Gandhi su marò: ‘Nessun Paese dovrebbe sottovalutare l’India. L’Italia ha tradito’

sonia-gandhiSul caso marò irrompe Sonia Gandhi, l’italiana’ vedova dell’ex premier, Rajiv, diventata l’esponente politico più potente dell’India che finora aveva evitato uscite in pubblico. La presidente del Partito del Congresso, attualmente al governo, ha avvertito che ‘nessun Paese dovrebbe sottovalutare l’India‘. Intanto l’Ue, dopo aver invitato entrambe le parti a rispettare la Convenzione di Vienna, ha preso una posizione meno neutrale: ‘La limitazione alla libertà di movimento dell’ambasciatore d’Italia in India sarebbe contraria agli obblighi internazionali stabiliti dalla Convenzione di Vienna’, ha detto la portavoce della rappresentante per la politica estera dei 27, Catherine Ashton. La baronessa Ashton, comunque, conclude la dichiarazione, ‘continua a sperare che una soluzione reciprocamente accettabile possa essere trovata attraverso il dialogo e nel rispetto delle regole internazionali e incoraggia le parti a esplorare tutte le strade per questo risultato’.

L’intervento di Sonia Gandhi è arrivato nel corso di un incontro del gruppo parlamentare del suo partito, la prima assemblea con i suoi parlamentari da quando è cominciata la sessione di bilancio del Parlamento indiano. Nata in Veneto e vissuta in Piemonte fino a 18 anni, ma cittadina indiana dal 1983, l’erede della dinastia Nehru-Gandhi ha accusato il governo italiano di inaccettabile ‘tradimento’ e ha aggiunto che è pronta a sostenere ogni passo per garantire che i due fucilieri del Battaglione San Marco tornino in India ad affrontare il processo. ‘La sfida del governo italiano sulla questione dei due militari e il tradimento dell’impegno dato alla Corte Suprema sono assolutamente inaccettabili’, ha dichiarato.

‘A nessun Paese può essere concesso, dovrebbe o sarà permesso di sottovalutare l’India’. ‘E devono essere utilizzati tutti i mezzi’, ha aggiunto, ‘per assicurare che l’impegno assunto dal governo italiano di fronte alla Corte Suprema sia rispettato’. Le sue parole sono significative perché il Partito del Congresso è da tempo nel mirino dell’opposizione, che lo accusa di un comportamento ambiguo proprio in virtù delle origini italiane della vedova Gandhi.

La scorsa settimana un leader locale del principale partito di opposizione, il partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party, aveva accusato la Gandhi di aver manovrato per aiutare i due militari italiani, mentre un deputato comunista in Kerala aveva ipotizzato che, in loro favore, lavorassero ‘mani segrete dell’Italia’.

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India: i due marò saranno processati da un tribunale speciale

i due maròI militari italiani detenuti con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani saranno processati in India da un tribunale speciale.

Lo ha deciso la Corte suprema indiana che ha così risolto il problema sulla giurisdizione da applicare ai militari in servizio di difesa ad una petroliera.

I due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno ucciso per errore dei pescatori indiani scambiandoli per pirati.

La Corte suprema indiana, come spiega una nota di Palazzo Chigi, ha riconosciuto che i fatti avvennero in acque internazionali e che la giurisdizione non era della magistratura locale di Kerala. I due marò potranno dunque lasciare questa regione e recarsi a Nuova Delhi.

‘Il Governo prende atto che la valutazione sulla giurisdizione dovrà essere elaborata da un Tribunale speciale, non ancora costituito. Ed è fiducioso che la magistratura e le istituzioni federali indiane opereranno nel pieno rispetto delle leggi internazionali che riconoscono l’esclusiva giurisdizione dello ‘Stato di Bandiera’ sulle navi operanti in acque internazionali’, si legge nella nota in cui l’esecutivo sottolinea che resta suo primario obiettivo ‘il rientro in Italia dei nostri due militari’.

La Corte, quindi, ha negato la giurisdizione del caso al Tribunale del Kerala e i così i due marò non avranno più alcuna restrizione di movimento in India e saranno liberi di spostarsi in tutto il Paese

Tornati in India i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

massimiliano-latorre-salvatore-gironeI due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ripartiti per l’India con un volo militare dall’aeroporto di Ciampino: i due fucilieri, accusati nel Paese asiatico dell’uccisione di due pescatori lo scorso febbraio, hanno passato 14 giorni di congedo natalizio in Italia.

Al momento di imbarcare sul volo hanno dichiarato: ‘Ritorniamo in India rispettando la parola data, fiduciosi nella giustizia’. Ne dà notizia il ministero della Difesa in un comunicato in cui si conferma che, ‘nel pieno rispetto degli impegni assunti dal Governo’, i due militari sono ripartiti ieri pomeriggio alla volta dell’India’. Girone e Latorre sono accusati nello stato del Kerala di aver ucciso due pescatori indiani Valentine Jalastine e Ajesh Binki, scambiandoli per pirati.

I due marò erano stati lasciati partire su versamento di una cauzione di oltre 800.000 euro dall’Alta Corte dello Stato del Kerala. Ora dovranno tornare a Kochi, dove sono agli arresti in regime di libertà vigilata.

Oggi i due marò sono stati sentiti dalla procura di Roma, dove si sono presentati spontaneamente. Sul contenuto delle loro dichiarazioni vige pieno riserbo, mentre i pm romani hanno precisato che l’India non ha finora dato risposta alla rogatoria inoltrata per chiarire la posizione dei due fucilieri italiani.

In India i due fucilieri del Reggimento San Marco attenderanno la sentenza della Suprema Corte che dovrà decidere sulla giurisdizione del caso: la suprema giurisdizione di Delhi aveva aggiornato la sua decisione, che si sperava potesse giungere a dicembre, al nuovo anno, anche se non è stata fissata una data.

Latorre e Girone erano tornati in Italia dopo 10 mesi, usufruendo di un permesso per trascorrere le festività a casa propria. I due fucilieri, prima di imbarcarsi sul volo che li riporterà in India, hanno incontrato, assistiti dagli avvocati Carlo Sica e Giacomo Aiello dell’Avvocatura dello Stato, il Procuratore Giancarlo Capaldo e la dottoressa Elisabetta Cennicola della Procura della Repubblica di Roma, titolari del fascicolo italiano inerente il caso della motonave Enrica Lexie, per rilasciare una dichiarazione spontanea sui fatti occorsi nel febbraio del 2012.

Tornano in Italia i due marò trattenuti in India da 10 mesi

LI due marò trattenuti da 10 mesi in India potranno festeggiare il Natale a casa insieme alle loro famiglie. L’Alta Corte del Kerala ha accolto la richiesta di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e concesso loro un permesso speciale di 15 giorni per tornare in Italia, ma con l’obbligo di rientrare entro il 10 gennaio nello Stato del Kollam.

Lì dovranno attendere la sentenza della Corte suprema di New Delhi sulla giurisdizione del loro caso, contesa tra India e Italia.

Come garanzia del loro ritorno in India, il giudice ha disposto il deposito di una cauzione di 60 mila rupie, pari a 828 mila euro. Inoltre i due militari dovranno fornire alla polizia di Kochi i loro indirizzi, telefoni cellulari e i dettagli dei loro spostamenti durante la permanenza in Italia.

Intanto i due fucilieri del battaglione San Marco rimangono «off limits» alla stampa. Oggi, però, è previsto un loro saluto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso del saluto del Capo dello Stato per le festività ai militari italiani impegnati nelle missioni all’estero.

Gioia e soddisfazione sono state espresse dai familiari dei marò e da tutto il mondo politico. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha parlato di ‘grande sollievo’, sottolineando come la decisione dia ‘prova della sensibilità indiana per i valori più sentiti del popolo italiano’. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha applaudito al lavoro della diplomazia; quello della Camera, Gianfranco Fini, che aveva già ultimato i preparativi per andare a trovarli in caso di decisione negativa dei giudici, ha spiegato che non ce ne sarà bisogno: ‘Potranno tornare a casa da soli’. Il presidente Napolitano ha auspicato che, al ritorno dei marò in India, la Corte Suprema indiana decida ‘finalmente’ che siano sottoposti alla giustizia italiana.

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