Torre Galfa sgomberata. Macao, macao! Il Nobel Dario Fo sostiene l’occupazione

Sgomberata Torre Galfa a Milano, l’edificio di Ligresti nel centro del capoluogo meneghino, occupato dai lavoratori dell’arte e dello spettacolo e ribattezzato Macao. Sul posto anche Dario Fo, protagonista della protesta su Twitter con un hashtag che richiama all’occupazione. Un’assemblea con il sindaco Pisapia deciderà le sorti della protesta. E a quanto pare, l’intenzione è di continuare.

Agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti questa mattina, intorno alle 6, identificando una ventina di occupanti. Il proprietario dell’edificio ha inviato un container per gli effetti personali.

Torre Galfa, grattacielo in zona Garibaldi, è stato occupato una decina di giorni. Trentadue piani di proprietà del gruppo Ligresti, vuoto da anni, all’interno del quale sono entrati gli operatori della cultura per ribadire la necessità di propri spazi, proprio come il TeatroValleOccupato a Roma, il teatro Coppola a Catania, il movimento i Cantieri che vogliamo per la riapertura dei Cantieri culturali della Zisa a Palermo e il TeatroGaribaldiAperto, sempre nel capoluogo siciliano.

All’interno dell’edificio di Ligresti ci sono ancora alcuni occupanti. ‘Nessuna intenzione a creare problemi – hanno detto – la resistenza è stata sempre passiva’.

Nel frattempo alla base del grattacielo si sono radunate centinaia di persone, grazie agli appelli lanciati attraverso i social network, che hanno dato vita a una assemblea pubblica contro lo sgombero alla quale stanno partecipando il premio Nobel Dario Fo e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo.

Il sindaco, Giuliano Pisapia, ha convocato per le 12:30 una riunione informale con gli assessori ‘che possono contribuire ad affrontare positivamente questo tema. Ho sempre pensato – ha detto il sindaco – che alla domanda di innovazione, cultura e partecipazione si risponde con il dialogo e il confronto. Gli sgomberi non danno una soluzione ma pongono ulteriori problemi. Oggi ancora di più sento il dovere di dare una risposta positiva, nel rispetto delle regole, alla domanda che nasce dalla città di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile’.

Occupy Torre Galfa ovvero Macao invade Milano

Il 5 maggio la scritta ‘Si potrebbe anche pensare di volare’, viene srotolata dal 31° piano della Torre Galfa, un grattacielo nel centro direzionale della città, ma ormai in disuso da più di 15 anni. All’urlo di ‘Macao, macao!‘ artisti, musicisti, attori, danzatori, grafici e video maker occupano. Il sogno del Collettivo Macao è di farne un centro per le arti, un posto da adibire a spazio sociale, per la libera espressione della creatività, in pieno centro a Milano. Un po’ come il Leoncavallo eloggiata da Sgarbi prima che diventasse sindaco a Salemi, in Sicilia, attirando l’attenzione di Oliviero Toscani, assessore alla cultura, e di Bill Gates che ha acquistate un enorme patrimonio immobiliare nel centro storico del paese nell’entroterra siciliano, da riqualificare.

Durante i giorni di occupazione è stata avviata una petizione e raccolte migliaia di firme, per strappare Torre Galfa al grigiore e all’abbandono e trasformarla in un uno spazio libero e aperto alle molteplici forme dell’arte.  Alla notizia dello sgombero è arrivato subito Dario Fo schierato dalla parte di Macao insieme a Francesca Comencini, Lella Costa, Valerio Mastrandrea, Elio Germano e altri dello spettacolo e della cultura.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha spiegato che l’amministrazione locale non poteva in alcun modo intervenire per fermare lo sgombero. Sulla torre di proprietà Fonsai Ligresti, vuota da 15 anni, il comune non può proferire parola. E semmai è da attribuire ad altre istituzioni, come la questura e la prefettura, la volontà di far tornare vuota l’immensa struttura occupata.

Intanto i giovani dei collettivi lanciano catene di commenti e proteste su Twitter da questa mattina. L’hashtag: #Macao è uno dei più seguiti sul social network, specie per dire che per liberare Torre Galfa, può essere fatto molto di più, da parte di tutti.

‘In via Galvani a Milano, dopo il pirellone, cè un grattacielo aperto a tutti belli e brutti’


LA CULTURA NON SI SGOMBERA!

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APRIAMO! Dal teatro Garibaldi aperto al Cinema dei Cantieri ecco come si festeggia la Liberazione. A Palermo

APRIAMO! Dal teatro Garibaldi aperto al Cinema dei Cantieri una festa di Liberazione d’eccezione per una Palermo che si appresta a votare il nuovo sindaco.
Dopo il Teatro Valle Occupato nella capitale e il catanese Teatro Coppola, tocca a Palermo aprire e occupare. Prima con il Teatro Garibaldi e poi con il cinema dei Cantieri Culturali della Zisa, da dove lo scorso anno si è mosso I Cantieri che Vogliamo il movimento per la riapertura. Al grido di Apriamo! (o riapriamo per chi ha visto aprire e vissuto subito dopo la chiusura di luoghi destinati alla cultura) ecco il manifesto e gli appuntamenti dei prossimi giorni.

‘Dopo mesi di battaglia politica e dopo le iniziative di Cultura Bene Comune– che a partire da gennaio hanno riportato i cittadini dentro gli spazi abbandonati dei Cantieri Culturali alla Zisa – il movimento I Cantieri che Vogliamo RIAPRE LA SALA CINEMATOGRAFICA dei Cantieri – che abbiamo intitolato a Vittorio De Seta. Da mercoledì 25 Aprile, Festa della Liberazione, i palermitani possono finalmente riabitare l’unico cinema pubblico della città, realizzato e tenuto chiuso da più di quattro anni per la colpevole insipienza di chi ha amministrato in questi anni Palermo.

La città può così ritornare a riappropriarsi di un suo bene comune che torna alla libera e pubblica fruizione. L’apertura di questo cinema, così come quella del teatro Garibaldi avvenuta grazie al lavoro di un gruppo di artisti della nostra città, testimonia del percorso che Palermo sta compiendo a sostegno della riapertura dei suoi luoghi negati. Rappresenta il segno di una volontà dei cittadini di prendersi cura dei loro spazi di crescita e di confronto e conferma il processo collettivo di rinascita civile e culturale che unisce chi da mesi ha messo le arti, la cultura e lo spazio pubblico al centro del discorso su Palermo e sul suo futuro.

 Dal 25 Aprile 2012
Cantieri Culturali della Zisa – Sala Vittorio De Seta

10.00 – Assemblea
11.00 – Lettere da un fronte. Un progetto d’arte per lo spazio pubblico di Paola Monasterolo. Ideato per il cortile del Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà, con una lezione pubblica di Andrea Cortellessa e un canto collettivo di Marco Testa

Diretta radio da Torino su www.border-radio.it

11.00 – Visita guidata ai Cantieri Culturali alla Zisa: storia e presente a cura di Agnese Giglia e degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo
13.00 – Grigliata di Liberazione
15.00 – Presentazione del programma e apertura delle attività
16.00 – Inaugurazione della mostra fotografica ‘Un altro sguardo. Passeggiata fotografica ai Cantieri Culturali alla Zisa’ a cura del gruppo Infanzia Bene Comune, esposizione delle fotografie realizzate dai bambini nel corso di una delle attività del comitato I Cantieri che Vogliamo
16.00 – Apriamo un cinema per bambini: Porco Rosso, di Hayao Miyazaki
18.00 – Apriamo un fronte: lavoro, non lavoro e dopolavoro#1 Beni comuni della conoscenza e lavoro culturale verso un nuovo statuto: incontro a cura di Generazione TQ con Andrea Libero Carbone, Roberto Ciccarelli, Vincenzo Ostuni
20.00 – Grigliata di Liberazione
20.30 – Apriamo un cinema pubblico Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta (98’)
23.00 – Apriamo un cinema pubblico Lulù, il vaso di Pandora di Georg Wilhelm Pabst cineconcerto con Evita Cidni (128’)

http://www.cantierizisa.it/

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