Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico Paco de Lucia

Paco de Lucía #Cookednews

Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico a 66 anni il compositore e chitarrista spagnolo Paco de Lucia. L’artista andaluso è deceduto per un infarto mentre si trovava con i propri familiari. Pur se conosciuto come uno dei più grandi chitarristi di flamenco, de Lucia aveva prodotto diversi lavori di musica classica e si era dedicato ad altri stili musicali come la fusione tra jazz e flamenco.

Numerosi i riconoscimenti e i premi conferitigli nel corso della sua lunga carriera: Premio nazionale di Chitarra di Arte Flamenco, Medaglia d’oro al merito delle Belle Arti, Premio Príncipe de Asturias nell’Arte (2004), quindi nel 2007 l’Università di Cadice e nel 2010 il Berklee College of Music di Boston gli avevano assegnato il titolo di dottore honoris causa per il suo contributo musicale e culturale.

Nato nel 1947 ad Algeciras, in provincia di Càdiz, in una famiglia di chitarristi di flamenco, De Lucia si esibisce per la prima volta all’età di 11 anni. Nel 1962 si trasferisce a Madrid con la famiglia e poi parte per gli Stati Uniti per il suo primo tour con il fratello. La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta quando conosce Camarón de la Isla, con il quale forma un mitico duetto artistico, interpreti del flamenco più ortodosso. Insieme registrarono dieci dischi tra il 1968 e il 1977. Più tardi, insieme e separatamente, furono i precursori di un flamenco più popolare entrando nel terreno del pop, del rock e del jazz.

Nella metà degli anni Settanta de Lucia conoscerà personaggi di spicco quali Al Di Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea. È del 1980 l’album ‘Friday night in San Francisco’ inciso con John McLaughlin e Al Di Meola che ha venduto più di cinque milioni di copie.

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No del Csm all’incarico di Ingroia a presidente di Riscossione Sicilia spa

antonioingroia-2L’ex pubblico ministero di Palermo, Antonio Ingroia, reduce dal fallimento di Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche, a non può andare a presiedere la Riscossione Sicilia Spa, la società che riscuote le tasse per la Regione Sicilia, incarico offerto dal governatore siciliano Rosario Crocetta. A negare l’autorizzazione a ricoprire l’incarico è stata la Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Il magistrato aveva chiesto il collocamento fuori ruolo e l’aspettativa. Già in casi analoghi precedenti il Csm non era stato favorevole a concedere a magistrati di ricoprire incarichi dirigenziali nelle Asl, all’Agenzia delle Entrate o presso delle Authority.

Ingroia, dopo la parentesi politica con Rivoluzione civile che gli ha impedito l’ingresso in Parlamento, era stato assegnato, sovra numero, alla Procura di Aosta. Dal Csm i segnali negativi sull’autorizzazione da concedere al magistrato erano già arrivati ieri quando si era diffusa la voce che l’aspettativa del magistrato avrebbe potuto essere respinta non considerando ‘migliorativo’ il ruolo del magistrato nell’ente pubblico siciliano. Ma si trattava di indiscrezioni non ancora confermate, visto che la terza sezione del Csm non ha ancora diffuso le motivazioni del rigetto.

Intervistato da Sky, il magistrato si è limitato laconicamente a rispondere: ‘Non conosco le motivazioni del Consiglio superiore della Magistratura e non commento’.

Il no da parte della commissione si baserebbe su una serie di casi analoghi in cui a magistrati era stata negata l’autorizzazione per incarichi nella pubblica amministrazione. Il più recente risale a gennaio di quest’anno quando a Maria Cristina Motta non è stato consentito di andare a fare il direttore amministrativo alla Asl di Verona . Altri due casi a maggio del 2010, quando a Sergio Casarella fu negato un incarico alla direzione centrale del personale dell’Agenzia delle entrate, e a settembre del 2009 quando Salvatore Cirignotta non fu autorizzato a fare il direttore generale della Asl di Palermo. A questo punto appare scontato il sì del plenum all’incarico, per Ingroia, di giudice ad Aosta.

La prima reazione politica, la più sfottente, è di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato del Pdl che su Twitter scrive: ‘Rivoluzionario sconfitto, gabelliere mancato, aostano per forza? Dura la vita di Ingroia. Un tempo superstar, oggi ramingo bocciato’.

Era stato il governatore siciliano in persona, Rosario Crocetta, ad offrire la poltrona del corrispettivo isolano di Equitalia al leader di Rivoluzione civile, reduce dal flop elettorale del 24-25 febbraio dopo essersi messo in aspettativa dalla magistratura. Scaduta quest’ultima, il Csm aveva imposto ad Ingroia il ritorno alla toga, ma in Valle d’Aosta.

La nomina di Ingroia a Riscossione Sicilia, oltre che a molti esponenti del Pdl e, in generale, di area centrodestra, aveva suscitato le reazioni stizzite del Codacons, l’agguerrita associazione dei consumatori che aveva definito Ingroia incompatibile con l’incarico. E festeggia, non proprio a sorpresa, anche il segretario dell’Udc Sicilia, Gianpiero D’Alì, che sostiene la giunta Crocetta in Sicilia, che sarcastico afferma: ‘In Guatemala no, in Parlamento neppure, ad Aosta men che meno. In Sicilia si. A quanto pare il ‘moto di rivoluzione di Antonio Ingroia sembra essersi arrestato. Speriamo sia la volta buona, nell’interesse della pubblica amministrazione e dei siciliani’.

Su Ingroia però arriva pure il fuoco amico. Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di Via D’Amelio, ha di fatto definitivamente scaricato l’ex-pm di Palermo: ‘Per la verità preferivo Ingroia quando faceva il suo lavoro di magistrato e lo faceva in maniera egregia, mentre su Ingroia politico preferisco non pronunciarmi’, ha concluso sibillino. E non è l’unico del suo giro a prenderlo di mira. Tra i compagni dell’Idv il primo era stato il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che, all’indomani della debacle elettorale di Rivoluzione Civile aveva scaricato la responsabilità della sconfitta sull’ex-pm della trattativa.

Processo Ruby: nessun rinvio da parte dei giudici

ruby-milano-boccassini-iraIl processo Ruby che vede imputato Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione, va avanti.

I giudici del Tribunale di Milano, dopo 4 ore di camera di consiglio, hanno respinto l’istanza della difesa di Silvio Berlusconi di sospendere fino al voto di febbraio il processo sul caso Ruby per motivi elettorali e anche la richiesta di legittimo impedimento dell’ex premier per oggi. Il dibattimento quindi va avanti. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e ha ricordato che, in un’analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills.

‘La richiesta di sospensione del processo non può trovare accoglimento’ dice il giudice Giulia Turri nelle sue motivazioni. Quanto invece alla richiesta di rinviare l’udienza per la riunione del Pdl, secondo i giudici la riunione ‘non è riconducibile all’attività parlamentare in senso proprio o in senso lato». In questo senso non si può applicare il legittimo impedimento e l’assenza di Berlusconi è legata «a una sua scelta personale’.

I difensori di Silvio Berlusconi, dopo il no dei giudici alla sospensione del processo, hanno rinunciato alla testimonianza della ragazza marocchina. È stato deciso poi con il consenso della Procura di acquisire i verbali resi da Ruby in sede di indagini preliminari. La ragazza ha quindi lasciato il tribunale.

Un anziano contestatore, in una pausa del processo Ruby, si è avvicinato all’aula della quarta sezione penale e ha indossato una maschera di cartone che raffigurava Silvio Berlusconi. La protesta ha subito attirato giornalisti e fotografi. L’uomo per alcuni minuti ha anche imitato l’ex presidente del Consiglio, promettendo «migliaia di posti di lavoro», prima di essere scortato dai carabinieri fino all’uscita più vicina del Palazzo di giustizia.

Elezioni Sicilia: via la parola ‘mafia’ dal vocabolario e stipendio per i parlamentari che lavorano

Per il candidato di centro sinistra alla Presidenza della Regione, Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, presidente della commissione Antimafia ed europarlamentare dei Socialisti e Democratici, la Sicilia deve essere ‘Una terra di accoglienza, dove la parola mafia sia cacciata dal vocabolario siciliano’.

Descrive così la Sicilia che vorrebbe il candidato del Pd alle prossime elezioni regionali in Sicilia. Una regione che ha bisogno di puntare sui giovani e che può fare a meno del malaffare.’Eliminare la corruzione e creare il lavoro, fare lo sviluppo eliminando a mangiugghia.

‘Un obiettivo che – spiega Crocetta – deve essere ottenuto con il rigore nei conti pubblici, a partire dai parlamentari che, dice, devono prendere la retribuzione solo se vanno a lavorare, come tutti gli altri.

E a proposito di corruzione uno degli argomenti più caldi di questa campagna elettorale in vista delle elezioni del 28 ottobre, è la scelta di candidati fuori dalle indagini di ogni tipo, insomma di personaggi per niente noti alla polizia giudiziaria.

Nello Musumeci ha recentemente invitato i partiti della coalizione che lo sostengono a non mettere in lista personaggi rinviati a giudizio, o peggio ancora condannati, per reati contro la pubblica amministrazione o connessi con l’associazione mafiosa. E sulla stessa linea Rosario Crocetta (chiamato a rispondere anche dal gruppo Facebook ‘Enna per Claudio Fava‘) ha sempre professato di dare un taglio alla candidatura di condannati e indagati.

Claudio Fava, candidato alla presidenza di Sel, Verdi, Fds e Italia dei Valori ha accennato alle regole da seguire facendo riferimento agli altri candidati. ‘Leggo che Musumeci, Miccichè e Crocetta – dice Fava – si affannano a promettere che non avranno accusati di mafia nelle proprie liste: come mai hanno bisogno di precisarlo? Un requisito naturale non avere amici dei mafiosi tra i propri candidati, viene spacciato come straordinaria concessione. Perché non ci dicono piuttosto quanti riciclati avranno in lista tra i tanti obbedienti di Cuffaro e Lombardo?’.

E arriva la risposta di Crocetta in quota Pd, Udc, Api e Psi. ‘Quando usciranno le mie liste nel centrodestra ci sarà il panico. In una competizione equilibrata – ha dichiarato Rosario Crocetta – come quella che stiamo vivendo in Sicilia dove c’è un testa a testa fra me e Musumeci secondo gli ultimi sondaggi c’é la necessità di rivolgersi a pezzi del centrodestra. Per vincere dobbiamo anche accogliere esponenti del centrodestra, considerato anche i ragionamenti di Sel che fanno candidature di testimonianza utili però a fare solo il gioco di chi non vuole cambiare le cose in Sicilia’.

http://www.rosariocrocetta.com/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/14/i-candidati-alla-presidenza-della-regione-sicilia-chi-sono/

I candidati alla presidenza della Regione Sicilia: chi sono

Nonostante le dimissioni, il presidente della Regione Sicilia è ancora lui, Raffaele Lombardo. A darne comunicazione, anche se telematica, è il sito internet della presidenza che non accenna ad alcun aggiornamento. Noi di Cooked News stiamo invece tentando di aggiornarci su quelle che sono le candidature per delle elezioni sempre più vicine. Chiusura liste prevista per il 27 settembre.

Sarà infatti il prossimo 28 ottobre, il mese in cui tutta la popolazione siciliana è chiamata ad esprimere il proprio parere alle urne. Ed ecco i candidati a presidente della Regione. Gaetano Armao, Francesco Cascio, Rosario Crocetta che i sondaggi al momento danno come preferito, Giampiero D’Alia, Claudio Fava, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roberto Lagalla rettore al Polo universitario di Agrigento prima di passare a rettore dell’Ateneo di Palermo, Innocenzo Leontini, Ivan Lo Bello, Beppe Lumia, Gianfranco Miccichè, Nello Musumeci, Massimo Russo, Altri, Gaspare Sturzo, Fabio Granata già assessore e parlamentare, Giancarlo Cancelleri, Mariano Ferro.

Ed ecco qualche preferenza. In base ai sondaggi diffusi in Rete, CookedNews ha scelto i due contendenti di centro sinistra, due del centro destra e l’unica donna al momento candidata.

Rosario Crocetta. Ex sindaco di Gela, nel nisseno, poi candidato al Parlamento Europeo, dove ha portato il suo messaggio contro le mafie una volta eletto deputato, Rosario Crocetta, fuori dalle preferenze sessuali, avanza la sua carica a Presidente della Regione. La bandiera, pardon, partito di riferimento è quello della sinistra in Sicilia, che è un po’ centro sinistra come nel resto d’Italia. Sotto il motto di ‘La rivoluzione è già iniziata’ con una girandola colorato a stemma, Crocetta racconta la sua campagna elettorale su un sito fatto di pizzini. Satira e critica si uniscono con il chiaro intento a sorridere a una eredità siciliana forse troppo pesante, che è quella della mentalità mafiosa. E ad alcuni della concorrenza ha anche detto ‘alcun patto con l’Mpa’, il movimento per l’autonomia rappresentato dal presidente uscente, Raffaele Lombardo. Rosario Crocetta è un politico italiano, impegnato nella lotta alla mafia. È stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia d’Italia (prima di Vendola presidente della Regione in Puglia). Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea. Nell’agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana per le elezioni che si svolgeranno in autunno. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l’Udc, l’Api e il Psi. Negli anni in cui è stato sindaco ha subito diversi attentati, poi falliti.

Claudio Fava politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano si è candidato il 5 settembre con una conferenza stampa radiofonica, riportata anche sul sito di Libera Sicilia 2012 dai solari colori rosso e arancio. All’urlo di Claudio Fava presidente, risponde il candidato: ‘Un vento di riscatto civile e politico sta scuotendo la Sicilia. Lo stesso vento che animò speranze e intenzioni nella primavera del ’93, che conobbe straordinarie vittorie elettorali contro i partiti del malaffare, che espugnò città ritenute ormai perdute. Da quei giorni sono passati quasi vent’anni, ma lo spirito di quel tempo in molti di noi s’è mantenuto intatto: e non è un caso per molti di noi ritrovarci di nuovo insieme in una sfida che vuole restituire ai siciliani una politica finalmente libera da convenienze, compromessi, clientele e menzogne. Una politica disobbediente, con la schiena dritta, che non chiederà permesso ai comitati d’affari né ai capimafia, che non punterà a comprarsi il consenso dei cittadini ma a prendersi cura della loro vita e dei loro diritti. Una politica che archivierà senza rimpianti Lombardo e Cuffaro, i loro partiti e i loro alleati’. Il partito di Claudio Fava è Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. È stato il Coordinatore Nazionale del movimento Sinistra Democratica ed è il Coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010. Nell’estate del 2012 annuncia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana ottenendo l’appoggio di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra.

Nello Musumeci. Per lui è valido ancora il prefisso di on. Che non vuol dire accesso ma è l’abbreviazione di onorevole. L’onorevole Musumeci appunto, è candidato anche lui a Presidente della Regione Sicilia. Per lui è importante che ‘I partiti presentito liste pulite. Da Presidente della Regione non governerei cambiando maggioranza.’ Lo ha detto Nello Musumeci, incontrando i giornalisti all’inaugurazione del comitato elettorale di via Libertà 13, a Palermo. “Se vincerò con la maggioranza di centrodestra – ha proseguito Musumeci – dovrò governare con chi mi ha sostenuto”. Parole chiare e decise del candidato alla presidenza della Regione siciliana. Nello Musumeci è sostenuto da  Pdl, Pid-Cantiere Popolare e La Destra.

Miccichè Gianfranco. Non sarà solo un voto per la Regione siciliana, quello del 28 Ottobre, perché si decideranno anche i destini di molti partiti nazionali in vista delle politiche del 2013.La Sicilia diventa il banco di prova per future alleanze nazionali. In particolare, la coalizione che sostiene la candidatura di Miccichè, che mette insieme Grande Sud, Partito dei siciliani, Mps e Fli, banco di prova per Gianfranco Fini, presidente della Camera venuto fin qui in Sicilia a consultare l’amico Lombardo per superare lo sbarramento del 5%. Oltre alle liste del Partito dei siciliani e di Grande Sud, ce ne sarà una terza che sarà composta, prevalentemente, da candidati dell’area dell’ex-Mpa e di Fli, mentre gli uomini dell’Mps dovrebbero confluire in Grande Sud, ma in alcune province lo schema potrebbe mutare.

Lucia Pinsone proviene dal mondo del volontariato ed è l’unica donna al momento ad essersi candidata per il ruolo di Presidente della Regione. Che la Sicilia ne avesse bisogno, non  ne avevamo dubbi. ‘Non mi sento candidata ma in missione’, dice la Pisone del Movimento Voi. E’ insegnante e nella vita si occupa di disabili. La candidatura è stata presentata a Palazzo dei Normanni, sede della presidenza della Regione, dal fondatore del Movimento Voi-Volontari per l’ItaliaGerardo Salsano. ‘Sono pronta a sacrificarmi ma non possiamo lasciare la Sicilia in mano ai soliti noti. ‘Sono stata contattata da tutti i movimenti – ha detto ancora l’insegnante di matematica e Presidente di un’associazione per disabili – ma andiamo avanti per la nostra strada. Io non mi assoggetto al potere. Siamo aperti a tutti quelli che amano la Sicilia’.

Aggiornamento

‘Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il prossimo 28 ottobre. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando. Io arriverò dal ‘continente’, a nuoto da Reggio Calabria a Messina. Mi sto allenando ogni giorno a Nervi. Il mio viaggio, sempre in camper, sempre senza scorta, inizierà 10 giorni prima delle elezioni. Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me (l’itinerario dettagliato sarà pubblicato sul blog), e, vi assicuro che non mi sentirò un po’ stanchino’. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo parlando della sua personale ‘spedizione’ in Sicilia in occasione del voto.

Grillo ricorda che ‘la Sicilia è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase ‘qui si fa l’italia o si muore’ rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana’.

‘Il portavoce del movimento 5 stelle in Sicilia è Giancarlo Cancellieri eletto dagli attivisti sul territorio. Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’, conclude Grillo.

#Sicilia , #Elezioni Sicilia, Elezioni regionali

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Tsunami warning: rientra l’allarme terremoto in El Salvador

English: Locator map for Costa Rica, El Salvad...

English: Locator map for Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras and Nicaragua. Nederlands: Localisatiekaart voor Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras en Nicaragua. (Photo credit: Wikipedia)

Rientra l’allarme Tsunami sulle coste del Pacifico. L’allerta è di questa mattina alle ore 6:37registra lo Us Geological Survey. Era stato inizialmente diramato un allarme Tsunami per Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Panama e Messico, poi per fortuna rientrato.

Il sisma di magnitudo 7.4 al largo delle coste di El Salvador ‘ha generato uno Tsunami’ è stato l’allarme diramato in mattinata dal Centro d’allerta tsunami del Pacifico (Ptwc), che ha rilevato un’onda anomala al largo di Acajutla.

L’epicentro è stato localizzato a 138 chilometri a Sud Sud Est di San Miguel, mentre l’ipocentro a 53 chilometri di profondità. Per ora non sembrano esserci danni o feriti.

On Twitter #Tsunami El Salvador el salvador earthquakeel salvador tsunamicosta ricausgssnet

‘Il Messico senza Pri’: il movimento YoSoy132 contro il neo eletto presidente Peña Nieto

 ‘Il Messico senza Pri’ contro l’elezione a Presidente di Enrique Peña Nieto. All’indomani dell’elezioni del nuovo presidente del Messico, circa 25.000 manifestanti proveniente dalle Università dello stato dell’America centrale si sono mobilitati nel nome di un unico movimento #YoSoy132, nato lo scorso maggio contro il candidato del Partito rivoluzionario istituzionale, per denunciare brogli elettorali.

Enrique Peña Nieto è considerato un volto nuovo, ma di un partito vecchio già noto al Messico. Il Pri, il partito rivoluzionario istituzionale, torna a governare dopo 12 anni.

‘Il Messico ha votato e Pena non ha vinto!’, hanno gridato nell’elegante quartiere di Polanco, nella zona occidentale della città. La manifestazione era partita da Paseo de la Reforma, la principale arteria della città, luogo abituale delle dimostrazioni di piazza, ma inaspettatamente i giovani hanno deciso di sfilare a Polanco, ‘per quello che rappresenta: è qui che l’oligarchia impone le decisioni al Paese‘.

Il portavoce del movimento studentesco, Miguel Platas, ha annunciato nuove mobilitazioni e assemblee per continuare a sottolineare che le elezioni del 1 luglio hanno offerto l’opportunità di una ‘frode orchestrata dai media e portata avanti il giorno delle elezioni con l’acquisto di voti e la manipolazione dei risultati’.

Enrique Peña Nieto

Avvocato, 45 anni, tesserato del Pri da quando aveva 18 anni, Enrique Peña Nieto è stato governatore dello Stato del Messico dal 2005 al 2011. Il 19 settembre 2011 ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali messicane del 2012, aspirando a succedere a Felipe Calderón, registrando la sua candidatura il 27 novembre 2011.

Durante la campagna elettorale è stato oggetto delle proteste del movimento giovanile Yo Soy 132, che lo ha aspramente criticato per i suoi atteggiamenti autoritari, continuando la protesta tutt’oggi. Eletto il 2 luglio 2012, con circa il 40% dei voti, entrerà in carica il 1° dicembre 2012.

Il Pri, formazione che ha governato il Messico dal 1929 al 2000, ha scommesso tutto su di lui, che da anni curava l’immagine pubblica in vista di quest’appuntamento. La sua promessa elettorale, risolvere i problemi del Messico.

La promessa del nuovo eletto è di ‘Un Messico sano e in pace. Un Messico dove ci sia più equità sociale e con una crescita economica che porti nuovi posti di lavoro e più opportunità per tutti. È questo che voglio per voi’.

Ma per molti messicani, il Pri è associato ad anni dipotere autoritario e corrotto. Per il movimento di studenti YoSoy132 (jesuis132) in particolare Peña Nieto è un puro prodotto mediatico, costruito e imposto dalla televisione Televisa.  E gli studenti non sono i soli a dipingere un Paese allo sfascio. José Reveles, giornalista: ‘Il Messico vive una tragedia umana. Viviamo un’escalation di violenza, morti, sequestri, estorsioni. Parliamo di più di 70 mila morti in un anno’.

Enrique Peña Nieto, vedovo, si è risposato nel 2010 con Angelica Rivera, attrice di telenovelas incontrata in campagna elettorale durante la registrazione di alcuni spot elettorali.

Il rapporto tra Peña Nieto e Televisa è stato il principale motivo di contestazione del movimento YoSoy132 contro il ritorno al potere del Pri.

YoSoy132, il movimento studentesco contro l’informazione manipolata

Queste manifestazioni, messe in atto dal recente movimento studentesco YoSoy132, stanno diventando una presenza costante nei telegiornali della sera messicani. In un Paese con ben pochi precedenti di pubblica espressione di malcontento nei confronti dei colossi mediatici, migliaia di giovani che protestano contro lo strapotere dei media e la manipolazione dell’informazione hanno attirato l’attenzione di molti.

Tutto è iniziato l’11 maggio, quando il candidato alla presidenza Enrique Peña Nieto ha incontrato gli studenti e i docenti dell’Università Iberoamericana a Città del Messico. Durante la visita, Peña Nieto ha subito per ore gli insulti umilianti di quello che sembrava un corteo studentesco spontaneo. Secondo i video, le foto, e i resoconti dell’evento, le urla sono iniziate dopo che uno spavaldo ragazzo coi capelli gonfi si è alzato tenendo in mano un cartello su cui c’era scritto solo ‘TE ODIO’.

Dopodiché, le urla e i cori si sono fatti più forti. Peña Nieto cercava una via di fuga, ma all’esterno c’erano altri contestatori ad attenderlo. Il candidato, look da divo e moglie attrice di soap opera, è stato inseguito tra corridoi e cortili dell’università dagli studenti che urlavano ‘assassino’ e ‘codardo’ riferendosi alla cattiva gestione dell’incidente con i campesinos, verificatosi a San Salvador Atenco nel 2006, quando era Presidente.

Le manifestazioni #YoSoy132 sono partite da Città del Messico. Decine di migliaia di persone hanno percorso le vie del centro e si sono raccolte sotto la Colonna dell’indipendenza per dimostrare la loro contrarietà al PRI. Il partito è stato alla guida del Paese per la maggior parte del Ventesimo secolo e fino al 2000, usando strategie che possono essere riassunte in “potere-a-tutti-i-costi”. Il suo nome è associato alla compravendita del voto, frodi, collusioni con i trafficanti di droga, censure, intimidazioni, elezioni truccate e, spesso, a violente repressioni dei dissidenti—dall’omicidio di esponenti di spicco del partito come Luis Donaldo Colosio nel 1994 ai massacri degli studenti nel 1968 e nel 1971. Peña Nieto sostiene che con lui il partito sia cambiato, e che la campagna elettorale non dovrebbe pagare il prezzo degli ‘errori’ del passato.

Le manifestazioni YoSoy132 si sono tenute anche a Monterrey, Guadalajara, Tijuana, Durango, Zacatecas, Tlaxcala, Aguascalientes, Veracruz e molte altre città messicane. Altre manifestazioni a sostegno del movimento sono state organizzate dalle comunità messicane a Chicago, Barcellona, Madrid, San Francisco e di fronte alla Casa Bianca. Gli studenti di più di 35 università e college sparsi per il Messico si sono uniti al movimento, ed è in atto la formazione di una coalizione orizzontale di atenei (privati e pubblici) la cui forza ha un precedente soltanto nelle proteste della fine degli anni Sessanta.

In Messico, il duopolio televisivo è gestito da TeleVisa e TeleAzteca.

 http://yosoy132.mx/
http://www.yosoy132.org/
https://www.facebook.com/yosoy132
https://twitter.com/#!/YoSoy132 

News dallo spazio: passaggio di Venere sul Sole, nel 2117 il prossimo transito

Ha iniziato martedì sera il suo passaggio davanti al Sole. Che sia anche l’inizio della fine del mondo? Mettendo da parte per un attimo le profezie Maya, il transito di Venere è un evento spettacolare, che si ripeterà la prossima volta solo tra più di un secolo, nel dicembre 2117. Il passaggio della dea nera è iniziato poco dopo la mezzanotte nel cielo dell’America del Nord, poi di quella Centrale e di quello settentrionale del Sudamerica. Agli occhi degli osservatori Venere appare come un punto nero sulla superficie del Sole e può essere guardato solo attraverso dei filtri solari per non rimanerne accecati.

La Nasa sta inviando le immagini dell’allineamento tra Venere, Sole e Terra in diretta Tv via streaming attraverso il suo sito ufficiale. ‘Non si tratta di un’eclissi classica, quando il Sole è completamente coperto. Venere è grande un centesimo del Sole, quindi è come un punticino che si sovrappone sul Sole e si sposta’, ha spiegato Fred Watson, dell’Osservatorio astronomico australiano.

Venere è il secondo pianeta del sistema solare ed è il corpo celeste più luminoso nel cielo notturno. Il suo diametro è comparabile a quello della Terra (95%), così come la sua massa (80%).

Il transito di Venere davanti al sole dura circa sei ore e 40 minuti, ma in Italia il fenomeno si verificherà in piena notte impedendo di godere dello spettacolo. I primi a poterlo vedere nel nostro Paese saranno gli abitanti del nordest, che all’alba vedranno la parte finale del fenomeno.

Quando vederlo in Italia. Più fortunati saranno gli spettatori negli Stati Uniti, che potranno godere dello spettacolo astronomico a partire dalle 18 della costa est, mezzanotte fra oggi e domani in Italia. Le migliori possibilità per vedere il fenomeno le avranno gli abitanti delle Hawaii, dell’Alaska, dell’Australia orientale e del sudest asiatico. Il fenomeno sarà visibile oggi (orari locali) dalle 12.10 a Honolulu, dalle 15.06 a Los Angeles, dalle 17.06 a Città del Messico, dalle 18.04 a New York. Mercoledì invece il fenomeno sarà visibile (ore locali) a Londra dalle 5.37, a Pechino dalle 6.10, al Cairo dalle 6.38, a Tokyo dalle 7.10, a Sydney dalle 8.16 e a Auckland dalle 10.15.

Ishtar, Astarte, Afrodite, Freya: sono le divinità che gli antichi popoli collegavano a Venere, la Dea Nera. Il transito del pianeta davanti al Sole è così importante per le antiche culture, che si ritiene che la conclusione del Calendario Maya fosse in realtà programmata  e coincidesse con la conclusione del ‘Lungo Computo’.

 In molte culture Venere era associata all’amore e alla pace (come in Grecia), in altri casi invece, come per Maya e Babilonesi, all’aspetto erotico si associa quello bellico. In alcuni casi addirittura la Dea sarebbe portatrice di cataclismi e rivoluzioni. La babilonese Ishtar, ad esempio, identificata col pianeta, aveva sia l’aspetto di una dea benefica che di signora di guerra e tempeste. Stesse caratteristiche aveva la nordica Freya, da cui il nome Friday, venerdì, giorno di Venere. E non mancano in Rete le teorie alternative dei seguaci della New Age che sono pronti ad associare i recenti terremoti che hanno colpito la penisola con il rarissimo evento del passaggio della Stella del mattino.

Lanciato l’11 febbraio 2010, il Solar Dynamics Observatory o SDO, è il veicolo spaziale più avanzato mai progettato per studiare il Sole. Durante la sua missione quinquennale, esaminerà l’atmosfera e il campo magnetico della nostra stella anche per fornire una migliore comprensione del ruolo che il Sole gioca nella chimica dell’atmosfera e per il clima della Terra.

Il 5 giugno 2012SDO ha raccolto immagini del transito di Venere davanti al Sole, evento prevedibile ma raro. Il passaggio visto dalla Terra è durato circa 6 ore e avviene un paio di volte a otto anni di distanza, per poi ripetersi solo dopo altri 105 o 121 anni. L’ultimo transito è avvenuto nel 2004 e il successivo sarà visibile nel lontano 2117.

I video e le immagini mostrate qui sono costruiti ottenute a diverse lunghezze d’onda dall’ultravioletto estremo fino ad una parte dello spettro visibile. Il Sole di colore rosso è ripreso nell’ultravioletto a 304 angstrom, il sole dorato a 171 angstrom, il sole magenta a 1700 angstrom, e il sole arancione in luce filtrata nel visibile. A 304 e 171 angstrom è possibile studiare l’atmosfera del sole, che non appare nella parte visibile dello spettro.

Mentre il video di Alberto Fanelli, fotografo e videomaker riprende il transito di Venere sul Sole all’alba dai tetti di Milano, con uno speciale teleobiettivo.


06.06.2012
The transit of Venus in front of the Sun, filmed in Milano, Italy, at 5:45 AM

Shot with a Canon 70-200 f4L and a Rubinar 1000mm + two Canon 5D MK II

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