M5S: prima volta di Grillo a Montecitorio, confermata l’espulsione di Venturino

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(L’espulso Antonio Venturino)

‘Fanculo ai soldi‘. ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’. E ancora: ‘Metteremo on line nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. Entrato a Montecitorio per la prima volta (‘da abusivo’, ci tiene a dire), Beppe Grillo non fa sconti ai suoi parlamentari nell’assemblea indetta in un nuovo tentativo di riportarli all’ordine. L’incontro è stato convocato dopo il ‘referendum’ sulla diaria in cui il 48 % dei parlamentari grillini ha detto che bisogna restituire ‘secondo coscienza’.

 Nel primo pomeriggio di giovedì, a bordo di un’utilitaria bianca il leader del M5S fa dunque, per la prima volta, il suo ingresso a Montecitorio (dall’ingresso di via della Missione 8) per l’assemblea con i parlamentari M5S. ‘Io in Parlamento? Entro da un ingresso secondario. Sarò sempre un abusivo’, dice. Prima di incontrare i suoi, Grillo scambia qualche battuta con i giornalisti. ‘Ma quale apriscatole? – spiega ai reporter – Il Parlamento l’abbiamo aperto ma c’è tutto un groviglio che non si capisce niente’. Il leader dei 5 Stelle è di buon umore e a una domanda sulla diaria glissa. ‘Ehh, la diaria… la diaria…’.

Poi l’incontro con i suoi parlamentari trasmesso in diretta Twitter dell’account ufficiale dei deputati grillini. Il discorso di Grillo spazia dai rimborsi ai parlamentari alla sfumata alleanza con il Pd, dal programma per i prossimi mesi alla nuova ‘pax mediatica’ con i giornalisti. I toni sembrano duri soprattutto sulla questione degli stipendi dei parlamentari. ‘Se avete firmato qualcosa, dovete rispettarlo’, dice riferendosi all’impegno sottoscritto da tutti gli eletti del M5S in base al regolamento pubblicato sul sito. Poi aggiunge: ‘Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato’, ‘metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi’. ‘Fanculo i soldi!’, dice ancora il leader del M5S. Ma non si ferma qui. ‘Il deputato siciliano Venturino (espulso dal M5S) che si tiene i soldi è un pezzo di merda’, dice Grillo secondo quanto riporta su Facebook Daniele Martinelli, responsabile comunicazione M5S.

 I parlamentari, alcuni con pc o I-pad avanti, lo ascoltano assorti. Grillo inizia a parlare di quello che accadrà, secondo lui, nei prossimi mesi. ‘Il governo non regge. L’opinione pubblica sta cambiando. Cercano di dimostrare che siamo come gli altri’, dice Grillo. E sul Pd: ‘Il Pd non cercava alleanza, cercava voti per fare il governo senza il M5S‘. Poi spiega: ‘Lavoriamo sui 20 punti del programma. Referendum propositivi, senza quorum, e leggi di iniziativa popolare’. Molti i passaggi in cui Grillo sottolinea le differenze tra i 5 Stelle e gli altri partiti. ‘Noi non siamo un’automobile migliore, siamo un nuovo mezzo di trasporto: siamo il teletrasporto‘, dice Grillo. ‘Noi cambieremo le cose ma bisogna avere pazienza. Non abbiamo bacchette magiche’. E infine: ‘Sono venuto a darvi un abbraccio, a dirvi che stiamo andando alla grande’. ‘Non siamo attaccati alle poltrone. Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa’. ‘Abbiamo fatto la più grande rivoluzione di questo Paese, d’Europa e forse del mondo’.

Nel discorso del leader del M5S non manca un passaggio sui giornalisti, dopo l’espulsione del senatore Mastrangeli che aveva partecipato a un talk show. Quella di Grillo sembra una ‘svolta’. ‘Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti’, dice il leader M5s ai suoi. E poi Grillo sdogana anche la partecipazione alle trasmissioni tv. ‘Purché non siano talk show, andate in tv a spiegare ai cittadini le nostre idee – dice infatti – Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con con rispetto e verità’.

Intanto dal web Beppe Grillo se la prende non solo con l’ex premier, ma anche con Quirinale e Pd. ‘Berlusconi è il garante dell’osceno connubio tra illegalità e democrazia. Un parassita che se estratto dallo stomaco della nazione, come Alien, la farebbe morire’. Dice Beppe Grillo nel corrosivo post pubblicato sul suo blog il giorno dopo che i giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano hanno confermato per il Cavaliere la condanna 4 anni di reclusione (tre dei quali condonati per l’indulto) per frode fiscale nell’ambito del processo sui diritti tv per le reti Mediaset. ‘In un qualsiasi Paese democratico un personaggio come Berlusconi sarebbe in carcere o allontanato da ogni carica pubblica – scrive il leader dei 5 Stelle – da noi è l’ago della bilancia del Governo, punto di riferimento di Napolitano nel suo doppio settennato, protetto dall’opposizione del pdmenoelle formata a sua immagine e somiglianza, tutelato dai servi che ha nominato in Parlamento, difeso dalle menzogne delle televisioni e dei giornali’. E per sottolineare il suo pensiero, come in altre occasioni, Grillo affianca al commento un’immagine: la foto di Berlusconi con cappello e sigaro e la scritta ‘Al Tappone’. Un chiaro richiamo ad Al Capone che fu incastrato dall’Fbi per evasione fiscale.

 Sul blog Grillo quindi ribadisce che il MoVimento 5 Stelle chiederà in Parlamento ‘l’ineleggibilità‘ del Cavaliere perché la condanna in Appello prevede anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (che comunque scatta solo in caso di condanna definitiva in Cassazione). ‘Vedremo chi voterà l’ineleggibilità’, scrive Grillo che spiega che il M5S punta all’ineleggibilità di Berlusconi anche per l’applicazione della legge del 1957 per cui i titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti. ‘Mi mangio un cappello – prosegue Grillo – se sarà votata dal pdmenoelle. Boccia il marito pdmenoellino di sua moglie pdellina, entrambi accasati in Parlamento, ha dichiarato che l’ineleggibilità di Berlusconi ‘non è una priorità per il paese ma un modo per continuare a fare propaganda’. Nel frattempo – incalza ancora il comico genovese – corre voce che Berlusconi potrebbe essere eletto senatore a vita. La soluzione di ogni suo problema. Un cerino in un pagliaio’.

http://www.beppegrillo.it/2013/05/venturino_e_fuori_dal_m5s.html

(fonte Corsera)

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Processo Mediaset: Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale. Assolto Confalonieri

Italy's former prime minister Silvio Berlusconi attends a session at the Senate in RomeLa Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. Se la sentenza verrà confermata anche in Cassazione, Berlusconi dovrà scontare quattro anni di reclusione (tre dei quali condonati dall’indulto) e decadrà dalla carica di senatore a causa dell‘interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. L’ex premier è stato interdetto per tre anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione ed è stato condannato al pagamento di 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all’Agenzia delle Entrate.

La corte ha confermato anche tutte le altre condanne e le assoluzioni. Oltre a Berlusconi, sono stati condannati gli ex manager di Mediaset Daniele Lorenzano (tre anni e otto mesi), Gabriella Galetto (un anno e due mesi), il produttore Frank Agrama (tre anni). Assolti Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, Marco Colombo e Giorgio Dal Negro.

‘È una sentenza scontata – ha commentato l’avvocato Niccolò Ghedini -. Non hanno tenuto conto della Corte Costituzionale, della Cassazione né di niente’. Termina cosi un processo che nelle sue diverse udienze è stato un campo di battaglia tra richieste di legittimi impedimenti accolti e negati, richieste di sospensione respinte (l’ultima proprio ieri), ricusazioni anch’esse rigettate. La difesa di Berlusconi le ha tentate tutte ma alla fine ha dovuto arrendersi e incassare un verdetto pesante che segna, forse, uno spartiacque nella lunga storia processuale del leader del Pdl.

Ma non è finita qui, perché lunedì si riprende con il processo Ruby, nel quale Berlusconi è accusato di concussione e di prostituzione minorile. Salvo legittimi impedimenti o altri colpi di scena, lunedì dovrebbe concludersi la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Poi nelle prossime udienze toccherà alla difesa, con le arringhe di Niccolò Ghedini e Piero Longo. E infine il verdetto.

Pdl nelle mani di Napolitano: ‘è emergenza democratica’. Processo Ruby rinviato a mercoledì

Angelino-Alfano (1)‘Abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo e a cui ci affidiamo che è il Presidente della Repubblica che è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura’.

Scandisce le parole, il segretario del Pdl Angelino Alfano, una volta raggiunto il Palazzo di Giustizia di Milano dove nel primo pomeriggio sono arrivati gli eletti del partito a sostegno del loro leader Silvio Berlusconi.

Intanto i giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute per Silvio Berlusconi e hanno rinviato il processo a mercoledì prossimo.

La visita fiscale all’ospedale San Raffaele a Silvio Berlusconi da parte dei medici nominati dal tribunale di Milano ha accertato un ‘scompenso pressorio’ e quindi un impedimento assoluto a essere presente in aula. Per questa ragione il processo Ruby è stato è stato rinviato dai giudici a dopodomani, mercoledì.

‘Silvio Berlusconi non è in grado di ricevere visite, ho mandato via 150 parlamentari’. Lo ha detto il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo che ha precisato: ‘Rimarrà ricoverato fino a domani mattina’.

‘Perché mi abbiano dato due milioni in nero me lo sono chiesto anch’io. L’ho confessato, ho commesso un reato’. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, al termine della sua audizione con i pm romani, parlando del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Napoli culminata con la richiesta di giudizio immediato.

 “Se me li avessero dati in maniera trasparente – ha aggiunto il senatore – li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l’ho confessato al magistrato”.

Rispondendo alla domanda su cosa abbia dato in cambio dei due milioni in nero ricevuti da Walter Lavitola per la sua fondazione, De Gregorio ha risposto: ‘nulla’.

 La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione.

Nei confronti di De Gregorio resta ancora aperta l’indagine relativa a presunti rapporti con la camorra. Gli atti sono stati trasmessi all’ufficio del giudice per le indagini preliminari che dovrà procedere all’assegnazione del fascicolo.

L’inchiesta è coordinata dai procuratori aggiunti Federico Cafiero de Raho e Francesco Greco e svolta dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock, i sostituti della Dda, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio e il sostituto della Dna, Francesco Curcio.

‘Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica Napolitano -. ha spiegato il segretario del Pdl , parlando ai cronisti davanti al tribunale di Milano – e siamo dispiaciuti perché non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani”.

Alfano ha fatto riferimento a tre fatti ‘scandalosi’, ossia il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale per Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Napoli per l’ex premier. ‘A Napolitano affideremo la nostra preoccupazione per l’emergenza democratica’, ha ribadito Alfano, che domani vedrà il capo dello Stato.

A fine mattinata, Angelino Alfano, parlando ai parlamentari riuniti a Milano, aveva ripercorso per punti i vari capi di imputazione nei confronti di Silvio Berlusconi, chiarendo, secondo quanto riferito, innanzitutto che il governo Prodi non è caduto per De Gregorio, ma a seguito dell’arresto della moglie di Mastella; questione abnorme quella che ha portato poi a una condanna a quattro anni a seguito di una motivazione paradossale – ha spiegato Alfano riferendosi alla condanna di primo grado nel processo Mediaset – colui che paga centinaia di milioni di euro in tasse, avrebbe evaso per tre milioni di euro che, nel mondo berlusconiano, rappresentano ben poca cosa.

Questione paradossale inoltre quella che ha portato a una condanna a un anno senza condizionale per concorso in violazione del segreto istruttorio – ha aggiunto Alfano questa volta riferendosi al processo Unipol – proprio a Berlusconi che è stato ed è la più grande vittima di fughe di notizie e di rivelazioni di fatti personali. Tutto questo fino ad arrivare al processo di oggi – ovvero il processo Ruby – in cui ci sarebbe una concussione senza concusso e una induzione alla prostituzione senza prostituzione. Ormai si è superato non solo il buon senso o le regole democratiche, ma si sono oltrepassati i confini della tollerabilità, avrebbe concluso il segretario del Pdl.

‘I Gruppi parlamentari di Camera e Senato del Popolo della Libertà sono stati costretti ad interrompere la riunione operativa in corso a Milano sugli adempimenti di inizio legislatura – si legge in una nota dell’ufficio stampa Pdl – poiché il tribunale del capoluogo lombardo, negando il legittimo impedimento, ha stabilito la non valenza istituzionale e politica di tale riunione. Questo gravissimo comportamento rappresenta un vulnus democratico e un volgare svilimento delle istituzioni e dell’attività di deputati e senatori’.

(fonte RaiNews24)

Mediatrade: no a legittimo impedimento dovuto al ricovero, il processo va avanti

Berlusconi infiammazione occhi

‘Tratterrei Silvio Berlusconi almeno fino a domani per garantire una terapia scrupolosa e un monitoraggio adeguato’. È quanto ha annunciato Francesco Bandello, primario di oculistica e oftalmologia dell’ospedale San Raffaele di Milano dove da ieri è ricoverato in day hospital l’ex presidente del Consiglio.

‘La diagnosi è confermata e si tratta di uveite bilaterale che, rispetto a ieri, è solo parzialmente migliorata grazie alla terapia messa in atto, migliorata meno di quanto mi aspettassi soprattutto per quanto concerne l’occhio sinistro dove permangono aderenze tra l’iride e il cristallino’, ha spiegato Bandello sottolineando che ‘appare opportuno che l’ex presidente del Consiglio rimanga in ospedale’.

Il primario era presente questa mattina alla visita fiscale disposta dai giudici della Corte d’appello di Milano per accertare le condizioni di salute di Silvio Berlusconi per quanto concerne il processo sui diritti tv Mediaset in corso al Tribunale di Milano.

I giudici della corte d’appello di Milano hanno respinto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi di sentire i consulenti medici che hanno stabilito che l’ex premier non può partecipare all’udienza di oggi del processo Mediaset. Il processo va avanti,.

‘Attendo un’altra sentenza di condanna, l’ho detto anche in aula’. Lo ha detto al termine della sua arringa l’avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, imputato a Milano al processo d’appello Mediaset. Ghedini ha inoltre aggiunto di voler andare ‘al più presto davanti alla Cassazione dove spero in un’assoluzione’. Per il legale ‘questo non è un modo di fare un processo superpartes‘, e per questo ‘abbiamo rinunciato a discutere nel merito’.

Ghedini parlando fuori dall’aula con i cronisti, al termine della sua arringa durata una ventina di minuti, ha spiegato che ‘tutto quello che è successo in questi giorni va al di fuori di ogni logica. Ciò vuol dire – ha proseguito – che si vuole arrivare a sentenza in tempi brevi’. E a chi gli ha chiesto se avessero intenzione di ricusare la Corte, ha risposto: ‘no, perché ci farebbe perdere tempo’ in quanto, a questo punto, a suo dire, si vuole chiudere il processo in appello il prima possibile ‘per andare al più preso davanti alla Cassazione dove speriamo in un’assoluzione’. I due legali di Berlusconi hanno depositato una memoria nel merito. In tutto le loro arringhe sono durate complessivamente una quarantina di minuti.

Francesco Bandello, primario di oculistica del San Raffaele di Milano dopo aver appreso della decisione della corte d’appello di Milano ha precisato: ‘Una persona che deve discutere di cose così importanti – continua – e che veda in qualche modo alterate le sue condizioni psicofisiche, mi pare che non sia messa nelle condizioni di poter svolgere a pieno la sua funzione di imputato’.

Il professor Alberto Zangrillo, medico personale di Berlusconi, dopo una domanda sull’esito della visita fiscale, si è alterato e ha lasciato la conferenza stampa

Unipol: Berlusconi condannato a un anno, due anni e tre mesi per il fratello Paolo

berlusconi (2)Il tribunale di Milano ha condannato oggi l’ex premier Silvio Berlusconi a un anno di reclusione nel processo per l’intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano ‘Il Giornale‘ sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.

I giudici inoltre hanno condannato il fratello dell’ex premier, Paolo, editore del quotidiano, a due anni e tre mesi.

A dicembre il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l’ex premier e a tre anni e tre mesi per Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, chiedendone invece l’assoluzione dall’accusa di millantato credito.

I fratelli Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra l’ex segretario dei Ds Piero Fassino e l’allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase ‘abbiamo una banca’.

Secondo l’accusa, la vigilia di Natale del 2005 l’allora premier avrebbe ascoltato la registrazione della telefonata Fassino-Consorte, ancora coperta da segreto istruttoria e contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello Paolo e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli. Era stato quest’ultimo, che lavorava per la Research Control System (società che forniva le apparecchiature per le intercettazioni alla Procura), a trafugare, secondo le indagini, il nastro e, assieme a Favata e al fratello Paolo, ad offrirlo, secondo l’accusa, come ‘regalo’ a Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2006. Pochi giorni dopo, il contenuto di quella telefonata era stato pubblicato e si era scatenata una bufera di reazioni politiche.

Archiviata definitivamente con un proscioglimento la vicenda Mediatrade, Silvio Berlusconi attende entro fine mese altre due sentenze a Milano: il prossimo 18 marzo è attesa la sentenza sul caso Ruby e il 23 marzo il verdetto d’appello su Mediaset e i diritti tv. I legali di Silvio Berlusconi hanno però depositato un legittimo impedimento che rischia di far slittare le richieste di condanna che venerdì il sostituto procuratore Ilda Boccassini è pronta a pronunciare per il processo Ruby. Venerdì l’ex premier è impegnato nella prima riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl dopo il voto, ed è stato convocato da Mario Monti per discutere della linea politica in vista del prossimo vertice europeo. Saranno i giudici della quarta sezione penale a ritenere, nell’udienza di domani, se ritenere legittimo l’impedimento. Nel processo Ruby, Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile.

Bagarre al processo Mediaset: no della Corte d’appello al legittimo impedimento

longo-ghedini-bigI legali di Silvio Berlusconi, Nicolo’ Ghedini e Piero Longo, hanno abbandonato l’aula per protesta contro la decisione del tribunale di bocciare il legittimo impedimento. Gli avvocati di tutti gli altri imputati hanno seguito il loro esempio. Longo e Ghedini hanno annunciato che revocheranno il mandato se il collegio non revocherà la sua decisione. Anche il pg, Laura Bertolesi Viale, ha chiesto la revoca dell’ordinanza ‘per la serenità del processo’.

Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno chiesto per la terza volta consecutiva la sospensione del processo d’appello per la compravendita di diritti tv per le reti Mediaset, che vede Silvio Berlusconi, condannato in primo grado per frode fiscale.

La Corte d’appello di Milano nel rigettare l’istanza di rinvio avanzata dalla difesa di Silvio Berlusconi ha motivato spiegando che gli impegni indicati oggi dall’ex premier non possono essere considerati ‘impedimenti assoluti e concreti’.

Il leader del Pdl nel fare istanza di legittimo impedimento aveva indicato come impegni per questa mattina una riunione con gli europarlamentari e nel pomeriggio la presentazione dei candidati alle politiche della circoscrizione Lazio.

Istanza che gli stessi legali hanno presentato anche per l’udienza in programma per lunedì prossimo del pr0cesso Ruby che vede Berlusconi imputato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

Il procuratore generale Laura Bertole’ Viale, rappresentante della pubblica accusa al processo d’appello sul caso Mediaset, si è opposta alla richiesta della difesa di Silvio Berlusconi di rinviare, sulla base del legittimo impedimento il processo ma, nel caso in cui dovesse essere concesso il rinvio, ha chiesto di aggiornare il dibattimento a dopo il voto per non ‘spezzettare la discussione’ e quindi per concentrare le udienze in modo da ‘non mettere troppo tempo tra la requisitoria e le arringhe’.

E’ questo l’invito fatto dal Pg alla seconda corte d’appello, presieduta da Alessandra Galli, proprio per riuscire, dopo le elezioni, a celebrare il processo senza piu’ dover fermare il dibattimento con continui stop and go e senza che intercorra troppo tempo tra il suo intervento e quello dei legali degli imputati.

Da parte dalla Corte d’appello di Milano c’è una ‘pesante intromissione nella campagna elettorale” ha affermato l’avvocato Niccolo’ Ghedini in aula davanti ai giudici che hanno respinto la richiesta di rinviare l’udienza di oggi per legittimo impedimento.

‘Riteniamo l’esito di questo processo scontato e la nostra presenza inutile’, ha detto polemicamente Ghedini, sostenendo che la Corte con la sua ordinanza ha ‘decretato la nostra inutilità’ di avvocati a partecipare al procedimento.

‘A Milano ci sono processi assurdi contro di me, e vengono spesi tanti soldi per cose risibili’. Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa nella sede del Pdl.

Alla fine il presidente del processo d’appello Mediaset, per ristabilire quel ‘clima di serenità’ invocato dalla pubblica accusa, ha deciso di rinviare l’udienza al prossimo 8 febbraio

Grillo ai suoi: ‘Non andate ai talk show’. La regola fa parte di una guida appena pubblicata

Agli eletti del Movimento 5 Stelle ‘è fortemente sconsigliata la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7‘.

Non sono ‘vietate’ interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7′.

E’ quanto scrive Beppe Grillo nella sua ‘Guida for dummies’, è per duri di comprendonio, pubblicata oggi sul suo sito internet. Guida che ritiene ‘indispensabile’ perché ‘non tutti capiscono, non tutti vogliono capire, i più disinformano a pagamento sui giornali e nei salotti televisivi controllati dai partiti. Una guida ‘per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti’

Poi Grillo passa a elencare alcuni punti dell’attività e del futuro del Movimento 5 stelle. Nessuna alleanza con l’Italia dei valori: ‘Antonio Di Pietro ha la mia amicizia, ma il M5S non si alleerà con l’Idv, né con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco’.

Per quanto riguarda l’euro, la decisione se rimanerci o no ‘spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo’.

Niente primarie, visto che non ci sono leader, ‘ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti’.

Nessun rimborso elettorale né in passato, né in presente, né in futuro per il Movimento 5 stelle, assicura Grillo. Infine, ‘chi sta svolgendo un qualunque incarico elettivo non può dimettersi per concorrere ad altre cariche elettive, gli eletti del M5S tratterranno per sé una parte degli emolumenti, oggi fissata in un massimo di 5.000 euro lordi, e restituiranno la rimanenza allo Stato’ e ‘il M5S non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti’.

Il post, in cui si annuncia a breve il divieto per i grillini di prendere parte ai talk show, contiene una vera e propria ‘guida’ per coloro che si occupano, si interessano o scrivono del Movimento 5 Stelle.

Ribadisce poi l’ex comico, il Movimento 5 Stelle ‘supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera’.

http://www.beppegrillo.it/

Silvio Berlusconi condannato è in prima pagina anche sul Financial Times

Dopo la sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, ‘ci saranno senz’altro delle conseguenze, mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose’. E’ quanto ha dichiarato da Silvio Berlusconi, durante un suo intervento al TG5, il giorno dopo la sentenza del tribunale di Milano nell’ambito del processo sui diritti tv Mediaset.

Eppure, oggi, dai quotidiani italiani al Financial Times (Berlusconi è in apertura), è stata opinione diffusa che la sentenza segni la fine di un’epoca. Ieri Berlusconi in diretta con Studio Aperto ha voluto ricordare a chi lo considera ormai un ex che il passo indietro non significa necessariamente un biglietto di sola andata per Antigua: ‘Ero certo di essere assolto da un’accusa totalmente fuori dalla realtà, è una condanna politica incredibile e intollerabile. Non si può andare avanti così, è la conferma di un accanimento giudiziario e dell’uso della giustizia a fini politici’. I colonnelli del Pdl per conto loro si lanciano in condanne dei giudici. ‘L’ennesima prova di accanimento giudiziario nei confronti del presidente Silvio Berlusconi. Una condanna inaspettata e incomprensibile’ per Angelino Alfano. I giudici hanno assolto, per non aver commesso il fatto, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che si è detto ‘solo moderatamente soddisfatto perché dispiaciuto per la condanna’ dell’ex premier.

Resta il fatto che la sentenza Mediaset non esaurisce il capitolo giudiziario. Entro l’anno potrebbe chiudersi il primo grado del Ruby gate, nervo scoperto per il Cavaliere.

E intanto si schiera per l’ex premier il quotidiano della famiglia Berlusconi: per Il Giornale bisogna – è il titolo a tutta pagina – ‘Resistere, resistere, resistere’, citando non a caso l’appello lanciato nel 2002 ai magistrati dall’ex procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli. L’editoriale di Vittorio Feltri invita Berlusconi a tenere duro perché ‘la vicenda giudiziaria riguarda certi diritti pagati o non pagati… In cui non ci addentriamo’ ma ‘Il nocciolo della questione è comunque politico. Dal momento in cui il Cavaliere ha fondato, nel 1993, un partito che l’anno successivo vinse le elezioni, non ha più avuto pace’.

E Libero titola ‘Caccia Grossa’ su un Berlusconi in veste da cinghiale: ‘Condannato a quattro anni. Il passo indietro non basta: lo vogliono vedere in carcere o sul lastrico’.

Sul fronte opposto numerosi quotidiani che dibattono della sentenza e la considerano comunque la conclusione di una parabola. Così Repubblica ha un editoriale di Ezio Mauro, ‘Una storia esemplare’: ‘Si chiude così, con la sanzione giudiziaria netta, durissima e soprattutto infamante un’avventura titanica nata nella televisione e finita in tribunale ma che era già morta nella politica’. Sulla Stampa, per Gianni Riotta ‘I miraggi e gli alibi sono svaniti’: ‘la condanna a 4 anni di reclusione, ridotti a uno per indulto, con cinque di interdizione dai pubblici uffici… Segue di poche ore la rinuncia dell’ex premier a ricandidarsi a Palazzo Chigi e chiude per sempre una stagione della Repubblica lunga 18 anni. Così giudica l’opinione pubblica mondiale, aprendo con la notizia i siti web internazionali dal Financial Times, a Le Monde, al New York Times, e affollando di dirette radio e tv, da Bbc a Cnn. ‘ Sulla stessa linea L’Unità (‘I titoli di coda di un film finito’ di Michele Prospero) e Pubblico (‘Una frode fiscale’, con una foto che accosta Berlusconi a Al Capone. ‘Dopo Olgettine, inchieste, scandali, Ruby e Noemi, Berlusconi viene condannato per una bazzecola (si fa per dire) come Al Capone. Eppure è così che finisce un’era. Ha senso oggi l’antiberlusconismo?’.

Il Fatto Quotidiano (Berlusconi ‘delinquente naturale’ citando dalla sentenza) ha un editoriale di Marco Travaglio, ‘Le indecenti evasioni’ che si concentra sulle conseguenze pratiche della sentenza: ‘la mannaia della prescrizione incombe’ anche se ‘il reato dovrebbe estinguersi nel 2014, dunque c’è tutto il tempo per celebrare gli altri due gradi di giudizio’. Ma anche fino all’ultimo grado ‘se la Cassazione confermasse il verdetto di ieri, B. non andrebbe comunque in carcere: sia perché dai 4 anni vanno detratti i 3 dell’indulto gentilmente offerto nel 2006 dal centrosinistra… sia perché B ha più di 70 anni e in base alla legge ex Cirielli da lui stesso imposta e mai cancellata dal centrosinistra, a quell’età si va ai domiciliari’. Ma conclude: ‘Resterebbero però 2 anni di interdizione dai pubblici uffici… B. dovrebbe lasciare il parlamento e perderebbe oltre al seggio l’immunità’.

La vicenda del processo era già ieri su tutti i siti del mondo. Oggi è anche l’apertura del Financial Times con una grande foto di Berlusconi e una succinto riassunto: ‘Silvio Berlusconi, tre volte presidente del Consiglio in Italia, ieri è stato condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale, ma è improbabile che il 76enne finisca mai in prigione a causa della sua età’. (fonte TMNews)

http://www.ft.com/home/europe

Telecom mette in vendita La 7 e Mediaset si propone

Mentana: Mediaset compra La7? Se così fosse lascerei il tg Il direttore su Twitter: nessuna intenzione di proseguire con l’azienda con la quale ho lavorato 18 anni. Lo ha spiegato lui stesso su Twitter, rispondendo ai follower che gli hanno chiesto cosa ne pensasse della manifestazione d’interesse del gruppo di Cologno Monzese per la tv di Telecom Italia.

Mentana è convinto che sia ‘solo un’offerta di disturbo, ma quando cambia l’editore è inutile gridare al lupo’, ha spiegato ancora nel suo tweet. In ogni caso, ‘fosse Mediaset lascerei: ne bis in idem‘, ha anticipato il direttore del tg La7, facendo sapere che non avrebbe alcuna intenzione di proseguire nell’azienda con la quale ha lavorato 18 anni.

Tutto intanto va come ampiamente previsto, per il futuro del canale televisivo di casa Telecom. Ieri il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha deciso di ‘dare avvio al processo di dismissione delle attività di settore media che fanno capo a Ti Media-Telecom Italia Media‘. Una nota di Telecom Italia precisa che ‘nell’ambito del processo di focalizzazione sulle attività core ribadito nel piano industriale 2012-2014′ il Consiglio ha deciso ‘l’avvio del processo di dismissione delle attività nel settore media’. ‘Focalizzare sul core business’ significa concentrarsi sull’attività principale di Telecom Italia, ovvero la telefonia. Quindi, addio tv, addio a La7. La dismissione, cioè la vendita, conclude la nota ‘contribuirà al conseguimento dei target di riduzione dell’indebitamento già annunciati’.

Conseguenza immediata: La7 diventa una società a sé. Il Consiglio di amministrazione di Telecom Italia Media ‘ha avviato un’operazione di ristrutturazione societaria mediante separazione degli asset televisivi facendoli confluire in una società ad hoc’, come si legge in una nota della seconda società che, fino a oggi, è stata per il 77% di proprietà Telecom Italia. Come già si era capito nei giorni scorsi, accanto alla nuova società autonoma La7, sorgerà una seconda società con tutto ciò che riguarda gli asset tv: torri, sistemi di trasmissione, i tre mux, ovvero i multiplex, quei dispositivi che moltiplicano un unico collegamento in più canali trasmissivi. Quasi certamente qui interverrà un accordo societario di natura tecnico-operativa col gruppo l’Espresso che sarebbe pronto a riversare i suoi due mex accanto a quelli di Telecom Italia Media. In futuro si parlerà di cessione per La7 . Occorrerà prima una valutazione in base alle stime degli advisor. Secondo alcune valutazioni circolate ieri sera, il valore di mercato di Ti Media (Telecom Italia Media) che ha chiuso il 2011 con un una perdita da 83 milioni, in crescita dai 54,4 milioni del 2010, sarebbe stimabile intorno ai 160 milioni di euro.

In questi casi in genere si esprime preoccupazione, io non sono per nulla preoccupato  – dice Enrico Mentana – Trattandosi di una libera messa sul mercato di un asset così importante, il venditore sicuramente inserirà tra i criteri di scelta dell’acquirente la salvaguardia della qualità e delle prospettive del canale’. E poi, esprimendosi in termini calcistici: ‘Ci sentiamo come una squadra di calcio che ha fatto un campionato di vertice. L’identità della rete è netta, così come il tg ha un profilo ben chiaro. Servono investimenti e capacità imprenditoriale. Gente capace e obiettivi sfidanti, oltre a investimenti adeguati. La tv non si fa gratis, è fatta di idee ed investimenti, non si improvvisa’.

In quanto ai futuri, possibili acquirenti si è parlato insistentemente di Carlo De Benedetti. Il quale, di fatto, non ha smentito né confermato un suo possibile coinvolgimento attuale dopo il forte interesse manifestato un anno fa. Poi si è parlato di Urbano Cairo di Cairo Communication, che con La7 ha uno stretto legame come concessionaria di pubblicità. Sono circolati anche i nomi del finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar, dell’emiro del Qatar, proprietario di Al Jazeera, del gruppo Bertelsmann e di Diego Della Valle.

Tra qualche settimana le offerte concrete.

https://twitter.com/ementana

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