Europa in piazza, sciopero e scontri: a Roma è guerriglia

Tensione e scontri in tutta Italia per i cortei e le manifestazioni organizzati in occasione della giornata di mobilitazione europea per il lavoro e la solidarietà e contro l’austerità. Incidenti tra forze di sicurezza e manifestanti si sono verificati a Torino, Padova, Milano e Roma, con diversi contusi tra studenti e agenti. Ma è nella capitale che sembra registrarsi il caos maggiore, con bombe carta lanciate all’altezza di ponte Sisto, sul Lungotevere, dove le forze dell’ordine hanno caricato e messo in azione i blindati, secondo quanto denunciato dall’Usb.

Il bilancio finora è di 16 agenti feriti e 144 persone identificate. Di queste, 18 sono state accompagnate negli uffici di questura e carabinieri mentre sono anche stati sequestrati caschi e scudi. Durante le cariche è stato arrestato un manifestante, un operaio di 39 anni, per resistenza a pubblico ufficiale. A Torino un poliziotto è stato aggredito e colpito con una mazza da baseball; in questo caso sono 8 i fermati dalla questura per gli scontri. Tafferugli anche a Madrid, dove la polizia spagnola ha fatto ricorso ai manganelli e ai proiettili di gomma sparati in aria per disperdere un gruppo di manifestanti.

Nell’atrio della stazione di Porta Genova a Milano momenti di tensione quando un gruppo di studenti al termine della manifestazione ha attraversato il centro cittadino e ha cercato di dirigersi ad occupare i binari. Sono intervenuti i carabinieri in assetto antisommossa che hanno cercato di bloccare i giovani, i quali gli hanno lanciato contro sassi, bottiglie, fumogeni e petardi. All’interno della stazione ci sono stati attimi di panico tra le persone in attesa dei treni. Altri scontri a corso Magenta dove cinque agenti di polizia sono rimasti contusi. Sono state danneggiate anche la filiale della Deutsche Bank di Piazzale Cantore, dove sono state imbrattate le vetrine con scritte e volantini e riversato davanti all’ingresso del letame.

A Padova, davanti alla stazione ferroviaria, alcuni manifestanti si sono diretti verso la ferrovia per bloccare i treni, ma la polizia gli ha sbarrato l’accesso. Ci sono stati dei tafferugli nei quali due agenti e altrettanti manifestanti sono rimasti feriti.

Gli agenti hanno caricato anche il corteo degli studenti a Brescia, dove poche ore prima hanno arrestato tre studenti. Occupata la stazione.

Momenti di tensione in mattinata a Roma durante un corteo non autorizzato del Blocco studentesco, la formazione giovanile di CasaPound. In piazza c’erano alcune centinaia di studenti a via di Ripetta che hanno cercato di ‘sfondare’ verso via del Corso e Palazzo Chigi, ma le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno fatto muro. Intanto gli studenti che dicono di essere in 50mila hanno come obiettivo il Parlamento. Nel primo pomeriggio gli scontri si sono intensificati sul Lungotevere dove sono entrati in azione i blindati della polizia.

A Torino, invece, gli studenti universitari hanno dato l’assalto al cantiere del grattacielo in costruzione della nuova sede di Intesa Sanpaolo. La polizia ha caricato e tra fumogeni e lanci di oggetti c’è stato un momento di tensione tra studenti e forze dell’ordine.

A Pisa manifestanti sono saliti sulla torre. Tutti al grido: ‘Toma la huelga‘, prendi lo sciopero. Lo slogan spagnolo creato per la mobilitazione che ha visto in piazza 23 Paesi.

A Palermo la presenza dei lavoratori in piazza è ‘dinamica’. All’iniziativa hanno partecipato varie associazioni, tra cui Libera, sigle studentesche, dall’Udu alla Rete regionale degli studenti medi, rappresentanze di immigrati, il coordinamento anti tratta e il coordinamento donne. In testa al corteo partito da piazza Pretoria, dove da due settimane continua il presidio permanente degli operi della Gesip uno striscione con scritto ‘Nisciti i Picciulì (Tirate fuori i soldi)’. Il lungo serpentone ha sfilato in corso Vittorio Emanuele, in pieno centro diretto a piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione siciliana, mentre un altro, promosso dai Cobas, si è diretto verso la prefettura di via Cavour.  In piazza sono scesi i lavoratori aderenti alla Cgil e i Cobas.

Scontri in piazza a Madrid, dove sono state arrestate una sessantina di persone. Tensioni in tutta Europa. Stazioni vuote e treni fermi a Bruxelles, dove proprio il settore ferroviario è quello che ha aderito con maggior decisione allo sciopero europeo contro le misure di austerità. ‘Lo sciopero è un avvertimento da prendere sul serio – secondo la segretaria generale del sindacato belga Fgtb, Anne Demelenne – L’austerità decisa nei paesi del Sud è controproducente e influenza tutta l’Europa’.
Una manifestazione a mezzogiorno davanti alla sede della Commissione europea, considerata corresponsabile delle misure di austerity decise dai governi. Consegnato simbolicamente il premio Nobel dell’austerità al Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. I lavoratori di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno incrociato le braccia. Iniziative di protesta in tutte le città europee.

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Troppo ‘choosy’ per il posto fisso? Ecco chi si può permettere di averne due

Riportiamo l’interessante articolo di Gianluca Iozzi pubblicato da IbTimes sui choosy di casa Fornero.

Ieri a Nichelino (Torino), il ministro del Welfare Elsa Fornero, durante un convegno dedicato alle riforme, riferendosi alla situazione lavorativa precaria dei giovani ha commentato: “Non bisogna mai essere troppo “choosy” (schizzinosi, ndr), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”.

Immediatamente sono partite le proteste da parte dei presenti al convegno.

Ma c’è un piccolo dettaglio in questa storia che merita di essere messo in luce: Silvia Deaglio, figlia dell’attuale ministro del Welfare,  si è laureata brillantemente in Medicina a 24 anni, oncologa a 28 e in più ha conseguito un dottorato in genetica umana a 32 anni.

Ora, nulla da dire sulla sua carriera universitaria, ma qualcosa da dire c’è invece sul fatto che possiede ben due posti fissi: uno come professore associato di genetica medica, alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, e un altro come responsabile della ricerca alla Hugef, fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.

Notare che all’università di Torino insegna il ministro Fornero. Inoltre alcune ricerche della Deaglio sono state finanziata dalla Compagnia di Sanpaolo (la fondazione che controlla banca Intesa Sanpaolo), dove sua madre ha ricoperto la carica di vicepresidente nel periodo 2008-2010.  Come se non bastasse è stata anche vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa tra il 2010 e il 2011.

Ma nell’istituto di credito dal 2002 al 2011 ha ricoperto la carica di amministratore delegato Corrado Passera, attuale ministro dello Sviluppo economico nella squadra di Monti. Semplici coincidenze?

Il ministro del Lavoro ha subito smentito il fatto che la figlia abbia due lavori, attualmente è soltanto docente universitario, e in quanto tale pagata dall’ateneo. Per quanto riguarda la ricerca il ministro chiarisce che la retribuzione proviene da un fondo internazionale.

Un altro esempio di onestà intellettuale l’ha dato il premier Mario Monti quando mesi fa alla trasmissione televisiva Matrix andata in onda su canale 5 disse: “I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. È più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”.

Intanto però il figlio del premier, Giovanni Monti, nel 2009 è stato assunto in Parmalat da Enrico Bondi (attuale candidato alla supervisione della spending review e amministratore delegato dell’azienda di Tanzi dal 2005 al 2011) con la carica di responsabile per lo sviluppo del business, ma a febbraio 2012 è stato licenziato. Cosa non si fa per i propri figli, e gli amici non si scordano mai. Infatti attualmente Bondi è il candidato favorito a ricoprire la carica di supervisore ai tagli da effettuare al bilancio statale secondo il Monti-pensiero.

Che dire invece di Giorgio Peluso, 42 anni, figlio del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che non molto tempo fa disse che “noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città a fianco di mamma e papà”.

Ebbene da precoce direttore di Unicredit, è stato promosso a direttore generale di Fondiaria Sai, la compagnia dei Ligresti zavorrata da oltre 2 miliardi di debiti. Ma il figlio del ministro intanto guadagna 500 mila euro l’anno, ed ha un posto fisso.

Dunque qualcosa non quadra, perché se i tecnici ci dicono che il posto fisso dobbiamo scordarcelo, altrettanto non sembra per i loro figli.

Fonti: Corriere della Sera, Panorama, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Intesa San Paolo

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