Elezioni Usa: Obama vince anche nel ‘voto popolare’

Official photographic portrait of US President...

Official photographic portrait of US President Barack Obama (born 4 August 1961; assumed office 20 January 2009) (Photo credit: Wikipedia)

E’ stato il ‘voto popolare’ a proiettare Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti per il suo secondo mandato. Il presidente democratico infatti ha ricevuto quasi due milioni di voti in più rispetto allo sfidante repubblicano Mitt Romney, secondo i dati, ancora non definitivi, raccolti dalla rete televisiva americana Cnn.

Stando al computo della Cnn, a livello nazionale Obama si attesta appena sopra il 50% con 58.932.757 voti, mentre Romney è al 48% con 56.583.680 voti. Lo spoglio in Florida, che non ha ancora fornito dati definitivi, è stato sospeso per la notte.

Negli Usa, a causa del complicato sistema elettorale, è possibile vincere la Casa Bianca e perdere il voto popolare: per essere eletti Presidente bisogna ottenere 270 voti dei ‘grandi elettori’ e ogni Stato attribuisce un tot di questi ‘voti elettorali’ a seconda della sua popolazione. L’essenziale è quindi vincere in una combinazione di Stati che porti almeno alla quota fatidica di 270 grandi elettori su un totale di 538.

Advertisements

Barack Obama rieletto presidente: ‘Il meglio deve ancora venire’ il discorso integrale

(Il presidente Usa Barack Obama festeggia la rielezione alla Casa Bianca con la moglie Michelle e le figlie Malia (davanti in gonna blu) e Sasha (dietro in gonna verde) sul palco del suo quartier generale a Chicago davanti ai suoi sostenitori)

Barack Obama è stato rieletto per un secondo storico mandato alla Casa Bianca. Con i 9 grandi elettori del Colorado e i 13 della Virginia, il presidente si sarebbe aggiudicato almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante repubblicano Mitt Romney: ne servivano 270 per la vittoria.

Secondo le proiezioni tv, il presidente ha vinto con stretto margine in Ohio, Wisconsin, Iowa, Pennsylvania e New Hampshire, mentre l’unico stato indeciso conquistato da Romney è stato il North Carolina.

Mitt Romney ha riconosciuto la vittoria di Obama con una telefonata: ‘Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese‘ ha detto ai suoi sostenitori riuniti al quartier generale di Boston. ‘Ora repubblicani e democratici lavorino insieme’ ha proseguito. ‘Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione.

Il presidente ha invece subito ringraziato su Twitter i suoi sostenitori: ‘Voi lo avete reso possibile. Grazie’, ha scritto rilanciando quello che era stato uno degli slogan della campagna elettorale ‘Altri 4 anni’, e `postando´ una foto in cui abbraccia la first lady Michelle. Poi, in abito blu e cravatta blu elettrico, il presidente è salito sul palco, accompagnato da Michelle e le figlie Malia e Sasha. ‘Ringrazio gli americani uno per uno. Io e Romney abbiamo a cuore l’America’ ha detto. ‘Per l’America il meglio deve ancora venire e grazie a voi la sua storia va avanti’.

Poi, in un lungo discorso, si è rivolto all’America. ‘Torno alla Casa Bianca più determinato. La nostra economia si sta riprendendo’.

Immediata è esplosa la gioia a Chicago, al quartier generale dei democratici, mentre lo sconforto si è impadronito della sede di Romney a Boston. Una folla di cinque, seimila persone, si è riunita davanti alla Casa Bianca cantando ‘altri quattro anni’ e ‘Usa, Usa’.

Il flusso di americani in festa non si ferma nel cuore di Washington. I caroselli di auto con il clacson pigiato si fanno sentire da un isolato di distanza. Urla di gioia esplodono dai gruppi di ragazzi arrampicati sugli alberi proprio davanti ai cancelli della Casa Bianca e si alternano alle grida dei fan.

Sono tantissimi gli studenti che accorrono letteralmente senza fiato dalla vicina George Washington University, ma ci sono anche i lobbysti, gli attivisti, e la gente comune. E ci sono gli stranieri.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera.

Oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum: via libera alle nozze gay in Maine, alla legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto. E in California è stata riconfermata la pena di morte con una votazione superiore al 54% e che ha bocciato la proposta di abolizione. Il presidente rieletto dovrà avere a che fare anche con questo.

Romney ha ritardato la sua ammissione di sconfitta perché i Repubblicani avevano inizialmente messo in dubbio la vittoria di Obama in Ohio, malgrado tutti gli esperti e le reti tv lo avessero già dichiarato presidente.

Obama dovrà affrontare la difficile sfida di gestire i mille miliardi di dollari di deficit annuale, la riduzione del debito nazionale da 16mila miliardi di dollari, revisionare i costosi programmi sociali e gestire un Congresso in stallo.

Su Twitter: #congratulationsObama#RomneyCasa BiancaCNNBarack ObamaMr PresidentOhio#USA2012#vaiObama

Election Day, Obama Romney ultima sfida oggi si vota

Il conto alla rovescia è finito. Gli americani sono chiamati oggi a votare per scegliere chi tra il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni.

Mentre Obama seguirà l’election day dalla sua Chicago, Romney ha deciso ieri di cambiare programma, dichiarando che visiterà oggi gli swing state Ohio e Pennsylvania per cercare di recuperare gli ultimi voti più preziosi. Il cambio di rotta annunciato dai membri del suo team, secondo gli osservatori, rappresenta l’ultimo tentativo del candidato repubblicano per modificare l’opinione degli elettori, che secondo gli ultimi sondaggi si stanno riavvicinando al presidente americano.

E la scelta degli Stati da visitare non è affatto casuale. In Ohio, infatti, la battaglia si gioca fino all’ultima scheda, perché i suoi 18 voti elettorali sono necessari a Romney per battere il presidente. Stando al sondaggio finale prima delle elezioni curato dall’Università di Cincinnati, Obama è in vantaggio nello Stato con il 50 per cento delle preferenze, contro il 48,5 per cento di Romney.

La sfida è sul filo del rasoio anche a livello nazionale. Quasi tutti i sondaggi, tuttavia, prevedono che vincerà Obama. La media di Real Clear Politics mostra un recupero del presidente americano su Romney, anche se con un vantaggio di appena 0,4 punti.

Il testa a testa è evidente soprattutto negli swing state, ovvero gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, dove i candidati hanno concentrato gli ultimi sforzi di campagna elettorale. Ieri mattina Obama è stato a Madison, in Wisconsin, e nel primo pomeriggio si è spostato a Columbus, in Ohio, prima di tornare a Chicago.

Romney, nel frattempo, ha visitato la Florida, con un comizio all’aeroporto di Sanford nei pressi di Orlando e nella fascia centrale dove risiede gran parte degli elettori indecisi, per poi spostarsi in Virginia, in Ohio e infine a Manchester, in New Hampshire, il piccolo Stato del New England dove lanciò un anno fa la sua candidatura.

Intanto chiusi i seggi con un nulla di fatto a Dixville Notch. Nel mitico comune della Contea di Coos nel New Hampshire, il primo ad aprire e chiudere i seggi nell’Election Day statunitense, Barack Obama e Mitt Romney sono in parità, per la prima volta nella storia. Alla mezzanotte locale, le 6 in Italia, Tanner Tillotson, il primo di 200 milioni di elettori chiamati alle urne, ha deposto la sua scheda nella storica urna di legno: ‘Ho votato per Barack Obama’, ha dichiarato il 24enne. Ma alla fine cinque voti sono andati al presidente democratico uscente, altri cinque allo sfidante repubblicano. ‘Non è mai successo qui, abbiamo la parità’, ha dichiarato lo scrutatore nell’annunciare i risultati.

Questo piccolo villaggio isolato, ad appena una trentina di chilometri dal confine canadese sulle montagne degli Appalachi, è dal 1960 il primo ad aprire i seggi. Ad eccezione del 2008, quando ha trionfato Obama, a Dixville hanno sempre vinto i candidati repubblicani.

In Iowa Obama ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale, concedendosi anche l’emozione di una lacrima. ‘E’ qui che tutto è iniziato’, ha ricordato anche Michelle, ‘ed è questo l’ultimo evento della campagna elettorale di mio marito, è l’ultima volta che ci vedete sul palco insieme. Mio marito è un uomo d’onore, integro e onesto. Ha lavorato duramente ogni giorno per rendere questo Paese migliore: ne sono molto orgogliosa’. La first lady ha quindi ringraziato Springsteen.

 ‘Le sue note hanno accompagnato tutta la nostra campagna elettorale’, ha osservato Michelle, ‘ma non c’è niente come l’avere il Boss in persona’. Prima di lasciare la parola al marito, Michelle lo ha abbracciato calorosamente, sussurandogli all’orecchio: ‘Sono orgogliosa di te’. Poi ha ricordato ‘i momenti piu’ divertenti’ trascorsi in Iowa nel 2008, ‘dal compleanno di Melia’ alla ‘faccia di Barack scolpita nel burro’.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters-Ipsos, il presidente uscente è avanti di quattro punti in Ohio, con il 50 per cento delle preferenze contro il 46 di Romney. In Virginia il distacco è di due punti (48 per cento contro 46), e in Colorado di un punto (48 per cento a 47). Romney risulta invece in vantaggio in Florida con il 48 per cento dei consensi a fronte del 47 di Obama.

Ecco gli orari di chiusura delle urne nei principali swing state: – 19 locali (l’una di stanotte in Italia): Virginia. – 19.30 (l’una e mezza): Ohio e North Carolina. – 20 (le due): Florida, New Hampshire, Pennsylvania. – 21 (le tre): Colorado, Michigan, Minnesota, Wisconsin. – 22 (le 4): Iowa, Nevada.

Election day -3: Obama in vantaggio su Romney di 6 punti in Ohio e di 2 in Florida

A tre giorni dal voto, il Presidente Barack Obama risulta in vantaggio su Mitt Romney in Ohio e Florida, due Stati che saranno decisivi per la conquista della Casa Bianca. Stando a un sondaggio condotto per NBC News/Wall Street Journal/Marist, Obama ha sei punti di distacco dal candidato repubblicano in Ohio (51% contro il 45%) e due punti in Florida (49% contro il 47%).

Ohio e Florida sono i due Stati con il maggior numero di grandi elettori, rispettivamente 18 e 29, un candidato deve conquistare 270 collegi elettorali per arrivare alla Casa Bianca.

Il sondaggio è stato condotto dopo il passaggio dell’uragano Sandy sulla costa orientale del Paese: in Florida la ricerca è stata realizzata tra martedì e mercoledì e ha un margine di errore di più o meno 2,5 punti percentuali; in Ohio tra mercoledì e giovedì e ha un margine di errore di più o meno 3,1 punti percentuali.

Cuba: arriva l’uragano Sandy, due persone decedute

L’AVANA -L ‘uragano Sandy è salito a categoria 2, con venti fino a 165 km/h: il passaggio su Cuba e Giamaica ha causato almeno due morti. La tempesta ora si dirige verso le Bahamas, e ha fatto scattare l’allerta meteo sulla costa orientale della Florida.

La tempesta  si è rafforzata nel suo passaggio sulle tiepide acque dei Caraibi, colpendo la parte orientale dell’isola di Cuba con forti piogge e vento. Almeno 55 mila persone sono state evacuate – hanno riferito funzionari cubani – soprattutto per evitare che vengano travolte dalle attese alluvioni, che in alcune aree potrebbero raggiungere il mezzo metro di altezza.

Sulla costa sono attese forti mareggiate e onde alte fino a otto metri.

La tempesta, accompagnata da venti a 145 chilometri all’ora, si sta rafforzando e potrebbe passare dalla categoria 1 al secondo gradino della scala Saffir-Simpson, in tutto di cinque.

Ora Sandy si trova a 137 km a sudovest di Guantanamo e, secondo l’Osservatorio meteorologico cubano, si sta spostando verso nord, raggiungendo la massima intensità vicino a Santiago, seconda città dell’isola. Il governo cubano ha sospeso i voli da e per l’est, e anche i servizi ferroviari e stradali.

I 3.000 cubani che lavorano nelle piantagioni di caffé di Santiago sono stati mandati a casa.

L’uragano Sandy ha colpito ieri sera Kingston, la capitale della Giamaica, dove centinaia di persone si sono rifugiate nei centri di alloggio per le emergenze. Lo ha riferito il Centro americano di sorveglianza degli uragani (Nhc), con sede a Miami.

Il primo ministro giamaicano Portia Simpson-Miller ha interrotto una visita in Canada per rientrare nel paese prima che chiudesse l’aeroporto internazionale. La polizia ha ordinato un coprifuoco di 48 ore nelle principali città dell’isola, per ragioni di sicurezza e per evitare eventuali atti di sciacallaggio.

http://www.nhc.noaa.gov/

Un occhio gigante è stato ritrovato sulle spiagge della Florida

Un occhio gigante è stato ritrovato sulle spiagge della Florida, precisamente a Pompano Beach. L’occhio dalle dimensioni considerevoli ha da subito destato l’attenzione degli esperti, per i quali si potrebbe trattare dell’occhio di un calamaro gigante o comunque di una creatura marina dalle grandi dimensioni.

 Sulla spiaggia di Pompano, poco a nord di Miami, qualcuno ha perso un occhio. E ciò è chiaro. Ma a chi appartenga quell’occhio resta per il momento un mistero. Le sue dimensioni sono impressionanti: misura quanto una palla da softball. A Gino Covacci, l’italoamericano che mercoledì ha trovato l’occhio con la pupilla blu, non restava altro che metterlo in un sacchetto di plastica e portarlo alla locale stazione di polizia, riferiscono i media americani. Nel frattempo l’organo è stato consegnato al Florida Fish and Wildlife Institute di St. Petersburg. Qui gli esperti lo hanno fatto congelare per esaminarlo in seguito.

Le diverse teorie che si sono prodigate a proposito dell’occhio gigante partono tutte dal suo ritrovamento. L’occhio ancora sanguinava quando l’ho trovato, ha raccontato Covacci al Sun Sentinel. Al momento è ancora un mistero a quale animale possa appartenere. Si suppone possa essere di un calamaro gigante, di un polpo o di una balena, riferisce la Nbc.

O forse, affermano i biologi marini, di un pesce spada, uno squalo o un tonno. Chissà. In Rete, ovviamente, le teorie sono più fantasiose: c’è chi crede che l’occhio possa appartenere a un mostro marino o persino ad una creatura aliena. Test genetici dovrebbero fare luce sul mistero.

http://myfwc.com/research/

Usa, presidenziali: è la giornata dei numeri due

President Barack Obama and Vice President Jose...

President Barack Obama and Vice President Joseph R. Biden, Jr. (Photo credit: Wikipedia)

Oggi è il giorno dei numeri due. Questa sera (le 3 di notte in Italia), Joe Biden e Paul Ryan si affronteranno nell‘unico dibattito vicepresidenziale a Danville, in Kentucky. Per il vicepresidente in carica sarà l’occasione per porre rimedio alla sconfitta di Barack Obama nel primo dibattito presidenziale; per il candidato repubblicano, invece, ci sarà la possibilità di rafforzare il ticket con Mitt Romney e dimostrarsi all’altezza del palcoscenico nazionale, in vista di una possibile candidatura nel 2016 (in caso di sconfitta di Romney).

Obama, oggi, riprenderà la sua campagna elettorale, dopo la giornata di ieri passata a Washington per impegni presidenziali. Nel pomeriggio sarà in Florida per parlare all’Università di Miami, a Coral Gables; poi sarà al Marriot di Miami per raccogliere fondi per la sua campagna elettorale. Intorno alle 22:30 il ritorno alla Casa Bianca.

Romney, invece, lascerà l’Ohio per la North Carolina, dove farà campagna elettorale ad Asherville. In campo anche la first lady, Michelle, e la rivale Ann: la signora Obama sarà a Douglass County, in Colorado, mentre la moglie di Romney andrà in visita al Children’s Hospital di Fort Lauderdale, in Florida.

http://www.barackobama.com
http://www.mittromney.com/

Related articles

11 settembre: al via le celebrazioni per l’undicesimo anniversario dagli attentati del 2001

 Celebrazioni sottotono negli Usa per l’undicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. La principale cerimonia di commemorazione si terrà a Ground Zero, luogo in cui sorgevano le Torri gemelle, dove saranno letti i nome delle circa 3000 persone uccise a New York, a Washington e a Shanksville, in Pennsylvania.

A differenza degli anni scorsi, in ogni caso, nessun politico di rilievo, né il sindaco Michael Bloomberg né altri, prenderanno la parola a New York mentre il presidente Obama e la moglie Michelle si raccoglieranno in silenzio prima nei giardini della Casa Bianca poi al memoriale del Pentagono. Il vicepresidente Joe Biden andrà invece a Shanksville dove si schiantò il volo 93 della United Airlines.

Ieri, proprio a Shanksville, ha parlato il ministro della Difesa Leon Panetta che ha invitato gli americani a non dimenticare ‘i soldati che combattono e muoiono in Afghanistan‘. A segnare la differenza col passato anche l’andamento della campagna elettorale, che non si fermerà neanche per l’11 settembre. L’ex presidente Clinton sarà oggi a Miami, in Florida.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/a-charlotte-la-convention-democratica-per-linvestitura-di-obama-a-candidato-ufficiale-alle-presidenziali-del-6-nov/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/06/i-sette-titani-della-tech-industry-che-finanziano-le-campagne-elettorali/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/

Cuba: per la prima volta dopo 50 anni cargo Usa attracca a l’Avana

Per la prima volta dopo 50 anni, una nave da carico proveniente dagli Stati Uniti ha attraccato al porto dell’Avana, a Cuba. La Ana Cecilia, il cargo proveniente da Miami, trasporta aiuti di carattere umanitario spediti dalla popolazione cubana residente in Florida e destinati ai parenti che vivono sull’isola caraibica.

Dal 1962, Cuba (mappa) è sottoposta a un embargo commerciale decretato dall’allora presidente americano, John Kennedy, che non è mai più stato tolto. La nave arrivata nel porto della capitale cubana, ha avuto una dispensa speciale dell’amministrazione statunitense per trasportare gli aiuti umanitari nell’isola. 

Il piccolo cargo Ana Cecilia, che ha una capacità di 16 container, è entrato nella baia della capitale cubana poco dopo le 7 locali, con 24 ore di ritardo per problemi amministrativi prima di gettare l’ancora.

Salpato mercoledì pomeriggio da Miami, il cargo trasporta materiali destinati a organizzazioni umanitarie o religiose, ma ‘anche a delle famiglie che vivono a Cuba’, secondo un portavoce dell’International Port Corp, la compagnia americana che ha organizzato il trasporto.

International Port Corp ha annunciato che il collegamento sarà ormai settimanale con una nave in partenza da Miami tutti i mercoledì. ‘Una volta là, l’equipaggio scarica tutto senza sbarcare e la nave riparte per Miami’, ha sottolineato il portavoce Leonardo Sanchez-Adega.

La società, che deve rispettare l’embargo totale decretato contro Cuba nel febbraio 1962 dal presidente americano John F. Kennedy, ha precisato di aver ottenuto un permesso speciale dalle autorità americane. Dal 1992 l’embargo Usa contro Cuba viene condannato regolarmente ogni anno dall’Assemblea generale dell’Onu a schiacciante maggioranza: nel settembre 2011, 186 Paesi lo hanno condannato, contro due voti a favore (Stati Uniti e Israele) e tre astensioni (Isole Marshall, Micronesia e Palau).

http://www.un.org/

Versace: in vendita Casa Casuarina, la villa dello stilista a South Beach

La megavilla di Gianni Versace a Miami torna sul mercato per 125 milioni di dollari. E’ la richiesta per chi deciderà di mettere le mani sulla proprietà a South Beach, in Florida, dove fu ucciso lo stilista italiano nel 1997.

Casa Casuarina è la splendida dimora degli anni ’30 in una delle zone più di lussuose della città di Miami, dove Gianni Versace ha vissuto fino alla sua morte. Su una superficie di quasi 1.800 mq, ha 10 stanze da letto, 11 bagni, una piscina di circa 17 metri, rivestita in oro 24 carati. Versace comprò la casa e i dintorni nel 1992 per meno di 10 milioni di dollari e poi ne investì altri 33 per rimodernarla ed ingrandirla.

Lo stilista italiano insieme a nuove superfici, aggiunse anche un cortile ricoperto con un mosaico della Medusa, il simbolo della Maison Versace, e affreschi sui muri e sui soffitti. ‘Questa non è solo una delle proprietà più famose di South Beach – ha detto Jill Eber della Coldwell Banker, che si occuperà della vendita – ma è anche conosciuta in tutto il mondo per la sua attenzione al dettaglio in ogni stanza, per la sua eleganza e il suo stile’.

Tre anni dopo l’uccisione dello stilista, la dimora fu acquistata dell’imprenditore delle comunicazioni Peter Loftin che la pagò solo 20 milioni di dollari. In seguito la trasformò in un hotel di lusso con ristorante.

‘Grazie agli acquirenti stranieri – continua Eber – Miami sta assistendo ad un’impennata dei prezzi mai vista prima, quindi è il momento migliore per vendere una proprietà come questa’.

Blog at WordPress.com.