Processo Ruby: 6 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex premier Berlusconi

ilda_boccassini-jpg-crop_displayIl pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria, ha chiesto 6 anni di reclusione per l’ex premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Il pm ha inoltre chiesto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex premier.

Ruby nipote di Mubarak? ‘Fu una balla colossale’. Questo un passaggio della requisitoria dl pm Ilda Boccassini. ‘Silvio Berlusconi temeva che Ruby, rimanendo in Questura, potesse disvelare di avere fatto sesso con il Presidente del Consiglio ad Arcore. Perché sapeva che era minorenne: lo sapeva Emilio Fede, lo sapeva la Minetti, la De Coinceicao, la Pasquino, lo sapeva Mora’.

Poco prima delle conclusioni, il pm del processo Ilda Boccassini, aveva tirato i suoi colpi finali. È un contesto ‘prostitutivo’, di interessi economici, di arrembaggio per una particina in tivù, di mancanza di valori culturali, quello in cui arriva la minorenne Ruby Rubacuori il giorno in cui mette piede ad Arcore per la prima volta: 14 febbraio 2010. Così accusa Ilda Boccassini nel giorno della sua requisitoria finale in un’aula stracolma di giornalisti. Ricorda, il magistrato, che l’inasprimento delle leggi sulla prostituzione minorile furono volute proprio dal governo Berlusconi, il pm Ilda Boccassini, nell’introduzione della sua attesissima requisitoria.

Una premessa necessaria per spiegare anche perché di questa vicenda si è occupata lei stessa, responsabile della Procura distrettuale antimafia, proprio grazie alle competenze attribuite da queste nuove leggi. Quindi, il pm è passata ad illustrare la storia del processo e di Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori. ‘Il collega Sangermano vi ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, che presso l’abitazione di Arcore del presidente del consiglio, le ragazze invitate facevano parte di un sistema prostitutivo organizzato per compiacere il piacere di Silvio Berlusconi’.

Un ‘piacere’ che, nonostante l’assenza di inchieste, era noto già a tutti in quell’epoca, maggio 2010, quando Ruby venne fermata e portata in Questura. ‘Anche i funzionari della questura erano consapevoli del pericolo che poteva rappresentare l’emergere delle frequentazioni di una minorenne con l’allora premier, che temeva lo scandalo’.

Ruby, spiega il pm, non ha una casa, vive di espedienti e si prostituisce: ‘E in questo contesto che arriva ad Arcore, ovvero in quel sistema prostitutivo organizzato per compiacere Silvio Berlusconi e organizzato da Fede, Minetti e Mora. È quando Ruby il 14 febbraio 2010 arriva ad Arcore, queste tre persone ci sono. E quando viene portata alla villa da Emilio Fede, il direttore del Tg4 è consapevole della sua minore età, avendo partecipato come presidente di giuria al concorso di bellezza svoltosi appena qualche mese prima a Taormina‘.

‘Possiamo veramente immaginare che in quel contesto una persona che ha quel rapporto di amicizia e fedeltà assoluta con il premier non abbia avvertito il presidente che stava introducendo nella serata di Arcore anche una minorenne?’. Il pm è poi passata ad illustrare il reato di concussione, relativo alla ‘liberazione’di Ruby dalla questura la sera del 28 maggio 2010. Dopo aver ripercorso le conversazioni della funzionaria in servizio Giorgia Iafrate con il pm dei minori Fiorillo e ricostruito minuziosamente le telefonate di Silvio Berlusconi al capo di Gabinetto della Questura Pietro Ostuni da mezzanotte in avanti (le chiamate, attraverso il cellulare del capo scorta furono almeno 7), ha definito una ‘scusa grossolana’ aver definito Ruby ‘nipote di Mubarak’, meglio, ‘una balla colossale’.

‘Ora mi sembra evidente di aver potuto dimostrare ogni oltre ragionevole dubbio che quella notte i vertici della Questura di Milano, a seguito dell’interferenza del presidente del Consiglio rilasciarono la minore e la consegnarono a una prostituta tramite la Minetti’. Tutti sapevano, ha detto Boccassini, che Karima era una minorenne, ‘lo dimostra il semplice fatto che subito ne venne chiesto l’affido e l’affido si può chiedere solo per i minori’.

La sentenza è attesa per il prossimo 24 giugno.

Su Twitter#Boccassini#Ruby#laguerradeiventanniMubarakArcore

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Processo Ruby, la difesa chiese la sospensione per campagna elettorale. No dei pm

ruby rubacuoriKarima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori, deve testimoniare nell’ambito del processo per induzione e sfruttamento della prostituzione che vede imputato Silvio Berlusconi. La difesa di Silvio Berlusconi si è detta disponibile a rinunciare a sentire la giovane marocchina come teste se anche il Pm è d’accordo. Ruby è arrivata in taxi accompagnata dal compagno Luca Risso e dall’avvocato Paola Boccardi. I tre sono stati accolti da un nugolo di cronisti, operatori televisivi e fotografi, anche di testate straniere. L’intera zona del Palazzo di Giustizia è presidiata dalle forze dell’ordine. Karima El Mahroug è l’ultima testimone prima che la parola passi all’accusa per la richiesta di condanna nei confronti di Berlusconi.

I giudici del tribunale di Milano si sono ritirati in Camera di Consiglio per decidere sulla doppia istanza di sospensione per legittimo impedimento di Berlusconi nel processo sul caso Ruby, in cui l’ex premier è imputato. L’istanza è stata avanzata dalle difese per motivi elettorali in quanto l’ex capo del governo ora è capo della coalizione del Pdl. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa ha chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e ha ricordato che, in un’analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills.

La richiesta di legittimo impedimento per Silvio Berlusconi è stata motivata con una lettera del segretario del Pdl, Angelino Alfano, nella quale si certifica che alle 11 di oggi è convocata una riunione di tutti i coordinatori regionali del partito per la formulazione delle liste elettorali. Lo ha spiegato uno dei legali del premier, Nicolò Ghedini. ‘Palazzo Grazioli non è casa sua’, ha precisato Ghedini in una pausa dei lavori, ricordando che lì ‘c’è la sede di una fondazione’. Il difensore, inoltre, ha chiesto, per una questione di opportunità in generale e per evitare anche una «strumentalizzazione» mediatica del processo, la sua sospensione per tutto il periodo della campagna elettorale.

‘Io chiedo che questo processo vada avanti, perché un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale’. Così il pm Ilda Boccassini ha replicato alla richiesta della difesa di Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi ‘non è il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier’.

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