Fabrizio Corona si consegna alle autorità portoghesi

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona (Photo credit: Wikipedia)

Fabrizio Corona, quattro giorni dopo l’inizio della sua latitanza, si è consegnato alla polizia portoghese. In un messaggio audio diffuso sul sito socialchannel. it, è lo stesso Corona ad annunciarlo: ‘Sono arrivato adesso in Portogallo dopo quattro giorni di viaggio, mi sto consegnando spontaneamente alle autorità portoghesi’.

Il fotografo dei vip era fuggito dall’Italia subito dopo la sentenza di condanna della Corte di Cassazione. La polizia italiana e l’Interpol erano ormai sulle sue tracce. La sua cattura era ormai questione di ore. Da qui, probabilmente la decisione di costituirsi alla polizia portoghese.

Secondo la polizia italiana, investigatori della Squadra mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, ed erano già sulle sue tracce. ‘Più che costituito si è arreso’, è il commento dei vertici milanesi della Questura.

L’ex fotografo ha dato un appuntamento per consegnarsi agli agenti portoghesi, ai quali si sono affiancati gli investigatori italiani, e lo ha fatto nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Corona durante l’arresto è apparso in preda a un evidente sconforto: era in lacrime.

‘Non sono fuggito, me ne sono andato dall’Italia perché turbato da una sentenza ingiusta e perché temo per la mia vita nelle carceri italiane’. Secondo il legale di Corona Nadia Alecci, sono state queste le prime parole dell’agente dei paparazzi, al momento in cui si è consegnato alla polizia.

Il fotografo dei vip è atterrato oggi a Malpensa con un volo diretto da Lisbona e tradotto nel carcere di Busto Arsizio, dove dovrà scontare una pena di 7 anni.

Fabrizio Corona è latitante. L’appello della famiglia: ‘consegnati’

fabrizio-coronaIl fotografo dei Vip che da ieri ha fatto perdere le sue tracce dopo la notizia della condanna a 5 anni emessa nei suoi confronti dalla Cassazione, è stato ufficialmente dichiarato latitante. La Polizia di Stato, a cui era stato affidato il compito di notificargli il provvedimento di arresto, ha infatti rimesso il rapporto di irreperibilità all’autorità giudiziaria, atto che segna ufficialmente lo status di latitante.

L’uomo, che era in affidamento ai servizi sociali al momento della firma del mandato d’arresto da parte della Procura generale di Torino, doveva rincasare entro le 21 nella sua residenza milanese. Invece è tuttora introvabile.

‘Fabrizio, siamo affranti. Con la poca lucidità di cui disponiamo in un momento così drammatico, ovunque tu sia, ti chiediamo di tornare al più presto e consegnarti alla giustizia’. Questo l’accorato appello che la famiglia Corona rivolge a Fabrizio, reso noto dal fratello minore Federico.

Ieri Corona è stato condannato dalla Cassazione con sentenza definitiva a cinque anni di carcere mille euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Subito dopo la conferma del verdetto, la procura generale di Torino ne aveva disposto l’ arresto, ma la polizia di Milano, che da alcuni giorni stava monitorando i suoi spostamenti, lo ha visto l’ultima volta, ieri, entrare in una palestra di corso Como. Poi, più nulla. Nel palazzo dove abita, poco lontano, nella zona della movida milanese, non è stato notato.

Con il verdetto, la Suprema Corte ha reso ieri definitiva la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino, il 6 gennaio 2012, nel processo nel quale l’ex titolare dell’agenzia ‘Corona’s’ – fallita – era imputato per estorsione aggravata e trattamento illecito dei dati personali ai danni del calciatore franco-argentino David Trezeguet, quando vestiva la maglia della Juve. Dall’ex atleta bianconero, Corona si era fatto dare 25 mila euro per non pubblicare le foto che lo ritraevano in compagnia di una ragazza che non era la moglie, con la quale aveva passato una notte dopo una serata nella movida milanese. Per questa vicenda, inizialmente, Corona fu prosciolto ma la Cassazione lo rinviò nuovamente a processo ritenendo le accuse gravi e fondate.

Dopo aver appreso il verdetto degli ‘ermellini’, la Procura generale della Corte di Appello di Torino, con un atto firmato dal pg Vittorio Corsi, ha subito chiesto l’arresto di Corona che non può più usufruire di alcun beneficio per evitare il carcere dal momento che, adesso, ha sulle spalle una pena complessiva ben superiore ai tre anni entro i quali si possono ottenere le misure alternative. Il fotografo catanese – condannato definitivamente anche a un anno e cinque mesi per altri episodi di estorsione ai danni di altri vip e per spendita di banconote false – era per questo sotto controllo, per evitare il rischio di fuga proprio in vista della decisione del ‘Palazzaccio’.

 I problemi giudiziari per Corona, comunque, non sono finiti qui. Lo scorso giugno, ad esempio, la Corte di Appello di Milano lo ha condannato ad altri tre anni e dieci mesi per bancarotta e frode fraudolenta. Secondo i pm, l’ex fidanzato di Belen Rodriguez – ed ex marito di Nina Moric – ha frodato il fisco per 3,8 milioni di euro attraverso un giro di fatture false. Anche su questo filone di inchiesta, prossimamente, dovrà pronunciarsi la Suprema Corte. L’estorsione a Trezeguet emerse nell’inchiesta su ‘vallettopoli’ condotta dall’ex pm di Potenza Henry John Woodcock (ora a Napoli), poi trasferita a Torino per competenza territoriale.

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