Bersani si dimette: ‘Fra di noi uno su quattro ha tradito’

Bersani PD‘Per me è troppo. Consegno all’assemblea le mie dimissioni. Operative da un minuto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica‘. Lo ha detto Pier Luigi Bersani all’Assemblea del Pd.

‘Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri’.

‘Domani mattina (oggi) ci asteniamo e faremo un’ assemblea, mi auguro che si trovi una proposta con le altre forze politiche. Noi da soli il presidente della Repubblica non lo facciamo’.

Allo scrutinio di questa mattina per l’elezione del presidente della Repubblica il Pd voterà dunque scheda bianca.

‘Nella situazione che si è creata bisogna riprendere contatti con altre forze politiche per impostare la soluzione’ per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo ha detto Bersani all’assemblea dei gruppi parlamentari del Pd.

Il partito è andato in pezzi sulla bocciatura di Romano Prodi al quarto voto per il Colle. Il Professore si è ritirato subito dalla corsa scrivendo una lettera a Roma dal Mali, dove è inviato per l’Onu in una missione di pace : ‘Chi mi ha portato fin qui si assuma le proprie responsabilità’.

‘Abbiamo preso una persona, Romano Prodi, fondatore dell’Ulivo, ex presidente del consiglio, inviato in Mali e l’abbiamo messo in queste condizioni. Io non posso accettarlo. Io non posso accettare che il mio partito stia impedendo la soluzione. Questo è troppo’. Così Bersani motivando all’assemblea del Pd le sue future dimissioni.

Fra di noi uno su quattro ha tradito‘ ha detto Bersani riferendosi all’ultimo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. ‘Ci sono pulsioni – ha aggiunto Bersani – a distruggere il Pd’.

‘Non riesco proprio ad accettare la bocciatura di Romano Prodi’. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, all’assemblea dei parlamentari del Pd, riferendosi all’ultimo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. ‘Spero che la mia decisione serva ad arrivare ad un’assunzione di responsabilità’, ha concluso Bersani prima di lasciare l’assemblea.

L’addio di Bersani che i presenti descrivono come ‘furioso’ si consuma tra gli applausi polemici le accuse incrociate tra le varie correnti, alimentando l’idea che nel Pd è stato raggiunto un punto di rottura di non ritorno.

Prodi ha fatto le spese della resa dei conti nel Pd. Ma se possibile, la sua giornata è stata resa ancor più nera dalla notizia della morte del caro amico e collaboratore storico, Angelo Rovati.

‘Li stiamo mandando a casa. Inizia la resa dei resa conti e noi li ricordiamo i conti in sospeso’. Ha commentato Beppe Grillo intervenendo da Udine. ‘Ora pensano ad Amato o a D’Alema. Se nominano questi qui, sono finiti. Saranno costretti a votare Rodotà e sarà una svolta epocale’.

‘Voglio darvi una notizia che vi farà tornare l’appetito: Bersani si è dimesso’. Un’ovazione ha accolto le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi alla cena elettorale per Gianni Alemanno sindaco. ‘Se domani ci sarà un candidato idoneo per un governo condiviso – ha aggiunto il Cavaliere – daremo il nostro voto, altrimenti faremo come oggi e non parteciperemo alla votazione’.

Berlusconi ha poi afferrato il microfono per cantare, pare, in francese: ‘Dedico queste canzoni alla signora Rosy Bindi – avrebbe detto tra i risolini dei presenti – che si è dimessa dalla presidenza del Pd’. Alcuni anni fa, era il 2009, Berlusconi si era reso protagonista di un attacco di una volgarità inaudita all’esponente Pd definendola ‘più bella che intelligente’ nel corso di un intervento a Porta a Porta. Bindi aveva reagito con un espressione divenuta rapidamente celebre: ‘Non sono una donna a sua disposizione’.

Nozze gay: approvato in Francia l’articolo della legge sul matrimonio per tutti

matrimoni-gayL’Assemblea Nazionale francese ha approvato l’articolo della legge sul matrimonio per tutti che riguarda le nozze gay.

In particolare, i deputati francesi hanno adottato sabato l’articolo chiave del progetto di legge sul matrimonio e l’adozione da parte delle coppie omosessuali, che elimina l’esigenza di una differenza tra i sessi come condizione fondamentale per il diritto al matrimonio.

L‘articolo 1 del progetto di legge, su cui si dibatterà ancora per diversi giorni, è stato votato con 249 voci a favore e 97 contrari.

La legge sul matrimonio per tutti è stata una delle principali promesse della campagna elettorale del presidente Francois Hollande, che in queste ore è in missione in Mali.

Algeria, libertà per 100 dei 132 stranieri in ostaggio

in AmenasLe forze algerine hanno liberato circa 100 dei 132 stranieri tenuti in ostaggio da un gruppo di islamici nel giacimento di gas nel Sahara.

Lo ha detto a Reuters una fonte della sicurezza, aggiungendo che non è chiara la sorte degli altri – se siano ancora in ostaggio o se siano stati uccisi – dato che la situazione “evolve molto rapidamente”.

In precedenza una fonte algerina aveva detto erano circa 60 gli stranieri ancora in ostaggio o dispersi spiegando che non era chiaro quanti di questi 60 stranieri fossero ancora direttamente nelle mani dei rapitori e quanti invece potessero essere nascosti nel complesso.

Intanto, mentre le potenze occidentali chiedono di essere informate sui dettagli del raid che, a loro dire, l’Algeria ha lanciato senza informarle, una fonte locale ha spiegato che il complesso è ancora circondato dalle forze speciali algerine.

Trenta ostaggi, compresi diversi occidentali, sono stati uccisi nell’assalto di ieri dell’aviazione algerina insieme ad almeno 18 dei rapitori, secondo quanto riferito da una fonte locale.

Tra gli almeno sette ostaggi stranieri uccisi ci sono, secondo la fonte algerina, due giapponesi, due britannici e un francese.

La crisi algerina costituisce per il Nord Africa una grave escalation, dopo il pesante intervento militare francese in Mali per combattere gli islamici nel nord del paese, oltre ad essere un duro colpo per la vitale industria petrolifera algerina.

In precedenza anche l’agenzia di stampa algerina ‘Aps’, citando una fonte della sicurezza, aveva detto che all’interno del giacimento c’erano sono ancora alcuni militanti che trattenevano degli ostaggi.

I sequestratori hanno invitato stamane i cittadini algerini a restare lontano dalle installazioni di società straniere, minacciando nuovi attacchi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa mauritana ‘Ani‘, che cita un portavoce del commando.

Un ingegnere irlandese liberato ha raccontato di aver visto quattro jeep piene di ostaggi fatte saltare in aria dall’esercito algerino, i cui comandanti hanno detto di essere entrati in azione dopo 30 ore dall’inizio dell’assedio perché i sequestratori avevano chiesto di portare gli ostaggi all’esterno.

Intanto un aereo Usa è atterrato vicino all’impianto per evacuare gli americani coinvolti, ha riferito una fonte locale.

Il blitz delle forze speciali algerine ha creato reazioni di disappunto nei governi occidentali, che devono fare i conti con la morte di propri cittadini a causa di un intervento non concordato con il governo locale.

Parigi ha posto il problema della capacità dell’Algeria di difendere gli impianti energetici che sono vitali per l’economia occidentale. Il governo giapponese ha detto che l’intervento è stato disastroso, ma Tokyo si lamenta soprattutto per non essere stata adeguatamente informata.

Il commando – che ha agito in ritorsione alle operazioni francesi in Mali – secondo le fonti algerine era guidato da Mokhtar Belmokhtar, un veterano dell’Afghanistan e della guerra civile algerina degli anni 90.

Rossella Urru è libera. Dopo nove mesi di sequestro, la cooperante rientra in Italia

Rossella Urru è libera. A confermarlo il ministro degli Esteri Giulio Terzi. Dopo nove mesi di prigionia in Algeria, la cooperante italiana torna in Sardegna.

Prigioniera dallo scorso ottobre per il ministro ‘Si tratta di una bellissima notizia’. ‘Rossella – dice – sta per entrare in contatto con l’unità di Crisi: speriamo di parlarle quanto prima. I familiari di Rossella Urru sono qui con me e gli ho portato i saluti del Capo dello Stato’ Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica ‘ha seguito personalmente, insieme al presidente del Consiglio, a me e a tutto il governo questo caso così difficile per l’opinione pubblica italiana’, ha detto il ministro degli Esteri.

La conferma ufficiale della Farnesina scansa ogni dubbio dopo le lunghe ore di attesa. Nel primo pomeriggio un portavoce di Ansar Dine, gruppo islamico presente in Mali, dà la notizia della liberazione nel nord del Paese di un ostaggio italiano e due spagnoli prigionieri del gruppo islamico Mujwa legato ad al Qaida. La stessa fonte non fa tuttavia il nome della cooperante italiana, né dei due ostaggi spagnoli liberati.

‘Ci è stato riferito che tre ostaggi sono stati liberati nella regione di Gao’, dice alla Reuters il portavoce Sanda Ould Boumama.

Interpellata sulle voci di liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, la Farnesina fa inizialmente sapere che sta verificando la notizia attraverso tutti i canali disponibili. Il ministro degli esteri Giulio Terzi segue la questione personalmente, attraverso anche l’unità di Crisi.

La notizia della possibile liberazione della Urru viene diffusa già in mattinata dal giornale ‘Il Foglio‘. Secondo le fonti del quotidiano,  Urru è stata liberata dai miliziani del Mujao (il Movimento per l’unità e il jihad in Africa occidentale) nei pressi di Timbuctù e ora si trova nelle mani dei mediatori.

A casa di Rossella Urru nel pomeriggio non risponde nessuno. I genitori sono partiti per Roma. Lo zio di Rossella, rapita il 23 ottobre scorso, Mario Sulis, sostiene: ‘Stavolta sembra proprio la volta buona’. Già ai primi di marzo si è parlato della liberazione della cooperante, notizia subito smentita. A Samugheo, paese di origine di Rossella Urru, la vera unità di crisi. Tutti davanti a tv e internet aspettano di conoscere la verità.

Rossella Urru è stata rapita il 23 ottobre in un campo Saharawi a Tinduf, nel sud dell’Algeria, in un’azione rivendicata dal gruppo dissidente dell’Aqmi. Originaria della provincia di Oristano la cooperante, 30 anni, è rappresentante dell’ong Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp) e lavora da due anni nel campo profughi saharawi di Rabuni, nel sud ovest dell’Algeria. Insieme a lei sono stati sequestrati Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’associazione Amici del popolo saharawi e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat.

Al momento del rapimento, Rossella Urru era l’unica italiana che lavora nel campo profughi saharawi ed è stata la seconda connazionale nelle mani dell’Aqmi. Il 2 febbraio scorso era stata sequestrata Maria Sandra Mariani, 53 anni, turista fiorentina già rilascita nei mesi scorsi. Il campo dove è avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il Cisp si occupa di questo tipo di interventi dal 1984.

La battaglia dell’indipendenza del popolo saharawi o del Sahara occidentale dura ormai da più di 35 anni anni. Ex possedimento spagnolo abbandonato in tutta fretta alla morte di Francisco Franco, il Sahara occidentale fu annesso dal Marocco nel 1975. Da allora, i miliziani del Fronte Polisario (Fronte popolare per la liberazione del Seguya el Hamra e del Rio de Oro) rivendicano l’indipendenza del territorio, in cui hanno unilateralmente proclamato una Repubblica autonoma, e  forti del sostegno della vicina Algeria, si battono per ottenere il ritiro dei militari marocchini.

Tra Rabat e Algeri i rapporti diplomatici sono congelati proprio a causa della lotta  per l’indipendenza del popolo saharawi.

Su Twitter l’hashtag è La Farnesina#urrurossella urruurru le altre voci correlate.

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