Bolt leggenda: l’uomo del triplo oro a Pechino si riconferma nei 200m a London2012

‘Un fulmine nel cielo di Londra. Zitti tutti, non c’è ne per nessuno. Sono leggenda vivente’.

Il 25enne Bolt riesce nel suo intento di diventare leggenda vincendo anche i 200 m all’Olympic Stadium nel day13 dei Giochi Olimpici di London2012. Confermato l’oro dopo la tripletta di Pechino, il jamaicano ha fatto spazio anche ai compagni di squadra e connazionali Yohan Blake, medaglia argento sui 100m e Warren Weir, entrambi 22 anni.

Bolt ha vinto con il tempo di 19,32, fermandosi prima di superare il suo record mondiale di 19,19 a causa di una fitta alla schiena.

Il campione del mondo di velocità si dice ‘il più grande atleta vivente. Ora sto andando a sedermi, rilassarmi e pensare a quello che potrà essere il mio prossimo obiettivo. Non so quello che voglio fare dopo questa vittoria, se eseguire i 100 o 200 m o provare qualcosa di diverso. Ho bisogno di trovare nuove motivazioni per poter continuare a fare grandi cose.’

Super Bolt non è ancora pronto per la pensione. ‘Non sono pronto a lasciare e ad andare in pensione. Amo questo sport. Il resto della stagione che sto andando ad affrontare sarà per me un divertimento. Venendo a London 2012 sono riuscito a fare quello che era nei miei intenti, vincere e confermarmi campione’.

Olympic Stadium acceso anche per il keniota David Rudisha, oro sugli 800 m. Notte di festeggiamenti invece per l’uomo più veloce del mondo a Casa Jamaica e per le strade di Londra.

Su Twitter #BoltBlake. Il tweet più retwittato (54 volte) ‘E non venitemi a dire che in Jamaica non c’è roba buona! #Bolt#londra2012

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London2012: nuoto 100 stile fuori Magnini e Dotto, ancora in gara per i 50. La furia del capitano

‘Bisogna rinnovare tutto: negli Usa gli atleti cambiano ma cambia anche lo staff. Io non cerco colpevoli, ma adesso serve fermarsi un attimo e parlarne’. Filippo Magnini, il capitano della nazionale di nuoto azzurra è furioso dopo l’eliminazione nelle batterie dei 100 stile.

‘La velocità ha ‘cannato’ completamente la preparazione olimpica. Da gennaio tutti male, serve una resa dei conti’. Fuori dai 100 stile il campione olimpico Filippo Magnini è una furia e spara a zero. ‘So di aver dato tutto, ma in gara non rendiamo. E’ un peccato presentarsi a un’Olimpiade così’ ha detto l’iridato nuotatore italiano ai microfoni di SkySport Italia.

‘Ho 30 anni e nuoto da 22 – continua – lo capisco da me quando sto male e quando sto da Dio‘.  E’ amareggiato Magnini, 19.mo in una batteria che ha visto l’americano Adrian Nathan chiudere con il miglior tempo di 48″19. ‘Sarà stato un mio errore non aver dato le indicazioni giuste per correggere certi errori. Io non cerco colpevoli, ma adesso serve fermarsi un attimo e parlarne’.

Nel gruppo dei velocisti, guidato da Caludio Rossetto, è entrata anche Federica Pellegrini che dopo il flop nei 400 è attesa stasera nella finale dei 200 sl. ‘Il suo arrivo non ha cambiato le cose, anzi – dice il fidanzato della olimpionica. Ci siamo allenati bene, lei ha imparato la leggerezza da noi e noi altre cose da lei. Io guardo al rapporto con Claudio e di sicuro qualcosa è mancato. Bisogna rinnovare tutto dell’Italia: parliamo degli statunitensi, lì gli atleti cambiano ma anche lo staff. La verità è che abbiamo fatto ma non è venuto fuori niente’.

Meno arrabbiato Luca Dotto, una medaglia mondiale e il rientro a casa obbligato prima della fine delle Olimpiadi, il 12 agosto se qualcosa dovesse andare storto. ‘Sono stati fatti errori da noi e dall’area tecnica – ammette lo sprinter, atteso ancora dai 50 stile, fuori dai 100 con il 22.mo crono – bisogna capire dove risiedono le responsabilità del fallimento: ci dovremo sedere e vedere tutte le cose che non sono andate, per ricominciare con serietà. Filippo? Lui è critico quando le cose vanno male, è un agonista puro e tira fuori tutto. Il gruppo è unito, anche con Federica Pellegrini. Da campionessa quale è, vuole le attenzioni in allenamento, ma è normale’.

Nelle eliminatorie della gara regina del nuoto, avanza con il quarto tempo il campione australiano James Magnussen (48″38), mentre solo decimo con 48″67 il brasiliano primatista del mondo.

Magnini e Dotto

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