I parlamentari 5 stelle incontrano il loro leader Beppe Grillo in aperta campagna: a pranzo paccheri con porcini e guanciale

grillini a casale Villa Valente FregeneLontani dal boato delle piazze, ma anche dal chiacchiericcio della politica, i parlamentari 5 stelle incontrano il loro leader Beppe Grillo in aperta campagna, dove il silenzio è interrotto solo da polli, galline e volatili.

A pranzo paccheri con porcini e guanciale, per i ‘grillini’, che dicono di aver scelto la location per una giornata ‘in allegria’.

Si trova tra la costa di Fregene e il lago di Bracciano il casale Villa Valente, con ristorante ‘La quiete’, dove deputati e senatori sono stati portati da tre autobus, dopo un giro tortuoso per le vie della capitale.

Forse un estremo tentativo di depistaggio di cronisti e fotografi, che con un ‘corteo’ di circa 30 auto non hanno perso di vista la carovana grillina.

All’arrivo a destinazione occhi ben aperti da parte di staff e parlamentari per tenere fuori eventuali infiltrati: i giornalisti sono stati invitati fuori dai cancelli della villa ed è stata messa a loro disposizione una sala da matrimoni, con tanto di tavoli apparecchiati e tovaglioli intrecciati a forma di cigno.

Intanto Grillo e i suoi pranzano nell’edificio centrale della struttura, composta da un insieme di case immerse nel verde di giardini ben curati, con ponticelli, statue e fontane. Per ora trapelano soltanto dettagli del menù, che ciascun parlamentare pagherà di tasca sua, a base di porcini e guanciale.

Nessuno streaming è al momento previsto per quei militanti che fossero curiosi di sapere cosa, in questo delicato frangente politico, Grillo dirà ai suoi.

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M5S: ‘Nessuna fiducia a governo tecnico’

ITALY-POLITICS-VOTE-GRILLOIl Movimento 5 Stelle smentisce di aver voluto aprire ieri all’ipotesi di un governo tecnico come riportato oggi da molti organi di informazione.

Prima Vito Crimi, che ieri aveva pronunciato le parole incriminate, poi lo stesso Beppe Grillo appaiono oggi su Internet per escludere questa ipotesi.

‘Preciso che non ho mai parlato di appoggio a un governo tecnico’, ha scritto stamani Crimi sul suo profilo di Facebook.

‘Il M5s non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto’, gli ha fatto eco poco dopo Grillo dal suo blog.

Alle elezioni il Partito democratico ha riportato la maggioranza della Camera ma non quella del Senato. Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha escluso qualunque alleanza tra il Pd e il centrodestra di Silvio Berlusconi lasciando aperta come unica strada quella di un accordo con M5s.

A Grillo, il leader del centrosinistra ha rivolto, domenica, un ultimatum chiedendo di appoggiare un governo da lui guidato e dal programma limitato o di tornare alle urne.

Finora Grillo ha sempre detto che non intende votare la fiducia né a Bersani né ad altri.

Per questo ieri hanno suscitato molto interesse le parole con cui Crimi bocciava ‘la fiducia a un governo dei partiti’ e si impegnava a valutare ‘qualunque proposta alternativa’.

Oggi il senatore grillino ribadisce che per il suo movimento ‘l’unica soluzione è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming’.

A otto giorni dalla chiusura dei seggi, dunque, non si vede come l’Italia possa evitare nuove elezioni nel giro di pochi mesi benché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia relegato questa opzione in fondo alla lista.

‘Andare a votare di nuovo non mi interessa’, ha detto venerdì scorso in Germania il capo dello Stato, il cui mandato scade il 15 maggio. ‘Dubito che anche il nuovo presidente possa pensare solamente allo scioglimento’.

Le parole di Napolitano sono sembrate una pietra tombale sopra il tentativo di Bersani di presentarsi davanti al Parlamento senza avere una maggioranza certa e di cercarla volta per volta su ogni provvedimento.

‘Il presidente non ha pregiudiziali sulla formula ma per la nomina ci vuole una maggioranza certa’, ha raccontato stamane a Reuters una fonte politica.

Dunque, Bersani, senza il via libera di Grillo, non andrebbe oltre un incarico esplorativo al termine del quale il pallino tornerebbe nelle mani di Napolitano per poi passare, eventualmente, a una figura e a un programma che riuscisse a mettere tutti o quasi d’accordo.

Per quanto circolino già diversi nomi, tra cui quello del ministro uscente dell’Interno Annamaria Cancellieri e del ministro uscente per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, l’ipotesi di un governo del presidente deve ancora affrontare vari ostacoli.

Il Pdl vuole un governo di larghe intese Pd-Pdl. E, soprattutto, il Partito democratico che domani riunisce la direzione, deve decidere se arroccarsi sulla posizione del suo segretario per cercare di obbligare i grillini a collaborare pena il ritorno alle urne.

‘Verso Roma per incontri istituzionali’, avverte intanto su Twitter Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che ha perso le primarie contro Bersani e viene indicato come possibile nuova guida del Pd.

(fonte Reuters)

Silvio Berlusconi indagato a Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti

silvio-berlusconi

Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una presunta vicenda di compravendita di senatori eletti nel 2006 con il centrosinistra, a partire dall’ex dipietrista Sergio De Gregorio, che avrebbe ricevuto, per sua stessa ammissione, circa 3 milioni di euro.

Lo indica il testo della richiesta di autorizzazione a svolgere perquisizioni e ad acquisire tabulati telefonici relativi a Berlusconi trasmessa alla Camera dai pm partenopei e pubblicata questo pomeriggio sul sito web di Montecitorio.

I pm chiedono alla Camera – Berlusconi è stato eletto al Senato nelle elezioni del 24-25 febbraio, ma è ancora deputato fino alla convocazione del nuovo Parlamento – di poter perquisire la cassetta di sicurezza già sequestrata presso il Monte dei Paschi di Siena.

Intanto, anche la procura di Reggio Emilia ha iscritto il Cavaliere sul registro degli indagati, questa volta con l’accusa di voto di scambio, per la lettera con cui, durante la campagna elettorale, il Pdl prometteva la restituzione dell’Imu in caso di vittoria del centrodestra.

Berlusconi è indagato in concorso con l’ex senatore De Gregorio, eletto nel 2006 con l’Idv e passato poi al centrodestra, grazie ai voti del quale diventò presidente della commissione Difesa, e con l’uomo d’affari Valter Lavitola, ex direttore del quotidiano socialista ‘L’Avanti!‘.

Secondo quanto scritto dai pm nell’atto trasmesso alla Camera, i tre avrebbero messo in atto una strategia, denominata ‘Operazione Libertà’, ‘tesa ad assicurarsi il passaggio al proprio schieramento del maggior numero di senatori tra quelli che avevano votato la fiducia’ al governo di centrosinistra di Romano Prodi.

In un interrogatorio avvenuto a fine dicembre 2012, e di cui il documento dei magistrati riporta diversi stralci, De Gregorio ‘ammette di aver ricevuto da Berlusconi (tramite il Lavitola) due milioni di euro in nero e in contanti in diverse tranches‘, oltre a soldi versati per il patto federativo con il movimento politico che ha creato dopo aver lasciato l’Idv.

L’ex senatore ‘pone altresì, in stretta e inequivocabile correlazione la ricezione di tale danaro… con l’adozione da parte sua di ben determinati ed individuati atti’, quali ‘in numerose occasioni.. il voto negativo rispetto alle richieste di parere inoltrato alla suddetta commissione Difesa al governo Prodi (facendo in modo che il governo Prodi ‘andasse sotto’), e ciò appunto a titolo di controprestazione per le somme ricevute’.

In un altro interrogatorio lo stesso De Gregorio precisa: ‘Sì, io avevo detto a Berlusconi che avrei voluto… che il partito mi desse, che il partito o lui personalmente, mi finanziasse con tre milioni’.

E ancora, l’ex senatore dice di aver ‘sottoscritto il contratto con Berlusconi nell’anno 2006’ e riconosce ad una domanda dei magistrati – ‘assolutamente sì’ – le proprie responsabilità penali per aver ricevuto tre milioni di euro, di cui due al nero, e il fatto che i soldi gli servivano ‘anche per uscire da mie vicende, e da alcune vicende molto pesanti dal punto di vista della gestione personale…’.

L’avvocato di Berlusconi, Niccolo’ Ghedini ha replicato che l’indagine di Napoli ‘è destituita di ogni fondamento’.

‘In realtà come già ampiamente acclarato si è trattato di un accordo politico alla luce del sole tra Forza Italia e il senatore De Gregorio’, dice Ghedini in una nota.

La notizia che Berlusconi è indagato a Napoli, e anche a Reggio Emilia, ha provocato una levata di scudi nel partito, che con Angelino Alfano accusa i magistrati di ‘aggressione… Mentre il Paese vive una delicatissima fase di transizione istituzionale nella quale il presidente Berlusconi sarà chiamato ad esercitare grandissima influenza come leader del Pdl’.

Alfano ha anche annunciato una ‘una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Popolo della Liberta e della democrazia italiana’ per protestare contro l’iniziativa delle procure.

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, è invece intervenuto per difendere l’operato dei colleghi.

‘Respingiamo con fermezza le accuse, periodicamente reiterate, di uso politico della giustizia. Ad ascoltare certe dichiarazioni non si comprende quali siano i giorni giusti per poter fare indagini e processi: prima delle elezioni no, dopo le elezioni no, ci dicano loro quando’.

Lavitola compare in un’altra inchiesta in cui anche Berlusconi è indagato, quella per la presunta induzione a mentire nei confronti dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, che avrebbe fornito un giro di prostitute all’ex premier. Secondo la procura di Bari, Berlusconi – che respinge ogni accusa – avrebbe convinto Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

De Gregorio e Lavitola sono poi indagati a Napoli con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi per l’editoria per circa 23 milioni di euro attraverso la International Press, società editrice de ‘L’Avanti!’

(fonte Reuters)

Nasce il partito di Monti

simbolo_lista_civica_monti_italiaMario Monti arriva con mezz’ora di ritardo all’Hotel Plaza di Roma, in via del Corso 126, alla presentazione del simbolo elettorale. Una conferenza breve e senza domande da parte dei giornalisti.

Lo slogan scelto per la Camera è ‘Scelta civica, con Monti per l’Italia’: ‘Ci sarà una lista della società civile senza parlamentari, una dell’Udc immagino col nome Casini, una di Fli immagino col nome Fini‘, dice il premier uscente. Il simbolo per il Senato sarà identico ma senza la dicitura ‘Scelta civica’.

‘I criteri di candidabilità ai quali saranno tenuti coloro che intendono partecipare e senza distinzione di lista saranno più esigenti rispetto a quelli attuali sulla candidabilità’, aggiunge Monti, per quanto riguarda ‘condanne e processi penali in corso, conflitti di interesse, antimafia, con riferimento al codice deontologico della commissione Antimafia, e limiti legati all’attività parlamentare pregressa’, con ‘un massimo di due deroghe per ciascuna lista’. Ci saranno inoltre ‘limiti legati all’attività parlamentare pregressa con un massimo di due deroghe per ciascuna lista’.

Gli incontri iniziati ieri tra Mario Monti ed i rappresentati dei partiti e delle associazioni della ‘società civile’ sono proseguiti senza sosta.  ‘Le riunioni sono convocate ad horas. Si lavora senza sosta perché ormai il tempo stringe’, spiega chi sta lavorando alle liste. Monti è pressato dalle richieste dei rappresentanti dell’associazionismo, contrari all’ingresso dei ‘politici’ in una lista con il suo nome. Ma vuole tener conto anche dell’insofferenza dell’Udc che teme di rimanere penalizzata dalla concorrenza alla Camera di una lista Monti. Per questo forse, ma anche per il timore che la mancanza di chiarezza sulle liste possa creare disorientamento tra gli elettori, si è scelto di presentare velocemente il simbolo con la convocazione di una conferenza stampa all’ultimo momento, fortemente voluta da ItaliaFutura.

Con l’appuntamento di questa sera si apre a ‘Otto e mezzo‘ una serie di incontri con i leader protagonisti della campagna elettorale. Il primo, questa sera alle 20.30 su La7, con il presidente del Consiglio Mario Monti. Lunedì 7 gennaio sarà ospite di Lilli Gruber il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, e martedì 8 gennaio l’ex premier Silvio Berlusconi.

Obama, commosso, piange davanti lo staff che ringrazia: ‘Sono orgoglioso’

‘Anche prima dei risultati dell’altra notte, sapevo che il lavoro fatto, nella corsa alla Casa Bianca mi avrebbe riportato al punto di partenza (pausa) perché quello che avete fatto significa che il mio lavoro è importante. E io sono orgoglioso di questo, sono veramente orgoglioso di tutti voi’. Barack Obama si è commosso e ha pianto davanti ai volontari della sua campagna elettorale, nel quartier generale di Chicago, il giorno dopo la sua rielezione alla Casa Bianca.

Così il presidente in un video particolarmente toccante diffuso da Organizing For America, durante la sua prima apparizione da eletto, dopo la festa elettorale. La clip è stata registrata la mattina dopo la nottata al McCormick Center, nel quartier generale della sua campagna elettorale di Chicago.

 Giudicato spesso ‘cool’ (freddo), Barack Obama si è lasciato andare alle lacrime davanti ai volontari della sua campagna elettorale. E’ quanto si vede nel video diffuso dal capo dello staff elettorale del presidente, Jim Messina, che lo ha messo in rete per rendere partecipi ‘tutti quelli che hanno contribuito a costruire questa campagna’ del ‘sentito grazie’ rivolto da Obama.

‘Quello che voi avete fatto significa che il lavoro che sto facendo è importante, sono veramente orgoglioso di tutti voi’, dice Obama ai volontari prima di interrompersi, per frenare le lacrime. Incoraggiato da un applauso, il presidente riprende dicendosi “assolutamente certo che tutti voi state facendo cose meravigliose nelle vostre vite’.

Quindi cita Bobby Kennedy: ‘Quando Bobby Kennedy parlava delle onde di speranza che si creano quando si getta un sasso nell’acqua, parlava di voi’.

E cresce l’attesa per il primo discorso del rieletto presidente. Sarà incentrato su economia e debito. Lo ha annunciato la Casa Bianca precisando che la dichiarazione del presidente si concentrerà “sulle azioni da intraprendere in modo che la nostra economia continui a crescere e si riduca il nostro debito”, ha detto un funzionario della presidenza americana.

Nella prima dichiarazione dopo la conferma, martedì scorso, alla guida degli Stati Uniti, Obama dovrebbe parlare del ‘fiscal cliff‘, la combinazione della fine di sgravi fiscali e di tagli automatici alla spesa pubblica, che rischia di colpire il Paese in caso di mancato accordo al Congresso.

Il presidente americano deve scontrarsi con la Camera, a maggioranza repubblicana, pronta a fare il possibile per ostacolare un’intesa. Dopo le elezioni di martedì scorso, i repubblicani hanno infatti mantenuto il controllo della Camera, mentre il Senato è rimasto ai democratici. Almeno per i prossimi due anni, fino alle elezioni di metà mandato del 2014, Obama dovrà quindi continuare a confrontarsi con un Congresso diviso.

Questa situazione obbligherà il presidente a non sottovalutare anche il problema del debito pubblico alle stelle.

Inno di Mameli ok del Senato a insegnarlo a scuola: è legge

Il Senato approva, in via definitiva, con 208 sì, 14 no e due astenuti il ddl che promuove l’insegnamento dell’Inno di Mameli a scuola e istituisce la ‘Giornata dell’Unita‘ della Costituzione dell’Inno e della Bandiera‘ il 17 marzo. Il provvedimento è legge.

La nuova legge è stata avversata fino all’ultimo dalla Lega Nord che è intervenuta in massa contro l’idea di far insegnare a scuola l’ Inno di Mameli. Dopo l’annuncio del Carroccio del voto contrario ad un provvedimento considerato ‘retorico’ e ‘antistorico’, molti dei 24 senatori della Lega hanno parlato in dissenso per continuare a criticare la legge, annunciando la non partecipazione alle votazioni .

Oltre ai leghisti ha votato contro anche la senatrice del Pdl Diana De Feo, in dissenso dal suo gruppo.

La nuova legge inserisce l’insegnamento dell’inno di Mameli nel piano di studio nelle scuole e riconosce il 17 marzo di ogni anno, in continuità con il festeggiamento dei 150 anni, come ‘Giorno dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera‘, allo scopo di promuovere i valori di cittadinanza e di consolidare l’identità nazionale.

Obiettivo della legge è diffondere la conoscenza storica del percorso di unificazione dello Stato italiano e mantenere vivo il senso di appartenenza civica. Il provvedimento prevede, inoltre, che, nell’anno scolastico 2012-2013, siano organizzati, nelle scuole di ogni ordine e grado, percorsi didattici e iniziative per informare sul significato del Risorgimento e sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale e all’approvazione della Costituzione.

http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/inno/inno.htm

Grillo ai suoi: ‘Non andate ai talk show’. La regola fa parte di una guida appena pubblicata

Agli eletti del Movimento 5 Stelle ‘è fortemente sconsigliata la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7‘.

Non sono ‘vietate’ interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti Rai, delle reti Mediaset e de La7′.

E’ quanto scrive Beppe Grillo nella sua ‘Guida for dummies’, è per duri di comprendonio, pubblicata oggi sul suo sito internet. Guida che ritiene ‘indispensabile’ perché ‘non tutti capiscono, non tutti vogliono capire, i più disinformano a pagamento sui giornali e nei salotti televisivi controllati dai partiti. Una guida ‘per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti’

Poi Grillo passa a elencare alcuni punti dell’attività e del futuro del Movimento 5 stelle. Nessuna alleanza con l’Italia dei valori: ‘Antonio Di Pietro ha la mia amicizia, ma il M5S non si alleerà con l’Idv, né con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco’.

Per quanto riguarda l’euro, la decisione se rimanerci o no ‘spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo’.

Niente primarie, visto che non ci sono leader, ‘ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti’.

Nessun rimborso elettorale né in passato, né in presente, né in futuro per il Movimento 5 stelle, assicura Grillo. Infine, ‘chi sta svolgendo un qualunque incarico elettivo non può dimettersi per concorrere ad altre cariche elettive, gli eletti del M5S tratterranno per sé una parte degli emolumenti, oggi fissata in un massimo di 5.000 euro lordi, e restituiranno la rimanenza allo Stato’ e ‘il M5S non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti’.

Il post, in cui si annuncia a breve il divieto per i grillini di prendere parte ai talk show, contiene una vera e propria ‘guida’ per coloro che si occupano, si interessano o scrivono del Movimento 5 Stelle.

Ribadisce poi l’ex comico, il Movimento 5 Stelle ‘supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera’.

http://www.beppegrillo.it/

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