Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico Paco de Lucia

Paco de Lucía #Cookednews

Lutto nel mondo della musica. È morto in Messico a 66 anni il compositore e chitarrista spagnolo Paco de Lucia. L’artista andaluso è deceduto per un infarto mentre si trovava con i propri familiari. Pur se conosciuto come uno dei più grandi chitarristi di flamenco, de Lucia aveva prodotto diversi lavori di musica classica e si era dedicato ad altri stili musicali come la fusione tra jazz e flamenco.

Numerosi i riconoscimenti e i premi conferitigli nel corso della sua lunga carriera: Premio nazionale di Chitarra di Arte Flamenco, Medaglia d’oro al merito delle Belle Arti, Premio Príncipe de Asturias nell’Arte (2004), quindi nel 2007 l’Università di Cadice e nel 2010 il Berklee College of Music di Boston gli avevano assegnato il titolo di dottore honoris causa per il suo contributo musicale e culturale.

Nato nel 1947 ad Algeciras, in provincia di Càdiz, in una famiglia di chitarristi di flamenco, De Lucia si esibisce per la prima volta all’età di 11 anni. Nel 1962 si trasferisce a Madrid con la famiglia e poi parte per gli Stati Uniti per il suo primo tour con il fratello. La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta quando conosce Camarón de la Isla, con il quale forma un mitico duetto artistico, interpreti del flamenco più ortodosso. Insieme registrarono dieci dischi tra il 1968 e il 1977. Più tardi, insieme e separatamente, furono i precursori di un flamenco più popolare entrando nel terreno del pop, del rock e del jazz.

Nella metà degli anni Settanta de Lucia conoscerà personaggi di spicco quali Al Di Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea. È del 1980 l’album ‘Friday night in San Francisco’ inciso con John McLaughlin e Al Di Meola che ha venduto più di cinque milioni di copie.

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Verdone non può votare al seggio dei Giubbonari: ‘Non so se voterò ancora Pd’

Carlo Verdone

Carlo Verdone (Photo credit: Wikipedia)

Sotto la scure delle giustificazioni respinte al ballottaggio delle primarie del Pd cade anche Carlo Verdone. Il regista romano, da sempre elettore di centrosinistra, si è visto rifiutare la sua motivazione per non aver votato al primo turno (‘mi sono fatto male in moto’) dal seggio di via dei Giubbonari, a due passi da Campo dè Fiori. Il regista lo ha raccontato al quotidiano ‘Secolo XIX’, dicendosi amareggiato.

 CERTIFICATO E BIGLIETTO – ‘Ero andato pure due volte sabato – dice il regista – portando le giustificazioni necessarie’, vale a dire un certificato medico e, in più, la carta d’imbarco per Madrid, dove da mercoledì a venerdì presentava il film ‘Posti in piedi in Paradiso’. ‘Non sono un furbastro dell’ultimo minuto – si sfoga il regista -, questo modo di fare non mi piace. Come se dicessero: è una cosa nostra. Mi sento dispiaciuto, anzi arrabbiato. Defraudato di un diritto, come cittadino’. E conclude: ‘Non saprei dire se voterò ancora Pd’. (fonte Adnkronos e Corsera)

Europa in piazza, sciopero e scontri: a Roma è guerriglia

Tensione e scontri in tutta Italia per i cortei e le manifestazioni organizzati in occasione della giornata di mobilitazione europea per il lavoro e la solidarietà e contro l’austerità. Incidenti tra forze di sicurezza e manifestanti si sono verificati a Torino, Padova, Milano e Roma, con diversi contusi tra studenti e agenti. Ma è nella capitale che sembra registrarsi il caos maggiore, con bombe carta lanciate all’altezza di ponte Sisto, sul Lungotevere, dove le forze dell’ordine hanno caricato e messo in azione i blindati, secondo quanto denunciato dall’Usb.

Il bilancio finora è di 16 agenti feriti e 144 persone identificate. Di queste, 18 sono state accompagnate negli uffici di questura e carabinieri mentre sono anche stati sequestrati caschi e scudi. Durante le cariche è stato arrestato un manifestante, un operaio di 39 anni, per resistenza a pubblico ufficiale. A Torino un poliziotto è stato aggredito e colpito con una mazza da baseball; in questo caso sono 8 i fermati dalla questura per gli scontri. Tafferugli anche a Madrid, dove la polizia spagnola ha fatto ricorso ai manganelli e ai proiettili di gomma sparati in aria per disperdere un gruppo di manifestanti.

Nell’atrio della stazione di Porta Genova a Milano momenti di tensione quando un gruppo di studenti al termine della manifestazione ha attraversato il centro cittadino e ha cercato di dirigersi ad occupare i binari. Sono intervenuti i carabinieri in assetto antisommossa che hanno cercato di bloccare i giovani, i quali gli hanno lanciato contro sassi, bottiglie, fumogeni e petardi. All’interno della stazione ci sono stati attimi di panico tra le persone in attesa dei treni. Altri scontri a corso Magenta dove cinque agenti di polizia sono rimasti contusi. Sono state danneggiate anche la filiale della Deutsche Bank di Piazzale Cantore, dove sono state imbrattate le vetrine con scritte e volantini e riversato davanti all’ingresso del letame.

A Padova, davanti alla stazione ferroviaria, alcuni manifestanti si sono diretti verso la ferrovia per bloccare i treni, ma la polizia gli ha sbarrato l’accesso. Ci sono stati dei tafferugli nei quali due agenti e altrettanti manifestanti sono rimasti feriti.

Gli agenti hanno caricato anche il corteo degli studenti a Brescia, dove poche ore prima hanno arrestato tre studenti. Occupata la stazione.

Momenti di tensione in mattinata a Roma durante un corteo non autorizzato del Blocco studentesco, la formazione giovanile di CasaPound. In piazza c’erano alcune centinaia di studenti a via di Ripetta che hanno cercato di ‘sfondare’ verso via del Corso e Palazzo Chigi, ma le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno fatto muro. Intanto gli studenti che dicono di essere in 50mila hanno come obiettivo il Parlamento. Nel primo pomeriggio gli scontri si sono intensificati sul Lungotevere dove sono entrati in azione i blindati della polizia.

A Torino, invece, gli studenti universitari hanno dato l’assalto al cantiere del grattacielo in costruzione della nuova sede di Intesa Sanpaolo. La polizia ha caricato e tra fumogeni e lanci di oggetti c’è stato un momento di tensione tra studenti e forze dell’ordine.

A Pisa manifestanti sono saliti sulla torre. Tutti al grido: ‘Toma la huelga‘, prendi lo sciopero. Lo slogan spagnolo creato per la mobilitazione che ha visto in piazza 23 Paesi.

A Palermo la presenza dei lavoratori in piazza è ‘dinamica’. All’iniziativa hanno partecipato varie associazioni, tra cui Libera, sigle studentesche, dall’Udu alla Rete regionale degli studenti medi, rappresentanze di immigrati, il coordinamento anti tratta e il coordinamento donne. In testa al corteo partito da piazza Pretoria, dove da due settimane continua il presidio permanente degli operi della Gesip uno striscione con scritto ‘Nisciti i Picciulì (Tirate fuori i soldi)’. Il lungo serpentone ha sfilato in corso Vittorio Emanuele, in pieno centro diretto a piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione siciliana, mentre un altro, promosso dai Cobas, si è diretto verso la prefettura di via Cavour.  In piazza sono scesi i lavoratori aderenti alla Cgil e i Cobas.

Scontri in piazza a Madrid, dove sono state arrestate una sessantina di persone. Tensioni in tutta Europa. Stazioni vuote e treni fermi a Bruxelles, dove proprio il settore ferroviario è quello che ha aderito con maggior decisione allo sciopero europeo contro le misure di austerità. ‘Lo sciopero è un avvertimento da prendere sul serio – secondo la segretaria generale del sindacato belga Fgtb, Anne Demelenne – L’austerità decisa nei paesi del Sud è controproducente e influenza tutta l’Europa’.
Una manifestazione a mezzogiorno davanti alla sede della Commissione europea, considerata corresponsabile delle misure di austerity decise dai governi. Consegnato simbolicamente il premio Nobel dell’austerità al Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. I lavoratori di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno incrociato le braccia. Iniziative di protesta in tutte le città europee.

http://www.cgil.it/

Eurostrike: primo sciopero europeo contro le politiche di austerità

‘Per il lavoro e la solidarietà’, Lavoro, diritti, legalità’, ‘Il lavoro non è una merce’. E’ iniziata a Terni la manifestazione della Cgil contro le politiche di austerita’ del Governo. Il corteo, aperto dal segretario generale Susanna Camusso, e’ partito dalle acciaierie Thyssen e arrivera’ in piazza della Repubblica dove la leader del sindacato terra’ il suo comizio. La protesta e’ stata organizzata insieme al Coordinamento europeo dei sindacati. La Cgil per oggi ha indetto anche quattro ore di sciopero generale. Manifestazioni e iniziative di protesta si svolgeranno in decine di città.

Quella odierna è la prima volta della CES, la Confederazione europea dei sindacati. La mobilitazione indetta dalla Ces in quasi tutti i paesi dell’Unione europea (23 su 27). E contro la politica di austerità che sta portando tutto il continente europeo al declino e per il sostegno al lavoro, in piazza anche studenti e lavoratori italiani per l’Eurostrike, in contemporanea con molte città in Europa, contro ‘le misure di austerity imposte dall’Unione Europea’, come spiega uno degli appelli che circolano in rete.

Lo sciopero generale in Italia è stato indetto dai sindacati di base contro ‘la scellerata politica scolastica Monti-Profumo e il massacro sociale’. In Italia a guidare la protesta sono proprio studenti e insegnanti. Lo sciopero annunciato in prima battuta da tutti i sindacati e movimenti sociali spagnoli, è stato poi esteso ad altri sette paesi europei manifestazioni si stanno svolgendo in oltre venti città italiane come Torino, Palermo, Firenze, Cagliari, Genova, Bologna, Napoli e tante altre.

Tensione tra forze dell’ordine e militanti di Blocco studentesco a Roma. I manifestanti volevano forzare un cordone di sicurezza a via Ripetta per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro le forze dell’ordine c’è stata una carica di alleggerimento.

Gli universitari, dopo aver effettuato alcuni picchetti davanti le facoltà del primo ateneo romano, hanno cominciato ad uscire dalla città universitaria per radunarsi in piazza Aldo Moro, da dove è partito il corteo.

È cominciata invece con gravi disagi per la circolazione la giornata di scioperi incrociati a Milano. Una situazione aggravata dalle astensioni dal lavoro anche nel settore dei trasporti, ad esempio i treni. Ad essere già iniziati sono i cortei dei lavoratori dell’ospedale S. Raffaele, che da piazza Udine, nella zona nord-est della città, si stanno dirigendo in piazzale Loreto e il corteo della Cgil, da piazza Oberdan a Duomo. Mentre per le 9.30 è previsto quello degli studenti, da largo Cairoli a piazza Vetra, sui Navigli, nella zona sud della città. I mezzi pubblici, al momento, soprattutto le linee della metropolitana, appaiono regolari anche se alcuni mezzi sono bloccati nel traffico.

Migliaia di lavoratori partecipano a Torino alla manifestazione organizzata dalla Cgil nell’ambito dello sciopero generale di 4 ore (8 per la pubblica amministrazione e la scuola) in concomitanza con la protesta indetta dalla Confederazione europea dei sindacati contro le misure di austerità dei governi. Apre il corteo, subito dietro lo striscione della Camera del Lavoro di Torino, un grande drago che rappresenta la finanza, con una coda lunga 25 metri e in bocca un cartello con la scritta ‘lavorò. Sulla coda tutte le categorie della Cgil hanno scritto i dati più significativi della crisi dei rispettivi settori. Il corteo, partito da piazza Vittorio Veneto, raggiungerà piazza Castello dove sono previsti gli interventi di un esodato, un lavoratore di Mirafiori e un dipendente della Fnac. Concluderà il segretario generale della Camera del Lavoro di Torino, Donata Canta.

Lo sciopero generale in Spagna è cominciato con un seguito «massiccio», secondo i sindacati, mentre per il governo le adesioni sono state a macchia di leopardo. Ma alcuni incidenti hanno causato 32 arresti e 12 feriti,tra cui 4 agenti, la maggior parte a Madrid. La protesta, convocata dai sindacati e dalle organizzazioni sociali contro le politiche di austerity del governo, è il secondo sciopero generale che affronta l’esecutivo di Mariano Rajoy, nato nel dicembre sorso, e il nono da quando il Paese si è riaperto alla democrazia.

#14nRiseUp’, ‘solleviamoci’, è la parola d’ordine, diffusa su Twitter già nella notte, con la quale organizzatori e manifestanti in tutta Europa hanno fatto appello a una grande partecipazione popolare, per formare una virtuale grande catena umana di protesta contro le scelte di austerity della UE che attraversi tutto il Vecchio Continente, da Roma a Madrid, da Atene a Lisbona, da Stoccolma a Bucarest e a Praga. E #14nIT è invece l’ashtag codificato per la diretta dalle piazze italiane oggi.

Lo sciopero è di vasta partecipazione anche sui principali social network da Facebook dove è stata data notizia da diversi giorni e su Twitter: #14NCGIL le principali tendenze condivise con gli hashtags di riferimento.

Aggiornamento: un poliziotto è stato gravemente ferito stamane dagli autonomi davanti alla sede della Provincia di corso Inghilterra a Torino. È stato accerchiato da una ventina di giovani, armati di bastoni e mazze da baseball, che lo hanno colpito alla testa spaccandogli il casco e a un braccio. Il poliziotto è stato portato all’ospedale Mauriziano.

Halloween: tre ragazze morte a Madrid, 4 feriti in una sparatoria a Los Angeles

Tre ragazze, tra i 18 e i 25 anni, sono morte nella calca durante una festa di Halloween nel padiglione sportivo dell’arena di Madrid intorno alle 4 del mattino. Altre due, riferisce il Pais on-line, versano in condizioni critiche. L’Arena di Madrid ha una capienza di 10mila persone.

Secondo la polizia spagnola, a scatenare la calca è stato probabilmente lo sparo di un bengala. E’ stata aperta un’inchiesta per capire l’accaduto. Una testimone ha raccontato a Cadena Ser, che la ressa si è verificata in prossimità dell’unica uscita, ‘perché le altre porte del locale erano chiuse’.

A Los Angeles sparatoria in un campus con 4 feriti. Quattro ragazzi sono rimasti feriti, di cui uno di 17 anni in modo grave, in seguito ad una sparatoria avvenuta la notte scorsa durante una festa di Halloween al campus della Southern California University a Los Angeles. Lo riporta il Los Angeles Times. La sparatoria al campus universitario, riporta il quotidiano americano, è avvenuta intorno alle 22.00. Il ferito più grave, un diciassettenne, è stato colpito al torace e a una gamba ed è stato ricoverato al Cedars-Sinai Hospital. Testimoni hanno riferito che i feriti sono tre ragazzi e una ragazza.

Circa due ore dopo la sparatoria un sospetto è stato fermato dalla polizia di Los Angeles. Lo riferisce sul proprio sito l’ateneo californiano. Gli agenti hanno chiesto a tutti ‘gli studenti di rimanere nelle loro stanze e di non aprire la porta a persone sconosciute’. Il campus è stato comunque chiuso. L’università, che conta 38.000 studenti in tutto, ospita il più alto numero di studenti stranieri degli Stati Uniti.

Accadde lo stesso nel 2008. La Southern California University era stata già protagonista di un simile incidente nel 2008. Lo riferisce la Bbc. Allora, lo sprinter Bryshon Nellum era stato gambizzato per ben tre volte sempre a una festa per la notte delle streghe poco fuori dal campus. L’atleta si è poi ripreso completamente e quest’anno ha vinto la medaglia d’argento nella staffetta 4×4 alle Olimpiadi di Londra.

Aggiornamento

Tentato omicidio in un’appartamento in centro a Roma durante un piccolo party tra amici, per la notte di Halloween. Ad essere coinvolti sono tre studenti statunitensi che avevano festeggiato con droga e alcol. Nella notte durante una lite o un gioco finito male, uno di loro è stato accoltellato, un altro ha lievi ferite. Dopo una chiamata al 113 la polizia ha fermato uno dei tre, mentre la vittima, che ha un polmone perforato, è stata soccorsa e trasportata all’ospedale San Giovanni.

 Almeno dieci giovani feriti nel crollo della balaustra durante una festa in un antico castello sulle colline fiorentine. Una sedicenne è stata trovata morta sulla spiaggia del lago di Bracciano: sul corpo della ragazza non vi sarebbero segni di violenza. Le ragazze decedute a Madrid sono quattro.

http://www.cadenaser.com/
http://www.usc.edu/

Gli indignados e il barista che li protegge dalla polizia

E’ successo ieri a Madrid, sul celebre Paseo del Prado, dove un barista ha attirato l’attenzione dei media della capitale spagnola quando, durante gli scontri che hanno visto contrapporsi polizia e indignados, ha dato rifugio a questi ultimi nel suo bar, la Cafeterìa El Prado.
Alberto Casillas è così diventato un eroe della piazza e le immagini scattate dal fotografo Javi Julio (http://www.javijulio.com/?p=788) che lo ritraggono mentre impedisce a un poliziotto in tenuta anti-sommossa di entrare nel locale stanno spopolando su Facebook.

Secondo Javi Julio, il barista avrebbe poi invitato i rifugiati a cena. La scena è stata ripresa anche da un freelance, Juan Ramon Robles, che ha postato un video su Youtube, con tanto di sottotitoli in spagnolo.

La Cafeteria Prado, sul celebre Paseo del Prado, sta ricevendo centinaia di likes sul social network e gli elogi a Casillas sono numerosissimi, tra cui si distingue anche chi scrive che Casillas è ‘un senor con dos pelotas‘ (‘un signore con due palle’).

Gli scontri sono proseguiti ieri sera a Madrid tra i manifestanti del movimento degli indignati e la polizia, che ha fatto diverse cariche e utilizzato proiettili di gomma per disperdere i giovani nei pressi del Congresso dei deputati. Almeno 64 i feriti, tra manifestanti e agenti, e circa 35 i fermi.

http://www.javijulio.com/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/26/indignados-tornano-in-piazza-a-madrid/

Indignados tornano in piazza a Madrid

Indignados di nuovo in piazza a Madrid contro le politiche di austerity del governo, mentre proprio oggi il premier Rajoy si è detto pronto a chiedere un nuovo salvataggio per il paese, se i costi di finanziamento resteranno a lungo troppo alti.

La manifestazione di protesta di migliaia di indignados, ieri sera nella capitale spagnola, si è conclusa con un bilancio di 64 feriti e 28 arresti. Migliaia di persone si erano concentrate dinanzi al Congresso dei deputati spagnoli per denunciare ‘il sequestro della democrazia’ e i tagli decisi dalle politiche di austerity del governo.

Gli organizzatori volevano avvicinarsi alla ‘camera bassa’ del Parlamento, riunita in seduta plenaria. Nei momenti di maggiore tensione la polizia ha caricato i manifestanti e sparato proiettili di gomma nella centralissima piazza di Nettuno. Oggi è prevista una nuova manifestazione alle 19.

Rajoy ha annunciato la creazione di un nuovo organismo di monitoraggio del deficit, alla luce delle nuove riforme strutturali che saranno varate questa settimana. In un’intervista al Wall Street Journal, Rajoy, sulla possibilità di Madrid di richiedere un salvataggio, dice: ‘Al momento non posso dirlo’, il governo deve valutare se le condizioni poste per il salvataggio ‘sono ragionevoli’.

Tuttavia Rajoy dice che se i tassi rimarranno ‘troppo alti troppo a lungo vi posso assicurare al 100% che chiederò questo salvataggio’.  Domani il governo di Madrid adotta una legge di bilancio che potrebbe prevedere nuove misure di austerity e su cui incombe l’ombra del salvataggio internazionale del paese.

Il giorno dopo la finanziaria, Madrid diffondera’ i risultati dell’audit da cui sapremo di quanti soldi ha bisogno la Spagna per salvare il suo sistema bancario. Dei 100 miliardi di euro stanziati da Bruxelles, Madrid finora ha lasciato intendere che ne utilizzerà 60. A quel punto probabilmente si capirà meglio se Madrid intende richiedere o meno un intervento della Bce per l’acquisto di bond.

Il primo passo comunque saraà la finanziaria, che il governo si appresta a varare domani e che dovrebbe contenere circa 39 miliardi di euro tra tagli alla spesa e aumenti fiscali. Tra il 2012 e il 2014 la Spagna avrà bisogno di rastrellare sui mercati oltre 150 miliardi di euro per finanziare il suo bilancio: 61 quest’anno, 39 nel 2013 e 50 nel 2014.

Tra le misure di austerità in cantiere per il 2013 ci sono 15 miliardi di euro di aumenti fiscali, di cui 7 miliardi provenienti dalle regioni, che gestiscono la sanità e la scuola. Altri risparmi arriveranno dall’abbassamento dei sussidi di disoccupazione, dal congelamento delle assunzioni nel settore pubblico e dal taglio delle spese sociali. Sulle pensioni è in corso un duro dibattito all’interno del governo.

Il premier Mariano Rajoy, in campagna elettorale, ha promesso di non toccarle, ma sarà difficile che riesca a mantenere questo impegno. Il governo ieri ha lasciato intendere che a novembre l’aumento indicizzato delle pensioni ci sarà, ma è probabile che sarà seguito da un’accelerazione della riforma previdenziale, che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile.

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Us Open: Serena Williams al quarto titolo, Errani e Vinci le prime azzurre a vincere nello Slam

Serena Williams conquista il suo quarto titolo agli Us Open battendo in finale la numero uno del mondo, Victoria Azarenka, in 6-2, 2-6, 7-5. Roberta Vinci e Sara Errani conquistano il titolo nel doppio, diventando le prime azzurre nella storia a vincere il titolo nello Slam di Flushing Meadows.

Quarto titolo a Flushing Meadows, il quindicesimo di uno Slam, il sesto stagionale ed il 45/mo in carriera. Sono numeri da capogiro quelli di Serena Williams che ha conquistato l’Us Open battendo in finale la numero 1 del mondo, la bielorussa Victoria Azarenka con il punteggio di 6-2, 2-6, 7-5 al termine di oltre due ore di gioco. La statunitense, 31 anni tra due settimane, chiude la stagione degli Slam con la ciliegina sulla torta, al termine di quattro mesi da incorniciare.

A giugno è arrivata la vittoria di Wimbledon, sia in singolare sia in doppio con la sorella Venus. Il mese successivo la vittoria a Stanford e poi quella, più prestigiosa, alle Olimpiadi di Londra, dove, sempre sull’erba dell’Old England Club, ha bissato il successo anche nel doppio.

Un finale di stagione d’oro che va in archivio con un successo insperato, come ammette la stessa Williams durante la premiazione. ‘Ancora non riesco a credere di aver vinto. Mi ero già preparata il discorso per commentare la sconfitta, ed invece…’, dice alzando al cielo il trofeo che va ad aggiungersi alla sua prestigiosa bacheca. Serena ritrova la vittoria a New York dopo quattro anni ed un delicato intervento che nel 2010 la costrinse a restare lontana dall’attività.

L’anno successivo, nonostante l’operazione, si presentò di nuovo in campo dimostrando ancora una volta di essere la campionessa da battere. In finale però dovette arrendersi all’australiana Samantha Stosur, che conquistò la sua unica vittoria di quella stagione con il punteggio di 6-2, 6-3. Quest’anno la nuova sfida. In finale ha trovato la leader della classifica Wta, la bielorussa Victoria Azarenka – già vincitrice dell’Australian Open – che ha dimostrato di essere più in forma che mai, tanto da spaventare la statunitense al decimo game del terzo set quando, in vantaggio per 5-4, ha avuto l’occasione di portarsi a casa il titolo.

Serena ha reagito conquistando il break che le ha dato la spinta finale verso la vittoria. ‘Serena merita questo trofeo – ammette la stessa Azarenka durante la premiazione – ha dimostrato di essere una vera campionessa. Per me è un onore essere al suo fianco’. Serena lascia il campo tra gli applausi e si prepara a festeggiare il suo 31/mo compleanno, con l’augurio di tornare il prossimo anno ad alzare in alto il suo ennesimo trofeo.

Per l’Italia, i numeri cambiano a questo Us Open che ci dà comunque vincitori. Era accaduto una sola volta nel 1986 e solo nel doppio misto (Raffaella Reggi con lo spagnolo Sergio Casal), che il tennis italiano fosse iscritto nell’albo d’oro degli Us Open. La vera impresa storica è riuscita a Sara Errani e Roberta Vinci, la coppia regina del doppio mondiale, che si sono imposte in finale contro le ceche Hradecka-Hlavackova. Un incontro sempre tenuto in pugno dalle azzurre, che dopo aver vinto il primo set 6-4, hanno letteralmente dominato il secondo, vinto 6-2 dopo due break.

Strepitosa la prova della Vinci che sul proprio servizio non sbaglia mai, completando l’opera nel primo set con un serve&volley da manuale. Il secondo parziale è quasi una formalità, ipotecato con il break ottenuto sul 4-2 a quindici e poi sigillato ancora una volta dalla Vinci al servizio.

Le due azzurre, che già in singolare avevano mostrato il loro grande stato fisico: Errani in semifinale dopo aver battuto nei quarti proprio la tarantina, diventano poi la prima coppia tutta italiana sul tetto del mondo, dopo che Flavia Pennetta era arrivata in vetta in compagnia dell’argentina Gisela Dulko.

Un successo, quello sul cemento di New York, che corona una stagione straordinaria per il formidabile duo. Per la tarantina e la romagnola è il secondo Slam dopo il trionfo al Roland Garros. Nel 2012 delle due azzurre anche i successi a s’Hertogenbosch, Parigi, Roma, Madrid, Monterrey, Acapulco e Barcellona.

Per il torneo maschile, Djokovic in finale – Abbastanza distratto prima che il maltempo facesse decidere per l’interruzione del match, Novak Djokovic si scatena alla ripresa e concede pochissimo a David Ferrer. Il serbo, secondo del mondo, è anche il secondo finalista degli US Open di tennis. Si è qualificato battendo in semifinale lo spagnolo, in testa nella serie di 4, per 2-6, 6-1, 6-4, 6-2. Per Djokovic, detentore del titolo di Flushing Meadow, sarà la terza finale consecutiva degli US Open. Incontrerà il britannico Andy Murray, che nella prima semifinale, ha superato il ceco Tomas Berdych. Lo scozzese, oro alle Olimpiadi di Londra 2012, non ha mai vinto un titolo del Grande Slam.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/05/us-open-errani-e-vinci-ancora-numero-uno-nel-doppio-tennis/

Dark Knight Rises è record di incassi: la sparatoria di Denver non delude il botteghino

(Street art a Madrid)

Show must go on,  dicono gli americani. Anche dopo una sparatoria da 14 morti e decine di feriti, forse 50. Va al super eroe dei fumetti il ‘the second-best’, il secondo miglior film di mezzanotte di tutti i tempi, un premio della giuria fuori da quanto accaduto al Century di Aurora, in Colorado e all’impatto che la tragedia di Denver avrà sul botteghino.

Christopher Nolan è soddisfatto del business record di mezzanotte realizzato con il suo ultimo capolavoro che ha l’uomo pipistrello protagonista. The Dark Knight Rises deve ora affrontare il difficile compito di confrontarsi con ciò che è avvenuto all’Aurora Town Center di Denver, delle persone uccise e di quelle ferite dall’uomo mascherato e piuttosto reale, James Holmes.

Finora, la Warner Bros. non ha comunicato alcuna intenzione di cambiare il piano di distribuzione del film. The Dark Knight Rises ha aperto alle 12:01 am di venerdì (le 8, secondo l’ora italiana) in oltre 3.700 sedi in tutti gli Stati Uniti, incassando un record da 30,6 milioni dollari (più di 250mila euro). Questo è il secondo miglior numero – the second best – di tutti i tempi, eccetto l’ultimo Harry Potter (43,5 milioni dollari).

Da mezzogiorno di venerdì – dodici ore dopo la sparatoria in Colorado – The Dark Knight Rises sarà in più di 4.400 sale in Nord America.

Gli addetti ai lavori non hanno sentito parlare di alcuna chiusura da parte dei theatres, ma stanno osservando che impatto sta avendo la sparatoria sugli incassi al botteghino.

‘La società è sconvolta, ma tutto sta procedendo come previsto’, ha detto un dirigente Warner.

Dalla Warners riferiscono che la sparatoria è stato un incidente isolato e che The Dark Knight Rises sta andando forte anche con gli spettacoli del mattino e dopo la première di mezzanotte. Il film ha battuto l’incasso da 30,2 milioni dollari di The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1 , che ha anche avuto il vantaggio di essere distribuito in 3D.

Warner, insieme con i proprietari del teatro la Cinemark e alla Motion Picture Association of America, ha offerto le sue condoglianze alle famiglie delle vittime in una dichiarazione ufficiale.

La National Association of Theater Owners ha rilasciato una dichiarazione, dicendo che sta lavorando a stretto contatto con le agenzie locali di polizia e per la revisione delle procedure di sicurezza.

‘A nome di tutti i membri e il personale della National Association of Theater Owners, l’associazione nazionale dei proprietari dei teatri, i nostri cuori e le preghiere vanno alle vittime di questo atto spregevole e alle loro famiglie. Siamo grati per la risposta rapida ed efficace da parte del personale di polizia e di quello di emergenza’ ha detto la NATO. ‘La sicurezza degli ospiti è, e continuerà ad essere una priorità per i proprietari dei teatri. Membri della NATO stanno lavorando a stretto contatto con le agenzie locali di polizia e per la revisione delle procedure di sicurezza’.

Nel 1999, gli incassi di The Matrix non hanno risentito di una sparatoria all’interno di un teatro, che ha fatto tre vittime.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/20/batman-premiere-in-14-muoiono-a-denver-dove-un-pazzo-spara-sulla-folla/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/20/il-killer-di-denver-ha-un-nome-e-un-volto-james-holmes-24-anni-e-un-ex-studente-di-medicina/

‘Il Messico senza Pri’: il movimento YoSoy132 contro il neo eletto presidente Peña Nieto

 ‘Il Messico senza Pri’ contro l’elezione a Presidente di Enrique Peña Nieto. All’indomani dell’elezioni del nuovo presidente del Messico, circa 25.000 manifestanti proveniente dalle Università dello stato dell’America centrale si sono mobilitati nel nome di un unico movimento #YoSoy132, nato lo scorso maggio contro il candidato del Partito rivoluzionario istituzionale, per denunciare brogli elettorali.

Enrique Peña Nieto è considerato un volto nuovo, ma di un partito vecchio già noto al Messico. Il Pri, il partito rivoluzionario istituzionale, torna a governare dopo 12 anni.

‘Il Messico ha votato e Pena non ha vinto!’, hanno gridato nell’elegante quartiere di Polanco, nella zona occidentale della città. La manifestazione era partita da Paseo de la Reforma, la principale arteria della città, luogo abituale delle dimostrazioni di piazza, ma inaspettatamente i giovani hanno deciso di sfilare a Polanco, ‘per quello che rappresenta: è qui che l’oligarchia impone le decisioni al Paese‘.

Il portavoce del movimento studentesco, Miguel Platas, ha annunciato nuove mobilitazioni e assemblee per continuare a sottolineare che le elezioni del 1 luglio hanno offerto l’opportunità di una ‘frode orchestrata dai media e portata avanti il giorno delle elezioni con l’acquisto di voti e la manipolazione dei risultati’.

Enrique Peña Nieto

Avvocato, 45 anni, tesserato del Pri da quando aveva 18 anni, Enrique Peña Nieto è stato governatore dello Stato del Messico dal 2005 al 2011. Il 19 settembre 2011 ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali messicane del 2012, aspirando a succedere a Felipe Calderón, registrando la sua candidatura il 27 novembre 2011.

Durante la campagna elettorale è stato oggetto delle proteste del movimento giovanile Yo Soy 132, che lo ha aspramente criticato per i suoi atteggiamenti autoritari, continuando la protesta tutt’oggi. Eletto il 2 luglio 2012, con circa il 40% dei voti, entrerà in carica il 1° dicembre 2012.

Il Pri, formazione che ha governato il Messico dal 1929 al 2000, ha scommesso tutto su di lui, che da anni curava l’immagine pubblica in vista di quest’appuntamento. La sua promessa elettorale, risolvere i problemi del Messico.

La promessa del nuovo eletto è di ‘Un Messico sano e in pace. Un Messico dove ci sia più equità sociale e con una crescita economica che porti nuovi posti di lavoro e più opportunità per tutti. È questo che voglio per voi’.

Ma per molti messicani, il Pri è associato ad anni dipotere autoritario e corrotto. Per il movimento di studenti YoSoy132 (jesuis132) in particolare Peña Nieto è un puro prodotto mediatico, costruito e imposto dalla televisione Televisa.  E gli studenti non sono i soli a dipingere un Paese allo sfascio. José Reveles, giornalista: ‘Il Messico vive una tragedia umana. Viviamo un’escalation di violenza, morti, sequestri, estorsioni. Parliamo di più di 70 mila morti in un anno’.

Enrique Peña Nieto, vedovo, si è risposato nel 2010 con Angelica Rivera, attrice di telenovelas incontrata in campagna elettorale durante la registrazione di alcuni spot elettorali.

Il rapporto tra Peña Nieto e Televisa è stato il principale motivo di contestazione del movimento YoSoy132 contro il ritorno al potere del Pri.

YoSoy132, il movimento studentesco contro l’informazione manipolata

Queste manifestazioni, messe in atto dal recente movimento studentesco YoSoy132, stanno diventando una presenza costante nei telegiornali della sera messicani. In un Paese con ben pochi precedenti di pubblica espressione di malcontento nei confronti dei colossi mediatici, migliaia di giovani che protestano contro lo strapotere dei media e la manipolazione dell’informazione hanno attirato l’attenzione di molti.

Tutto è iniziato l’11 maggio, quando il candidato alla presidenza Enrique Peña Nieto ha incontrato gli studenti e i docenti dell’Università Iberoamericana a Città del Messico. Durante la visita, Peña Nieto ha subito per ore gli insulti umilianti di quello che sembrava un corteo studentesco spontaneo. Secondo i video, le foto, e i resoconti dell’evento, le urla sono iniziate dopo che uno spavaldo ragazzo coi capelli gonfi si è alzato tenendo in mano un cartello su cui c’era scritto solo ‘TE ODIO’.

Dopodiché, le urla e i cori si sono fatti più forti. Peña Nieto cercava una via di fuga, ma all’esterno c’erano altri contestatori ad attenderlo. Il candidato, look da divo e moglie attrice di soap opera, è stato inseguito tra corridoi e cortili dell’università dagli studenti che urlavano ‘assassino’ e ‘codardo’ riferendosi alla cattiva gestione dell’incidente con i campesinos, verificatosi a San Salvador Atenco nel 2006, quando era Presidente.

Le manifestazioni #YoSoy132 sono partite da Città del Messico. Decine di migliaia di persone hanno percorso le vie del centro e si sono raccolte sotto la Colonna dell’indipendenza per dimostrare la loro contrarietà al PRI. Il partito è stato alla guida del Paese per la maggior parte del Ventesimo secolo e fino al 2000, usando strategie che possono essere riassunte in “potere-a-tutti-i-costi”. Il suo nome è associato alla compravendita del voto, frodi, collusioni con i trafficanti di droga, censure, intimidazioni, elezioni truccate e, spesso, a violente repressioni dei dissidenti—dall’omicidio di esponenti di spicco del partito come Luis Donaldo Colosio nel 1994 ai massacri degli studenti nel 1968 e nel 1971. Peña Nieto sostiene che con lui il partito sia cambiato, e che la campagna elettorale non dovrebbe pagare il prezzo degli ‘errori’ del passato.

Le manifestazioni YoSoy132 si sono tenute anche a Monterrey, Guadalajara, Tijuana, Durango, Zacatecas, Tlaxcala, Aguascalientes, Veracruz e molte altre città messicane. Altre manifestazioni a sostegno del movimento sono state organizzate dalle comunità messicane a Chicago, Barcellona, Madrid, San Francisco e di fronte alla Casa Bianca. Gli studenti di più di 35 università e college sparsi per il Messico si sono uniti al movimento, ed è in atto la formazione di una coalizione orizzontale di atenei (privati e pubblici) la cui forza ha un precedente soltanto nelle proteste della fine degli anni Sessanta.

In Messico, il duopolio televisivo è gestito da TeleVisa e TeleAzteca.

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