Internet: arriva ‘Graph Search’ il motore di ricerca su Facebook

intro-graph-searchLa sfida è lanciata. Facebook ha presentato ‘Graph Search’, un motore di ricerca interno al social network ma che punta a insidiare anche Google. Questa la novità presentata al quartier generale di Menlo Park, in California, dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg.

Un motore di ricerca più preciso, ma su ‘contenuti che sono stati condivisi con noi’, rendendo il ‘Graph Search’ presentato da Zuckerberg più capace del ‘web search‘ di rispondere alle nostre richieste. Foto, persone, interessi, luoghi: queste le quattro grandi aree del motore di ricerca. Si potrà, per esempio, sapere chi ha la nostra stessa passione per i videogiochi in una città, o cercare chi è single tra ‘gli amici degli amici’.

La nuova feature sarà innanzitutto a disposizione di un numero limitato di utenti in lingua inglese. Facebook vuole infatti ascoltare il parere dei suoi iscritti prima di accantonare la versione beta e dunque aprire il servizio a tutti. Con Graph Search il social network californiano sembra vicinissimo al suo grande sogno: trasformarsi in un vero e proprio motore di ricerca, come un equivalente di Google nella ricerca di persone, interessi e gusti.

La prima versione beta della nuova feature in blu prevede in sostanza quattro aree di ricerca: persone, fotografie, luoghi, interessi. Gli utenti anglosassoni potranno cercare persone che vivono nella stessa città, così come fotografie risalenti ad un determinato periodo della vita.

 Tutte le attività social – dai semplici like ai post – sono finite all’interno del motore di ricerca.

In un breve filmato caricato su YouTube, i responsabili di Facebook hanno offerto qualche suggerimento per evitare che determinate informazioni finiscano restituite dalla feature Graph Search. Agli utenti non basterà nascondere una determinata foto dalla Timeline, perché quest’ultima resterà comunque nel flusso degli aggiornamenti e dunque nel search. Bisognerà invece rimuovere il tag per evitare che gli altri trovino tutto tramite query.

Nelle parole del CEO Mark Zuckerberg, il primo obiettivo della nuova feature è migliorare le esperienze di navigazione degli utenti, in attesa di opportunità di business che verranno in un secondo momento.

‘Abbiamo considerato Facebook con una grande banca dati social e come in ogni banda dati dovrebbe essere possibile effettuare ricerche’, ha spiegato Mark Zuckerberg.

Con ‘Graph Search’ si potrà ad esempio digitare nella stringa di ricerca, ‘a quanti piacciono Guerre Stellari e Harry Potter?’, e scoprire coloro che condividono la comune passione all’interno dell’universo Facebook. La novità è che la ricerca si estende a tutto il social network e non solo agli ‘amici’ con cui si sa già cosa si ha in comune.

Sulla carta il sistema ricorda in qualche modo l’esperimento di ‘Ping’, il social network esclusivamente musicale legato a iTunes, lanciato da Steve Jobs il primo settembre del 2010 a cui venne staccata la spina lo scorso 30 settembre, per lo scarso numero di iscritti. L’enorme vantaggio della creatura di Zuckerberg è che parte da un database di oltre 1 miliardo di iscritti.

Difficile prevedere, però, quanti se ne aggiungeranno o quale flusso di ricavi ‘Graph Search’ potrà generare.

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Microsoft ritira Windows live Messenger e preferisce Skype

Microsoft ha annunciato le sue intenzioni di ‘ritirare’ Windows Live Messenger, il suo storico software di chat, e di sostituirlo con lo strumento di messaggistica istantanea di Skype. La notizia giunge 18 mesi dopo l’acquisto, da parte del gigante di Redmond, del noto programma di comunicazioni VoIP, per il prezzo record di 8,5 miliardi di Dollari.

Questa decisione riflette l’intenzione da parte dell’azienda di concentrare tutti i suoi sforzi sulla crescita di Skype. Windows Live Messenger, spiega Microsoft, sarà disattivato a partire da marzo 2013 in tutto il mondo, con l’eccezione della Cina. Il software, allora noto con il nome di MSN Messenger, fu lanciato nell’ormai lontano 1999 e, nel corso degli anni, è stato arricchito con funzionalità come l’invio di foto, le video chiamate e i giochi. Nel 2009, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 330 milioni di utenti attivi.

Tanti, ancora troppi per la concorrenza fratricida di Skype. Secondo gli analisti di Comscore, infatti, all’inizio di quest’anno Windows Live Messenger aveva ancora più del doppio degli utenti rispetto al servizio di messaggeria istantanea di Skype ed era secondo in popolarità solo a Yahoo Messenger. Ma la tendenza di crisi era segnata: il pubblico statunitense che utilizzava WLM è sceso a 8,3 milioni di utenti unici, registrando un -48% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, invece, il numero di membri di Skype è cresciuto.

Quando un’azienda ha prodotti in competizione che possono portare a una cannibalizzazione, spesso è meglio concentrarsi su uno solo – conferma Brian Blau, della società Gartner – I servizi top-up di Skype offrono la possibilità di monetizzare i propri utenti. Inoltre, Microsoft sta cercando opportunità di espansione nel soggiorno: Messenger non sembra una piattaforma di comunicazione appropriata per le tv o per le console Xbox, ma Skype sì’.

Blau ha sottolineato anche che l’azienda ha scelto di integrare Skype all’interno del suo nuovo sistema operativo per smartphone Windows Phone 8, eclissando così il tentativo di integrare Windows Live Messenger nel thread messaggi della precedente versione. Per rendere più semplice la transizione, Microsoft offrirà uno strumento per migrare i contatti di Windows Live Messenger a Skype.

Ma il rischio è che questa mossa incoraggi gli utenti a passare invece a piattaforme rivali come WhatsApp Messenger, AIM o Google Talk. Un aiuto, in tal senso, potrebbe però arrivare da Facebook. Microsoft è infatti da anni presente nel capitale del social network in blu e, l’anno scorso, i legami tra i due colossi si sono ulteriormente rafforzati, con l’inserimento delle video chiamate di Skype come funzionalità extra del servizio di messaggeria istantanea del sito di Mark Zuckerberg.

Già al momento dell’acquisizione di Skype da parte di Microsoft per la cifra di 8,5 miliardi di dollari, si era capito quanto l’azienda fondata da Bill Gates puntasse sul servizio di telefonia Voip più conosciuto al mondo. Lo spostamento progressivo degli utenti verso i social network del momento come Facebook, Twitter e il neo-arrivato Google Plus potrebbe, così, aver spinto ulteriormente Microsoft a chiudere il famoso servizio di messaggistica, chiamato comunemente ‘Msn’. Disponibile dal 22 Luglio 1999, l’ultima versione di Windows Live Messenger (16.4) è stata rilasciata solo un mese fa.

Quanto a Skype, l’attesa è ora tutta per l’integrazione del servizio a bordo della console Xbox 360, di suo dotata di videocamera digitale e di un microfono incorporato nel sensore Kinect, e per vedere come Microsoft saprà valorizzarne le funzionalità sfruttando l’infrasruttura di Messenger e appoggiandosi alla piattaforma proprietaria Azure per archiviare nella cloud foto, video e altri contenuti generati con il servizio.

http://www.skype.com/intl/it/get-skype/

Un abbraccio per ogni ‘like’: su Facebook arriva Like-A-Hug, la giacca social

Un abbraccio per ogni like su Facebook. Si chiama Like-A-Hug ed è il primo indumento che reagisce all’andamento dei propri status sul popolare social network: ogni like messo da un amico a una foto, a un video o a uno status fa gonfiare la giacca, che vibra leggermente in segno di calore, incoraggiamento e supporto. E consente di restituire l’abbraccio al mittente schiacciando sulle maniche.

La notizia arriva a pochi giorni dall’annuncio di Facebook che raggiunge l’ambito traguardo di 1 miliardo di utenti, dimostrando la più rapida crescita nella storia dei siti web, anche se gli ultimi 50 milioni sono giunti dopo ben 3 mesi. Questo in un momento molto particolare, nel quale Mark Zuckerberg ha lanciato diversi servizi a pagamento tra le contestazioni di diversi utenti e il giudizio critico degli investitori che si chiedono se il social network sia capace di trasformare in soldi queste cifre da capogiro.

‘Sono impegnato ogni giorno nel rendere Facebook migliore, e spero che insieme un giorno saremo in grado di collegare anche il resto del mondo. Certo, i numeri snocciolati sono davvero impressionanti: 140 miliardi di amicizie, con un età media degli utenti pari a 22 anni.

Il fatto è che il titolo Facebook non va bene e gli investitori si chiedono fino a che punto Zuckerberg possa estrarre valore dalle persone iscritte. Lo scorso anno, Facebook ha prodotto circa 4 miliardi di dollari di fatturato, per lo più dalla pubblicità.

Facebook, superata da Google negli introiti pubblicitari da visione di banner, cerca di monetizzare sui servizi. In primo luogo, cercherà di farlo attraverso Gift, una specie di e-commerce per regalare oggetti reali ai propri amici. A questo si aggiunge l’annuncio di oggi di fornire la possibilità, per gli utenti, di spingere i propri post, attraverso il pulsante Promote, previo pagamento di un contributo di 7 dollari, notizia che ha fatto infuriare molti utenti.

Facebook: Zuckerberg in Russia, dove il social è in pieno boom, o quasi

Reduce da una Ipo e performance in Borsa non certo esaltante, Mark Zuckerberg cerca fortuna in Russia. A ricevere il ragazzo prodigio, nonché miliardario e fondatore del social network Facebook, sarà il primo ministro Dmitry Medvedev, a sua volta appassionato di nuove tecnologie, iPad addicted e interessato a portare nel suo paese investitori e know how nel progetto Skolkovo, che secondo le intenzioni dello stesso Medvedev dovrebbe diventare una Silicon Valley russa.

Il momento è comunque propizio per Zuckerberg: Internet e l’uso dei social network stanno esplodendo nel Paese, anche se il suo Facebook è in notevole ritardo rispetto al rivale in lingua russa VKontakte e allo stesso Twitter.

Facebook ha conquistato enormi aree del globo, ma non è riuscito a sbaragliare la concorrenza in Russia. Perdendo in fondo un’opportunità storica: tutte le recenti manifestazioni anti-Cremlino, che hanno scosso la Russia dal dicembre scorso,  sono in gran parte state coordinate attraverso i social network e gli analisti dicono che l’aumento dell’uso di Internet costituisce una sfida per il dominio del presidente Vladimir Putin.

Ma se Facebook è un veicolo per la diffusione di certe informazioni, il blogger Aleksey Navalny e compagni comunicano soprattutto twittando.

https://www.facebook.com/

I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/
http://influenceexplorer.com/

The World’s Most Powerful People su Forbes: Berlusconi è 21esimo fra i potenti del mondo

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

Compare fra i Billionaires of  March 2012 di Forbes. Unico rappresentante italiano di quello che vuol dire essere di questi tempi miliardari. Berlusconi e family è al 21 posto delle Powerful People – le persone più potenti al mondo – al sesto fra gli italiani e al 169 dei Forbes Billionaires nella classifica puntualmente stilata dal magazine americano. Insieme a nomi noti e meno noti del panorama internazionale. Una breve biografia si apre cliccando sul nome, Silvio Berlusconi, la condizione sociale di former prime minister in Italy, e l’età di 75 anni.

Il nostro ex presidente del Consiglio, attualmente c’è tale Mario Monti a ricoprire la carica dietro legittimo suggerimento del presidente della Repubblica Napolitano quando il Paese era ormai al tracollo, è indicato anche come Doctor of Jurisprudence, quindi con una laurea in legge, all’Università di Milano e non alla Bocconi, status sociale divorced e padre di cinque figli. Silvio Berlusconi è anche un self made, autore della propria ricchezza che Forbes colloca nel settore Media.

‘Silvio Berlusconi – scrive Forbes – is out of office and out of jail, at least for now’ – fuori ufficio e fuori dal carcere, almeno per ora.’ The former Italian Prime Minister resigned in November amid scandals, gaffes and a crumbling economy’ – continua la biografia: l’ex premier italiano si è dimesso nel mese di novembre, tra scandali, gaffes e un’economia in rovina. ‘This past February, the media and banking maven had corruption charges thrown out of Italian court thanks to a statute of limitations, but he still faces separate charges for sex with a minor and tax fraud. He denies all allegations’. E si l’ex premier è un personaggio internazionale che lo scorso febbraio – leggiamo – è stato chiamato a rispondere del reato di corruzione inerente la gestione dei media e di fondi finanziari, procedimento giuridico conclusosi con la prescrizione grazie  ai limiti di tempo del sistema giuridico italiano (processo Mills Berlusconi prescritto grazie alla ex Cirielli). Deve ancora essere processato per aver fatto sesso a pagamento e affrontare un processo per frode fiscale di lieve entità. Accuse da lui negate.

‘Berlusconi started his career as a singer on cruise ships, and later built his fortune through Fininvest, which now has interests in media, life insurance, movie production and soccer team A.C. Milan’. L’ex premier ha iniziato la sua carriera come cantante sulle navi da crociera e ha costruito la sua fortuna con Fininvest, con interessi oggi nei media, nelle assicurazioni sulla vita, la produzione di film e la squadra di calcio AC Milano.

Gli italiani

Con $5.9 B fra gli italiani è primo a Patrizio Bertelli (Prada Luxury goods), Stefano Pessina (pharmaceutical), Carlo Benetton, Gilberto Benetton, Giuliana Benetton, Luciano Benetton, Matio Moretti Polegato (shoes), Ennio Doris & family (insurance), Diego della Valle (reatail) e Andrea della Valle (ancora shoes). E subito dopo Michele Ferrero (quello del cioccolato più famoso al mondo, la Nutella), Leonardo del Vecchio (eyewear), Giorgio Armani (fashion), Miuccia Prada, Paolo&Gianfelice Mario Rocca (pipes).

I primi dieci

Della lista dei più potenti, il primo in assoluto è il presidente degli Stati Uniti Barack Obama seguito da quello russo, Vladimir Putin. Terze posto per Hu Jintao, presidente della Repubblica Popolare di CinaLa statista tedesca Angela Merkel precede al quarto Bill Gates al quinto. Il king degli Emirati Arabi Abdullah bin Abdul Aziz al Saud è al sesto postoPer il Papa Benedetto XVI, Forbes ha scelto il sesto posto. Il portavoce della Federal Reserve Ben Bernanke è all’ottavo posto insieme al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. David Cameron primo ministro inglese rientra fra i primi dieci. Ci sarebbero anche Sonia Ghandi, presidente del Congresso nazionale indiano e Mario Draghi, italiano sì ma in veste di presidente della Banca Centrale Europea (European Central Bank) subito dopo, ma la lista conta qualcosa come 169 personalità che detengono il potere nel mondo.

http://www.forbes.com/profile/silvio-berlusconi/
http://www.forbes.com/powerful-people/list/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/11/berlusconi-come-back-il-dopo-monti-nel-2013/

HTTP the next version: arriva il 2.0 e Facebook sceglie Spdy

The first iteration of Google production serve...

The first iteration of Google production servers was built with inexpensive hardware and was designed to be very fault-tolerant (Photo credit: Wikipedia)

Nome in codice SPDY, ovvero Speedy, veloce. Secondo la libera enciclopedia della rete Wikipediail nuovo protocollo creato da Google a livello applicativo per il trasporto di contenuti web, è l’implementazione che tutti stavano aspettando per poter passare all’HTTP 2.0. Perché?

Viene da chiederselo dopo la diffusione di un documento redatto da uno degli ingegneri di casa Facebook e inviato via email al consorzio W3. Una lettera scritta e divulgata ufficialmente tramite mailing list in cui il gruppo di sviluppatori e in particolare uno degli ingegneri di  Mark Zuckerberg che studiano come migliorare il network, già seguito in tutto il mondo da più di 900 milioni di utenti, si dice favorevole a Spdy.

L’obiettivo è quello di migliorare il dialogo browser server, facendo guadagnare in velocità sul caricamento delle pagine web rimuovendo  il numero massimo delle richieste effettuabili al server durante una connessione, introducendo un sistema per la gestione delle priorità e con la compressione degli header.

Contrariamente a quanto si possa pensare, SPDY non è pensato per sostituire completamente il protocollo HTTP, bensì è progettato per veicolare http al suo interno in modo da ridurre il caricamento e la latenza delle pagine web senza perdere la compatibilità con le applicazioni preesistenti. Questo risultato è ottenuto garantendo priorità e selezionando diversi file durante il trasferimento, in modo da richiedere una sola connessione TCP per client.

Tutte le trasmissioni sono criptate con SSL e compresse in gzip (al contrario di HTTP, anche le intestazioni sono compresse). Inoltre, i server potrebbero accennare o anche inserire contenuti, invece di aspettare richieste individuali per ogni risorsa della pagina web.

Insomma http sì, ma 2.0 e insieme a SPDY, proprio come dal web si è passati al 2.0.

A scegliere il nuovo protocollo Spdy come implementazione a http, in uso da 30 anni, sono Google e Facebook, per un web che dicono essere  più veloce e sicuro.

 Facebook ha dato ragione a Google e ha deciso di potenziare all’interno dei propri server tutte le tecnologie necessarie per accogliere il nuovo protocollo SPDY.  La notizia arriva con il messaggio pubblicato da un ingegnere alle dipendenze di sulla mailing list ufficiale del consorzio W3.

SPDY nasce in Google per sostituire lo storico http: l’idea è quella di caricare più velocemente le pagine web. L’intero progetto affonda le proprie radici nel 2009, quando un team di sviluppatori alle dipendenze del colosso del search engine ha aperto i cantieri per la creazione del nuovo protocollo web, il quale va ad affiancarsi ad http come soluzione disponibile per il dialogo client-server nel web.

Il suo funzionamento ruota intorno a tre concetti fondamentali: rimozione del numero massimo delle richieste effettuabili al server durante una connessione, introduzione di un sistema per la gestione delle priorità e compressione degli header.

In questo modo gli ingegneri Google sono riusciti ad ottimizzare la comunicazione tra browser e server, aggirando alcuni problemi attualmente presenti nell’implementazione dello stack http, che attualmente non permette di gestire le priorità. Per dimostrare la validità del nuovo protocollo SPDY, Google ha messo in piedi un confronto diretto tra i due protocolli utilizzando Galaxy Nexus con Chrome beta per Android. Il risultato è stato di 77 pagine provenienti da altrettanti siti popolari, caricate da SPDY ha una velocità superiore del 23% rispetto all’HTTP protocol.

Attualmente solo i browser Google Chrome e Firefox supportano il protocollo SPDY. In particolar modo gli utenti della Rete (blogforumchatwikiflickryoutubefacebookmyspacetwittergoogle+linkedin,
wordpressfoursquare, ecc.) che utilizzano Google Chrome, possono verificare le sessioni SPDY digitando chrome://net-internals/#events&q=type:SPDY_SESSION%20is:active.

Per quanto riguarda i servizi web che sfruttano questo protocollo, Google ovviamente è il primo che ha supportato SPDY seguito subito da Twitter. Ora sembra che anche Facebook si sia deciso e non appena SPDY sarà diffuso pubblicamente, gli utenti in coda a Marck Zuckenberg, con un browser web di supporto al protocollo, beneficeranno di un caricamento della pagina più veloce.

A good news, direbbe qualcuno. Soprattutto prevedendo l’enorme utilizzo del mobile in fase di crescita nella vita di tutti i giorni.

http://www.w3.org/
https://www.facebook.com/pages/Roba-da-ingegneri/127718020579849?sk=wall&filter=12
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/20/facebook-just-married-zuckenberg-e-convogliato-a-nozze-lei-si-chiama-priscilla/ 

Arriva So.cl, il nuovo social della Microsoft che fa i ‘video party’

Non vuole scalzare nessuno né esserne diretto concorrente, ma prendendo un po’ di qua e un po’ di là, partendo in sordina, bada bene a fare la sintesi. Si chiama So.cl ed è il nuovo social di casa Microsoft. Realizzato in relativo silenzio, debutta fra i social network in versione beta, ma è accessibile a tutti quelli che abbiano voglia iscriversi. La novità di So.cl è il video party: creare e condividere video con una decina di amici per volta.

Mischia i follower di Twitter, la ricerca sociale di Google+, i contenuti di Facebook e i ‘pin’ di Pinterest  ed eccoti So.cl. Ma più che condividere la propria vita o uno status, come avviene su Facebook, su So.cl si condividono le proprie ricerche e i propri interessi.

Il sito permette di esplorare e seguire una serie di utenti e categorie, dai film alla musica, dalla scienza allo sport e ai giochi: diventando ‘tag’ o ‘follone’ di un argomento o di una persona.

Il motore, messo a punto da Fuse Labs, compone una serie di pagine ed elementi da sfogliare. Effettuata la ricerca, l’utente è invitato a pubblicare e commentare i risultati.  ‘Il progetto – spiega Microsoft – è ancora del tutto sperimentale ed è centrato ‘sul futuro della socializzazione e dell’apprendimento’.

http://www.so.cl/

Facebook just married: Zuckenberg è convogliato a nozze, lei si chiama Priscilla

Con un click ha cambiato il suo stato civile sul profilo Facebook: married, sposato. Così il giovane proprietario e fondatore del più famoso social network, Mark Zuckerberg, ha annunciato il suo matrimonio, all’indomani dell’entrata in Borsa della sua azienda.

‘Il 19 maggio 2011, Mark ha aggiunto un avvenimento nella storia della sua vita: ha sposato Priscilla Chan‘. E’ questo il messaggio sul suo profilo Facebook corredato da una foto della coppia, in abito bianco e giacca e cravatta.

Mark, 28 anni e Priscilla, 27, si sono uniti in matrimonio nella loro casa di Palo Alto, in California. I due si erano conosciuti nove anni fa all’università di Harvard, dove nel 2004 Zuckerberg ha fondato Facebook.

Facebook, Ipo e una donna artefice del suo successo in Borsa: Sheryl Sandberg

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial...

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial Times Club Dinner, San Francisco. (Per Flickr description: “Photo Credit: Drew Altizer”.) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Sheryl Sandberg ed è il braccio destro di Mark Zuckerberg. Ovvero la persona che ha permesso la quotazione in borsa di Facebook. O comunque di averlo portato fino a questo punto. Dopo la laurea ad Harvard, ha lavorato al Dipartimento del Tesoro e a Google. Arrivata in Facebook nel 2008, oggi è la numero due, con l’incarico di COO Chief operating officer, e principale artefice della quotazione.

Una figura talmente importante che i documenti pubblici di Facebook dicono che se se ne andasse la società sarebbe danneggiata. Una donna con le idee chiare: nel 2011 al Barnard College sfidava le giovani a raggiungere i maggiori incarichi aziendali, come lei. ‘Siete la promessa di un mondo dove c’è uguaglianza, dove gli uomini si occupano di metà delle nostre case e le donne di metà delle nostre istituzioni: sarebbe un mondo migliore’.

Sheryl Sandberg ha cambiato Facebook e sta cambiando la Silicon Valley: parola di Clara Shih, sua amica e CEO di Hearsay Social. ‘Se si pensa a compagnie come Oracle o Apple, hanno sempre un leader, di solito un uomo con una visione unica. Lei ha cambiato questo tipo di leadership’.

Chi la conosce bene vede progetti importanti: nel suo futuro, dicono, c’è Washington. Lei, interpellata sulle ambizioni politiche, fa la modesta. ‘Aspiro a fare qualcosa che conti e ora non penso che potrei fare qualcosa di più di Facebook”. Da Palo Alto alla Casa Bianca? Proviamo a vedere intanto cosa succede nei prossimi giorni con Facebook, l’Ipo, le azioni da 38 dollari e l’entrata in Borsa in quota Nasdaq da 104 miliardi di dollari. A quanto pare un record su Internet, per un’offerta pubblica mai così ricca prima d’ora.

A Wall Street il social network venderà 421,2 milioni di titoli ordinari (180 milioni offerti da Facebook e 241,2 milioni dagli azionisti), raccogliendo così un totale di 18,4 miliardi di dollari dall’Ipo di oggi, ben oltre gli 1,67 miliardi di dollari incassati da Google nel 2004.

L’offerta sarà, secondo Business Insider, la seconda maggiore tra le quotazioni avvenute in America, tra il gigante delle carte di credito Visa (al primo posto con 19,6 miliardi) e General Motors, con 18,1 miliardi. A livello mondiale, però, il primato per l’Ipo più ricca resterà all’Agricultural Bank of China, che ha incassato 22,1 miliardi di dollari nel 2010.

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