Nastro sulla bocca di migranti da rimpatriare: per il ministro degli Interni è un’offesa alla dignità

Non ci sono dubbi sul gesto che ha scosso l’opinione pubblica del popolo della Rete, qualche giorno fa, dopo la diffusione su Facebook, dell’immagine di denuncia di un immigrato da rimpatriare, su un volo Alitalia, con la bocca chiusa da del nastro da imballaggio. Per il ministro degli Interni italiano, Anna Maria Cancellieri, si tratta di un gesto che non ha nulla a che vedere con le misure coercitive previste in caso di aggressività, ma di un atto che sicuramente lede e offende la dignità della persona.

La foto che ha destato tantissimo clamore con un tamtam che ne ha permesso la diffusione a livello nazionale e internazionale, sui principali quotidiani e network mondiali, ritrae un cittadino maghrebino costretto da un nastro da imballaggio a tenere chiusa la bocca e immobilizzato alle mani da fascette. L’uomo scortato, insieme a una seconda persona da rimpatriare, da alcuni agenti di polizia, è stato fotografato da un utente della Rete che ha subito diffuso la notizia.

Dopo lo sconcerto iniziale e la risposta della stampa italiana e internazionale, che se ne è curata con diverse pubblicazioni sulle principali pagine dei giornali, è arrivata anche quella del Governo. In un’aula della Camera praticamente deserta – nonostante le diverse forze politiche che avevano chiesto al di riferire urgentemente – il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha confermato che quanto documentato dal regista Francesco Sperandeo su un volo dell’Alitalia Roma-Tunisi non è e non può essere una pratica da considerare ‘normale’.

 Le ‘verifiche verranno compiute con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’. Il titolare del Viminale sa che quella foto difficilmente può essere smentita e quindi, nel ricostruire alla Camera la vicenda dei due algerini, ammette che si sono travalicate le regole, promettendo di voler accertare le singole responsabilità.

Ahmed Bouaita e Abel Aziz Leddai erano su un volo partito da Tunisi e diretto in Turchia, che prevedeva uno scalo a Roma. Una volta a Fiumicino, però, i due hanno tentato di rimanere in Italia, ma sono stati sorpresi dai poliziotti e bloccati. Per ben due volte, il giorno dopo e il 16 aprile, le autorità italiane hanno tentato di rimpatriarli ma l’ ‘aggressività e la forte resistenza’ degli stranieri ha impedito ai poliziotti di farli salire sul volo per Tunisi.

Il 17 si è così deciso – ha spiegato il ministro –  di far intervenire quattro agenti del Nucleo scorte nazionale, un gruppo specializzato e addestrato proprio nelle operazioni di rimpatrio. ‘L’atteggiamento di forte opposizione dei cittadini stranieri è proseguito, manifestandosi con sputi, morsi, calci e pugni all’indirizzo del personale di scorta’.

Secondo il racconto del ministro, i due hanno tentato di ferirsi mordendosi per poi sputare il sangue. Dunque si è deciso di procedere con ‘interventi coercitivi’, anche per salvaguardare ‘la sicurezza fisica degli altri passeggeri’. Ai due algerini prima sono state messe delle ‘fascette in velcro’ a bloccare le mani e poi una mascherina sanitaria, verde, morbida, di tipo chirurgico.

‘E’ apparso del tutto estemporaneo l’impiego di nastro adesivo – ha continuato il ministro – e anche se il gesto è stato accompagnato da ‘rudimentali accorgimenti per assicurare la respirazione e dettato dalla comprensibile concitazione del momento’, nei fatti si è tradotto in un comportamento ‘offensivo della dignità della persona’.

Le disposizioni europee per i respingimenti prevedono sì misure coercitive, ma che siano ‘proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, non ledano la dignità o l’integrità fisica e non compromettano o minaccino la facoltà di respirare normalmente’. Ecco perché, ha concluso il ministro, il capo della Polizia ha disposto immediatamente degli accertamenti, che verranno fatti ‘con il massimo scrupolo e nel pieno rispetto della verità dei fatti’.

Le parole del ministro hanno trovato favorevoli alcuni deputati del Pd, come Livia Turco e Della Vedova di Fli, mentre per Felice Belisario si tratta di spiegazioni deboli e poco incisive. ‘Legittime e necessarie’ le misure prese dai poliziotti, compreso il nastro, dice Eccher del Pdl, per il quale il ministro doveva fare una ‘tempestiva e puntuale’ difesa degli agenti.

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