È morta Agnese Borsellino, moglie del magistrato ucciso dalla mafia

agnese_borsellino_servizio_pubblico_NÈ morta all’età di 71 anni Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992. A dare la notizia il fratello del magistrato, Salvatore, con un post su Facebook: ‘E’ morta Agnese. E’ andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte’.

Agnese, figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l’incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40.

‘Con dolore vero sincero e immenso apprendo la notizia della morte di Agnese Borsellino, donna di singolare esempio di attaccamento e fedeltà alle istituzioni, di grande coraggio e grande forza’, ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. ‘L’ho incontrata circa tre settimane fa, in ospedale – ricorda Crocetta – la lucidità delle sue idee, la determinazione nel condurre una battaglia di giustizia, la voglia di verità contrastava con le condizioni del suo corpo indebolito dalla malattia, vissuta con consapevolezza e dignità. È morta una grande donna, un’eroina delle istituzioni che ha vissuto una delle tragedie più grandi che una persona possa vivere. Ricorderò sempre il sorriso della signora Agnese, la sua tranquillità e la sua consapevolezza delle ingiustizie profonde che ci sono nella società siciliana e italiana: la lotta alla mafia come valore da perseguire, come lotta per la libertà’.

La vedova Borsellino, che era ammalata da tempo, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande riserbo insieme ai figli, limitandosi a presenziare a poche cerimonie pubbliche in ricordo del marito. Solo in occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni del marito alla vigilia dell’attentato del 19 luglio 1992. Fondamentale la sua deposizione rilasciata ai magistrati della Procura di Caltanissetta il 27 gennaio del 2010, nell’ambito della nuova inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Agnese ricorda le parole che il 15 luglio 1992, otto giorni prima della strage, gli rivolse Paolo Borsellino: ‘Mio marito era sconvolto e mi disse testualmente: ‘Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era punciutu’. E tre giorni dopo – continua Agnese – Paolo durante una passeggiata sul lungomare di Villagrazia di Carini mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere’.

I funerali saranno celebrati domani mattina a Palermo alle 9.30 nella chiesa di S. Luisa di Marillac. La Fondazione intitolata a Paolo Borsellino e a tutte le vittime della mafia ha messo a disposizione la mail info@progettolegalita.it ‘per raccogliere lì eventuali messaggi di testimonianza di affetto e considerazione per la signora Agnese che non ha mai smesso di chiedere, insieme ai figli, che sia fatta verità e giustizia’.

Messaggi di cordoglio sono stati espressi dal mondo delle istituzioni e della politica.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: ‘
Ho appreso con grande commozione e tristezza la notizia della scomparsa di Agnese Borsellino, degna e ammirevole consorte del grande magistrato divenuto con il suo sacrificio simbolo sempre vivo della lotta contro la mafia. Desidero ricordare di Agnese Borsellino la esemplare sobrietà e misura in tutte le occasioni di pubblica celebrazione della figura del marito, la personale gentilezza e amichevolezza sempre mostrata nei miei confronti. Partecipo con forti sentimenti di vicinanza al dolore dei famigliari, e in particolare del figlio Manfredi, che ha raccolto l’esempio paterno di dedizione e servizio allo Stato’.

La presidente della Camera, Laura Boldrini:’Esprimo l’affettuosa vicinanza mia e della Camera dei deputati ai familiari di Agnese Borsellino. La riservata fermezza della sua battaglia per la legalità, la tenacia con la quale ha reclamato giustizia, ne hanno fatto già da tempo un simbolo della lotta contro le mafie. È stata una delle voci dell’Italia che continua a chiedere verità’.

Il presidente del Senato Pietro Grasso: ‘
Agnese Borsellino non ha mai smesso di cercare verità e giustizia, ci mancherà’. E a Lucia, Manfredi e Fiammetta, figli di Agnese e Paolo Borsellino: ‘Con commozione mi stringo ai voi nel dolore per la scomparsa di Agnese. Vi mancherà, come ogni genitore a ogni figlio, e mancherà anche a me, a noi che la avevamo conosciuta così coraggiosa eppure discreta, così forte di animo in un corpo minuto. Il suo desiderio di verità e giustizia rimane intatto’.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: ‘Chi lascia nella vita degli altri un segno indelebile, non scompare per sempre. Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di una donna forte e coraggiosa, che ha cresciuto i suoi figli nel rispetto di quegli ideali di democrazia e di giustizia, pilastri fondanti della famiglia, ancor prima che della società. Mi unisco affettuosamente ai dolore dei suoi cari’.

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: ‘Una donna dolce e mite che sapeva essere intellettualmente intransigente e radicale nel continuare, in altri modi, la lotta alla mafia portata avanti da suo marito e nel sostenere le ragioni della legalità contro quelle del sopruso, della violenza e del malaffare’. Cancellieri esprime le sue ‘più sentite condoglianze ai figli Lucia, Manfredi e Fiammetta’. ‘Sono profondamente addolorata per la scomparsa della signora Borsellino una donna straordinaria che avevo avuto modo di conoscere e di apprezzare in questi ultimi anni. Una donna che da un corpo fragile e provato dalla malattia sapeva sprigionare una forza morale e spirituale che raramente ho visto’.

Il ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia: ‘Esprimo il mio cordoglio e quello dell’Udc siciliana a Lucia Borsellino e a tutta la sua famiglia. La Sicilia e i siciliani non dimenticheranno il suo stile e la lezione di vita che ha saputo trasmettere in questi anni’.

L’Anm: 
Agnese Piraino Leto, vedova di Paolo Borsellino, è stata una ‘donna che seppe accompagnare il marito nelle sue spesso difficili scelte di vita e che anche dopo il suo barbaro assassinio trovò la forza e il coraggio di spendersi nell’impegno civile in difesa della democrazia e della legalità. L’Anm esprime alla famiglia il cordoglio e la vicinanza di tutti i magistrati italiani’.

Walter Veltroni: ‘
Una donna coraggiosa, tenace, discreta: la morte di Agnese Borsellino è una notizia dolorosa. È stata per tanti anni un esempio per il suo attaccamento alle istituzioni e per la tenacia con cui ha chiesto la verità sulla morte del marito. Ventuno anni dopo la morte di Paolo Borsellino è ancora avvolta da terribili misteri e dubbi dalla scomparsa dell’agenda rossa del magistrato antimafia alle vere responsabilità della strage di via D’Amelio attorno alle quali si è giocata una partita di nebbie e depistaggi. Credo che dobbiamo ad Agnese Borsellino e alla sua straordinaria figura l’impegno a rendere sempre più forte e centrale la lotta alla mafia e alla ricerca di una verità definitiva sulla terribile stagione delle stragi’.

Antonio Di Pietro: ‘
Oggi è un giorno di lutto. Abbiamo appreso con dolore la notizia della morte di Agnese Borsellino. Ci stringiamo con infinito affetto ai suoi familiari. Di Agnese Borsellino ricorderemo sempre tutto il suo impegno per la legalità, il suo coraggio nella lotta alla mafia, la sua dedizione nella ricerca della verità e la sua dignità nel dolore. È stata una donna che ha sempre creduto fermamente nella giustizia e nelle istituzioni. Per questo anche a nome suo, continueremo a chiedere, sempre senza alcun tentennamento, verità e giustizia su una delle pagine più buie della nostra storia’.

L’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili: ‘In questi anni la testimonianza della vedova Borsellino è stata molto importante, e crediamo determinante per capire quanto il giudice nei giorni che hanno preceduto la sua morte fosse cosciente del pericolo corso, ma mai avesse fatto un passo indietro sicuro di essere nel giusto nel cercare di impedire con ogni mezzo una trattativa ignobile’.

Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.
 ‘Ci lascia un pezzo della memoria d’Italia. Visse la sua vita con fermezza e dignità nel ricordo di Borsellino che solo la destra italiana onorò già in vita votandolo come Presidente della Repubblica’, ha scritto su twitter Ignazio La Russa, presidente del movimento Fratelli d’Italia-centrodestra nazionale. Il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: ‘Addio Agnese Borsellino, moglie e madre coraggio, esempio di forza per ogni italiano. Nel suo nome continueremo a chiedere verità e giustizia’.

Su TwitterPaolo BorsellinoAgnese Borsellino

Advertisements

Forti incendi devastano l’Australia, caldo record oltre i 40 gradi

incendi australiaGli incendi devastano l’Australia. I Forti venti e temperature record, oltre i 40 gradi, hanno favorito i roghi nel sud-est del Paese, dove le autorità hanno riferito di condizioni ‘catastrofiche’.

Le fiamme in molti casi fuori controllo, si propagano molto rapidamente e per questo le autorità hanno deciso di far allontanare la popolazione come unica opzione per salvarsi. Il premier australiano Julia Gillard ha lanciato un appello alla vigilanza: ‘La parola catastrofico è usata per validi motivi. Per questo è molto importante che le persone si salvaguardino e ascoltino le raccomandazioni delle autorità locali. Questo è un giorno molto pericoloso’.

Sono cinque gli Stati colpiti anche se la situazione peggiore si registra nel Nuovo Galles del sud, lo Stato più popoloso, dove si contano circa 100 incendi, di cui 20 fuori controllo, anche nelle vicinanze di Sydney. L’ondata di caldo estremo, iniziata in Australia occidentale poco dopo Natale e durata otto giorni, è stata la più violenta in oltre di 80 anni, le temperature roventi rendono molto difficili le operazioni di soccorso e di spegnimento dei roghi.

Due palazzine crollano a Palermo: 3 morti, di cui un disperso e diversi i feriti, fra cui anche bambini

palermo_crollo_vvff2--400x300Rumori sinistri e l’allargarsi delle fessure sulle pareti che da mesi facevano temere il peggio. Poi la chiamata ai Vigili del fuoco, che si sono accorti subito della gravità della situazione. L’ordine di evacuazione per gli abitanti di due palazzine di via Bagolino, strada di case popolari nel quartiere dei cantieri navali di Palermo, è arrivato immediatamente. Ma non tutti ce l’hanno fatta.

Gli edifici si sono sbriciolati prima che tutti gli abitanti riuscissero a uscire. In quattro sono rimasti sotto le macerie: il cadavere di un uomo di 82 anni, Ignazio Accardi, è stato individuato schiacciato da una trave. All’alba di questa mattina è stato estratto il corpo di Antonino Cina’, 54 anni.

I vigili del fuoco sarebbero riusciti a localizzare il punto in cui si trova il corpo senza vita di una delle due donne che risultano disperse: Maria La Mattina, 80 anni, moglie di Accardi, e Elena Trapani, 74 anni, zia di Cina’.

Nel crollo sono rimaste ferite sette persone. Un’intera famiglia si trova all’ospedale Civico. Il marito di 48 anni, la moglie di 35 anni e la bambina di sette anni. A quest’ultima i medici hanno suturato una ferita all’occhio. La moglie invece è rimasta ferita alla gamba. Il marito è in osservazione dopo un trauma cranico. Altri quattro sono rimasti intossicati dalle polveri prodotte dalle macerie. Due bambini e un uomo di 35 anni e una donna di 32 anni, ma sono stati soccorsi dal personale del 118.vigili del fuoco crollo due palazzine palermo

Le palazzine sono venute giù mentre erano in corso le operazioni di sgombero delle sette famiglie lì residenti. Nei due edifici vivevano otto famiglie. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e alla polizia, c’è anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha organizzato l’ospitalità per le famiglie evacuate.

La Procura di Palermo ha aperto una indagine per disastro colposo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto Marzia Sabella. I Pm nomineranno in mattinata un consulente esperto in costruzioni.

Da tempo, dopo la costruzione di una struttura prefabbricata all’ultimo piano di uno dei due immobili, si sentivano strani scricchiolii e più di una crepa si era formata sui muri. ‘Oggi i rumori ci hanno fatto preoccupare più del solito e abbiamo chiamato i vigili del fuoco, che ci hanno fatto immediatamente sgomberare. – racconta una delle superstiti, Giuseppina Ferrara che con la sua famiglia viveva al terzo piano di una delle due palazzine -. Qualche minuto dopo è venuto giù tutto. Il palazzo si è sbriciolato e ha trascinato con se anche la palazzina vicina – continua la donna -. Io con la mia famiglia e le due famiglie dello stesso palazzo siamo riusciti a metterci in salvo. Non so nulla invece degli abitanti dell’altro immobile. Il palazzo si è sbriciolato e ha trascinato con se anche quello vicino’.

Accardi e la moglie, invece, erano affacciati al balcone e non sono riusciti a fuggire. I vicini di casa hanno visto le mura crollare e inghiottire i due anziani. ‘Non è giusto morire così’, dice il figlio della coppia avvertito dai vigili del fuoco. E solo grazie all’intervento tempestivo dei pompieri si è evitato che il bilancio del crollo fosse ancora più drammatico.

‘Siamo intervenuti in seguito ad una chiamata che ci segnalava un dissesto statico di un palazzo. Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione drammatica e abbiamo fatto evacuare due palazzine, mettendo in salvo anche una persona disabile’. Così il comandate dei vigili del fuoco di Palermo, Gaetano Vallefuoco, racconta i momenti concitati prima del crollo delle due palazzine avvenuto ieri sera a Palermo. ‘Alcuni abitanti sono riusciti ad uscire dagli edifici, ma all’improvviso – spiega il comandante Vallefuoco – gli immobili sono venuti giù. Alcune persone rimaste dentro sono comunque riuscite a scappare, altri quattro invece non ce l’hanno fatta’.

Grande impiego di mezzi e uomini per i soccorsi: dai vigili urbani, alla polizia, ai carabinieri, al 118 e alla Protezione civile. Le ricerche dei dispersi non si fermano: un sonda tenta di captare eventuali suoni sotto le macerie e i cani del nucleo cinofilo sono pronti a intervenire. I vigili del fuoco – che hanno transennato l’intera zona – hanno disposto lo sgombero di una palazzina attigua a quelle crollate, risultata pericolante in seguito a una verifica statica.

Aggiornamento

E’ stata trovata la quarta vittima del crollo di due palazzine venute giù la scorsa notte a Palermo, probabilmente per un cedimento strutturale. Si tratta di Elena Trapani, 74 anni. La donna viveva con il nipote, anche lui morto nel crollo. Deceduti anche due anziani coniugi.

Arrestato il direttore delle Poste del Senato per spaccio di cocaina

Il direttore dell’ufficio delle Poste del Senato è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di cocaina. L’uomo è ritenuto il braccio destro di un boss albanese che gestiva i pusher nella parte sud dell’hinterland romano.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di una alleanza italo-albanese per il rifornimento e lo spaccio di cocaina nel territorio della provincia a sud della Capitale. L’organizzazione è stata scoperta dai militari della Stazione Valmontone che, alle prime luci dell’alba, hanno avviato la notifica di 10 misure cautelari (6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) nei confronti di 3 albanesi e 7 italiani.

Con Orlando Ranaldi, di 53 anni, originario di Olevano Romano, in manette anche un vigile urbano del Comune di Valmontone, Stefano Gallo, e un autista della Cotral, Alessandro Mele, che si sarebbero prestati, anche con le loro auto di servizio, a smerciare droga per conto della banda. Sono state avviate decine di perquisizioni nei confronti di altri soggetti legati a vario titolo alle attività della banda.

Durante l’indagine, durata circa sette mesi, sono stati arrestati diversi soggetti in flagranza di reato e sono state sequestrate centinaia di dosi di cocaina.

Dal Senato fanno subito sapere che si tratta di un dipendente delle Poste e non di palazzo Madama.

Red Bull Street style, terza finale mondiale di calcio freestyle: vince il giapponese Tokuda, Celli terzo

Fabio Cannavaro e Pippo Inzaghi giudici d’eccezione della terza finale mondiale di calcio freestyle. L’italiano Gunther Celli conquista il terzo gradino del podio.

Vince il giapponese Kotaro ‘Tokura’ Tokuda, secondo posto per l’irlandese Daniel Dennehy, mentre l’italiano Gunther Celli si classifica al terzo posto eliminando agli ottavi il francesce Sean Garnier, campione del mondo 2008. Nei quarti il bresciano punta tutto sulla creatività, giocando con il suo cappellino e togliendosi la scarpa palleggiando, in questo modo eliminando il campione inglese Andrew Henderson, freestyler di spessore, già performer alle Olimpiadi di Londra. In semifinale ha la meglio l’’irlandese Daniel Dennehy, che elimina l’eroe locale. Celli si consola poi presto vincendo il premio G-Shock, assegnato per il miglior trick.

Un baller meraviglioso, il giapponese Tokura, che ha alternato controllo a stile con un alto tasso di creatività, e che ha fatto letteralmente innamorare Lecce. Palleggiando alla velocità della luce. E laureandosi campione del mondo del Red Bull Street Style battendo in finale l’irlandese. 

‘Mi ha fatto piacere partecipare ad un appuntamento come il Red Bull Street Style, conoscere i protagonisti e scoprire cosa li spinge ad allenarsi sempre più duramente per primeggiare’ – ha dichiarato Fabio Cannavaro, Campione del Mondo 2006 e unico difensore italiano ad aver vinto il Pallone d’Oro. L’ex capitano della Nazionale Italiana e detentore del record di presenze con la maglia azzurra (136), era una dei 5 giudici che hanno decretato il vincitore della serata. ‘Sono cresciuto ammirando coi miei occhi l’incredibile talento di Maradona all’opera. Il vedere oggi così tanti ragazzi destreggiarsi con tanta creatività è davvero esaltante’ aggiunge Cannavaro.

Serata di emozioni forti a ritmo di musica. Quella dei Sud Sound System e di Marracash. È la serata della finale del Red Bull Street Style: il mondiale di calcio freestyle. 1.500 gli spettatori che hanno gremito le gradinate dell’Anfiteatro romano, 15.000 persone in piazza Sant’Oronzo a seguire l’evento sul maxi-schermo; questi i numeri di una serata che i leccesi si ricorderanno a lungo.

http://www.redbull.it

Related article

Miss Take on CookedNews: queste si che sono caramelle ‘very hot sweet’

Partiamo questa volta da un commento, il primo dalla pubblicazione in Rete di un pezzo caldo di giornata, per voce e contenuto. Lei è Miss Take, e non che non sta facendo un Mixtape, si invece che le piace giocare con le parole. Tanto da tirar fuori una song calda mozzafiato e dal beat indecente ancora più del rap che accompagna, per farsi conoscere al pubblico di genere e in generale. Consigliato a chiunque abbia un po’ di raucedine da guarire. Miss Take feat. Vacca – SugaShock (Prod. Davare) è il pezzo very hot da ascoltare.

Commento a caldo dopo il primo ascolto:

‘A me piace il beat perché è stronzo peso, uno di quelli che ti fanno desiderare di essere una figa incredibile col culo a palloncino che si muove in un video al rallenty’.
Che te lo dico a fare.
Clicka per scaricare.

Riportiamo

YOU CAN’T HANDLE IT!
Miss Take per l’esordio fa le cose in grande e col personal trainer Vacca confeziona una hit di quelle che ti stendono al primo ascolto. La base è di Davare ed arriva dritto negli impianti per farti muovere la testa peggio di una bobble head. Adesso ti dico in breve chi è la signorina.

‘MissTake è la più giovane delle nuove proposte di ReddArmy, e a discapito dell’anagrafe si presenta con un biglietto da visita particolarmente seducente, che dimostra come ci siano più chilometri e più esperienze nelle sue note di quanto l’anagrafe non faccia supporre. Apre una serie di concerti con i Carnicats ed è durante uno di questi che incontra Vacca.’

 

**FREE DOWNLOAD** e anteprima esclusiva su Dance Like Shaquille O’Neal
http://www.dlso.it/site/2012/09/15/miss-take-feat-vacca-sugashock-prod-davare/

ReddArmy presents
MissTake feat. Vacca – “Sugashock”
produced by Davare for Roc Stars

https://www.facebook.com/callmemisstake
http://www.reddarmy.com

I candidati alla presidenza della Regione Sicilia: chi sono

Nonostante le dimissioni, il presidente della Regione Sicilia è ancora lui, Raffaele Lombardo. A darne comunicazione, anche se telematica, è il sito internet della presidenza che non accenna ad alcun aggiornamento. Noi di Cooked News stiamo invece tentando di aggiornarci su quelle che sono le candidature per delle elezioni sempre più vicine. Chiusura liste prevista per il 27 settembre.

Sarà infatti il prossimo 28 ottobre, il mese in cui tutta la popolazione siciliana è chiamata ad esprimere il proprio parere alle urne. Ed ecco i candidati a presidente della Regione. Gaetano Armao, Francesco Cascio, Rosario Crocetta che i sondaggi al momento danno come preferito, Giampiero D’Alia, Claudio Fava, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roberto Lagalla rettore al Polo universitario di Agrigento prima di passare a rettore dell’Ateneo di Palermo, Innocenzo Leontini, Ivan Lo Bello, Beppe Lumia, Gianfranco Miccichè, Nello Musumeci, Massimo Russo, Altri, Gaspare Sturzo, Fabio Granata già assessore e parlamentare, Giancarlo Cancelleri, Mariano Ferro.

Ed ecco qualche preferenza. In base ai sondaggi diffusi in Rete, CookedNews ha scelto i due contendenti di centro sinistra, due del centro destra e l’unica donna al momento candidata.

Rosario Crocetta. Ex sindaco di Gela, nel nisseno, poi candidato al Parlamento Europeo, dove ha portato il suo messaggio contro le mafie una volta eletto deputato, Rosario Crocetta, fuori dalle preferenze sessuali, avanza la sua carica a Presidente della Regione. La bandiera, pardon, partito di riferimento è quello della sinistra in Sicilia, che è un po’ centro sinistra come nel resto d’Italia. Sotto il motto di ‘La rivoluzione è già iniziata’ con una girandola colorato a stemma, Crocetta racconta la sua campagna elettorale su un sito fatto di pizzini. Satira e critica si uniscono con il chiaro intento a sorridere a una eredità siciliana forse troppo pesante, che è quella della mentalità mafiosa. E ad alcuni della concorrenza ha anche detto ‘alcun patto con l’Mpa’, il movimento per l’autonomia rappresentato dal presidente uscente, Raffaele Lombardo. Rosario Crocetta è un politico italiano, impegnato nella lotta alla mafia. È stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia d’Italia (prima di Vendola presidente della Regione in Puglia). Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea. Nell’agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana per le elezioni che si svolgeranno in autunno. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l’Udc, l’Api e il Psi. Negli anni in cui è stato sindaco ha subito diversi attentati, poi falliti.

Claudio Fava politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano si è candidato il 5 settembre con una conferenza stampa radiofonica, riportata anche sul sito di Libera Sicilia 2012 dai solari colori rosso e arancio. All’urlo di Claudio Fava presidente, risponde il candidato: ‘Un vento di riscatto civile e politico sta scuotendo la Sicilia. Lo stesso vento che animò speranze e intenzioni nella primavera del ’93, che conobbe straordinarie vittorie elettorali contro i partiti del malaffare, che espugnò città ritenute ormai perdute. Da quei giorni sono passati quasi vent’anni, ma lo spirito di quel tempo in molti di noi s’è mantenuto intatto: e non è un caso per molti di noi ritrovarci di nuovo insieme in una sfida che vuole restituire ai siciliani una politica finalmente libera da convenienze, compromessi, clientele e menzogne. Una politica disobbediente, con la schiena dritta, che non chiederà permesso ai comitati d’affari né ai capimafia, che non punterà a comprarsi il consenso dei cittadini ma a prendersi cura della loro vita e dei loro diritti. Una politica che archivierà senza rimpianti Lombardo e Cuffaro, i loro partiti e i loro alleati’. Il partito di Claudio Fava è Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. È stato il Coordinatore Nazionale del movimento Sinistra Democratica ed è il Coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010. Nell’estate del 2012 annuncia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana ottenendo l’appoggio di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra.

Nello Musumeci. Per lui è valido ancora il prefisso di on. Che non vuol dire accesso ma è l’abbreviazione di onorevole. L’onorevole Musumeci appunto, è candidato anche lui a Presidente della Regione Sicilia. Per lui è importante che ‘I partiti presentito liste pulite. Da Presidente della Regione non governerei cambiando maggioranza.’ Lo ha detto Nello Musumeci, incontrando i giornalisti all’inaugurazione del comitato elettorale di via Libertà 13, a Palermo. “Se vincerò con la maggioranza di centrodestra – ha proseguito Musumeci – dovrò governare con chi mi ha sostenuto”. Parole chiare e decise del candidato alla presidenza della Regione siciliana. Nello Musumeci è sostenuto da  Pdl, Pid-Cantiere Popolare e La Destra.

Miccichè Gianfranco. Non sarà solo un voto per la Regione siciliana, quello del 28 Ottobre, perché si decideranno anche i destini di molti partiti nazionali in vista delle politiche del 2013.La Sicilia diventa il banco di prova per future alleanze nazionali. In particolare, la coalizione che sostiene la candidatura di Miccichè, che mette insieme Grande Sud, Partito dei siciliani, Mps e Fli, banco di prova per Gianfranco Fini, presidente della Camera venuto fin qui in Sicilia a consultare l’amico Lombardo per superare lo sbarramento del 5%. Oltre alle liste del Partito dei siciliani e di Grande Sud, ce ne sarà una terza che sarà composta, prevalentemente, da candidati dell’area dell’ex-Mpa e di Fli, mentre gli uomini dell’Mps dovrebbero confluire in Grande Sud, ma in alcune province lo schema potrebbe mutare.

Lucia Pinsone proviene dal mondo del volontariato ed è l’unica donna al momento ad essersi candidata per il ruolo di Presidente della Regione. Che la Sicilia ne avesse bisogno, non  ne avevamo dubbi. ‘Non mi sento candidata ma in missione’, dice la Pisone del Movimento Voi. E’ insegnante e nella vita si occupa di disabili. La candidatura è stata presentata a Palazzo dei Normanni, sede della presidenza della Regione, dal fondatore del Movimento Voi-Volontari per l’ItaliaGerardo Salsano. ‘Sono pronta a sacrificarmi ma non possiamo lasciare la Sicilia in mano ai soliti noti. ‘Sono stata contattata da tutti i movimenti – ha detto ancora l’insegnante di matematica e Presidente di un’associazione per disabili – ma andiamo avanti per la nostra strada. Io non mi assoggetto al potere. Siamo aperti a tutti quelli che amano la Sicilia’.

Aggiornamento

‘Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il prossimo 28 ottobre. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando. Io arriverò dal ‘continente’, a nuoto da Reggio Calabria a Messina. Mi sto allenando ogni giorno a Nervi. Il mio viaggio, sempre in camper, sempre senza scorta, inizierà 10 giorni prima delle elezioni. Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me (l’itinerario dettagliato sarà pubblicato sul blog), e, vi assicuro che non mi sentirò un po’ stanchino’. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo parlando della sua personale ‘spedizione’ in Sicilia in occasione del voto.

Grillo ricorda che ‘la Sicilia è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase ‘qui si fa l’italia o si muore’ rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana’.

‘Il portavoce del movimento 5 stelle in Sicilia è Giancarlo Cancellieri eletto dagli attivisti sul territorio. Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’, conclude Grillo.

#Sicilia , #Elezioni Sicilia, Elezioni regionali

http://www.liberasicilia2012.it/
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_IlPresidente
http://www.claudiofavaperlasicilia.it/
http://www.crocettapresidente.it/
http://www.regione.sicilia.it/famiglia/elettorale/
http://www.beppegrillo.it/

‘Avanti tutta sulla Tav’: il pressing francese sulla Torino-Lione per ottenere più fondi

Le ingerenze delle multinazionali sulla costruzione della Torino-Lione. Danone scende in campo per difendere la costruzione della Tav. Franck Riboud, il numero 1 della multinazionale alimentare francese, ha presieduto a Lione una riunione straordinaria dell’esecutivo di Transalpine, l’associazione gemella dell’italiana Transpadana, convocato per fare pressing sul governo di Parigi in vista del vertice bilaterale di dicembre.

E’ ‘Le Progres‘, quotidiano di Lione – riporta La Stampa di Torino di oggi – a usare il verbo ‘difendere’ annunciando la riunione. Chi sono i nemici della Tav in Francia? Partiti quasi zero, movimenti pure, mancano però i fondi. E non è un caso che Riboud metta l’accento sul fatto che il ‘tunnel di base è la locomotiva che dovrà trainare tutto il progetto’. La versione transalpina del progetto per fasi che porta il copyright italiano di Mario Virano.

Jean-Jack Queyranne, presidente della regione Rhone Alpes si dice convinto che il prossimo vertice di Lione sarà decisivo. ‘Per la nostra comunità – dice il politico – la realizzazione della nuova linea è sacra anche perché stabilita da un trattato internazionale che è escluso dalle discussioni in corso sulle priorità del nuovo sistema ferroviario nazionale’. La mega-galleria che fa parte di un trattato internazionale non è messa in discussione e ‘i francesi, come ha spiegato il presidente Hollande rispettano gli accordi’, precisa il gran capo della Danone.

Ma associazioni territoriali e imprenditoriali d’oltralpe, e anche la Commissione Ue, chiedono qualcosa di più dei soliti ‘bla, bla, bla’, continua Riboud. Fatti, dunque, a partire dal prossimo vertice bilaterale. Riboud è netto: ‘Che cosa intendo? Il proseguimento dei lavori in Italia, l’avvio del cantiere a Saint Martin La Porte, l’acquisto della talpa e la nomina dei vertici della nuova società che dovrà realizzare i lavori del tunnel di base’. Insomma, ‘non la luna ma piccoli passi che però sono in grado di mettere i due governi con le carte in regola per chiedere e ottenere da Bruxelles il co-finanziamento massimo previsto a partire dal 2014′.

Gunther Ettl, il rappresentate della Commissione intervenendo all’incontro ha spiegato che ci sono buone possibilità che Bruxelles trovi le risorse per portare il contributo comunitario per le opere prioritarie della rete dei trasporti arrivi al 40%. E non a caso  nell’appello congiunto dei due comitati si chiede a Roma e Parigi di appoggiare la proposta della Commissione Ue che ‘orienta decisamente il proprio budget 2014-2020 verso le infrastrutture’.

In pratica, i francesi chiedono a Roma e Parigi di appoggiare la proposta della Commissione Ue di destinare più fondi alla Tav.

Intanto oggi a RadioBlack Out Alberto Perino, il portavoce del Movimento NoTav, denuncia il capocantiere per l’Alta velocità. ‘ Si chiama Antonio Finamore – dice prima di dare il numero di telefono a cui chiamare per confermare i danni ai presidi No Tav – Questo almeno è quello che ci hanno detto’. Dopo un’estate resistente, si prepara un autunno caldo a Chiomonte, dove la scorsa settimana gli uomini della CMC, la Cooperativa Muratori e Cementieri di Ravenna, hanno fatto capolino al cantiere – fortezza in vista dell’avvio dei lavori. I No Tav si preparano alla resistenza.

‘Ci risulta – continua – che la Cmc sia arrivata la settimana scorsa. Anche i No tav hanno i loro informatori: ci sono 15 operai di cui alcuni sono personaggi mandati lì dalle ‘ndrine e referenti delle ‘ndrine del canavese e della zona intorno a Torino’. Poi fa nome e cognome dell’ingegnere e aggiunge ‘eventualmente per informazioni chiedete a lui’.

‘E’ l’ennesimo atto intimidatorio contro chi lavora’ si limita a commentare Ltf che, insieme all’ingegnere coinvolto, monitorerà la situazione nei prossimi giorni. Se il telefono del dirigente di Cmc dovesse essere tempestato potrebbero anche scattare le denunce. ‘Non vedo cosa ho fatto di male  –  replica Perino  –  sono dati pubblici e poi non ho detto di telefonargli, ci mancherebbe. Darebbe fastidio anche a me’.

Il movimento ricorda che oggi 14 settembre, a Susa, sono due gli appuntamenti importanti: ore 16.00, consegna di una ventina di volumi sulla vicenda tav alla biblioteca di Susa di via Mazzini, dono del comitato No Tav Susa-Mompantero. Alle ore 21.00: serata informativa NOTAV presso i locali delle ex scuole nella  frazione di San Giuliano, per fare il punto sulla eventuale prossima apertura dei cantieri e sulla militarizzazione del territorio.

http://www.notav.eu/
http://www.notav.info/

Related articles

Monti: ‘Se mi chiedono di restare? Non ho ancora riflettuto’

‘Non ho ancora riflettuto su questo argomento, ma il mio futuro politico sul quale mi sto concentrando finisce con le elezioni nella prossima primavera. Concepisco il mio inatteso impegno nella politica come di breve termine, e desidero che sia di beneficio per il mio Paese’. Così il premier Mario Monti, in un’intervista al Washington Post realizzata sabato scorso a Cernobbio, risponde ad una domanda sulle sue future ambizioni politiche.

La domanda faceva riferimento alla possibilità che si formi alle prossime elezioni una coalizione che gli chieda di restare come primo ministro: sarebbe d’accordo a rimanere? ‘Veramente non ho ancora riflettuto su questo argomento. Sono stato molto impegnato a governare il Paese in questi mesi difficili”.

‘Ovviamente – ha proseguito il premier – sono preoccupato che l’Italia torni alle vecchie politiche e che i risultati raggiunti vadano persi, ma sono speranzoso che questo non accadrà perché i politici hanno avuto tempo per riflettere e stanno lavorando sul loro rinnovamento’.

Oltre alla ‘maturazione’ dei partiti, Monti individua un altro elemento tranquillizzante per il futuro. ‘L’Italia, come altri Paesi, sta lavorando sotto le restrizioni europee, che limitano il grado di politiche immaginifiche che ogni nuovo governo o Parlamento potrebbe introdurre’.

Il presidente del consiglio oggi è alle prese con le recenti decisioni in campo economico da parte della Bce, la Bance Centrale Europea.

Per il presidente del Consiglio Mario Monti l’Italia un anno fa ‘si trovava in una situazione decisamente peggiore rispetto all’attuale: rischiavamo infatti di finire come la Grecia.

‘Le decisioni del board della Banca Centrale Europea – ha aggiunto il premier – segnano un passo avanti importante verso la governance dell’Unione Europea. Serve ad allentare la tensione sullo spread che a detta di molti, a partire dal governatore della Banca d’Italia, è drogato di almeno 200 punti rispetto ai fondamentali italiani. Naturalmente questo non risolve il problema delle riforme strutturali che il nostro paese deve attuare. Abbiamo realizzato già la riforma delle pensioni e quella sul lavoro. Siamo sulla buona strada e di questo ci danno atto tutti gli attori internazionali. Ma sbaglieremmo se pensassimo che il cammino è terminato’.

Per il premier Monti il contributo limitato a 190 miliardi di euro, con l’approvazione da parte della Corte di Berlino dell’Esm, è una buona notizia. ‘L’Italia accoglie molto positivamente la proposta della Commissione Ue di conferire alla Banca Centrale Europea i poteri di supervisore unico delle banche dell’Eurozone.’

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/10/festa-democratica-se-si-votasse-oggi-il-sondaggio-con-bersani-in-cima-insieme-a-renzi-e-vendola/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/04/vertice-anticrisi-fra-monti-e-hollande-la-tav-si-fara-e-alle-parti-sociali-dicono-e-ora-delloccupazione/

Neve e freddo nell’emisfero australe. In Nuova Zelanda è scoppiato l’inverno

In  Nuova Zelanda è letteralmente scoppiato l’inverno. La notizia arriva da Liquida Magazine che per l’occasione pubblica una slide di foto della stagione più fredda all’altro capo del mondo. Mentre nell’emisfero boreale ci si prepara alla più mite stagione autunnale, in quello australe la neve e il freddo sembrano non volere dare sosta.

A Dunedin, città nella Nuova Zelanda meridionale, dovrebbe quasi essere tempo di primavera: nell’emisfero australe le stagioni sono rovesciate e settembre, in teoria, dovrebbe equivalere al nostro marzo. Eppure quest’anno Generale Inverno non sembra intenzionato a scendere dal trono, vista la copiosa nevicata che ha ricoperto la città, con temperature di poco superiori agli zero gradi.

Le foto sono Getty Images

http://magazine.liquida.it/2012/09/11/in-nuova-zelanda-e-scoppiato-linverno/
https://cookednews.wordpress.com/2012/06/10/from-love-to-bingo-la-vita-in-873-immagini-dallarchivio-getty-images/

Create a free website or blog at WordPress.com.