In viaggio con Lady Ghigliottina Boldrini

La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo Regime, due medaglie così bastano e avanzano. La Boldrini deve andarsene e in fretta dalla Camera. Il presidente della Camera è un ruolo di garanzia del dibattito parlamentare. Lei ha tradito il suo mandato.

Il decreto legge IMU-Bankitalia ha regalato 7,5 miliardi alle banche sottratti agli italiani (e Renzie predica da un mese che vuole far risparmiare un miliardo agli italiani…) con un sotterfugio da magliari di terz’ordine, associare l’abolizione della seconda rata dell’IMU alla sottrazione di valore di Bankitalia. Si potevano scorporare i due decreti, il M5S avrebbe immediatamente votato per l’abolizione dell’IMU, non è stato fatto. Il M5S ha sollevato delle eccezioni a norma di regolamento, ha fatto “opposizione” da non confondere con il termine “ostruzionismo” caro ai telegiornali e alla carta igienica quotidiana che sono diventati quasi tutti i giornali.

Non siete abituati all’opposizione dopo decenni di inciuci? Beh, dovrete farvene una ragione. A termini di regolamento giovedì erano previsti numerosi interventi che avrebbero, per la loro durata, fatto decadere il decreto. La cosiddetta “tagliola“, la procedura che consente di interrompere la discussione e andare immediatamente al voto è presente nel regolamento del Senato, ma NON in quello della Camera. La Boldrini ha interrotto ogni discussione senza neppure l’appiglio del regolamento. Ha agito motu proprio, con un abuso di potere, fatto votare in un minuto per scappare dalla porta di servizio. Non era mai successo nella storia della Repubblica, neppure ai tempi di Pajetta che scavalcava i banchi per colloquiare con i colleghi democristiani o ai tempi di Tambroni. Mai è stata messa a tacere l’opposizione con un atto di imperio di natura strettamente personale. Giovedì 29 gennaio la democrazia è morta. Si è accettato il principio che le opposizioni, quando disturbano il Potere, devono essere messe a tacere ad ogni costo. Prima le banche, poi i cittadini.

I politici sono i camerieri dei banchieri e 7,5 miliardi valgono le messe di un’intera legislatura e la fine del confronto parlamentare. Boldrini a casa.

Il viral video di oggi. Pubblicato de giorni fa da FreedomChannelG su youtube, è stato ripreso da tutta la stampa nazionale e internazionale e fatto il giro (dell’Oca) della Rete. Visualizzazioni 5.676, all’orario in cui scriviamo, (19.01 ora italiana), su un canale youtube da 823 iscritti.

FreedomChannelG – YouTube

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Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,’inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

Il 25 aprile in tutta Italia: Napolitano, ‘la memoria è fondamentale, impariamo dalla Resistenza’

25aprile_napolitano_corona_altare_patriaAd aprire la giornata di commemorazioni – per il 68esimo anniversario della Liberazione – è stato il capo dello Stato, Giorgio Napolitano che accolto con un grande applauso della folla, ha deposto la corona all’altare della Patria a Roma. Una cerimonia sobria davanti a tutte le autorità civili, politiche e militari; erano presenti, i presidenti di Camera e Senato, Grasso e Boldrini, il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Al termine della cerimonia, prima di lasciare piazza Venezia per dirigersi in via Tasso, dove ha inaugurato il nuovo allestimento che ricorda le vittime delle torture naziste, Napolitano ha salutato le associazioni dei militari in congedo che lo hanno ringraziato per aver nuovamente accettato l’incarico di Capo dello Stato. ‘Nei momenti cruciali per il Paese in tempo di crisi la memoria è fondamentale. Venendo in posti come questi, c’è sempre molto da imparare sul modo di affrontarli: serve coraggio, fermezza e senso dell’unità, che furono decisivi per vincere la battaglia della resistenza‘, ha detto lasciando il Museo della Liberazione dove è stato accolto da un coro di bambini che ha cantato per lui ‘Bella Ciao‘ e l’Inno nazionale.

Grasso contestato. A Marzabotto, teatro della strage che si consumò nel settembre del 1944 con l’uccisione da parte delle milizie nazifasciste di 800 persone per rappresaglia contro i partigiani della Brigata Stella Rossa, è stato contestato il presidente del SenatoPietro Grasso. ‘Accetto la contestazione – ha detto Grasso – però dopo dobbiamo sbracciarci insieme per costruire qualcosa’.

Molti i politici mobilitati per le manifestazioni, in tutta Italia. Compresi i parlamentari del M5S, che hanno però deciso di essere presenti alle cerimonie come semplici cittadini, non in prima fila né sui palchi. ‘Penso che siano atteggiamenti di elitarismo, di chi si vuole sempre distinguere’, ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Toni provocatori invece per Grillo che sul suo blog ha commentato: il 25 aprile è morto, scrive. ‘Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto, nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto’, si legge nel lungo post dedicato all’anniversario della Liberazione, che conclude: ‘Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere’.

I Cinque Stelle sono rimasti nei cortei, tra la gente. Quasi tutti. A Reggio Emilia, accanto al presidente dell’Anci e sindaco della città Graziano Delrio, c’erano anche le due parlamentari del Movimento di Reggio, Maria Edera Spadoni (deputato) e Maria Mussini (senatore). ‘Siamo qui contro il governo dell’inciucio, la nuova resistenza siamo noi’, ha spiegato la senatrice Mussini. ‘I nuovi partigiani siamo noi. Non in quanto parlamentari ma come cittadini che vogliono partecipare’, ha aggiunto.

Come stabilito invece Roberta Lombardi che, zaino sulle spalle, ha assistito alla cerimonia in mezzo alla gente. ‘La liberazione vera’, ha detto Lombardi, ‘sarebbe la liberazione dagli inciuci, dalla vecchia politica, dai partiti. Quanti morti per questo Paese e quanta indegna classe politica che sta facendo finta di ricordare quei morti. E’ una cosa che fa male’. Con lei a piazza Venezia anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e Roberto Fico.

Questa mattina, in una pausa delle consultazioni in corso alla Camera dei Deputati con le rappresentanze parlamentari, invece il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, si è recato in visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine. ‘Ho sentito il bisogno, la necessità – ha detto – di rendere omaggio alla memoria di quanti si sono battuti e sacrificati per la liberazione dell’Italia e per la democrazia’.

Roma è stata movimentata da una serie di manifestazioni, maratone e strade chiuse per le biciclette dalla mattina a mezzanotte. I partigiani dell’Anpi hanno sfilato dal Colosseo al Campo Boario. Pedalate nei luoghi storici della Resistenza e cortei di studenti.

Milano il tradizionale corteo da porta Venezia a piazza Duomo e la successiva manifestazione sono state chiuse dall’intervento di Boldrini, che ha tenuto un’orazione commemorativa anche a Genova. In piazza Duomo, dietro lo striscione dell’Anpi, la presidente della Camera in ha cantato ‘Bella Ciao’ insieme agli ex partigiani.

Il 25 aprile ‘non è solo memoria, ma attualità’, ha sottolineato l’Arci, che assieme all’Associazione nazionale partigiani ha organizzato iniziative in tutta Italia. A Bologna organizzati molti eventi, dalle camminate in varie zone della città, alla deposizione delle corone.

In Sicilia, lo striscione dell’Anpi ha aperto la ‘marcia per la libertà’ con la scritta: ‘Noi siamo partigiani della Costituzione”. Prima il ricordo, al Giardino Inglese, dei martiri di Cefalonia, con il sopravvissuto Giuseppe Benincasa, il coordinatore dell’Anpi Ottavio Terranova e il sindaco Leoluca Orlando. Sulle note di un violino sono rievocati i nomi del caduti. Sventolano le bandiere partigiane, dei sindacati, dei partiti di sinistra e dei ‘No-Muos‘ che a Niscemi, invece, oggi presidiano la base. Sessantotto anni dopo la Liberazione, 120 dopo i Fasci siciliani. Per tutta la giornata comitati, famiglie e mamme No Muos hanno deciso di occupare l’area con dibattiti, passeggiate lungo i sentieri vicini e mostre. Di ieri la notizia che il ministero della Difesa ha impugnato davanti al Tar Palermo la revoca da parte della Regione delle autorizzazioni relative al Muos.

In Toscana è stato Matteo Renzi a prendere la parola, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per commemorare il 68° anniversario della Liberazione.  “Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realtà. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare”, ha detto a Firenze parlando dell’incarico affidato a Enrico Letta. “Io e all’amministrazione fiorentina saremo al suo fianco per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia”.

Il sindaco, come era già successo nel 2010, ha scelto di intervenire in prima persona, senza affidare l’orazione ufficiale del 25 aprile a un ospite illustre come era avvenuto, negli anni passati, col giudice della Corte costituzionale Paolo Grossi (2012), il cardinale Silvano Piovanelli (2011), l’allora presidente della Regione Claudio Martini (2009) o la presidente di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti (2008).

Parma la giornata di eventi è iniziata con il corteo ufficiale e la deposizione delle corone ai monumenti al Partigiano e ai Caduti, il discorso delle autorità in piazza Garibaldi, per concludersi con il concerto: sul palco Meg (ex 99 Posse), Maria Antonietta e la band spagnola Pegatina.

Torino duemila persone hanno sfilato da piazza Arbarello, per via Cernaia fino a piazza Castello per la fiaccolata del 25 aprile. Il sindaco Piero Fassino in testa, insieme all’assessore comunale alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, e il consigliere regionale del Pdl Giampiero Leo. Tra la folla, le bandiere di Cgil, Cisl, Uil, No Tav e ancora, Anpi, Pd e Fiom. In corteo anche tante famiglie con bambini. Durante il suo discorso il sindaco è stato contestato e  interrotto dai fischi di un gruppo di antagonisti che hanno anche esposto cartelli di protesta.

Festa di Liberazione: la presidente della Camera, Laura Boldrini in corteo a Milano

Boldrini Milano festa di Liberazione

Avanza una richiesta forte: ‘L’abolizione del segreto di Stato per tutte le stragi di mafie e terrorismo. In un Paese civile verità e giustizia non si possono barattare’. E replica a Beppe Grillo, che in mattinata aveva definito ‘morta’ la festa di Liberazione. ‘Gli scettici vangano qui, a Milano: la festa è viva ed è la festa di tutti gli italiani liberi’. Con questi due passaggi la presidente della Camera Laura Boldrini segna con un tratto politico forte le celebrazioni del 25 aprile tenutesi a Milano.

Il corteo parte poco dopo le 14. Laura Boldrini sfila per qualche metro dietro lo striscione dell’Anpi e canta ‘Bella ciao‘ con gli ex partigiani. ‘L’Italia non può perdere la speranza, ce la deve fare’, dice la presidente parlando con i giornalisti e continuando a salutare la folla che invoca il suo nome e l’applaude incessantemente. E a chi le domanda se sia in imbarazzo per la decisione di Sel di andare all’opposizione, risponde orgogliosa: ‘Io rappresento tutta la Camera‘.

Sfilano nel corteo anche il leader di Sel Nichi Vendola e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, anche loro applauditi e incoraggiati. ‘Finché dei nostalgici continueranno a festeggiare il compleanno di Hitler – dice Vendola – e finché in Europa ci sarà gente che investe sull’intolleranza, noi dobbiamo continuare a celebrare il 25 aprile‘. Poi Vendola ribadisce il suo giudizio sferzante sul governo di larghe intese: ‘E’ come se i fascisti avessero fatto parte del Cnl‘.

Si arriva finalmente in una piazza Duomo non gremita, anche perché la coda del corteo, quella con gli esponenti dei centri sociali, giunge quando tutto è finito. Boldrini, Vendola e Pisapia salgono sul palco, dove a sorpresa c’è anche la capogruppo del M5S in Regione Lombardia, Silvana Carcano. ‘Voi continuate a dare retta a quello che dice Grillo e non a quello che facciamo noi’, risponde a chi le fa notare quanto strida la sua presenza con le dichiarazioni del leader del movimento. Ma alla fine i pentastellati scenderanno dal palco in polemica con Boldrini: ‘Non è stata super partes, la festa è di tutti i cittadini italiani’.

La presidente della Camera comincia infatti il suo discorso proprio rispondendo implicitamente a Grillo: ‘Stamattina c’è chi ha detto che è una festa morta. Vengano qui, gli scettici. La festa è viva’. E un’altra risposta implicita, questa volta alla grillina Roberta Lombardi e a un suo vecchio post, arriva sulla natura del fascismo: ci sono ‘esponenti politici – dice Boldrini – che distinguono tra il fascismo buono, modernizzatore e col senso dello Stato, e un fascismo cattivo, quello della guerra e delle leggi razziali.

Sono idee sbagliate e bisogna dirlo con forza. Non è mai esistito un fascismo buono, è stato un regime illegittimo, nato con lo squadrismo e l’assassinio politico e continuato con la manipolazione dell’informazione‘. Ma grazie al sacrificio di ‘tanti giovani’, ricorda la presidente, ci siamo liberati anche dai ‘valori’ sbagliati del fascismo, ‘dalla celebrazione della divinità, dal maschilismo e dalla riduzione della donna a madre e sposa’.

Però, esorta Laura Boldrini, ‘non bisogna abbassare la guardia’, di fronte ai ‘gruppi neofascisti che pullulano sui siti internet’ e di fronte ai ‘populismi autoritari‘ che emergono in Europa. Uno degli ultimi pensieri è per i parenti delle vittime delle stragi di mafia e di terrorismo, per le quali chiede l’abolizione del segreto di Stato: ‘Abbracciamo il loro dolore – conclude – come se fosse il nostro’.

Il secondo mandato di Napolitano

elezione-del-presidente-della-repubblicaSembra un paradosso, ma il rieletto Napolitano si è dimesso. La procedura vuole così: per poter prestare il giuramento previsto oggi pomeriggio alle 17 dinanzi alle Camere riunite in qualità di presidente eletto, il capo dello Stato ha dovuto sottoscrivere formali dimissioni. E subito dopo al Quirinale è stata ammainata la bandiera della presidenza.

Giorgio Napolitano è tenuto in alta considerazione per il suo profilo personale dal governo tedesco come nel contesto internazionale’, ha commentato oggi il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert a Berlino.

Alle 17 inizierà il secondo mandato di Napolitano alla presidenza della Repubblica. Mentre il capo dello Stato presterà giuramento sulla  Costituzione, dal Gianicolo 21 colpi di cannone saluteranno  l’inizio del nuovo settennato della più alta carica dello Stato. Sarà la presidente della Camera Laura Boldrini a invitare Napolitano a  giurare, in base all’articolo 91 della Costituzione secondo la formula  che il capo dello Stato probabilmente conoscerà ormai a memoria: ‘Giuro  di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la  Costituzione’.

Dopo il giuramento, che sarà ‘segnato’ dalla campana di Montecitorio, ci sarà uno scambio di poltrone: il Capo dello Stato si metterà su quella dove si trovava la terza carica dello Stato, e pronuncerà il suo discorso al Parlamento. Subito dopo si procederà alla chiusura della seduta, con Laura Boldrini e il presidente del Senato Pietro Grasso che accompagneranno Napolitano all’ingresso principale, dove ad attenderlo, oltre ad uno schieramento interforze, ci sarà il presidente del Consiglio Mario Monti con il quale andrà all’Altare della Patria. I presidenti dei due rami del Parlamento attenderanno infine al Quirinale l’arrivo del capo dello Stato.

(fonte laRepubblica)

Napolitano, il Presidente rieletto

English: President of Italy Giorgio Napolitano...

English: President of Italy Giorgio Napolitano. Italiano: Palazzo del Quirinale. fotografia ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. (Photo credit: Wikipedia)

‘Dobbiamo guardare tutti, come io ho cercato di fare in queste ore, alla situazione difficile del Paese, ai problemi dell’Italia e degli italiani, all’immagine e al ruolo internazionale del nostro Paese’. Lo ha detto il Presidente, Giorgio Napolitano, nell’incontro con il Presidente della Camera, Laura Boldrini, che, assieme al Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Quirinale gli ha comunicato la sua rielezione a Presidente della Repubblica da parte delle Camere riunite con la partecipazione dei delegati regionali, al sesto scrutinio con 738 voti su 997 presenti e votanti.

Il Presidente ha voluto innanzitutto rivolgere il suo saluto e il suo omaggio alla Presidente della Camera e, con lei, al Presidente del Senato che ‘hanno sperimentato la fatica e la tensione del presiedere una seduta comune insieme con i delegati regionali: una seduta comune che già di per sé, per la sua stessa natura, è altamente impegnativa e che è risultata particolarmente tormentosa’. Di qui il ringraziamento per ‘questa loro dedizione’.

‘Potete immaginare – ha detto il Capo dello Stato – come io abbia accolto, con animo grato, la fiducia espressa liberamente sul mio nome dalla grande maggioranza degli appartenenti dei componenti l’Assemblea dei Parlamentari e dei delegati regionali. E come abbia egualmente accolto la fiducia con cui tanti cittadini hanno ansiosamente atteso una positiva conclusione della prova cruciale e difficile dell’elezione del Presidente della Repubblica. Ringrazio la stampa per come ha seguito e per come è chiamata a raccontare con obiettività i fatti di questa speciale giornata. Lunedì dinanzi alle Camere, concordando in questo senso la convocazione della seduta comune, avrò modo di dire quali sono i termini entro i quali ho ritenuto di potere accogliere in assoluta limpidezza l’appello rivoltomi ad assumere ancora l’incarico di Presidente. E preciserò come intenda attenermi rigorosamente all’esercizio delle mie funzioni istituzionali. Auspico fortemente che tutti sapranno nelle prossime settimane, a partire dai prossimi giorni, onorare i loro doveri concorrendo al rafforzamento delle istituzioni repubblicane’.

Ai Presidenti delle Camere, quindi il Capo dello Stato ha manifestato il suo intendimento di avviare immediatamente il nuovo mandato.

Il Presidente Giorgio Napolitano ha sottoscritto questa mattina l’atto di dimissioni dalla carica di Presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, nell’imminenza del giuramento che presterà oggi pomeriggio alle 15 dinanzi alle Camere riunite quale Presidente rieletto.

La cerimonia di giuramento potrà essere seguita in diretta sul sito della Presidenza della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della sua rielezione, ha ricevuto numerosi messaggi augurali.

Papa Francesco ha rivolto al Presidente Napolitano l’augurio di ‘continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti’ e ha lodato ‘la grande disponibilità e lo spirito di sacrificio’, con il quale Napolitano ‘ha accettato nuovamente la suprema magistratura dello Stato italiano quale Presidente della Repubblica. Invoco sulla sua persona e sul suo alto servizio al Paese la costante assistenza divina e di cuore invio a lei e alla diletta nazione italiana la benedizione apostolica, quale incoraggiamento a costruire un futuro di concordia, di solidarietà e di speranza’.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha sottolineato come ‘per sette anni il Presidente Napolitano ha dimostrato una leadership straordinaria in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Ammiro la sua decisione di servire ancora una volta il popolo italiano come Presidente, e mi congratulo con la decisione del Parlamento italiano di unirsi nello sceglierlo per proseguire nel suo incarico’. ‘Il forte impegno del Presidente Napolitano sul fronte dell’alleanza tra Stati Uniti e Italia è profondo e duraturo, e riflette i saldi legami tra i due popoli. La sua lunga gestione delle relazioni transatlantiche garantisce che andremo avanti insieme nell’affrontare le sfide dei nostri tempi’.

Il Presidente austriaco Heinz Fischer ha rilevato che Napolitano gode di un ‘alto riconoscimento’ internazionale, ed è ‘una personalità integra della politica italiana con una grande esperienza’. Il Capo dello Stato rieletto, ‘legato da amicizia con l’Austria e personalmente al Presidente federale’, è come nessun altro ‘garante per uno sviluppo positivo delle relazioni fra Italia e Austria’.

Le più vive felicitazioni sono state espresse dal Presidente della Repubblica federale di Germania, Joachim Gauck: ‘So di condividere con lei l’idea di un’Europa unita che è il filo conduttore del nostro operato politico. Lei prosegue il suo mandato di così alta responsabilità in un momento di grandi sfide per il suo paese e per l’Europa. Sono convinto che lei intraprenderà ogni sforzo per fronteggiare queste sfide. La Germania vuole essere per lei un buon partner, sempre disposto ad aiutare. Per i difficili compiti che dovrà affrontare’, il Presidente Gauck ha augurato a Napolitano ‘forza, determinazione, perseveranza e sempre fortuna’.

Il Presidente della Repubblica francese Francois Hollande, nell’esprimere fiducia per l’impegno che il Presidente Napolitano andrà ad assumere, ha auspicato ‘che l’Italia e la Francia continueranno a lavorare insieme per una Europa più forte e solidale’.

Il Presidente della Slovenia, Borut Pahor ha espresso le più ‘sincere congratulazioni per il rinnovo del mandato. Sicuro che il dialogo stabilito durante il nostro primo incontro continuerà e si consoliderà anche per il futuro’.

Il Presidente della Repubblica di Polonia, Bronisław Komorowski, ha sottolineato ‘il ruolo significativo’ svolto dal Presidente Napolitano ‘in questi ultimi decisivi mesi per la politica italiana, assumendosi la responsabilità durante questo periodo particolarmente difficile. Sono certo che la Sua autorevolezza ed esperienza garantirà all’Italia la stabilità e prestigio sulla scena internazionale’.

Il Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, anche a nome della Commissione europea, si è congratulato ‘per la sua rielezione a Presidente della Repubblica italiana. Rinnovando il suo mandato come Capo dello Stato, il Parlamento italiano conferma in maniera inequivocabile il successo del suo primo settennato, nel corso del quale lei è stato, in modo pieno e autorevole, punto di riferimento istituzionale, nonché garante riconosciuto dell’unità nazionale e del prestigio internazionale del paese. La rielezione giunge in un momento cruciale del processo d’integrazione in cui i governi nazionali e le istituzioni europee sono chiamati a dar prova di grande equilibrio, coraggio e lungimiranza. Oggi più che mai i cittadini europei chiedono alle nostre istituzioni un rinnovato impegno democratico che porti al superamento della crisi con il rilancio della crescita e dell’occupazione. Sono certo che sotto la sua nuova presidenza, l’Italia, nel solco della sua tradizione europeista, continuerà a dare il suo decisivo contributo al nostro comune ideale europeo’.

‘Il più profondo e sincero apprezzamento per il suo senso del dovere e dell’interesse generale, per i suoi instancabili sforzi per assicurare la stabilità politica in Italia e la sua visione politica nel promuovere la causa europea’ vengono espressi dal Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

‘Piena collaborazione dal Parlamento europeo per le importanti sfide del secondo mandato’ viene offerta dal Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz che, oltre a congratularsi, ringrazia Napolitano per il ‘senso di responsabilità e generosità nell’accettare l’incarico in un momento così difficile’. ‘Confido che la sua statura istituzionale ed esperienza aiuteranno il paese ad uscire dall’impasse, e a restaurare stabilità, coesione e fiducia, di cui Italia e Europa necessitano’.

Messaggi di felicitazioni sono altresì pervenuti dal Segretario di Stato USA, John Kerry, che ha elogiato ‘l’ammirabile senso del dovere che l’ha fatto sentire in obbligo di continuare il suo incarico a servizio del popolo italiano’ e dal Direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Christine Lagarde.

Laura Boldrini contestata a Civitanova Marche

BoldriniLa presidente della Camera, Laura Boldrini, al suo arrivo al Comune di Civitanova Marche dove si è svolta una riunione aperta in memoria di Romeo Dionisi, Anna Maria Sopranzi e il fratello di lei Giuseppe, morti suicidi perché non riuscivano ad arrivare a fine mese, è stata contestata da alcune persone. Qualcuno tra la folla l’ha però anche applaudita.

Critiche alla Boldrini sono arrivate anche dai familiari delle vittime. ‘Faceva meglio a non venire‘. Questa infatti è la frase che la sorella di Dionisi, una delle vittime, ha pronunciato all’arrivo della Boldrini. Uno sfogo, quello dei parenti, confermato da più fonti. I conoscenti intanto ripetono che nessuno aveva capito il loro dramma: ‘li ha uccisi la dignità’. Lo sfogo della sorella di Romeo Dionisi contro Laura Boldrini è stato rivolto al personale del servizio di sicurezza della Camera che stava facendo un sopralluogo in vista della visita della presidente.

‘Bisogna dare più misure di protezione sociale in un momento in cui la crisi è pesante’ ha spiegato successivamente la presidente della Camera. ‘Ero nelle Marche quando ho saputo e non potevo non venire. È una tragedia che ha sconvolto il Paese‘.

Anche il cognato di Dionisi, Giuseppe Giudici, cognato di Romeo, è indignato: ‘Tanto è inutile girarci attorno, lo sanno tutti chi li ha uccisi: l’Inps, che inseguiva Romeo da quattro anni. Ma anche Equitalia. Insomma lo Stato. Vale per loro ma anche per tanta altra brava gente. Romeo e Anna non volevano chiedere aiuto ed erano terrorizzati”, ha aggiunto l’uomo davanti all’obitorio dove sono stati portati i corpi.

Colpita il ministro del Welfare, Elsa Fornero. ‘Sono profondamente addolorata per questo fatto tremendo. E per la solitudine che devono aver vissuto queste tre persone. Evidentemente hanno sentito troppo forte il peso della crisi che stiamo vivendo. Adesso, dobbiamo onorare la loro memoria lavorando in modo costruttivo, tanto più che ci sono piccoli segnali di ripresa’, ha detto. ‘Oggi – ha aggiunto Fornero – chi punta il dito contro di me e il governo che rappresento, accusandomi di eccessiva rigidità, se non avessi fatto quello che ho fatto, per esempio l’innalzamento dell’età per la pensione, mi avrebbe attaccato per inefficienza’.

Boldrini e Grasso si riducono gli stipendi dal 30 al 50%: ‘si lavorerà cinque giorni su sette’

Laura Boldrini gives a speech after the vote electing her as the new lower house president at the Chamber of Deputies in RomeLa prima conferenza dei capigruppo della XVII legislatura si avvia all’insegna del rigore. I neo presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno annunciato una riduzione del 30% al proprio stipendio e hanno dato impulso alla pianificazione di tagli ai costi del Palazzo. Poi, in collegamento con Ballarò, Boldrini e Grasso garantiscono: ‘In Parlamento si lavorerà cinque giorni su sette. Chiederemo sacrifici anche ai dipendenti, perché qui ci sono stipendi molto alti, faremo tutto con la collaborazione dei sindacati’.

Boldrini e Grasso si presentano agli italiani. ‘L’Italia ha bisogno di risposte, ha bisogno di crescita. C’è bisogno della collaborazione di tutte le forze politiche’ ha dichiarato Laura Boldrini rispondendo a Giovanni Floris, descrivendo il clima costruttivo della conferenza dei capigruppo. Una legislatura che dura? ‘Ci vuole buon senso, il Paese non può permettersi di tornare alle urne. Speriamo di trovare un governo che vada avanti per cinque anni. Se lo augurano tutti gli italiani’.

Pietro Grasso, cosa vuol dire provenire dalla magistratura: ‘Vuol dire avere nuovi stimoli, un impegno ancor più forte. Oggi ho passato la giornata con la collega (Boldrini, ndr) e in conferenza dei capigruppo. Per me è un passaggio da una posizione a un’altra, con nuovi obiettivi ma senza perdere i miei, di obiettivi’.

Laura Boldrini: “Per 24 anni mi sono occupata di diritti umani, che non possono avere bandiera. Quindi non mi ritengo una presidente della Camera schierata”.

Messaggio al M5S: ‘Mediazione non è ribasso’. Attraverso Ballarò, Pietro Grasso risponde a Grillo: ‘Qualcuno ha detto che siamo foglie di fico, invece siamo querce che hanno già iniziato a lavorare’. Da Laura Boldrini, un messaggio ai parlamentari del M5S: ‘Sono persone serie e motivate, persone con cui si può collaborare benissimo, non sono così strane. Hanno il loro modus operandi, certo. Ma capiscano che politica è anche mediazione. Che non vuol dire giocare al ribasso sui principi, ma trovare soluzioni’.

Ancora Grasso spiega a Ballarò uno degli interventi studiati per ridurre i costi della macchina parlamentare. ‘Vorremmo proporre la giustificazione delle spese perché abbiamo scoperto che molte spese sono rimborsate in maniera forfettaria: in questo modo ci sarebbe un risparmio pari al 30-50%’. Grasso e Boldrini sottoporranno la proposta al voto dei loro Uffici di presidenza.

I tagli ai costi del Palazzo. Nelle rispettive conferenze dei capigruppo, Boldrini e Grasso hanno illustrato precise linee di indirizzo condivise. Oltre alla significativa riduzione dei loro stipendi, i presidenti delle Camere propongono la stessa riduzione per i titolari delle altre cariche interne in tema di indennità di ufficio e di altre attribuzioni attualmente previste, alcune delle quali potrebbero essere del tutto soppresse, quali ad esempio i fondi per spese di rappresentanza. Una riduzione, a partire dal trenta per cento con l’obiettivo di arrivare al cinquanta, sarà inoltre applicata alle dotazioni delle segreterie particolari degli stessi titolari delle cariche istituzionali.

Altra proposta di intervento sul trattamento economico complessivo dei parlamentari, che saranno in concreto definite una volta costituito l’Ufficio di Presidenza, con l’obiettivo di realizzare un risparmio tra il trenta e il cinquanta per cento della relativa spesa. In particolare sarà proposta la trasformazione di tutti i rimborsi forfettari in rimborsi a piè di lista, in modo che ogni singola erogazione sia giustificata in relazione alle finalità istituzionali.

Al contempo, si proporrà di rafforzare le garanzie per i collaboratori dei parlamentari, mediante contratti di lavoro subordinato, ovviamente a tempo determinato. Nell’ottica della trasparenza verranno inoltre pubblicati sui siti internet delle rispettive amministrazioni i dati di tutte le consulenze. Sarà poi chiesto ai dipendenti delle Camere, in servizio e in pensione, di usare la stessa sensibilità e disponibilità, dando concreti segnali di contenimento dei costi: un tema che sarà presto oggetto di dialogo con i sindacati.

Al Senato, come riferito dal neo capogruppo Pd Luigi Zanda, il presidente Pietro Grasso ha fatto ‘un accenno, rilevante e molto significativo politicamente, all’esigenza di contenere ulteriormente i costi del funzionamento della macchina’. Zanda ha inoltre sottolineato come ‘la competenza sia dell’ufficio di presidenza del Senato’ che verrà costituito giovedì prossimo. ‘Tutti i gruppi – ha detto ai cronisti Mario Mauro, capogruppo del gruppo montiano di Scelta civica – hanno espresso la forte volontà di procedere’ con una nuova spending review e uno degli strumenti di cui si è parlato nel corso della riunione è quello della ‘rendicontazione di tutto ciò che è forfettario’.

Alla Camera, il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, ha spiegato: ‘Si è convenuto, seguendo una traccia della presidente Boldrini, di considerare sia i costi degli eletti (ossia i deputati, ndr.) che del personale attivo e di quello in quiescienza, oltre che i costi delle strutture. Si è anche convenuto che tutti i risparmi che ne deriveranno abbiano delle destinazioni visibili. Boldrini ha suggerito di destinarli alla ricerca. Per avere più consenso sui tagli devi far vedere dove i tagli vanno a finire’.

Commissioni, è scontro con M5S. Si è inoltre deciso di avviare una revisione dei regolamenti parlamentari. Ma alla capigruppo della Camera si è palesato da subito il confronto tra Movimento 5 stelle e gli altri partiti. Secondo i ‘grillini’ le commissioni andrebbero costituite subito, mentre tutte le altre forze politiche si sono ritrovate sul fronte opposto, accomunate da una riflessione: prima è necessario avere un governo.

‘Senza l’interfaccia del governo – ha spiegato il presidente del Gruppo Misto, Pino Pisicchio – le commissioni avrebbero un margine di attività relativo’. ‘Si avrebbe un rischio belga’, ha aggiunto il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, perché a quel punto la crisi di governo potrebbe prolungarsi, ‘con il rischio di aggravare i problemi del Paese’. ‘Senza un governo – ha sottolineato ancora Brunetta – non possono partire le commissioni parlamentari e non si può fare il Def’.

Il rappresentante di Sel, Gennaro Migliore, ha osservato: ‘Se non c’è un governo, in alcuni organismi di garanzia come il Copasir sarà difficile insediarsi senza sapere chi è maggioranza e chi opposizione. Al Copasir la metà dei componenti è della maggioranza e la metà dell’opposizione. Ma senza un governo come lo stabiliamo?’.

Di parere opposto Roberta Lombardi, capogruppo dei 5 stelle, che ricollegandosi alla richiesta espressa dalla conferenza alla presidente Boldrini di invitare il governo a riferire sul recente Consiglio europeo, sulla crisi di Cipro e sul braccio di ferro con l’India sui marò, ha ironizzato: ‘E’ interessante sapere che la maggior parte dei partiti, invece di rilanciare l’attività del Parlamento, reputa essenziale che il governo venga a riferire sull’India e Cipro. I cittadini saranno molto contenti’.

(fonte laRepubblica)

Laura Boldrini eletta presidente alla Camera. Ballottaggio al Senato fra Grasso e Schifani

Laura BoldriniLaura Boldrini è stata eletta presidente della Camera con 327 voti. Applausi in Aula. I deputati della sinistra si sono alzati in piedi per applaudire, a loro si sono aggiunti gli eletti dell’M5S. Divisi i deputati del Pdl, molti dei quali non hanno applaudito. Questo il risultato della votazione: Presenti 618; Maggioranza richiesta: 310; Boldrini: 327; Fico:108; Schede bianche: 155; schede nulle: 10; Voti dispersi: 18. ‘Sono molto molto soddisfatto, abbiamo eletto una candidato di grandissimo profilo culturale e moralmente indiscutibile e di cambiamento e l’abbiamo offerta all’elezione di tutti‘. Così Pier Luigi Bersani commenta l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza di Montecitorio. Tutti i deputati, tranne quelli del Pdl che sono rimasti seduti, in piedi hanno accolto applaudendo l’ingresso nell’Aula di Montecitorio di Laura Boldrini, appena eletta presidente della Camera.

Tutti i deputati hanno applaudito in piedi quando il presidente della Camera Laura Boldrini ha citato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il primo ringraziamento di Laura Boldrini è per il presidente Napolitano ‘custode rigoroso’ dell’unità del Paese. Poi ai giovani appena eletti in Parlamento.

‘Insieme riusciremo ad affrontare l’impegno straordinario’ legato al lavoro delle ‘istituzioni repubblicane’.

Un debole applauso, proveniente solo dai deputati del centrosinistra, ha sottolineato le parole della presidente della Camera Laura Boldrini quando ha ringraziato il suo predecessore Gianfranco Fini. Da parte del Pdl solo silenzio e qualche commento.

‘Questa aula darà ascolto alla sofferenza sociale di una intera generazione” ha detto Boldrini nel suo discorso di investitura alla presidenza della Camera ricordando i numerosi giovani costretti a cercare lavoro all’estero.

Standing ovation del centrosinistra e di M5S quando la Boldrini ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne. Quanto al Pdl, solo alcune deputate si sono unite in piedi nell’applauso.

Nuova standing ovation globale, tranne che dei deputati del Pdl, quando ha ricordato ‘chi ha liberato l’Italia dal fascismo’. Pochi applausi del Pdl in aggiunta a quelli generali solo quando Boldrini ha ricordato la lotta alla mafia. Tutti in piedi, però, nel ricordo di Aldo Moro, di cui oggi cade l’anniversario del rapimento. ‘Molto, molto dobbiamo al sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta che ricordiamo con emozione oggi’ giorno in cui cade l’anniversario della strage di via Fani. Lo ha detto Laura Boldini nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera.

E ora al Senato ballottaggio Grasso-Schifani. ‘Piero Grasso è una figura di grande garanzia che può essere accettata da tutti. Mi auguro che anche al Senato le cose vadano bene e che anche lì avvenga il cambiamento’. E’ l’auspicio espresso dal segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani dopo l’esito della quarta votazione alla Camera che ha decretato l’elezione della Boldrini, anche lei candidata dal Pd.

 I 5 Stelle saranno decisivi al ballottaggio. ‘Qualcosa potrebbe cambiare – spiega una senatrice 5 Stelle -. Per noi Grasso, al di là del giudizio sulla persona, sarebbe comunque il portavoce di un sistema’. Ma il dibattito è aperto e la decisione sarà presa prima delle 16, quando inizierà l’ultima chiama per la votazione. Nella terza manche l’ex magistrato dovrebbe raccogliere i voti dei 109 democratici e 7 di Sel, per un totale di 116, a cui si aggiungono anche i 6 di Autonomie e il singolo voto di Lista Crocetta: in tutto 123 preferenze. Il candidato dell’ultima ora del Pdl e presidente uscente di Palazzo Madama, Renato Schifani, oltre ai 98 voti dei colleghi di partito anche quelli, a quanto si apprende, della Lega Nord (17): in tutto 115. Nella quarta votazione saranno decisivi i voti dei 5 Stelle, che sono 53, e di Scelta Civica (19). Tre gli scenari possibili: se i Democratici chiederanno il voto di Scelta Civica su Grasso, potrebbero eleggere il presidente del Senato al ballottaggio. Se invece il Pdl stringesse un patto con Monti, tutto dipenderebbe dal comportamento della Lega che ha 17 senatori: se il Carroccio, slegatosi dall’intesa con il Pdl votasse con il Pd, passerebbe il candidato di quest’ultimo. Se invece i leghisti votassero con il Pdl e Lista Civica, per il Pd non ci sarebbe nulla da fare.

Chi è Laura Boldrini  

Laura Boldrini, 51 anni, già funzionario e portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, è il nuovo presidente della Camera, terza donna a ricoprire la carica dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. Boldrini è stata eletta a Montecitorio nelle file di Sel.  Ha dichiarato di essersi candidata perché ‘indignata dalla politica come tanta altra gente in Italia’ e perché ‘non ci si può limitare a lamentarsi’.

Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e, dopo una breve esperienza in Rai, comincia nel 1989 la sua carriera all’Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati per il quale coordina anche le attività di informazione in Sud-Europa. Si occupa in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Svolge numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Da portavoce dell’Unhcr, Boldrini ha più volte messo in guardia i giornalisti italiani sull’uso della parola ‘clandestino’ per indicare i migranti giunti a bordo dei barconi. ‘Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica’, ha sempre detto, ‘è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento’.

Nel corso della campagna elettorale ha indicato tra le sue priorità per il Parlamento la legge sulla cittadinanza dei migranti e la totale revisione del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza‘, inclusa la Bossi-Fini. ‘Una norma che va ribaltata il prima possibile’, ha ribadito in più occasioni. Ma anche, ha sottolineato in una recente intervista, ‘mi batterò affinché l’Europa non mandi in soffitta un sistema di welfare all’avanguardia, perché l’Italia ritrovi la sua centralità nel bacino del Mediterraneo e perché il ruolo e la rappresentazione delle donne nella nostra società non sia umiliante come lo è stato negli ultimi tempi’.

Numerosi i premi ricevuti. Tra di essi, la Medaglia ufficiale della commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999) e il titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana (2004).  Il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006), il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009), il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011).

Nell’aprile del 2010 ha pubblicato per Rizzoli ‘Tutti Indietro’, volume in cui Boldrini ha raccolto le storie di tanti rifugiati raccolte in prima linea.

http://www.lauraboldrini.it/

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