Maltempo: salgono a 5 le morti accertate in Toscana. Nella Marsiliana crolla un ponte

L’ondata di maltempo che ha colpito il Centro-Nord e ha causato cinque morti accertati in Toscana dà una tregua e si sposta a Sud. Dopo l’intensa perturbazione, grazie al rinforzo dell’alta pressione, da oggi si verificherà un miglioramento del tempo ma le forti piogge si sposteranno a Sud e sulle Isole.

Intanto stamattina i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi senza vita di tre persone (due uomini e una donna), dipendenti dell’Enel. I tre erano a bordo di un furgone della società finito nel fiume Albegna a causa del crollo, nella tarda serata di ieri, di un ponte a Marsiliana. I vigili del fuoco li avevano già individuati stanotte, ma sono riusciti a recuperarli dopo ore di lavoro. Le tre vittime (Paolo Bardelloni, 59 anni, di Grosseto; Antonella Vanni, 48 anni, di Larderello e Maurizio Stella 47 anni di Follonica) erano dipendenti dell’impianto geotermico di Enel Green Power di Larderello, in provincia di Pisa.

 Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta seguendo l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture interessate. Il Capo dello Stato ha espresso la propria ‘solidarietà alle Comunità coinvolte, la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e al tempo stesso il vivo apprezzamento a quanti sui territori colpiti sono impegnati nella gestione dell’emergenza e nelle operazioni di soccorso’.

A questo punto il bilancio delle vittime per il maltempo in Toscana sale a 5 morti: oltre ai tre recuperati stamattina, ieri è stato ritrovato a Capalbio il corpo del 73enne che, mentre guidava l’auto, era finito in un canale e poi è stato trascinato via da un torrente esondato; nella notte tra sabato e domenica, invece, a Marina di Massa (Massa Carrara) un anziano di 79 anni, cardiopatico è morto colpito da infarto mentre controllava se la cantina della sua abitazione era stata allagata.

Tra mercoledì e giovedì, dicono gli esperti di Epson Meteo, il vortice di bassa pressione generato dalla perturbazione, porterà piogge, localmente anche forti, in Sardegna, Sicilia e zone ioniche. Il tempo si manterrà per lo più discreto sul resto dell’Italia, soprattutto al Nord, Toscana, Umbria e Lazio. Nei prossimi giorni i venti di Scirocco continuano a regalare un clima mite, con temperature minime elevate e massime anche oltre i 20 gradi.

In Toscana, dove la situazione sta tornando lentamente alla normalità, l’esercito è intervenuto a sostegno della popolazione colpita dai nubifragi e dalle frane, mentre a Roma prosegue il monitoraggio della situazione di Tevere e Aniene: la Protezione civile di Roma Capitale spiega che il picco massimo sarà dunque raggiunto domani, dopo mezzogiorno, quando si prevede di sfiorare i 12 metri. L’andamento ‘morbido’ dell’innalzamento dei livelli traccia uno scenario ordinario che non determinerà situazioni di allarme.

Ancora chiusa l’A1 a seguito dell’allagamento della sede autostradale tra gli svincoli di Valdichiana e Fabro in direzione Roma e, in direzione Firenze, da Orte fino a Chiusi. Si prevedono tempi lunghi per la riapertura del tratto per la quale bisognerà attendere il ritiro della piena e la successiva bonifica del piano viabile.

In Toscana il presidente della Regione Enrico Rossi ha parlato di ‘situazione grave’, e ha chiesto l’intervento dell’esercito per aiutare le popolazioni alluvionate. Pioggia record, infatti, nella Maremma dove non faceva così tanta acqua da 760 anni.

Nubifragio a Lipari, da Twitter le foto

Stato di calamità per il nubifragio che si è abbattuto quest’oggi sulle Eolie. Il maltempo ha colpito soprattutto Lipari. Si è trattato, spiegano i metereologi, di una vera e propria alluvione lampo, provocata dal mare molto caldo nel basso Tirreno e dall’ondata di maltempo in atto sull’Italia. La pioggia torrenziale ha colpito la più grande delle Eolie, che già a inizio mese era stata oggetto di nubifragi. Adesso le precipitazioni sfiorano i 200mm mensili, +600% rispetto alla media pluviometrica mensile.

A causa del nubifragio, si è allagata la scuola media e 200 ragazzi hanno trovato riparo al primo piano dell’istituto. A Canneto il torrente con il fiume in piena ha sommerso una decina di auto. Strade invase dalla pioggia.

Sempre a Canneto, nella zona di Calandra, è sceso a valle un fiume di detriti di pomice e anche un bus carico di passeggeri, e qualche turista è rimasto impantanato.

A seguito degli eventi calamitosi abbattutisi sul territorio comunale, il sindaco Marco Giorgianni ha disposto la chiusura delle scuole a tutela della pubblica e privata incolumità e per le motivazioni di sicurezza e di Protezione civile.

Da Twitter commenti e le prime foto dell’alluvione. Dal social network: ‘A #Lipari non hanno aspettato che arrivasse la Protezione Civile. Cittadini subito a lavoro dopo l’#alluvione‘,  ritwittato 204 volte. La foto mostra le persone a lavoro.

Terremoto: scossa di magnitudo 6 Richter, sette le vittime e decine i feriti. Epicentro nel Ferrarese

Tre scosse di terremoto questa notte anche colpito la parte Nord di Bologna, coinvolgendo buona parte del territorio del Ferrarese, fino a raggiungere Milano e il Veneto. Con 7 vittime e decine di feriti, un numero ancora da verificare, rimane la Romagna la regione più colpita dalla scossa più forte,  magnitudo 6 intorno alle 4 di notte. Le vittime sono quattro operai schiacciati nel crollo di un tetto,  lavoravano in due diverse aziende del Ferrarese, nella zona di Bondeno e due donne decedute per lo spavento. Ma il bilancio sembra destinato a crescere man mano che i soccorsi raggiungono casolari isolati o piccoli paesi intorno all’epicentro del terremoto. Una donna di 37 anni, Gabi Ehsemann, è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, forse per un malore legato allo spavento. E’ una donna di 83 anni del ferrarese, Anna Abeti, già colpita da Ictus una decina di giorni fa, la settima persona deceduta in seguito al terremoto: secondo i carabinieri di Ferrara, la donna avrebbe accusato un malore – che ne ha causato poi la morte – arrivando all’ospedale di Sant’Anna solo in tarda mattinata, mentre la forte scossa di terremoto avvertita nel ferrarese in un buona parte della regione risale alle prime ore del mattino. A Sant’Agostino è deceduta, colpita da un calcinaccio, Nerina Balboni di 103 anni. In Toscana e Lombardia sono stati sfollati numerosi centri abitati col maltempo in arrivo. Altre scosse nella notte fra domenica e lunedì.

Per alcune ore il sisma ha interessato la zona fra Modena, Mantova e Rovigo con una scossa di magnitudo di 4.1. I morti sono operai rimasti sotto le macerie di due capannoni. A Sant’Agostino, sempre nel Ferrarese è caduto anche un campanile. Le verifiche sono ancora in corso, ma si sa già che una delle vittime è un operaio marocchino di 29 anni, Tarik Nauch, è rimasto schiacciato dal tetto dell’azienda che è crollato assieme ad un silos all’esterno della struttura. Era a lavoro presso un’azienda di polistirolo espanso di Bondeno, che lavora a ciclo continuo e il cui capannone, in località Ponte Rodoni, è crollato dopo la scossa più forte. Il suo turno di notte alla Ursa sarebbe terminato alle 5. Con lui c’erano altri colleghi che non hanno riportato ferite.

Al momento risulterebbero dei crolli di capannoni e campanili anche a Cento (Ferrara) e a Finale Emilia, in provincia di Modena, dove sarebbe venuta giù una casa apparentemente disabitata. Anche le altre due vittime sono due operai, dipendenti di una fabbrica di ceramica crollata a Sant’Agostino di Ferrara. Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6 al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. Un altro operaio, Gerardo Cesaro di 59 anni,  ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica.

La Protezione civile della Romagna, a circa mezz’ora di distanza dalla scossa di magnitudo 5.9, ha cominciato a ricevere le prime segnalazioni di danni nella regione. E’ stata attivata la sala operativa a Bologna e sono in corso controlli a tappeto. Una chiesa a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, è andata distrutta.

Da New York, una telefonata ha avvertito il centralino del 113 di Roma che una bimba di cinque, Vittoria Vultaggio, ha rischiato di rimanere sotto le macerie di un palazzo. Da Roma è stata chiamata Modena e la bimba è stata salvata. A chiamare è stato il figlio di una famiglia vicina di casa della bambina che abita a New York e che aveva telefonato ai genitori per sapere come stavano. I genitori gli hanno detto che non riuscivano a chiamare i soccorsi per problema di linea e hanno sollecitato il figlio che lavora alla Columbia University a chiedere aiuto.

Le scosse, la più forte di magnitudo 6 (secondo lUsgs – U.S. Geological Survey – che ha aggiornato i dati in mattinata rispetto al 5.9 della scala Richter) e con un epicentro a 5,1 chilometri di profondità sono state avvertite anche in  in Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Squadre dei pompieri sono a lavoro per verificare la staticità di numerose strutture. Nessuna conseguenza per le popolazioni.

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto è stato nella zona di Finale Emilia, nel modenese e l’area più prossima comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i piu’ vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi di Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

Il terremoto è stato forte quasi quanto quello, di magnitudo 6.2, che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. Degli altri recenti grandi terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6.

Alle 7,45 sono stati ripristinati tutti i collegamenti ferroviari nelle zone colpite dal sisma. Aperte anche le linee ad Alta Velocità Bologna-Milano e Bologna-Firenze. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – ‘le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione’.

Related articles

Blog at WordPress.com.