Papa Francesco inaugura il nuovo Pontificato

papa_bergoglioStemma e motto che aveva da vescovo e anello del pescatore d’argento anziché d’oro per Papa Francesco. Sono vari anche gli ‘aspetti di semplicità’ della messa che Bergoglio celebrerà domani a piazza San Pietro per l’inaugurazione del Pontificato. Lo ha sottolineato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, dettagliando alcuni particolari della liturgia.

Il Vangelo sarà ‘cantato in greco’. Se normalmente viene cantato in latino e greco, per sottolineare l’unità dei cristiani di Oriente e Occidente, in questo caso si è optato per il greco ‘perché di latino ce n’è già molto’. Il Papa ‘non dà la comunione lui personalmente, ma la danno i diaconi’. Ancora, ‘non c’è processione delle offerte, pane e vino per la messa vengono portati dai ministranti per l’altare, ma senza solenne processione’. L’omelia sarà tenuta in italiano. Per i giornalisti dovrebbe esserci un testo distribuito in embargo, ‘ma abbiamo visto – ha precisato Lombardi – che il Papa ama una certa spontaneità, quindi può darsi che aggiunga altre frasi e osservazioni mentre parla’. Alla messa, peraltro, che cade nella solennità della festa di San Giuseppe, canteranno il coro della Cappella sistina e il coro dell’Istituto di musica sacra. All’offertario, mottetto composto proprio per la messa di inaugurazione da Pierluigi da Palestrina ‘Tu es pastor ovium’. Alla fine, il ‘Te deum’.

Gli ‘aspetti di relativa semplicità della messa – ha detto Lombardi – fanno sì che la messa non dovrebbe essere molto lunga. La celebrazione di domani può stare in due ore, forse alle 11:30 le cose sono già verso il termine’.

Il Papa domani lascerà la casa di Santa Marta per la messa intorno alle 8:45-8:50 e poi, “in jeep o in papamobile”, farà un “lungo giro nella piazza, in mezzo alla folla nelle vie che vengono lasciate libere, prima dell’inizio della celebrazione”. Il portavoce vaticano ha detto inoltre che poi andrà alla sagrestia, vicino alla Pietà, intorno alle 9:15, e si preparerà alla celebrazione che avrà inizio verso le 9:30 cui parteciperanno anche rappresentanti ebrei e musulmani. La esatta definizione di quella di domani mattina è la “messa di inaugurazione del ministero petrino del vescovo di Roma”.

In tutto 34 capi di Stato e 132 delegazioni prenderanno parte alla Messa. oltre a Giorgio Napolitano e Chrstina Kirchner (Argentina): Sargsyan (Armenia), Fischer (Austria), Plevenliev (Bulgaria), Roussef (Brasile), Johnston (Canada), Pinera (Cile), Jeou Ma (Taiwan), Chinchilla (Costa Rica), Iosipovic (Croazia), Delgado (Equador), Ondimba (Gabon), Sosa (Honduras), Ader (Ungheria), Higgins (Irlanda), Berzins (Lettonia), Grybauskaite (Lituania), Ivanov (Macedonia), Abela (Malta), Pena Nieto (Messico), Gaoh (Niger), Martinelli (Panama), Gomez (Paragyuay), Komorowsky (Polonia), Cavaco Silva (Portogallo), Basescu (Romania), i reggenti di San Marino, Nikolic (Serbia), Gasparovi (Slovacchia), Pahor (Slovenia), Ruak (Timor est), Gnassingbe (Togo), Mugabe (Zimbabwe). Presenti i presidenti di Parlamento europeo Martin Schulz, del Consilgio Ue Herman van Rompuy, della commissione europea José Manuel Barroso. Cinque regnanti, tre principi ereditari, sei vice Capi di Stato, molti ministri e ambasciatori.

L’anello che indosserà il Papa si chiama del pescatore ‘perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini’, ha detto Lombardi in un briefing. ‘Ma sull’anello che questa volta il Papa riceverà è rappresentato San Pietro con le chiavi’. L’anello è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini. Il Papa ha scelto il modello, il cui disegno ha origine con il segretario di Paolo VI mons. Macchi, tra ‘due o tre possibilità che gli sono stati presentati’.

Giornata di incontri istituzionali quella di oggi per Papa Bergoglio, che ha ricevuto questa mattina in udienza il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e la presidente argentina Cristina Kirchner: quest’ultimo è il il primo incontro del nuovo Pontefice con un capo di Stato. Dopo il colloquio hanno pranzato insieme. Domani Kirchner assisterà alla messa di inaugurazione del pontificato, al fianco del presidente italiano Giorgio Napolitano.

Tra Papa Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, e Cristina Kirchner, non è corso buon sangue in passato, e dopo la sua elezione al soglio pontificio, mercoledì scorso, settori del kirchnerismo non hanno perso l’occasione di attaccare Bergoglio rilanciando la vecchia accusa di complicità con l’ultima dittatura militare argentina. Accusa che il Vaticano ha respinto con fermezza giovedì. Come ricorda Clarin, i contrasti tra Cristina e Bergoglio risalgono ai primi anni del governo di Nestor Kirchner. Tutto ebbe inizio nel 2004, quando il capo dell’episcopato argentino criticò ‘l’esibizionismo e gli annunci altisonanti’ dell’allora presidente, il quale a sua volta definì l’alto prelato ‘il vero rappresentante dell’opposizione’.

I contrasti furono così forti, ricorda ancora Clarìn, che il presidente Kirchner arrivò a dire: ‘Il nostro Dio è di tutti, ma attento che anche il diavolo arriva a tutti, a quelli che indossano i pantaloni e a quelli che indossano la tonaca’.

I contrasti si sono ripetuti anche con Cristina dopo la sua ascesa alla presidenza. In particolare la Chiesa argentina ha criticato alcune leggi promosse dalla presidente, tra cui quella sui matrimoni gay e quella che autorizza la legatura delle tube e la vasectomia. Dopo l’elezione di Bergoglio a Papa, Cristina ha ricordato le divergenze con l’ex arcivescovo di Buenos Aires, e gli ha inviato lettera di congratulazioni piuttosto fredda.

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Papa Francesco saluta i cardinali: ‘Non cediamo mai al pessimismo’

papa_francesco_inciampa--400x300‘Non cediamo mai al pessimismo, all’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno e allo scoraggiamento’. Così Papa Francesco ai cardinali in sala Clementina, che ha voluto ringraziare per la partecipazione, la preghiera e l’affetto prima, durante e dopo il Conclave.

Per un attimo Papa Francesco è quasi inciampato scendendo dal tronetto nella sala Clementina. Al termine del discorso di saluto del cardinale Angelo Sodano, il Pontefice si è alzato per andare a salutarlo, un gesto spontaneo e non usuale.

‘La metà di noi è nella vecchiaia. Vecchiaia è saggezza e sapienza: doniamole ai giovani’, ha detto Francesco parlando ai cardinali. Il Papa ha citato anche la saggezza del ‘vino vecchio’ e le parole di un poeta tedesco: ‘La tranquillità della vecchiaia’.

‘E’ da prendere in seria considerazione la dichiarazione di Perez Esquival che esclude qualsiasi compromissione del cardinale Bergoglio con la dittatura in Argentina‘. Nel primo pomeriggio, in conferenza stampa, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi è entrato nel merito delle feroci polemiche che hanno interessato la figura del Pontefice sulla stampa del suo Paese, l’Argentina, finendo poi sulle pagine di molti quotidiani internazionali.

 ‘La campagna – ha aggiunto Lombardi – era ben nota, la sua matrice anticlericale è nota ed evidente. Mai vi è stata un’accusa credibile nei suoi confronti, è stato interrogato come persona informata dei fatti ma mai gli è stato imputato nulla’.

Il primo giorno da Pontefice di Jorge Mario Bergoglio

POPE: FRANCIS PRAYS AT ROME'S SANTA MARIA MAGGIORELo aveva anticipato ieri, quando dalla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana si è presentato ai fedeli accorsi in Piazza San Pietro, dopo la fumata bianca del Conclave. Poco dopo le otto del mattino Papa Francesco ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore. Il Santo Padre si è raccolto in una preghiera privata per dieci minuti presso l’altare della Madonna. Ai padri domenicani penitenziari della basilica (chiamati ‘i confessori del Papa’) ha detto: ‘Siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno. Pregate per me’. Dopo il silenzio della preghiera Papa Francesco – accompagnato dal prefetto della Casa pontificia George Gaenswein e il viceprefetto padre Leonardo Sapienza – e insieme a monsignor Emilio Silvestrini, canonico liberiano di Santa Maria Maggiore e ai domenicani e ai francescani della basilica, ha intonato il canto mariano ‘Salve Regina’.

Terminata la visita, durata in tutto una trentina di minuti, il Papa si è recato alla Domus Internationalis Paulus VI, in via della Scrofa a Roma, per prendere le sue cose. Bergoglio ha voluto pagare il conto. Era lì prima del trasferimento a Santa Marta dove non aveva portato tutti i bagagli. Papa Francesco non dovrebbe recarsi oggi a Castel Gandolfo per incontrare il papa emerito Joseph Ratzinger.

Quella di questa mattina è la prima uscita in assoluto del nuovo Pontefice. Bergoglio ha lasciato la Basilica. Alle 17 poi, il Papa concelebrerà con tutti i cardinali la sua prima Messa da Pontefice nella Cappella Sistina. La celebrazione sarà in latino, con letture in italiano. Sabato nell’aula Paolo VI alle 11 Papa Francesco riceverà, come fecero i precedenti papi, i media. ‘L’ingresso sarà per tutti libero, non servono biglietti particolari’, ha spiegato Padre Federico Lombardi. Domani invece alle 11 nella Sala Clementina saluterà tutti i cardinali, sia gli elettori che i non elettori. Domenica il primo Angelus, martedì 19 marzo – alle 9:30 – la messa per la solenne inaugurazione del Pontificato.

Nella sua prima giornata da capo della Chiesa cattolica, al neo Papa sono arrivate anche le felicitazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’elezione a Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, sottolinea una nota del Quirinale, ‘è motivo di universale e gioiosa emozione’ e testimonianza di un ‘cattolicesimo senza confini’. ‘Il popolo italiano – si legge – ne è particolarmente partecipe, e a suo nome, interpretandone il sentimento comune e profondo, le indirizzo le mie più calorose e sincere felicitazioni’. ‘Lo straordinario patrimonio morale e culturale del Cattolicesimo – prosegue il capo dello Stato – è indissolubilmente intrecciato con la nostra storia bimillenaria e con i valori morali nei quali l’Italia si riconosce. La figura di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, al quale vostra Santità ha scelto di ispirarsi nell’assumere i nuovo Pontificato, racchiude questa condivisa ricchezza spirituale’.

Intanto vengono resi noti alcuni particolari delle ore immediatamente successive all’elezione del Pontefice. Papa Francescoargentino con genitori piemontesi, incontrando ieri sera i cardinali nella Cappella Sistina subito dopo la nomina ha mantenuto quell’atteggiamento di semplicità che lo contraddistingue. ‘Ha ricevuto l’omaggio dei cardinali stando in piedi senza sedersi nella poltrona papale’, ha raccontato padre Federico Lombardi ricordando come la nomina abbia colto ‘tutti di sorpresa. Si è trattato di una sorpresa positiva’.

‘Il nuovo Papa ci ha detto che l’evangelizzazione suppone zelo apostolico. E che bisogna uscire, andare verso chi ha bisogno, ad annunciare il Vangelo nelle periferie’. È la testimonianza del cardinale Fernando Filoni, rilasciata in un incontro nella Congregazione di Propaganda Fide, riportato da Fides.

Sulle bancarelle e in alcuni negozi di via della Conciliazione sono esposti i primi santini che raffigurano Papa Francesco. L’immagine ritratta è quella del Papa quando ieri si è affacciato dalla loggia della basilica di San Pietro per salutare le decine di migliaia di fedeli che erano accorsi per la sua nomina.

Città del Vaticano: ‘Basta pressioni sulla Chiesa in vista del Conclave’

FLORERIA VATICANA PRONTA A PREPARARE CAPPELLA SISTINALa Segreteria di Stato della Santa Sede ha pubblicato un comunicato in cui si deplora il tentativo di condizionare i cardinali, in vista del Conclave, con la diffusione di ‘notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni’. ‘La libertà del Collegio Cardinalizio, al quale spetta di provvedere, a norma del diritto, all’elezione del Romano Pontefice, – si legge nella nota della Segreteria di Stato vaticana, pubblicata dalla Radio vaticana – è sempre stata strenuamente difesa dalla Santa Sede, quale garanzia di una scelta che fosse basata su valutazioni rivolte unicamente al bene della Chiesa’.

‘Nel corso dei secoli i Cardinali – prosegue il testo – hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano’.

‘Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi – commenta la nota – si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo’.

‘E’ deplorevole che, con l’approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il Conclave e i Cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, – tiene a precisare la Segreteria di Stato – si moltiplichi la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni’.

‘Mai come in questi momenti, – conclude la nota – i cattolici si concentrano su ciò che è essenziale: pregano per Papa Benedetto, pregano affinché lo Spirito Santo illumini il Collegio dei Cardinali, pregano per il futuro Pontefice, fiduciosi che le sorti della barca di Pietro sono nelle mani di Dio’.

‘Questo è un periodo delicato’ e ci sono ‘tipi di informazione diversa’, ‘ci sono anche rapporti che parlano della Chiesa in modo molto negativo, calcolato’. Quella del Vaticano non è una ‘condanna’ generalizzata dei media, che svolgono una funzione importante. Lo ha detto padre Federico Lombardi ‘Ci sono – ha osservato il direttore della sala stampa vaticana – argomenti importanti che è doveroso siano anche all’attenzione dei cardinali, ma ci può essere una misura in questo’.

I cardinali in conclave, ha osservato padre Lombardi rispondendo a domande sulla nota della Segreteria di Stato sui tentativi di condizionare il voto, ‘al di là dell’oggi, faranno un esame doveroso delle questioni’ importanti per la Chiesa e per il suo servizio. Questi temi, ha commentato, ‘si possono certamente esaminare, ma da parte dei media ci vuole una misura in questo’.

Riallacciandosi quanto ha scritto nell’editoriale di oggi per Radio vaticana, padre Lombardi ha osservato che ‘si leggono descrizioni sulla Chiesa che vanno al di la‘ del giusto”, che tendono a parlare solo in ‘negativo, generando confusione e disorientamento’.

‘Il senso della nota della Segreteria di Stato – ha detto padre Lombardi – non mi pare sia valutare quale siano i media che fanno questo, e se siano italiani o di altri paesi, visto che ci sono anche media non italiani che rilanciano servizi italiani’ e viceversa. Il comunicato della Segreteria di Stato, ha detto Lombardi, ‘non vuole essere una condanna e un giudizio globale, c’è un lavoro positivo fatto dalla stampa’.

Ior: il tedesco Ernst Von Freyberg è il nuovo presidente

Ernst Von FreybergIl tedesco Ernst Von Freyberg è il nuovo capo dello Ior, l’Istituto per le opere di religione che era rimasto senza presidente in maggio per le dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi per contrasti sulla gestione della banca del Vaticano.

Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede Padre Federico Lombardi nel corso di un incontro con la stampa.

La nomina è stata decisa ieri ‘all’unanimità’ in una riunione congiunta della commissione cardinalizia di vigilanza e del board della banca e formalizzata oggi.

‘Non è una nomina papale ma cardinalizia’, ha spiegato Lombardi.

Von Freyberg appartiene all’Ordine dei cavalieri di Malta e la sua scelta, dice Padre Lombardi, “è un segnale della volontà di rigore e trasparenza e che la Santa Sede si impegna al rispetto delle norme internazionali e a tutto ciò che è necessario per combattere nel mondo la criminalità”.

Prima udienza del Papa dopo le dimissioni: ‘Ho lasciato in piena libertà, pregate per me’

pope-benedict-xvi_0‘Ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato, in piena libertà per il bene della Chiesa dopo aver pregato a lungo ed esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto ma altrettanto di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con la forza che esso richiede’.

Così Papa Benedetto XVI conferma e spiega la sua decisione di dimettersi in aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, la prima dopo l’annuncio, rivolgendosi agli 8mila fedeli che gremivano l’Aula Nervi. ‘Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il quale non le farà mancare la sua guida e la sua cura. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro papa, il Signore ci guiderà’ ha concluso il Pontefice.

La Santa Sede: conclave dopo il 15 marzo

‘L’inizio del Conclave deve essere stabilito tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante. Se tutto si svolge senza problemi si può pensare che inizierà dal 15 marzo in poi’. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, spiegando che la decisione della data ‘spetta ai cardinali riuniti nelle congregazioni generali’. Nella costituzione apostolica, infatti, si dice che da quando inizia la sede vacante hanno inizio queste congregazioni in preparazione del conclave, che hanno adempimenti giuridici e una ‘funzione importante di conversazione e di scambio sui problemi e la situazione della chiesa in modo da maturare criteri in funzione dell’elezione’. In modo, ha aggiunto padre Lombardi, da “arrivare ai giorni chiave del conclave con una preparazione’.

Nei prossimi giorni si procederà con la nomina del nuovo presidente dello Ior

 Un fitto calendario di incontri pubblici e udienze private, così saranno scandite queste ultime due settimane di pontificato di Papa Benedetto XVI.

Domani Benedetto XVI incontrerà i suoi sacerdoti, quelli della diocesi di Roma, per un appuntamento tradizionale nel quale, a braccio, risponderà anche alle domande di alcuni di loro. Appuntamento che si svolgerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Venerdì 15 febbraio, invece, alle 11 il Papa riceverà in udienza il presidente della Romania e, quindi, i vescovi della Liguria.

Sabato, invece, l’agenda papale prevede gli incontri con il presidente del Guatemala, con un gruppo di vescovi della Lombardia e, nel pomeriggio, con il premier mario Monti.

Domenica, invece, nuovo appuntamento pubblico con l’Angelus in piazza San Pietro ed inizio degli esercizi spirituali, predicati dal presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, card. Gianfranco Ravasi.

Tra i principali appuntamenti dopo gli esercizi spirituali, Benedetto XVI incontrerà alle 11.30 di sabato 23 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quindi, mercoledì 27 febbraio a poche ore dal suo addio, nuovo incontro con i fedeli, questa volta in piazza S.Pietro per l’ultima udienza generale.

Infine, prima di lasciare il Palazzo Apostolico, per recarsi in elicottero nella residenza di Castelgandolfo, il Papa vedrà, per un saluto, i cardinali del Sacro Collegio.

Papa Joseph Ratzinger annuncia le sue dimissioni da pontefice

papa ratzinger‘Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino’. Con queste parole papa Benedetto XVI annuncia che lascerà il pontificato dal prossimo 28 febbraio. Lo fa personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.
Joseph Ratzinger, 86 anni il prossimo 16 aprile, era stato eletto papa dal conclave il 19 aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II.

‘Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede – spiega il Pontefice – per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato’. ‘Per questo – aggiunge -, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro’.

‘Un fulmine a ciel sereno’ commenta il decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano. Parla di ‘scelta inaspettata, ma serena’ il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. ‘Una decisione che ci lascia con l’animo carico di dolore e di rincrescimento – aggiunge -. Ancora una volta Benedetto XVI ha offerto un esempio di profonda libertà interiore’. A poco più di un’ora dall’annuncio, parla anche il direttore della Sala stampa della Santa SedeFederico Lombardi. Secondo il quale, dopo il 28 febbraio, Joseph Ratzinger andrà a Castel Gandolfo e poi nel monastero delle suore sul colle Vaticano, ma ‘non in clausura’. In questo modo accadrà che due Papi vivranno contemporaneamente in Vaticano. Nessun pericolo di interferenze, assicura Lombardi: ‘Sono certo che Benedetto XVI sarà quanto mai attento e capace di evitarlo in ogni modo’.

‘Il Papa dice che il vigore fisico negli ultimi mesi è diminuito. Questo forse anche noi lo avevamo notato. Un po’ di stanchezza e affaticamento maggiore rispetto al passato» ammette padre Lombardi. Ma, precisa, «non risulta nessuna malattia in corso che influisca su questo tipo di decisione’. L’età pesa su di lui. Mio fratello vuole più riposo’ conferma alla stampa tedesca il fratello del Papa, Georg Ratzinger, che dice di essere al corrente della decisione da mesi. E spiega che da tempo il Pontefice fatica a camminare e che il suo medico gli ha consigliato di sospendere i viaggi oltreoceano.

‘Dal 28 febbraio 2013, alle ore 20 – spiega nel suo discorso – la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice’. Dal primo di marzo, dopo le dimissioni del 28 febbraio, inizierà l’iter per l’elezione. Per Pasqua dovremmo avere il nuovo Papa’ ipotizza padre Lombardi in conferenza stampa.

 In Luce del Mondo, libro-intervista uscito durante il periodo dello scandalo abusi, Benedetto XVI aveva già avanzato l’ipotesi delle dimissioni: ‘Quando si giunge alla chiara consapevolezza di non essere in grado di continuare, in questo caso il Papa ha il diritto e in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi’.

 Ad annunciare le dimissioni del Papa è per primo, alle 11.46, un flash dell’Ansa. Che, in pochi minuti, fa il giro del mondo, subito rilanciato da Reuters, Cnn, al Arabiya, France Presse, Telegraph e Bbc. E non manca la Rete: migliaia i commenti su Twitter, dall’Europa all’Asia, passando per il Medio Oriente. Sul sito di microblogging, lo scorso dicembre, aveva creato un account lo stesso Benedetto XVI (@pontifex). ‘Dobbiamo avere fiducia nella potenza della misericordia di Dio. Noi siamo tutti peccatori, ma la Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi’, l’ultimo tweet.

Immediate le reazioni, dall’Italia e dal mondo. A partire dal premier italiano Mario Monti: ‘Sono molto scosso da questa notizia inattesa’. Fino alla Germania: ‘Il governo tedesco reagisce con emozione e turbamento’ fa sapere il portavoce dell’esecutivo di Berlino.

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