Salva-Ilva: conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato, la procura presenta secondo ricorso

Taranto manifestazione per IlvaI magistrati della procura di Taranto hanno inviato alla Corte Costituzionale un ricorso contro il decreto legge 207, ribattezzato dai media ‘salva-Ilva‘ e dal presidente del Consiglio Mario Monti ‘salva-Taranto’, sollevando una questione di conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato. Il decreto è stato recentemente convertito in legge dal Parlamento. Non appena la legge ‘recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale’ sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale, la procura presenterà un secondo ricorso alla Consulta basato sugli stessi motivi del primo.

Secondo i magistrati tarantini, riconsegnando gli impianti dell’area a caldo (sotto sigilli dal 26 luglio scorso) all’Ilva e permettendo al colosso industriale di tornare a produrre acciaio, il governo ha di fatto impedito l’esercizio dell’azione penale interferendo con un’indagine ancora in corso. Sugli impianti, infatti, vigeva un sequestro con giudicato cautelare, ordinato dal gip Patrizia Todisco, confermato dal tribunale del Riesame e contro il quale Ilva non ha mai proposto ricorso in Cassazione.

Il prossimo 8 gennaio Ilva ricorrerà al riesame contro il sequestro del prodotto finito e semi-lavorato realizzato nei quattro mesi in cui gli impianti erano sequestrati e l’azienda non era autorizzata a produrre. Si tratta di un milione settecento mila tonnellate di acciaio considerato dai pm provento di reato del valore di circa un miliardo di euro. Secondo quanto riferito da fonti vicine alla procura, in quell’occasione i pm chiederanno al tribunale di valutare il profilo di costituzionalità della legge approvata con larga maggioranza dai due rami del parlamento il 20 dicembre.

Il New York Times scritto in cinese: online la nuova edizione del quotidiano statunitense

   

Più che domandarsi come faranno i cinesi, viene da chiedersi chi leggerà (negli Stati Uniti, per esempio) la nuova versione online del New York Times. Il quotidiano americano ha annunciato ieri il lancio di un’edizione in cinese del suo sito internet, con la speranza di penetrare ‘la grande muraglia’ informatica messa a punto da Pechino per censurare il Web.

In un comunicato, il grande quotidiano americano ha annunciato il lancio a partire da oggi del suo sito in cinese all’indirizzo http://cn.nytimes.com, e fornire ‘una copertura di qualità di eventi politici, economici e culturali mondiali‘.

A tale scopo, il quotidiano ha reclutato una trentina di traduttori e di giornalisti: il sito, i cui contenuti saranno scelti esclusivamente dal giornale senza alcun ‘accordo’ con le autorità locali, offrirà traduzione di articoli scritti in inglese e pezzi originali redatti da collaboratori cinesi a Pechino, Shanghai e Hong Kong. Il server del sito è stato posto fuori dai confini territoriali della Cina.

Il New York Times è già stato sottoposto a censura dal governo cinese insieme a BBC e altri famosissimi portali d’informazione sono  resi inaccessibili alla popolazione del Sol Levante.

Il blocco è stato scardinato soltanto durante gli ultimi Giochi olimpici, poi si è tornati alla normalità. Che in Cina vuol dire siti chiusi grazie a tecnologie sviluppate attraverso Yahoo!, Microsoft e Google. I grandi colossi della tecnologia applicata al Web hanno subito attacchi da parte del regine cinese, che ha più volte tentato di arginarne le potenzialità rivolgendosi al governo americano.

Sono almeno 54 gli utenti Internet, tra cui giornalisti e attivisti per i diritti umani, che in Cina sono attualmente in carcere soltanto per aver utilizzato la Rete.

http://wikileaks.org/
http://wikileaks.org/wiki/Wikileaks/it

Vienna Life Ball 2012: Milla Jovovich conduce la kermesse della lotta all’Aids. Ospite d’eccezione Alek Wek

E’ stato il rosso il colore che ha contraddistinto anche quest’anno il Life Ball 2012, che per la sua ventesima edition ha scelto Vienna, la capitale austriaca. Sotto il segno del fuoco, l’evento internazionale più famoso per la lotta all’Hiv ha avuto come ospite d’onore le modelle Milla Jovovich e Alek Wek.

Fight the flames of ignorance – Combatti le fiamme dell’ignoranza il titolo dell’iniziativa di beneficenza diventata così importante da far concorrenza per popolarità al ballo dell’Opera.

Il colore dominante, negli allestimenti ma anche nei costumi indossati dai partecipanti, che spaziano dal teatro al burlesque, è il  rosso, spesso accompagnato dal nero: il rosso del fiocchetto che simboleggia la lotta all’Aids. Protagonista insieme alla musica, la moda, con il fashion show patrocinato da Vogue Italia: tra le top più famose hanno sfilato Milla Jovovich e Alek Wek.

‘La moda è un piccolo business, una piccola industria, ma abbiamo una voce incredibile e questi sono gli eventi che dobbiamo sfruttare per diffondere i messaggi e raccogliere fondi. Lifeball svolge molto bene il compito’ ha detto la top model.

I 100mila euro dell’Award Crystal of Hope di Swarovski sono andati al progetto operazione Bobbi Bear che si occupa delle bambine vittime di stupro e affette da Hiv in Sudafrica.

http://www.lifeball.org/

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