Scarlett Johansson stopped SodaStream from Palestine

intifada-palestine

Scarlett Johansson has stepped down as an Ambassador for Oxfam because of her relationship with SodaStream, a company which operates in the illegal settlement Ma’ale Adumim, in the Occupied West Bank. Scarlett Johansson and Oxfam faced immense pressure from the Boycott Divestment and Sanctions (BDS) campaign who demanded that cut her ties with SodaStream or Oxfam cut their ties with Scarlett Johansson.

Scarlett Johansson described Oxfam’s opposition to her support for a company which operates in an illegal settlement as ‘a fundamental difference of opinion’. Oxfam described Scarlett’s role for SodaStream was ‘incompatible‘ with her work for Oxfam. Settlements are illegal under international law, and an obstacle to peace – therefore settlement production relies on, and supports, an activity that is illegal.

Director of Palestine Solidarity Campaign, Sarah Colborne, said: ‘Scarlett Johansson’s decision to represent SodaStream clearly violated Oxfam’s policy of supporting human rights and justice. By choosing to represent a company that operates in an illegal settlement on stolen Palestinian land, she has already suffered major reputational damage. And by prioritising SodaStream over Oxfam, she has decided to profit from occupation, rather than challenge global poverty. We thank all our supporters who made it clear to Oxfam that they needed to break from Scarlett Johansson or risk facing a haemorrhaging of support in the UK and internationally. 

Sodastream, a carbonated beverage manufacturer is based in the Mishor Adumim settlement industrial zone. Mishor Adumim is an industrial area attached to the residential settlement of Ma’ale Adumim, East of Jerusalem in the Israeli occupied West Bank. Israeli company Soda Club, which owns the Sodastream brandname. Sodastream, a carbonated beverage manufacturer is based in the Mishor Adumim settlement industrial zone. Mishor Adumim is an industrial area attached to the residential settlement of Ma’ale Adumim, East of Jerusalem in the Israeli occupied West Bank.

On 15/02/2014, 12:00 pm – 2:00 pm, Outside John Lewis Dept Storer 300 Oxford Street, London the protest for Free Palestine against Sodastream policy.

Date
15/02/2014
12:00 pm – 2:00 pm

Location
Outside John Lewis Dept Store
300 Oxford Street
London – 

http://www.palestinecampaign.org/
https://www.facebook.com/palestinesolidarityuk

#CookedNews

Advertisements

Medio Oriente: attacco terroristico a un autobus a Tel Aviv, una ventina i feriti

Attentato terroristico contro un autobus a Tel Aviv. Mentre proseguono i raid su Gaza, questa mattina c’è stata un’esplosione su un autobus a Tel Aviv, nel nord di Israele. Secondo quanto ha reso noto la polizia israeliana, l’esplosione è il risultato di un attentato terroristico. ‘Radio Israele’ precisa che il mezzo di trasporto è esploso mentre percorreva il King Shaul Boulevard.

I feriti dell’attentato sono almeno 21. Lo riferisce il sito di ‘Haaretz’, precisando che due sono in condizioni medio-gravi, tre in condizioni medie e gli altri feriti leggermente.

La polizia israeliana ha arrestato un sospetto terrorista, per rilasciarlo poco dopo, mentre continua la caccia a una donna che sarebbe in possesso di un altro ordigno esplosivo. Lo riferisce il sito del ‘Jerusalem Post‘.

Secondo una fonte della sicurezza israeliana, citata da ‘Ynet News‘, l’attentato sarebbe infatti stato compiuto con un ordigno esplosivo collocato sul mezzo e non da un attentatore suicida. Preso uno, si cerca un secondo complice, forse una donna.

Immediata la rivendicazione di Hamas. Lo ha riferito il sito della ‘Bbc’, precisando che il movimento palestinese ha annunciato, attraverso gli altoparlanti delle moschee di Gaza, di essere riuscito a piazzare un ordigno sul bus. Alla notizia dell’esplosione, secondo quanto riferisce sempre la ‘Bbc’, si sono sentiti spari in aria a Gaza in segno di festeggiamento.

Intanto procedono i raid delle forze armate israelianesulla Striscia. Un missile israeliano è caduto nei pressi di un hotel di Gaza City che ospita molti giornalisti stranieri. Lo riferisce l’inviata della ‘Bbc’, spiegando che l’esplosione provocata dal missile lanciato da un aereo ha fatto andare in frantumi i vetri di alcune stanze.

Gli aerei militari dello Stato ebraico hanno anche colpito nelle prime ore della giornata una stazione di polizia, un edificio del governo e una struttura della sicurezza a Gaza City, come riporta l’agenzia palestinese ‘Maan’. L’ufficio dei portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha confermato i raid contro “siti di attività terroristiche” a Gaza, tra i quali il ministero della Sicurezza interna.

Ed è strage di bimbi nella Striscia. Secondo quanto raccolto da Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e del Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia) – in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda – il 25% delle vittime è rappresentato da bambini. “Al momento – riferisce Aodi, che all’Adnkronos Salute invia anche l’elenco con i nominativi dei piccoli rimasti uccisi – si contano 29 bimbi morti su 140 vittime e 310 feriti su un totale di 1.100”.

La comunità internazionale è al lavoro. Il presidente Usa Obama ha inviato Hillary Clinton per mediare un cessate il fuoco. Per la Clinton, ”l’obiettivo deve essere un risultato duraturo che promuova la stabilità regionale e porti avanti la sicurezza e le legittime aspirazioni di israeliani e palestinesi”, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro con il primo ministro Benyamin Netanyahu nella tarda serata di martedì. Il segretario di Stato avrà un nuovo incontro a Gerusalemme con il primo ministro, il ministro della Difesa Ehud Barak e quello degli Esteri Avigdor Lieberman.

Clinton ha avuto anche colloqui con il leader dell’autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. “Gli Stati Uniti sono contrari alla nostra decisione di recarci all’Onu a chiedere lo status di Stato non membro per la Palestina”. Lo ha dichiarato il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, che in conferenza stampa a Ramallah ha riferito dei colloqui tra il presidente dell’Anp e Clinton. Erekat ha affermato che il responsabile Usa “ha ribadito ancora una volta” il rifiuto della Casa Bianca di questa iniziativa palestinese e “ha chiesto ad Abbas di rimandare la questione”.

Ancora fuoco fra Gaza e Tel Aviv, risuona l’allarme antimissili, in visita il primo ministro egiziano

Proseguono le ostilità tra Gaza ed Israele: secondo fonti di Hamas due palestinesi sono rimasti uccisi nelle prime ore del mattino in un raid di Tel Aviv condotto a nord della Striscia. Sarebbero invece decine, scrive il ‘Jerusalem Post‘, i missili lanciati oggi dai militanti islamici e caduti nel territorio dello Stato ebraico.

La nuova escalation di violenze giunge in occasione della visita del primo ministro egiziano Hisham Kandil, segnando la fine di una tregua temporanea sancita nella notte. Lo stesso Qandil, nel corso di una breve conferenza stampa ha definito una vera e propria ‘aggressione’ gli attacchi in corso da parte d’Israele contro l’enclave palestinese. ‘Il mondo deve assumersi la responsabilità di attivarsi per fermarla, poiché questa tragedia non può passare sotto silenzio’, ha ribadito.

L’Egitto, ha poi assicurato il premier, intende intensificare gli sforzi per garantire il cessate il fuoco nella regione. Israele, intanto, dopo aver smentito l’invio di truppe di terra nella Striscia ha richiamato 16.000 riservisti per i quali e’ stato dato il via libera alla partecipazione al conflitto con Gaza. Il loro ingresso nella campagna militare indica la necessità di un’operazione che potrebbe durare diversi giorni con un successivo dispiegamento delle forze israeliane sul terreno.

Ieri l’allarme antimissile è risuonato a Tel Aviv e gli abitanti della città sono stati invitati a trovare riparo nei rifugi. Era dal 1991, quando si scatenò la Guerra del Golfo, che Israele non ripiombava nel terrore di essere colpita. A due giorni della morte del comandante militare di Hamas, Ahmed Jabari, con Gaza è ormai guerra aperta.

Blog at WordPress.com.