Viceministri e sottosegretari la carica dei 63: al completo la squadra del governo Letta

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A sorpresa, Consiglio dei ministri serale per la nomina dei sottosegretari di Stato, adempimento necessario perché il nuovo esecutivo Letta affronti a ranghi completi i lavori parlamentari che entreranno nel vivo da martedì, quando si insedieranno le commissioni permanenti di Camera e Senato. La riunione, partita con molto ritardo ma terminata in venti minuti, si è conclusa con il via libera ai nomi dei componenti del governo che coadiuveranno l’azione dei ministri: nella lista Stefano Fassina (Pd) e Luigi Casero (Pdl), nominati vice ministri all’Economia. A Fassina, in particolare, verrà affidata la delega per la riforma fiscale. Sottosegretari all’Economia Pierpaolo Baretta (Pd) e Alberto Giorgetti (Pdl), mentre Giuseppe Beretta, anche lui del Pd, sarà sottosegretario alla Giustizia.

In dettaglio, il comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi vede nominati sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, del Pd, (Editoria e Attuazione Programma), la collega di partito Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo), Sabrina De Camillis, del Pdl, (Rapporti con il Parlamento e coord. attività Governo), Walter Ferrazza, sindaco del Comune di Bocenago (Tn), già candidato con il Mir di Samorì alle ultime Politiche (Affari Regionali e Autonomie), Micaela Biancofiore, del Pdl, (Pari Opportunità), Gianfranco Miccichè, leader di ‘Grande Sud‘, (Pubblica Amministrazione e Semplificazione). Sottosegretari al ministero dell’Interno sono stati invece nominati Filippo Bubbico (Viceministro) e Giampiero Bocci, entrambi del Pd, e il magistrato Domenico Manzione. Questi gli altri incarichi di sottosegretario o viceministro decisi dalla riunione dei ministri, 23 dei quali sono di area Pd, 10 di area Pdl, 5 di area Scelta Civica, 2 di area Grande sud.

Affari Esteri 
Lapo Pistelli, responsabile Esteri del Pd, (Viceministro)
Bruno Archi, Pdl, già consigliere diplomatico di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, (Viceministro)
Marta Dassù, già membro tecnico del governo Monti (Viceministro)
Mario Giro, esponente della Comunità di . Egidio (in “quota” Scelta civica)

Giustizia 
Giuseppe Beretta (Pd)
Cosimo Ferri, magistrato, segretario di Magistratura indipendente

Difesa
Roberta Pinotti (Pd)
Gioacchino Alfano (Pdl)

Sviluppo Economico 
Carlo Calenda, Scelta civica, (Viceministro)
Antonio Catricalà, già sottosegretario al Palazzo Chigi del Governo Monti (Viceministro)
Simona Vicari (Pdl)
Claudio De Vincenti, già sottosegretario allo stesso ministero nel Governo Monti

Infrastrutture e Trasporti
Vincenzo De Luca Pd, sindaco di Salerno (Viceministro)
Erasmo De Angelis , presidente di Publiacqua Toscana
Rocco Girlanda (Pdl)

Politiche Agricole Forestali e Alimentari 
Maurizio Martina (Pd)
Giuseppe Castiglione (Pdl)

Ambiente, Tutela del territorio e del mare 
Marco Flavio Cirillo (Pdl)

Lavoro e Politiche sociali 
Cecilia Guerra, senatrice Pd, già sottosegretario del ministero del Lavoro nel governo Monti (Viceministro)
Jole Santelli (Pdl)
Carlo Dell’Aringa (Pd)

Istruzione, Università e Ricerca 
Gabriele Toccafondi (Pdl)
Marco Rossi Doria, già sottosegretario all’Istruzione del Governo Monti
Gianluca Galletti (Unione di centro)

Beni, Attività culturali e turismo
Simonetta Giordani, ‘renziana’ in quota Letta
Ilaria Borletti Buitoni (Scelta civica)

Salute 
Paolo Fadda (Pd)

L’accordo raggiunto nel pomeriggio tra Pd-Pdl e Scelta civica individua dunque 40 sottosegretari, di cui 10 sono viceministri, rispettoso del ‘tetto’ di 63 componenti di governo, compresi i ministri senza portafoglio, fissato dalla Finanziaria 2008. I ministri, con il premier e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sono infatti già 23. A spingere il premier ad accelerare i tempi con una convocazione inaspettata del Consiglio dei ministri, le pressioni dei partiti, che nelle ultime ore hanno stretto d’assedio palazzo Chigi imponendo a Letta un tour de force di colloqui ed incontri – affiancato dal ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini – con il plenipotenziario del Pdl Denis Verdini e i capigruppo parlamentari della sua maggioranza. Respinta la richiesta di Verdini di allargare il numero complessivo dei posti di sottogoverno, Letta avrebbe fatto leva sulla necessità di dare un segnale positivo ai cittadini evitando un ulteriore aumento dei costi della politica.

Al termine del Consiglio dei Ministri, il comunicato di Palazzo Chigi precisa che ‘ai Sottosegretari parlamentari, come già annunciato dal Presidente del Consiglio nel discorso alle Camere, non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo. Inoltre gli uffici di diretta collaborazione dei Viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei Sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina’.

Su Twitter: #viceministri#sottosegretari#Miccichèbiancofiore

http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html

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Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato a Palazzo Chigi: ‘Volevo uccidere i politici’

++ SPARI P.CHIGI: FERITORE NON HA PRECEDENTI PENALI ++Lo sparatore – che secondo gli investigatori, era stato fermato dai militari mentre tentava di raggiungere l’ingresso di Palazzo Chigi,  ha aperto il fuoco con una pistola calibro 7.65 contro i carabinieri per uccidere – è stato subito immobilizzato dagli altri agenti presenti sul posto, dopo aver abbozzato un tentativo di fuga: si chiama Luigi Preiti, 49 anni è originario di Rosarno, in Calabria, ma viveva in Piemonte, in provincia di Alessandria, da molti anni. Secondo fonti investigative non avrebbe precedenti penali gravi. Avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. L’uomo non è dunque legato alla ‘ndrangheta, secondo quando emerge dalle prime ricerche effettuate dagli investigatori reggini. Fonti investigative qualificate affermano che, dopo la separazione dalla moglie e la perdita del lavoro, l’uomo sarebbe però finito nel giro dei videopoker, come conferma in un’intervista  un’amica di famiglia. L’uomo ha confessato: ‘Volevo uccidere i politici‘.

Il magistrato che l’ha interrogato.
 ‘E’ un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri’. Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. ‘Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata’. Dove ha trovato l’arma? ‘La provenienza è quella delle armi clandestine’, ha spiegato il magistrato.

Il fratello. Notizie sullo stato di depressione e di agitazione dell’uomo parzialmente confermate da Arcangelo Preiti, il fratello dello sparatore. ‘Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e  intraprendente… Ora sento queste notizie e mi crolla tutto addosso…’. ‘Lui viveva a Predosa, poco lontano da me. Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre… Problemi psichici? No, no… Da 49 anni a questa parte no…’, dice Arcangelo Preiti. ‘Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori, non lo vedo e non lo sento da agosto’. L’uomo ha anche un figlio di dieci anni. ‘I miei genitori quando li ho chiamati non sapevano ancora nulla – aggiunge Arcangelo Preiti -, sono rimasti sconvolti anche loro e non sanno come spiegarsi una cosa del genere’. ‘Non c’è affiatamento fra noi, ma siamo sempre fratelli. Ci sentivamo con mia mamma e mia mamma diceva ‘tutto a posto’. Non ho idea se puntasse ai politici, non so cosa rispondere. Non era contrario a nessuna forza politica, non so cosa gli sia successo’.

Luigi Preiti si era separato dalla seconda moglie nel 2011 e da allora aveva lasciato la provincia di Alessandria ed era tornato a vivere con genitori a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo è tornato in Calabria dopo una lontananza dal paese d’origine di circa vent’anni, intervallata solo dalle vacanze estive. Anche a Rosarno, Preiti ha continuato a lavorare nell’edilizia, come manovale. Si procurava lavoretti da operaio, vivendo alla giornata.

La ex moglie. ‘Sono sconvolta, non riesco ancora a credere che lo abbia fatto’: sono le poche parole con cui l’ex moglie Ivana, ha commentato l’azione dell’ex marito. Separati da tempo, la donna non ha più avuto contatti con lui da diversi mesi. L’ultima volta che Luigi Preiti era stato a Predosa e l’aveva incontrata è stato lo scorso anno per la Prima Comunione del figlio, che ha 11 anni.

Il sindaco di Rosarno. ‘So che si era trasferito in Piemonte da una ventina d’anni, qualche volta tornava in Calabria per le vacanze. Quando viveva qui faceva il muratore, non ha mai dato segnali evidenti di di disagio’, dice all’Adnkronos il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi. ‘Non so a cosa sia dovuto questo gesto ma credo che dovremmo trarre lezione e andare cauti, c’è un disagio sociale fortissimo soprattutto qui da noi’, ha concluso.

Le immagini delle telecamere di sicurezza. Passo normale, sguardo dritto davanti a sé, mani in tasca: così Luigi Preiti è arrivato davanti a palazzo Chigi, dove ha sparato a due carabinieri. La dinamica della sparatoria è stata ripresa da almeno tre telecamere di sicurezza montate all’esterno di palazzo Chigi e di Montecitorio. Chi ha potuto visionare il filmato descrive così le immagini: ‘Preiti si è avvicinato provenendo da piazza Montecitorio. Quando è arrivato vicino alla camionetta dei carabinieri, i militari gli hanno fatto segno di fermarsi, in quanto proprio in quel momento si stava chiudendo la piazza in vista dell’arrivo dei ministri dopo il giuramento al Quirinale‘. A quel punto, raccontano le fonti, ‘l’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco contro i due carabinieri’. Dalle immagini si vede Preiti che spara ad altezza uomo e uno dei due carabinieri che finisce a terra. Si vedono anche una bambina che si porta le mani alle orecchie per coprire il rumore degli spari e tre persone che si riparano dietro la garitta all’angolo di palazzo Chigi. Una di queste sarebbe la donna incinta rimasta lievemente ferita. Anche un bambino, di circa tre anni, secondo fonti di polizia si sarebbe contuso il volto, cadendo a terra nella fuga. Le ultime immagini riprendono Preiti in terra, bloccato dagli uomini della sicurezza e altre decine di  poliziotti e carabinieri che invitano la gente a lasciare la piazza. Poi l’arrivo delle ambulanze. Secondo le stesse fonti, e come dimostrano le riprese delle telecamere, Preiti non ha mai varcato le transenne di piazza Colonna, che proprio in quel momento era stata chiusa. Nonostante ciò i sei bossoli rinvenuti sulla scena, sono stati tutti trovati all’interno della piazza, qualche metro oltre le transenne. Una circostanza che gli investigatori ritengono perfettamente compatibile con la dinamica fin qui accertata, visto che i bossoli vengono espulsi dall’arma e visto il trambusto seguito all’accaduto.

Le indagini e le perquisizioni. Preiti era arrivato nella capitale ieri in treno (durante il viaggio era stato anche controllato da una pattuglia della polizia ferroviaria che non aveva riscontrato problemi, essendo lui incensurato) ed ha alloggiato in un hotel del centro. Sembra provenisse dalla Calabria dove si era trasferito dopo la separazione. L’albergo dove ha alloggiato Preiti è stato perquisito. Accertamenti sono stati attivati per capire la provenienza della pistola. Altre perquisizioni sono state eseguite nella casa della ex moglie a Novi Ligure, del fratello, a Pedrosa e dei genitori, a Rosarno. In quest’ultima perquisizione, i carabinieri hanno portato via alcune buste contenente documenti e altro materiale appartenente a Luigi Preiti.

Voleva suicidarsi. Fonti governative hanno confermato che lo sparatore non aveva il porto d’armi. ‘Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio’: cosi, secondo quanto riferito all’ANSA da forze dell’ordine presenti sul posto, Luigi Preiti si è rivolto agli agenti che lo hanno bloccato. ‘E’ apparso freddo e lucido’, riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all’arresto. Quando è stato bloccato dai carabinieri è finito in terra sbattendo la testa. All’uomo, che è in stato di arresto, è stato applicato un collare medico. Si è appreso che l’uomo avrebbe voluto suicidarsi subito dopo aver sparato ai carabinieri, ma che non ha potuto farlo avendo esaurito i colpi della pistola.

Paura e tensione. Panico nella piazza tra i presenti dove è immediatamente scattato lo ‘stato di massima allerta‘. Sono accorse decine di auto delle forze dell’ordine mentre a Palazzo Chigi si stava tenendo il giuramento del Governo Letta. La polizia scientifica ha ritrovato a terra almeno sei bossoli.

Su Twitter #sparatoria#preitiluigi preiti#carabinieri#palazzochigi

Chi è Cécile Kyenge, prima ministro di colore a occuparsi di Integrazione

KyengeCécile Kyenge Kashetu è un medico oculista italiano, nata nella Repubblica democratica del Congo nel 1964. Eletta alla Camera nelle elezioni di febbraio, è stata nominata da Enrico Letta ministro per l’Integrazione dopo essere stata responsabile delle politiche dell’immigrazione del Partito democratico in Emilia Romagna.

Da sempre è in prima linea per i diritti dei migranti e per quello di cittadinanza: leggi la sua intervista al blog ‘La città Nuova’ del 26 marzo. Tra le sue battaglie da attivista, la libera circolazione, una nuova legge sulla cittadinanza e l’abrogazione della Bossi-Fini. Dal settembre 2010 è portavoce nazionale della rete Primo Marzo per cui si occupa di promuovere i diritti dei migranti e i diritti umani.

‘IL SEGNO DEL CAMBIAMENTO’ Kyenge, primo ministro di colore in un governo italiano, ha accolto questa nomina, da parte di Enrico Letta, come ‘una decisione che segna il passo decisivo per cambiare concretamente l’Italia e il modo di vedere un’integrazione che è già presente nel Paese‘. Dopo aver espresso la sua soddisfazione e il suo ringraziamento il ministro per l’Integrazione ha spiegato: ‘Il mio percorso è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del Partito Democratico: io sono la portavoce di una politica fatta all’interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della società civile che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza’. La stessa Livia Turco si è detta ‘profondamente emozionata’.

Su Twitter Cécile Kyenge

Nasce il governo Letta, domenica il giuramento, poi alle Camere

nuovo governo LettaL’annuncio alle ore 17.20: 61 giorni dopo le elezioni, l’Italia ha un nuovo governo. Domenica il giuramento, poi alle Camere.

Dopo lunghe e convulse trattative Enrico Letta arriva al traguardo: sabato pomeriggio ha sciolto la riserva e presentato la sua squadra di Governo. Salito al Colle alle 15 per sottoporla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poco dopo le 17.15 ha presentato l‘elenco dei ministri. Sessantuno giorni dopo le elezioni Politiche, e 127 giorni dopo le dimissioni di Mario Monti, quindi, l’Italia ha un nuovo esecutivo.

LA SQUADRA – Angelino Alfano guiderà il ministero degli Interni, Emma Bonino quello degli Esteri. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento è Dario FranceschiniGiampiero D’Alia quello per la Pubblica amministrazione, Anna Maria Cancellieri quella della Giustizia, Fabrizio Saccomanni quello dell’Economia, Enrico Giovannini quello del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Chiara Carrozza quella per l’Istruzione. Le Riforme costituzionali vanno a Gaetano Quagliariello. Il ministero delle Politiche Agricole è stato affidato a Nunzia di Girolamo (che in Veneto ricordano per la polemica sui contadini). Tra le tante donne, il ministro Cécile Kyenge, medico oculista nato nella Repubblica Democratica del Congo, che si occuperà dell’Integrazione. È nata all’estero, in Germania, anche Josefa Idem, ministro delle Pari opportunità e dello Sport. Alla Difesa Mario Mauro, Flavio Zazonato allo Sviluppo, Trasporti Infrastrutture Maurizio Lupi, Salute Beatrice Lorenzin, Ambiente Andrea Orlando, Beni culturali e Turismo  Massimo Bray, Coesione territoriale Carlo Trigilia, Affari europei Enzo Moavero Milanesi, Affari regionali Graziano Delrio.

I primi passi dell’esecutivo di Letta, 46 anni, saranno il giuramento davanti al Capo dello Stato, domenica mattina alle 11,30, e la presentazione per la fiducia davanti alle due Camere.

‘Voglio premettere alla lettura della lista ancora una profonda gratitudine nei confronti del presidente della Repubblica per questa fiducia – ha esordito Letta alle 17.20 -, e aggiungere parole di sobria soddisfazione per la squadra che siamo riusciti a comporre, per la disponibilità dimostrata, per le competenze che si sono messe al servizio del Paese, per il record di presenza femminile e per il ringiovanimento complessivo della compagine di governo’.

‘È GOVERNO POLITICO’ – Subito dopo Letta ha preso la parola Napolitano, che ha commentato: ‘Vorrei aggiungere solo semplicissime parole a commento della presentazione della squadra di governo effettuata dall’onorevole, dal presidente Letta – ha annunciato. Innanzitutto non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo. È un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare. È un governo nato dall’intesa delle forze politiche che insieme garantiranno la fiducia nelle due Camere. Era ed è l’unico governo possibile in un momento in cui non si poteva più aspettare oltre per le sorti del nostro Paese’.

Ecco i nomi e gli incarichi dei ministri che fanno parte del governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa – Mario Mauro
Esteri – Emma Bonino
Giustizia – Anna Maria Cancellieri
Economia – Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello
Sviluppo – Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture – Maurizio Lupi
Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute – Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini
Ambiente – Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale – Carlo Trigilia
Affari europei – Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali – Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini
Integrazione – Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

(fonte Corsera)

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