Grillo e la notte della Repubblica: ‘Otto milioni di italiani considerati intrusi, cani in chiesa’

Exploit di Grillo, il vero vincitore è il Movimento 5 stelle‘Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione’. E’ quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog.

‘L’offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l’elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l’inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese.

E ora, dopo l’osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell’insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai. Andranno all’opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare’, sottolinea il leader del M5S.

‘Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. ‘Noi siamo noi e voi non siete un c…’. Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?’, prosegue Grillo.

‘Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali avrebbero gridato all’attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino ‘ – conclude il comico genovese.

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Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Prodi è il nuovo candidato del Pd

English: Romano Prodi during the commemoration...

English: Romano Prodi during the commemoration ceremony of the fall of the border Italy – Slovenia on 2004 Italiano: Romano Prodi durante la rievocazione della cerimonia della caduta del confine Italia – Slovenia del 2004 (Photo credit: Wikipedia)

Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Il quorum scende a 504 voti, quattro in più di quelli su cui può contare sulla carta Romano Prodi. Nella terza, andata a vuoto, 465 schede bianche, 250 preferenze a Rodotà, 22 a Prodi. Pdl e Lega annunciano che non parteciperanno al quarto scrutinio. Alfano: ‘Trattano questo voto come il congresso del Pci…’. M5S incalza il Pd: ‘Votate Rodotà e a noi andrà bene qualunque nome lui farà per formare il governo’. Scelta Civica voterà Cancellieri. Prodi in arrivo a Roma. Elezione sul filo, incognite sul sostegno unanime del Pd. Grillo attacca: ‘Parlamento bloccato, siamo al colpo di Stato’. Ma l’ex Garante della Privacy dice che non ostacolerà il Movimento se dovesse scegliere altre soluzioni.

15,57 Dentro l’Aula di Montecitorio la senatrice Pdl Alessandra Mussolini indossa una maglietta con scritto: ‘Il diavolo veste Prodi‘. Il presidente della Camera Laura Boldrini invita alla calma e all’ordine richiamando l’attenzione dei capigruppo.

15,04
Berlusconi: Pd ha violato la parola data
‘La candidatura di Marini è stata accantonata violando la parola data’. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl in corso alla Camera. ‘Secondo l’articolo 87 della Costituzione il Capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale. Per questo ci eravamo resi disponibili ad una candidatura condivisa, anche se non espressione del nostro partito. In una rosa di cinque nomi proposta dal Pd avevamo individuato il nome di Marini e lo abbiamo lealmente sostenuto alla prima votazione’. Il Cavaliere ha aggiunto: ‘Noi siamo qui per ostacolare la sinistra, difenderemo la nostra Costituzione, la nostra libertà, la nostra democrazia’. ‘Siamo in campo – afferma Berlusconi – e non preoccupatevi dei miei processi perché non ho nulla di cui vergognarmi’.

14.45
Pdl e Lega non parteciperanno al quarto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ quanto emerso dal vertice con Berlusconi a palazzo Grazioli

14.35
Scelta civica voterà per Anna Maria Cancellieri al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, lo hanno i gruppi parlamentari nella riunione cui era presente anche Mario Monti. La probabile concomitante assenza dall’Aula del Pdl consentirà anche ai parlamentari montiani di contarsi e sgombrare le voci sul possibile voto a Romano Prodi da parte di 10-20 di loro.

14.00
Se il Pd voterà Rodotà per il Colle ‘si apriranno praterie’ per il Governo. Questa la linea di M5s portata da Crimi e Lombardi all’assemblea dei parlamentari. ‘E’ il presidente dei cittadini e non dei partiti’. Per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, ‘a noi andrà bene’.

13.54
Questi i risultati del terzo scrutino alla Camera per l’elezione del Presidente della Repubblica, annunciati all’Aula dalla presidente della Camera,
Laura Boldrini:
250 voti a Rodotà,
34 a Massimo D’Alema,
22 a Prodi,
12 a Napolitano,
9 a Cancellieri,
8 a Sabelli Fioretti,
7 a De Caprio,
6 a Marini,
5 a Mussolini,
5 a Palmieri,
4 a Bonino, Chiamparino, Merlo Ricardo,
3 a Borletti Buitoni, Casaleggio, Cicchitto, Colombo Gherardo, Leo
Ermanno,
2 Castagnetti, Di Giovanpaolo, Martino.
44 i voti dispersi, 465 le schede bianche, nulle 47. 

13.00
‘Torno a ringraziare i grandi elettori, in particolare quelli del Movimento 5 Stelle e di Sel, e i moltissimi cittadini che in questi giorni mi hanno espresso una grande e per me inattesa fiducia. Ringrazio il Movimento 5 Stelle che ha confermato l’intenzione di continuare a sostenere la mia candidatura’. Lo afferma in una nota Stefano Rodotà. ‘Per parte mia, non intendo creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni’.
12.49
‘L’unica strada è andare alle elezioni’. Così Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, uscendo dalla Camera in piazza Montecitorio. ‘La Cancellieri? Il punto – ha detto – non è la persona ma il metodo’. Non è escluso, tuttavia, che si possa convergere sul nome del ministro dell’Interno.
12.42
Servono voti, altrimenti anche la candidatura di Romano Prodi al Quirinale, avanzata questa mattina dopo l’assemblea dei ‘grandi elettori’ del Pd, rischia di non passare.
Al momento i voti certi, dando per reale la ritrovata compattezza in seno al centrosinsitra, sono solo 450: 330 tra senatori e deputati del Pd, 37 di Sel e 23 dei delegati delle regioni. Numero lontano dal quorum di 504 previsto a partire dalla quarta votazione (che si aprirà oggi pomeriggio alle 15.30).
Mancano i voti fondamentali di Scelta civica, che questa mattina ha confermato che nella quarta votazione scrivera il nome di Anna Maria Cancellieri, che conta 69 grandi elettori montiani, 9 di Fratelli d’Italia e piace molto sia alla Lega Nord che al Pdl.

12.40
Grillo: ‘Io ho parlato con Rodotà che è nostro candidato, ed è anche infastidito del fatto che lui potrebbe abdicare Prodi. Nessuno nel M5S si è sognato di votare Prodi e non lo farà neanche in futuro’. Da Manzato in Friuli, Grillo smentisce ogni ipotesi di convergenza nel voto dei Cinque Stelle sulla candidatura di Romano Prodi al Quirinale.

12.20
Renzi: Prodi al Quirinale? ‘Aspettiamo e vediamo’.

12.15
Romano Prodi, ha le caratteristiche giuste per fare il presidente della Repubblica. Questo il commento del presidente del gruppo Tod’s, Diego Della Valle, alla scelta del Pd di candidarlo al Qurinale. ‘Tra le persone che sento candidate – ha detto Della Valle al termine dell’assemblea degli azionisti – Prodi ha le qualità per fare il presidente della Repubblica. Ha tutto quello che serve in questo momento: conosce i problemi delle famiglie, dell’economia e ha la reputazione e il rispetto della comunità internazionale’.

12.11
Stefano Rodotà ‘non ha fatto assolutamente un passo indietro’, assicura il capogruppo dei senatori M5S che, insieme alla presidente dei deputati, Roberta Lombardi, ha incontrato il giurista, candidato al Colle dal Movimento, nella sua abitazione romana. ‘Rodotà non farà nessun passo indietro, nemmeno dopo la terza votazione’, assicura Lombardi. 

12.06
Lupi a Rainews24: ‘L’esigenza dell’Italia è trovare figure che uniscano, non che dividano. Prodi lo è. Cancellieri non ci dispiace, valuteremo la candidatura posta da Scelta Civica’.

12.00
Monti a Rainews24: ‘Pessimo metodo di selezionare la candidatura si appunta, nel caso di Prodi, su un’ottima persona e una figura autorevole. La visione di Prodi è di un bipolarismo muscolare, su questo non sempre eravamo d’accordo. E credo che l’esperienza abbia dato ragione a me e non a lui. Se mi pento di essermi schierato con Scelta civica e di non essere ora fra i candidati al Quirinale? No, penso che la candidatura Cancellieri sia più forte di quanto avrebbe potuto essere la mia’.

11.56
Monti a Rainews24: ‘Cancellieri è espressione di un metodo, una candidatura nazionale che è arrivata prima di quella di Prodi da parte del Pd. E’ diverso il metodo: unione di parti contrapposte, non divisione. E poi Cancellieri è una donna, indipendente dai partiti politici, che ha ottenuto importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata. L’ha proposta al Quirinale anche Saviano. (…) Non è una candidatura motivata dal fatto che tengo al PdL. Tengo alla collaborazione fra forze politiche per risolvere i problemi dell’Italia’.

11.54
Paolo Romani, PdL: ‘C’è stato un distacco repentino da una scelta condivisa. Prodi è una candidatura di parte del Pd. Interessante, invece, la proposta Cancellieri avanzata da Scelta Civica, la valuteremo’.

11.48
Dopo essersi ricompattato sulla candidatura di Romano Prodi, il Pd è al lavoro per cercare di fargli ottenere alla quarta votazione i 504 voti necessari all’elezione a Presidente della Repubblica. Sono dunque al lavoro le diplomazie e – raccontano fonti del Pd – sono partiti i contatti anche tra singoli deputati, in particolare di Scelta Civica e ‘grillini’, per cercare una convergenza.

11.45
‘Noi parteciperemo dalla quarta votazione e decideremo il da farsi dopo la riunione delle 14.30 convocata da Maroni dove prenderemo una decisione che sarà comune, compatta e monolitica’. Così Luca Zaia della Lega Nord. 

11.27
Ancora troppo pochi per ottenere la maggioranza semplice, ma ad un soffio dal traguardo: sono 495 i voti che dovrebbero convergere sul nome di Romano Prodi. Si tratta della somma delle delegazioni di Pd e Sel, che insieme arrivano ad appena -9 dal numero magico di 504, necessario per giungere alla maggioranza semplice richiesta dal quarto scrutinio in poi.

11.11
Esponenti 5 Stelle si spostano verso casa Rodotà. Lombardi e Crimi: ‘Gli proporremo la candidatura di D’Alema…’

11.05
Stefano Rodotà potrebbe fare un passo indietro. E’ questo il rumor che circola con insistenza da qualche minuto in Transatlantico. La decisione del professore viene data per possibile nelle prossime ore da ambienti parlamentari.

11.00
‘Ieri sera dopo aver consultato i vertici di Scelta civica, ho proposto alle forze politiche di sostenere per l’elezione al Capo dello Stato il nome di Annamaria Cancellieri‘. E’ questo il nome proposto da Mario Monti e da Scelta civica per la candidatura al Colle. Prodi ‘ha tutto per essere un buon presidente’, ma, ha detto Monti, ‘il Pd sembra aver dato priorità in questo momento al disperato tentativo di salvaguardare l’unità del partito pensando più a quello che all’unità del Paese’.

10.50
‘Per noi Prodi non è votabile: ha svenduto l’Italia quando ha presieduto l’Iri’. Dalla Lega Nord arriva un fermo ‘no’ al candidato del Pd per il Quirinale, lo dice Massimo Bitonci a Rainews24. I parlamentari del Carroccio non voteranno nel corso della terza votazione e si riuniranno alle 14:30 per decidere cosa fare alla quarta.

10.42
‘E’ saltata la strategia di un dialogo con il centrodestra finalizzata all’obiettivo di dare all’Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione del Paese. Strategia da me pienamente condivisa. Anche perché ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questa legge elettorale’, dice Franco Marini. ‘Ovviamente con il cambio di strategia viene meno anche la mia candidatura’, ha aggiunto l’ex presidente del Senato.

9.55
Gelmini a Rainews24: ‘Questa non è una scelta né corretta né lungimirante, il Pd intraprende una strada sbagliata. Siamo di fronte alla ‘grillinizzazione del Pd, questo non ci rassicura. Dal Pd comportamento intollerabile, Prodi è un nome di rottura, PdL avrà reazione forte in Parlamento e nelle piazze’.

9.53
Maurizio Gasparri a Rainews24: ‘Pd si appropria di Camera, Senato e Presidenza della Repubblica, Prodi è una scelta che divide. Elezioni più vicine? Credo proprio di sì’.

9.48
‘Questa mattina il Pd, il grande partito innovatore, ha scelto Prodi all’unanimità. Sel voterà compatta Prodi. Noi voteremo Stefano Rodotà promotore e difensore reale dei beni comuni. La battaglia per un Italia diversa è solo all’inizio’, dice su Facebook il parlamentare M5S Roberto Fico, commentando l’ok unanime dei grandi elettori Pd a Prodi.

9.45
L’alleanza di centrosinistra alla quarta votazione si presenterà compatta a sostegno della candidatura di Romano Prodi. Anche Sel, infatti, ha deciso di convergere sul nome dell’ex premier, stando a quanto detto da Nicola Fratoianni.

9.40
‘Prodi presidente della Repubblica? I comunisti non cambiano mai. Prima gli interessi di un partito sfasciato e allo sbando e poi quello degli italiani. Grazie all’inciucio con i grillini avremo Prodi presidente della Repubblica. Il nuovo che avanza!!! Povera Italia’, afferma Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera.

8.00
E’ stato unanime, per alzata di mano, il via libera dell’assemblea dei grandi elettori del Pd alla candidatura di Romano Prodi a nuovo presidente della Repubblica.
L’ex premier sarà candidato oggi pomeriggio nella quarta votazione. Stamane, nell’ultima votazione in cui è richiesto il quorum della maggioranza dei due terzi, il Pd voterà ancora scheda bianca.

‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’
Lo ha detto Pier Luigi Bersani, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, proponendo la candidatura di Prodi per il Quirinale.

Damiano: ‘Un nome per il bene del Paese’
‘C’è stata una convergenza unanime su Prodi, un nome che ricompatta il partito – dice Cesare Damiano ai microfoni di Rainews24 – Su Marini non c’era avversione per la persona ma per il timore che a quella proposta potesse derivarne un’ipotesi di governo definita. Noi siamo contrari al governissimo‘.

Bindi: un nome ‘papabile’ anche per i 5 Stelle

‘Ci auguriamo che questa unanimità si trasferisca nelle urne alla 4a votazione e che raccolga i voti anche del centrosinistra che si è diviso nelle precedenti votazioni. Non solo, riteniamo che il nome di Prodi possa dire qualcosa anche al Movimento 5 Stelle, che lo aveva incluso nelle quirinarie. Prodi è il mio candidato da sempre, spero ce la faccia già stasera. Certo, in questi giorni siamo stati incomprensibili per molti, dovrà esserci una riflessione profonda’.

(fonte Rainews24)

Su Twitter #rodotarenzi#quirinalepresidente della repubblica#cancellieri#Prodi

Corea del Sud: attacco hacker a reti tv e banche

attacco-hacker.corea-epsonLe autorità della Corea del Sud stanno indagando su un attacco di pirati informatici che oggi ha mandato in tilt i server di tre emittenti e due importanti banche, mentre le forze armate hanno alzato il livello di allerta a causa dei timori sul possibile ruolo nella vicenda della Corea del Nord.

L’attacco ha colpito i server delle reti tv Ytn, Mbc e Kbs, oltre a quelli delle banche Shinhan e NongHyup Bank, hanno reso noto la polizia e rappresentanti del governo. In alcuni casi, sono stati cancellati anche file da alcuni computer, hanno riferito le autorità. Uno dei network che fornisce connettività ai gruppi, LG UPlus Corp, afferma che la home page del proprio sito web è stata sostituita con una pagina di rivendicazione dell’attacco da parte del ‘Whois Team‘, che mostra tre teschi e il messaggio ‘è l’inizio del nostro movimento’.

Le operazioni delle banche colpite sono riprese, ma le emittenti tv non sono ancora in grado di dire quando potranno riprendere le trasmissioni.

Sia la polizia che il governo non si sono ancora espressi sulla possibilità che l’attacco informatico possa essere legato alla Corea del Nord, che ha già minacciato di attaccare sia gli Stati Uniti che la Corea del Nord dopo che l’Onu ha varato una serie di sanzioni per il test nucleare condotto a febbraio da Pyongyang. La scorsa settimana, ha denunciato Pyongyang, anche molti siti ufficiali nordcoreani, tra i quali quello dell’agenzia ufficiale Kcna, hanno subito un attacco informatico ‘prolungato e intenso’. Pyongyang ha accusato Seul e Washington. I servizi segreti sudcoreani stimano siano almeno 3.000 i cyber warrior nordcoreani mobilitati per la guerra informatica.

In passato i nordcoreani hanno colpito le reti di alcuni giornali conservatori, di banche e istituzioni governative sudcoreane.

L’esercito della Corea del Sud non è stato coinvolto nell’attacco hacker, ma ha elevato il livello di allerta.

Intanto oggi il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato che Pechino è disponibile per ‘promuovere il dialogo’ tra le due Coree. Secondo il ministero degli esteri cinese Xi ha espresso la sua disponibilità parlando al telefono con la presidente sudcoreana Park Geun-hye. ‘La pace e la stabilità nella penisola coreana sono un interesse vitale per il popolo coreano e anche per il popolo cinese’, ha detto Xi, secondo il comunicato diffuso dal ministero degli Esteri. Il presidente ha aggiunto che la Cina ‘è impegnata a mantenere la pace e la stabilità della penisola e a realizzare la denuclearizzazione della penisola‘.

Consultazioni, Boldrini e Grasso al Quirinale: ‘Bisogna dare un governo al Paese, si percorreranno tutte le strade’

Bersani a Bologna

Bersani a Bologna (Photo credit: framino)

‘Col presidente siamo concordi nella determinazione della necessità assoluta di dare un governo al Paese‘. Lo ha detto il presidente del Senato Piero Grasso, al termine del colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha aperto in mattinata le consultazioni al Quirinale. “Quindi si percorreranno tutte le strade – ha aggiunto – per raggiungere questo obiettivo’.

Nessuna conferma, intanto, alle voci che indicano proprio in Grasso la carta vincente di Pier Luigi Bersani per guadagnare il voto di fiducia al governo da parte dei senatori M5S.

Bersani crede in Palazzo ChigiPier Luigi Bersani, tuttavia, sembra orientato a chiedere un incarico pieno al Quirinale, nonostante alcune voci circolate nelle ultime ore a proposito di un possibile bis del ‘metodo Grasso’, voci che nelle ultime ore hanno riportato in auge anche Emma Bonino quale possibile premier incaricato. Lo staff del segretario nega con forza l’ipotesi che il leader Pd vada al Quirinale a proporre un nome diverso dal proprio e, a questo punto, sembra probabile che già giovedì in serata Bersani possa ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica.

Incarico, però, non vuol dire nomina, come ripete il costituzionalista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti, la vulgata di Montecitorio assicura che il Colle non intende fare salti nel buio e chiederà a Bersani di presentare numeri certi prima della nomina vera e propria a presidente del Consiglio. Numeri che apparentemente al momento non si vedono, poiché M5S continua a dire no e Lega e Pdl si muovono in coppia. Per questo, qualcuno nel Pd comincia sul serio a pensare di poter applicare il ‘metodo Grasso’, ovvero proporre per la premiership un nome non di partito, in modo da cercare di attrarre i grillini come accaduto per il presidente del Senato.

Bersani, in realtà, è determinato a provarci. Il segretario si farà forte dei numeri alla Camera e metterà sul tavolo i suoi ‘otto punti’ di ‘cambiamento’, oltre a una squadra di governo scelta ‘con quel metodo’, ovvero quello dei presidenti delle Camere, come ha già detto. Si tratta di vedere se tutto questo basterà: M5S dice che ‘Bersani non lo votiamo nemmeno se dovesse camminare sui ceci’ per ora dal centrodestra non arrivano segnali incoraggianti.

Il leader Pd è certamente disposto a scegliere un nome per il Quirinale che sia gradito anche al Pdl e alla Lega, magari Giuliano Amato o lo stesso Pietro Grasso, ma di sicuro non voterà un esponente di centrodestra. Per questo c’è chi sta pensando a cosa fare se i famosi numeri non dovessero esserci: la linea del segretario, finora, è stata netta, l’obiettivo è andare comunque in Aula a verificare se la fiducia c’è o no. Una mossa che permetterebbe a Bersani di tornare a elezioni anticipate da premier, sia pure senza fiducia.

Questo scenario, però, incontra la contrarietà di Napolitano che, secondo quanto sostengono diverse fonti parlamentari, vuole che Bersani gli porti garanzie sui voti, prima di nominarlo ufficialmente e mandarlo in Aula a chiedere la fiducia. Una situazione che rischia di produrre un braccio di ferro tra il Quirinale e il leader Pd, a meno che non venga preso in considerazione un ‘piano B’.

E’ lo schema a cui pensano non solo tutti gli ex Margherita del Pd e anche Walter Veltroni, ma persino frange bersaniane o comunque della sinistra del partito. Lo stesso Nichi Vendola, secondo alcune voci di Sel, starebbe suggerendo a Bersani di prendere in considerazione il ‘metodo Grasso’, se si dovesse constatare che i numeri non ci sono, perché l’idea di tornare al voto non piacerebbe nemmeno al governatore della Puglia. E Pippo Civati fa un nome che molti tengono in caldo per il Quirinale, forti del sì anche di Monti: Emma Bonino. Ma per Palazzo Chigi.

Al via le consultazioni da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano dunque, con due giorni di colloqui serrati per dare un governo al Paese. Tre le ipotesi: incarico esplorativo affidato a un’alta carica dello Stato, preincarico o incarico pieno a Pier Luigi Bersani. Dopo i primi colloqui della giornata con il presidente del Senato Pietro Grasso (che ha parlato di ‘necessità assoluta di dare un Governo al Paese’), e della presidente della Camera Laura Boldrini (‘c’è bisogno di un Governo il prima possibile‘) e con i gruppi parlamentari misti di Senato e Camera, chiudono l’agenda degli incontri previsti per la mattinata le rappresentanze della Südtiroler Volkspartei e della minoranza linguistica della Valle d’Aosta.

Nel pomeriggio a cominciare dalle 16,30, sarà la volta del gruppo parlamentare del Senato Per le autonomie-Psi, di quello della Camera Sinistra ecologia libertà e, alle 18, dei gruppi parlamentari di Scelta Civica per l’Italia. Domani si replica: Napolitano incontrerà la delegazione di M5s con Grillo, Pdl e Lega Nord, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Chiuderà la due giorni di consultazioni la delegazione del Pd, con Bersani che chiederà l’incarico.

‘Abbiamo ribadito la nostra non disponibilità a dare la fiducia a un governo che mette insieme tutto e il contrario di tutto’, ha detto Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia, uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni con il presidente Napolitano. Per Crosetto, ‘serve un governo con un programma chiaro e non come il governo Monti. Nessun inciucio, quindi, ma abbiamo comunque la disponibilità a portare in Parlamento le cose che abbiamo portato avanti in campagna elettorale: fra le altre, pagamento dei debiti pa, riforma costituzionale alla francese, limite alla tassazione in costituzione’.

C’é la ‘necessità di fare un governo e siamo molto preoccupati dell’immagine dell’italia all’estero. C’è un partito che vuole fare il controllore degli altri senza prendersi responsabilità’, ha dichiarato Riccardo Antonio Merlo, eletto in Argentina, e rappresentante del Maie, il Movimento italiani all’estero, componente della delegazione del gruppo misto di Montecitorio dopo l’incontro con il presidente Napolitano nell’ambito delle consultazioni. Merlo si è anche scagliato contro quella che chiama ‘la casta della Ue’.

Il presidente Napolitano è ‘molto consapevole’ della situazione e dimostra ‘il consueto rigore costituzionale che in questo momento assume valore assoluto’, ha dichiarato Pino Pisicchio, del gruppo Misto alla Camera ed esponente dell’Api, dopo il colloquio al Colle per le consultazioni.

Silvio Berlusconi rilancia la sua offerta al Partito democratico per un governo di larghe intese che sia in grado di gestire i problemi dell’Italia. ‘Soltanto un governo stabile di concordia nazionale tra Pd e Pdl può realizzare gli interventi necessari nell’interesse del Paese’. Berlusconi ha detto che è questo quanto riferirà domani al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che oggi ha avviato le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Laura Boldrini eletta presidente alla Camera. Ballottaggio al Senato fra Grasso e Schifani

Laura BoldriniLaura Boldrini è stata eletta presidente della Camera con 327 voti. Applausi in Aula. I deputati della sinistra si sono alzati in piedi per applaudire, a loro si sono aggiunti gli eletti dell’M5S. Divisi i deputati del Pdl, molti dei quali non hanno applaudito. Questo il risultato della votazione: Presenti 618; Maggioranza richiesta: 310; Boldrini: 327; Fico:108; Schede bianche: 155; schede nulle: 10; Voti dispersi: 18. ‘Sono molto molto soddisfatto, abbiamo eletto una candidato di grandissimo profilo culturale e moralmente indiscutibile e di cambiamento e l’abbiamo offerta all’elezione di tutti‘. Così Pier Luigi Bersani commenta l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza di Montecitorio. Tutti i deputati, tranne quelli del Pdl che sono rimasti seduti, in piedi hanno accolto applaudendo l’ingresso nell’Aula di Montecitorio di Laura Boldrini, appena eletta presidente della Camera.

Tutti i deputati hanno applaudito in piedi quando il presidente della Camera Laura Boldrini ha citato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il primo ringraziamento di Laura Boldrini è per il presidente Napolitano ‘custode rigoroso’ dell’unità del Paese. Poi ai giovani appena eletti in Parlamento.

‘Insieme riusciremo ad affrontare l’impegno straordinario’ legato al lavoro delle ‘istituzioni repubblicane’.

Un debole applauso, proveniente solo dai deputati del centrosinistra, ha sottolineato le parole della presidente della Camera Laura Boldrini quando ha ringraziato il suo predecessore Gianfranco Fini. Da parte del Pdl solo silenzio e qualche commento.

‘Questa aula darà ascolto alla sofferenza sociale di una intera generazione” ha detto Boldrini nel suo discorso di investitura alla presidenza della Camera ricordando i numerosi giovani costretti a cercare lavoro all’estero.

Standing ovation del centrosinistra e di M5S quando la Boldrini ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne. Quanto al Pdl, solo alcune deputate si sono unite in piedi nell’applauso.

Nuova standing ovation globale, tranne che dei deputati del Pdl, quando ha ricordato ‘chi ha liberato l’Italia dal fascismo’. Pochi applausi del Pdl in aggiunta a quelli generali solo quando Boldrini ha ricordato la lotta alla mafia. Tutti in piedi, però, nel ricordo di Aldo Moro, di cui oggi cade l’anniversario del rapimento. ‘Molto, molto dobbiamo al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con emozione oggi’ giorno in cui cade l’anniversario della strage di via Fani. Lo ha detto Laura Boldini nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera.

E ora al Senato ballottaggio Grasso-Schifani. ‘Piero Grasso è una figura di grande garanzia che può essere accettata da tutti. Mi auguro che anche al Senato le cose vadano bene e che anche lì avvenga il cambiamento’. E’ l’auspicio espresso dal segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani dopo l’esito della quarta votazione alla Camera che ha decretato l’elezione della Boldrini, anche lei candidata dal Pd.

 I 5 Stelle saranno decisivi al ballottaggio. ‘Qualcosa potrebbe cambiare – spiega una senatrice 5 Stelle -. Per noi Grasso, al di là del giudizio sulla persona, sarebbe comunque il portavoce di un sistema’. Ma il dibattito è aperto e la decisione sarà presa prima delle 16, quando inizierà l’ultima chiama per la votazione. Nella terza manche l’ex magistrato dovrebbe raccogliere i voti dei 109 democratici e 7 di Sel, per un totale di 116, a cui si aggiungono anche i 6 di Autonomie e il singolo voto di Lista Crocetta: in tutto 123 preferenze. Il candidato dell’ultima ora del Pdl e presidente uscente di Palazzo Madama, Renato Schifani, oltre ai 98 voti dei colleghi di partito anche quelli, a quanto si apprende, della Lega Nord (17): in tutto 115. Nella quarta votazione saranno decisivi i voti dei 5 Stelle, che sono 53, e di Scelta Civica (19). Tre gli scenari possibili: se i Democratici chiederanno il voto di Scelta Civica su Grasso, potrebbero eleggere il presidente del Senato al ballottaggio. Se invece il Pdl stringesse un patto con Monti, tutto dipenderebbe dal comportamento della Lega che ha 17 senatori: se il Carroccio, slegatosi dall’intesa con il Pdl votasse con il Pd, passerebbe il candidato di quest’ultimo. Se invece i leghisti votassero con il Pdl e Lista Civica, per il Pd non ci sarebbe nulla da fare.

Chi è Laura Boldrini  

Laura Boldrini, 51 anni, già funzionario e portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, è il nuovo presidente della Camera, terza donna a ricoprire la carica dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Boldrini è stata eletta a Montecitorio nelle file di Sel.  Ha dichiarato di essersi candidata perché ‘indignata dalla politica come tanta altra gente in Italia’ e perché ‘non ci si può limitare a lamentarsi’.

Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e, dopo una breve esperienza in Rai, comincia nel 1989 la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati per il quale coordina anche le attività di informazione in Sud-Europa. Si occupa in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Svolge numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Da portavoce dell’Unhcr, Boldrini ha più volte messo in guardia i giornalisti italiani sull’uso della parola ‘clandestino’ per indicare i migranti giunti a bordo dei barconi. ‘Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica’, ha sempre detto, ‘è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento’.

Nel corso della campagna elettorale ha indicato tra le sue priorità per il Parlamento la legge sulla cittadinanza dei migranti e la totale revisione del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza‘, inclusa la Bossi-Fini. ‘Una norma che va ribaltata il prima possibile’, ha ribadito in più occasioni. Ma anche, ha sottolineato in una recente intervista, ‘mi batterò affinché l’Europa non mandi in soffitta un sistema di welfare all’avanguardia, perché l’Italia ritrovi la sua centralità nel bacino del Mediterraneo e perché il ruolo e la rappresentazione delle donne nella nostra società non sia umiliante come lo è stato negli ultimi tempi’.

Numerosi i premi ricevuti. Tra di essi, la Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999) e il titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004).  Il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006), il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011).

Nell’aprile del 2010 ha pubblicato per Rizzoli ‘Tutti Indietro’, volume in cui Boldrini ha raccolto le storie di tanti rifugiati raccolte in prima linea.

http://www.lauraboldrini.it/

Elezioni: 34 liste ricusate stop ai contrassegni di Monti, Grillo e lista Ingroia

simboli_elettoraliSono 169 i contrassegni di lista giudicati regolari dal Viminale tra i 219 depositati. Lo ha dichiarato oggi il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

Parlando coi giornalisti a Grosseto, la Cancellieri ha spiegato che 34 contrassegni sono stati respinti e 16 non hanno i requisiti necessari per partecipare alla competizione elettorale per carenza di documentazione.

Nel caso dei 34 contrassegni ricusati, i depositanti possono sanare le irregolarità e sostituirli entro 48 ore, rende noto il Viminale.

Tra i 34 contrassegni elettorali ricusati dal ministero dell’Interno (ovvero da sostituire entro 48 ore dalla notifica) ci sono anche quelli delle lista civetta del premier Mario Monti e del movimento del pm Ingroia. Ricusati dunque i simboli Rivoluzione civile e Comitato Monti Presidente. Tra questi, anche quello della lista civetta del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, un simbolo con scritto ‘Movimento 5 Stelle – M5S’, tra i primi ad essere presentato venerdì scorso.

Il Viminale ha ricusato anche il contrassegno presentato dalla Lega Nord: il ministero ha invitato i depositanti, in base alla normativa vigente, alla sostituzione del contrassegno entro 48 ore dalla notifica.

Liste: depositato il simbolo del Pdl, Berlusconi è a capo della coalizione di centro destra

silvio-berlusconi-videomessaggioSilvio Berlusconi è il capo della coalizione di centrodestra alle elezioni politiche del prossimo febbraio, al cui nome sono collegati per la Camera i simboli del Pdl di Angelino Alfano, la Lega Nord di Roberto Maroni, Fratelli d’Italia di Ignazio La Russa e Giorgia Meloni Grande sud-Mpa rispettivamente di Gianfranco Miccichè, la lista Pensionati di Fatuzzo, Intesa popolare di Vittorio Sgarbi , il Mir di Giampiero Samorì e La Destra di Francesco Storace. La conferma è arrivata con il deposito questa mattina del simboli Pdl al Viminale. E’ dunque al nome di Berlusconi che sarà imputato il premio di maggioranza in seggi in caso la coalizione che ha sottoscritto il programma di governo comune vinca le elezioni.

In tutta Italia il partito di via dell’Umiltà correrà per Camera e Senato con la scritta ‘Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente’.  Mentre nelle circoscrizioni estere di Camera e Senato compare la dicitura ‘Il Popolo della Libertà Centrodestra Italiano’. A consegnare i simboli è stato il responsabile nazionale elettorale del partito Ignazio Abrignani. Sono stati presentati anche il programma e gli apparentamenti.

A Palazzo Madama la coalizione guidata dal Cavaliere correrà con altri quattro piccoli partiti: ‘Rinascimento Italia’-‘Lista del merito’ di Arturo Artom; ‘Basta tasse’; ‘Liberi da Equitalia’; Lista del Popolo’.

Il deposito dei simboli è possibile ancora oggi fino alle 16. Compreso quello Pdl, al Viminale finora ne sono stati depositati 179. Alla Lega è stato richiesto di modificare uno dei due loghi presentati, quello tradizionale e quello ‘Maroni presidente’ poiché entrambi contengono lo stesso nome e cognome. Roberto Calderoli ha fatto sapere di avere già provveduto.

Il ministero dell’Interno avrà poi 48 ore per esaminare i ricorsi sui simboli. Di particolare significato saranno i responsi sui ricorsi di Lista Monti, Lista Ingroia e Movimento Cinque Stelle contro le numerose liste civetta depositate, le cui denominazioni e loghi imitano quelle del Premier, dell’ex pm e di Beppe Grillo. Il quale ha annunciato che se il ricorso M5S non sarà accolto è pronto a ritirare la sua formazione dalle elezioni.

‘Grillo – ha assicurato il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri- può stare tranquillo. Tutti quelli che ne hanno titolo vedranno tutelato il loro buon diritto’.

Sentenza storica, nessun pregiudizio per l’affidamento alle coppie gay

sentenza storica sulle coppie gayUn bambino o una bambina possono crescere bene in una famiglia con genitori dello stesso sesso. La riflessione non arriva da uno psicologo, né da un sociologo e neanche da un rappresentante di una delle associazioni che rappresentano i diritti dei gay, ma dai supremi giudici della Cassazione nelle motivazioni di una sentenza che conferma l’affido a una madre che vive con una donna. Gli ermellini così dicono no ai pregiudizi sull’affidamento di bambini a coppie omosessuali: un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia gay.

I magistrati della Corte Suprema hanno confermato l’affidamento esclusivo di un bimbo a una donna, la madre, che vive con un’altra donna, nonostante la richiesta del padre naturale, musulmano. Il tribunale di Brescia aveva già deciso a favore della coppia gay per un atteggiamento violento da parte dell’uomo nei confronti della donna, ex tossicodipendente che ha conosciuto l’attuale compagna in comunità, dove la donna lavora come assistente sociale.

I giudici, secondo il ricorrente, non avevano approfondito se tale tipo di famiglia potesse ‘garantire l’equilibrato sviluppo del bambino’, proprio in relazione ‘ai diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio di cui all’articolo 29 della Costituzione, all’equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio con i figli legittimi di cui all’articolo 30 della Costituzione e al diritto fondamentale del minore di essere educato secondo i principi educativi e religiosi di entrambi i genitori’. Fatto questo, si rilevava nel ricorso, ‘che non poteva prescindere dal contesto religioso e culturale del padre, di religione musulmana’.

 La Cassazione, con la sentenza n.601 hanno bocciato il ricorso, sottolineando che ‘alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza’, ma solo ‘il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale’. In tal modo, osservano i giudici di ‘Palazzaccio’, ‘si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino’.

Esultano le associazioni omosessuali, che da Arcigay, a Gay Center al Circolo Mario Mieli, parlano di ‘sentenza storica’ e chiedono alla futura maggioranza di legiferare. Soddisfatta anche Equality, anche se “rimane irrisolto, in assenza di una legge, il problema della tutela dei bambini delle famiglie omosessuali, che hanno utilizzato tecniche di fecondazione assistita all’estero’. Per Ignazio Marino, senatore Pd, ‘la Corte ha sancito un principio di civiltà’: ‘la capacità di crescere un figlio non è prerogativa esclusiva della coppia eterosessuale, ma riguarda anche le coppie omosessuali e i single. E’ un dato confermato dalla scienza. L’importante è che l’adozione venga disposta nell’esclusivo interesse del minore’.

Opposta la posizione del capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che vede nel pronunciamento ‘un precedente molto pericoloso’ che ‘di fatto apre ai figli nelle coppie gay, sostituendosi al legislatore giacché nel nostro paese non è possibile dare in affido un bambino a coppie dello stesso orientamento sessuale’. Per Carlo Giovanardi, senatore Pdl, se è ‘difficilmente sindacabile la convinzione della Cassazione che il bambino nel caso specifico debba rimanere con la mamma, totalmente inaccettabile è il vizio dei magistrati di sostituirsi ai legislatori trinciando giudizi temerari’ sulla equilibrata crescita di un bambino. Ma da un altro esponente Pdl, Giancarlo Galan, arriva una valutazione opposta: ‘E’ un passo avanti, lo Stato laico deve ascoltare i cittadini, nessun altro’. Contrario invece Massimo Polledri, esponente cattolico della Lega Nord, secondo il quale la sentenza è ‘un anticipo del governo Bersani’. ‘Non si può costruire una civiltà attraverso le sentenze dei Tribunali’, è la reazione di sconcerto di monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente della Commissione Cei per il Laicato, che invita a considerare ‘i tanti studi fatti finora sulla famiglia’.

Scandalo alla Regione Lombardia: rimborsi per spese non istituzionali. Fra i 40 indagati anche Minetti e Bossi

minetti_nicoleI capigruppo in Regione Lombardia del Pdl e della Lega Nord, Paolo Valentini e Stefano Galli, sono indagati dalla Procura di Milano con l’accusa di peculato e che riguarda una quarantina di consiglieri lombardi di Pdl e Lega. Nell’ambito dell’inchiesta gli investigatori della Gdf avrebbero accertato un utilizzo illecito dei rimborsi regionali dei gruppi consiliari. L’indagine riguarderebbe spese fatte al di fuori dell’attività politica con soldi pubblici. Fra gli indagati anche la consigliera pidiellina Nicole Minetti e il figlio di Umberto Bossi, Renzo Bossi.

Secondo gli inquirenti, tra le ‘spese di rappresentanza istituzionale’ – rimborsate con denaro pubblico e riferite a singoli e non a gruppi consiliari – ci sono munizioni da caccia, colazioni al bar, cocktail, cene in ristoranti di lusso e persino pizze da asporto o pranzi da McDonald’s, con scontrini nei quali viene indicato il menù per bambini.

Quando il 10 ottobre scorso il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha spedito la Finanza in Regione ad acquisire i rendiconti 2008-2010 relativi ai rimborsi garantiti ai gruppi consiliari del Pdl e della Lega, probabilmente non pensava di scoprire così tante anomalie. Nel mirino sono finiti quasi tutti i consiglieri della maggioranza della giunta uscente guidata dal governatore Roberto Formigoni. Il presidente della Regione Lombardia esclude di aver mai sentito parlare di un utilizzo scorretto dei rimborsi da parte di qualche consigliere: ‘Le regole sono sempre state molto chiare e molto nette’ – ha detto. ‘Leggo che seppure con qualche ritardo i finanzieri hanno acquisito i documenti anche delle opposizioni. Le modalità di spesa dei finanziamenti dei gruppi regionali sono identiche per maggioranza e opposizione. La domanda – continua Formigoni – è semplice: perché queste indagini soltanto sui gruppi di maggioranza quando è noto che i criteri di spesa sono identici per tutti?’

A dare il via al nuovo scandalo sono state le verifiche partite, quasi per caso, sul leghista Davide Boni (ex presidente del Consiglio regionale, travolto da un’indagine per corruzione), sull’ex assessore del Pdl, Franco Nicoli Cristiani, arrestato un anno fa con in casa una mazzetta da 100 mila euro e l’ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl. Nelle inchieste che li hanno coinvolti, decifrando alcune intercettazioni ambientali, Robledo e i suoi sostituti Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno trovato tracce di cene che sarebbero state giustificate.

Dai ristoranti alle sigarette, nel mirino le spese dei consiglieri del Pdl e della Lega al Pirellone. Quasi tutti quelli della legislatura ormai scaduta, anche l’ex consigliera Nicole Minetti e Renzo Bossi. L’accusa: aver ottenuto rimborsi con soldi pubblici per spese dubbie.

Secondo l’accusa, le spese personali venivano addebitate al gruppo consiliare pur non trattandosi di costi sostenuti per l’attività politica. Ha comprato il libro ‘Mignottocrazia’ e ha conservato lo scontrino Nicole Minetti. L’ex consigliera regionale ha speso 16 euro di soldi pubblici per comprare il testo ‘Mignottocrazia’, ma non solo. Ha pagato 832 euro un aperitivo all’hotel principe di Savoia e 400 euro una cena da ‘Giannino’. L’ex consigliera ha anche comprato un iPad da 750 euro, nonostante la Regione Lombardia ne avesse già dato uno ad ogni consigliere. In tutto, le spese di Nicole Minetti fatte con i fondi del Pirellone ammontano a decine di migliaia di euro.

Renzo Bossi ha speso in videogames e Redbull.

La guardia di finanza di Milano sta acquisendo in Regione Lombardia con un decreto di esibizione i documenti relativi alle spese di altri Gruppi consiliari, tra cui Pd, Idv e Sel. Al momento, l’inchiesta vede una quarantina di indagati tra consiglieri del Pdl e del Carroccio dagli assessori come impegni istituzionali, ma che di politico avrebbero avuto molto poco.

Inno di Mameli ok del Senato a insegnarlo a scuola: è legge

Il Senato approva, in via definitiva, con 208 sì, 14 no e due astenuti il ddl che promuove l’insegnamento dell’Inno di Mameli a scuola e istituisce la ‘Giornata dell’Unita‘ della Costituzione dell’Inno e della Bandiera‘ il 17 marzo. Il provvedimento è legge.

La nuova legge è stata avversata fino all’ultimo dalla Lega Nord che è intervenuta in massa contro l’idea di far insegnare a scuola l’ Inno di Mameli. Dopo l’annuncio del Carroccio del voto contrario ad un provvedimento considerato ‘retorico’ e ‘antistorico’, molti dei 24 senatori della Lega hanno parlato in dissenso per continuare a criticare la legge, annunciando la non partecipazione alle votazioni .

Oltre ai leghisti ha votato contro anche la senatrice del Pdl Diana De Feo, in dissenso dal suo gruppo.

La nuova legge inserisce l’insegnamento dell’inno di Mameli nel piano di studio nelle scuole e riconosce il 17 marzo di ogni anno, in continuità con il festeggiamento dei 150 anni, come ‘Giorno dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera‘, allo scopo di promuovere i valori di cittadinanza e di consolidare l’identità nazionale.

Obiettivo della legge è diffondere la conoscenza storica del percorso di unificazione dello Stato italiano e mantenere vivo il senso di appartenenza civica. Il provvedimento prevede, inoltre, che, nell’anno scolastico 2012-2013, siano organizzati, nelle scuole di ogni ordine e grado, percorsi didattici e iniziative per informare sul significato del Risorgimento e sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale e all’approvazione della Costituzione.

http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/inno/inno.htm

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