Google omaggia George Ferris con una ruota panoramica a tema San Valentino

george-ferris_616Omaggio di Google a George Ferris, l’inventore della ruota panoramica, nell’anniversario della sua nascita con un doodle ad hoc e interattivo creato per San Valentino. Interattivo e colorato, il doodle celebra la festa dell’amore sulla home page del motore di ricerca in tutto il mondo.

Cliccando sul cuore rosso al centro del disegno compare un fumetto che racconta la storia d’amore tra due animali appartenenti a specie diverse, come una rana e un uccellino, un elefante e una scimmia, un cavallo e una tigre, un ippopotamo e un piccione, un polipo e un orso bruno.

Intorno al fumetto girano due ruote panoramiche e, in alto, vi è posizionata la lente di ricerca. Cliccandoci, Google rimanda a una pagina con informazioni su George Ferris, nell’anniversario della sua nascita (14 febbraio 1859). L’ingegnere statunitense creò la prima ruota panoramica al mondo a Chicago nel 1893.

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Musy: rancore covato a lungo dietro l’attentato, un fermo

Alberto-MusyUn rancore covato a lungo: sarebbe questo, dice il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, il motivo dietro l’agguato al consigliere comunale Alberto Musy, in coma profondo dopo il ferimento a colpi di pistola il 21 marzo scorso.

La squadra mobile ha fermato Francesco Furchì con l’accusa di essere l’autore del gesto, che avrebbe avuto tre moventi: il mancato appoggio di Musy per un concorso per una cattedra universitaria a Palermo, la mancata nomina a cariche comunali dopo l’impegno per la campagna elettorale, e il mancato impegno della vittima nel reperire investimenti per Arenaways, società ferroviaria privata italiana che opera nel trasporto di passeggeri leggeri.

L’indagine, ha detto Caselli, è stata mastodontica. ‘Un setacciamento di tutte le figure che gravitano nell’orbita della vittima, un po’ il lavoro dei cercatori d’oro’.

Per arrivare a Furchì si è partiti dal video delle telecamere vicino a casa della vittima, dove si vede un uomo con un casco in testa. 350 celle telefoniche sono state prese in esame nell’orario e nella zona del l’agguato. Le consulenze del Politecnico sui video delle telecamere di sicurezza hanno fatto stringere il cerchio attorno all’indagato.

‘La presenza dell’indagato in quest’area è sicura e non ci sono spiegazioni alternative alla paternità del delitto’.

Alberto Musy, il consigliere comunale  ferito a colpi di pistola, è molto stimato per la pacatezza dei toni che sono il suo stile anche in politica. Un’esperienza nella quale si è tuffato nella primavera scorsa, accettando l’invito a candidarsi sindaco, pur sapendo di avere la strada sbarrata da Piero Fassino, cavallo vincente del centrosinistra, e Michele Coppola, schierato dall’asse PdlLega Nord. Avvocato, docente di diritto privato comparato, ha 45 anni, é sposato e ha quattro figlie di cui la più piccola ha due anni. Nella sua attività professionale si occupa, tra l’altro, di cause di lavoro. Ha conosciuto la moglie, Angelica Corporandi D’Auvare, durante la campagna elettorale del Partito Liberale.

Musy insegna all’Università del Piemonte Orientale, ma è stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv. L’anno scorso, dopo la rinuncia a candidarsi per i centrosinistra di Francesco Profumo, oggi ministro dell’Istruzione, Udc, Fli e Api avevano puntato proprio su Musy, un candidato della società civile con l’obiettivo di inserirsi nella lotta tra centrodestra e centrosinistra, cercare di convincere gli indecisi e riportare al voto i tante astenuti (34%) nella precedente consultazione. A Musy, che nei quattro anni precedenti il voto del 2011 aveva studiato il rilancio di Torino per il centro Einaudi, tuttavia, aveva pensato anche una parte del Pdl, prima di optare, al termina di una lunga discussione interna, sulla candidatura di Coppola, assessore regionale alla Cultura. Alle Amministrative Musy ha poi raccolto il 4,9% delle preferenze, con 21.896 voti.

Brasile: dopo la tragedia, le manette. Scattano i primi arresti dopo l’incendio del ‘Kiss’

Brasile-Incendio-discoteca-KissSono tre le persone arrestate per l’incendio alla discoteca brasiliana ‘Kiss’ costato la vita a 232 ragazzi a Santa Maria, nel sud del Brasile. Questa mattina è stato arrestato Elissandro Callegaro Spohr, uno dei proprietari del locale, da ieri ricoverato in ospedale per ‘intossicazione’, ma sono stati arrestati  anche due componenti della band ‘Gurizada Fandangueira’, intercettati dalla polizia nei municipi di Mata e Sao Pedro do Sul. Una quarta persona risulterebbe ancora ricercata. Il rogo si era sviluppato dopo che uno dei componenti della banda aveva acceso un bengala. Le scintille avevano fatto prendere fuoco il tetto insonorizzato in polistirolo e si erano rapidamente propagate. Tra i giovani, per lo più universitari, si è scatenato il panico e le uscite di sicurezza erano state chiuse per impedire che qualcuno entrasse senza pagare. Così la discoteca si è trasformata in una trappolala maggior parte dei ragazzi è morta asfissiata o calpestata. I morti sono stati 232. Sono invece 79 le persone ricoverate in terapia intensiva: circa l’80% dei ricoverati sono pazienti intossicati dall’inalazione del fumo, il 20% invece ha riportato ustioni gravi. Nella notte non si è registrato nessun decesso, ma prossime ore saranno “critiche” per molti dei pazienti.

Uno dei componenti della band ha raccontato che ai primi segnali di incendio alcuni funzionari del locale hanno cercato di spegnerlo, ma l’estintore ‘non ha funzionato’. Rodrigo Martins, chitarrista, ha confermato che il loro show è stato accompagnato, come sempre, da effetti pirotecnici, ma ha anche ammesso che ‘non amava’ particolarmente l’idea, sostenendo che il ricorso allo stratagemma fosse invece difeso dai ‘proprietari del gruppo’. Tra questi, oltre al cantante Marcelo dos Santos e il batterista Marcio Andrè Santos, c’era anche il fisarmonicista Danilo Jaques, l’unico della banda tra le vittime.

L’incendio ha provocato immensa commozione in Brasile, dove sono giunti messaggi di cordoglioanche da parte di star della musica internazionale e da Papa Benedetto XVI. La nazione intera si è stretta attorno al lutto di amici e parenti delle vittime dell’incendio. Mentre in mattinata si sono svolte i primi funerali la cerimonia prevista a Brasilia per i 500 giorni dai Mondiali 2014 è stata annullata, come ha riferito in un comunicato il Ministro dello Sport, Aldo Rebelo. A manifestare per prima in maniera accorata il proprio cordoglio, attraverso i più importanti social network, è stata la cantante Lady Gaga.  Altro artista internazionale a esprimere le proprie condoglianze è stato il cantante dei Guns ‘n Roses, Axl Rose, anche lui ‘terribilmente addolorato e in preghiera per i sopravvissuti’.

La discoteca ha tentato di difendersi diffondendo un comunicato sulla propria bacheca di Facebook, nel quale si afferma che ‘lo staff del locale era dei più qualificati e debitamente pronto alla gestione di qualunque emergenza’. Ma la pagina è stata sommersa da oltre 250mila commenti di protesta.

(fonte il Fatto Quotidiano)

Ustica, sentenza storica: lo Stato italiano condannato a pagare 100 milioni

getmediaLa Corte di Cassazione ha emesso oggi una storica sentenza sull’episodio di Ustica, affermando che il Dc9 dell’Itavia che cadde il 27 giugno 1980 con 81 persone fu abbattuto in seguito a uno scontro tra jet militari.

Lo riferisce un funzionario.

La Corte Suprema ha così confermato una sentenza civile emessa dal Tribunale di Palermo nel settembre 2011, che ha condannato lo stato al pagamento di oltre 100 milioni di euro ai familiari delle vittime per non aver garantito la sicurezza del volo.

Secondo la sentenza l’aereo civile fu abbattuto o da un missile o cadde in seguito a una “quasi collisione” con un caccia militare.

‘Tutti gli elementi considerati consentono di ritenere provato che l’incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto ed il Dc9’, scriveva nel 2011 il giudice della III sezione civile del Tribunale di Palermo, Paola Proto Pisani.

Il Dc9 dell’Itavia, la sera del 27 giugno 1980 in volo da Bologna a Palermo, attraversò dunque un corridoio di guerra e per questa ragione cadde in mare, all’altezza dell’Isola di Ustica. Abbattuto in seguito ad uno scontro tra aerei militari. E la responsabilità di tutto questo va ricondotta allo Stato italiano, in particolare al ministero dei Trasporti e quello della Difesa.

I ministeri sono stati condannati per non aver protetto le vite dei passeggeri e dell’equipaggio, in tutto 81 persone, e per una serie di depistaggi che hanno impedito ai familiari di apprendere la verità.

In precedenza, l’unico procedimento giudiziario conclusosi con sentenza definitiva in Italia sul caso era quello che aveva mandato assolti due generali dell’Aeronautica accusati dai magistrati di aver compiuto depistaggi sulla vicenda.

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