‘Insemmula’: Famiglia del Sud incontra il Barrìo. A Licata

Foto0337INSEMMULA – al BARRIO di via Sant’Andrea 33, a Licata – borgo Marina

Il loro pezzo più conosciuto dice che ‘Va tutto bene’ e in fin dei conti ascoltando la loro musica sembra proprio che sia così. Suoni di festa, che invitano a ballare, a condividere la strada come pista da ballo, a saltare e danzare appresso a ritmi esotici. Un sound fresco e vitale quello dei ‘Famiglia del Sud’, Sista Tita, 25 anni e Sisè Kolombalì, 29, alias Margherita e Francesco Paolo Riotta, sorella e fratello nati a Palermo, quindi siciliani. Il duo raggae ha raggiunto Licata e toccato terra, domenica 21 luglio, con un’esibizione di circa un’ora al Barrìo del borgo Marina, in via Sant’Andrea, 33, accompagnando il pubblico, un centinaio di persone, fin dentro la loro musica, nello spazio culturale dell’associazione Limpiados.

 Perché vi chiamate ‘Famiglia del Sud’, come è nato il nome e quando vi siete costituiti come band musicale? Quando arriva la decisione di fare raggae e che affinità avete con gli altri Sud del mondo?

La ‘Famiglia del Sud’ è come se fosse sempre esistita. Sin dalle prime volte che abbiamo suonato insieme, nonché quando Tita aveva appena 13 anni e io 17. Insieme siamo cresciuti ma entrambi abbiamo seguito i nostri gusti musicali preferiti. L’acoustic reggae style per questo è un contenitore di diverse influenze musicali. Oggi la situazione è un po’ complicata, perché abbiamo esigenze diverse, quindi i tempi per provare sono limitati ed inoltre le passioni musicali sono diverse. Tita è proiettata verso il soul e l’R & B, Sisé invece si sta appassionando alla bossa nova, al cantautorato italiano e da sempre è appassionato di musica africana nelle sue molteplici sfaccettature: hip life, coupé decalé, Bambarà e blues del deserto.
Essendo però appassionati di reggae, la musica che viene creata è fortemente legata alla musica reggae.

Come è per voi il Sud, cosa significa vivere a Sud e l’importanza delle cose che stanno a Sud del mondo? Quali altri Sud conoscete a parte quello siciliano?

Sista Tita: il Sud è un luogo pieno di risorse, ma con molte difficoltà riesce a poter sfruttare le mille risorse che potrebbe avere. Vivere a Sud significa lottare molto di più per potersi creare un futuro e la cosa peggiore è che le teste migliori, non essendoci qui possibilità, sono costrette ad andare fuori. Lasciano un vuoto che, se solo le istituzioni fossero più presenti e facessero scelte diverse, potrebbero essere colmati di individui competenti ed efficienti per le proprie terre, facendo così crescere ancora di più il Sud del mondo.

Sisè Kolombalì: E’ difficile spiegare cosa è il Sud. Il Sud è Africa, America, Australia. Il Sud è Sicilia, Puglia e Calabria, ad esempio. La Sicilia è a Sud dell’Italia. E’ il territorio sottosviluppato dell’Italia e la periferia estrema Sud dell’Unione Europea. La Sicilia è una marginalità europea, vista in una visione unione monetaria. E’ una regione ricca di risorse ed è pressata da infinite criticità. E’ caratterizzata dall’intreccio di mafia e politica, cultura antimafia, tradizione, migrazione e paesaggi naturalistici di forte importanza. Nel bene e nel male queste componenti definiscono l’attuale identità del territorio siciliano.

Per me vivere a Sud, in Sicilia, significa vedere la situazione di disagio (economico, politico e sociale) in cui vivo, come un occasione da non perdere. Vivere con pochissime speranze per un futuro migliore mi spinge ad accettare, in un certo modo, la situazione e a non vedere via d’uscita. Vedo tutto questo come un occasione da non perdere perché mi da la possibilità di imparare a guardare di più quello che sono e i miei errori, così cercando di imparare a fare una critica, prima di tutto su me stesso. Non è facile ed io sono solo all’inizio. Forse se tutti imparassimo a guardare di più i nostri errori, anche con l’aiuto degli altri, forse le cose potrebbero cambiare in meglio. Il Sud, come generatore di marginalità/occasione, credo che potrebbe generare una rivoluzione culturale e intellettuale basata sull’autocritica e sul senso di comunità. Utopia? Probabile.

Per info tel. 3202314440 contatto mail: ilbarrio33@gmail.com web www.ilbarrio.altervista.org.

È morta Agnese Borsellino, moglie del magistrato ucciso dalla mafia

agnese_borsellino_servizio_pubblico_NÈ morta all’età di 71 anni Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992. A dare la notizia il fratello del magistrato, Salvatore, con un post su Facebook: ‘E’ morta Agnese. E’ andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte’.

Agnese, figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l’incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40.

‘Con dolore vero sincero e immenso apprendo la notizia della morte di Agnese Borsellino, donna di singolare esempio di attaccamento e fedeltà alle istituzioni, di grande coraggio e grande forza’, ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. ‘L’ho incontrata circa tre settimane fa, in ospedale – ricorda Crocetta – la lucidità delle sue idee, la determinazione nel condurre una battaglia di giustizia, la voglia di verità contrastava con le condizioni del suo corpo indebolito dalla malattia, vissuta con consapevolezza e dignità. È morta una grande donna, un’eroina delle istituzioni che ha vissuto una delle tragedie più grandi che una persona possa vivere. Ricorderò sempre il sorriso della signora Agnese, la sua tranquillità e la sua consapevolezza delle ingiustizie profonde che ci sono nella società siciliana e italiana: la lotta alla mafia come valore da perseguire, come lotta per la libertà’.

La vedova Borsellino, che era ammalata da tempo, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande riserbo insieme ai figli, limitandosi a presenziare a poche cerimonie pubbliche in ricordo del marito. Solo in occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni del marito alla vigilia dell’attentato del 19 luglio 1992. Fondamentale la sua deposizione rilasciata ai magistrati della Procura di Caltanissetta il 27 gennaio del 2010, nell’ambito della nuova inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Agnese ricorda le parole che il 15 luglio 1992, otto giorni prima della strage, gli rivolse Paolo Borsellino: ‘Mio marito era sconvolto e mi disse testualmente: ‘Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era punciutu’. E tre giorni dopo – continua Agnese – Paolo durante una passeggiata sul lungomare di Villagrazia di Carini mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere’.

I funerali saranno celebrati domani mattina a Palermo alle 9.30 nella chiesa di S. Luisa di Marillac. La Fondazione intitolata a Paolo Borsellino e a tutte le vittime della mafia ha messo a disposizione la mail info@progettolegalita.it ‘per raccogliere lì eventuali messaggi di testimonianza di affetto e considerazione per la signora Agnese che non ha mai smesso di chiedere, insieme ai figli, che sia fatta verità e giustizia’.

Messaggi di cordoglio sono stati espressi dal mondo delle istituzioni e della politica.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: ‘
Ho appreso con grande commozione e tristezza la notizia della scomparsa di Agnese Borsellino, degna e ammirevole consorte del grande magistrato divenuto con il suo sacrificio simbolo sempre vivo della lotta contro la mafia. Desidero ricordare di Agnese Borsellino la esemplare sobrietà e misura in tutte le occasioni di pubblica celebrazione della figura del marito, la personale gentilezza e amichevolezza sempre mostrata nei miei confronti. Partecipo con forti sentimenti di vicinanza al dolore dei famigliari, e in particolare del figlio Manfredi, che ha raccolto l’esempio paterno di dedizione e servizio allo Stato’.

La presidente della Camera, Laura Boldrini:’Esprimo l’affettuosa vicinanza mia e della Camera dei deputati ai familiari di Agnese Borsellino. La riservata fermezza della sua battaglia per la legalità, la tenacia con la quale ha reclamato giustizia, ne hanno fatto già da tempo un simbolo della lotta contro le mafie. È stata una delle voci dell’Italia che continua a chiedere verità’.

Il presidente del Senato Pietro Grasso: ‘
Agnese Borsellino non ha mai smesso di cercare verità e giustizia, ci mancherà’. E a Lucia, Manfredi e Fiammetta, figli di Agnese e Paolo Borsellino: ‘Con commozione mi stringo ai voi nel dolore per la scomparsa di Agnese. Vi mancherà, come ogni genitore a ogni figlio, e mancherà anche a me, a noi che la avevamo conosciuta così coraggiosa eppure discreta, così forte di animo in un corpo minuto. Il suo desiderio di verità e giustizia rimane intatto’.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: ‘Chi lascia nella vita degli altri un segno indelebile, non scompare per sempre. Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di una donna forte e coraggiosa, che ha cresciuto i suoi figli nel rispetto di quegli ideali di democrazia e di giustizia, pilastri fondanti della famiglia, ancor prima che della società. Mi unisco affettuosamente ai dolore dei suoi cari’.

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: ‘Una donna dolce e mite che sapeva essere intellettualmente intransigente e radicale nel continuare, in altri modi, la lotta alla mafia portata avanti da suo marito e nel sostenere le ragioni della legalità contro quelle del sopruso, della violenza e del malaffare’. Cancellieri esprime le sue ‘più sentite condoglianze ai figli Lucia, Manfredi e Fiammetta’. ‘Sono profondamente addolorata per la scomparsa della signora Borsellino una donna straordinaria che avevo avuto modo di conoscere e di apprezzare in questi ultimi anni. Una donna che da un corpo fragile e provato dalla malattia sapeva sprigionare una forza morale e spirituale che raramente ho visto’.

Il ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia: ‘Esprimo il mio cordoglio e quello dell’Udc siciliana a Lucia Borsellino e a tutta la sua famiglia. La Sicilia e i siciliani non dimenticheranno il suo stile e la lezione di vita che ha saputo trasmettere in questi anni’.

L’Anm: 
Agnese Piraino Leto, vedova di Paolo Borsellino, è stata una ‘donna che seppe accompagnare il marito nelle sue spesso difficili scelte di vita e che anche dopo il suo barbaro assassinio trovò la forza e il coraggio di spendersi nell’impegno civile in difesa della democrazia e della legalità. L’Anm esprime alla famiglia il cordoglio e la vicinanza di tutti i magistrati italiani’.

Walter Veltroni: ‘
Una donna coraggiosa, tenace, discreta: la morte di Agnese Borsellino è una notizia dolorosa. È stata per tanti anni un esempio per il suo attaccamento alle istituzioni e per la tenacia con cui ha chiesto la verità sulla morte del marito. Ventuno anni dopo la morte di Paolo Borsellino è ancora avvolta da terribili misteri e dubbi dalla scomparsa dell’agenda rossa del magistrato antimafia alle vere responsabilità della strage di via D’Amelio attorno alle quali si è giocata una partita di nebbie e depistaggi. Credo che dobbiamo ad Agnese Borsellino e alla sua straordinaria figura l’impegno a rendere sempre più forte e centrale la lotta alla mafia e alla ricerca di una verità definitiva sulla terribile stagione delle stragi’.

Antonio Di Pietro: ‘
Oggi è un giorno di lutto. Abbiamo appreso con dolore la notizia della morte di Agnese Borsellino. Ci stringiamo con infinito affetto ai suoi familiari. Di Agnese Borsellino ricorderemo sempre tutto il suo impegno per la legalità, il suo coraggio nella lotta alla mafia, la sua dedizione nella ricerca della verità e la sua dignità nel dolore. È stata una donna che ha sempre creduto fermamente nella giustizia e nelle istituzioni. Per questo anche a nome suo, continueremo a chiedere, sempre senza alcun tentennamento, verità e giustizia su una delle pagine più buie della nostra storia’.

L’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili: ‘In questi anni la testimonianza della vedova Borsellino è stata molto importante, e crediamo determinante per capire quanto il giudice nei giorni che hanno preceduto la sua morte fosse cosciente del pericolo corso, ma mai avesse fatto un passo indietro sicuro di essere nel giusto nel cercare di impedire con ogni mezzo una trattativa ignobile’.

Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.
 ‘Ci lascia un pezzo della memoria d’Italia. Visse la sua vita con fermezza e dignità nel ricordo di Borsellino che solo la destra italiana onorò già in vita votandolo come Presidente della Repubblica’, ha scritto su twitter Ignazio La Russa, presidente del movimento Fratelli d’Italia-centrodestra nazionale. Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: ‘Addio Agnese Borsellino, moglie e madre coraggio, esempio di forza per ogni italiano. Nel suo nome continueremo a chiedere verità e giustizia’.

Su TwitterPaolo BorsellinoAgnese Borsellino

Sicilia, Crocetta chiama in giunta Battiato come assessore ai Beni culturali

Franco Battiato

Franco Battiato (Photo credit: Wikipedia)

Si consolida l’ipotesi, dopo varie indiscrezioni giornalistiche, di una collaborazione tra Franco Battiato e il presidente eletto dalla Regione Siciliana, Rosario Crocetta. La conferma arriva dalla convocazione di un conferenza stampa che si terrà martedì prossimo a Palazzo della Cultura di Catania.

‘È vero Rosario Crocetta mi ha offerto di fare l’assessore alla Cultura, ma la decisione non l’ho ancora presa’. Lo afferma Franco Battiato sull’ipotesi di entrare nella nuova giunta della Regione Siciliana, precisando che se dovesse accettare lo farebbe a due condizioni: ‘un impegno limitato, mirato a progetti’ e ‘niente stipendio’.

Domani l’artista incontrerà il governatore eletto: ‘ne parleremo a quattrocchi – dice al quotidiano La Sicilia di Catania – e gli farò presente le mie esigenze e perplessità’. Battiato non è indifferente alla proposta: ‘è un’occasione unica per contribuire alla crescita della Sicilia‘ e nell’isola ‘si avverte una forte esigenza di cambiamento’, per questo, osserva, ‘se posso una mano la do volentieri’.

Il suo unico dubbio è la delega: ‘non posso seguire quotidianamente i problemi di un settore così vasto come quello dei Beni culturali, altrimenti dovrei cambiare mestiere, e io sono una persona seria’. Però il dialogo è aperto perché il maestro ammette di ‘essere pronto a scatenarsi’ nel ruolo di assessore se l’incontro andrà bene. L’esito visibile a tutti della riunione si avrà martedì prossimo alla conferenza congiunta convocata da Crocetta a Catania: ‘se ci sarò – annuncia Battiato – significa che avrò accettato l’incarico’.

Elezioni Sicilia: Il candidato alla Presidenza Gianfranco Micciché presenta il programma

Ostenta sicurezza il candidato alla presidenza della Regione Sicilia Gianfranco Miccichè. ‘Io ho la certezza di diventare presidente” ha detto da Palermo il leader di Grande Sud, prima di presentare il suo programma.

‘Cambio del metodo amministrativo, cambio di mentalità. Riguardo ad eventuali alleanze in Aula, per Micciché – il riferimento è all’altro candidato di centro destra Nello Musumeci – non sarà una questione di schieramento.

‘Non abbiamo vincoli di centrodestra e centrosinistra vogliamo rimanere liberi nel nostro sicilianismo. Non è più immaginabile – ha aggiunto – che i partiti nazionali non abbiano più attenzione per la nostra Sicilia. Non c’è mai l’aiuto di ministri siciliani alla nostra causa.’

In Sicilia si vota il prossimo 28 ottobre. Al momento i candidati certi di centro sinistra Rosario Crocetta sostenuto da  Pd, l’Udc, l’Api e il Psi e Claudio Fava di Sel. Giancarlo Cancellieri è il rappresentante scelto da M5S, il Movimento cinque stelle, mentre Lucia Pinsone è la candidata donna di Movimento Voi – Volontari per l’Italia. Ieri Beppe Grillo ha annunciato la propria campagna elettorale promossa dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle che promette: ‘Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’.

Di seguito i ‘tre pilastri’ come lui stesso li ha denominati del programma Micciché, direttamente consultabili sul blog personale dell’onorevole. ‘Qualsiasi programma è oggi fortemente condizionato da obblighi assoluti comunitari e nazionali – dice il candidato – che chiedono il pareggio di bilancio e quindi tagli e riduzione della spesa. Fattori che comporterebbero un impoverimento ulteriore di una regione già povera.

Io credo che questa sia una strada sbagliata e, comunque, l’economia siciliana deve restare in mano ai siciliani. Dobbiamo essere noi a decidere come raggiungere il pareggio di bilancio. La soluzione esiste. Il Bilancio, come è noto, è composto da due voci, uscite ed entrate. Il pareggio lo otterremo lavorando sulla seconda voce: l’aumento della ricchezza’.

1. Basta burocrazia

Il candidato alla presidenza della Regione, Gianfranco Micciché, spolvera la giacca della burocrazia e soprattutto dell’alleggerimento del sistema offrendo:’ Entro 3 mesi l’ARS dovrà approvare la legge, da me già scritta, per cambiare radicalmente il sistema burocratico regionale. Chiederò a tutti i miei alleati di sottoscriverla preliminarmente.

Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese – dice. Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo. Vogliamo meno burocrazia e più libertà per i nostri imprenditori (quali? Viene da chiedere) e gli investitori stranieri (anche questi, quali?). Faremo emergere le eccellenze professionali della regione già presenti nell’organico, responsabilizzandole e gratificandole su un reale progetto di cambiamento della funzione pubblica’.

2.Nuovi Rapporti con l’Unione Europea e lo Stato centrale

Al secondo punto Miccichè non perde tempo, si parla subito di soldi. Le parole chiave sono Agenda 2000 e premialità, cioè ancora soldi.

‘Uso dei Fondi Strutturali. La Sicilia deve avere la capacità di dialogare con l’Unione Europea e lo Stato italiano in maniera paritaria e autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un’azione diretta a Bruxelles per trasformare i nostri bisogni ed esigenze in progettualità concreta e finanziabile. Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premialità.’

3. L’azione di governo

Il terzo pilastro parte dal ricordare il compito per il quale un candidato scelta democraticamente dal popolo a rappresentarlo è chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente. E in teoria come nella pratica, dovrebbe saperlo fare. Governare

‘Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare – ricorda Miccichè. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l’agenda delle priorità. In Sicilia bisogna iniziare a fare sistema. La crescita del territorio non può essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall’indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali. Il Governo dovrà incentivare tutti i sistemi produttivi, economici, culturali e sociali affinché si strutturino in una rete di integrazione reciproca. Non bisogna disperdere le proprie risorse e potenzialità rimanendo chiusi in una logica di isolamento di settore – conclude il candidato di centro destra alla elezioni per la presidenza della Regione Sicilia.

http://www.gianfrancomicciche.net/

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