Cipro boccia il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo: ‘no a prelievo forzoso’

cyprus-eurogroup-protestIl parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo, che prevede a garanzia anche un prelievo forzoso sui depositi bancari. Contro il piano che prevede un prelievo forzoso straordinario sui depositi bancari per un totale di 5,8 miliardi euro hanno votato 36 deputati, mentre ad astenersi sono stati in 19. Gli astenuti sono i rappresentanti del partito Disy del presidente Nicos Anastasiades, pur favorevole al piano. I contrari sono tutti gli altri (compresi gli otto del partito Diko, alleato di governo).

Il governo e il Parlamento cipriota devono prendersi la responsabilità dei problemi di insolvenza che hanno reso necessario il salvataggio. Lo ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, parlando alla radio. ‘La responsabilità non è né del governo tedesco né di altri stati europei, è una decisione di Cipro‘, ha detto Schaeuble. ‘Il modello di business di Cipro ha indotto il paese a non essere più solvente ed è chiarissimo che questo non può essere pagato esclusivamente dai contribuenti europei. Come Cipro debba fare spetta a Cipro deciderlo, non all’Eurozona‘,ha aggiunto.

Salvare i piccoli risparmiatori. Il governo cipriota ha trovato un compromesso sulla questione del controverso prelievo forzoso imposto sui depositi bancari. Secondo una nuova bozza di proposta saranno esentati i depositi bancari fino a 20.000 euro, mentre per le somme tra 20.000 e 100.000 euro sarà applicata una tassa del 6,75% e per quelle superiori a 100.000 euro del 9,9%.

La modifica delle modalità di prelievo forzoso a cui sta lavorando il governo cipriota non consentirebbe di raccogliere i 5,8 miliardi di euro richiesti dall’Eurogruppo e quindi mette a rischio il piano di salvataggio di Cipro. E’ quanto sostiene il governatore della
banca centrale cipriota, Panicos Demetriades. ‘Se raggiungessimo 5,5 miliardi sarà considerata una violazione dell’accordo e forse non sarà accettata’, ha detto Demetriades.

Banche chiuse. Mentre le banche restano chiuse per evitare una corsa ai depositi (la riapertura si avrà solo giovedì mattina) in mattinata si sono tenute altre manifestazioni fuori dal Parlamento, e l’attenzione resta sul dibattito politico. Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – ‘garante’ dell’accordo con i partner internazionali – potrebbe non riuscire a raccogliere la maggioranza dei voti sul pacchetto di interventi, visto che la coalizione che lo sostiene può contare solo su 28 dei 56 seggi dell’assemblea di Nicosia, e l’opposizione socialista e comunista ha gia’ annunciato un voto contrario.

La bocciatura avrà conseguenza imprevedibili sulla stabilità finanziaria dell’isola, con pesanti ricadute sull’Eurozona e sulla moneta unica, come hanno dimostrato le tensioni di ieri sui mercati internazionali. Anastasiades aveva ammonito i deputati che un voto contrario sull’accordo porterebbe al crollo del settore finanziario dell’isola con un rischio concreto di bancarotta.

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Grillo: ‘l’Italia è di fatto fuori dall’euro’ la profezia del comico a un quotidiano tedesco

Grillo e l'Italia fuori fall'euroL’Italia è ‘di fatto, fuori dall’euro’. L’ultima bordata di Beppe Grillo arriva dal quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, al quale il capo del Movimento 5 Stelle ha rilasciato un’intervista. Anche i Paesi del nord Europa lo sanno e tengono Roma nell’Eurozona, aggiunge Grillo, ma ‘solo finché avranno recuperato gli investimenti delle loro banche nei titoli di Stato italiani’. ‘Poi – profetizza – ci lasceranno cadere come una patata bollente’.

Grillo spiega di non essere contro l’Ue ma di volere solo ‘un piano B per l’Europa’ e ribadisce la sua richiesta di ‘un referendum online (uno vero è escluso dalla costituzione italiana, ndr) sull’Euro, così come sulla direttiva Bolkestein, sul Trattato di Lisbona‘.

Per Grillo questi sono passi necessari per ottenere un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale europeo. ‘Ci dobbiamo ancora chiedere – sottolinea – cosa è successo in Europa. Perché non abbiamo una comune politica sull’informazione, una politica fiscale comune, una politica d’immigrazione comune e perché solo la Germania si e’ arricchita?’

(fonte Rainews24)

Monti: ‘Se mi chiedono di restare? Non ho ancora riflettuto’

‘Non ho ancora riflettuto su questo argomento, ma il mio futuro politico sul quale mi sto concentrando finisce con le elezioni nella prossima primavera. Concepisco il mio inatteso impegno nella politica come di breve termine, e desidero che sia di beneficio per il mio Paese’. Così il premier Mario Monti, in un’intervista al Washington Post realizzata sabato scorso a Cernobbio, risponde ad una domanda sulle sue future ambizioni politiche.

La domanda faceva riferimento alla possibilità che si formi alle prossime elezioni una coalizione che gli chieda di restare come primo ministro: sarebbe d’accordo a rimanere? ‘Veramente non ho ancora riflettuto su questo argomento. Sono stato molto impegnato a governare il Paese in questi mesi difficili”.

‘Ovviamente – ha proseguito il premier – sono preoccupato che l’Italia torni alle vecchie politiche e che i risultati raggiunti vadano persi, ma sono speranzoso che questo non accadrà perché i politici hanno avuto tempo per riflettere e stanno lavorando sul loro rinnovamento’.

Oltre alla ‘maturazione’ dei partiti, Monti individua un altro elemento tranquillizzante per il futuro. ‘L’Italia, come altri Paesi, sta lavorando sotto le restrizioni europee, che limitano il grado di politiche immaginifiche che ogni nuovo governo o Parlamento potrebbe introdurre’.

Il presidente del consiglio oggi è alle prese con le recenti decisioni in campo economico da parte della Bce, la Bance Centrale Europea.

Per il presidente del Consiglio Mario Monti l’Italia un anno fa ‘si trovava in una situazione decisamente peggiore rispetto all’attuale: rischiavamo infatti di finire come la Grecia.

‘Le decisioni del board della Banca Centrale Europea – ha aggiunto il premier – segnano un passo avanti importante verso la governance dell’Unione Europea. Serve ad allentare la tensione sullo spread che a detta di molti, a partire dal governatore della Banca d’Italia, è drogato di almeno 200 punti rispetto ai fondamentali italiani. Naturalmente questo non risolve il problema delle riforme strutturali che il nostro paese deve attuare. Abbiamo realizzato già la riforma delle pensioni e quella sul lavoro. Siamo sulla buona strada e di questo ci danno atto tutti gli attori internazionali. Ma sbaglieremmo se pensassimo che il cammino è terminato’.

Per il premier Monti il contributo limitato a 190 miliardi di euro, con l’approvazione da parte della Corte di Berlino dell’Esm, è una buona notizia. ‘L’Italia accoglie molto positivamente la proposta della Commissione Ue di conferire alla Banca Centrale Europea i poteri di supervisore unico delle banche dell’Eurozone.’

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