Berlusconi: ‘battaglia nelle piazze se il presidente della Repubblica sarà di sinistra’

Berlusconi senatore con gli occhiali da soleAnnuncia iniziative clamorose se il presidente della Repubblica verrà scelto dalla sinistra. Silvio Berlusconi è pronto a far partire un’azione di protesta se non verrà scelto un candidato moderato. ‘Credo che la sinistra sceglierà anche il presidente della Repubblica e allora daremo battaglia nelle piazze e nel Parlamento’, ha detto parlando alla riunione del gruppo del Pdl alla Camera.

E’ un Cavaliere furioso quello che si è presentato questa mattina alla riunione del Pdl della Camera. Solo poco prima aveva attaccato ancora una volta i giudici: ‘All’interno della magistratura c’è una parte che ha formato una specie di associazione a delinquere che usa il potere giudiziario a fini politici: è una magistratocrazia‘. I magistrati avrebbero messo in piedi, accusa il Cavaliere, ‘un’operazione per farmi fare la fine di Craxi. Ma hanno sbagliato persona’. E per questo non può che essere negativo anche il commento sulla scelta di Pietro Grasso al Senato. ‘Il Senato è andato a un pm, andando contro il sentire del 37,7% dei cittadini preoccupati per la ‘magistratocrazia’, ha aggiunto l’ex premier. In un clima sempre più teso Berlusconi ricorda che si potrebbe tornare a votare: ‘Consideriamoci già in campagna elettorale’. Gli fa eco uno dei suoi: ‘Bisognerebbe riuscire a porre un freno a questi blitz di parte dei pm che, sfociando nella militanza politica rischiano di andare oltre il proprio ruolo e di fare politica’, ha detto l’ex ministro dell’Istruzione, ora deputato Pdl, Mariastella Gelmini.

Parole quelle di Berlusconi che sarebbero trapelate dalla riunione del Pdl questa mattina alla Camera dei deputati, alla quale ha partecipato anche il segretario Angelino Alfano. Sulla questione della presidenza della Repubblica l’ex premier avrebbe detto ribadendo la sua posizione: ‘Con Bersani probabilmente incaricato di formare un governo e due Camere alla sinistra, così come detto da Alfano, abbiamo suggerito che il presidente della Repubblica potesse essere espressione dei moderati e Bersani, di contro, ha respinto questa ragionevolissima proposta come fosse uno scambio indecente anche se la nostra coalizione ha preso il 30% dei voti’.

La riunione del Pdl alla Camera è stata convocata per l’indicazione del nuovo capogruppo, che sarà eletto nell’assemblea di domani. Il più quotato quale successore di Fabrizio Cicchitto è Renato Brunetta, voluto dal Cavaliere. ‘Si voterà il capogruppo perché è  importante per Renato Brunetta capire il gradimento. Sua vis politica importante’, ha detto Berlusconi intervenendo alla riunione.

Intanto potrebbe non essersi chiuso completamente il dialogo fra la Lega e il Pd per la formazione del governo. Tutto però se ci sarà un accordo sul nome del futuro presidente della Repubblica. La notizia arriva da un’intervista de la Repubblica al leghista Roberto Calderoli, l’uomo del Carroccio in prima linea nelle trattative tra i partiti. Il dialogo non è affatto chiuso e ‘certo, se avessimo condiviso questo passaggio, ovviamente non con questi nomi, si sarebbe aperto subito un dialogo sulle cose da fare e magari anche un accordo sul prossimo governo: ma c’è ancora una possibilità: la scelta del Presidente della Repubblica‘, ha detto Calderoli rispondendo alle domande di Rodolfo Sala.

Il prossimo Capo dello Stato, dice ancora Calderoli ‘non dovrà avere tessere di partito, e men che meno essere il quarto di sinistra’. Nei ‘diversi incontri’ avuti in questi giorni con esponenti del Pd, dice, ‘mi sembrano tutti d’accordo. Il guaio è che ogni volta spuntano fuori i ‘turchi’: nel Pd quelli che continuano a spingere verso l’alleanza con Grillo. Che li prende a sberle, si diverte e aumenta ogni giorno così il suo consenso’. E nel Pdl quelli che vogliono le elezioni subito.

E a proposito del M5S, l’ex premier ‘Ho pensato molto al successo di Grillo. Noi da persone responsabili e esperte abbiamo detto e fatto cose concrete. I grillini hanno portato avanti un sogno rivoluzionario. Noi adesso dobbiamo inventarci qualcosa senza abiurare, da persone responsabili quali siamo, alle cose concrete. Dobbiamo presentarci come un sogno, come una rivoluzione italiana che porti i cittadini verso il benessere e la sicurezza. Lo avrebbe detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione del Pdl alla Camera.

Durante la riunione per decidere il capogruppo del Pdl alla Camera, Berlusconi ha voluto anche dire la sua sul comportamento di Mario Monti: ‘Monti si è offerto come presidente della Repubblica ed è stato respinto con risate. Poi come presidente del Senato. Spero non si liberi il posto di ct della nazionale’.

Nel pomeriggio iniziata invece la riunione del gruppo a palazzo Madama, dove il nome indicato dal Cavaliere è quello di Renato Schifani, presidente del Senato uscente.

(fonte laRepubblica)

Ponte sullo Stretto, ancora due anni per decidere

Pagamenti alle imprese e ponte sullo Stretto di Messina. Questi i due temi sui quali il consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti. Con un decreto legislativo, il governo Monti ha recepito, a partire dal gennaio 2013 la direttiva della Ue sui pagamenti alle imprese. E poi ha deciso di ‘prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità’.

Pagamenti alle imprese. La direttiva emessa a Bruxelles secondo cui la pubblica amministrazione ha al massimo 60 giorni di tempo per pagare i suoi debiti con le imprese è stata fatta propria dal consiglio dei Ministri e la sua attuazione è stata anticipata dal marzo 2013 al gennaio dello stesso anno. E quanto è scritto in una nota di Palazzo Chigi, ‘in considerazione dell’importanza della normativa nonché dell’opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese’.

Ponte sullo stretto. Il governo ha deciso il rinvio a proposito del progetto per ottenere i requisiti necessari per ‘godere del co-finanziamento comunitario. Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scatterà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%’.

‘Questa nuova procedura – prosegue la nota – dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale’.

La decisione è motivata ‘dalla necessità di contenimento della spesa pubblica ed è in linea con la proposta della Commissione europea di non includere il progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei’. (fonte la Repubblica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sullo_Stretto_di_Messina
http://www.governo.it/

Maxxi: Giovanna Melandri nuova direttrice della fondazione

 Anche il Pd insorge contro la nomina decisa dal ministro Ornaghi di Giovanna Melandri direttrice della fondazione Maxxi. ‘Mi pare inopportuno transitare dalla poltrona di parlamentare a quella di un museo’ è il commento di Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd. ‘La prima cosa che non capiamo – ha detto a La Repubblica – il punto fondamentale della vicenda, è perché il ministro abbia sentito il bisogno di intervenire sul Maxxi, visto che noi riteniamo sia già gestito in modo professionale e innovativo da chi c’era. Non non siamo stati coinvolti in questa scelta. Abbiamo appreso a cose fatte la nomina di Giovanna Melandri’. ‘Qui non si tratta di lottizzazioni o spartizioni – ha puntualizzato Fassina – Il Pd al Maxxi voleva lasciare i dirigenti che c’erano e che stavano facendo un ottimo lavoro’.

Anche lo scrittore Antonio Pennacchi, ex militante di sinistra e ultimamente finiano atipico, ha espresso un giudizio durissimo sulla nomina’ “Quanti siamo in Italia? Quanti milioni? Più di sessanta. Possibile che tra tanti italiani proprio un politico bisognava scegliere per dirigere il Maxxi? Vergogna. Che vergogna. Basta hanno rotto. E provassero a dare ancora lezioni di etica. Sono una vergogna come gli altri”. In una intervista al ‘Messaggero’, Pennacchi ha spiegato che la nomina di Melandri “è il segno che in Italia non abbiamo il minimo senso della democrazia. In America si sarebbero dimessi tutti”.

‘La Melandri si è dimessa – ha continuato – Ci vuole prendere in giro? Ci ha preso per fessi? Proprio lei che è mezza americana? Prima si assicura l’incaricopoi si dimette. Ma se l’avesse fatto un deputato di destra, che avrebbe detto la sinistra?. E’ stata ministro della Cultura. Pure Bondi. Perché non hanno chiamato lui?’.

Dal canto suo, Giovanna Melandri si è difesa e ha parlato di ‘politica incattivita’ e ‘perché no, un po’ invidiosa’. Per l’ormai ex deputata del Pd e direttore fresco di nomina ‘c’è un clima di maccartismo bipartisan‘. In una intervista al ‘Corriere della Sera‘ l’ex ministro dei due governi D’Alema si è difesa dalle accuse per la sua nomina spiegando che con lei sta il progettista del Maxxi Zaha Hadid e stanno ‘architetti, paesaggisti, musei dell’arte contemporanea‘.

Insomma, ‘Zaha Hadid contro Gasparri. Suvvia, siamo seri. Uno zero palla al centro’ ha rilanciato sottolineando che le sue dimissioni dalla Camera sono ‘verissime’ e probabilmente saranno calendarizzate ‘la settimana prossima’. Inoltre, ha concluso Melandri, ‘io avevo già deciso un anno e mezzo fa di non ricandidarmi’.

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Laziogate: indagato Fiorito, la Polverini ‘non ci sta’ ecco il video più cliccato della Rete

Individuato il colpevole, Franco Fiorito, l’uomo delle ostriche a 240 euro della cravatte e sciarpe di seta, delle cene da migliaia di euro, ex capogruppo del Pdl alla regione lazio indagato per peculato dalla Guardia di Finanza, la Polverini, Renata, presidente della Regione Lazio in pieno Laziogate non ci sta. E anche a volersi dimettere la procedura non lo permette e c’è chi prende le sue difensive. Angelino Alfano che la designa come parte lesa nello scandalo dei fondi  e Berlusconi in cima alla lista le mostra il proprio sostegno dicendo ‘Niente dimissioni’.

La Presidente della Regione Lazio, Polverini, non poteva non sapere dell’accordo che c’era per la ripartizione dei fondi tra i diversi gruppi del Consiglio regionale. E’ quanto ha riferito ieri l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, interrogato dagli inquirenti della Procura di Roma. Fiorito ha parlato di un accordo che prevedeva la ripartizione da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dei fondi tra i diversi gruppi.

‘Non ne potevo piu’, ero ossessionato dalle richieste di denaro da parte degli altri consiglieri del mio gruppo’: cosi’ Fiorito ha raccontato del continuo ‘pressing’ subito da parte dei consiglieri nel suo gruppo che continuavano a chiedergli denaro. Secondo quanto si è appreso ha inoltre parlato di una sorta di ‘accordo’ per la ripartizione dei fondi di tutti i gruppi del Consiglio regionale. Per ogni consigliere appartenente ad un gruppo era prevista l’assegnazione di circa 100mila euro l’anno.

Ecco allora il video del consiglio di lunedì, quando la Polverini si è rivolta alla platea di politici e consiglieri in seduta regionale. ‘Non sono disposta a pagare le colpe degli altri’, ha detto la presidente.

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Vauro e ‘la ministra squillo’: sul Manifesto la vignetta della Fornero che aspetta la telefonata di Marchionne

‘Una vignetta vergognosa’: così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha definito la vignetta  di Vauro sul Manifesto dal titolo: ‘La ministra squillo che la ritrae in abiti succinti. 

La vignetta di Vauro ironizza sulla vicenda Fiat e l’attesa telefonata tra il ministro e Sergio Marchionne, in riferimento alle affermazioni di Fornero che lunedì aveva detto di attendere una telefonata dall’a.d. di Fiat.

‘Voglio dire solo una cosa – ha detto il ministro del Lavoro entrando al Cnel per la presentazione del rapporto sul lavoro, circondata dai cronisti che le chiedevano se il governo avesse convocato i vertici Fiat – trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul Manifesto, che denota il maschilismo persistente, volgare e inaccettabile, di alcuni uomini. Sono insulti che respingo al mittente’.

Dalla homepage del quotidiano comunista: ‘ Elsa Fornero se la prende con Vauro  Ma non risponde su Marchionne. La ministra attacca il Manifesto per la vignetta pubblicata oggi: ‘Sessisti, vergognatevi’. Sui social network molti si ribellano alle accuse lanciate da Fornero. La nostra risposta la trovate domani in edicola’.

Dopo l’incontro a Palazzo Chigi con l’ad di Fiat Sergio Marchionne che si terrà sabato prossimo, si dovrà aprire una vera trattativa e un tavolo con le parti sociali. A chiederlo sono Susanna Camusso, leader della Cgil e Maurizio Landini, segretario della Fiom all’indomani dell’annuncio dell’incontro tra il numero uno del Lingotto e il presidente del Consiglio Mario Monti sul futuro della Fiat.

Il ‘governo ha il dovere di chiedere quale è la realtà’, ha sottolineato poi Camusso a Radio Anch’io.’Il piano che la Fiat aveva annunciato, è sparito, non c’è più e l’azienda oggi deve dirci che intenzioni ha. Il Paese deve sapere cosa fanno le grandi imprese del suo Paese. La cancelliera Merkel convocò Opel e disse che non andava bene. Marchionne ci dica la verità in modo che il Paese possa poi regolarsi così si prendono le contromisure’. L’appuntamento di sabato prossimo e il fatto che il premier si sia interessato in prima persona, ‘è importante e giusto perché il presidente del consiglio rappresenta il governo nella sua interezza e nella sua resposanbilità. Penso anche che sarebbe giusto che ci sia un tavolo con le parti sociali’, ha detto Camusso.

Landini, dal canto suo, ha dichiarato: ‘Penso che ci sia bisogno di coinvolgere anche le organizzazioni sindacali e mi auguro che quello non sia un incontro conclusivo ma un incontro che apra una vera discussione, una vera trattativa con la Fiat ed anche con i sindacati’. Ad affermarlo Maurizio Landini, segretario della Fiom, intervistato al Gr3, sull’incontro che si terrà sabato tra il governo e l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne.

Sul fatto che sia coinvolto in prima persona il premier Monti, il segretario della Fiom ha poi commentato: ‘Credo che questo sia un fatto importante perché siamo di fronte ad una questione nazionale e cioè se si continua ad avere un’industria automobilistica nel nostro paese. Però di incontri con promesse ne sono stati fatti tanti, c’è bisogno di cambiare, sarebbe necessario aprire un vero confronto che coinvolga anche le parti sociali ed occorre ripristinare la democrazia e la libertà negli stabilimenti Fiat’.

Sabato Marchionne sarò ricevuto da Monti, con i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera. Mentre il presidente di Fiat, John Elkann, assicura che la famiglia Agnelli è in sintonia con quanto sta facendo l’Ad del Lingotto. Per ora i toni scelti dal governo nei confronti della Fiat sono tutt’altro che ultimativi. Ovviamente, la speranza è che il gruppo ‘resti in Italia’, ma la parola d’ordine tra i soggetti coinvolti nel dossier è ‘ascolto’. Il premier e i ministri dello Sviluppo e del Lavoro – è la linea concordata – per ora vogliono solo ‘capire le intenzioni del Lingotto’.

E da palazzo Chigi respingono le prime letture date dell’incontro, in cui si parla di ‘pressing di Monti’ verso l’azienda: ‘Non è così, non è questo l’atteggiamento con cui riceveremo Marchionne’.

Gli stabilimenti Fiat in Italia sono dodici: Stabilimento Alfa Romeo di AreseStabilimento Fiat di CassinoElasisStabilimento Lancia di ChivassoLingottoStabilimento Fiat di MelfiFiat MirafioriStabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’ArcoStabilimento Alfa Romeo del PortelloFiat RivaltaStabilimento Sevel Val di SangroStabilimento Fiat di Termini Imerese. Gli altri sono tutti all’estero: Polonia, Ungheria, e Messico sono soltanto alcune nazioni che ospitano la produzione Fiat fuori dai confini italiani.

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Festa Democratica: se si votasse oggi, il sondaggio con Bersani in cima insieme a Renzi e Vendola

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, alla Camera il Pd avrebbe il maggior numero di consensi con il 27%, seguito dal Pdl al 19,8%. Terzo partito sarebbe il Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo con il 14,5%.

Lo si legge su Repubblica che pubblica un sondaggio con le stime di voto di Demos a settembre 2012.

La Lega, secondo il sondaggio sarebbe al 5,5%, dietro sia a Udc e Idv, accreditate entrambe del 7,8%, sia a Sel, vista al 5,8%.

Cresce il gradimento della leadership del presidente del Consiglio Mario Monti al 55,2% e oltre la metà degli italiani, il 52%, giudica positivamente il governo.

Per le prossime elezioni politiche, previste nella primavera 2013, ieri il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha detto che il partito è pronto a guidare un nuovo governo politico che succederà all’esecutivo tecnico di Monti.

Nel centrosinistra, secondo il sondaggio, Bersani si aggiudicherebbe le primarie per la scelta del candidato premier con il 43,5%, seguito da Matteo Renzi con il 27,7% e Nichi Vendola con il 21,6%.

Al link l‘intervento integrale del segretario del Pd Pierluigi Bersani, ‘La Sfida per il Paese’, durante la Festa Democratica, conclusasi ieri a Reggio Emilia.

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London2012: Bolt pronto per il doppio sprint finale. Italia a che punto siamo, le gare di domani

(In foto: Maroi Mezien (L) of Tunisia competes against Isabelle Sambou of Senegal during their women’s Freestyle 48 kg Wrestling match on Day 12)

Occhi puntati su Usain Bolt per questo Day13 dei Giochi Olimpici di Londra 2012. La gara in cui correrà oggi l’uomo più veloce del monto è quella del doppio sprint finale sui 200m, in un giorno in cui saranno assegnate 23 medaglie d’oro in 12 sport – di cui tre nel pugilato femminile.

Grande attesa per lo sprinter jamaicano Usain Bolt, che ha conservato il titolo dei 100m con un’altra splendida vittoria allo Stadio Olimpico , domenica sera e da allora ha rivolto la sua attenzione per vincere un altro oro nei 200m.

Mentre il connazionale Yohan Blake ha vinto l’argento nei 100m, cercherà di fare ancora meglio e di eclissare super Bolt di fronte a una foltissima folla di gente.

ExCeL ospiterà le prime tre finali di pugilato di Londra 2012, con le medaglie in palio nei pesi mosca donne (48-51kg), pesi leggeri femminili (57-60kg) e pesi medi donne (69-75kg).

Si torna alla pista di atletica, e anche la finale sugli 800m finale avrà il suo pubblico: dal Kenya, David Rudisha tenta di aggiungere il titolo olimpico al titolo mondiale, vinto l’anno scorso. Mohammed Aman dall’Etiopia e Abubaker Kaki dal Sudan sono altri due rivali di questa gara, mentre Andrew Osagie è il primo atleta britannico a raggiungere la finale a 20 anni.

Il primatista mondiale degli Stati Uniti Ashton Eaton concorrerà per garantirsi il primo titolo olimpico nel Decathlon, con il giavellotto e i 1500m degli ultimi due eventi.

Christian Taylor è il favorito per la finale di salto triplo, ma ci sono buone possibilità anche per il suo compagno di squadra, lo statunitense Will Claye e l’italiano Fabrizio Donato, tra gli altri contendenti.

La folla dell’Olympic Stadium applaudirà anche nella finale femminile di giavellotto, con Barbora Spotakova in gara per la Repubblica Ceca per mantenere il suo titolo olimpico.

Ancora una grande folla è prevista a Hyde Park per la maratona di nuoto 10 km femminile, con Keri-Anne Payne che spera di vincere l’oro per la Gran Bretagna nel Serpentine.

Gli Stati Uniti e il Giappone si contenderanno la finale della competizione di calcio femminile allo stadio di Wembley. In un’emozionante semifinale, calcio di inizio al Canada, che dopo aver raggiunto tutte e sei le finali olimpiche, cercherà di vincere una terza medaglia d’oro consecutiva. Dovrà affrontare una dura prova contro una squadra che ha battuto il Giappone nella finale dei Mondiali l’anno scorso.

Horse Guards Parade ancora una volta accesa, quando si giocherà la gara di Beach Volley nella finale maschile tra Brasile e Germania.

Saranno quattro le gare nello Sprint finale di Canoa a Eton Dorney, con il doppio Canoa maschile (C2) 1000m, il Kayak maschile a quattro (K4) 1000m, il Kayak femminile singolo (K1) 500m e e il Kayak femminile doppio (K2). Le prove medaglia si svolgono al mattino.

A Greenwich Park, oro conteso nel Dressage individuale, mentre i 470 maschile medal race sarà il momento clou della gara a Weymouth e Portland.

Gli Stati Uniti e la Spagna si affronteranno in un testa a testa femminile nella finale di Polo, mentre all’Aquatics Centre le atlete di nuoto di contenderanno la finale sui 10m piattaforma nei tuffi. Per l’Italia si è qualificata Noemi Batki si è qualificata. L’azzurra ha chiuso al dodicesimo posto (324.20) il turno preliminare, mentre Brenda Spaziani, ventritreesima con 268.00, è stata eliminata.

Excel è il luogo per i maschili e femminili, 68kg e 57kg, di Taekwondo, mentre nel Freestyle Wrestling si affronteranno le donne della categoria 55kg e quelle dei 72kg.

Italia a che punto siamo

Italia forte anche nei Giochi di  squadra: Settebello e Italvolley in semifinale dopo i tornei di ieri.

Pallanuoto. Il Settebello di Alessandro Campagna vola in semifinale grazie alla vittoria 11-9 contro l’Ungheria (2-2, 5-4, 8-5, 11-9). Decisive le realizzazioni di Felugo (3), Presciutti (3), Figlioli (3), Perez (1) e Giorgetti (1), al termine di un incontro equilibrato fino al decisivo allungo nel terzo tempo. I centri di Felugo e Presciutti nel quarto tempo vanificavano il ritorno dell’Ungheria: il 10 agosto gli azzurri sfideranno la Serbia in semifinale.

Pallavolo: Gli azzurri del Ct Mauro Berruto hanno vinto l’incontro dei quarti di finale con gli Stati Uniti 3-0 (28-26; 25-20; 25-20). Savani e compagni affronteranno in semifinale il Brasile il 10 agosto.

Pugilato: Vincenzo Mangiacapre ha ottenuto l’accesso in semifinale nella categoria 64 kg e, contestualmente, la certezza di una medaglia. L’azzurro ha infatti sconfitto ai quarti il kazako Yeleussinov per 16-12 (4-5, 7-9). Si tratta del terzo pugile gia’ sicuro di un posto sul podio dopo Clemente Russo (91 kg.) e Roberto Cammarelle (+91 kg.). In semifinale Mangiacapre sfiderà il cubano Roniel Iglesias Sotolongo, che stasera ha sconfitto nettamente l’uzbeko Uktamjon Rahmonov per 21-15. Questo risultato fa raggiungere all’Italia quota 20 medaglie, mentre il pugilato eguaglia il numero di podi collezionato a Pechino 2008.

Vela: Undicesimo giorno di regata dei XXX Giochi Olimpici Londra 2012. Al termine della Medal Race per la classe 49er Giuseppe Angilella (CC  Roggero di Lauria) – Gianfranco Sibello (GS Fiamme Gialle) chiudono al  9° posto overall. Nel 470 femminile, Giulia Conti e Giovanna Micol si qualificano per la Medal Race.

Oggi riposo per il 470 maschile, che domani vedrà impegnati in Medal Race Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti. Dopo 10 prove e uno scarto gli azzurri sono al 4° posto in classifica provvisoria con 60 punti e i parziali 6-(26)-1-8-6-14-8-4-11-3. Primi gli australiani Belcher-Page a 18 punti (oggi 1-1), secondi i britannici Patience-Bithell (22 pt), terzi gli argentini Calabrese-De la Fuente (57) e quinti i kiwi Snow Hansen-Saunders a 72.

Primi sulla linea di partenza alle 12 ore locali il 470 femminile (Race 9&10) seguiti dalla Medal Race dei 49er e ultimo a scendere in campo il Match Race femminile. Per Giuseppe Angilella, siciliano di Palermo, ‘E’ finita col sole in tutti i sensi, anche per noi. Abbiamo raggiunto il  nostro obiettivo che era entrare in Medal Race e abbiamo protetto la nostra posizione’.

Giulia Conti-Giovanna Micol (oggi 6-7) si qualificano per la Medal Race e sono al 7° posto in classifica provvisoria. Sono cinque gli equipaggi che venerdì 10 agosto si daranno battaglia per la medaglia di bronzo: Olanda, Francia, Brasile, Italia e Australia.

http://www.londra2012.coni.it/
http://www.london2012.com/news/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/09/london2012-arrivano-le-bici-piu-veloci-del-mondo-ecco-la-tre-giorni-di-competizione-in-bmx/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/08/london2012-oro-states-nel-salto-in-lungo-nei-110m-a-ostacoli-e-sui-200m/ https://cookednews.wordpress.com/2012/08/08/alcune-foto-dal-day12-di-london2012/ https://cookednews.wordpress.com/2012/08/07/london2012-italia-doping-latleta-schwazer-positivo-ai-controlli-cammarelle-in-semifinale-nella-boxe/

ALESSANDRO ROBECCHI – Expo e Dalai Lama, frittata alla milanese

Ripreso e non corretto dal Manifesto prima, da Micro Mega poi e pubblicato su Cooked News.

ALESSANDRO ROBECCHI – Expo e Dalai Lama, frittata alla milanese

arobecchiCi sono regole che è meglio rispettare, anche se non ci piacciono. Tipo non fare il bagno dopo mangiato, non guidare ubriachi, non promettere riconoscimenti al Dalai Lama se hai molto bisogno di soldi cinesi. Nei primi due casi si rischia la salute, nel terzo la figuraccia, e chissà cosa è meglio. Ma insomma, ora che la frittata è fatta, si medita su come rimettere insieme le uova. Frittata alla milanese, per la precisione, perché il gioco della cittadinanza onoraria con l’elastico – prima annunciata, poi ritirata un minuto prima del voto – al capo spirituale della comunità buddista mondiale è uno di quel manicaretti di cui si parla e si parlerà in tutto il mondo. E del resto, si dirà, è facile fare bei discorsi, ma poi tutti si paralizzano davanti al ‘che fare?’ d’ordinanza. Già, che fare?

Mostrare coerenza e schiena drittissima e perdere poi il più volte annunciato padiglione cinese all’Expo? Perdere quel milione di visitatori cinesi d’alta gamma di cui si favoleggia? Tutta brava gente con soldi in tasca, frequentatori di mostre e ristoranti, abitatori di alberghi, consumatori forti, compratori di Ferrari, moltitudini in assetto di guerra che lanceranno l’assedio alle boutiques? Vuoi mettere con una guida spirituale, pur nobilissima e stimata in tutto il mondo? Andiamo, qualunque statistica economica vi dirà chiaro e tondo che il turismo tibetano non è granché, anche per la notoria parsimonia dei monaci: un tozzo di pane, un po’ di burro di yak e loro sono a posto, mentre i cinesi comprano Armani e Prada. Lo scambio è dunque fuori discussione.

L’autogol milanese della prima giunta perbene dopo anni e anni di saccheggiatori, mediocri amministratori di condominio e persino signorotti della Lega (parlandone da viva), è un po’ triste e un po’ maldestro. Triste, perché ci ricorda, se ce n’era bisogno, che la prevalenza dell’economia su tutto il resto, valori, promesse, principi, democrazia è soverchiante. Maldestro perché ora si assiste al balletto della toppa peggio del buco: un discorso in consiglio comunale invece della cittadinanza, tanti salamelecchi, molti attestati di stima, ma sempre con l’uccellaccio cinese, minaccioso e ricattatorio, appollaiato su una spalla, a ricordare chi comanda. Con il contorno di precedenti illustri. Anche Obama aveva dovuto piegarsi alle proteste cinesi e incontrare il Dalai Lama privatamente. Anche la Moratti (ci si perdoni l’accostamento) aveva tirato indietro la gamba al momento del contrasto. E così decine di governi mondiali per cui un ‘bau!’ della Cina può significare milioni e milioni di dollari.

Dunque, che anche la città di Milano – di più e di meglio, la città di Milano governata da Giuliano Pisapia – scopra l’esistenza della Realpolitik non deve fare troppo scalpore. Semmai dispiace per il modo, che un po’ offende e un po’ fa ridere: ecco la cittadinanza, driiiin, chi è? L’ambasciatore cinese… ecco, ci ridia la cittadinanza, per favore. Non bello. Eppure, diciamolo, tragicamente e cinicamente comprensibile. Del resto, questa maledetta Expo su cui tutti puntano quasi senza sapere cosa sarà, appare pure agli scettici come una medicina per tutti i mali. Fare incazzare i primi clienti non è una buona mossa, e a Milano, per storia, cultura e tradizioni, di commercio ci s’intende parecchio. Peccato, e fine della storia. Assago, che da Palazzo Marino dista tre-quattro chilometri, offre la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Bella mossa. Lui, nella sua immensa saggezza, sa che ogni creatura ha la stessa dignità, e che magari Assago, in una prossima vita, si reincarnerà in una grande metropoli capace di non impaurirsi davanti a un diktat cinese. Cioè, non è così facile, ma non si sa mai: essere un po’ zen non può far male, nemmeno a sinistra.

Alessandro Robecchi – da il manifesto

Robecchi  (Milano, 1960) è un giornalista, autore televisivo e scrittore italiano. Giornalista professionista dal 1982. Scrive attualmente per numerose testate nazionali: è editorialista de il Manifesto, dove da anni pubblica una seguitissima rubrica in prima pagina ogni domenica (‘Voi siete qui’). Pubblica su Micromega, scrive di satira su il Misfatto”, l’inserto satirico de il Fatto Quotidiano, collabora tra gli altri con Style, D La Repubblica delle donne. Ha da poco pubblicato per gli Editori Laterza Piovono Pietre. Cronache marziane da un paese assurdo, pamphlet satirico che descrive tra parodossi, ironie e invettive, la politica italiana, le sue giravolte, i tic culturali, le piccole e grandi follie quotidiane del paese.

In TV è autore (insieme a Peter Freeman) della striscia quotidiana Figu – Album di persone notevoli, in onda ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle 9,15 su RaiTreFigu è una collezione di mini-biografie, raccontate con brio, senza retorica, con un montaggio veloce e accattivante, e segue l’esperienza (cinque anni, oltre seicento puntate) della trasmissione Verba Volant, dedicata alle parole della lingua italiana, evoluzione, storia, etimologia, modi di dire. Sempre per RaiTre ha condotto in video, nelle edizioni del 2008 e 2009, la trasmissione Doc3, programma di Lorenzo Hendel che presenta la miglior produzione documentaristica italiana e mondiale. Un’esperienza che continua, con ottimi risultati di critica e di pubblico.

È tra gli autori (dal 2007) di Crozza Italia Live, lo spettacolo televisivo di Maurizio Crozza (su La 7), per cui scrive anche testi teatrali (come nel caso dell’ultimo spettacolo, Fenomeni, firmato insieme ad Andrea Zalone e Vittorio Grattarola), dello spettacolo Italialand e del seguito televisivo (sempre su La 7) Italialand Nuove Attrazioni. Tra le esperienze televisive precedenti, si ricordano i corsivi di Ballarò (Rai 3), e collaborazioni alla trasmissione Markette di Piero Chiambretti.

Nel giornalismo della carta stampata, ha lavorato come caporedattore allo storico settimanale satirico Cuore, e ha collaborato con molte testate, tra cui Diario della SettimanaDiario del Mese,Gente Viaggi e altre. Ha inoltre fatto il critico musicale per L’Unità e collaborato al mensile di musica Il mucchio selvaggio, firmando i suoi editoriali con lo pseudonimo di Roberto Giallo. In radio, è stato direttore dei programmi a Radio Popolare dove ha firmato per cinque anni una striscia satirica quotidiana, Piovono Pietre (premio Viareggio per la satira politica 2001 ). È stato fondatore e direttore del mensile gratuito Urban. Ha scritto un libro (Manu Chao, musica y libertad, Sperling e Kupfer) tradotto in cinque lingue.

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The Huffington Post: il Pulitzer arriva in Italia. Da settembre online, con la direzione di Lucia Annunziata

Sarà Lucia Annunziata da ‘In 1/2 h‘ sulla terza rete, a dirigere il sito italiano dell’Huffington Post Italia. A darne l’annuncio è lo stesso Huffington Post Mediagroup che insieme al Gruppo Espresso prevedono ‘il lancio per il mese di settembre’. Qualche settimana fa era circolato il nome di Lilli Gruber, la conduttrice di Otto e e Mezzo, come prossima direttrice del sito italiano del giornale online vincitore quest’anno del Pulizter:  la giornalista è stata presentata come candidata del gruppo editoriale l’Espresso.

L’indiscrezione sulla Annunziata è stata data dal quotidiano Italia Oggi e poi rilanciata dalla rete. Con un curriculum di rispetto, Lucia Annunziata inizia come corrispondente dagli Stati Uniti prima per Il Manifesto e poi per La Repubblica e il Corriere della SeraA metà anni ’90 arriva in televisione, su Rai3, con il programma Linea tre, e dal 1996 al 1998 è direttore del Tg3, poi presidente della Rai e direttore dell’agenzia Ap.Biscom. Non abbandona comunque la carta stampata e dal 2004 è editorialista de La Stampa e attualmente è la direttrice responsabile di Aspenia, la rivista dell’Aspen Institute Italia. E’ stata insignita della Nieman fellowship dall’università di Harvard.

A fine aprile erano ‘sussurrati’ altri due nomi di giornaliste in lizza per la direzione del giornale online d’inchiesta. Si trattava di Concita De Gregorio, editorialista di Repubblica ed ex direttore de l’Unità, e Maria Latella, direttore di A e conduttrice di Sky. Sempre ad una donna è andata l’edizione francese del sito. A guidarlo è Anne Sinclair, moglie di Dominique Strauss-Kahn.

Prima la Francia, adesso la Spagna: l’Huffington Post alla conquista dell’Europa. Poi toccherà a Italia, Germania e Inghilterra. Il prossimo autunno sotto la guida di Lucia Annunziata, l’Huffington Post che intanto debutta in Spagna, sarà anche in italiano. È stata proprio Arianna Huffington, fondatrice nel 2005 della versione statunitense del popolare portale, a presentare il nuovo sito spagnolo. La  vincitrice del Pulitzer che quest’anno è andato al giornalismo online.

L‘Huffington Post Italia ‘potrà sfruttare le competenze editoriali e la leadership del Gruppo Espresso nonché la formula di grande successo di Huffington Post Mediagroup, che combina notiziari esclusivi, cura dei contenuti, community e strumenti di interazione, oltre a una vivace ed evoluta piattaforma di blogging’ si legge nel comunicato in cui i due gruppi editoriali annunciano la joint venture. ‘ L’accordo è per il lancio de L’Huffington Post Italia, edizione italiana di The Huffington Post, uno dei più importanti siti web americani di informazione. La partnership nasce dall’unione della potente piattaforma dell’Huffington Post  con l’autorevolezza del Gruppo Espresso.

Huffington Post, un colosso da 36 milioni di lettori

La selezione del team editoriale è già iniziata. L’annuncio congiunto viene dato da Arianna Huffington, presidente e direttore di The Huffington Post Media Group, e da Monica Mondardini, Amministratore delegato di Gruppo Editoriale L’Espresso.

Il Gruppo Espresso su internet raggiunge un’audience mensile pari a 10,1 milioni di utenti unici (Audiweb dati Panel, novembre 2011) e con Repubblica.it, ‘detiene il primato dell’informazione online in lingua italiana’ è possibile leggere sul sito del quotidiano – dando un’ulteriore importante accelerazione allo sviluppo su piattaforma digitale. Ciò sia per il contributo di innovazione che per il respiro internazionale dell’iniziativa.

The Huffington Post del The Huffington Post Media Group nel settore editoriale, dell’intrattenimento, community e dell’informazione digitale, include insieme a The Huffington Post, anche Moviefone, Engadget, TechCrunch, Patch e StyleList. Il network di siti del Gruppo unisce giornalismo, tecnologia, engagement e video per raggiungere ampie audience in ciascuna piattaforma. Con più di 20.000 bloggers – politici, celebrità, accademici, opinionisti – che intervengono in tempo reale su molte notizie della giornata, a scrivere per The Huffington Post Media Group Nora Ephron, Larry Page, Bernard-Henri Levy, Bill Maher, Robert Redford, Madonna, Alec Baldwin, Scarlett Johansson, Bill Gates e Charlie Rose.

The Huffington Post ha 36 milioni di visitatori unici al mese (comScore dicembre 2011). The Huffington Post UK e The Huffington Post Canada sono stati lanciati quest’anno. L’Huffington Post francese è online da un mese e poco più, l’Huffington Post Quebec in febbraio e l’Huffington Post spagnolo a marzo. In autunno lo potremmo leggere anche in italiano.

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