Napolitano congeda i 10 saggi: ‘Un testimone significativo al nuovo presidente’

Napolitano e i dieci saggi n ultima seduta‘Quel che trasmetto è, credo, un testimone concreto e significativo’ per il nuovo presidente della Repubblica. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha congedato stamane i due gruppi di esperti che ha scelto di riunire al Quirinale per offrire spunti concreti alle forze politiche per uscire dallo stallo. Un lavoro che Napolitano ha difeso nel merito e nel metodo, sottolineando che non ha ‘interferito’ in alcun modo né con l’attività del Parlamento né con le decisioni delle forze politiche. ‘Le due relazioni – ha ribadito – faranno parte delle mie consegne al nuovo presidente della Repubblica’. Sarà al suo successore che Napolitano consegnerà le due relazioni presentate dai 10 saggi e che sono ‘oggetto, in questi giorni, della mia riflessione’, ha spiegato.

ll primo dei due gruppi (entrambi nominati il 30 marzo) – quello sulle riforme istituzionali, composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante – ha messo nero su bianco una serie di proposte che vanno dai diritti dei cittadini allo statuto dei partiti, dal Referendum alle leggi di iniziativa popolare, fino al ruolo della magistratura e dei mezzi di comunicazione. Le proposte spaziano dalla forma di Governo ai rapporti tra Parlamento e Governo.

La Relazione del Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea, composta da Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi, ha invece messo a punto proposte per ‘creare e sostenere il lavoro, rilanciare il ruolo dell’Italia negli scambi internazionali, migliorare il sistema tributario, aprire alla concorrenza, tutelare meglio i consumatori.

Legge elettorale mista con premio governabilità. Superare la legge elettorale vigente: si ‘potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario), con un alto sbarramento e un ragionevole premio di governabilità’. I dieci saggi nel documento conclusivo invitano anche ad abolire le circoscrizioni estere.

Togliere lo scorporo dal Mattarellum. In caso di ritorno al Mattarellum, è opportuno eliminare lo scorporo. Se il Parlamento dovesse optare per un regime semipresidenziale sarebbe preferibile propendere per una legge elettorale incentrata sul doppio turno di collegio, secondo il modello francese, al fine di rafforzare il Parlamento rispetto a un Presidente che ha la stessa fonte di legittimazione.

Stop a bicameralismo perfetto. L’attuale modello di bicameralismo paritario e simmetrico rappresenta una delle cause delle difficoltà di funzionamento del nostro sistema istituzionale. A tal fine, i saggi propongono che ci sia una sola Camera politica e una seconda Camera rappresentativa delle autonomie regionali (Senato delle regioni).

Conti pubblici, rivedere patto Stabilità interno. Rivedere il patto di stabilità interno alla luce del nuovo articolo 81 della Costituzione. E’ la proposta presentata dalla commissione di saggi nel capitolo relativo al miglioramento della legislazione e funzionamento della pubblica amministrazione.

Adeguato finanziamento partiti ineliminabile. Uniformare i soggetti deputati al controllo dei costi della politica. I controllori devono essere esterni e indipendenti. Ma, per i saggi, ‘il finanziamento pubblico delle attività politiche in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica’.

Conflitto interessi, nuova legge seguendo indicazioni Antitrust. Per prevenire il problema serve una legge sulla materia costruita non sulle aspirazioni dell’una o dell’altra forza politica, ma su proposte che non possano essere identificate come mosse da spirito di parte. L’autorità antitrust ha ripetutamente formulato valutazioni e proposte di aggiornamento della normativa vigente che qui si intendono richiamate. Esse possono costituire la base per impostare la riflessione che conduce alla riforma’.

Più depenalizzazioni e pene alternative. Per contribuire al ‘contenimento di un sovraffollamento carcerario ormai insostenibile’: trasformare in pene principali comminabili dal giudice di cognizione alcune delle attuali misure alternative dell’esecuzione, come l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare. Un ampio processo di depenalizzazione di condotte che possono essere meglio sanzionate in altra sede. L’introduzione su larga scala di pene alternative alla detenzione. Particolare attenzione al tema del lavoro dei detenuti.

Giudizi disciplinari magistrati, Corte ad hoc. Il giudizio disciplinare sui magistrati va esercitato in primo grado dal Csm, ma in secondo grado da una Corte ad hoc. La Corte sarebbe composta per un terzo da magistrati, per un terzo da componenti  eletti dal Parlamento e per un terzo da componenti nominati dal presidente della Repubblica. Ai magistrati deve essere vietato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato la sua funzione. Vietato anche tornare a esercitare la funzione nei luoghi dove il magistrato è stato candidato.

Giudice indipendente decida su incompatibilità. Il giudizio finale sui titoli di ammissione dei membri del Parlamento (legittimità dell’elezione, ineleggibilità e incompatibilità) spetta a ciascuna Camera con riguardo ai propri membri. Pertanto, proseguono i saggi, ‘le relative controversie non hanno un vero giudice e le camere sono chiamate a decidere in causa propria, con evidenti rischi del prevalere di logiche politiche. Si propone di modificare l’art. 66 attribuendo tale competenza a un giudice indipendente e imparziale’.

Potenziare norme anticorruzione.
 Il Parlamento ‘ha approvato recentemente un’importante legge anticorruzione’ che va tuttavia potenziata nelle attività di prevenzione da parte della Pa e nelle attività di controllo amministrativo. Soprattutto va introdotto il reato di autoriciclaggio, vanno rafforzate le norme sulla falsità in bilancio e precisata la fattispecie dello ‘scambio elettorale politico-mafioso’.

Riforme costituzionali, referendum confermativo sempre. Si propone di prevedere che le leggi di revisione costituzionale possano sempre essere sottoposte a referendum popolare confermativo’.

Valutare ipotesi reddito minimo inserimento. Valutare le diverse ipotesi relative all’eventuale introduzione di un reddito minimo di inserimento, da inserire in un quadro complessivo di revisione dell’assistenza. E’ questa la proposta formulata dalla Commissione dei saggi in materia di lavoro e condizioni sociali delle famiglie.

Fisco, presentare ddl delega ad approvazione Parlamento.
 Presentare all’approvazione del Parlamento il disegno di legge ‘delega fiscale’. E’ l’indicazione che arriva dalla relazione dei ‘saggi’ in materia economico-sociale. Vengono inoltre suggerite ‘diverse misure per migliorare il rapporto tra fisco e cittadino e per rafforzare la lotta all’evasione fiscale’.

Ridurre parlamentari: 480 deputati, 120 senatori. 
Oggi i deputati sono 630, circa uno ogni 95 mila abitanti. Il Gruppo di Lavoro ritiene che sia ragionevole seguire un criterio per il quale la Camera sia composta da ‘un deputato ogni 125 mila abitanti. I deputati verrebbero così ad essere complessivamente 480, per i senatori si propone un numero complessivo di 120, ripartiti in proporzione al numero di abitanti in ciascuna Regione’.

Rivedere retribuzioni vertici e dirigenti.
 Rivedere la struttura dei livelli retributivi delle figure apicali e dirigenziali nella pubblica amministrazione. E’ la proposta avanzata dai saggi tra le misure finalizzate al miglioramento della legislazione e funzionamento della Pa.

Rifinanziare Cig in deroga e affrontare tema esodati. Rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga e affrontare ‘la grave’ questione dei cosiddetti esodati. Sono due delle principali indicazioni della relazione dei ‘saggi’ in materia economico-sociale, per quanto riguarda il capitolo lavoro.

Politica nazionale differenziata per aree.
 Disegnare ogni nuova politica nazionale (o riforma di una preesistente) in modo differenziato fra aree, per tenere conto della diversa efficacia applicativa, predisponendo incentivi e sanzioni per i singoli attori (amministrazioni, strutture, dirigenti). E’ la proposta dei ‘saggi’ per affrontare la questione meridionale e quella settentrionale.

Nuovo Governo riprenda trattative con Svizzera su capitali. 
Riprendere i negoziati bilaterali con la Svizzera per un accordo di trasparenza ai fini della tassazione dei redditi transfrontalieri di natura finanziaria, alla luce dei recenti sviluppi sul fronte della fiscalità internazionale (in particolare, degli accordi conclusi dagli Stati Uniti con vari paesi europei) sullo scambio di informazioni, nonché delle raccomandazioni del G8 e del G20 su questa materia; in parallelo, il Governo può attivarsi in sede UE affinché l’Unione stessa negozi un tale accordo, in nome di tutti gli Stati membri.

Completare pagamento e rispettare termine 30 giorni. Completare il pagamento dell’intero ammontare dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione verso le imprese e far sì che l’obbligatorio termine di 30 giorni per i pagamenti, in vigore dall’inizio dell’anno, sia effettivamente rispettato.

Cambiare costituzione con commissione parlamentari e non.
‘La revisione costituzionale si compia attraverso una commissione redigente mista costituita, su base proporzionale, da parlamentari e non parlamentari. La commissione può avviare immediatamente il proprio lavoro (che dovrebbe durare pochi mesi) sulla base di documenti parlamentari’.

Intercettazioni, mezzo di prova e limite divulgazioni
. Per ‘le intercettazioni delle conversazioni dev’essere resa cogente la loro qualità di mezzo per la ricerca della prova, e non di strumento di ricerca del reato. Occorre inoltre porre limiti alla loro divulgazione perché il diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona’.

Rivedere riforma Fornero su tempo determinato.
 Vi è il rischio che le imprese siano estremamente prudenti nel procedere ad assunzioni a tempo indeterminato: sarebbe utile riconsiderare le attuali regole restrittive nei confronti del lavoro a termine, almeno fino al consolidamento delle prospettive di crescita economica.

Proseguire e rafforzare spending review. 
E’ necessario proseguire e rafforzare l’opera di riduzione e riorientamento della spesa pubblica delle amministrazioni (cosiddetta spending review), utilizzando e raffinando ulteriormente le analisi già svolte allo scopo di identificare le pratiche migliori.

Mantenere impegno equilibrio bilancio. 
Mantenere l’impegno all’equilibrio di bilancio. E’ la priorità indicata dai saggi. Lo Stato, ricordano, si trova a dover collocare nel 2013 oltre 200 miliardi di euro di titoli sul mercato.

Favorire telelavoro per aumentare occupazione femminile. Ricorrere al telelavoro, con vantaggi anche per le imprese in termini di riduzione dei costi fissi e dei casi di assenteismo. 

Fisco: Ok Equitalia, ma comportamenti collaborativi non vessatori.
 Necessario modificare alcune delle procedure utilizzate da Equitalia, al fine di creare un rapporto di fiducia reciproca con il cittadino. Migliorare il rapporto tra il fisco e il cittadino con il pieno e corretto adempimento degli obblighi tributari e, dall’altra, un’amministrazione che adotti comportamenti proporzionati al singolo contribuente, non vessatori, bensì collaborativi.

Disciplinare lobby con albo per trasparenza. I gruppi di interesse particolare svolgono una legittima ma non sempre trasparente attività di pressione sulle decisioni politiche. Ma, come ha suggerito l’Ocse, è un’opera che ha bisogno di trasparenza per non diventare un mezzo per alterare la concorrenza o per condizionare indebitamente le decisioni. Per questo, il gruppo di lavoro propone ‘una disciplina che riprenda i modelli del Parlamento europeo e quello degli Stati Uniti’.

Rivedere Isee, oggi è iniquo, distorsivo, inefficiente.
 L’attuale indicatore Isee presenta una serie di inconvenienti, per questo l’Isee va rivisto partendo dalla proposta già discussa presso la conferenza Stato-Regioni. Da tale indicatore, infatti, dipende un’ampia serie di benefici e prestazioni sociali erogati sia dalle amministrazioni centrali, sia dalle Regioni e dagli enti locali.

Tasse troppo alte, approvare delega di riforma. La pressione fiscale è ormai troppo alta, i saggi raccomandano l’approvazione del ddl delega di riforma che giace in Parlamento dalla scorsa legislatura. Occorre operare un redistribuzione per garantire l’equità e tagliare il carico fiscale sui redditi da lavoro.

Vietare di aggirare referendum ripristinando norme abrogate. Rafforzare i referendum e vietare per un periodo determinato di ‘ripristinare la norma abrogata e comunque di aggirare il risultato referendario’ con cinque interventi: a) elevazione del numero delle sottoscrizioni in relazione all’aumento della popolazione. b) Collocare il giudizio di ammissibilità del quesito da parte della Corte Costituzionale non dopo la raccolta di tutte le firme, ma dopo la raccolta di un certo numero, ad esempio 100 mila, adeguate a comprovare la serietà della proposta. c) Definire più precisamente i requisiti di ammissibilità. d) Definire il quorum di validità del risultato calcolandolo nel 50% più uno della percentuale dei votanti nella più recente elezione per la Camera dei Deputati. e) Vietare, per un periodo determinato, di ripristinare la norma abrogata e comunque di aggirare il risultato referendario’. Il gruppo ‘segnala’ anche ‘l’opportunità’ di ‘elevare il numero di firme richieste’ per le leggi di iniziativa popolare.

(fonte laRepubblica)

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Consultazioni, Boldrini e Grasso al Quirinale: ‘Bisogna dare un governo al Paese, si percorreranno tutte le strade’

Bersani a Bologna

Bersani a Bologna (Photo credit: framino)

‘Col presidente siamo concordi nella determinazione della necessità assoluta di dare un governo al Paese‘. Lo ha detto il presidente del Senato Piero Grasso, al termine del colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha aperto in mattinata le consultazioni al Quirinale. “Quindi si percorreranno tutte le strade – ha aggiunto – per raggiungere questo obiettivo’.

Nessuna conferma, intanto, alle voci che indicano proprio in Grasso la carta vincente di Pier Luigi Bersani per guadagnare il voto di fiducia al governo da parte dei senatori M5S.

Bersani crede in Palazzo ChigiPier Luigi Bersani, tuttavia, sembra orientato a chiedere un incarico pieno al Quirinale, nonostante alcune voci circolate nelle ultime ore a proposito di un possibile bis del ‘metodo Grasso’, voci che nelle ultime ore hanno riportato in auge anche Emma Bonino quale possibile premier incaricato. Lo staff del segretario nega con forza l’ipotesi che il leader Pd vada al Quirinale a proporre un nome diverso dal proprio e, a questo punto, sembra probabile che già giovedì in serata Bersani possa ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica.

Incarico, però, non vuol dire nomina, come ripete il costituzionalista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti, la vulgata di Montecitorio assicura che il Colle non intende fare salti nel buio e chiederà a Bersani di presentare numeri certi prima della nomina vera e propria a presidente del Consiglio. Numeri che apparentemente al momento non si vedono, poiché M5S continua a dire no e Lega e Pdl si muovono in coppia. Per questo, qualcuno nel Pd comincia sul serio a pensare di poter applicare il ‘metodo Grasso’, ovvero proporre per la premiership un nome non di partito, in modo da cercare di attrarre i grillini come accaduto per il presidente del Senato.

Bersani, in realtà, è determinato a provarci. Il segretario si farà forte dei numeri alla Camera e metterà sul tavolo i suoi ‘otto punti’ di ‘cambiamento’, oltre a una squadra di governo scelta ‘con quel metodo’, ovvero quello dei presidenti delle Camere, come ha già detto. Si tratta di vedere se tutto questo basterà: M5S dice che ‘Bersani non lo votiamo nemmeno se dovesse camminare sui ceci’ per ora dal centrodestra non arrivano segnali incoraggianti.

Il leader Pd è certamente disposto a scegliere un nome per il Quirinale che sia gradito anche al Pdl e alla Lega, magari Giuliano Amato o lo stesso Pietro Grasso, ma di sicuro non voterà un esponente di centrodestra. Per questo c’è chi sta pensando a cosa fare se i famosi numeri non dovessero esserci: la linea del segretario, finora, è stata netta, l’obiettivo è andare comunque in Aula a verificare se la fiducia c’è o no. Una mossa che permetterebbe a Bersani di tornare a elezioni anticipate da premier, sia pure senza fiducia.

Questo scenario, però, incontra la contrarietà di Napolitano che, secondo quanto sostengono diverse fonti parlamentari, vuole che Bersani gli porti garanzie sui voti, prima di nominarlo ufficialmente e mandarlo in Aula a chiedere la fiducia. Una situazione che rischia di produrre un braccio di ferro tra il Quirinale e il leader Pd, a meno che non venga preso in considerazione un ‘piano B’.

E’ lo schema a cui pensano non solo tutti gli ex Margherita del Pd e anche Walter Veltroni, ma persino frange bersaniane o comunque della sinistra del partito. Lo stesso Nichi Vendola, secondo alcune voci di Sel, starebbe suggerendo a Bersani di prendere in considerazione il ‘metodo Grasso’, se si dovesse constatare che i numeri non ci sono, perché l’idea di tornare al voto non piacerebbe nemmeno al governatore della Puglia. E Pippo Civati fa un nome che molti tengono in caldo per il Quirinale, forti del sì anche di Monti: Emma Bonino. Ma per Palazzo Chigi.

Al via le consultazioni da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano dunque, con due giorni di colloqui serrati per dare un governo al Paese. Tre le ipotesi: incarico esplorativo affidato a un’alta carica dello Stato, preincarico o incarico pieno a Pier Luigi Bersani. Dopo i primi colloqui della giornata con il presidente del Senato Pietro Grasso (che ha parlato di ‘necessità assoluta di dare un Governo al Paese’), e della presidente della Camera Laura Boldrini (‘c’è bisogno di un Governo il prima possibile‘) e con i gruppi parlamentari misti di Senato e Camera, chiudono l’agenda degli incontri previsti per la mattinata le rappresentanze della Südtiroler Volkspartei e della minoranza linguistica della Valle d’Aosta.

Nel pomeriggio a cominciare dalle 16,30, sarà la volta del gruppo parlamentare del Senato Per le autonomie-Psi, di quello della Camera Sinistra ecologia libertà e, alle 18, dei gruppi parlamentari di Scelta Civica per l’Italia. Domani si replica: Napolitano incontrerà la delegazione di M5s con Grillo, Pdl e Lega Nord, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Chiuderà la due giorni di consultazioni la delegazione del Pd, con Bersani che chiederà l’incarico.

‘Abbiamo ribadito la nostra non disponibilità a dare la fiducia a un governo che mette insieme tutto e il contrario di tutto’, ha detto Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia, uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni con il presidente Napolitano. Per Crosetto, ‘serve un governo con un programma chiaro e non come il governo Monti. Nessun inciucio, quindi, ma abbiamo comunque la disponibilità a portare in Parlamento le cose che abbiamo portato avanti in campagna elettorale: fra le altre, pagamento dei debiti pa, riforma costituzionale alla francese, limite alla tassazione in costituzione’.

C’é la ‘necessità di fare un governo e siamo molto preoccupati dell’immagine dell’italia all’estero. C’è un partito che vuole fare il controllore degli altri senza prendersi responsabilità’, ha dichiarato Riccardo Antonio Merlo, eletto in Argentina, e rappresentante del Maie, il Movimento italiani all’estero, componente della delegazione del gruppo misto di Montecitorio dopo l’incontro con il presidente Napolitano nell’ambito delle consultazioni. Merlo si è anche scagliato contro quella che chiama ‘la casta della Ue’.

Il presidente Napolitano è ‘molto consapevole’ della situazione e dimostra ‘il consueto rigore costituzionale che in questo momento assume valore assoluto’, ha dichiarato Pino Pisicchio, del gruppo Misto alla Camera ed esponente dell’Api, dopo il colloquio al Colle per le consultazioni.

Silvio Berlusconi rilancia la sua offerta al Partito democratico per un governo di larghe intese che sia in grado di gestire i problemi dell’Italia. ‘Soltanto un governo stabile di concordia nazionale tra Pd e Pdl può realizzare gli interventi necessari nell’interesse del Paese’. Berlusconi ha detto che è questo quanto riferirà domani al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che oggi ha avviato le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Boldrini e Grasso si riducono gli stipendi dal 30 al 50%: ‘si lavorerà cinque giorni su sette’

Laura Boldrini gives a speech after the vote electing her as the new lower house president at the Chamber of Deputies in RomeLa prima conferenza dei capigruppo della XVII legislatura si avvia all’insegna del rigore. I neo presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno annunciato una riduzione del 30% al proprio stipendio e hanno dato impulso alla pianificazione di tagli ai costi del Palazzo. Poi, in collegamento con Ballarò, Boldrini e Grasso garantiscono: ‘In Parlamento si lavorerà cinque giorni su sette. Chiederemo sacrifici anche ai dipendenti, perché qui ci sono stipendi molto alti, faremo tutto con la collaborazione dei sindacati’.

Boldrini e Grasso si presentano agli italiani. ‘L’Italia ha bisogno di risposte, ha bisogno di crescita. C’è bisogno della collaborazione di tutte le forze politiche’ ha dichiarato Laura Boldrini rispondendo a Giovanni Floris, descrivendo il clima costruttivo della conferenza dei capigruppo. Una legislatura che dura? ‘Ci vuole buon senso, il Paese non può permettersi di tornare alle urne. Speriamo di trovare un governo che vada avanti per cinque anni. Se lo augurano tutti gli italiani’.

Pietro Grasso, cosa vuol dire provenire dalla magistratura: ‘Vuol dire avere nuovi stimoli, un impegno ancor più forte. Oggi ho passato la giornata con la collega (Boldrini, ndr) e in conferenza dei capigruppo. Per me è un passaggio da una posizione a un’altra, con nuovi obiettivi ma senza perdere i miei, di obiettivi’.

Laura Boldrini: “Per 24 anni mi sono occupata di diritti umani, che non possono avere bandiera. Quindi non mi ritengo una presidente della Camera schierata”.

Messaggio al M5S: ‘Mediazione non è ribasso’. Attraverso Ballarò, Pietro Grasso risponde a Grillo: ‘Qualcuno ha detto che siamo foglie di fico, invece siamo querce che hanno già iniziato a lavorare’. Da Laura Boldrini, un messaggio ai parlamentari del M5S: ‘Sono persone serie e motivate, persone con cui si può collaborare benissimo, non sono così strane. Hanno il loro modus operandi, certo. Ma capiscano che politica è anche mediazione. Che non vuol dire giocare al ribasso sui principi, ma trovare soluzioni’.

Ancora Grasso spiega a Ballarò uno degli interventi studiati per ridurre i costi della macchina parlamentare. ‘Vorremmo proporre la giustificazione delle spese perché abbiamo scoperto che molte spese sono rimborsate in maniera forfettaria: in questo modo ci sarebbe un risparmio pari al 30-50%’. Grasso e Boldrini sottoporranno la proposta al voto dei loro Uffici di presidenza.

I tagli ai costi del Palazzo. Nelle rispettive conferenze dei capigruppo, Boldrini e Grasso hanno illustrato precise linee di indirizzo condivise. Oltre alla significativa riduzione dei loro stipendi, i presidenti delle Camere propongono la stessa riduzione per i titolari delle altre cariche interne in tema di indennità di ufficio e di altre attribuzioni attualmente previste, alcune delle quali potrebbero essere del tutto soppresse, quali ad esempio i fondi per spese di rappresentanza. Una riduzione, a partire dal trenta per cento con l’obiettivo di arrivare al cinquanta, sarà inoltre applicata alle dotazioni delle segreterie particolari degli stessi titolari delle cariche istituzionali.

Altra proposta di intervento sul trattamento economico complessivo dei parlamentari, che saranno in concreto definite una volta costituito l’Ufficio di Presidenza, con l’obiettivo di realizzare un risparmio tra il trenta e il cinquanta per cento della relativa spesa. In particolare sarà proposta la trasformazione di tutti i rimborsi forfettari in rimborsi a piè di lista, in modo che ogni singola erogazione sia giustificata in relazione alle finalità istituzionali.

Al contempo, si proporrà di rafforzare le garanzie per i collaboratori dei parlamentari, mediante contratti di lavoro subordinato, ovviamente a tempo determinato. Nell’ottica della trasparenza verranno inoltre pubblicati sui siti internet delle rispettive amministrazioni i dati di tutte le consulenze. Sarà poi chiesto ai dipendenti delle Camere, in servizio e in pensione, di usare la stessa sensibilità e disponibilità, dando concreti segnali di contenimento dei costi: un tema che sarà presto oggetto di dialogo con i sindacati.

Al Senato, come riferito dal neo capogruppo Pd Luigi Zanda, il presidente Pietro Grasso ha fatto ‘un accenno, rilevante e molto significativo politicamente, all’esigenza di contenere ulteriormente i costi del funzionamento della macchina’. Zanda ha inoltre sottolineato come ‘la competenza sia dell’ufficio di presidenza del Senato’ che verrà costituito giovedì prossimo. ‘Tutti i gruppi – ha detto ai cronisti Mario Mauro, capogruppo del gruppo montiano di Scelta civica – hanno espresso la forte volontà di procedere’ con una nuova spending review e uno degli strumenti di cui si è parlato nel corso della riunione è quello della ‘rendicontazione di tutto ciò che è forfettario’.

Alla Camera, il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, ha spiegato: ‘Si è convenuto, seguendo una traccia della presidente Boldrini, di considerare sia i costi degli eletti (ossia i deputati, ndr.) che del personale attivo e di quello in quiescienza, oltre che i costi delle strutture. Si è anche convenuto che tutti i risparmi che ne deriveranno abbiano delle destinazioni visibili. Boldrini ha suggerito di destinarli alla ricerca. Per avere più consenso sui tagli devi far vedere dove i tagli vanno a finire’.

Commissioni, è scontro con M5S. Si è inoltre deciso di avviare una revisione dei regolamenti parlamentari. Ma alla capigruppo della Camera si è palesato da subito il confronto tra Movimento 5 stelle e gli altri partiti. Secondo i ‘grillini’ le commissioni andrebbero costituite subito, mentre tutte le altre forze politiche si sono ritrovate sul fronte opposto, accomunate da una riflessione: prima è necessario avere un governo.

‘Senza l’interfaccia del governo – ha spiegato il presidente del Gruppo Misto, Pino Pisicchio – le commissioni avrebbero un margine di attività relativo’. ‘Si avrebbe un rischio belga’, ha aggiunto il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, perché a quel punto la crisi di governo potrebbe prolungarsi, ‘con il rischio di aggravare i problemi del Paese’. ‘Senza un governo – ha sottolineato ancora Brunetta – non possono partire le commissioni parlamentari e non si può fare il Def’.

Il rappresentante di Sel, Gennaro Migliore, ha osservato: ‘Se non c’è un governo, in alcuni organismi di garanzia come il Copasir sarà difficile insediarsi senza sapere chi è maggioranza e chi opposizione. Al Copasir la metà dei componenti è della maggioranza e la metà dell’opposizione. Ma senza un governo come lo stabiliamo?’.

Di parere opposto Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 stelle, che ricollegandosi alla richiesta espressa dalla conferenza alla presidente Boldrini di invitare il governo a riferire sul recente Consiglio europeo, sulla crisi di Cipro e sul braccio di ferro con l’India sui marò, ha ironizzato: ‘E’ interessante sapere che la maggior parte dei partiti, invece di rilanciare l’attività del Parlamento, reputa essenziale che il governo venga a riferire sull’India e Cipro. I cittadini saranno molto contenti’.

(fonte laRepubblica)

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