Migranti in gabbia su un volo Alitalia e scatta la denuncia sul Web

Gira da ieri sul Web un’immagine raccapricciante e non per la qualità dello scatto, quanto per quello che raffigura e denuncia. Soprattutto quando la notizia arriverà a chi dovrà darne risposta. Stiamo parlando della foto pubblicata ieri da un giovane filmmaker siciliano, Francesco Sperandeo, che a bordo di un volo Alitalia, ha viaggiato fianco a fianco ad alcuni tunisini costretti dalla polizia a rimanere bloccati ai propri posti. Una specie di 11 settembre ma al contrario e in miniatura o una Guantanamo all’italiana.

Chissà di cosa sono colpevoli, sta di fatto che i due migranti sono stati incerottati sulla bocca con del nastro da imballaggio e hanno avuto le mani legate da fascette per evitare ogni possibilità di movimento. Una procedura normale secondo gli agenti, ma che ha sconcertato il passeggero che ha prontamente fotografato e lanciato su Facebook l’immagine di denuncia.

Un tam tam immediato che da ieri continua a fare il giro del social network dai comitati antirazzisti ai singoli utenti, che non mancano di fare commenti sull’accaduto.

L’immagine shock mostra un uomo seduto in aereo con la bocca chiusa dal nastro. Un tunisino rimpatriato con il volo Alitalia Roma-Tunisi delle ore 9:20. A bordo c’era un secondo immigrato da rimpatriare, alcuni agenti e diversi passeggeri.

‘Guardate cosa è accaduto oggi sul volo Roma-Tunisi delle 9:20 Alitalia. Due cittadini tunisini respinti dall’Italia e trattati in modo disumano – scrive Sperandeo a commento della fotografia. Nastro marrone da pacchi attorno al viso per tappare la bocca ai due e fascette in plastica per bloccare i polsi. Questa è la civiltà e la democrazia europea’.

‘Ma la cosa più grave – aggiunge – è stata che tutto è accaduto nella totale indifferenza dei passeggeri e alla mia accesa richiesta di trattare in modo umano i due, mi è stato intimato in modo arrogante di tornare al mio posto perché si trattava di una normale operazione di polizia. Normale? Sono riuscito comunque a rubate una foto. Fate girare e denunciate‘, il messaggio conclusivo.

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