GAZA. Passaporti, l’Italia non è ancora pronta

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A 5 mesi dalla direttiva UE che impone la raccolta delle impronte digitali per i visti di ingresso in Europa, nella Striscia il sistema non è partito. I gazawi restano bloccati, a Ramallah i costi lievitano

di Chiara Cruciati – Il Manifesto

Gaza City, 14 marzo 2014, Nena News – Come se non bastassero assedio israeliano e restrizioni del governo egiziano, ora a bloccare Gaza ci si mettono pure i ritardi dell’Unione Europea. Lo segnalano alcuni gazawi, da mesi in attesa di risposte da parte del consolato italiano, ancora non adeguatosi alla nuova normativa europea del 14 novembre scorso.

La normativa prevede la creazione del sistema Visa Protection System per l’acquisizione dei dati biometrici di extracomunitari che chiedono un visto di ingresso nella Ue. Fotografia e impronte digitali. La procedura permetterà di verificare l’autenticità dei documenti presentati per entrare in Italia e in Europa.

Cosa succede nei Territori Occupati? Il nuovo sistema obbliga il richiedente a presentarsi personalmente negli uffici dei consolati per essere fotografato e lasciare le impronte digitali. Facile, se non si è residente a Gaza o in Cisgiordania. Tutti i consolati europei hanno sede a Gerusalemme, inaccessibile se non dietro il difficile ottenimento del permesso di ingresso da parte delle autorità israeliane. La soluzione trovata è semplice: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.

A Gaza ogni consolato ha previsto l’apertura di un ufficio dove sono state portate le attrezzature necessarie. A cinque mesi dall’emissione della normativa Ue, però, l’Italia non è ancora riuscita a far partire il nuovo sistema nella Striscia. «I consolati europei si sono adeguati – ci spiega Majed Abusalama, attivista del gruppo Intifada Youth Coalition – Quello italiano no e per ora non collabora con gli altri per utilizzare le loro attrezzature. Da novembre sono decine i gazawi impossibilitati a richiedere il visto per l’Italia, per turismo o perché invitati a eventi e conferenze. Hanno in mano i documenti necessari ma non possono fare domanda. E alcuni inviti sono scaduti».

I consolati europei sono a conoscenza della normativa da novembre, «ora siamo a marzo e non hanno ovviato al problema. Dal consolato ci rispondono che la situazione si dovrebbe risolvere entro un mese. Non vogliamo che l’Italia sia parte dell’occupazione ».

«A giorni il problema dovrebbe essere risolto – risponde la vice console italiana a Gerusalemme, Elena Clemente – Dal 14 novembre non si opera più via posta, per cui abbiamo cercato soluzioni alternative per chi non può entrare a Gerusalemme, ma i fondi a disposizione non sono molti. Abbiamo aperto un ufficio a Ramallah con la Vfs Globe, con cui apriremo l’ufficio di Gaza che ha iniziato a lavorare sperimentalmente. Il problema è logistico, di elettricità per far funzionare le apparecchiature venute dall’Italia. Gaza è un’incognita».

Un problema non solo italiano, spiega la Clemente, che si tenta di superare nei casi di emergenza: «Se si tratta di visti di massima urgenza, entriamo a Gaza con un macchinario speciale».

Due muri più in là, a Ramallah, a gestire le richieste di visto è la Vfs Globe. Raccolgono dati biometrici e documenti e consegnano tutto a Gerusalemme. Il costo sfiora i 100 euro, un terzo dello stipendio medio di un palestinese della Cisgiordania. E c’è chi parla di normalizzazione del conflitto: invece di fare pressioni su Israele perché permetta l’ingresso a Gerusalemme, l’Europa bypassa l’occupazione spostandosi a Ramallah, nei fatti trattata come capitale palestinese nonostante il diritto internazionale.

«Una scelta obbligata – spiega la vice console – Il costo è alto, ma l’alternativa è farli andare ad Amman o al Cairo. Permessi per entrare a Gerusalemme? Non dipende da noi, ma dalle autorità israeliane, sono pochissimi i palestinesi che riescono ad ottenerli».

E a Gaza si continua ad aspettare.

#stayhuman #cookednews #BOYCOTTISRAEL #BDS #BreakGazaSeige #SAVEGAZA

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Fotografia: Lou Reed ‘ Se Dio esiste, ha una Leica’

Lou Reed in versione fotografo: la leggenda del rock, 70 anni, ha presentato a Parigi il suo libro ‘Rimes – Rhymes’, che contiene 300 suoi scatti, fatti in 46 anni di vagabondaggio con l’apparecchio fotografico in tasca.

La rockstar newyorkese, con una felpa nera con cappuccio indosso e un paio di piccoli occhiali rotondi, ha risposto alle domande in conferenza stampa nella capitale francese: ‘, penso che Dio, se esiste, dovrebbe possedere una Leica‘, ha affermato, riprendendo la citazione del frontespizio del grosso volume pubblicato in Francia dalla casa editrice ‘Photosynteses’, in versione bilingue franco-inglese.

‘E’ un piccolo omaggio a Leica’, ha precisato.

Mostra: Davide Bramante – Compressioni

Sarà inaugurata giovedì 15 novembre, alle ore 19.00, presso la Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio 30) la nuova mostra personale di Davide Bramante, Compressioni.
Dell’apprezzato artista-fotografo, saranno esposte dieci grandi opere fotografiche della serie dedicata alle città (New York, Londra, Berlino, Shanghai, Pechino, Roma) e dodici acquarelli inediti, ultima novità della sua raffinata ricerca artistica.

Il titolo della mostra – curata da Marco Meneguzzo, e con un suo saggio in catalogo – allude ovviamente ad un parallelismo concettuale tra la tecnica fotografica di Bramante e quella informatica utilizzata per ridurre le dimensioni dei files. Come documenti compressi, ogni fotografia contiene più immagini, più prospettive, più proiezioni mentali della stessa città, e si rivela così un’efficace tecnica visiva di riduzione dello spazio necessario alla memorizzazione dei dati: tuttavia, nel pensare questa operazione la mente “vede” e immagina una sorta di strano amalgama in cui si mescolano, apparentemente alla rinfusa, le immagini sovrapposte, che materialmente si comprimono sino a far penetrare ciascuno ‘schermo’, ciascun ‘paesaggio urbano’ – oggetto del singolo scatto, poi sovrapposto – nell’altro . Le opere fotografiche, infatti, rigorosamente non digitali, sono realizzate con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. La simultaneità di queste visioni di città diventa così l’occasione non tanto di vedere  e di “decomprimere” le immagini per ritornare a una visione singola, quanto quella di stabilire relazioni nuove tra gli oggetti, le persone, le vedute che la compressione ha casualmente  accostato, creando così nuove città, nuovi modi di vedere il nostro orizzonte quotidiano. 

Davide Bramante, nato a Siracusa nel 1970, si è formato a Torino, alla prestigiosa  Accademia Albertina di Belle Arti. Oggi, a 42 anni, il suo curriculum artistico annovera esperienze a livello internazionale. Ha all’attivo oltre sessanta mostre tra personali e collettive in Musei, Fondazioni e Gallerie nazionali ed estere, tra cui il MoMA New York Museum, il MACI di Isernia, il Palazzo delle Papesse di Siena e il Kunsthaus Tacheles di Berlino.

Alla Galleria RizzutoArte saranno esposte le photos dedicate alle indagini sulle città, da Roma a New York, fino alle metropoli d’Oriente, emblema della società convulsa in cui viviamo e magico richiamo ad una realtà ‘altra’ che, come rivela l’autore stesso, corrisponde al suo modo di ricordare, di pensare e di sognare. 
La rassegna sarà visitabile fino al 22 dicembre, da mercoledì a sabato (ore 16.00-20.00)

Davide Bramante – Compressioni 
a cura di Marco Meneguzzo
 

15 novembre/22 dicembre 2012 
Galleria RizzutoArte
 Palermo
Via Monte Cuccio 30
Visitabile da mercoledì a sabato ore 16.00 – 20.00
Ingresso libero

http://www.davidebramante.com

Robert Doisneau a Palazzo delle Esposizioni

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e immortalato con il suo obiettivo.

Più di 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui più cari, sono esposte in una grande rassegna antologica che sarà allestita a Palazzo delle Esposizioni dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013. L’esposizione condurrà il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero, sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

English: French photographer Robert Doisneau p...

English: French photographer Robert Doisneau photographed by Bracha L. Ettinger in his studio in Montrouge, 1992 All uses of this picture must attribute it to Bracha L. Ettinger, under the CC-BY-SA 2.5 License (Photo credit: Wikipedia)

Robert Doisneau (1912-1994), che ama paragonarsi a Atget, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.

E’ una Parigi umanista e generosa ma anche sublime che si rivela nella nudità del quotidiano; nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità quotidiana, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione.

Noto oggi al grande pubblico, Doisneau, dopo essersi diplomato alla Ecole Estienne, scopre la fotografia da giovane, mentre lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici. Nel 1931 è operatore da Vigneau e nel 1934 è fotografo per le officine Renault da dove viene licenziato cinque anni più tardi per assenteismo. Nel 1939 diviene fotografo-illustratore free-lance e nel 1946 entra definitivamente all’agenzia Rapho. Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo.

Autore di un grande numero di opere, principalmente su Parigi, Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia ‘umanista’ in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono esposte in tutto il mondo.

Dopo essere stata presentata a Parigi presso l’Hotel de la Ville e in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo e all’Isetan Museum di Kyoto, nel centenario della sua nascita la mostra Robert Doisneau – Paris en Liberté arriva per la prima volta in Italia, a Roma, al Palazzo delle Esposizioni dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013 per iniziativa dell’Azienda Speciale Palaexpo, dell’Atelier Doisneau, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e di Civita, con il patrocinio della Ville de Paris e di Roma Capitale.

Per iniziativa della Provincia di Milano e degli altri enti promotori la mostra sarà poi allestita a Milano allo Spazio Oberdan dal 15 febbraio al 1 maggio 2013.

L’esposizione è la prima di un ciclo di importanti mostre dedicate alla grande fotografia francese del Novecento promosse dalla Fondazione Alinari con la collaborazione della Ville de Paris.

Questo week end – A Roma gli straordinari capolavori di Vermeer, riuniti per la prima volta in Italia con altri dipinti dei maestri olandesi del XVII secolo, a Venezia le meravigliose vedute di Francesco Guardi, provenienti dai maggiori musei internazionali sono le mostre di maggior rilevo che si aprono nel week end. Che vede anche, sempre nella capitale, la bella rassegna dedicata agli scatti di Robert Doisneau, l’autore del celebre ‘Bacio’.

http://www.palazzoesposizioni.it

 

Premio Terna 04 per l’arte contemporanea


Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’ARTE

. Pittura, Scultura, Fotografia, Elaborazioni e Light-Box, Videoarte ed Installazioni.

. Quattro le categorie in concorso:
Gigawatt, Megawatt, Terawatt e Connectivity.

. Iscrizione on line libera e gratuita.

. Una galleria in 3d per tutti gli artisti sul sito www.premioterna.com

. Terna curatoriale composta da:
Cristiana Collu, Èric de Chassey e Gabriele Francesco Sassone.

. Un progetto innovativo, curato da Gianluca Marziani, per gli artisti di fama della categoria Terawatt chiamati a realizzare opere site specific su una linea elettrica di importanza nazionale.

. Giuria composta da:
Marzia Corraini, Antoine de Galbert, Alda Fendi, Kamel Mennour, Camilla Nesbitt, Michelangelo Pistoletto, Olga Sviblova e da Alessandro Villari.

. Premio Speciale under 23 scelto da una giuria di:
Young Galleries, Galerie Mario Mazzoli di Berlino, Galleria SpazioA Contemporanearte di Pistoria, Mother’s Tank Station di Dublino, coordinate da Denis Viva.

. Premio on line assegnato dal pubblico del web.

Residenze d’artista a Mosca e in Italia e premi acquisto per i vincitori nelle categorie Gigawatt, Megawatt e Connectivity.

Partito il 28 marzo scorso (con iscrizioni ancora aperte) il Premio Terna per l’arte contemporanea nelle passate stagioni ha raccolto la partecipazione di oltre 9.000 artisti da tutta Italia e dall’estero. Per l’edizione 2012 presenta molte novità: una nuova terna curatoriale, interventi sul territorio con un progetto site specific su tralicci, apertura del bando anche alle installazioni, un premio per il più giovane tra i talenti under 23, la connessione con Mosca per la chiusura dell’anno della cultura italiana in Russia, la scelta di una partnership con la musica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il sito web diventa una galleria espositiva in 3D da allestire, anche settimanalmente, con nuove opere e informazioni, inclusi i costi dei propri lavori. In un mercato in cui gli artisti si affidano più a internet che alle mostre per farsi conoscere, il Premio Terna fornisce uno strumento concreto di relazione con il pubblico.

Per Terna 04 Luigi Roth, Presidente di Terna e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale finalizzato alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana con l’obiettivo di far emergere l’eccellenza e la creatività degli artisti, con attenzione ai giovani. Un grosso sostegno all’arte contemporanea in un periodo in cui il settore culturale e artistico italiano ha bisogno di partnership tra operatori pubblici e privati per condividere l’impegno nella crescita del Paese.

Il nuovo concorso, che terminerà il 1 ottobre, conferma l’accesso democratico con iscrizione libera e gratuita per tutti gli artisti sopra e sotto i 35 anni (Megawatt e Gigawatt) e la categoria dedicata agli artisti di fama (Terawatt) alla quale si accede solo per invito, rinnovata nei contenuti. Confermato anche il premio online assegnato dal pubblico via web e la categoria Connectivity per gli internazionali.

L’edizione 2012 ruota attorno ad un tema sfidante e di stretta attualità Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’Arte: invita a una riflessione sul concetto di Territorio e Territorialità intesi come relazione con luoghi e spazi fisici, ma anche come dimensione introspettiva, senso di appartenenza, di inclusione o esclusione, apertura o confine delle relazioni con gli altri. Il territorio diventa luogo che ospita la creatività e diventa esso stesso motore di creatività. Senza Rete è l’invito ad indagare assetti anche inediti delle relazioni con gli altri e con il territorio, assetti non predeterminati. Rete, senza la quale nemmeno Terna esisterebbe. Rete, l’assenza della quale consente a Terna di costruire connessioni: un riferimento quindi chiaro, come sempre per i titoli del Premio, alla trasmissione di energia. All’artista, la libertà di costruire il territorio per l’arte e/o immaginare l’arte per il territorio.

Iscriviti a premioterna.com


Premio Terna per l’artecontemporanea
Dentro e Fuori Luogo. Senza Rete. Il Territorio per l’Arte
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‘From Love to Bingo’, la vita in 873 immagini: dall’archivio Getty Images

Tra famiglia e bambini, business, energia e salute, natura, ufficio, cibo e medicina e le collezioni in primo piano di digital vision, comstock images, photodisc e stockbyte, Entertainment e Royalty-free ad alta risoluzione, Famiglie reali e Sport, foto editoriali, vettoriali, videoclip e licenze per musica stock raccolte nelle macro sezioni immagini, filmati, musica e risorse anche per iPad e iPhoneGetty Images ha un archivio di più di 38 milioni di foto. Quanto basta per raccontare una vita intera.

La Getty Images, Inc. è un’agenzia fotografica con sede a Seattle, negli Stati Uniti. È leader nella fornitura di immagini per il commercio ed i consumatori con un database di 70 milioni di immagini e illustrazioni e più di 50.000 ore di filmati. Si focalizza su 3 settori: creativi professionali, i media (stampa e pubblicazioni in rete) e i dipartimenti di comunicazioni per altre attività imprenditoriali.

Nasce nel 1993 da Mark Getty e Jonathan Klein.

Nel febbraio 2008 è stato annunciato che la società sta per essere acquistata da Hellman & Friedman in una transizione valutata in 2,5 miliardi di dollari.

Nel 2006 Getty acquista iStockphoto, il primo fornitore on-line di fotografie royalty-free.

Circa sei mesi fa, un minuzioso ed estenuante lavoro di ricerca su più di 5 mila fotografie ha prodotto il film di 1 minuto che la AlmapBBDO ha creato per la Getty Images, il più grande database e distributore di immagini e visual contents al mondo. Il film ‘From Love to Bingo’ è una sorprendente raccolta di 873 immagini, 15 al secondo, montate a una velocità tale da trasformare la sequenza in un video capace di raccontare una bellissima storia senza testo. Uno splendido spot per qualcuno, un meraviglioso Ad in snapshots sulla vita, lo ha definito qualcun altro. Tutte le foto, senza alcuna eccezione, provengono dagli archivi Getty Images. Copywriter Sophie Schoenburg e art director Marcos Kotlhar, il film è stato diretto da Cisma, via Paranoid BR, insieme a Marcos Kotlhar,  art director anche in agenzia.

http://www.gettyimages.it/
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L’eredità di Man Ray in vendita per 20 milioni di dollari: è nel garage di un meccanico a Long Island

L’eredità di Man Ray, avanguardista dadaista e pioniere della fotografia è nel garage di un meccanico di Long Island, negli Stati Uniti, ed è in vendita a 20 milioni di dollari. A rivelarlo il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano economico americano, nella rimessa per auto ci sono 16 box ‘delle dimensioni di un freezer’, in cui sono conservati circa 4500 lavori. E le ragioni di un tale organi sono più che realistiche.

Quando Man Ray morì, nel 1976, nella sua casa parigina di Montparnasse, lasciò la sua eredità all’ultima moglie, Juliet, che a sua volta ha trasmesso il patrimonio ai suoi familiari, proprietari dell’officina. Titolare del garage e delle opere è il fratello di Juliet, Eric Browner, che all’età di 86 anni, spinto anche dalla famiglia, sta cercando di vendere tutto. Per appena 20 milioni di dollari.

Il Centre Pompidou di Parigi e lo Smithsonian Museum di Washington si erano interessati all’acquisto, per poi desistere di fronte alla somma richiesta. Il Wall Street Journal sostiene che anche il Getty Research Institute è in trattativa con Browner.

Man Ray, fra i grandi nomi del movimento surrealista e inventore della solarizzazione, una tecnica fotografica che lo ha reso famoso in tutto il monto, è molto quotato. Due anni fa la casa d’aste Sotheby’s ha venduto un suo dipinto del 1941, Fair Weather per la cifra record di 2 milioni di dollari, ma c’è chi sostiene che il patrimonio custodito a Long Island non valga il suo prezzo.

Timothy Baum, uno dei più affermati mercanti dell’arte surrealista, ha definito la richiesta folle per ‘un residuo di un archivio’. Altri, come la curatrice indipendente Merry Foresta, temono che la richiesta di una cifra insostenibile porti a una suddivisione del patrimonio, cosa che penalizzerebbe gli studi sull’opera di Man Ray.

http://blogs.wsj.com/photojournal/2012/05/11/the-surreal-selling-of-man-ray-the-20-million-collection-in-the-garage/?mod=google_news_blog

Pulitzer 2012: per la prima volta vince il giornalismo online

Per la prima volta il premio Nobel del giornalismo va al reporting online. Sono un blog e un quotidiano pubblicati sul web i vincitori dell’edizione 2012 del Pulitzer, che sembra voler premiare il giornalismo nelle sue diverse applicazioni su Internet. Il riconoscimento al reporting nazionale, uno dei più importanti, è stato assegnato al blog Huffington Post, fondato nel 2005 da Arianna Huffington e in breve diventato uno dei più seguiti al mondo, comparso per il primo anno tra i vincitori insieme a Politico.com, quotidiano online premiato per le vignette satiriche del disegnatore Matt Wuerker. E sempre per la prima volta, ma dopo 35 anni, il Pulitzer non viene assegnato alla narrativa.

Il giornalista dell’Huffington Post che ha ricevuto il riconoscimento è stato David Wood, per i report sulle difficoltà che devono affrontare i veterani reduci dei conflitti in Afghanistan e Iraq. Ma tra i vincitori non mancano i reporter dei quotidiani tradizionali.

Il New York Times, per esempio, ha vinto il premio per il giornalismo internazionale con i reportage dall’Africa di Jeffrey Gettleman e un altro riconoscimento per le inchieste sulla crisi di David Kocieniewski.

Novità del Pulitzer 2012 è che ci sono diverse categorie senza vincitore. Ha sorpreso soprattutto la mancanza di una medaglia per la categoria narrativa, come non accadeva da 35 anni. La giuria, che ha assegnato questo tipo di premio per la prima volta nel 1917, non ha ritenuto opportuno conferire l’onorificenza.

Tra gli altri vincitori, il quotidiano dell’Alabama Tuscaloosa News ha ricevuto il premio per la categoria breaking news e Sara Ganim del Patriot-News Staff è stata premiata per la copertura locale sullo scandalo degli abusi sessuali alla Penn State University.

Per il giornalismo investigativo, invece, la giuria ha scelto quattro giornalisti di Associated Press e due del Seattles Times. Il premio per la fotografia breaking news, infine, è andato a Massoud Hossaini, fotografo 31enne dell’agenzia Agence France-Presse.

http://www.pulitzer.org/

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