattro anni fa aveva promesso alle figlie che se fosse stato eletto avrebbe regalato loro un cane: promessa mantenuta con l’arrivo di Bo.

Obama ha anche ringraziato ‘l’amico e partner degli ultimi quattro anni’, il vicepresidente Joe Biden, definendolo ‘il guerriero felice dell’America e il miglior vicepresidente che chiunque potrebbe sperare di avere’.

Il suo sfidante Mitt Romney ha ammesso la sconfitta elettorale dicendo, tra le altre cose: ‘Auguro il meglio a Obama, vi invito a pregare per il presidente eletto’. Tra le prime parole di Obama davanti alla folla di sostenitori a Chicago: ‘Questa notte, voi, gli americani, avete ricordato al mondo che la strada è dura e il viaggio è lungo, ma avete mostrato la consapevolezza, nei vostri cuori, che ora ci aspettano solo giorni migliori’.

Quindi il presidente ha voluto sottolineare l’importanza di unire le forze per il bene degli Stati Uniti: ‘Nelle prossime settimane – ha detto – ho intenzione di sedermi al tavolo con il governatore Romney per vedere come possiamo lavorare insieme per far progredire il Paese’. Poi, rivolto al popolo americano, ha ricordato che ‘il lavoro non è ancora finito’, aggiungendo: ‘Vi ho ascoltati, ho capito i vostri problemi, tornerò alla Casa Bianca più ispirato e determinato che mai’.

L’ondata dei voti degli Stati dell’ovest ai democratici e poi l’assegnazione dell’Ohio, cruciale fra gli swing States: alcuni Stati dell’Unione non sono ancora stati assegnati ufficialmente, ma Obama ha superato 274 voti elettorali, andando oltre la soglia dei 270 necessari per la Casa Bianca. Lo staff del presidente ha subito condiviso sui social network: ‘Four more years’, cioè ‘Altri 4 anni’, allegando la foto di un abbraccio con la moglie Michelle.

Da Times Square al quartiere generale di Barack Obama a Chicago, da Los Angeles a Boston la scena è la stessa: urla (‘4 more years‘), pianti, canti, esplosioni di gioia senza freno. Così gli Stati Uniti stanno festeggiando la rielezione del presidente. Anche la cima dell’Empire State Building, il grattacielo simbolo di Manhattan, è ora blu, il colore dei democratici. Per tutta la serata, due colonne luminose (una rossa e una blu) avevano dato l’andamento del voto.

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Barack Obama rieletto presidente: ‘Il meglio deve ancora venire’ il discorso integrale

(Il presidente Usa Barack Obama festeggia la rielezione alla Casa Bianca con la moglie Michelle e le figlie Malia (davanti in gonna blu) e Sasha (dietro in gonna verde) sul palco del suo quartier generale a Chicago davanti ai suoi sostenitori)

Barack Obama è stato rieletto per un secondo storico mandato alla Casa Bianca. Con i 9 grandi elettori del Colorado e i 13 della Virginia, il presidente si sarebbe aggiudicato almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante repubblicano Mitt Romney: ne servivano 270 per la vittoria.

Secondo le proiezioni tv, il presidente ha vinto con stretto margine in Ohio, Wisconsin, Iowa, Pennsylvania e New Hampshire, mentre l’unico stato indeciso conquistato da Romney è stato il North Carolina.

Mitt Romney ha riconosciuto la vittoria di Obama con una telefonata: ‘Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese‘ ha detto ai suoi sostenitori riuniti al quartier generale di Boston. ‘Ora repubblicani e democratici lavorino insieme’ ha proseguito. ‘Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione.

Il presidente ha invece subito ringraziato su Twitter i suoi sostenitori: ‘Voi lo avete reso possibile. Grazie’, ha scritto rilanciando quello che era stato uno degli slogan della campagna elettorale ‘Altri 4 anni’, e `postando´ una foto in cui abbraccia la first lady Michelle. Poi, in abito blu e cravatta blu elettrico, il presidente è salito sul palco, accompagnato da Michelle e le figlie Malia e Sasha. ‘Ringrazio gli americani uno per uno. Io e Romney abbiamo a cuore l’America’ ha detto. ‘Per l’America il meglio deve ancora venire e grazie a voi la sua storia va avanti’.

Poi, in un lungo discorso, si è rivolto all’America. ‘Torno alla Casa Bianca più determinato. La nostra economia si sta riprendendo’.

Immediata è esplosa la gioia a Chicago, al quartier generale dei democratici, mentre lo sconforto si è impadronito della sede di Romney a Boston. Una folla di cinque, seimila persone, si è riunita davanti alla Casa Bianca cantando ‘altri quattro anni’ e ‘Usa, Usa’.

Il flusso di americani in festa non si ferma nel cuore di Washington. I caroselli di auto con il clacson pigiato si fanno sentire da un isolato di distanza. Urla di gioia esplodono dai gruppi di ragazzi arrampicati sugli alberi proprio davanti ai cancelli della Casa Bianca e si alternano alle grida dei fan.

Sono tantissimi gli studenti che accorrono letteralmente senza fiato dalla vicina George Washington University, ma ci sono anche i lobbysti, gli attivisti, e la gente comune. E ci sono gli stranieri.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera.

Oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum: via libera alle nozze gay in Maine, alla legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto. E in California è stata riconfermata la pena di morte con una votazione superiore al 54% e che ha bocciato la proposta di abolizione. Il presidente rieletto dovrà avere a che fare anche con questo.

Romney ha ritardato la sua ammissione di sconfitta perché i Repubblicani avevano inizialmente messo in dubbio la vittoria di Obama in Ohio, malgrado tutti gli esperti e le reti tv lo avessero già dichiarato presidente.

Obama dovrà affrontare la difficile sfida di gestire i mille miliardi di dollari di deficit annuale, la riduzione del debito nazionale da 16mila miliardi di dollari, revisionare i costosi programmi sociali e gestire un Congresso in stallo.

Su Twitter: #congratulationsObama#RomneyCasa BiancaCNNBarack ObamaMr PresidentOhio#USA2012#vaiObama

Election Day, Obama Romney ultima sfida oggi si vota

Il conto alla rovescia è finito. Gli americani sono chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

Mentre Obama seguirà l’election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli swing state Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l’ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l’opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano.

E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all’ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall’Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney.

La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. La media di Real Clear Politics mostra un recupero del presidente americano su Romney, anche se con un vantaggio di appena 0,4 punti.

Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago.

Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all’aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

Intanto chiusi i seggi con un nulla di fatto a Dixville Notch. Nel mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell’Election Day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: ‘Ho votato per Barack Obama’, ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. ‘Non è mai successo qui, abbiamo la parità’, ha dichiarato lo scrutatore nell’annunciare i risultati.

Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

In Iowa Obama ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale, concedendosi anche l’emozione di una lacrima. ‘E’ qui che tutto è iniziato’, ha ricordato anche Michelle, ‘ed è questo l’ultimo evento della campagna elettorale di mio marito, è l’ultima volta che ci vedete sul palco insieme. Mio marito è un uomo d’onore, integro e onesto. Ha lavorato duramente ogni giorno per rendere questo Paese migliore: ne sono molto orgogliosa’. La first lady ha quindi ringraziato Springsteen.

 ‘Le sue note hanno accompagnato tutta la nostra campagna elettorale’, ha osservato Michelle, ‘ma non c’è niente come l’avere il Boss in persona’. Prima di lasciare la parola al marito, Michelle lo ha abbracciato calorosamente, sussurandogli all’orecchio: ‘Sono orgogliosa di te’. Poi ha ricordato ‘i momenti piu’ divertenti’ trascorsi in Iowa nel 2008, ‘dal compleanno di Melia’ alla ‘faccia di Barack scolpita nel burro’.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos, il presidente uscente è avanti di quattro punti in Ohio, con il 50 per cento delle preferenze contro il 46 di Romney. In Virginia il distacco è di due punti (48 per cento contro 46), e in Colorado di un punto (48 per cento a 47). Romney risulta invece in vantaggio in Florida con il 48 per cento dei consensi a fronte del 47 di Obama.

Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: – 19 locali (l’una di stanotte in Italia): Virginia. – 19.30 (l’una e mezza): Ohio e North Carolina. – 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. – 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. – 22 (le 4): Iowa, Nevada.

Election day -3: Obama in vantaggio su Romney di 6 punti in Ohio e di 2 in Florida

A tre giorni dal voto, il Presidente Barack Obama risulta in vantaggio su Mitt Romney in Ohio e Florida, due Stati che saranno decisivi per la conquista della Casa Bianca. Stando a un sondaggio condotto per NBC News/Wall Street Journal/Marist, Obama ha sei punti di distacco dal candidato repubblicano in Ohio (51% contro il 45%) e due punti in Florida (49% contro il 47%).

Ohio e Florida sono i due Stati con il maggior numero di grandi elettori, rispettivamente 18 e 29, un candidato deve conquistare 270 collegi elettorali per arrivare alla Casa Bianca.

Il sondaggio è stato condotto dopo il passaggio dell’uragano Sandy sulla costa orientale del Paese: in Florida la ricerca è stata realizzata tra martedì e mercoledì e ha un margine di errore di più o meno 2,5 punti percentuali; in Ohio tra mercoledì e giovedì e ha un margine di errore di più o meno 3,1 punti percentuali.

L’uragano Sandy in arrivo anche su New York

L’uragano Sandy si abbatterà oggi sulle regione più popolate degli Stati Uniti, costringendo centinaia di migliaia di persone a cercare rifugio in altura, mentre sono bloccati i trasporti, le scuole e gli uffici pubblici e privati.

Circa 50 milioni di persone da metà della costa Atlantica al Canada vivono sul tragitto dell’uragano, che potrebbe essere il più vasto a colpire la terra ferma degli Usa nella sua storia. L’attesa è per alberi sradicati, edifici danneggiati e blackout elettrico per diversi giorni.

Sandy, che ha già ucciso 66 persone nei Caraibi, provocherà anche diverse inondazioni, dicono le previsioni.

New York e le altre città che saranno toccate dall’uragano vivono in stato di emergenza. I sindaci hanno ordinato evacuazioni di massa dalle zone abitate più basse, mentre scuole e metro sono chiusi.

Sandy ha costretto il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblica Mitt Romney a cancellare alcune tappe della campagna elettorale

Usa, presidenziali: è la giornata dei numeri due

President Barack Obama and Vice President Jose...

President Barack Obama and Vice President Joseph R. Biden, Jr. (Photo credit: Wikipedia)

Oggi è il giorno dei numeri due. Questa sera (le 3 di notte in Italia), Joe Biden e Paul Ryan si affronteranno nell‘unico dibattito vicepresidenziale a Danville, in Kentucky. Per il vicepresidente in carica sarà l’occasione per porre rimedio alla sconfitta di Barack Obama nel primo dibattito presidenziale; per il candidato repubblicano, invece, ci sarà la possibilità di rafforzare il ticket con Mitt Romney e dimostrarsi all’altezza del palcoscenico nazionale, in vista di una possibile candidatura nel 2016 (in caso di sconfitta di Romney).

Obama, oggi, riprenderà la sua campagna elettorale, dopo la giornata di ieri passata a Washington per impegni presidenziali. Nel pomeriggio sarà in Florida per parlare all’Università di Miami, a Coral Gables; poi sarà al Marriot di Miami per raccogliere fondi per la sua campagna elettorale. Intorno alle 22:30 il ritorno alla Casa Bianca.

Romney, invece, lascerà l’Ohio per la North Carolina, dove farà campagna elettorale ad Asherville. In campo anche la first lady, Michelle, e la rivale Ann: la signora Obama sarà a Douglass County, in Colorado, mentre la moglie di Romney andrà in visita al Children’s Hospital di Fort Lauderdale, in Florida.

http://www.barackobama.com
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Mitt Romney e Barack Obama al primo confronto: chi ha vinto

Dicono che abbia vinto Romney, Mitt Romney, il candidato alle prossime presidenziali degli Stati Uniti d’America del 6 novembre. Che sia uscito vittorioso dal primo grande confronto con il nemico, l’attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Eppure c’è qualcosa di vero e non vero in quello che è stato detto.

‘Vediamo la vittoria’. Lo scrive Mitt Romney ( fonte Ansa) nella sua prima mail mandata ai suoi fan, all’indomani del dibattito tv che secondo l’opinione pressoché unanime ha rilanciato con grande vigore le sue speranze presidenziali. ‘Ad appena 33 giorni dal voto – scrive il candidato repubblicano – il tuo sostegno è cruciale. Abbiamo bisogno del tuo impegno, per far tornare l’America al lavoro. Mentre noi parliamo di lavoro, sanità, debito, tasse, Obama non ha un record da mostrare, o un piano per il futuro. Io e Paul Ryan invece si’.

Secondo l’agenzia di stampa, a Romney va questo primo round elettorale. ‘Non sono perfetto, ma vi prometto che continuerò a lottare per la classe media, e che tutti avranno le stesse opportunità, che per tutti varranno le stesse regole’. Barack Obama chiude il primo dibattito tv col rivale Mitt Romney con un bagno di umiltà, di realismo, ammettendo come ci sia ancora molto da fare per tirar fuori l’America dalla palude della crisi. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, però, appare più sicuro di sé, a tratti spavaldo, e pronuncia la sua promessa agli almeno 60 milioni di telespettatori inchiodati davanti allo schermo: ‘Dopo quattro anni di Obama l’America è più debole, e io la farò ripartire’.

Se da questo primo duello si attendevano scintille, si rimane un po’ delusi. All’Università di Denver, Colorado, i due candidati per 90 minuti – in prima fila le moglie Michelle e Ann – si sono dati battaglia sull’econonomia, sul debito, sul fisco, sulla riforma sanitaria, sul governo. Ma non ci sono stati picchi, e non ci sono frasi memorabili da ricordare. Il dato di fatto è che Romney è apparso molto più battagliero e puntuale del solito nell’attaccare il presidente in carica, dando di sé un’immagine molto lontana da quella poco carismatica e di gaffeur a cui aveva abituato soprattutto nelle ultime settimane, quando è crollato in tutti i sondaggi. E Obama è stato visibilmente costretto alla difensiva, non riuscendo a tirar fuori quella grinta e quella verve che lo hanno sempre caratterizzato.

In America serve promuovere ‘un nuovo patriottismo concentrato sulla classe media‘ ha detto il presidente americano, aprendo il dibattito. Voglio fare ripartire l’America, ha detto Romney, riproponendo il suo piano in 5 punti: indipendenza energetica, raddoppio scambi commerciali, linea dura con Cina, bilancio in equilibrio, appoggio a pmi.

Ma è sul deficit il primo vero affondo di Romney nel corso del dibattito col presidente americano, Barack Obama: ‘Il presidente afferma che vuole ridurre il deficit, ma intanto lo ha raddoppiato. Ha creato tanto indebitamento quasi come tutti gli altri presidenti messi insieme’.

Pronta la replica di Obama: ‘Ho ereditato un debito eccessivo, ma abbiamo fatto tanto e so che dobbiamo fare ancora di più. E per questo ho un piano di riduzione’.

Basta agevolazioni alle imprese che si arricchiscono sulle spalle dei cittadini americani, come quelle energetiche che ‘raddoppiano i profitti quando si fa il pieno di benzina’. E basta sgravi a quelle che delocalizzano all’estero, ha detto Obama. Obama ha quindi accusato Romney di voler frenare la riforma di Wall Street. ‘La crisi è dovuta in parte a Wall Street’, ha affermato Obama, ribadendo la necessità di eliminare tutti i comportamenti a rischio. Ha quindi rivendicato l’aiuto alle banche ‘ripagato con gli interessi’. ‘Servono più regole – ha replicato Romney – ma sono contro al fatto che cinque banche sono troppo grandi per fallire. Bisogna pensare anche alle piccole banche’.

”Basta con l’approccio verticistico, col governo che dalla mattina alla sera ci dice quello che dobbiamo fare e quello che non dobbiamo. Questa non è la strada giusta. Dobbiamo cambiare strada’, ha detto Romney.

Se si abolirà l’Obamacare, ‘saremo alla mercé delle assicurazioni’: così Obama ha difeso la sua riforma sanitaria che il candidato repubblicano ha ribadito di voler cancellare. ‘Voglio un approccio privato dove sono io che scelgo l’assicurazione e non c’è qualcuno che me la impone”, ha detto Romney.

‘Quello che propongo per i prossimi quattro anni è assicurare che gli americani siano incanalati verso il futuro. E tutti avranno le stesse opportunità, e le regole saranno uguali per tutti’: cosi’ Obama ha concluso il dibattito.

Con Obama in carica altri 4 anni l’America sara’ più debole‘: è l’appello finale di Romney. ‘In gioco c’è il corso dell’America: con Obama – ha aggiunto – avremo una disoccupazione cronica ai danni della classe media’.

Tra gli assenti al primo dibattito presidenziale tra Barack Obama e Mitt Romney c’è stato il ’47 per cento’ degli americani. Nei 90 minuti del confronto televisivo all’università di Denver, infatti, è mancato il confronto sull’ormai celebre commento, ripreso da una telecamera nascosta durante una cena elettorale, dell’ex governatore del Massachusetts sugli americani che non pagano le imposte federali sul reddito, vivono con i sussidi del governo e di cui ‘si disinteressa’, che gli ha attirato le feroci critiche dei progressisti ed è stato nelle ultime settimane al centro della campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti.

‘Veramente, democratici, potete credere che Obama non abbia mai usato il video sul 47%? Incredibile!’ ha twittato l’analista politico Larry Sabato, racconta l’Huffington Post. ‘Perché non ha attaccato il commento sul 47% al centro di così tanti spot? Ha voluto negare a Romney la possibilità di spiegarsi?’ si è chiesto Carl Hulse del New York Times.

Visti gli interrogativi che hanno anche animato l’arena politica virtuale, lo staff di Obama e gli esponenti del partito hanno cercato di dare una spiegazione. Il governatore del Maryland, Martin O’Malley, ha dichiarato che Obama non ha citato il commento sul 47 per cento perché ‘è un gentleman. Credo che il presidente non volesse attaccare l’avversario, ha dichiarato Jen Psaki, la portavoce della campagna elettorale. ‘Voleva presentare i suoi piani per l’economia, per proteggere la sanità ed è quello che ha fatto.’

Ma allora chi ha vinto?

Obama-Romney a confronto: a Denver il primo dibattito pre Election Day

In vista delle elezioni del 6 novembre, mercoledì notte ci sarà il primo dibattito fra Barack Obama e Mitt Romney. In questi giorni, il presidente degli Stati Uniti si sta allenando a ‘parlare meglio e di meno’, come gli hanno suggerito dal suo team in un resort nel deserto del Nevada, alle porte di Las Vegas. Romney è invece nel Massachusetts, per prepararsi a una missione difficile.

Questa sera Mitt Romney e Barack Obama si scontreranno all’università di Denver nel primo, dopo cinque anni, dei tre dibattiti pre elettorali che saranno trasmessi in diretta da tutte le televisioni degli Stati Uniti. In Italia su Rai News 24 in diretta dalle 2:45 della notte fra il 3 e il 4 ottobre. Un’ora e mezza di discussioni sulla politica interna. Ma il presidente in carica ci arriva con un sondaggio incoraggiante: secondo una rilevazione del Wall Street Journal, il 57% degli intervistati ritiene che l’economia Usa – tema cruciale per la vittoria nel voto del 6 novembre – sia in ripresa.

La corsa presidenziale resta incerta perché i sondaggi a livello nazionale – l’ultimo del Washington Post-Abc – danno Obama attorno al 49% delle intenzioni di voto e il rivale repubblicano attorno al 47%. Ma il presidente democratico è in testa nella maggioranza degli Stati in bilico, che saranno decisivi per il risultato finale. Dunque lo scontro di questa sera si presenta cruciale: per Romney è l’occasione di far dimenticare alcune delle sue ultime gaffes, di mostrarsi ‘presidenziale’, di convincere gli indecisi della bontà delle sue ricette economiche. Per Obama è invece il momento, se ci riuscirà, di consolidare il suo vantaggio.

Ma il presidente ha un asso nella manica: il piano salva-auto, che garantendogli la vittoria in Michigan e in Ohio potrebbe rendere le cose impossibili a Romney. Anche se a livello nazionale i sondaggi li danno in sostanziale parità, a contare sarebbe il numero di grandi elettori messi a disposizione per la vittoria da ogni Stato. E senza l’Ohio, la vittoria per Romney è quasi impossibile.

Senza l’Ohio, per conquistare i 270 punti necessari a diventare presidente, Romney dovrebbe vincere in tutti gli Stati incerti: Colorado, Florida, Virginia, North Carolina, Iowa, Nevada, New Hampshire. Benché continui a restringere le distanza con Obama, anche secondo gli analisti repubblicani sarà molto difficile che li conquisti tutti e sette. Negli Stati notoriamente di destra, invece, Mitt Romney ha consolidato un buon vantaggio su Obama, per questo risulta in pareggio a livello nazionale. Secondo il Washington Post sarà molto difficile per Romney, che era contrario al piano salva-auto di Obama (a differenza del suo vice Paul Ryan), convincere uno Stato dove un cittadino su otto lavora per l’industria automobilistica.

Per tutti i telegiornali americani e per le prime pagine di questa mattina il dibattito di Denver è la notizia del giorno. I collaboratori di Romney starebbero addestrando il candidato repubblicano a non farsi irritare dalle punzecchiature di Obama; il presidente in carica invece si prepara ad essere aggressivo, nella speranza di far saltare i nervi a Romney, ma non tanto da risultare arrogante. Sulla carta, Romney è più allenato poiché viene dalla campagna delle primarie, ma non potrà usare con Obama le stesse tecniche che ha usato con i rivali repubblicani.

A prescindere dai programmi economici e politici, un dibattito televisivo nelle campagne elettorali statunitensi è – storicamente – il momento cruciale in cui si mettono a confronto l’arte oratoria e la capacità di trasmettere autorevolezza. Secondo lo stratega repubblicano Brett O’Donnell, i primi trenta minuti di questo primo dibattito saranno decisivi. ‘Riuscirà Romney a convincere gli elettori che Obama ha la colpa delle condizioni economiche attuali? Riuscirà Obama a convincere la gente che il paese è orientato nella direzione giusta e che cambiare rotta metterebbe a rischio una ripresa ancora fragile?’.

Per il presidente poi c’è un incentivo tutto personale a festeggiare: oggi è il ventesimo anniversario delle sue nozze. E a Denver ci saranno anche la moglieMichelle Obama e la compagna del repubblicano, Ann Romney.

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Elezioni regionali: Giovanna Marano al posto di Claudio Fava per ‘Libera Sicilia’

E’ Giovanna Marano, 53 anni, sindacalista della Fiom Cgil, la candidata alla Presidenza della Regione siciliana indicata da Claudio Fava e dalle forze della coalizione di ‘Libera Sicilia‘.

Si risolve così il caso della non candidabilità del coordinatore nazionale della segreteria di Sel, a causa di un ritardo nel cambio di residenza. La scelta della coalizione che comprende Sel, Fds, Verdi e Idv raccoglie – ha detto Fava – ‘la sfida sul lavoro e sui diritti sociali che sono al centro del nostro programma di governo’.

Dopo il no di Rita Borsellino, arrivato poco fa, Idv, Sel, Verdi e Federazione della sinistra hanno puntato su Giovanna Marano che ha detto si’ ad un ‘ticket’ con Claudio Fava.

Fava sarà comunque candidato vicepresidente a fianco di Giovanna Marano.

Fava ha così proseguito: ‘Ho deciso di accompagnare Giovanna Marano da candidato vicepresidente sottraendo la mia candidatura alla Presidenza al rischio di un già preannunciato rigetto e sulla base di una considerazione politica ispirata al massimo senso di responsabilità verso la coalizione e gli elettori siciliani’. La battaglia elettorale prosegue con maggiore convinzione. ‘Il tentativo di estrometterci da questa sfida – ha sottolineato Fava – appellandosi a norme palesemente anticostituzionali e a presunti vizi di forma, non può ostacolare il progetto di Libera Sicilia’.

‘Resto in campo – ha concluso Fava – accanto a Giovanna Marano, una donna che possiede qualità morali e una storia personale che garantiscono sul modo in cui saprà battersi in questa importante sfida’.

Oggi alle ore 17.30 Claudio Fava e Giovanna Marano terranno una conferenza stampa nella sede del Comitato di Libera Sicilia in via Ricasoli 48 a Palermo.

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