Mauro Biani su Svizzera e immigrati

Mauro Biani su Svizzera e immigrati #Cookednews

Gli svizzeri hanno approvato un referendum ‘contro l’immigrazione di massa’: i sì hanno raggiunto il 50,3%. Lo ha riferito l’agenzia di stampa svizzera Ats.

L’iniziativa ‘Contro l’immigrazione di massa’ approvata oggi di stretta di misura in Svizzera vuole limitare i permessi di dimora per stranieri con ‘tetti massimi annuali e contingenti annuali’ applicabili a tutti i permessi per stranieri, inclusi i cittadini dell’Ue, i frontalieri e i richiedenti asilo.

Di seguito i principali passaggi del testo approvato.

– ‘La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri. Il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali. I tetti massimi valgono per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso. Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato’.

– ‘I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri; essi devono comprendere anche i frontalieri. Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma. Non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al presente articolo’.

– I trattati internazionali che contraddicono all’articolo ‘devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni’.

La Commissione europea ‘si rammarica del fatto che un’iniziativa per l’introduzione di limiti quantitativi all’immigrazione sia stata approvata. Questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l’Ue e la Svizzera’. Così la Commissione Ue commenta l’esito del referendum svizzero che limita l’immigrazione di massa.

I risultati definitivi sono giunti al termine di un testa a testa che ha tenuto con il fiato sospeso il Paese per tutto il pomeriggio. L’iniziativa, promossa dal partito di destra ed antieuropeista dell’Unione democratica di centro (Udc/Svp) chiede la reintroduzione di tetti massimi e contingenti per l’immigrazione di stranieri. Ponendo in pericolo gli accordi di libera circolazione con l’Unione europea, la maggior parte dei quali dovranno verosimilmente essere rinegoziati. Secondo i dati definitivi, l’iniziativa l’ha spuntata con sole 19.516 schede, ottenendo 1.463.954 voti favorevoli, contro 1.444.438 voti contrari. A schierarsi a favore un totale di 17 cantoni, tra cui il Ticino con la più alta percentuale di Sì (68,17%). Nove i cantoni contrari.

SVIZZERA: 8 MLN ABITANTI, STRANIERI AL 23,3% – SCHEDA

Al centro dell’Europa, ma non membro dell’Unione europea, la Svizzera – che oggi ha reintrodotto con un voto popolare le quote sull’immigrazione – ospita una popolazione straniera pari al 23,3 % degli 8 milioni di abitanti del Paese. Tra gli immigrati, gli italiani sono tra i piu’ numerosi. A fine aprile 2013 la Svizzera contava infatti 1.846.500 stranieri domiciliati (57.175 in più rispetto all’anno precedente), due terzi dei quali provenivano da Stati dell’Unione europea e dell’Associazione europea di libero scambio (Efta), secondo le statistiche ufficiali.

I gruppi più cospicui sono quelli degli Italiani (circa 290mila) e dei tedeschi (piu’ di 280mila), ciascuno dei quali con una quota del 16%, seguiti dai portoghesi (13%). Dall’introduzione dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Ue, nel 2002, il bilancio migratorio è stato particolarmente importante con la Germania (circa 16.100 persone all’anno) e il Portogallo (circa 8.700 persone all’anno), ma il maggior aumento del numero d’immigrati tra il 2011 e il 2012 è stato osservato tra le persone provenienti dai Paesi dell’Europa meridionale, ovvero da Grecia (+44,8%), Spagna (+36,2%) e Italia (+28,1%). La Svizzera ed il suo benessere economico attirano inoltre molti frontalieri dai Paesi confinanti ed in particolare da Germania (56.920), la Francia (145mila) e l’Italia, oltre 65mila quasi tutti in Ticino. La manodopera straniera è considerata un elemento importante del mercato del lavoro svizzero ed i lavoratori stranieri svolgono un ruolo importante nel settore secondario.

L’esito era già previsto sul filo del rasoio per il referendum ‘Contro l’immigrazione di massa‘. Globalmente, la Svizzera francofona ha tendenzialmente votato contro l’iniziativa, mentre in Ticino e nei Cantoni di lingua tedesca la maggioranza ha votato a favore.

Schulz, populisti sfrutteranno no a immigrazione – Un sì alla quote sugli immigrati comunitari in Svizzera ”rischia di essere sfruttato” dai populisti in vista delle elezioni europee di fine maggio. Lo teme il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che lo ha detto in una intervista pubblicata oggi dal domenicale svizzero NZZ am Sonntag, citata dal Financial Times online. ‘Temo che un sì in Svizzera possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno alla Ue’, aggiunge il candidato alla presidenza della Commissione europea. L’Ft ricorda ricorda che un eurodeputato conservatore britannico, David Campbell Bannermann, ha chiesto la definizione di quorte da ogni singolo paese comunitario se la Gran Bretagna deciderà di lasciare l’Unione nel 2017.

Bocciato testo su finanziamento privato aborto  – E’ stato ufficialmente bocciato dagli svizzeri il referendum sull’aborto: l’iniziativa, che chiedeva che l’interruzione di gravidanza e l’embrio-riduzione non siano più coperte dall’assicurazione obbligatoria di base, è stata bocciata da una maggioranza dei cantoni. Secondo le proiezioni almeno il 70% dei votanti ha respinto il testo. Il governo svizzero e la maggioranza del parlamento avevano raccomandato di respingere l’iniziativa. Intitolata ‘Il finanziamento dell’aborto è una questione privata’ era stata promossa da un comitato interpartitico, composto essenzialmente di cristiani conservatori.

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Monti: ‘nessun complotto in campagna elettorale, ma niente soluzioni magiche’

Italiano: Mario Monti

Italiano: Mario Monti (Photo credit: Wikipedia)

‘Ci sono soggetti sui mercati che cercano di fare i propri interessi, ma non credo che ci siano complotti di forze occulte’. Mario Monti, ospite di Uno Mattina, esclude una ‘cospirazione’ degli attori economici internazionali per condizionare la campagna elettorale italiana e difende il ruolo dell’Europa e dell’eurozona.

‘Fare qualcosa per aiutare altri a superare passaggi difficili è anche nel nostro interesse. E’ questo che dovremmo imparare in Europa. Ho detto a Hollande ‘E’ inutile chiamare solidarietà quanto porta vantaggi anche a noi’ .

‘Sarei felice di apprendere la ricetta utile a salvare l’Italia e allo stesso tempo garantire la crescita’, ha detto ancora Monti alludendo alla recessione che attraversa il paese. ‘Cadere nel precipizio avrebbe reso ad altri un giro in Italia una piacevole passeggiata di conquista’. ‘Abbiamo duramente operato per avere un Piano europeo per la crescita e il meccanismo scudo anti spread, ottenuto perché si è riconosciuto che l’Italia non scaricava su altri problemi che aveva in casa propria’.

‘Le due velocità dell’Europa ci sono: alcuni Paesi sono nell’euro altri no… Ma dal punto di vista economico la situazione è variabile. Dieci anni fa il grande malato dell’Europa era la Germania. (…) E’ pericolosissimo se queste temporanee differenze alimentano stereotipi: il Nord virtuoso, il Sud vizioso. Contro questo in sede di Consiglio europeo mi batto da sempre’.

‘In campagna si presentano soluzioni magiche ai cittadini per seguire i loro istinti viscerali. Ma il politico deve prospettare un futuro, non promettere ciò che non può essere mantenuto. E’ importante trattare i cittadini non come sciocchi ma come cittadini maturi’, ha aggiunto Monti.

‘I mercati constateranno che in Italia c’è un Governo nel pieno dei suoi poteri ma dobbiamo stare attenti e spazzare via alcuni miti: ciò che un Paese fa non è vero che non ha rilievo perché conta solo la Bce. (…) La Banca centrale è una, eppure lo spread spagnolo e italiano negli ultimi mesi hanno avuto andamenti diversi. Il più piccolo dei miei nipoti ha sentito alla tv che parlavano dello spread e ha detto a mia figlia: ‘Mamma, ma spread sono io’, perché a scuola lo chiamano ‘spread’.

‘La crescita dello spread mi preoccupa – ha detto Monti – è un fenomeno che va preso con una certa calma e freddezza. Non ero io, ma la più autorevolmente la Banca d’Italia a sostenere che il nostro spread fosse di 200 punti in eccesso. Adesso io spero che i mercati constateranno che l’Italia non è priva di governo, esiste un governo con i suoi poteri fino a quando un nuovo governo arriverà’.

‘Ma certamente – ha proseguito Monti rispondendo indirettamente alle parole di Silvio Berlusconi – dobbiamo stare molto attenti e anche spazzare via alcuni miti, come quello secondo il quale ciò che un Paese fa non avrebbe rilievo per il proprio spread e che sarebbero solo gli interventi della Bce’ a muoverlo. ‘Gli interventi sono molto importanti ma abbiamo visto che dall’estate del 2011 malgrado massicci interventi della Bce in difesa dei titoli italiani lo spread aumentava. Tredici mesi fa quando questo governo è entrato in funzione lo spread italiano era molto al di sopra di quello spagnolo, oggi è 100 punti al di sotto: la Banca Centrale è una e i nostri due spread sono andati in maniera molto diversa. Spero che anche in questo – ha sottolineato – non si trattino i cittadini come più sprovveduti di quanto siano’.

‘La politica è prima di tutto cultura, orientare la testa delle persone. Qualunque veste mi tocchi in futuro questo continuerò a farlo, si vedrà’.

Ue: sono cinque i Paesi contrari al fondo di solidarietà dopo il terremoto in Emilia

Cinque Paesi europei si sono oggi detti contrari allo stanziamento di una cifra supplementare di 670 milioni nel bilancio Ue di quest’anno per sostenere l’Italia negli interventi di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto dell’Emilia nel maggio scorso.

‘Fondo di solidarietà per l’Italia dopo il terremoto: tutti d’accordo sugli aiuti. Cinque Paesi non vogliono pagare’, dice Patrizio Fiorilli, portavoce del commissario Ue al Bilancio, Janusz Lewandowski.

Da quello che riferiscono fonti comunitarie, il blocco sarebbe dovuto soprattutto al fatto che i 5 Paesi in questione (Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna) vorrebbero spalmare la spesa sul bilancio del 2013 e non su quello del 2012 come proposto dalla Commissione.

Clara Schumann protagonista del doodle Google di oggi

Chi era Clara Schumann? Pianista e compositrice tedesca è la protagonista del doodle Google di oggi. Mountain View per ricordare i 193 anni della sua nascita e il suo ruolo nella musica del diciannovesimo secolo, le ha dedicato il logo del motore di ricerca con il quale poter soddisfare i nostri interrogativi quotidiani. Il disegno mostra Schumann alla tastiera di un pianoforte, con un gruppo di bambini.

Clara Josephine Wieck, diventa Schumann dopo il matrimonio, nacque a Lipsia in Germania il 13 settembre del 1819. Quando aveva quattro anni, i suoi genitori si separarono: lei rimase con il padre, che le fece coltivare il suo spiccato talento per la musica. A otto anni Clara tenne un piccolo concerto nell’abitazione del direttore della casa di cura per malati psichiatrici che sorgeva nei pressi della città. Lì incontro un altro giovane pianista, Robert Schumann, che aveva diciassette anni. Il ragazzo rimase molto colpito dall’esibizione di Clara e ottenne il permesso dalla madre di interrompere gli studi in legge, così da poter frequentare con assiduità casa Wieck e ricevere lezioni di piano insieme con la giovane pianista.

Schumann, che sarebbe poi diventato uno dei più importanti compositori del periodo romantico tedesco, si trasferì per un anno nella casa di Clara. I due divennero buoni amici e qualche anno più tardi, nel 1840, si sposarono.

Fu tra i primi pianisti a eseguire i concerti a memoria senza utilizzare gli spartiti, a proporre interpretazioni e variazioni sul tema di altri compositori e a inserire quasi sempre nei programmi almeno un brano da lei composto. Contribuì a introdurre nuove tecniche per suonare il pianoforte, alcune delle quali sono utilizzate ancora oggi. Ebbe poi il merito di promuovere sempre le composizioni del marito, che deve buona parte della propria fama proprio al lavoro di promozione di Clara condotto dopo la sua morte oltre a essere una delle prime donne compositrici.

Nel doodle di Google di oggi è mostrata insieme con otto bambini, i figli avuti da Robert Schumann. La grande passione per il pianoforte e la fama furono gli aspetti più felici di una vita molto difficile. Quattro dei suoi otto figli e il marito Robert Schumann morirono prima di lei e un altro figlio fu rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dove vi rimase fino al giorno della sua morte. Negli ultimi anni di vita Clara Schumann fu costretta su una sedia a rotelle e divenne quasi completamente sorda. La sua storia interessò diversi storici della musica e affascinò scrittori. Nel 1947 l’attrice Katharine Hepburn interpretò il suo ruolo nel film Canto d’amore, ispirato alla storia sentimentale tra Clara e Robert, che contribuì a farla conoscere a un pubblico più ampio e popolare.

L’ultimo concerto pubblico di Clara Schumann si tenne nel marzo del 1891. Cinque anni dopo, morì a causa di un infarto quando aveva 76 anni. È sepolta nel cimitero di Bonn insieme con il marito Robert.

Breve parentesi, ieri nei Paesi Bassi, Netherlans, era l’Election Day, il giorno delle elezioni e anche in quel caso Google regala un doodle di omaggio.

www.google.com/doodles/

Si torna a scuola: da domani in 8milioni sui banchi. Rivoluzione Profumo, niente carta

Mentre a Padova  la Guardia di Finanza sequestra oltre 1,6 milioni di prodotti di cancelleria pericolosi o contraffatti, nell’ambito dell’operazione ‘Back 2 school’ contro il commercio illegale, a Torino La Stampa, il quotidiano piemontese fa il punto su cosa vuol dire andare a scuola nel 2012 dopo le prime applicazioni del tecnico Profumo, il ministro all’Istruzione del Governo Monti, e il via di domani, prima giornata di scuola, dopo la partenza di giorno 5 nelle strutture altoatesine, e quella dei prossimi giorno nel resto di Italia, saranno 8 milioni gli studenti a sedersi sui banchi di scuola.

Questa settimana la campanella scolastica suonerà per tutti – o quasi – gli otto milioni di studenti delle scuole italiane. I primi ad andare in classe sono stati i ragazzi altoatesini che hanno iniziato già il 5 settembre. Oggi sarà la volta dei ragazzi della Val d’Aosta, domani a quelli del Molise e mercoledì Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Giovedì toccherà a laziali e campani. Venerdì sarà il primo giorno di scuola in Sicilia, mentre gli ultimi ad entrare in classe saranno i ragazzi fra una settimana esatta gli studenti di Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia. Sarà il primo anno messo a punto per intero dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, e l’accento sarà tutto sulla rivoluzione digitale che dovrà portare a bandire il più possibile ogni forma di carta dagli istituti scolastici.

LIBRI
Ogni famiglia spenderà 100 euro in più per i testi

Si spenderanno cento euro in più rispetto allo scorso anno. È l’aumento medio previsto per i libri di testo per l’anno scolastico in apertura dal Movimento dei Consumatori. Se nel 2011 le famiglie avevano speso circa 400 euro per l’acquisto dei libri (compreso l’acquisto di dizionari e articoli per la scuola) ora invece spenderanno 500 euro (dato riferito ai licei, negli istituti professionali la spesa è minore). Per risparmiare i libri si possono anche comprare al supermercato. Da Auchan alla Coop ormai anche i le grandi catene vendono libri scolastici e, secondo un’indagine di Altroconsumo, sono in grado di proporre sconti che vanno dal 15% al 20%.

La grande distribuzione non teme confronti anche sull’acquisto del corredo scolastico. Secondo il Movimento Consumatori per un corredo di marca acquistato negli ipermercati si spendono in media 72 euro a Bari, 79 euro a Roma e 82 euro a Milano contro i 107 euro di Bari, i 119 di Roma e i 132 di Milano se si decide per l’acquisto al dettaglio.

Ma le buone notizie riguardano quest’anno anche le cartolibrerie dove sono in calo i prezzi dei diari non di marca in tutte e tre le città campione (-83% addirittura a Milano), ci sono sconti sui quadernoni non di marca e anche su quelli “griffati”, le offerte sugli astucci senza griffe e un calo fino al 7% dei prezzi degli zaini.

DIDATTICA
Entro 12 mesi programmi multiculturali

Ormai per quest’anno è andata com’è andata, ma dal prossimo qualcosa cambierà nello studio alle elementari e alle medie. Dopo una lunga attesa è stata pubblicata la bozza per i nuovi programmi, che è all’esame del Consiglio di Stato per un parere.

La Lega è ormai un ricordo del passato, elementari e medie del futuro saranno sempre più scuole multiculturali e anche i programmi dovranno rispecchiare questa nuova realtà. Dovrà essere garantita la libertà di religione e dovranno essere previsti percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi di tutti gli allievi. In particolare per gli alunni con cittadinanza non italiana tutti i prof, non solo quelli di italiano, dovranno adattare i programmi alle loro esigenze. E soprattutto i programmi di storia dovranno essere aggiornati per diventare multiculturali.

Cadono molti tabù. Imparare l’italiano significa accettare le basi degli studenti, anche i dialetti, e gli idiomi locali. E comunque vanno tenute in considerazione anche le espressioni «locali», di strada e gergali. Calcolatrici e computer sono caldamente consigliati in matematica.

BIBLIOTECHE
Il rebus dei prof ‘inidonei’

Sotto i vari tagli della spending review sono finiti anche i docenti inidonei, professori che per motivi di salute fisica o psichica hanno chiesto, ed ottenuto, di non essere più utilizzati per l’insegnamento, professione che richiede un impegno che non sempre si riesce a garantire.

Fino ad ora venivano utilizzati all’interno delle segreterie, di biblioteche scolastiche o in altre mansioni.

A loro scelta, dallo scorso anno, potevano essere inseriti a pieno titolo nelle segreterie diventando a tutti gli effetti «assistenti amministrativi». Con il decreto Spending review di luglio la scelta diventava un obbligo, togliendo quindi posti liberi a chi era nelle graduatorie di assistenti amministrativi ormai da anni. Ma anche privando di sostegno le biblioteche scolastiche. Dopo un mese di proteste, scioperi della fame e lettere che raccontano le storie e il lavoro svolto all’interno delle scuole da questi prof che lontani dall’insegnamento in classe riescono a svolgere laboratori di approfondimenti preziosissimi nelle biblioteche scolastiche, il ministro ha promesso di approfondire la questione per arrivare a una soluzione.

SUPPLENTI
In ritardo le nomine di 50 mila sostituti

Anche quest’anno, al 31 agosto, ci sono circa 50mila supplenti in attesa di conoscere il proprio destino. Il ritardo nelle nomine è uno dei problemi cronici della scuola italiana. L’organico di diritto dei docenti per il prossimo anno scolastico, secondo i dati della Flc Cgil, è di 600.839 persone, a cui vanno aggiunti 63.348 insegnanti di sostegno, per un totale di 664.187 docenti. Ma di fatto la scuola ha 625.878 docenti, cui vanno aggiunti 90.469 di sostegno, per un totale di oltre 716mila insegnanti. In pratica, significa che poiché non è stata realizzata la stabilizzazione dell’organico, ogni anno a settembre i dirigenti scolastici devono chiamare 50mila supplenti, tra cui 30mila insegnanti di sostegno, per sopperire ai vuoti nelle classi. Il primo passo è chiamare dalle graduatorie a esaurimento, dopodiché, nel caso di mancate disponibilità sufficienti, si passa al personale precario delle graduatorie d’istituto. Vanno a rilento anche le nomine dei 21mila nuovi docenti immessi in ruolo quest’anno.

SICUREZZA
Troppi gli istituti a rischio sisma

Solo il 45% delle scuole ha un certificato di agibilità statica contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia. Sono i dati contenuti in uno studio di KRLS Network of Business Ethics. Quello dell’edilizia scolastica è uno dei problemi principali delle scuole alle prese con una cronica mancanza di fondi.

Quest’anno per la prima volta un sindaco ha disposto con un’ordinanza di non aprire le scuole materne, elementari, medie e superiori della città, Campobasso, per la mancanza del certificato di prevenzione degli incendi. Una situazione che – ha spiegato il sindaco – è comune a circa 48 mila scuole in Italia. Il Codacons, infatti, ha chiesto ai sindaci di tutt’Italia di ‘chiudere gli istituti scolastici non a norma e di rinviarne l’apertura a data da destinarsi’. Una richiesta bocciata dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: ‘Credo che le scuole debbano essere aperte’.

STRANIERI
Il 9% degli alunni è figlio di immigrati

Il record di stranieri in classe resta alla scuola statale ‘Lombardo Radice’ nel quartiere multietnico di San Siro a Milano dove su 19 alunni, 17 sono figli di immigrati e non hanno la cittadinanza italiana. Ma la presenza dei bambini stranieri è in crescita un po’ ovunque anche quest’anno, almeno negli istituti statali. Sono un esercito di 254.644 bambini, pari al 9% del totale della popolazione scolastica, secondo gli ultimi dati Miur relativi allo scorso anno. Al primo posto l’Emilia Romagna dove sono stranieri complessivamente 31.359, di cui 31.011 nelle scuole statali, pari al 16,9% degli iscritti alla scuola pubblica primaria. Nelle paritarie la percentuale scende al 2,9%. In Liguria gli stranieri arrivano quasi al 12%, in Friuli Venezia Giulia sono circa il 10% degli iscritti alla primaria. Nelle scuole valdostane, invece, sono 540 alunni non italiani su un totale di 5.847 iscritti. Nell’ultimo decennio l’aumento più significativo ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado passate dal 14% del 2001/2002 al 21,6% del 2010/11.

Svolta la prima sessione dei test di ammissione ai corsi Medicina e Chirurgia in lingua inglese
Più di 4.000 studenti di tutto il mondo hanno partecipato, lo scorso 5 settembre, alla prima sessione dei test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese. I test sono stati elaborati per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dall’Admissions Testing Service dell’Università di Cambridge, che sarà coinvolta anche nell’elaborazione dei risultati finali, nel quadro di una stretta collaborazione tra Miur, Università di Cambridge e le maggiori università italiane

http://www.invalsi.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/16/test-invalsi-il-flop-dei-quiz-crocetta-inizia-la-protesta/
http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/locale/manifesto-lotta-di-classe-a-palermo.flc

Bce sottopressione: Moody’s cambia l’outlook sul rating Aaa per Germania, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi

Moody's Jewelry Neon Sign

Moody’s Jewelry Neon Sign (Photo credit: Lost Tulsa)

Moody’s ha modificato l’outlook sul rating ‘Aaa’ dell’Unione europea a negativo, avvertendo che potrebbe declassare il blocco dei paesi della zona se deciderà di tagliare il rating sui quattro maggiori paesi della Ue: Germania, Francia , Regno Unito e Paesi Bassi.

Il pressing esercitato sulla Banca centrale europea, dopo la riunione del board di giovedì, serve a fornire i dettagli del nuovo programma di acquisto di titoli di stato per aiutare gli stati della Eurozone profondamente indebitati.

Già nel mese di luglio, Moody’s aveva cambiato l’outlook per il rating di Germania, Olanda e Lussemburgo a negativo a causa delle continue ricadute dalla crisi del debito in Europa e dell’ombra che queste hanno gettato anche sui paesi migliori. Anche l’outlook per Francia e Regno Unito è negativo.

‘L’outlook negativo a lungo termine sul rating della Ue riflette l’outlook negativo sul rating Aaa degli Stati membri con grandi contributi al bilancio della Ue: Germania, Francia, Regno Unito e Olanda, che insieme rappresentano circa il 45% delle entrate di bilancio dell’Unione europea’, ha detto l’agenzia di rating.

Secondo Moody’s il rating della Ue sarà particolarmente sensibile alle eventuali variazioni dei rating di questi quattro Stati membri ‘Aaa’, il che implica che la declassazione di uno di questi quattro paesi membri potrebbe avere effetti sul rating di tutta l’Unione europea.

Allo stesso modo, Moody’s ha detto che le prospettive per la Ue potrebbero tornare stabili se anche i quattro principali paesi Aaa dovessero tornare stabili.

Su Twitter#Occupy Moodys, #Europe #Bruxelles#Moodys,  #Ue e Mario Draghi ‏@mariodragi già ritwettato 11 volte: #Hangover. I am not in a #good #mood for #Moody‘s!

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/13/moody-moodys-e-litalia-bocciata-dal-rating/
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Vogue Fashion’s Night Out di settembre, dal 6 al 18, a Milano, Roma e Firenze anche il caffè è di moda

Per la Vogue Fashion’s Night Out di settembre, il 6 a Milano, il 13 a Roma e il 18 a Firenze, anche il cibo si unisce alla moda. E a darne prova il caffè Lavazza. Che per l’occasione realizza una Limited Edition di lattine di caffè ¡Tierra!

Fondata a Torino nel 1895 – e ancora di proprietà della famiglia stessa – Lavazza è l’azienda italiana produttrice di caffè tostato che è da sempre attenta alla qualità e alla tradizione per il gusto oltre che all’innovazione del prodotto e alla salvaguardia delle risorse naturali:un’azienda responsabile, per uno sviluppo sostenibile.

Proprio seguendo il cammino verso la sostenibilità nel 2002 viene sviluppato il progetto ¡Tierra! con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro nelle comunità dei paesi produttori di caffè attraverso assistenza tecnica e sociale. Dopo i primi interventi di successo in HondurasPerùColombia, e con il lancio sul mercato della miscela ¡Tierra!, Lavazza ha coinvolto per la seconda fase BrasileIndia eTanzania. Proprio in Tanzania nasce l’idea di creare una edizione limitata per l’Africa di Lavazza ¡Tierra!.

Lavazza e Fashion 4 Development – partner operativo dell’ONU che attraverso la moda vuole incrementare la crescita di un’economia sostenibile – hanno chiesto a sei stilisti italiani di fama internazionale di rivestire a proprio gusto la lattina e la miscela di ¡Tierra!MarniRoberto CavalliMissoniEtroVersace e Moschino hanno dato così vita a una speciale limited edition che sarà venduta esclusivamente durante la Vogue Fashion’s Night Out nelle serate di MilanoRoma e Firenze.

Vogue Fashion’s Night Out è un’iniziativa globale nata nel 2009 ed organizzata daVogue. La manifestazione, ormai al suo quarto anniversario, vuole avvicinare il mondo della moda al grande pubblico coinvolgendo tutti i cittadini di diverse città del mondo in una serie di eventi poliedrici che si tengono in una notte prefissata di settembre.

Per l’edizione 2012 l’evento internazionale dedicato allo shopping e alla moda sarà ospitato – oltre che dall’Italia – da diciannove Paesi nel mondo che hanno confermato la partecipazione a settembre dando così il loro sostegno al mondo dello stile: 6 settembre (InghilterraFrancia,Stati UnitiGermaniaSpagnaRussia,MessicoAustralia e Korea), 7 settembre(CinaIndiaGermania e Russia), 8 settembre(Taiwan e Giappone), 10 e 12 settembre(Brasile), 13 settembre (PortogalloTurchia,Olanda e Messico),  20 e 25 settembre(Grecia).

Gli omini ‘fluo’ di Alienatio animano le notti italiane firmate Vogue

#Occupy Montenapoleone

Vogue Fashion’s Night Out

Milano: giovedì 6 settembre
Roma: giovedì 13 settembre
Firenze: martedì 18 settembre

vfno-2012-video
http://vfno2012.vogue.it/
https://www.facebook.com/Lavazza
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Ilva: sigilli a Taranto, è disastro ambientale. In 8mila a difendere il posto di lavoro

Ottomila operai hanno lasciato la sede di lavoro e alle 14 sono usciti dai cancelli dello stabilimento Ilva di Taranto per protestare contro il provvedimento di sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici della fabbrica in cui si lavora l’acciaio. Il serpentone degli ottomila si è diretto verso il centro città per raggiungere la prefettura. Alcuni presidi sono rimasti fuori e dentro lo stabilimento. La Procura sta eseguendo le misure cautelari previste da un’ordinanza del gip Patrizia Todisco nei confronti di 8 indagati fra dirigenti ed ex dell’Ilva, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Cinque di questi erano già indagati e avevano nominato propri consulenti nell’ambito dell’incidente probatorio. I provvedimenti sono stati firmati ma non ancora notificati. Gli arresti riguardano il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo. La misura cautelare però, riguarderebbe anche altri tre dirigenti.

Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. I sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi. Individuate anche tre figure tecniche (due funzionari dell’Arpa Puglia e uno dei Dipartimenti di prevenzione dell’Asl di Bari) che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che attengono al personale si occuperà un commercialista e revisore contabile.

Intanto i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero selvaggio all’Ilva di Taranto. Restano i presidi all’esterno dello stabilimento e il blocco del ponte girevole. Durante una riunione azienda-sindacati in fabbrica, è stata indetta per le 7 di giorno 27 luglio un’assemblea dei lavoratori all’interno dell’acciaieria.

In Italia il Gruppo Riva Fire che fa capo alle acciaierie Ilva conta sedi aziendali a Taranto, Genova, Novi Ligure (Al), Racconigi (Cn), Varzi (Pv) Patrica (Fr) Marghera (Ve). Soltanto lo stabilimento di Taranto, quello interessato dal sequestro ha 11.454 operai speciali, 1.386 impiegati quadri e in 19 sono dirigenti. Per un totale di 12.859. Più della metà del numero di dipendenti complessivo pari a 21.711 unità.

Oggi il Gruppo possiede 36 siti produttivi, di cui 19 in Italia (dove viene prodotta la parte prevalente dell’acciaio – oltre il 62% – e dove l’azienda realizza il 67% del proprio fatturato) ed altri in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Tunisia e Canada.

http://www.ilvataranto.com/
http://www.fiomnetwork.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/16/economia-trivellazioni-sicilia-meglio-loro-blu-di-quello-nero-greenpeace-si-rivolge-a-santa-rosalia/

Europei di calcio 2012: Germania – Italia fra sogni e visioni

‘Ho avuto una visione’. No, Pierluigi Bersani, segretario del Pd, non ha avuto un’apparizione salvifica, non ha visto la Madonna (la cantante o il personaggio religioso?). Piuttosto, ha rivelato ai giornalisti di Montecitorio, è stato un sogno: la vittoria dell’Italia sulla Germania con un 2 a zer ofirmato Marchio Balotelli e la conseguente qualificazione degli azzurri alle finali di questi Campionati europei 2012. Contro la Spagna.

Anche il numero 1 Gianluigi Buffon ha fatto un sogno. Ma ha preferito raccontarsi ai fan su Facebook.  Per il capitano della nazionale la Germania è un avversario difficile, un ostacolo ‘insormontabile e probabilmente lo sarà. Ma ora che siamo giunti sin qui dobbiamo osare a spingerci un po più in là verso il sogno’.

L’Italia non ha mai perso contro la Germania in match competitivi, ma non l’ha mai battuta nella fase finale di un Europeo: nel 1988 a Dusseldorf la sfida terminò 1-1 (rete di Mancini e Brehme), nel 1996 a Manchester finì 0-0 (Zola sbagliò un rigore e gli azzurri di Sacchi vennero eliminati).

Cesare Prandelli, Ct Azzurro, non crede che sarà un’Italia stanca quella che vedremo questa sera allo Stadio Nazionale di Varsavia. Nonostante i 120 minuti di battaglia con l’Inghilterra e i pochi giorni di recupero i suoi azzurri ‘sono tutti recuperati mentalmente e fisicamente  l’adrenalina è sempre la stessa, il pensiero c’è, e tutto questo basta per far scomparire la stanchezza’ ha assicurato durante la conferenza stampa di anticipazione della semifinale tra Germania e Italia a UEFA EURO 2012, mentre il suo collega Joachim Löwassicura di avere ‘sensazioni positive per la sfida’.

Anche se la tradizione non è molto amica della Germania, avendo perso finora entrambe le sfide in semifinale contro gli italiani in un torneo maggiore (e non avendoli ancora battuti in una gara non amichevole), il Ct tedesco Löw nutre una grande fiducia in vista della partita di oggi benché ammetta di essere impressionato dagli Azzurri, ‘che sono migliorati tantissimo in questo EURO‘.

In definitiva? Sarà una ‘gara fantastica’ chiosa il Ct della Germania che porta in campo una nazionale ‘più matura’, l’obiettivo è scrivere una nuova pagina di storia. ‘Anche loro – dice riferendosi agli Azzurri – sono cambiati in questi ultimi anni, hanno mutato la loro filosofia calcistica, sono più offensivi e hanno grande qualità nella costruzione del gioco. Ma i nostri sanno di poter cambiare il corso della storia, il passato non conta: possiamo battere chiunque, abbiamo un grande potenziale e siamo molto fiduciosi, la Germania non è inferiore a nessuno’.

Intanto la Spagna è la prima finalista degli Europei 2012. La squadra di Del Bosque, campione in carica, si è imposta ai rigori 4-2 sul Portogallo, dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sullo 0-0. Domenica sera, a Kiev, affronterà la vincente della seconda semifinale tra Germania e Italia. Nella serie finale dagli undici metri decisivo l’errore di Bruno Alves.

Gli Europei di calcio vedono dunque scendere quest’oggi sul verde prato di Varsavia Italia – Germania.

Germania Italia Semifinali National Stadium WarsawVarsavia – 28/06/2012 – 20:45CET (20:45 ora locale)

http://it.uefa.com/index.html
http://www.fifa.com/ 

La prima del Bild scritta a penna ‘per non far morire un pezzo di cultura’

Rigorosamente in tedesco, ma il concetto è sempre lo stesso. Scripta volant verba manent: dunque per evitare di trappassare all’oblio, i germanici, che domani incontreremo sul campo di calcio polacco di  Donetsk, questa volta però della categoria giornalisti e in particolare quelli di Bild hanno avuto un’idea. Hanno pensato di scrivere a penna la prima pagina pubblica oggi per lanciare l’allarme. Il messaggio è ‘Non facciamo morire la scrittura‘.

Non si tratta proprio di penna e calamaio, quanto di un bisogno visivo di inchiostro. Sapere con certezza ferma che il foglio è solcato dalla biro. In lettere e sillabe che formano parole e frasi di senso compiuto. Rime? Non è il caso del linguaggio giornalistico, spesso asciutto e di sintesi, spesso aggressivo e urlato, meglio quando raccontato.

E’  allora ecco la trovata di Bild, che manda in stampa il menabò, ovvero la prima del giornale disegnato e scritto con i pennarelli. Lo spunto arriva da uno studio made in GB, secondo il quale un adulto su tre ha dimenticato o sta dimenticando come si tiene in mano una  biro non scrivendo più niente di proprio pugno da circa un anno e mezzo.

La media è di 41 giorni che è il tempo in cui gli intervistati non hanno visto una penna. O meglio, magari l’hanno anche vista, ma non se ne sono fatti niente, preferendo sms, email insiste il giornale di Springer. E come ogni medicina con foglio illustrativo ecco indicazioni    e controindicazioni: secondo gli esperti l’85% delle aziende in Germania lavora con le calcolatrici, il 79% delle famiglie ha in casa un personal computer e connessione Internet (banda larga, wi fi) a cui si aggiungono i cellulari, con 12 milioni di smartphone venduti nel solo 2011 (più 31%).

Insomma se non torniamo a prendere carta e penna il rischio è – dicono – di rallentare la memoria, utilizzando meno quella parte della mente addetta alla scrittura. Che lo studio degli inglesi sia poco attendibile e scrivere utilizzando i tasti non sia la stessa cosa? E poi la retina assimila.

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