‘Sto morendo’, l’ultimo tweet di Olesya e la protesta in #Venezuela

Olesya Zhukovskaya è l’infermiera di 21 anni, Ukraina, colpita oggi al collo, durante le manifestazioni antigovernative di Kiev. Imprecisato il numero di morti negli scontri con le forze di polizia e i riot polices, gli estremisti che lottano per la caduta del governo Ukraino.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, la ragazza, una libera volontaria nella croce rossa, sarebbe in condizioni gravi in un ospedale del centro della capitale Ukraina.

Ieri il consiglio dei ministri europeo si è riunito per discutere sulle possibili sanzioni da attribuire al governo del vicino Est europeo. Intanto dall’altro capo del mondo, si unisce alla protesta anche il popolo Venezuelano. Il leader d’opposizione Leopoldo Lopez, di Volontà popolare, si è consegnato alla polizia.

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Mauro Biani su Svizzera e immigrati

Mauro Biani su Svizzera e immigrati #Cookednews

Gli svizzeri hanno approvato un referendum ‘contro l’immigrazione di massa’: i sì hanno raggiunto il 50,3%. Lo ha riferito l’agenzia di stampa svizzera Ats.

L’iniziativa ‘Contro l’immigrazione di massa’ approvata oggi di stretta di misura in Svizzera vuole limitare i permessi di dimora per stranieri con ‘tetti massimi annuali e contingenti annuali’ applicabili a tutti i permessi per stranieri, inclusi i cittadini dell’Ue, i frontalieri e i richiedenti asilo.

Di seguito i principali passaggi del testo approvato.

– ‘La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri. Il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali. I tetti massimi valgono per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso. Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato’.

– ‘I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri; essi devono comprendere anche i frontalieri. Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma. Non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al presente articolo’.

– I trattati internazionali che contraddicono all’articolo ‘devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni’.

La Commissione europea ‘si rammarica del fatto che un’iniziativa per l’introduzione di limiti quantitativi all’immigrazione sia stata approvata. Questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l’Ue e la Svizzera’. Così la Commissione Ue commenta l’esito del referendum svizzero che limita l’immigrazione di massa.

I risultati definitivi sono giunti al termine di un testa a testa che ha tenuto con il fiato sospeso il Paese per tutto il pomeriggio. L’iniziativa, promossa dal partito di destra ed antieuropeista dell’Unione democratica di centro (Udc/Svp) chiede la reintroduzione di tetti massimi e contingenti per l’immigrazione di stranieri. Ponendo in pericolo gli accordi di libera circolazione con l’Unione europea, la maggior parte dei quali dovranno verosimilmente essere rinegoziati. Secondo i dati definitivi, l’iniziativa l’ha spuntata con sole 19.516 schede, ottenendo 1.463.954 voti favorevoli, contro 1.444.438 voti contrari. A schierarsi a favore un totale di 17 cantoni, tra cui il Ticino con la più alta percentuale di Sì (68,17%). Nove i cantoni contrari.

SVIZZERA: 8 MLN ABITANTI, STRANIERI AL 23,3% – SCHEDA

Al centro dell’Europa, ma non membro dell’Unione europea, la Svizzera – che oggi ha reintrodotto con un voto popolare le quote sull’immigrazione – ospita una popolazione straniera pari al 23,3 % degli 8 milioni di abitanti del Paese. Tra gli immigrati, gli italiani sono tra i piu’ numerosi. A fine aprile 2013 la Svizzera contava infatti 1.846.500 stranieri domiciliati (57.175 in più rispetto all’anno precedente), due terzi dei quali provenivano da Stati dell’Unione europea e dell’Associazione europea di libero scambio (Efta), secondo le statistiche ufficiali.

I gruppi più cospicui sono quelli degli Italiani (circa 290mila) e dei tedeschi (piu’ di 280mila), ciascuno dei quali con una quota del 16%, seguiti dai portoghesi (13%). Dall’introduzione dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Ue, nel 2002, il bilancio migratorio è stato particolarmente importante con la Germania (circa 16.100 persone all’anno) e il Portogallo (circa 8.700 persone all’anno), ma il maggior aumento del numero d’immigrati tra il 2011 e il 2012 è stato osservato tra le persone provenienti dai Paesi dell’Europa meridionale, ovvero da Grecia (+44,8%), Spagna (+36,2%) e Italia (+28,1%). La Svizzera ed il suo benessere economico attirano inoltre molti frontalieri dai Paesi confinanti ed in particolare da Germania (56.920), la Francia (145mila) e l’Italia, oltre 65mila quasi tutti in Ticino. La manodopera straniera è considerata un elemento importante del mercato del lavoro svizzero ed i lavoratori stranieri svolgono un ruolo importante nel settore secondario.

L’esito era già previsto sul filo del rasoio per il referendum ‘Contro l’immigrazione di massa‘. Globalmente, la Svizzera francofona ha tendenzialmente votato contro l’iniziativa, mentre in Ticino e nei Cantoni di lingua tedesca la maggioranza ha votato a favore.

Schulz, populisti sfrutteranno no a immigrazione – Un sì alla quote sugli immigrati comunitari in Svizzera ”rischia di essere sfruttato” dai populisti in vista delle elezioni europee di fine maggio. Lo teme il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che lo ha detto in una intervista pubblicata oggi dal domenicale svizzero NZZ am Sonntag, citata dal Financial Times online. ‘Temo che un sì in Svizzera possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno alla Ue’, aggiunge il candidato alla presidenza della Commissione europea. L’Ft ricorda ricorda che un eurodeputato conservatore britannico, David Campbell Bannermann, ha chiesto la definizione di quorte da ogni singolo paese comunitario se la Gran Bretagna deciderà di lasciare l’Unione nel 2017.

Bocciato testo su finanziamento privato aborto  – E’ stato ufficialmente bocciato dagli svizzeri il referendum sull’aborto: l’iniziativa, che chiedeva che l’interruzione di gravidanza e l’embrio-riduzione non siano più coperte dall’assicurazione obbligatoria di base, è stata bocciata da una maggioranza dei cantoni. Secondo le proiezioni almeno il 70% dei votanti ha respinto il testo. Il governo svizzero e la maggioranza del parlamento avevano raccomandato di respingere l’iniziativa. Intitolata ‘Il finanziamento dell’aborto è una questione privata’ era stata promossa da un comitato interpartitico, composto essenzialmente di cristiani conservatori.

 #CookedNewsSvizzera

Papa Francesco inaugura il nuovo Pontificato

papa_bergoglioStemma e motto che aveva da vescovo e anello del pescatore d’argento anziché d’oro per Papa Francesco. Sono vari anche gli ‘aspetti di semplicità’ della messa che Bergoglio celebrerà domani a piazza San Pietro per l’inaugurazione del Pontificato. Lo ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dettagliando alcuni particolari della liturgia.

Il Vangelo sarà ‘cantato in greco’. Se normalmente viene cantato in latino e greco, per sottolineare l’unità dei cristiani di Oriente e Occidente, in questo caso si è optato per il greco ‘perché di latino ce n’è già molto’. Il Papa ‘non dà la comunione lui personalmente, ma la danno i diaconi’. Ancora, ‘non c’è processione delle offerte, pane e vino per la messa vengono portati dai ministranti per l’altare, ma senza solenne processione’. L’omelia sarà tenuta in italiano. Per i giornalisti dovrebbe esserci un testo distribuito in embargo, ‘ma abbiamo visto – ha precisato Lombardi – che il Papa ama una certa spontaneità, quindi può darsi che aggiunga altre frasi e osservazioni mentre parla’. Alla messa, peraltro, che cade nella solennità della festa di San Giuseppe, canteranno il coro della Cappella sistina e il coro dell’Istituto di musica sacra. All’offertario, mottetto composto proprio per la messa di inaugurazione da Pierluigi da Palestrina ‘Tu es pastor ovium’. Alla fine, il ‘Te deum’.

Gli ‘aspetti di relativa semplicità della messa – ha detto Lombardi – fanno sì che la messa non dovrebbe essere molto lunga. La celebrazione di domani può stare in due ore, forse alle 11:30 le cose sono già verso il termine’.

Il Papa domani lascerà la casa di Santa Marta per la messa intorno alle 8:45-8:50 e poi, “in jeep o in papamobile”, farà un “lungo giro nella piazza, in mezzo alla folla nelle vie che vengono lasciate libere, prima dell’inizio della celebrazione”. Il portavoce vaticano ha detto inoltre che poi andrà alla sagrestia, vicino alla Pietà, intorno alle 9:15, e si preparerà alla celebrazione che avrà inizio verso le 9:30 cui parteciperanno anche rappresentanti ebrei e musulmani. La esatta definizione di quella di domani mattina è la “messa di inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”.

In tutto 34 capi di Stato e 132 delegazioni prenderanno parte alla Messa. oltre a Giorgio Napolitano e Chrstina Kirchner (Argentina): Sargsyan (Armenia), Fischer (Austria), Plevenliev (Bulgaria), Roussef (Brasile), Johnston (Canada), Pinera (Cile), Jeou Ma (Taiwan), Chinchilla (Costa Rica), Iosipovic (Croazia), Delgado (Equador), Ondimba (Gabon), Sosa (Honduras), Ader (Ungheria), Higgins (Irlanda), Berzins (Lettonia), Grybauskaite (Lituania), Ivanov (Macedonia), Abela (Malta), Pena Nieto (Messico), Gaoh (Niger), Martinelli (Panama), Gomez (Paragyuay), Komorowsky (Polonia), Cavaco Silva (Portogallo), Basescu (Romania), i reggenti di San Marino, Nikolic (Serbia), Gasparovi (Slovacchia), Pahor (Slovenia), Ruak (Timor est), Gnassingbe (Togo), Mugabe (Zimbabwe). Presenti i presidenti di Parlamento europeo Martin Schulz, del Consilgio Ue Herman van Rompuy, della commissione europea José Manuel Barroso. Cinque regnanti, tre principi ereditari, sei vice Capi di Stato, molti ministri e ambasciatori.

L’anello che indosserà il Papa si chiama del pescatore ‘perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini’, ha detto Lombardi in un briefing. ‘Ma sull’anello che questa volta il Papa riceverà è rappresentato San Pietro con le chiavi’. L’anello è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini. Il Papa ha scelto il modello, il cui disegno ha origine con il segretario di Paolo VI mons. Macchi, tra ‘due o tre possibilità che gli sono stati presentati’.

Giornata di incontri istituzionali quella di oggi per Papa Bergoglio, che ha ricevuto questa mattina in udienza il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e la presidente argentina Cristina Kirchner: quest’ultimo è il il primo incontro del nuovo Pontefice con un capo di Stato. Dopo il colloquio hanno pranzato insieme. Domani Kirchner assisterà alla messa di inaugurazione del pontificato, al fianco del presidente italiano Giorgio Napolitano.

Tra Papa Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, e Cristina Kirchner, non è corso buon sangue in passato, e dopo la sua elezione al soglio pontificio, mercoledì scorso, settori del kirchnerismo non hanno perso l’occasione di attaccare Bergoglio rilanciando la vecchia accusa di complicità con l’ultima dittatura militare argentina. Accusa che il Vaticano ha respinto con fermezza giovedì. Come ricorda Clarin, i contrasti tra Cristina e Bergoglio risalgono ai primi anni del governo di Nestor Kirchner. Tutto ebbe inizio nel 2004, quando il capo dell’episcopato argentino criticò ‘l’esibizionismo e gli annunci altisonanti’ dell’allora presidente, il quale a sua volta definì l’alto prelato ‘il vero rappresentante dell’opposizione’.

I contrasti furono così forti, ricorda ancora Clarìn, che il presidente Kirchner arrivò a dire: ‘Il nostro Dio è di tutti, ma attento che anche il diavolo arriva a tutti, a quelli che indossano i pantaloni e a quelli che indossano la tonaca’.

I contrasti si sono ripetuti anche con Cristina dopo la sua ascesa alla presidenza. In particolare la Chiesa argentina ha criticato alcune leggi promosse dalla presidente, tra cui quella sui matrimoni gay e quella che autorizza la legatura delle tube e la vasectomia. Dopo l’elezione di Bergoglio a Papa, Cristina ha ricordato le divergenze con l’ex arcivescovo di Buenos Aires, e gli ha inviato lettera di congratulazioni piuttosto fredda.

All’Unione Europea il premio Nobel per la Pace

Lo avrebbe comunicato l’emittente norvegese NRK sulla base di diverse fonti ‘di fiducia’: all’Unione europea sarà assegnato il Nobel per la pace 2012, che sarà annunciato alle 5 di venerdì mattina EDT , sempre secondo la tv norvegese.

La decisione dei cinque membri del panel, guidato dal Consiglio d’Europa e dal segretario generale Thorbjoern Jagland, è stata unanime. ‘L’Ue ha contribuito all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani’ si legge nella motivazione. Barroso: ‘Grande onore per tutti i 500 milioni di cittadini’.

 Lo ha annunciato il comitato norvegese che assegna il premio. L’Ue ‘ha contribuito all’avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa –  si legge nel comunicato – Oggi una guerra tra Germania e Francia sarebbe impensabile, ciò dimostra che con la reciproca fiducia nemici storici possono diventare partner. La Caduta del Muro ha reso possibile l’ingresso dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, così come la riconciliazione nei Balcani e il possibile ingresso della Turchia rappresentano un passo verso la democrazia’.  E ancora: ‘Il più importante risultato dell’Ue è l’impegno per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall’Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d’Europa da un continente di guerra a un continente di pace’.

Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulzha detto su Twitter di essere ‘profondamente commosso e onorato’ per l’attribuzione del Nobel per la pace all’Unione europea.

Intanto il Nobel per la Letteratura, il cinese, Mo Yan fa appello per la liberazione ‘il più presto possibile’ del premio Nobel per la pace 2010, il connazionale Liu Xiaobo.

‘Spero che possa riacquistare presto, quanto prima possibile, la sua libertà’, ha detto Mo Yan, insignito ieri del Nobel. Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010, è in carcere in Cina dopo una condanna a 11 anni di carcere per ‘sovversione’, per aver scritto un testo in favore dell’instaurazione della democrazia in Cina.

Liu Xiaobo è il primo cinese a ricevere un premio Nobel mentre risiede in Cina, ed è la terza persona a ricevere il riconoscimento per la Pace mentre si trova in prigione, dopo Carl von Ossietzky (1935) e Aung San Suu Kyi (1991)

Su Twitter Unione Europea#nobelaeuropaMo Yan

http://www.nobelprize.org

ACTA: no del Parlamento europeo al trattato sulla contraffazione e la proprietà intellettuale su Internet

ACTA

ACTA (Photo credit: ottodv)

Con 478 voti contrari, 39 sì e 165 astensioni, il Parlamento europeo ha bocciato il controverso Acta, l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, il trattato che vuole regolare la contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha così espresso il proprio voto su un trattato che presenta vari punti oscuri sulla libertà digitale e i diritti fondamentali. Un no deciso dalle cinque commissioni competenti: commercio, estero, giuridica, industria, libertà civili, giustizia, affari interni e sviluppo.

La bocciatura da parte del Parlamento europeo implica che il Trattato Acta non potrà diventare legge nell’Unione Europea né negli stati membri. E’ la prima volta che il Parlamento ha esercitato, in base al Trattato di Lisbona, le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali. Il relatore, il laburista britannico David Martin, aveva raccomandato il no per le ‘preoccupazioni su un trattato troppo vago e aperto a interpretazioni erronee’, auspicando però che la Ue trovi ‘vie alternative per proteggere la proprietà intellettuale‘.

Una linea sostenuta anche dal Pd, dove per Roberto Gualtieri il Parlamento ha compiuto ‘un passo decisivo a tutela delle libertà civili dei cittadini europei‘ perché Acta è ‘un pessimo accordo: inefficace nel merito, pericoloso sul piano dei diritti e contraddittorio sul piano istituzionale, poiché implica una re-nazionalizzazione delle politiche sul copyright‘. Mentre Luigi Berlinguer, coordinatore per il Gruppo S&D in commissione Affari giuridici e Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria ‘con questo voto, l’Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale’. Delusione da parte dei popolari, dove il co-relatore Christofer Fjellner, ha parlato di ‘serie conseguenze e di decisione irresponsabile’. Il Ppe avrebbe voluto attendere la sentenza da parte della Corte di Giustizia. Una posizione non univoca. Per la vicepresidente del Parlamento europeo, la pidiellina Roberta Angelilli, Acta ha ‘troppi punti deboli. Innanzitutto – osserva – perché Cina, India, Russia e Brasile, principali produttori della contraffazione, non fanno parte e non faranno mai parte di Acta. Poi perché prevede modalità e sanzioni che rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web, violando i diritti fondamentali’.

L’Acta, negoziato tra Ue, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera, è stato concepito per rafforzare l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale su Internet. Il voto significa che né l’Ue né i suoi Stati membri potranno più parteciparvi.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha commentato dopo il voto che l’Acta ‘era la soluzione sbagliata per tutelare la proprietà intellettuale’. I molti oppositori del trattato sostengono che avrebbe attribuito poteri extraterritoriali alle società fornitrici di contenuti su Internet, consentendo la punibilità degli utenti che condividono sulla rete musica e film anche solo in cerchie ristrette di amici.

Contro Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), che la Commissione europea sotto le forti pressioni degli Stati Uniti voleva applicare a tutta l’Ue, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il no.

http://ec.europa.eu/trade/tackling-unfair-trade/acta/

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