An Ukrainian alpine skier and her staff boycott Sochi 2014

Ukrainian alpine skier Bogdana Matsotska and her father said they will not represent their national team in the Sochi Winter Games any longer because of the deaths on EuroMaidan #Cookednews

Ukrainian Olympic alpine skier Bohdana Matsotska and her father posted a message on Facebook stating that they no longer will represent their nation’s team in the Sochi Winter Games over the bloody events on EuroMaidan and blamed President Viktor Yanukovych for bloodshed.

Oleg Matsotskyy of Kosiv, Ivano-Frankivsk Oblast, Bogdana Matsotska’s father and trainer, said the two are ‘extremely angry at President Viktor Yanukovych’s latest actions who instead of resolving the conflict through negotiations (which we had hoped he would when we left for Sochi), has drenched the last hopes of the nation in blood.

‘In solidarity with the fighters on the barricades of the Maidan, and as a protest against the criminal actions made towards the protesters, the irresponsibility of the president and his lackey government, we refuse further performance at the Olympic Games in Sochi 2014.’

Earlier, Ukraine Olympic Committee head Serhiy Bubka told Channel 5 in Sochi that he was ‘shocked’ to hear of the Feb. 18 deaths after protesters clashed with police.

He conveyed his condolences to the bereaved families and called on both sides ‘to return to the discussion table to preserve our wonderful country and nation, as well as peace on our land. The events (on EuroMaidan) troubles and concerns us all.’ (Kyiv Post editor Mark Rachkevych can be reached atrachkevych@kyivpost.com)

EU foreign ministers called an emergency meeting on Ukraine for Thursday (today, 20 February, in Brussels) and European Commission President Jose Manuel Barroso said the 28-nation bloc was set to impose sanctions against those blamed for the bloodshed.

In this video, an activist fallen down during a protest and he was beaten by a consistent number of polices.

At the moment, 30 people was killed during the battle between protestors and militaries at #Euromaidan|(PR News #Kyiv #Ukraine)

#Ucraina#Kiev#Kyiv #Ukraine #euromaidan#CookedNews

Papa Francesco inaugura il nuovo Pontificato

papa_bergoglioStemma e motto che aveva da vescovo e anello del pescatore d’argento anziché d’oro per Papa Francesco. Sono vari anche gli ‘aspetti di semplicità’ della messa che Bergoglio celebrerà domani a piazza San Pietro per l’inaugurazione del Pontificato. Lo ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dettagliando alcuni particolari della liturgia.

Il Vangelo sarà ‘cantato in greco’. Se normalmente viene cantato in latino e greco, per sottolineare l’unità dei cristiani di Oriente e Occidente, in questo caso si è optato per il greco ‘perché di latino ce n’è già molto’. Il Papa ‘non dà la comunione lui personalmente, ma la danno i diaconi’. Ancora, ‘non c’è processione delle offerte, pane e vino per la messa vengono portati dai ministranti per l’altare, ma senza solenne processione’. L’omelia sarà tenuta in italiano. Per i giornalisti dovrebbe esserci un testo distribuito in embargo, ‘ma abbiamo visto – ha precisato Lombardi – che il Papa ama una certa spontaneità, quindi può darsi che aggiunga altre frasi e osservazioni mentre parla’. Alla messa, peraltro, che cade nella solennità della festa di San Giuseppe, canteranno il coro della Cappella sistina e il coro dell’Istituto di musica sacra. All’offertario, mottetto composto proprio per la messa di inaugurazione da Pierluigi da Palestrina ‘Tu es pastor ovium’. Alla fine, il ‘Te deum’.

Gli ‘aspetti di relativa semplicità della messa – ha detto Lombardi – fanno sì che la messa non dovrebbe essere molto lunga. La celebrazione di domani può stare in due ore, forse alle 11:30 le cose sono già verso il termine’.

Il Papa domani lascerà la casa di Santa Marta per la messa intorno alle 8:45-8:50 e poi, “in jeep o in papamobile”, farà un “lungo giro nella piazza, in mezzo alla folla nelle vie che vengono lasciate libere, prima dell’inizio della celebrazione”. Il portavoce vaticano ha detto inoltre che poi andrà alla sagrestia, vicino alla Pietà, intorno alle 9:15, e si preparerà alla celebrazione che avrà inizio verso le 9:30 cui parteciperanno anche rappresentanti ebrei e musulmani. La esatta definizione di quella di domani mattina è la “messa di inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”.

In tutto 34 capi di Stato e 132 delegazioni prenderanno parte alla Messa. oltre a Giorgio Napolitano e Chrstina Kirchner (Argentina): Sargsyan (Armenia), Fischer (Austria), Plevenliev (Bulgaria), Roussef (Brasile), Johnston (Canada), Pinera (Cile), Jeou Ma (Taiwan), Chinchilla (Costa Rica), Iosipovic (Croazia), Delgado (Equador), Ondimba (Gabon), Sosa (Honduras), Ader (Ungheria), Higgins (Irlanda), Berzins (Lettonia), Grybauskaite (Lituania), Ivanov (Macedonia), Abela (Malta), Pena Nieto (Messico), Gaoh (Niger), Martinelli (Panama), Gomez (Paragyuay), Komorowsky (Polonia), Cavaco Silva (Portogallo), Basescu (Romania), i reggenti di San Marino, Nikolic (Serbia), Gasparovi (Slovacchia), Pahor (Slovenia), Ruak (Timor est), Gnassingbe (Togo), Mugabe (Zimbabwe). Presenti i presidenti di Parlamento europeo Martin Schulz, del Consilgio Ue Herman van Rompuy, della commissione europea José Manuel Barroso. Cinque regnanti, tre principi ereditari, sei vice Capi di Stato, molti ministri e ambasciatori.

L’anello che indosserà il Papa si chiama del pescatore ‘perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini’, ha detto Lombardi in un briefing. ‘Ma sull’anello che questa volta il Papa riceverà è rappresentato San Pietro con le chiavi’. L’anello è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini. Il Papa ha scelto il modello, il cui disegno ha origine con il segretario di Paolo VI mons. Macchi, tra ‘due o tre possibilità che gli sono stati presentati’.

Giornata di incontri istituzionali quella di oggi per Papa Bergoglio, che ha ricevuto questa mattina in udienza il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e la presidente argentina Cristina Kirchner: quest’ultimo è il il primo incontro del nuovo Pontefice con un capo di Stato. Dopo il colloquio hanno pranzato insieme. Domani Kirchner assisterà alla messa di inaugurazione del pontificato, al fianco del presidente italiano Giorgio Napolitano.

Tra Papa Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, e Cristina Kirchner, non è corso buon sangue in passato, e dopo la sua elezione al soglio pontificio, mercoledì scorso, settori del kirchnerismo non hanno perso l’occasione di attaccare Bergoglio rilanciando la vecchia accusa di complicità con l’ultima dittatura militare argentina. Accusa che il Vaticano ha respinto con fermezza giovedì. Come ricorda Clarin, i contrasti tra Cristina e Bergoglio risalgono ai primi anni del governo di Nestor Kirchner. Tutto ebbe inizio nel 2004, quando il capo dell’episcopato argentino criticò ‘l’esibizionismo e gli annunci altisonanti’ dell’allora presidente, il quale a sua volta definì l’alto prelato ‘il vero rappresentante dell’opposizione’.

I contrasti furono così forti, ricorda ancora Clarìn, che il presidente Kirchner arrivò a dire: ‘Il nostro Dio è di tutti, ma attento che anche il diavolo arriva a tutti, a quelli che indossano i pantaloni e a quelli che indossano la tonaca’.

I contrasti si sono ripetuti anche con Cristina dopo la sua ascesa alla presidenza. In particolare la Chiesa argentina ha criticato alcune leggi promosse dalla presidente, tra cui quella sui matrimoni gay e quella che autorizza la legatura delle tube e la vasectomia. Dopo l’elezione di Bergoglio a Papa, Cristina ha ricordato le divergenze con l’ex arcivescovo di Buenos Aires, e gli ha inviato lettera di congratulazioni piuttosto fredda.

Ecofin: raggiunto accordo su meccanismo unico di vigilanza bancaria

English: Commission President José Manuel Barr...

English: Commission President José Manuel Barroso at the EEP summit in October 2010. (Photo credit: Wikipedia)

Dopo un lungo negoziato di oltre 14 ore, nelle prime ore di oggi i 27 ministri delle Finanze dell’Unione europea hanno trovato un accordo sul meccanismo unico di vigilanza bancaria, che sarà affidato alla Bce a partire dal primo marzo del 2014. Il Commissario Ue per i servizi finanziari Michel Barnier l’ha definito un ‘accordo storico’ e il presidente di turno cipriota Vassos Shiarly, che conclude con questo successo la sua esperienza come leader dell’Ecofin, ‘un regalo di Natale per noi e per tutta l’Europa’.

L’accordo all’Ecofin è ‘di importanza eccezionale’ secondo il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. ‘Basato sulla proposta messa sul tavolo dalla Commissione il 12 settembre – ricorda Barroso – è un passo avanti cruciale e molto sostanziale verso il completamento dell’Unione bancaria e una tappa tempestiva verso l’integrazione della vigilanza finanziaria per l’Eurozona e per gli altri Stati che la Commissione spera parteciperanno’. Barroso sottolinea infine che ‘in quattro mesi siamo passati da una proposta della Commissione a un accordo politico del Consiglio, che dimostra una volta di più che l’Unione europea ha la volontà politica e la capacità di agire in fretta sui temi pressanti’.

Per la cancelliera tedesca, Angela Merkel l’accordo raggiunto a Bruxelles sulla vigilanza bancaria rassicura la Germania. ‘L’importanza dell’intesa – dice la Merkel – non si può pienamente valutare. Noi comunque siamo riusciti ad assicurare gli interessi della Germania’.

Mario Monti è intanto arrivato a Bruxelles, dove oggi parteciperà al vertice che dovrebbe licenziarne il testo definitivo. Nella capitale belga giunge anche Berlusconi, per un pre-vertice del Ppe. Prima dell’incontro tra i leader dei 27, Monti parteciperà a una riunione a porte chiuse del ‘Think-Thank Bruegel’, poi avrà un incontro con il presidente della Commissione europea Barroso.

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