Cig straordinaria dal prossimo febbraio per gli operai Fiat di Melfi

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Cassa integrazione straordinaria dall’11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014 per la ristrutturazione dello stabilimento Sata del gruppo Fiat a Melfi. Lo ha reso noto la Fiom.

La ristrutturazione sarà avviata per permettere la produzione di due nuovi modelli già annunciati dalla Fiat.

Il 20 dicembre scorso Fiat ha annunciato la ristrutturazione dello stabilimento lucano, con un investimento di 1 miliardo, dove dal 2014 saranno prodotte due nuove vetture a marchio Jeep e Fiat.

‘La prima della due vetture prodotte sarà un utility vehicle del marchio Jeep. Apparterrà ad un segmento di mercato nel quale il marchio oggi non è presente e, come tutti gli altri modelli della Jeep, verrà venduto nei mercati di tutti i continenti. Melfi sarà l’unico stabilimento al mondo che lo produrrà’, dice una nota diffusa allora.

A Melfi verrà prodotta anche la nuova Fiat 500X, un’ulteriore evoluzione della famiglia 500, ‘più grande, più spaziosa e più capace della 500L che è commercializzata da circa tre mesi’, aggiungeva il comunicato.

Con l’arrivo del Suv Jeep nel 2014 lo stabilimento, circa 5.000 addetti, dovrebbe cessare la produzione di Fiat Grande Punto, di cui non si conoscono ancora le prospettive.

‘L’avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento di Melfi prospettive future molto concrete e lo impegna su una dimensione non solo più europea, ma mondiale e questo è l’aspetto più significativo e importante per una rapida uscita dalla crisi e di garanzia per il futuro del lavoro in Sata’. Lo ha sottolineato il reggente della Fim Cisl Basilicata e coordinatore nazionale del gruppo Fiat, Leonardo Burmo.

‘Con l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione (comunicata oggi alla Rsa, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni) parte la ristrutturazione dello stabilimento Sata del gruppo Fiat a Melfi per la produzione dei due nuovi modelli già annunciati dalla Fiat’, ha aggiunto.

Tuttavia, secondo Burmo, ‘la fase che si apre vedrà sicuramente un 2013 molto complicato per le note vicende legate al mercato dell’auto in particolare in Europa e in Italia‘.

Fiat: l’Italia base produttiva nel 2014, investimento da un mld di euro a Menfi

Sergio-Marchionne-per-Fiat-non-vuole-la-luna.-Ma-cosa-vuole_h_partbFiat intende fare dell’Italia la base produttiva per le esportazioni del gruppo e annuncia un investimento di oltre un miliardo di euro a Melfi, dove si realizzeranno la 500X, più grande della 500L già in commercio, e un utility vehicle a marchio Jeep. Lo ha detto l’AD Sergio Marchionne, aggiungendo che la produzione dei due nuovi modelli inizierà nel 2014. ‘Vogliamo fare degli stabilimenti italiani la base produttiva per le esportazioni in tutto il mondo’, ha detto. L’annuncio arriva nello stabilimento lucano alla presenza del premier Mario Monti, che incassa un forte ringraziamento per la sua attività di governo in vista di una sua sempre più probabile candidatura alle politiche.

La decisione di investire in Italia è stata presa ‘nel contesto economico attuale, consapevoli degli sforzi che si stanno facendo per far tornare il Paese competitivo’, ha spiegato l’AD. ‘Non ci siamo mai tirati indietro nel passato e non intendiamo farlo ora’. Marchionne ha ricordato che nel 2013 il gruppo Fiat partirà in Italia con la produzione di tre nuovi modelli: le Maserati, Quattroporte e Ghibli a Grugliasco e l’Alfa Romeo 4C a Modena.

Melfi sarà l’unico stabilimento a produrre l’utility vehicle Jeep e avrà una capacità di 1.600 vetture al giorno.

Sono iniziate ‘le attività preliminari’ per gli interventi necessari alle nuove produzioni e si progetta di realizzare una nuova piattaforma ‘small-wide’, dice una nota Fiat. A investimento ultimato, l’impianto sarà in grado di realizzare fino a quattro modelli diversi sulla stessa linea.

‘Si tratta di una piattaforma modulare, che può essere facilmente adattata per costruire vetture di dimensioni anche maggiori’, spiega la nota. E’ già stata impostata con contenuti di prodotto che rispondono anche alle normative americane, in modo che i veicoli possano essere esportati senza ulteriori adattamenti’.

‘Quello di oggi qui a Melfi – ha dichiarato Monti – dove dal 1993 si produce la Punto, è un punto e a capo per Fiat. E’ una scelta strategica, coraggiosa e determinata in tempi difficili, che avvicina ancora di più la Fiat all’Italia quando molti investitori stavano perdendo la fiducia’. Citando lo stesso Marchionne, Monti ha parlato di un piano ‘per cuori forti’. E poi ha lanciato un monito in vista delle imminente campagna elettorale. ‘Sarebbe irresponsabile dissipare i grandi sacrifici che gli italiani si sono assunti – ha sottolineato – e far credere loro di vivere in uno Stato nirvanico e lontano dalla realtà – aggiunge Monti – per la prospettiva di un consenso elettorale di breve periodo’. In mezzo a un centinaio tra giornalisti e cineoperatori, al termine del discorso del premier, Monti e Marchionne hanno schiacciato insieme un pulsante per avviare simbolicamente la produzione.

Dopo l’evento Monti e Marchionne hanno pranzato nei pressi dello stabilimento. Fuori dai cancelli di Melfi sono rimasti i rappresentanti della Fiom per un picchetto di protesta, con la presenza del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Lo stabilimento dà lavoro anche a 2.000 addetti nell’indotto oltre ai 5.500 impiegati, è nato nel 1991 e nel 1993 ha prodotto la prima Punto. Per quanto riguarda il complesso dell’Italia, Marchionne ha spiegato che nel 2013 inizierà la costruzione di tre nuovi modelli, tutti destinati anche ai mercati mondiali: la Maserati Quattroporte e la Maserati Ghibli, entrambe assegnate allo stabilimento di Grugliasco, e l’Alfa Romeo 4C, che sarà costruita nell’impianto di Modena. Per Mirafiori è prevista in futuro la produzione di modelli di alta gamma, mentre Cassino farà delle auto con Chrysler destinate ai mercati esteri.

Il primo a intervenire è stato il presidente di Fiat, John Elkann, che ha parlato di ‘punto di svolta epocale’ perché per la prima volta dal sito ‘si esporterà in tutto il mondo’. Elkann è stato anche il primo a ringraziare Monti, per ‘aver ricollegato l’Italia al mondo’ un fatto importante per chi pianifica ‘a lungo termine’.

Fiat e il comunicato congiunto con il Governo

La Fiat salvaguarderà la sua presenza in Italia, ma investirà quando riterrà sia ‘il momento più idoneo’, alla ripresa del mercato europeo dell’auto.   E’ il solo impegno che i vertici del Lingotto, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne, hanno assunto nell’incontro fiume a Palazzo Chigi, durato più di 5 ore, con il premier Mario Monti e i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera.

Il vertice si è concluso con un comunicato congiunto. Un accordo tra le parti che però lasciano  scettici invece i sindacati, che segnalano l’assenza di impegni precisi sul futuro dei lavoratori del gruppo. La Fiom, che aveva definito ‘un ricatto’ il progetto di investimenti promesso da Marchionne ed ora cancellato, auspica che il governo convochi al più presto anche i sindacati.

‘Quando un imprenditore dice ‘o fate come dico io o me ne vado’ quello non è solo un ricatto ai lavoratori, ma all’intero Paese e agli imprenditori’. Lo dice all’incontro dell’Idv il leader Fiom Maurizio Landini. Quanto alla querelle tra l’AD di Fiat e il ministro Passera, osserva: ‘Marchionne aveva detto che lui non discuteva il piano industriale perché tanto non prendeva soldi pubblici. E, invece, i soldi pubblici è andato a prenderli all’estero’.

L’incontro tra il Governo e il gruppo Fiat si è svolto a Palazzo Chigi. Per il Governo erano presenti il Presidente del Consiglio Mario Monti, i Ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Fabrizio Barca e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Per il gruppo Fiat erano presenti il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne.

Fiat ha illustrato le proprie stime sull’andamento del mercato automobilistico italiano e internazionale e le prospettive strategiche di sviluppo futuro del gruppo, concentrandosi in particolare su quelle che possono derivare dall’integrazione delle piattaforme di Chrysler e Fiat. Particolare riferimento è stato fatto ai 5 miliardi di investimento realizzato in Italia negli ultimi tre anni. Da Fiat è stato espresso apprezzamento per l’azione del Governo che ha giovato alla credibilità dell’Italia e ha posto le premesse, attraverso le riforme strutturali, per il miglioramento della competitività, oltre che per un cambiamento di mentalità idoneo a favorire la crescita.

I vertici di Fiat hanno quindi manifestato l’impegno a salvaguardare la presenza industriale del gruppo in Italia, anche grazie alla sicurezza finanziaria che deriva soprattutto dalle attività extraeuropee. In questa prospettiva, Fiat è intenzionata a riorientare il proprio modello di business in Italia in una logica che privilegi l’export, in particolare extra-europeo. Il gruppo inoltre ha manifestato piena disponibilità a valorizzare le competenze e le professionalità peculiari delle proprie strutture italiane, quali ad esempio l’attività di ricerca e innovazione. Fiat ha inoltre confermato la strategia dell’azienda a investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo. Il Governo ha apprezzato i risultati che Fiat sta conseguendo a livello internazionale e l’impegno assunto nel corso della riunione a essere parte attiva dello sforzo che il Paese sta portando avanti per superare questa difficile fase economica e finanziaria.

Tra le ipotesi prese in considerazione al vertice di Palazzo Chigi la cassa integrazione in deroga per evitare di licenziare i lavoratori e mantenere aperti i quattro stabilimenti della Fiat, Mirafiori, Pomigliano, Cassino e Melfi. Ma non solo. La defiscalizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, chiaramente destinata a tutta l’industria, e misure che intervengano sul caro carburanti e Rc auto, in modo da sconfiggere la disaffezione all’auto che negli ultimi cinque anni hanno portato alla perdita netta di 1 milione di immatricolazioni.

Al termine della riunione, Governo e Fiat hanno concordato di impegnarsi per assicurare nelle prossime settimane un lavoro congiunto, ‘utile a determinare requisiti e condizioni per il rafforzamento della capacità competitiva dell’azienda -come si legge nella nota comune. In particolare, un apposito gruppo di lavoro sarà costituito presso il MISE per individuare gli strumenti per rafforzare ulteriormente le strategie di export del settore automotive’.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/22/marchionne-la-fiat-sta-bene-pomeriggio-faccia-a-faccia-con-monti/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/15/fiat-dice-stop-a-fabbrica-italia-ministro-dello-sviluppo-bisogna-fare-chiarezza/

Vauro e ‘la ministra squillo’: sul Manifesto la vignetta della Fornero che aspetta la telefonata di Marchionne

‘Una vignetta vergognosa’: così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha definito la vignetta  di Vauro sul Manifesto dal titolo: ‘La ministra squillo che la ritrae in abiti succinti. 

La vignetta di Vauro ironizza sulla vicenda Fiat e l’attesa telefonata tra il ministro e Sergio Marchionne, in riferimento alle affermazioni di Fornero che lunedì aveva detto di attendere una telefonata dall’a.d. di Fiat.

‘Voglio dire solo una cosa – ha detto il ministro del Lavoro entrando al Cnel per la presentazione del rapporto sul lavoro, circondata dai cronisti che le chiedevano se il governo avesse convocato i vertici Fiat – trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul Manifesto, che denota il maschilismo persistente, volgare e inaccettabile, di alcuni uomini. Sono insulti che respingo al mittente’.

Dalla homepage del quotidiano comunista: ‘ Elsa Fornero se la prende con Vauro  Ma non risponde su Marchionne. La ministra attacca il Manifesto per la vignetta pubblicata oggi: ‘Sessisti, vergognatevi’. Sui social network molti si ribellano alle accuse lanciate da Fornero. La nostra risposta la trovate domani in edicola’.

Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con l’ad di Fiat Sergio Marchionne che si terrà sabato prossimo, si dovrà aprire una vera trattativa e un tavolo con le parti sociali. A chiederlo sono Susanna Camusso, leader della Cgil e Maurizio Landini, segretario della Fiom all’indomani dell’annuncio dell’incontro tra il numero uno del Lingotto e il presidente del Consiglio Mario Monti sul futuro della Fiat.

Il ‘governo ha il dovere di chiedere quale è la realtà’, ha sottolineato poi Camusso a Radio Anch’io.’Il piano che la Fiat aveva annunciato, è sparito, non c’è più e l’azienda oggi deve dirci che intenzioni ha. Il Paese deve sapere cosa fanno le grandi imprese del suo Paese. La cancelliera Merkel convocò Opel e disse che non andava bene. Marchionne ci dica la verità in modo che il Paese possa poi regolarsi così si prendono le contromisure’. L’appuntamento di sabato prossimo e il fatto che il premier si sia interessato in prima persona, ‘è importante e giusto perché il presidente del consiglio rappresenta il governo nella sua interezza e nella sua resposanbilità. Penso anche che sarebbe giusto che ci sia un tavolo con le parti sociali’, ha detto Camusso.

Landini, dal canto suo, ha dichiarato: ‘Penso che ci sia bisogno di coinvolgere anche le organizzazioni sindacali e mi auguro che quello non sia un incontro conclusivo ma un incontro che apra una vera discussione, una vera trattativa con la Fiat ed anche con i sindacati’. Ad affermarlo Maurizio Landini, segretario della Fiom, intervistato al Gr3, sull’incontro che si terrà sabato tra il governo e l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne.

Sul fatto che sia coinvolto in prima persona il premier Monti, il segretario della Fiom ha poi commentato: ‘Credo che questo sia un fatto importante perché siamo di fronte ad una questione nazionale e cioè se si continua ad avere un’industria automobilistica nel nostro paese. Però di incontri con promesse ne sono stati fatti tanti, c’è bisogno di cambiare, sarebbe necessario aprire un vero confronto che coinvolga anche le parti sociali ed occorre ripristinare la democrazia e la libertà negli stabilimenti Fiat’.

Sabato Marchionne sarò ricevuto da Monti, con i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera. Mentre il presidente di Fiat, John Elkann, assicura che la famiglia Agnelli è in sintonia con quanto sta facendo l’Ad del Lingotto. Per ora i toni scelti dal governo nei confronti della Fiat sono tutt’altro che ultimativi. Ovviamente, la speranza è che il gruppo ‘resti in Italia’, ma la parola d’ordine tra i soggetti coinvolti nel dossier è ‘ascolto’. Il premier e i ministri dello Sviluppo e del Lavoro – è la linea concordata – per ora vogliono solo ‘capire le intenzioni del Lingotto’.

E da palazzo Chigi respingono le prime letture date dell’incontro, in cui si parla di ‘pressing di Monti’ verso l’azienda: ‘Non è così, non è questo l’atteggiamento con cui riceveremo Marchionne’.

Gli stabilimenti Fiat in Italia sono dodici: Stabilimento Alfa Romeo di AreseStabilimento Fiat di CassinoElasisStabilimento Lancia di ChivassoLingottoStabilimento Fiat di MelfiFiat MirafioriStabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’ArcoStabilimento Alfa Romeo del PortelloFiat RivaltaStabilimento Sevel Val di SangroStabilimento Fiat di Termini Imerese. Gli altri sono tutti all’estero: Polonia, Ungheria, e Messico sono soltanto alcune nazioni che ospitano la produzione Fiat fuori dai confini italiani.

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