Lau Chun-to, journalist of the daily Ming Pao, is in critical condition after attack

Kevin Lau Chun-to Hong Kong journalist attacked #cookednews

A former editor of a major Hong Kong newspaper known for its critical reporting has been stabbed and seriously injured. The attack on Wednesday is likely to fuel concern among journalists about what many see as an erosion of media freedoms.

A man in a helmet attacked Kevin Lau Chun-to, former chief editor of the daily Ming Pao, slashing him in the back several times.

The assailant rode off on a motorcycle with an accomplice.

Mr Lau is in a critical condition in hospital after managing to summon police himself.

Police said they so far had no clues as to who might have carried out the attack. No-one has been detained.

The attack took place days after 6,000 journalists marched to Hong Kong’s government headquarters to demand the city’s leaders uphold press freedom and repel what they see as intrusions from mainland China.

The Hong Kong Journalists’Association has denounced the stabbing and called on authorities to “pursue [Mr Lau’s] attackers and those malignant forces behind them without fear or favour.

“The attackers must be brought to justice as quickly as possible to allay public fears.”

Mr Lau was recently replaced by a Malaysian Chinese journalist with suspected pro-Beijing leanings who takes up his duties this week.

Although the motive for the attack is unclear, Mr Lau’s removal from the editorial post sparked a revolt in the Ming Pao newsroom by journalists who suggested the paper’s editorial independence may be undermined.

“We hope the police can swiftly prosecute the culprit as many cases of attacks against the media in the past have ended up being unsolved,” Ming Pao staff concern group Phyllis Tsang said.

“This attack will damage perceptions of Hong Kong as a safe city and its reputation for media freedoms.”

Ming Pao, co-founded by martial arts novelist Louis Cha, is owned by colourful Malaysian media baron, Tiong Hiew King, through his Media Chinese International.

Media outlets have periodically been subject to attacks in Hong Kong. The offices of a small independent media outlet were recently ransacked and a car rammed the front gate of the home of Jimmy Lai, publisher of Hong Kong’s popular anti-Beijing newspaper, the Apple Daily.

An incident of such brutality is unusual in the former British colony, which reverted to Chinese rule in 1997.

Hong Kong generally enjoys a high degree of autonomy and freedom, but Beijing’s Communist Party leaders have resisted public pressure for full democracy.

Beijing has agreed in principle for Hong Kong to hold direct elections in 2017, but no specific rules have yet been set on whether open nominations for candidates will be allowed.

#pressfreedom #FreeAJStaff #cookednews #pressfreedom #hongkong

Advertisements

Twitter alla Social Media Week e lo studio Blogmeter sui sentimenti degli utenti

I numeri i protagonisti assoluti di ‘Come si diffonde l’innovazione su Twitter: il mood dei social network’. All’incontro di ieri alla Social Media WeekVincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, ha presentato uno studio inedito sull’utilizzo di Twitter da parte degli italiani.

Cosenza ha anticipato lo studio stilando una classifica d’uso dei Social network in Italia: saldamente in testa Facebook con 22,4 milioni d’utenti al giorno di cui 10 milioni da mobile. Citando i dati di Audiweb/Nielsen ha poi mostrato come Twitter venga visitato da 3,64 milioni di utenti, con una crescita del 111% rispetto al mese scorso, a seguire Linkedin con 2,85 milioni, Google Plus con 2,68m e gli altri social più usati in Italia tra i quali Pinterest.

I dati inediti mostrano come, da uno studio condotto da Blogmeter dal 3 aprile al 3 settembre 2012, siano ben 60 milioni i tweet lanciati in rete. Di questi il 26% contiene un link, il 19% è un retweet, ancora il 26% un hashtag e solo il 5% è geolocalizzato. Infine gli orari: si hanno dei picchi tra le 12 e le 13 e soprattutto tra le 19 e le 20. ‘I giorni in cui si twitta di più – spiega Cosenza – sono il lunedì, mercoledì e venerdì: con un classico riposo nel weekend’.

Ai dati quantizzati sono stati poi affiancati quelli relativi alla semantica e al sentimento mostrando quali siano gli argomenti più discussi e quali gli umori degli italiani che cinguettano su Twitter. Il sentimento della rabbia, ad esempio, è quello che prevale nei tweet relativi alla bomba di Brindisi lo scorso maggio. Quello della paura, invece, domina i tweet relativi al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.

I grafici mostrati raffigurano dei veri e propri sbalzi di umore a seconda di cosa si stia discutendo in quel determinato giorno: dalla rabbia alla paura come visto alla felicità per la vincita di una medaglia d’oro alle ultime olimpiadi.

Finita questa ampia panoramica da parte di Cosenza, all’incontro ha preso la parola Luca Sofri direttore de Il Post per provare a capire il ruolo di Twitter all’interno del panorama informativo: “Noi al post sappiamo le cose che accadono nel mondo prima da Twitter e poi dalle agenzie. E ciò non riguarda solo il tempismo, ma anche l’affidabilità”.

A conferma dei dati presentati da Vincenzo Cosenza, Luca Sofri racconta di come le visite del quotidiano che dirige siano più alte la sera, probabilmente perché si ha più tempo libero per approfondire. A smorzare però gli entusiasmi ci pensa Stefano Quintarelli, ex chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore: ‘L’hype intorno a Twitter è eccessivo, crediamo che raggiunga più persone di quelle che realmente raggiunge. Ci sono delle bolle e solo alcune cose sono rilevanti: esistono comunità di riferimento che portano avanti temi rilevanti, molte altre meno’.

Il riferimento all’uso di Twitter come moda da parte di personaggi famosi e politici è evidente e infatti poco dopo, sentenzia: ‘Alcuni pensano sia come avere un microfono a un convegno: loro parlano e gli utenti ascoltano. Invece Twitter è interazione’. Come per Sofri, anche per Quintarelli Twitter è uno strumento primario per informarsi: ‘Per me non ha sostituito tanto le agenzie, quanto proprio i giornali’.

A Vincenzo Cosenza rivolgiamo una domanda precisa: Cosa succederà ai suoi studi quando e se Twitter chiuderà le Api che permettono di accedere ai dati?. ‘Speriamo non lo facciano: sembrerebbero non intenzionati a punire chi produce metriche e dati su Twitter’, è la risposta.

Giro finale di risposte con domanda comune agli ospiti presenti su quale funzione implementerebbero su Twitter. Tutti concordi nel richiedere una maggiore facilità nella ricerca d’archivio dei tweet passati e, conclude Quintarelli: ‘Un sistema aperto che permetta sempre la possibilità di avere dei dati accessibili’. ( da Daily Wired)

Le tendenze di oggi su Twitter: #agorarai#viaggiare#iPhone5Dreyfus#FFback#Monti#oroscopo#Ilva#smwtorino#solocosebelleSMWtorino

Lo studio è stato diffuso a Torino, durante il social media week ancora in corso in tredici città del mondo  cinque grandi temi, uno per ogni giornata: #PARTECIPARE, #INNOVARE, #PRODURRE, #CREARE, #VIAGGIARE.

SEPTEMBER 24-28, 2012 BARCELONABERLINBOGOTÁCHICAGOGLASGOWHONG.KONGLONDONLOS ANGELESSÃO PAULOSEOULSHANGHAITORINOVANCOUVER

https://twitter.com/
http://socialmediaweek.org/
http://socialmediaweek.org/torino/

Il New York Times scritto in cinese: online la nuova edizione del quotidiano statunitense

   

Più che domandarsi come faranno i cinesi, viene da chiedersi chi leggerà (negli Stati Uniti, per esempio) la nuova versione online del New York Times. Il quotidiano americano ha annunciato ieri il lancio di un’edizione in cinese del suo sito internet, con la speranza di penetrare ‘la grande muraglia’ informatica messa a punto da Pechino per censurare il Web.

In un comunicato, il grande quotidiano americano ha annunciato il lancio a partire da oggi del suo sito in cinese all’indirizzo http://cn.nytimes.com, e fornire ‘una copertura di qualità di eventi politici, economici e culturali mondiali‘.

A tale scopo, il quotidiano ha reclutato una trentina di traduttori e di giornalisti: il sito, i cui contenuti saranno scelti esclusivamente dal giornale senza alcun ‘accordo’ con le autorità locali, offrirà traduzione di articoli scritti in inglese e pezzi originali redatti da collaboratori cinesi a Pechino, Shanghai e Hong Kong. Il server del sito è stato posto fuori dai confini territoriali della Cina.

Il New York Times è già stato sottoposto a censura dal governo cinese insieme a BBC e altri famosissimi portali d’informazione sono  resi inaccessibili alla popolazione del Sol Levante.

Il blocco è stato scardinato soltanto durante gli ultimi Giochi olimpici, poi si è tornati alla normalità. Che in Cina vuol dire siti chiusi grazie a tecnologie sviluppate attraverso Yahoo!, Microsoft e Google. I grandi colossi della tecnologia applicata al Web hanno subito attacchi da parte del regine cinese, che ha più volte tentato di arginarne le potenzialità rivolgendosi al governo americano.

Sono almeno 54 gli utenti Internet, tra cui giornalisti e attivisti per i diritti umani, che in Cina sono attualmente in carcere soltanto per aver utilizzato la Rete.

http://wikileaks.org/
http://wikileaks.org/wiki/Wikileaks/it

Create a free website or blog at WordPress.com.