Debora Serracchiani è il nuovo presidente del Friuli Venezia Giulia

debora Serracchiani‘Abbiamo vinto’, così Debora Serracchiani, uscendo dal suo ufficio del quartiere generale di Udine, a poche sezioni dalla fine dello spoglio ha ufficializzato la sua vittoria in Friuli Venezia Giulia.

Dopo un fotofinish che si è protratto per tutto il pomeriggio, Serracchiani è stata eletta nuovo presidente della Regione a statuto speciale con il 39,4% dei voti, contro il 39% del candidato di centrodestra, il presidente Renzo Tondo. Non appena appreso del risultato, Tondo si è congratulato con l’avversaria per la vittoria.

Flop del candidato del Movimento 5 Stelle, che si è fermato al 19,2%, con la lista dei grillini ferma al 13,8% contro il 27,2% preso alle elezioni politiche.

La prima riflessione della neo eletta presidente è stata sulla scarsa affluenza alle urne – ha votato il 50,5% degli aventi diritto – che ‘impone un obbligo di riflessione’.

Per la neo presidente della Regione è evidente che la gente non guarda più alla politica come a una soluzione, e quindi dobbiamo impegnarci tutti a far sì che la politica diventi di nuovo centrale, importante, comprensibile e che soprattutto serva’.

Tra i primi a congratularsi Matteo Renzi, che dagli studi di Otto e mezzo ha detto: ‘mando un abbraccio agli amici friulani che hanno vinto’.

Su Twitter #SerracchianiDebora

Primarie PD: si vota domani e domenica

1577380-primarie_pdIl voto è fissato dalle ore 8.00 alle ore 21.00 di domani, sabato 29 dicembre (nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, e Calabria) o, nelle stesse ore, di domenica 30 dicembre, nelle restanti regioni (Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna). Ogni elettore potrà esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere. Se le due preferenze espresse sono dello stesso genere, la seconda sarà considerata nulla. I seggi saranno istituiti prevalentemente presso i circoli territoriali del Pd, e potranno essere individuati – insieme ai nomi dei candidati parlamentari, distinti per regione – collegandosi al sito www.primarieparlamentaripd.it.

Ancora poche ore, e il Partito democratico torna a votare con le primarie. Dopo il grande successo registrato il 25 novembre, quando in lizza per il ruolo di candidato premier c’erano il segretario Pier Luigi Bersani (poi risultato vincitore) e l’outsider sindaco di Firenze Matteo Renzi con una enorme (di questi tempi) partecipazione di elettori e militanti, il Pd replica il meccanismo di selezione con possibilità di scelta dal basso, applicandolo questa volta ai possibili candidati per le elezioni politiche di febbraio.

Potranno votare per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale due categorie: gli elettori iscritti nell’Albo delle primarie dell”Italia Bene Comune‘, che si sono svolte a novembre; gli iscritti al Pd nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione fino al momento del voto. Come già alle primarie per il candidato premier del centrosinistra, per esercitare il diritto di voto occorre dichiararsi elettore del Pd e sottoscrivere un pubblico appello per il voto ai democratici, versare una sottoscrizione di almeno due euro per la campagna elettorale impegnarsi a riconoscere gli organismi di garanzia previsti dal regolamento per eventuali controversie sul voto.

Le primarie del prossimo fine settimana sono finalizzate alla selezione del 90% delle candidature del Pd; il restante 10% sarà composto da una novantina di candidati compresi nel cosiddetto ‘Listino bloccato Bersani‘, che potranno evitare il terno al lotto delle primarie e siederanno sicuramente in Parlamento. Pochi, al momento, i nomi resi noti di una lista ancora segretissima: sicuro, al momento, solo il nome del Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Bomba d’acqua per la tempesta di San Martino a Massa e Carrara. Allerta anche sul Veneto

Pioggia battente al centronord, una bomba d’acqua stanotte su Massa e Carrara, allerta in Friuli, Veneto e Toscana con allarme che scende anche verso il Lazio: è il quadro meteorologico dell’Italia.

E’ stato di allarme su tutto il territorio del Veneto, sia per rischio idraulico, sia per rischio idrogeologico, fino alle ore 14 di domani, lunedì 12 novembre. Tutto il sistema di protezione civile della regione è allertato ed è richiesta la piena operatività delle sue componenti. Complicata anche la situazione a Venezia sott’acqua. L’Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha registrato alle 9.25, al mareografo di Punta della Salute, una punta massima di marea di 149 cm sullo zero mareografico in seguito un evento meteomarino che non ha alcun precedente nei dati storici raccolti dal Centro Maree.

Come previsto, le piogge più forti causate dalla terza perturbazione di novembre nelle ultime ore stanno colpendo soprattutto il Levante ligure, l’alta Toscana, l’alto Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Il maltempo ha battuto forte stanotte nella zona di Massa Carrara, con temporali, esondazioni e allagamenti che hanno costretto all’evacuazione circa 200 persone. Gli allagamenti, fino a un metro e mezzo, sono stati causati dai 230 millimetri di pioggia caduti in sole 4 ore, dalle 23 alle 3 di stanotte, e dall’esondazione dei torrenti Ricortola (nel comune di Massa) e Parmignola (nel comune di Carrara).

Molte le strade e i sottopassaggi allagati anche a Pisa. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco. Una pattuglia della polizia ha portato in salvo una donna e un bambino che erano rimasti bloccati in un sottopasso, in automobile.

Si torna a scuola: da domani in 8milioni sui banchi. Rivoluzione Profumo, niente carta

Mentre a Padova  la Guardia di Finanza sequestra oltre 1,6 milioni di prodotti di cancelleria pericolosi o contraffatti, nell’ambito dell’operazione ‘Back 2 school’ contro il commercio illegale, a Torino La Stampa, il quotidiano piemontese fa il punto su cosa vuol dire andare a scuola nel 2012 dopo le prime applicazioni del tecnico Profumo, il ministro all’Istruzione del Governo Monti, e il via di domani, prima giornata di scuola, dopo la partenza di giorno 5 nelle strutture altoatesine, e quella dei prossimi giorno nel resto di Italia, saranno 8 milioni gli studenti a sedersi sui banchi di scuola.

Questa settimana la campanella scolastica suonerà per tutti – o quasi – gli otto milioni di studenti delle scuole italiane. I primi ad andare in classe sono stati i ragazzi altoatesini che hanno iniziato già il 5 settembre. Oggi sarà la volta dei ragazzi della Val d’Aosta, domani a quelli del Molise e mercoledì Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Giovedì toccherà a laziali e campani. Venerdì sarà il primo giorno di scuola in Sicilia, mentre gli ultimi ad entrare in classe saranno i ragazzi fra una settimana esatta gli studenti di Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Puglia. Sarà il primo anno messo a punto per intero dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, e l’accento sarà tutto sulla rivoluzione digitale che dovrà portare a bandire il più possibile ogni forma di carta dagli istituti scolastici.

LIBRI
Ogni famiglia spenderà 100 euro in più per i testi

Si spenderanno cento euro in più rispetto allo scorso anno. È l’aumento medio previsto per i libri di testo per l’anno scolastico in apertura dal Movimento dei Consumatori. Se nel 2011 le famiglie avevano speso circa 400 euro per l’acquisto dei libri (compreso l’acquisto di dizionari e articoli per la scuola) ora invece spenderanno 500 euro (dato riferito ai licei, negli istituti professionali la spesa è minore). Per risparmiare i libri si possono anche comprare al supermercato. Da Auchan alla Coop ormai anche i le grandi catene vendono libri scolastici e, secondo un’indagine di Altroconsumo, sono in grado di proporre sconti che vanno dal 15% al 20%.

La grande distribuzione non teme confronti anche sull’acquisto del corredo scolastico. Secondo il Movimento Consumatori per un corredo di marca acquistato negli ipermercati si spendono in media 72 euro a Bari, 79 euro a Roma e 82 euro a Milano contro i 107 euro di Bari, i 119 di Roma e i 132 di Milano se si decide per l’acquisto al dettaglio.

Ma le buone notizie riguardano quest’anno anche le cartolibrerie dove sono in calo i prezzi dei diari non di marca in tutte e tre le città campione (-83% addirittura a Milano), ci sono sconti sui quadernoni non di marca e anche su quelli “griffati”, le offerte sugli astucci senza griffe e un calo fino al 7% dei prezzi degli zaini.

DIDATTICA
Entro 12 mesi programmi multiculturali

Ormai per quest’anno è andata com’è andata, ma dal prossimo qualcosa cambierà nello studio alle elementari e alle medie. Dopo una lunga attesa è stata pubblicata la bozza per i nuovi programmi, che è all’esame del Consiglio di Stato per un parere.

La Lega è ormai un ricordo del passato, elementari e medie del futuro saranno sempre più scuole multiculturali e anche i programmi dovranno rispecchiare questa nuova realtà. Dovrà essere garantita la libertà di religione e dovranno essere previsti percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi di tutti gli allievi. In particolare per gli alunni con cittadinanza non italiana tutti i prof, non solo quelli di italiano, dovranno adattare i programmi alle loro esigenze. E soprattutto i programmi di storia dovranno essere aggiornati per diventare multiculturali.

Cadono molti tabù. Imparare l’italiano significa accettare le basi degli studenti, anche i dialetti, e gli idiomi locali. E comunque vanno tenute in considerazione anche le espressioni «locali», di strada e gergali. Calcolatrici e computer sono caldamente consigliati in matematica.

BIBLIOTECHE
Il rebus dei prof ‘inidonei’

Sotto i vari tagli della spending review sono finiti anche i docenti inidonei, professori che per motivi di salute fisica o psichica hanno chiesto, ed ottenuto, di non essere più utilizzati per l’insegnamento, professione che richiede un impegno che non sempre si riesce a garantire.

Fino ad ora venivano utilizzati all’interno delle segreterie, di biblioteche scolastiche o in altre mansioni.

A loro scelta, dallo scorso anno, potevano essere inseriti a pieno titolo nelle segreterie diventando a tutti gli effetti «assistenti amministrativi». Con il decreto Spending review di luglio la scelta diventava un obbligo, togliendo quindi posti liberi a chi era nelle graduatorie di assistenti amministrativi ormai da anni. Ma anche privando di sostegno le biblioteche scolastiche. Dopo un mese di proteste, scioperi della fame e lettere che raccontano le storie e il lavoro svolto all’interno delle scuole da questi prof che lontani dall’insegnamento in classe riescono a svolgere laboratori di approfondimenti preziosissimi nelle biblioteche scolastiche, il ministro ha promesso di approfondire la questione per arrivare a una soluzione.

SUPPLENTI
In ritardo le nomine di 50 mila sostituti

Anche quest’anno, al 31 agosto, ci sono circa 50mila supplenti in attesa di conoscere il proprio destino. Il ritardo nelle nomine è uno dei problemi cronici della scuola italiana. L’organico di diritto dei docenti per il prossimo anno scolastico, secondo i dati della Flc Cgil, è di 600.839 persone, a cui vanno aggiunti 63.348 insegnanti di sostegno, per un totale di 664.187 docenti. Ma di fatto la scuola ha 625.878 docenti, cui vanno aggiunti 90.469 di sostegno, per un totale di oltre 716mila insegnanti. In pratica, significa che poiché non è stata realizzata la stabilizzazione dell’organico, ogni anno a settembre i dirigenti scolastici devono chiamare 50mila supplenti, tra cui 30mila insegnanti di sostegno, per sopperire ai vuoti nelle classi. Il primo passo è chiamare dalle graduatorie a esaurimento, dopodiché, nel caso di mancate disponibilità sufficienti, si passa al personale precario delle graduatorie d’istituto. Vanno a rilento anche le nomine dei 21mila nuovi docenti immessi in ruolo quest’anno.

SICUREZZA
Troppi gli istituti a rischio sisma

Solo il 45% delle scuole ha un certificato di agibilità statica contro il 97% della Germania, il 94% della Francia, il 92% dell’Inghilterra, l’88% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 62% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 52% della Grecia. Sono i dati contenuti in uno studio di KRLS Network of Business Ethics. Quello dell’edilizia scolastica è uno dei problemi principali delle scuole alle prese con una cronica mancanza di fondi.

Quest’anno per la prima volta un sindaco ha disposto con un’ordinanza di non aprire le scuole materne, elementari, medie e superiori della città, Campobasso, per la mancanza del certificato di prevenzione degli incendi. Una situazione che – ha spiegato il sindaco – è comune a circa 48 mila scuole in Italia. Il Codacons, infatti, ha chiesto ai sindaci di tutt’Italia di ‘chiudere gli istituti scolastici non a norma e di rinviarne l’apertura a data da destinarsi’. Una richiesta bocciata dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: ‘Credo che le scuole debbano essere aperte’.

STRANIERI
Il 9% degli alunni è figlio di immigrati

Il record di stranieri in classe resta alla scuola statale ‘Lombardo Radice’ nel quartiere multietnico di San Siro a Milano dove su 19 alunni, 17 sono figli di immigrati e non hanno la cittadinanza italiana. Ma la presenza dei bambini stranieri è in crescita un po’ ovunque anche quest’anno, almeno negli istituti statali. Sono un esercito di 254.644 bambini, pari al 9% del totale della popolazione scolastica, secondo gli ultimi dati Miur relativi allo scorso anno. Al primo posto l’Emilia Romagna dove sono stranieri complessivamente 31.359, di cui 31.011 nelle scuole statali, pari al 16,9% degli iscritti alla scuola pubblica primaria. Nelle paritarie la percentuale scende al 2,9%. In Liguria gli stranieri arrivano quasi al 12%, in Friuli Venezia Giulia sono circa il 10% degli iscritti alla primaria. Nelle scuole valdostane, invece, sono 540 alunni non italiani su un totale di 5.847 iscritti. Nell’ultimo decennio l’aumento più significativo ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado passate dal 14% del 2001/2002 al 21,6% del 2010/11.

Svolta la prima sessione dei test di ammissione ai corsi Medicina e Chirurgia in lingua inglese
Più di 4.000 studenti di tutto il mondo hanno partecipato, lo scorso 5 settembre, alla prima sessione dei test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese. I test sono stati elaborati per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dall’Admissions Testing Service dell’Università di Cambridge, che sarà coinvolta anche nell’elaborazione dei risultati finali, nel quadro di una stretta collaborazione tra Miur, Università di Cambridge e le maggiori università italiane

http://www.invalsi.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/16/test-invalsi-il-flop-dei-quiz-crocetta-inizia-la-protesta/
http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/locale/manifesto-lotta-di-classe-a-palermo.flc

Terremoto: scossa di magnitudo 6 Richter, sette le vittime e decine i feriti. Epicentro nel Ferrarese

Tre scosse di terremoto questa notte anche colpito la parte Nord di Bologna, coinvolgendo buona parte del territorio del Ferrarese, fino a raggiungere Milano e il Veneto. Con 7 vittime e decine di feriti, un numero ancora da verificare, rimane la Romagna la regione più colpita dalla scossa più forte,  magnitudo 6 intorno alle 4 di notte. Le vittime sono quattro operai schiacciati nel crollo di un tetto,  lavoravano in due diverse aziende del Ferrarese, nella zona di Bondeno e due donne decedute per lo spavento. Ma il bilancio sembra destinato a crescere man mano che i soccorsi raggiungono casolari isolati o piccoli paesi intorno all’epicentro del terremoto. Una donna di 37 anni, Gabi Ehsemann, è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, forse per un malore legato allo spavento. E’ una donna di 83 anni del ferrarese, Anna Abeti, già colpita da Ictus una decina di giorni fa, la settima persona deceduta in seguito al terremoto: secondo i carabinieri di Ferrara, la donna avrebbe accusato un malore – che ne ha causato poi la morte – arrivando all’ospedale di Sant’Anna solo in tarda mattinata, mentre la forte scossa di terremoto avvertita nel ferrarese in un buona parte della regione risale alle prime ore del mattino. A Sant’Agostino è deceduta, colpita da un calcinaccio, Nerina Balboni di 103 anni. In Toscana e Lombardia sono stati sfollati numerosi centri abitati col maltempo in arrivo. Altre scosse nella notte fra domenica e lunedì.

Per alcune ore il sisma ha interessato la zona fra Modena, Mantova e Rovigo con una scossa di magnitudo di 4.1. I morti sono operai rimasti sotto le macerie di due capannoni. A Sant’Agostino, sempre nel Ferrarese è caduto anche un campanile. Le verifiche sono ancora in corso, ma si sa già che una delle vittime è un operaio marocchino di 29 anni, Tarik Nauch, è rimasto schiacciato dal tetto dell’azienda che è crollato assieme ad un silos all’esterno della struttura. Era a lavoro presso un’azienda di polistirolo espanso di Bondeno, che lavora a ciclo continuo e il cui capannone, in località Ponte Rodoni, è crollato dopo la scossa più forte. Il suo turno di notte alla Ursa sarebbe terminato alle 5. Con lui c’erano altri colleghi che non hanno riportato ferite.

Al momento risulterebbero dei crolli di capannoni e campanili anche a Cento (Ferrara) e a Finale Emilia, in provincia di Modena, dove sarebbe venuta giù una casa apparentemente disabitata. Anche le altre due vittime sono due operai, dipendenti di una fabbrica di ceramica crollata a Sant’Agostino di Ferrara. Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6 al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. Un altro operaio, Gerardo Cesaro di 59 anni,  ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica.

La Protezione civile della Romagna, a circa mezz’ora di distanza dalla scossa di magnitudo 5.9, ha cominciato a ricevere le prime segnalazioni di danni nella regione. E’ stata attivata la sala operativa a Bologna e sono in corso controlli a tappeto. Una chiesa a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, è andata distrutta.

Da New York, una telefonata ha avvertito il centralino del 113 di Roma che una bimba di cinque, Vittoria Vultaggio, ha rischiato di rimanere sotto le macerie di un palazzo. Da Roma è stata chiamata Modena e la bimba è stata salvata. A chiamare è stato il figlio di una famiglia vicina di casa della bambina che abita a New York e che aveva telefonato ai genitori per sapere come stavano. I genitori gli hanno detto che non riuscivano a chiamare i soccorsi per problema di linea e hanno sollecitato il figlio che lavora alla Columbia University a chiedere aiuto.

Le scosse, la più forte di magnitudo 6 (secondo lUsgs – U.S. Geological Survey – che ha aggiornato i dati in mattinata rispetto al 5.9 della scala Richter) e con un epicentro a 5,1 chilometri di profondità sono state avvertite anche in  in Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Squadre dei pompieri sono a lavoro per verificare la staticità di numerose strutture. Nessuna conseguenza per le popolazioni.

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto è stato nella zona di Finale Emilia, nel modenese e l’area più prossima comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i piu’ vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi di Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

Il terremoto è stato forte quasi quanto quello, di magnitudo 6.2, che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. Degli altri recenti grandi terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6.

Alle 7,45 sono stati ripristinati tutti i collegamenti ferroviari nelle zone colpite dal sisma. Aperte anche le linee ad Alta Velocità Bologna-Milano e Bologna-Firenze. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – ‘le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione’.

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