Chi è Enrico Letta

ENRICO-LETTAPisano, ex ministro più giovane della Repubblica, sposato e padre di tre figli. Milanista. Questo il profilo di Enrico Letta, nuovo presidente del Consiglio incaricato da Giorgio Napolitano per la guida di uno dei governi più difficili della Repubblica. Gli annuari lo proiettano anche tra i più giovani premier europei. Letta è nato a Pisa il 20 agosto 1966. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Strasburgo, dove ha frequentato la scuola dell’obbligo. Si è laureato in diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Pisa. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee presso la Scuola superiore di studi universitari e perfezionamento ‘S. Anna’ di Pisa. E’ segretario generale dell’Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) dal 1993. Dal 1991 al 1995 è stato presidente dei Giovani del Partito popolare europeo.

Dal 1993 al 1994 è stato capo della segreteria del ministro degli Esteri Beniamino Andreatta (governo Ciampi). Dal 1996 al 1997 ha rivestito il ruolo di segretario generale del Comitato per l’euro del Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione economica. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è stato vicesegretario del Partito popolare italiano. Dal novembre 1998 al dicembre 1999 è stato ministro per le Politiche comunitarie (primo governo D’Alema). Dal gennaio all’aprile del 2000 è stato ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato (secondo governo D’Alema), e dall’aprile del 2000 al maggio 2001 è stato ministro dell’Industria, Commercio, Artigianato e ministro del Commercio con l’estero (secondo governo Amato). Deputato della Repubblica dal maggio 2001, in seguito alle elezioni europee del giugno 2004, nelle quali è stato eletto parlamentare europeo per la circoscrizione del Nord-Est, ha dato le dimissioni dall’incarico di parlamentare nazionale.

Al Parlamento europeo si è iscritto al Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e ha fatto parte della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione Maghreb. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e il 17 maggio 2006 viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, incarico che ricopre fino al maggio del 2008. Nel 2007 si è candidato alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista Pd nella Circoscrizione Lombardia 2, è stato eletto alla Camera dei Deputati. Poche settimane dopo Walter Veltroni lo ha chiamato a far parte del governo ombra del PD in qualità di responsabile Welfare. Professore a contratto presso la Libera Università Cattaneo (2001-2003), la Scuola superiore S. Anna di Pisa (2003) e l’Haute ecole de commerce di Parigi (2004 e 2005). Dal 2004 è vicepresidente dell’ASPEN Institute Italia.

E’ sposato con la giornalista Gianna e ha tre figli, Giacomo, Lorenzo e Francesco. E’ autore, tra l’altro, di: Passaggio a Nord-Est, Arel-Il Mulino, 1994; Euro si’ – Morire per Maastricht, Laterza, 1997; La Comunità competitiva, Donzelli, 2001; Dialogo intorno all’Europa (con L. Caracciolo), Laterza 2002; L’allargamento dell’Unione europea, Il Mulino, 2003; Viaggio nell’economia italiana (con P. Bersani), Donzelli, 2004; L’Europa a Venticinque, Il Mulino, 2005; In questo momento sta nascendo un bambino, Rizzoli, 2007.

Costruire una cattedrale. Perché l’Italia deve tornare a pensare in grande, Mondadori, 2009. Nella biografia sul suo sito personale ricorda di essere un lettore onnivoro e di amare soprattutto i libri degli scrittori italiani dell’ultima generazione, come Santo Piazzese, Marcello Fois, Gianrico Carofiglio. Ultimo libro letto: ‘L’uomo dei sogni’ di Jean-Christophe Rufi. La storia di un uomo che ha cambiato il proprio tempo partendo da un sogno di libertà. Il protagonista vive nel Medioevo in una Francia devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, carestie e malattie.

  Un’epoca buia dalla quale, fin da ragazzo, sogna di fuggire. E’ un appassionato lettore di Dylan Dog. Tifa da sempre per il Milan e gioca ancora oggi a Subbuteo. Ascolta Irene Grandi, Elio e le Storie Tese, Vasco Rossi e Zucchero.

Parlando subito dopo Letta, Napolitano ha spiegato le ragioni della scelta. ‘Pur essendo giovane, Enrico Letta ha già accumulato importanti esperienze in Parlamento e nell’attività di Governo’, ha ricordato. In caso di successo l’esponente del Pd diventerebbe infatti il più giovane presidente del Consiglio dopo il democristiano Giovanni Goria (arrivò a Palazzo Chigi nel 1987 a 43 anni mentre Letta ne compie 47 ad agosto). ‘Si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente bisogno il Paese – ha detto ancora il capo dello Stato – Questa è la sola prospettiva possibile: una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza. Non ci sono alternative al successo’, ha sentenziato infine il presidente.

Festival di Sanremo: boom di ascolti per la serata amarcord, fra i giovani vince Antonio Maggio

Sanremo quarta serataE’ ancora boom di ascolti per il Festival di Sanremo, che nella quarta serata ha fatto segnare uno share del 47,5%. A seguire la prima parte della serata, che ha celebrato la storia del Festival, sono stati oltre 13 milioni di spettatori, come scrive il sito della Rai. La seconda parte è stata seguita da sei milioni e 597 mila persone, pari al 52,6% di share. La media ponderata degli ascolti è stata pari a 11 milioni e 538 mila spettatori, con uno share del 48,1%. Gli ascolti risultano in crescita sia rispetto alla terza serata sia rispetto al Sanremo 2012. Twitta Fabio Fazio: “Grazie davvero. Gli ascolti non sono tutto ma la qualità della musica di ieri è stata premiata al meglio! Viva Verdi!!!!”. Picco di share con Pippo Baudo: 58,29%.

Nella serata amarcord c’è stato il ritorno di Pippo Baudo sul palco dell’Ariston, l’omaggio a Mike Bongiorno e le canzoni che hanno fatto la storia della kermesse interpretate dai 14 big in gara. Cominciata con un filmato in bianco e nero dell’Istituto Luce che ritraeva i protagonisti delle prime edizioni del festival, mostri sacri della musica italiana come Mina, Adriano Celentano, Tony Dallara e Claudio Villa, la serata, ribattezzata ‘Sanremo Story’, si è conclusa con la proclamazione del vincitore della categoria giovani, il cantautore pugliese Antonio Maggio con il brano ‘Mi servirebbe sapere’. Ventisei anni, Maggio insieme agli Aram Quartet aveva vinto la prima edizione di X Factor, nel 2008.

A regalare risate al pubblico dell’Ariston è stata come sempre Luciana Littizzetto che ha fatto il suo ingresso in sala con una fedele riproduzione del vestito indossato da Nilla Pizzi nel ’52, durante la seconda edizione del festival. Dopo l’esibizione di Malika Ayane, che ha interpretato ‘Cosa hai messo nel caffè’ di Riccardo Del Turco accompagnata dai ballerini Paolo Vecchione e Thomas Signorelli, la conduttrice torinese è tornata in scena con un caschetto biondo anni ’60 e un vestito uguale a quello di Caterina Caselli quando cantò al festival del ’66 ‘Nessuno mi può giudicare’. ‘Era la prima canzone sulla prescrizione’, ha commentato la Littizzetto, scatenando l’ilarità generale.

E’ stato poi il turno di Daniele Silvestri, che si è esibito in una toccante versione di ‘Piazza grande’ di Lucio Dalla, alla cui memoria nel pomeriggio era stata intitolata la sala stampa del Palafiori e di Annalisa Scarrone con Emma che hanno interpretato un altro dei grandi successi sanremesi, ‘Per Elisa’, con cui Alice vinse il festival nel 1981. I Marta sui Tubi, accompagnati dalla bellissima voce di Antonella Ruggero, hanno cantato ‘Nessuno’, brano con cui Betty Curtis e Wilma De Angelis esordirono a Sanremo nel ’59. Sul palco sono poi saliti Gian Marco Tognazzi, Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin, i quattro figli d’arte che presentarono insieme, poco più che ragazzini, il festival del 1989, inanellando una serie incredibile di papere come ricordato dal conduttore Fabio Fazio.

La serata amarcord è proseguita con le esibizioni di Raphael Gualazzi, che ha intonato una versione rivisitata di ‘Luce (tramonti a nord est)’ di Elisa, dei Modà, che insieme al maestro Adriano Pennino hanno proposto in versione rock la celebre hit di Pino Donaggio ‘Io che non vivo’, di Simone Cristicchi, che si è cimentato in una versione molto fedele all’originale di ‘Canzone per te’ di Sergio Endrigo e di Simona Molinari e Peter Cincotti che, con il chitarrista Franco Cerri, hanno reinterpretato in chiave jazz ‘Tua’, brano presentato al festival nel ’59 da Tonina Torrielli e Jula De Palma. Maria Nazionale, con la sua generosa scollatura, ha invece eseguito con il chitarrista napoletano Mauro Di Domenico un’emozionante versione di ‘Perdere l’amore’ di Massimo Ranieri. Il primo artista della classifica provvisoria, Marco Mengoni, ha poi portato sul palco dell’Ariston ‘Ciao amore ciao’ di Tenco, prima dell’atteso omaggio a Mike Bongiorno con l’inaugurazione in diretta tv di una statua del grande presentatore donata dalla Fondazione Bongiorno alla città di Sanremo per ricordare l’indissolubile legame tra Mike e il festival.

Spazio poi ancora alla musica con Elio e Le Storie Tese che hanno cantato ‘Un bacio piccolissimo’ insieme al pornostar Rocco Siffredi, con Max Gazzè che ha interpretato ‘Ma che freddo fa’ di Nada e con Chiara Galiazzo che ha intonato ‘Almeno tu nell’universo‘, brano di Mia Martini del 1989. Tra i big gli ultimi ad esibirsi sono stati gli Almamegretta, orfani del cantante Raiz. A spiegare il motivo delle defezione è stato lo stesso Fazio: ‘Raiz non ci sarà perché si è convertito all’ebraismo e il venerdì non può esibirsi in pubblico. E’ la prima volta – ha sottolineato il conduttore – che accade uno cosa del genere al festival’. L’esibizione del gruppo napoletano, che si è cimentato in una versione reggae de ‘Il ragazzo della via Gluck‘ di Celentano, verrà sicuramente ricordata anche per il messaggio ‘antiproibizionista’, ‘lasciate crescere l’erba’, lanciato da Marcello Coleman, voce del gruppo dal 2009, al termine della canzone.

Sul palco dell’Ariston, salutato da un’autentica standing ovation, è poi salito il conduttore che più di ogni altro ha segnato la storia del festival, Pippo Baudo, che, prima di ritirare il premio ‘Città di Sanremo’, ha baciato di nuovo in bocca Luciana Littizzetto. ‘Mi manca solo Mollica poi li ho baciati tutti’, ha commentato ‘Lady Sanremo’ con la solita ironia. ‘Io devo tutto alla televisione e per questa ragione voglio continuare a farla nella speranza di farla bene ed educata’, ha detto invece super Pippo primi di esibirsi in un inedito duetto canoro con Fabio Fazio. Dopo l’esibizione del maestro Stefano Bollani, che si è cimentato in un medley di brani suggeriti al pubblico, è arrivato finalmente il turno dell’ospite internazionale più atteso, il cantautore e chitarrista brasiliano Caetano Veloso, che quest’anno festeggia 70 anni di età e 40 di carriera. Per il pubblico dell’Ariston Veloso ha cantato uno dei suoi più grandi successi ‘Voce linda’ e due canzoni di Domenico Modugno, accompagnato al piano da Stefano Bollani.

Oggi ultima serata per l’edizione numero 63 del Festival di Sanremo. Si esibiscono i 14 campioni che vengono giudicati da un sistema di votazione misto: si terrà conto dei voti della giornata precedente, delle preferenze espresse dalla Giuria di qualità e del televoto. Grande ospite della serata sarà Andrea Bocelli, una delle voci italiane più famose nel mondo, gli altri ospiti saranno la modella Bianca Balti, l’attore Claudio Bisio, il direttore d’orchestra Daniel Hardind, il ballerino Lutz Förster, la cantautrice Birdy e il rugbista Martin Castrogiovanni.

63° Festival di Sanremo 2013: programma della seconda serata

Fabio-Fazio-e-Luciana-Littizzetto-Festival-di-Sanremo-2013-450x300 (1)Seconda serata del Festival di Sanremo 2013, segnata dal lutto che ha colpito i Ricchi e Poveri che quindi non saranno presenti in veste di ospiti come era invece in programma. Prevista l’esibizione degli altri 7 cantanti della sezione big, che presenteranno due brani ciascuno. Come nella prima serata, a decidere quale brano rimarrà in gara sarà il pubblico da casa attraverso il televoto e la giuria della sala stampa.

Questo l’ordine di esibizione dei big in scaletta:

Modà – ‘Come l’acqua dentro il mare’ e ‘Se si potesse non morire’

Malika Ayane – ‘Niente’ e ‘E se poi’

Simone Cristicchi – ‘Mi manchi’ e ‘La prima volta’

Almamegretta – ‘Mamma non sa’ e ‘Onda che va’

Max Gazzè – ‘Sotto casa’ e ‘I tuoi maledettissimi impegni’

Annalisa Scarrone – ‘Non so ballare’ e ‘Scintille’

Elio e le Storie Tese – ‘Dannati for ever’ e ‘La canzone monotona’

A seguire, le esibizioni di 4 degli 8 artisti della sezione giovani: Blastema, Il Cile, Irene Ghiotto e Renzo Rubino. Anche in questo caso il sistema di votazione è misto: televoto e giuria della stampa. Le due canzoni più votate, passeranno il turno per contendersi la vittoria finale.

Tra gli ospiti, Beppe FiorelloCarla Bruni (in duetto con Luciana Littizzetto), la top model israeliana Bar Refaeli e il giovane cantautore israeliano Asaf Avidan. I testimonial dei big, invece, saranno Max Biaggi ed Eleonora Pedron con i Modà, Neri Marcorè con Malika Ayane, Jessica Rossi con Simone Cristicchi, Filippa Lagerback con Alamamegretta, la nazionale femminile di fioretto con Max Gazzè, Carlo Cracco con Annalisa Scarrone, Roberto Giacobbo con Elio e Le Storie Tese.

Sanremo: ecco i 14 big del 63° Festival 2013

SANREMO:FAZIO,SAREBBE BELLO LITTIZZETTO A MIO FIANCOMentre sui siti si rincorrevano liste più o meno complete dei 14 Big in gara a Sanremo, anche Fabio Fazio su Twitter non ha rinunciato a dare una laconica anticipazione: ‘Marta sui tubi’.

Poi ecco la lista al Tg1 delle 13.30: Almamegretta, Malika Ayane, Simone Cristicchi, Elio e Le Storie Tese, Max Gazzè, Chiara Galiazzo, neovincitrice di X Factor, Raphael Gualazzi, Marco Mengoni, Marta Sui Tubi, Modà, Maria Nazionale, Annalisa Scarrone, Daniele Silvestri, Simona Molinari con Peter Cincotti.

‘Molti saranno sorpresi. Spero. E vedrete nessun pregiudizio verso i talent. Anzi: è il pop di oggi’ aveva assicurato questa mattina Fazio sempre su Twitter esprimendo poco dopo ”molto rammarico per quelli a cui abbiamo dovuto rinunciare’.

Poi al Tg1 il conduttore ha spiegato che “la scelta è stata quella della contemporaneità che abbiamo cercato di introdurre attraverso due elementi: la popolarità, quindi il pop, che oggi arriva per lo più attraverso il talent e la tv, e soprattutto la qualità, la qualità delle canzoni”.

‘Ci sono anche nomi – ha detto Fazio – che per la prima volta vanno in gara a Sanremo ma il senso era proprio quello di cercare di dare contemporaneità. E’ chiaro, ci sono 14 posti, ci dispiace molto che non tutti quelli che avremmo voluto ci saranno. A volte abbiamo dovuto fare anche scelte dolorose. Ma siccome quest’anno vorrei che il festival fosse una grande festa, vorrei trovare il modo anche di coinvolgere nel festival altri nomi che hanno fatto grande la sua storia”. ‘Sanremesi’ che, dunque, potrebbero comunque salire sul palco dell’Ariston per la serata dedicata alla storia della musica italiana.

‘Quanto alla data – ha commentato su Twitter – E’ ovvio che se si votasse il 17 il festival dovrebbe spostarsi. Ma non ci voglio nemmeno pensare…’.

Le reazioni non si fanno attendere. ‘Stavo scolando la pasta. Al Tg1 hanno detto che vado a #Sanremo. Buon appetito!’ posta su Twitter Simone Cristicchi. Su Twitter arrivano anche le parole di Daniele Silvestri: ‘Già mi piace questo Festival. Tra vecchi amici e grandissimi musicisti. Peccato non sapere quando cacchio sarà!’. ‘Siamo felicissimi di partecipare nuovamente al Festival perché siamo convinti che sia un’importante vetrina per un artista e siamo emozionati come se fosse la nostra prima volta” commenta il cantante dei Modà, Francesco ‘Kekko’ Silvestre.

Dopo l’esclusione di Albano, di Bobby Solo e i Tazenda con dei brani di Mogol, la direzione artistica del 63esimo Festival di Sanremo, composta da Fabio Fazio, Pietro Galeotti, Marco Posani, Claudio Fasulo, Massimo Martelli, Michele Serra e Francesco Piccolo, avvalendosi della collaborazione del direttore musicale Mauro Pagani, ha reso noti gli artisti e le canzoni, due per ciascuno, che parteciperanno alla sezione Campioni della kermesse canora.

Ecco l’elenco: Almamegretta con ‘Mamma non lo sa’ e ‘Onda che vai’; Annalisa con ‘Non so ballare’ e ‘Scintille’; Chiara con ‘L’esperienza dell’amore’ e ‘Il futuro che sarà’; Daniele Silvestri con ‘A bocca chiusa’ e ‘Il bisogno di te’; Elio e le Storie Tese con ‘Dannati forever’ e ‘La canzone mononota’; Malika Ayane con ‘Niente’ e ‘E se poi’; Marco Mengoni con ‘Bellissimo’ e ‘L’Essenziale’; Maria Nazionale con ‘Quando non parlo’ e ‘E’ colpa mia’; Marta sui tubi con ‘Dispari’ e ‘Vorrei’; Max Gazzè con ‘Sotto casa’ e ‘I tuoi maledettissimi impegni’; i Modà con ‘Come l’acqua dentro il mare’ e ‘Se si potesse non morire’; Raphael Gualazzi con ‘Sai (ci basta un sogno)’ e ‘Senza ritegno’; Simona Molinari in coppia con Peter Cincotti con ‘Dr. Jekyll and Mr.Hide‘ e ‘La felicità’ e Simone Cristicchi con ‘Mi manchi’ e ‘La prima volta’.

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