Deleterio aka Del ft. Fabri Fibra – Zombie

 

#Deleterio a.k.a. Del #Dadaismo #Cookednews

 Storie di cessi a forma di pera e non è ‘Amore tossico’. Pisciatoi latrine firmati e stoicamente quotati, paradisi artificiali per vesciche puramente maschili. Baffi Gioconda, metronomi monoculari, Ulissi del rap di ritorno ad Itaca. Wheel di bici in sosta, aspettano una chiamata. Il ring suona ed ecco DADAISMO, il primo album di DELETERIO (Dogo Gang)

#Dadaismo  #Gioconda #DELETERIO #cookednews #dadaismo #waveofaction Deleterio a.k.a. Del CookedNews

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GAZA. Passaporti, l’Italia non è ancora pronta

boycott israel #cookednews #stayhuman

A 5 mesi dalla direttiva UE che impone la raccolta delle impronte digitali per i visti di ingresso in Europa, nella Striscia il sistema non è partito. I gazawi restano bloccati, a Ramallah i costi lievitano

di Chiara Cruciati – Il Manifesto

Gaza City, 14 marzo 2014, Nena News – Come se non bastassero assedio israeliano e restrizioni del governo egiziano, ora a bloccare Gaza ci si mettono pure i ritardi dell’Unione Europea. Lo segnalano alcuni gazawi, da mesi in attesa di risposte da parte del consolato italiano, ancora non adeguatosi alla nuova normativa europea del 14 novembre scorso.

La normativa prevede la creazione del sistema Visa Protection System per l’acquisizione dei dati biometrici di extracomunitari che chiedono un visto di ingresso nella Ue. Fotografia e impronte digitali. La procedura permetterà di verificare l’autenticità dei documenti presentati per entrare in Italia e in Europa.

Cosa succede nei Territori Occupati? Il nuovo sistema obbliga il richiedente a presentarsi personalmente negli uffici dei consolati per essere fotografato e lasciare le impronte digitali. Facile, se non si è residente a Gaza o in Cisgiordania. Tutti i consolati europei hanno sede a Gerusalemme, inaccessibile se non dietro il difficile ottenimento del permesso di ingresso da parte delle autorità israeliane. La soluzione trovata è semplice: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.

A Gaza ogni consolato ha previsto l’apertura di un ufficio dove sono state portate le attrezzature necessarie. A cinque mesi dall’emissione della normativa Ue, però, l’Italia non è ancora riuscita a far partire il nuovo sistema nella Striscia. «I consolati europei si sono adeguati – ci spiega Majed Abusalama, attivista del gruppo Intifada Youth Coalition – Quello italiano no e per ora non collabora con gli altri per utilizzare le loro attrezzature. Da novembre sono decine i gazawi impossibilitati a richiedere il visto per l’Italia, per turismo o perché invitati a eventi e conferenze. Hanno in mano i documenti necessari ma non possono fare domanda. E alcuni inviti sono scaduti».

I consolati europei sono a conoscenza della normativa da novembre, «ora siamo a marzo e non hanno ovviato al problema. Dal consolato ci rispondono che la situazione si dovrebbe risolvere entro un mese. Non vogliamo che l’Italia sia parte dell’occupazione ».

«A giorni il problema dovrebbe essere risolto – risponde la vice console italiana a Gerusalemme, Elena Clemente – Dal 14 novembre non si opera più via posta, per cui abbiamo cercato soluzioni alternative per chi non può entrare a Gerusalemme, ma i fondi a disposizione non sono molti. Abbiamo aperto un ufficio a Ramallah con la Vfs Globe, con cui apriremo l’ufficio di Gaza che ha iniziato a lavorare sperimentalmente. Il problema è logistico, di elettricità per far funzionare le apparecchiature venute dall’Italia. Gaza è un’incognita».

Un problema non solo italiano, spiega la Clemente, che si tenta di superare nei casi di emergenza: «Se si tratta di visti di massima urgenza, entriamo a Gaza con un macchinario speciale».

Due muri più in là, a Ramallah, a gestire le richieste di visto è la Vfs Globe. Raccolgono dati biometrici e documenti e consegnano tutto a Gerusalemme. Il costo sfiora i 100 euro, un terzo dello stipendio medio di un palestinese della Cisgiordania. E c’è chi parla di normalizzazione del conflitto: invece di fare pressioni su Israele perché permetta l’ingresso a Gerusalemme, l’Europa bypassa l’occupazione spostandosi a Ramallah, nei fatti trattata come capitale palestinese nonostante il diritto internazionale.

«Una scelta obbligata – spiega la vice console – Il costo è alto, ma l’alternativa è farli andare ad Amman o al Cairo. Permessi per entrare a Gerusalemme? Non dipende da noi, ma dalle autorità israeliane, sono pochissimi i palestinesi che riescono ad ottenerli».

E a Gaza si continua ad aspettare.

#stayhuman #cookednews #BOYCOTTISRAEL #BDS #BreakGazaSeige #SAVEGAZA

#www #WaveOfAction Worldwide Wave Launch Gatherings – The People REVOLT

#WaveOfAction 4-4-14 ~ 7-4-14 #Cookednews

Now that you’ve seen The People REVOLT in Tunisia, Turkey, Spain, Egypt, Brazil and the Ukraine, tell me what will happen on the streets

On April 4th, we will launch the first phase of the Worldwide Wave of Action by gathering at Zuccotti Park and former occupation sites throughout the world to honor the legacy of Dr. Martin Luther King, Jr.  At 6:05pm CT, the time of his assassination, we will host vigil ceremonies and resurrect his spirit of nonviolent direct action.

People with opinions across the political spectrum are invited to unite and find common ground against corruption. We will overcome divide and conquer propaganda by forming communities of support and compassion. Together we will fight for freedom and begin engaging in a relentless campaign of nonviolent civil disobedience. People will pledge to take part in whatever tactics they are interested in throughout a sustained three-month cycle.  Here’s a basic list of tactics…

> Mass gatherings, demonstrations;
> Marches, parades;
> Flash mobs, swarms;
> Shutdown harmful corporate and governmental operations;
> Worker Strikes;
> Hunger strikes;
> Sit-ins;
> Strategic defaults, debt strikes;
> Foreclosure prevention;
> Boycotting corrupt corporations;
> Move your money out of the big banks and the stock market;
> Use alternative currencies and economic systems;
> Cancel your cable television and support independent media;
> Use independent online tools that don’t sell your info / protect privacy;
> Online civil disobedience, Anonymous operations;
> Leak information on corruption;
> Use alternative energy;
> Build urban and hydroponic farms, or get your food from them;
> Support local businesses;
> Join local community organizations;
> Take part in food banks and help develop community support systems;
> Start or join intentional and autonomous communities;
> Experiment with new governing systems, Liquid Democracy;
> Host teach-ins;
> Organize socially conscious events;
> Make conscious media;
> Guerrilla postering, messages on money;
> Help inspiring groups and organizations spread their message;
> Random acts of kindness and compassion;
> Mass meditations, prayer sessions and spiritual actions.

You know what you can do to play a part. Do whatever you feel inspired to do. Amplify what you are already doing. Think about what you are willing to do to be the change we urgently need to see in the world, and then do it.

We look forward to seeing you in action!

Organize a Worldwide Wave launch gathering in your hometown and post the details here

#WaveOfAction #WakeUp #cookednews #www #WaveOfAction #privacy

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Against airport Notre-Dame-Des-Landes: police attack 20,000 french citizens

Against Airport Notre-Dame-Des-Landes #Cookednews

The event attended by ten’s of thousands of French citizens against the airport Notre-Dame-des-Landes escalated Saturday afternoon in the city center of Nantes when Police blockaded the progression of the march and attacked with charges to the people protesting. Many citizens were wounded by tear gas and rubber bullets. Participants responded with fired projectiles – bottles, cans, steel balls, flares – towards the police who charged repeatedly.

About 20,000 people demonstrated in the city center of Nantes to protest against the construction of the new airport of Our Lady of Landes. Des violent clashes took place at the end of the event between violent groups and CRS. (Franck Dubray)

‘This is tens of thousands,’ assured Julien Durand, spokesman for the ACIPA, the main opposition group to the airport project, while refusing to give a precise figure.

According to him, the participation is equivalent to the previous rallies, such as in November 2012 which according to the organizers had expected 40,000 people (13,000 according to police).

In the late afternoon, the city center of Nantes showed scenes of devastation. People took out frustration from being ignored for years and beaten down when they speak out by ransacking a police station, an agency of Vinci (dealer airport project) group, but also broke several storefronts, any agency of Nantes transport or agency Nouvelles Frontières. At least two construction equipment vehicles and a barricade were also burned.

Objects were thrown at the SNCF catenary to block the movement of trains one source said. As for police, they made use of a large amount of tear gas, stun grenades and water cannons.

Protesters moved away blinded by tear gas while several hundred others continued to face the police, referring new projectiles bottles, or even own grenades forces.

‘No matter what tell the prefecture, for all of you it is a great success,’ provided at the end of the event Julien Durand.

‘An unnecessary and expensive project’
The demonstration had started in a friendly atmosphere. ‘No thank you Ayraultport’, ‘No to Ayrault pork‘, ‘Ayrault also emerges Vinci’, ‘Ni or airport metropolis, the city is ours’ we heard in the procession.

‘The mobilization is great here. We are here to show our determination to abandon this useless and expensive at this time of shortage project,’ said AFP Eva Joly MEP EELV.

Given the anti-capitalist component of the event and clashes that have marked previous events, the prefecture on Friday adopted a modification of the route so that it avoids the downtown core.

The event is organized two months after the publication of prefectural ordinances authorizing the start of pre-construction of the airport. Appeals were filed against these orders but do not have suspensive effect.However, work has still not started.

The inauguration of the future Grand Ouest Airport, originally scheduled for 2017, is now considered only ‘2019 or 2020’ by supporters of the transfer. According to an Ifop poll published Saturday, a majority of French (56%) are opposed to the future airport, 24% being positive and 20% were undecided.

This survey was conducted on behalf of Acting for the environment, Attac and ACIPA, the leading association of opponents to the project. The project of public utility in 2008, is justified by its supporters, PS as the UMP, including the risk of saturation of the current airport Nantes Atlantique.

#Nantes, #France, #NDDLCookednews#cookednews,#cookednews23CookedNews

In viaggio con Lady Ghigliottina Boldrini

La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo Regime, due medaglie così bastano e avanzano. La Boldrini deve andarsene e in fretta dalla Camera. Il presidente della Camera è un ruolo di garanzia del dibattito parlamentare. Lei ha tradito il suo mandato.

Il decreto legge IMU-Bankitalia ha regalato 7,5 miliardi alle banche sottratti agli italiani (e Renzie predica da un mese che vuole far risparmiare un miliardo agli italiani…) con un sotterfugio da magliari di terz’ordine, associare l’abolizione della seconda rata dell’IMU alla sottrazione di valore di Bankitalia. Si potevano scorporare i due decreti, il M5S avrebbe immediatamente votato per l’abolizione dell’IMU, non è stato fatto. Il M5S ha sollevato delle eccezioni a norma di regolamento, ha fatto “opposizione” da non confondere con il termine “ostruzionismo” caro ai telegiornali e alla carta igienica quotidiana che sono diventati quasi tutti i giornali.

Non siete abituati all’opposizione dopo decenni di inciuci? Beh, dovrete farvene una ragione. A termini di regolamento giovedì erano previsti numerosi interventi che avrebbero, per la loro durata, fatto decadere il decreto. La cosiddetta “tagliola“, la procedura che consente di interrompere la discussione e andare immediatamente al voto è presente nel regolamento del Senato, ma NON in quello della Camera. La Boldrini ha interrotto ogni discussione senza neppure l’appiglio del regolamento. Ha agito motu proprio, con un abuso di potere, fatto votare in un minuto per scappare dalla porta di servizio. Non era mai successo nella storia della Repubblica, neppure ai tempi di Pajetta che scavalcava i banchi per colloquiare con i colleghi democristiani o ai tempi di Tambroni. Mai è stata messa a tacere l’opposizione con un atto di imperio di natura strettamente personale. Giovedì 29 gennaio la democrazia è morta. Si è accettato il principio che le opposizioni, quando disturbano il Potere, devono essere messe a tacere ad ogni costo. Prima le banche, poi i cittadini.

I politici sono i camerieri dei banchieri e 7,5 miliardi valgono le messe di un’intera legislatura e la fine del confronto parlamentare. Boldrini a casa.

Il viral video di oggi. Pubblicato de giorni fa da FreedomChannelG su youtube, è stato ripreso da tutta la stampa nazionale e internazionale e fatto il giro (dell’Oca) della Rete. Visualizzazioni 5.676, all’orario in cui scriviamo, (19.01 ora italiana), su un canale youtube da 823 iscritti.

FreedomChannelG – YouTube

#CookedNews

Nasce il governo Letta, domenica il giuramento, poi alle Camere

nuovo governo LettaL’annuncio alle ore 17.20: 61 giorni dopo le elezioni, l’Italia ha un nuovo governo. Domenica il giuramento, poi alle Camere.

Dopo lunghe e convulse trattative Enrico Letta arriva al traguardo: sabato pomeriggio ha sciolto la riserva e presentato la sua squadra di Governo. Salito al Colle alle 15 per sottoporla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l‘elenco dei ministri. Sessantuno giorni dopo le elezioni Politiche, e 127 giorni dopo le dimissioni di Mario Monti, quindi, l’Italia ha un nuovo esecutivo.

LA SQUADRA – Angelino Alfano guiderà il ministero degli Interni, Emma Bonino quello degli Esteri. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento è Dario FranceschiniGiampiero D’Alia quello per la Pubblica amministrazione, Anna Maria Cancellieri quella della Giustizia, Fabrizio Saccomanni quello dell’Economia, Enrico Giovannini quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Chiara Carrozza quella per l’Istruzione. Le Riforme costituzionali vanno a Gaetano Quagliariello. Il ministero delle Politiche Agricole è stato affidato a Nunzia di Girolamo (che in Veneto ricordano per la polemica sui contadini). Tra le tante donne, il ministro Cécile Kyenge, medico oculista nato nella Repubblica Democratica del Congo, che si occuperà dell’Integrazione. È nata all’estero, in Germania, anche Josefa Idem, ministro delle Pari opportunità e dello Sport. Alla Difesa Mario Mauro, Flavio Zazonato allo Sviluppo, Trasporti Infrastrutture Maurizio Lupi, Salute Beatrice Lorenzin, Ambiente Andrea Orlando, Beni culturali e Turismo  Massimo Bray, Coesione territoriale Carlo Trigilia, Affari europei Enzo Moavero Milanesi, Affari regionali Graziano Delrio.

I primi passi dell’esecutivo di Letta, 46 anni, saranno il giuramento davanti al Capo dello Stato, domenica mattina alle 11,30, e la presentazione per la fiducia davanti alle due Camere.

‘Voglio premettere alla lettura della lista ancora una profonda gratitudine nei confronti del presidente della Repubblica per questa fiducia – ha esordito Letta alle 17.20 -, e aggiungere parole di sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità dimostrata, per le competenze che si sono messe al servizio del Paese, per il record di presenza femminile e per il ringiovanimento complessivo della compagine di governo’.

‘È GOVERNO POLITICO’ – Subito dopo Letta ha preso la parola Napolitano, che ha commentato: ‘Vorrei aggiungere solo semplicissime parole a commento della presentazione della squadra di governo effettuata dall’onorevole, dal presidente Letta – ha annunciato. Innanzitutto non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo. È un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare. È un governo nato dall’intesa delle forze politiche che insieme garantiranno la fiducia nelle due Camere. Era ed è l’unico governo possibile in un momento in cui non si poteva più aspettare oltre per le sorti del nostro Paese’.

Ecco i nomi e gli incarichi dei ministri che fanno parte del governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa – Mario Mauro
Esteri – Emma Bonino
Giustizia – Anna Maria Cancellieri
Economia – Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello
Sviluppo – Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture – Maurizio Lupi
Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute – Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini
Ambiente – Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale – Carlo Trigilia
Affari europei – Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali – Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini
Integrazione – Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

(fonte Corsera)

Governo: domani il giuramento del nuovo esecutivo di Letta premier

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Il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta dovrebbe sciogliere la riserva sulla formazione del nuovo governo domani, e sempre domani ci potrebbe essere il giuramento del nuovo esecutivo.

Lo riferiscono fonti vicine al presidente incaricato.

Secondo le stesse fonti domenica il neo presidente si prenderebbe una pausa per preparare il discorso programmatico da pronunciare alle Camere lunedì.

Letta, è stato a colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano per circa due ore questa mattina al Quirinale, e a seguire si è recato a Palazzo Chigi da Mario Monti.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ‘ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, che lo ha informato sullo svolgimento dell’incarico ricevuto’, si legge nella nota del Colle.

La giornata di oggi, ha detto lo stesso Letta, è dedicata a ‘fare la sintesi’ delle posizioni ascoltate ieri.

Fonti di Montecitorio dicono intanto che questa sera si terrà la capigruppo che dovrebbe servire solo per esaminare la richiesta del presidente Giancarlo Giorgetti di fare slittare la riunione della commissione speciale da lunedì a martedì.

Nel frattempo il leader del Pdl Silvio Berlusconi è rientrato dal viaggio a Dallas negli Stati Uniti ed ha subito riunito a palazzo Grazioli un vertice di partito per esaminare l’evoluzione della formazione del nuovo governo.

Si susseguono intanto le indiscrezioni sui nomi che entreranno a far parte dell’esecutivo, ma nessuna delle voci ha avuto finora alcuna conferma autorevole.

Il governo nascerà e sarà un buon governo. Matteo Renzi, intervistato da Skytg24, non si sbilancia sulla durata dell’esecutivo, ma si dice ottimista: ‘sono l’ultimo a poter dire quanto durerà, spero che il governo lavori e lavori nell’interesse dell’Italia. Dopo lo 0 a 0 delle elezioni sono 60 giorni che stiamo fermi.

La scelta di indicare Letta come premier mi sembra un’ottima soluzione. Lui è capace di tenere insieme le varie anime di questo strano raggruppamento, credo che l’obiettivo sia che il governo nasca velocemente e affronti i problemi degli italiani’. Per Renzi ‘i rischi ci sono sempre, si mantiene la stessa maggioranza che governa da un anno e mezzo. Io sogno il momento in cui centrosinistra e centrodestra si confrontano, uno vince e l’altro perde e si fa il presidente del Consiglio subito‘. ‘Oggi la situazione è abbastanza in divenire. Letta ha tutte le condizioni per superare difficoltà e insidie, non sarà facile, ma penso che possa prevalere il buon senso. In tutto il mondo quando ci sono i pareggi si fa un governo di larghe intese.’

Matteo Renzi sceglie la linea morbida e frena sulle espulsioni dal Partito democratico per chi non dovesse votare la fiducia al Governo. In un’intervista a Sky Tg24, il sindaco di Firenze risponde agli intransigenti – da Dario Franceschini a Debora Serracchiani, a Francesco Boccia – che dopo la bocciatura di Prodi si sono scagliati contro i franchi tiratori: ‘Se dovessimo trovarci di fronte alla medesima situazione – aveva detto Serracchiani – io vorrei davvero che questi franchi tiratori si palesassero, si presentassero e naturalmente uscissero dal mio partito perché non credo che ci siano le condizioni per andare avanti insieme’.

‘SE MANCA LA FIDUCIA È UN PROBLEMINO’ – Renzi si sente in disaccordo con la neogovernatrice del Friuli Venezia Giulia: ‘L’idea che già qualcuno dica a prescindere ‘non ti voto’ mi sembra sbagliata. Invito ad ascoltare ciò che Letta dirà in Parlamento, poi i dirigenti del Pd cercheranno di capire le ragioni del dissenso’. Prematuro quindi, dice il sindaco, ‘dire oggi ‘io non ti voto’. Credo che la stragrande maggioranza lo voterà. Se qualcuno non lo facesse, ci saranno le sedi opportune per fare questa discussione’. E ha aggiunto: ‘è evidente che se non si vota la fiducia è un problemino’.

Ma questa presunta compattezza viene smentita da diversi diretti interessati. Sandro Gozi – uno dei rappresentanti dell’area del dissenso vuole ‘capire come verrà formato il governo e per fare cosa. Se fosse la somma di un pezzo dell’ultimo governo Berlusconi e di un pezzo dell’ultimo governo del centrosinistra non risponderebbe neppure al monito di Napolitano che chiede di avviare un nuovo ciclo politico’. Anche Laura Puppato precisa: ‘Non so da cosa desume tutte queste informazioni Renzi…’. Secondo la senatrice, ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio2, sarebbero ‘credo una ventina’ i dissidenti. Pippo Civati li quantifica addirittura in una cinquantina: ‘Sono quelli a disagio, quelli che invece si manifesteranno sono la metà’, ha spiegato alla trasmissione. E a chi gli chiede se, rischiando l’espulsione, queste sono le sue ultime ore nel Pd? ‘Potrebbe essere uno degli ultimi giorni del Pd, più che altro: se vota un governo con esponenti politici ‘ingombranti’, rischia di morire’.

 Renzi in ogni caso si era detto certo che ‘il governo nascerà e sarà un buon governo’. Non si è sbilanciato sulla durata dell’esecutivo, ma è parso ottimista: ‘sono l’ultimo a poter dire quanto durerà, spero che il governo lavori e lavori nell’interesse dell’Italia’. In sintesi, la scelta di indicare Letta come premier gli è piaciuta: ‘Mi sembra un’ottima soluzione. Lui è capace di tenere insieme le varie anime di questo strano raggruppamento, che costituisce la base di questo governo di servizio; credo che l’obiettivo sia che il governo nasca velocemente e affronti i problemi degli italiani’. ‘Quello di Letta – ha aggiunto Renzi – sarà un bel governo perché lui conosce tanta gente di valore in giro per l’Italia che può dare una mano’.

‘COSE CONCRETE PER ARGINARE M5S’ – A una domanda sulla segreteria Dem, Renzi aveva poi glissato: ‘Troppo presto per ragionarci’. Piuttosto, chiede che si facciano ‘cose concrete’ per arginare il M5S di Grillo. ‘A me ieri è piaciuto Enrico con i 5 Stelle. È stato deciso – ha proseguito -. Negli ultimi due mesi il M5S ha avuto una sorta di santificazione da parte di alcuni politici e alcuni media. Ma se incalzato sulle cose da fare, perderà consenso’. In ogni caso, il nuovo esecutivo dovrà avere queste priorità: ‘Occupazione, diminuzione dei costi della politica, eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti, diminuzione del numero dei parlamentari’.

Il 25 aprile in tutta Italia: Napolitano, ‘la memoria è fondamentale, impariamo dalla Resistenza’

25aprile_napolitano_corona_altare_patriaAd aprire la giornata di commemorazioni – per il 68esimo anniversario della Liberazione – è stato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano che accolto con un grande applauso della folla, ha deposto la corona all’altare della Patria a Roma. Una cerimonia sobria davanti a tutte le autorità civili, politiche e militari; erano presenti, i presidenti di Camera e Senato, Grasso e Boldrini, il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Al termine della cerimonia, prima di lasciare piazza Venezia per dirigersi in via Tasso, dove ha inaugurato il nuovo allestimento che ricorda le vittime delle torture naziste, Napolitano ha salutato le associazioni dei militari in congedo che lo hanno ringraziato per aver nuovamente accettato l’incarico di Capo dello Stato. ‘Nei momenti cruciali per il Paese in tempo di crisi la memoria è fondamentale. Venendo in posti come questi, c’è sempre molto da imparare sul modo di affrontarli: serve coraggio, fermezza e senso dell’unità, che furono decisivi per vincere la battaglia della resistenza‘, ha detto lasciando il Museo della Liberazione dove è stato accolto da un coro di bambini che ha cantato per lui ‘Bella Ciao‘ e l’Inno nazionale.

Grasso contestato. A Marzabotto, teatro della strage che si consumò nel settembre del 1944 con l’uccisione da parte delle milizie nazifasciste di 800 persone per rappresaglia contro i partigiani della Brigata Stella Rossa, è stato contestato il presidente del SenatoPietro Grasso. ‘Accetto la contestazione – ha detto Grasso – però dopo dobbiamo sbracciarci insieme per costruire qualcosa’.

Molti i politici mobilitati per le manifestazioni, in tutta Italia. Compresi i parlamentari del M5S, che hanno però deciso di essere presenti alle cerimonie come semplici cittadini, non in prima fila né sui palchi. ‘Penso che siano atteggiamenti di elitarismo, di chi si vuole sempre distinguere’, ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Toni provocatori invece per Grillo che sul suo blog ha commentato: il 25 aprile è morto, scrive. ‘Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto’, si legge nel lungo post dedicato all’anniversario della Liberazione, che conclude: ‘Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere’.

I Cinque Stelle sono rimasti nei cortei, tra la gente. Quasi tutti. A Reggio Emilia, accanto al presidente dell’Anci e sindaco della città Graziano Delrio, c’erano anche le due parlamentari del Movimento di Reggio, Maria Edera Spadoni (deputato) e Maria Mussini (senatore). ‘Siamo qui contro il governo dell’inciucio, la nuova resistenza siamo noi’, ha spiegato la senatrice Mussini. ‘I nuovi partigiani siamo noi. Non in quanto parlamentari ma come cittadini che vogliono partecipare’, ha aggiunto.

Come stabilito invece Roberta Lombardi che, zaino sulle spalle, ha assistito alla cerimonia in mezzo alla gente. ‘La liberazione vera’, ha detto Lombardi, ‘sarebbe la liberazione dagli inciuci, dalla vecchia politica, dai partiti. Quanti morti per questo Paese e quanta indegna classe politica che sta facendo finta di ricordare quei morti. E’ una cosa che fa male’. Con lei a piazza Venezia anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Roberto Fico.

Questa mattina, in una pausa delle consultazioni in corso alla Camera dei Deputati con le rappresentanze parlamentari, invece il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, si è recato in visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine. ‘Ho sentito il bisogno, la necessità – ha detto – di rendere omaggio alla memoria di quanti si sono battuti e sacrificati per la liberazione dell’Italia e per la democrazia’.

Roma è stata movimentata da una serie di manifestazioni, maratone e strade chiuse per le biciclette dalla mattina a mezzanotte. I partigiani dell’Anpi hanno sfilato dal Colosseo al Campo Boario. Pedalate nei luoghi storici della Resistenza e cortei di studenti.

Milano il tradizionale corteo da porta Venezia a piazza Duomo e la successiva manifestazione sono state chiuse dall’intervento di Boldrini, che ha tenuto un’orazione commemorativa anche a Genova. In piazza Duomo, dietro lo striscione dell’Anpi, la presidente della Camera in ha cantato ‘Bella Ciao’ insieme agli ex partigiani.

Il 25 aprile ‘non è solo memoria, ma attualità’, ha sottolineato l’Arci, che assieme all’Associazione nazionale partigiani ha organizzato iniziative in tutta Italia. A Bologna organizzati molti eventi, dalle camminate in varie zone della città, alla deposizione delle corone.

In Sicilia, lo striscione dell’Anpi ha aperto la ‘marcia per la libertà’ con la scritta: ‘Noi siamo partigiani della Costituzione”. Prima il ricordo, al Giardino Inglese, dei martiri di Cefalonia, con il sopravvissuto Giuseppe Benincasa, il coordinatore dell’Anpi Ottavio Terranova e il sindaco Leoluca Orlando. Sulle note di un violino sono rievocati i nomi del caduti. Sventolano le bandiere partigiane, dei sindacati, dei partiti di sinistra e dei ‘No-Muos‘ che a Niscemi, invece, oggi presidiano la base. Sessantotto anni dopo la Liberazione, 120 dopo i Fasci siciliani. Per tutta la giornata comitati, famiglie e mamme No Muos hanno deciso di occupare l’area con dibattiti, passeggiate lungo i sentieri vicini e mostre. Di ieri la notizia che il ministero della Difesa ha impugnato davanti al Tar Palermo la revoca da parte della Regione delle autorizzazioni relative al Muos.

In Toscana è stato Matteo Renzi a prendere la parola, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per commemorare il 68° anniversario della Liberazione.  “Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare”, ha detto a Firenze parlando dell’incarico affidato a Enrico Letta. “Io e all’amministrazione fiorentina saremo al suo fianco per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia”.

Il sindaco, come era già successo nel 2010, ha scelto di intervenire in prima persona, senza affidare l’orazione ufficiale del 25 aprile a un ospite illustre come era avvenuto, negli anni passati, col giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi (2012), il cardinale Silvano Piovanelli (2011), l’allora presidente della Regione Claudio Martini (2009) o la presidente di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti (2008).

Parma la giornata di eventi è iniziata con il corteo ufficiale e la deposizione delle corone ai monumenti al Partigiano e ai Caduti, il discorso delle autorità in piazza Garibaldi, per concludersi con il concerto: sul palco Meg (ex 99 Posse), Maria Antonietta e la band spagnola Pegatina.

Torino duemila persone hanno sfilato da piazza Arbarello, per via Cernaia fino a piazza Castello per la fiaccolata del 25 aprile. Il sindaco Piero Fassino in testa, insieme all’assessore comunale alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, e il consigliere regionale del Pdl Giampiero Leo. Tra la folla, le bandiere di Cgil, Cisl, Uil, No Tav e ancora, Anpi, Pd e Fiom. In corteo anche tante famiglie con bambini. Durante il suo discorso il sindaco è stato contestato e  interrotto dai fischi di un gruppo di antagonisti che hanno anche esposto cartelli di protesta.

Il secondo mandato di Napolitano

elezione-del-presidente-della-repubblicaSembra un paradosso, ma il rieletto Napolitano si è dimesso. La procedura vuole così: per poter prestare il giuramento previsto oggi pomeriggio alle 17 dinanzi alle Camere riunite in qualità di presidente eletto, il capo dello Stato ha dovuto sottoscrivere formali dimissioni. E subito dopo al Quirinale è stata ammainata la bandiera della presidenza.

Giorgio Napolitano è tenuto in alta considerazione per il suo profilo personale dal governo tedesco come nel contesto internazionale’, ha commentato oggi il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert a Berlino.

Alle 17 inizierà il secondo mandato di Napolitano alla presidenza della Repubblica. Mentre il capo dello Stato presterà giuramento sulla  Costituzione, dal Gianicolo 21 colpi di cannone saluteranno  l’inizio del nuovo settennato della più alta carica dello Stato. Sarà la presidente della Camera Laura Boldrini a invitare Napolitano a  giurare, in base all’articolo 91 della Costituzione secondo la formula  che il capo dello Stato probabilmente conoscerà ormai a memoria: ‘Giuro  di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la  Costituzione’.

Dopo il giuramento, che sarà ‘segnato’ dalla campana di Montecitorio, ci sarà uno scambio di poltrone: il Capo dello Stato si metterà su quella dove si trovava la terza carica dello Stato, e pronuncerà il suo discorso al Parlamento. Subito dopo si procederà alla chiusura della seduta, con Laura Boldrini e il presidente del Senato Pietro Grasso che accompagneranno Napolitano all’ingresso principale, dove ad attenderlo, oltre ad uno schieramento interforze, ci sarà il presidente del Consiglio Mario Monti con il quale andrà all’Altare della Patria. I presidenti dei due rami del Parlamento attenderanno infine al Quirinale l’arrivo del capo dello Stato.

(fonte laRepubblica)

Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Bindi si dimette, caos nel Pd

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Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, il candidato del Pd non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta di 504 voti e si è fermato a 395 preferenze, contro le 496 su cui poteva contare sulla carta. Pdl e Lega non hanno partecipato al voto. Bindi si dimette.

Il quarto scrutinio. Stefano rodotà, candidato di Beppe Grillo, ha ottenuto 213 voti, mentre Annamaria Cancellieri, sostenuta da Scelta civica 78, e Massimo D’Alema 15. Franco Marini 3, Giorgio Napolitano 2. I voti dispersi sono 7, le schede bianche 15, le schede nulle 4.

A Prodi mancano un centinaio di voti. ‘Tutti i nostri voti sono andati a Romano Prodi ed erano ‘segnati’, sono andati tutti a Romano Prodi’. Lo spiega il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore. A chi gli chiede se le loro schede fossero quelle su cui era scritto ‘R. Prodi‘, Migliore ha replicato di sì.

Scene di euforia tra i deputati del Pdl che ha accolto il mancato raggiungimento del quorum e il risultato decisamente sotto le previsioni di Prodi, con grandi abbracci. Molto soddisfatta Jole Santelli che ha abbracciato due colleghe di gruppo, mentre il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri si è precipitato nel cortile dicendo «ora Prodi se ne deve andare», accompagnando la sua affermazione lo con un eloquente gesto della mano.

Pd sotto shock. Gabinetto di guerra nell’ufficio di Bersani alla Camera dopo l’esito del votosu Prodi che ha provocato uno shock. Chi festeggia è il M5s che ora punta tutto sul nome di Rodotà. Il Pdl dal canto suo, torna su D’Alema e Amato, ma ora pensa anche a Severino e Cancellieri. Su quest’ultima torna in pressing anche il premier Mario Monti.

Rodotà.
 ‘Sorpreso’ ma assolutamente ‘tranquillo. Così Stefano Rodotà ha commentato a Rainews24 l’esito del quarto scrutinio. «Sono disteso altrimenti non sarei stato capace di parlare bene, non ho una preoccupazione che mi opprime», ha spiegato Rodotà dopo un convegno. ‘Vivo questa cosa con assoluta con tranquillità’, ha aggiunto.

Ieri il candidato condiviso da Pd e Pdl, Franco Marininon era riuscito a raggiungere la maggioranza richiesta dei due terzi dei voti. Stamani il Pd si era ricompattato su Romano Prodi, ma anche l’ex presidente della commission europea non è riuscito a raggiungere il quorum richiesto, che dal quarto scrutinio scende a quota 504.

La candidatura Prodi. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aveva proposto stamani all’assemblea dei grandi elettori del Pd il nome di Prodi. La proposta è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei grandi elettori del centrosinistra. ‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’, ha detto Bersani.

Il terzo scrutinio.
 Stefano Rodotà, appoggiato dal M5S, è stato ancora una volta il candidato più votato con 250 preferenze su 949 votanti (1007 i grandi elettori). Le schede bianche sono state 465, 34 le preferenze di Massimo D’Alema, 22 Romano Prodi, 12 Giorgio Napolitano, 9 Anna Maria Cancellieri. Si sono registrate poi 47 schede nulle e 44 voti dispersi.

Dopo la doppia fumata nera per Franco Marini, che oggi alza bandiera bianca ritirandosi dalla corsa, anche Prodi dunque non ce la fa. Sull’ex premier c’era la netta contrarietà del Pdl, mentre Monti, ha calato sul tavolo la carta Anna Maria Cancellieri. Anche Beppe Grillo ha insistito sul suo candidato, Rodotà, sottolineando: ‘Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro’.

Che Prodi fosse a rischio l’aveva dimostrato il tentativo di Ricardo Levi (ex portavoce di Prodi) e Dario Franceschini di convincere Scelta Civica a convergere sull’ex presidente della Commissione europea. Ma il professore, intercettato dai due esponenti del Pd nel bel mezzo del cortile di Montecitorio, non ha ceduto e confermato che per il Quirinale serve una figura gradita anche dal centrodestra.

La quinta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica comincerà domani alle 10. Intanto, è  caos Pd che pero’ precisa che il segretario Pier Luigi Bersani non si dimette. E’ Rosy Bindi a lasciare la carica di presidente. ‘Il 10 aprile ho consegnato a Pierluigi Bersani una lettera di dimissioni da presidente dell’Assemblea nazionale del Pd’, ha reso noto in un comunicato. ‘Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo. Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle Istituzioni e del Paese‘.

Il deludente risultato su Romano Prodi nello scrutinio di questo pomeriggio sta provocando un nuovo terremoto nel Pd. I dirigenti del partito sono riuniti nella stanza di Pier Luigi Bersani alla Camera. Con il segretario ci sono Enrico Letta, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda. Facce scure tra tutti i dirigenti del Pd. Nessuno parla, ma la delusione e’ evidente. L’unica a farsi sfuggire un eloquente ‘sconforto’ è stata Finocchiaro, a fotografare lo stato d’animo dei vertici del partito. Ora il segretario dovrà decidere quale strategia adottare, se restare fermi anche domani sul nome di Prodi o cambiare di nuovo candidato.

Intanto nel Pdl è ‘rivolta’ contro la candidatura di Romano Prodi. Silvio Berlusconi si definisce ‘sconcertato’. ‘E’ stato sacrificato – dice ai gruppi del Pdl – il valore superiore della rappresentanza di tutti gli italiani nell’esclusivo interesse del Pd’. Il Cavaliere ha invitato i parlamentari a non partecipare alla quarta votazione per le elezioni del Capo dello Stato. Ora sarà – dice – lotta dura, il Pd ha sbagliato tutte le scelte.

‘Ritorna Marini’: parola di Umberto Bossi. Intervistato dal Tg3, Bossi ha criticato Romano Prodi: ‘In passato ha venduto i beni pubblici ai grandi imprenditori privati, rovinando il paese’. Ed oggi ‘Il passato impedisce lo sviluppo positivo del presente’.
‘L’errore è stato quello di far votare Marini troppo presto’, ha aggiunto, ‘bisognava farlo votare quando il quorum calava’. Ed ora, ‘quando si abbasserà il quorum il nome tornerà ancora’. Quanto alla sinistra, ‘ci mandi gente credibile a trattare. Prima ci hanno detto Marini e poi sono stati loro a fucilarlo’.

Non arriveranno sponde al Pd, se vogliono votare Prodi lo faranno con il Movimento 5 Stelle se ci riescono. E’ la linea che Mario Monti ha dettato ai gruppi di Scelta Civica in una riunione tenutasi alla Camera. Il premier uscente insiste ancora sul voto condiviso e – ha ragionato con i suoi – ‘se il Pd eleggerà Prodi dovrà fare il Governo con il Movimento 5 Stelle e non con noi’.
Scelta Civica punta, spiegano fonti parlamentari del partito, ad essere decisiva della scelta di una candidatura che trovi largo consenso tra le forze politiche. ‘All’unanimità hanno deliberato di sostenere con il proprio voto, nell’odierna votazione per l’elezione del Capo dello Stato, Anna Maria Cancellieri’ si legge in una nota di Scelta Civica.

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